TEOLOGIA
martedì 25 giugno 2019 10:39
Teologia Dogmatica – a.a. 2018-2019
Prof.ssa Manuela Terribile
Tesario per la preparazione dell’esame per Studenti NON frequentanti
Testi di riferimento:
BERNARD SESBOÜÉ, Credere
CHRISTOPH THÉOBALD, La lezione di teologia
1.“Per dirla in una parola, la differenza radicale tra la rivelazione ebraico-cristiana e l’immane di Dio nelle altre religioni consiste in questo:
Dio si è fatto vicino all’uomo; si volge verso di lui con un amore perseverante; entra nella nostra storia” (B.SESBOÜÉ, Crede re, Queriniana,
Brescia 20124, 90). [ Pagina docente: slides Dogma09.pptx]
Quali sono i tratti fondamentali dell’immagine di Dio nell’Antico Testamento e di Padre di Gesù Cristo nel Nuovo?
La fede in Dio Creatore pone un conflitto con le scienze? Quale antropologia desumiamo dalla fede in Dio Creatore?
IO CREDO IN DIO PADRE ONNIPOTENTE CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA
A.Dio nell' Antico testamento è:
-filantropo: ama l' uomo, lo cerca e gli si avvicina;
-amorevole: il Suo amore è materno, paterno e coniugale, lo rende vulnerabile e fragile;
-geloso perché amorevole: non vuole che il popolo di Israele con cui Lui ha stretto alleanza crei degli idoli, ciò Lo porta a provare collera
-giusto e misericordioso: alle rotture di alleanza da parte del popolo di Israele, Dio risponde con giustizia e misericordia, rimane leale nei
confronti dell' alleato infedele, lo perdona. La giustizia divina non è distributiva, non condanna e non vuole la morte del p eccatore bensì che
egli si converta e viva;
-padre: che mostra bontà nei confronti del figlio (il popolo d' Israele) che gli deve obbedienza
-onnipotente: creatore del cielo e della terra, ha tutti gli attributi metafisici
Il Dio Padre di Gesù nel Nuovo Testamento:
Dio nella sua infinita bontà ha mandato sulla terra il Figlio. L' incarnazione dello Spirito in Cristo redentore rende possib ile la salvezza degli
uomini.
Gesù chiama Dio con gli appellativi "Padre mio" e "Abbà" che significa papà, rivendicando con Lui un rapporto privilegiato.
Ci rivela il Padre mostrando cosa significhi essere suo Figlio. Ama il Padre e compie la sua volontà come un figlio amorevole .
B.La fede in Dio Creatore NON pone un conflitto con le scienze.
Dio ha creato dal nulla tutto ciò che esiste, non si è limitato a plasmare un materiale pre -esistente come il Demiurgo platonico.
In tal senso la creazione è una nozione biblica ed è la novità cristiana rispetto alla filosofia greca. Per far sì che non ci siano fraintendimenti
bisogna chiarire il rapporto tra fede e scienze.
La Bibbia non è un libro di scienza bensì di religione e in quanto tale non è interessata a com'è fatto il cielo ma al perch é ci siano tutte le cose
esistenti. Il creato non è l' Essere ma ha in sé l' Essere, conferitogli dal Creatore da cui è dipendente, perciò le creature nascono e muoiono
rivelando la loro relatività.
Rispetto a tutte le altre creature l’uomo è l’unico che Dio ha voluto per sé, egli è capace di autocoscienza e decisione libe ra, può interpretare
il suo essere al mondo dandogli un senso.
Nel secondo racconto biblico della creazione l’uomo (adam) è tratto dalla polvere (adamah), in cui Dio soffia il suo alito di vita (neshamah),
che lo rende un essere vivente (nefesh). Il massimo della gratuità di Dio si raggiunge quando crea un essere assolutamente li bero: capace di
riconoscerlo o misconoscerlo. Per questo l’uomo è il vertice della creazione. All’origine del primo uomo – e di ogni uomo – c’è così un nuovo
intervento di Dio, una nuova decisione libera ed originale di Dio.
2. “Gesù è entrato nella storia come un uomo. Come sono giunti i suoi discepoli non solo a dargli la loro fede, ma anche a procl amarlo
Cristo e Signore?” (B.SESBOÜÉ, op. cit., 227). [ Pagina docente: slides Dogma10.pptx]
Quali sono le caratteristiche più rilevanti dell’insegnamento di Gesù Cristo?
Come è cominciata e come si è evoluta la fede dei discepoli?
CREDO in un solo Signore, Gesù Cristo (simbolo niceno-costantinopolitano)
Non si può dimostrare la divinità di Gesù con i ragionamenti.
La sua primissima proclamazione è "il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo".
Fin dall' inizio della sua attività pubblica Gesù chiama 12 uomini, i quali lasciano la famiglia e il lavoro per seguirlo nei suoi spostamenti.
Tutto inizia con un incontro.
Gesù si è fatto riconoscere a partire da una vita comune inscritta nella durata, c'è coerenza totale tra la proclamazione ann unciata e la
testimonianza data dalla vita pratica.
Gesù si rivela rivelando all' uomo la sua verità e portando i discepoli a scoprire in Lui più che un uomo, attraverso i fatti non con le parole.
Secondo quanto riportato dal Vangelo di Marco, nei pressi di Cesarea di Filippo alla domanda di Gesù " E voi chi dite che io sia?" Pietro
risponde: "Tu sei il Cristo".
Il Messia (dall' ebraico= Cristo in greco) è l' Unto del Signore colui il quale si manifesta alla fine dei tempi e realizza i l Regno di Dio in terra.
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Il Messia (dall' ebraico= Cristo in greco) è l' Unto del Signore colui il quale si manifesta alla fine dei tempi e realizza i l Regno di Dio in terra.
La fede di Pietro è reale ma incompleta, la proclamazione certa della fede da parte dei discepoli si ha solo a seguito della morte e della
risurrezione.
3. “La passione è l’avvenimento più chiaramente attestato dell’esistenza di Gesù dal punto di vista storico” (B.SESBOÜÉ, op. cit ., 250 ss.).[
Pagina docente: slides Dogma06.pptx]
“Questo movimento, che fa accedere sempre più profondamente al senso della croce, andando dall’orrore scandaloso fino alla co mprensione
del suo mistero salvifico, si ritrova negli Atti degli Apostoli e nelle Epistole paoline sotto la forma della proclamazione d ottrinale. Quello che si
trova inscritto in filigrana nei racconti evangelici viene allora espresso in idee e in piccoli ragionamenti. Questi ci sorpr endono, perché non
hanno nulla di cartesiano. Parlano tanto al cuore quanto alla ragione. La verità che testimoniano è dell’ordine dei paradossi dell’amore. Il loro
interesse sta nel permetterci di comprendere come i primi cristiani hanno superato l’obiezione principale dell’ignominia dell a croce”
(B.SESBOÜÉ, op. cit., 258-259).
Come si passa dallo scandalo della croce all’annuncio della risurrezione?
Strumento di supplizio inventato dai Persiani, fu poi adoperato dai Greci, dai Romani. Era utilizzato unicamente per le class i basse della
società e per gli schiavi per il suo valore infamante.
La passione di Gesù che si realizza nei tre momenti dell' arresto, del processo e della crocifissione, è attestata da documen ti storici oltre che
dai Vangeli, il più attendibile per l' ordine narrativo degli eventi è quello di Giovanni. In tutti emerge che quella di Gesù è una PRO-ESISTENZA,
un' esistenza spesa PER il Padre e i suoi fratelli che trova significato attraverso la sua morte.
Se la motivazione storica della condanna è la proclamazione di "re dei Giudei", il senso che Gesù attribuisce alla propria mo rte è desumibile
dall' istituzione dell' eucaristia: il pane spezzato e condiviso rappresenta il corpo straziato, il vino è la nuova alleanza nel sangue che sarà
sparso. Morendo sofferente sulla croce, Gesù dona se stesso mostrando un amore infinito.
In tal modo, la croce ignominiosa e inconfessabile è diventata la croce gloriosa e fonte di salvezza.
Esistono diverse interpretazioni della croce:
-nelle Epistole paoline e negli Atti degli apostoli, la croce è strumento di RICONCILIAZIONE dell' uomo con l' uomo e dell' uo mo con Dio.
- è trasformata dalla risurrezione, segno evidente della benevolenza del Padre nei confronti del Figlio
-vittoria che ci libera delle forze del male
-il martirio di Gesù causa la CONVERSIONE libera di molti
-Gesù è morto per noi, per i nostri peccati al fine di aprire il cammino verso la salvezza definitiva dell' umanità. Dio rende giusto il peccatore
per mezzo della Sua grazia.
“L’annuncio pubblico della risurrezione di Gesù fu dato dagli stessi discepoli. […] Ma questa testimonianza si presenta essa stessa come una
testimonianza di fede. Se hanno riconosciuto Gesù risorto, non lo hanno fatto solo con gli occhi del corpo, ma anche con gli occhi della fede.
Si tratta dunque di una testimonianza molto originale” (B.SESBOÜÉ, op. cit., 281).
La risurrezione è accessibile alla fede? In che modo?
La fede nella risurrezione è possibile oggi?
Cosa intendiamo per kérygma?
A.La risurrezione contraddice l' esperienza umana dell' irreversibilità della morte, perciò si dice che il cristiano è colui che crede nel Cristo
risorto dai morti.
L' annuncio pubblico della risurrezione di Gesù è dato dagli apostoli che lo videro, non solo con gli occhi del corpo ma con gli occhi della fede.
Le testimonianze della risurrezione sono molto originali in quanto: nessuno ha assistito al momento vero e proprio della risu rrezione, intesa
come movimento trascendente del corpo di Gesù che si sottrae alle realtà spazio-temporali del nostro mondo.
Ci sono prove storiche della risurrezione? NO: essa è trans-storica e SI: testimonianza degli apostoli. Si possono scorgere dei segni: la scoperta
della tomba trovata aperta e vuota, un messaggio angelico su di essa e le apparizioni del Risorto alle donne e ai discepoli.
Raccogliere indizi è cosa ben diversa da constatare dei fatti.
Dunque la risurrezione è accessibile solo alla fede: il suo rico
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