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intrinseca alla rivelazione. Messaggio di Cristo storicamente situato. Esiste

pericolo di cadere nel docetismo: Gesù non è morto in croce, ma Gesù è

sembrato morire in croce non avendo patito sulla croce in quanto era essenza

spirituale. Ma per i Cristiani, Gesù Cristo è veramente Dio e uomo e ha patito

veramente la pena sulla croce. Importante sottoporre gli scritti alla critica

storica. Genere letterario della scrittura non sono racconti mitici, ma

storicamente fondati. Importante chiedersi la storicità di Gesù. Se vogliamo

parlar di Dio è importante che lui si presenti. Importanza dell’autorivelazione.

In maniera simile, se vogliamo parlare di Gesù è importante far parlare i fatti,

con eventi narrati nei Vangeli; i fatti esistono all’interno di un contesto che li

interpreta. Importante è renderci conto di generi letterari differenti gli uni

dagli altri. Consente di differenziare il testo dal genere letterario.

1. Testimonianze bibliche

Fonti storiche extra-bibliche su Gesù di Nazareth

2. Testimonianze extra bibliche: storici antichi, letteratura ebraica, Vangeli

apocrifi

Storici antichi: Tacito (negli Annales fa riferimento ai Cristiani), Svetonio

(nell’opera Vita Claudii, comunità cristiana era un gruppo all’interno della

diaspora ebraica) e Giuseppe Flavio (opera Antichità giudaiche, si parla di

un certo fratello di Gesù Cristo)

Talmud: commenti alla bibbia compiuti a Gerusalemme o a Babilonia; i

commentatori ebrei, citano la persona di Gesù Cristo senza mai chiamarlo

‘Gesù’, ma viene chiamato il ‘Falegname o figlio del falegname’. Viene

considerata follia nel Cristianesimo. Il Talmud riconosce come fatto

storicamente avvenuto la sua crocefissione

Vangeli apocrifi: i vangeli dell’infanzia di Tommaso (testi fantasiosi, es.

nomi dei nonni di Gesù sono veritieri), i vangeli gnostici di Giacomo e

Filippo (fase dell’elaborazione della dottrina cristiana che si confronta con

le dottrine gnostiche, si presenta Gesù come emissario di Dio che on è

però realmente uomo, raccolgono detti di Gesù), i vangeli della passione di

Pietro e Nicodemo (esaltano troppo la responsabilità degli ebrei e salvano

Pilato, polemica antigiudaica). Giudizio dei vangeli apocrifi dovrebbe

essere differenziati tra di loro. Testimoniano l’evoluzione del cristianesimo

nei primi secoli. Non possono dare verità come quei testi definiti canonici.

Ricerca moderna sul Gesù storico

Settore della teologia sulla ricerca del Gesù storico

1. Old Quest

2. No Quest

3. New Quest

4. Third Quest

5. Fourth Quest

Old Quest.

1. Primo autoreSchweitzer (opera: Storia della ricerca della vita di Gesù del

1906) ripercorre a ritroso ultimo secolo su quella che è stata la ricerca

dell’identità di Gesù; raccoglie i frutti sulla ricerca storica di Gesù. Durante

l’illuminismo ci si pone il dubbio se Gesù sia esistito.

Secondo autoreReimarus (Frammenti dell’Anonimo di Wolfenbuttel)

pubblicati postumi da Lessing nel 1774-1778 filosofo illuminista che

pone la ricerca sulla identità di Gesù. Schweitzer parte da Reimarus.

Leggendo il Cristianesimo sotto lettura razionale, riconosce nel

cristianesimo una dottrina morale buona. Reimarus dice che in fondo

quell’immagine che abbiamo di Gesù cristo del messia, è un’impostura.

Siccome Gesù finisce in croce, il Cristianesimo è invenzione.

Terzo autore è Strauss riprende Hegel, sostiene che cristo sia una delle

manifestazioni dello spirito, ciò che conta è la forza del suo messaggio. Ne

viene fuori un Gesù mitico, perché idealizzato dai suoi discepoli.

Quarto autore è Renan presenta Gesù come uomo affascinante ma per

nulla. Morte apparente di Gesù. Maria di Magdala inventò il racconto della

risurrezione. Quinto autore è Harnack rappresentante della teologia

liberale, riformata che cerca di coniugare la cultura borghese di fine 800

con la religione cristiana. Ciò che va cercato è l’essenza di cristo,

cristianesimo è un messaggio di norme comportamentali utili per vivere

bene. Sottopone i testi del nuovo testamento ad indagine storico-critica

con l’intento di relativizzare la tradizione dogmatica della Chiesa; ne viene

fuori lettura etica. Riuscirà a ricostruire la predicazione di Cristo, non la

ricostruzione della storia. Predicazione di Gesù che ha avuto come centro

regno di Dio e la sua venuta nel cuore di ogni uomo, Dio come Padre.

Schweitzer scriverà che l’indagine storica sulla vita di Gesù non è partita

dal puro interesse storico, ma ha cercato il Gesù della storia come colui

che poteva aiutarla nella lotta di liberazione dal dogma.

No Quest.

2. Primo autoreBultmann disse che ciò che davvero conta è il messaggio

che deriva dal Vangelo. Sostiene che non possiamo sapere più nulla della

vita e della personalità di Gesù. Ci dicono tanto come Gesù che lascia un

messaggio alla posterità. Smettere di ricercare la figura storica di Gesù.

Interessa il messaggio di Cristo, quello trasmesso dai suoi discepoli. Letti

come documento di fede della comunità cristiana. Gesù della fede, non

della storia. All’opposto della Old Quest.

3. New Quest.

Primo autoreKasemann (opera: Il problema del Gesù storico del 1953),

discepolo di Bultmann, lo criticò. Inaugurando la nuova fase della ricerca.

Sostiene che non si può risalire al Gesù storico senza le interpretazioni che

ne diede la chiesa primitiva. Questo significa che se tenessimo la linea di

Bultmann, ma se io non so chi fosse lui, come posso dare valore a quelle

parole? Ma se invece è questione di vita o di morte, non è così indifferente

il caso della sua morte o risurrezione; occorre tenere insieme il Cristo della

fede (testimoniato dalla prima comunità storica) e il Gesù storico. Ci

consente di interpretare i Vangeli e i testi come ‘testimonianza e

attestazione’ (come genere letterario).

Secondo autoreBornkamm (opera: Gesù di Nazareth del 1968) il quale

sostiene che il compito che ci viene imposto è cercare nel kerygma dei

vangeli la storia, ma è anche quello di cercare in questa storia il kerygma.

‘Il kerygma chiede il racconto (chiede di essere inserito nel racconto, nel

suo tessuto letterario), il racconto custodisce il kerygma’ (Brambilla).

Waldenfels sostiene che non si possono prescindere la questione storica

da quella di fede.

Third Quest.

4. Si innesta nella New, rapporto tra storia e fede. La novità è la valutazione

del criterio di continuità. La terza ricerca sottolinea la continuità tra Gesù e

il giudaismo del suo tempo, la sua somiglianza (importanza del contesto).

Gesù è ben situato nei contesti del suo tempo.

Fourth Quest

5. .

Nuova fase della ricerca, particolare attenzione al contesto prossimo di

Gesù, i suoi discepoli e i suoi testimoni. Pongono l’accento sul contesto

culturale nel quale vive Gesù e sui suoi discepoli. Non possiamo avere

altro identikit di Gesù se non quello che ci è descritto da chi lo ha

conosciuto.

La storia ritrovata

Due secoli di ricerca, ci porta a dire che se individuiamo solo Gesù storico,

troveremo il Gesù indagato dallo storico (Gesù dello storico), se vogliamo

parlare di cristo solo come cristo che dà messaggio all’umanità, è il Gesù del

credente; bisogna considerare la sua interezza.

Primo periodo: che precede l’illuminismo, il Gesù storico era il cristo della

fede.

Dopo l’illuminismo: la critica illuministica ha introdotto approccio scientifico.

Isola Gesù dalla narrazione dei suoi discepoli.

Terza fase: considerare il cristo della fede.

Dal 1950: rivalutazione di entrambe le prospettive; cristo della fede,

interpretazione che si radica su eventi realmente esistiti. 12-04-2018

Via della comunità

Se c’è la necessità di raggiungere il Gesù storico con testimonianza di chi l’ha

conosciuto dobbiamo sottoporre i testi ad un’indagine storico-critica. Ci si

chiede se la mediazione della comunità cristiana meriti fiducia o meno: 6

criteri.

1. Continuità della testimonianza: i medesimi che sono stati con Gesù

dall’inizio della sua vita pubblica sono gli stessi che ne portano il messaggio

dopo la sua morte. I 12 apostoli, le donne testimoni della resurrezione, quella

che viene chiamata la famiglia di Gesù sono la prima gerarchizzazione dello

sviluppo della comunità cristiana, all’interno della comunità c’è qualcuno che

è responsabile. La comunità cristiana è una comunità organizzata, Gesù

prima della morte ha organizzato un sistema per portare avanti il proprio

messaggio.

2. La concordia delle testimonianze fa capire che dietro il linguaggio delle

testimonianze greco c’è una testimonianza di redazione e di sintassi araba, si

tratta quindi di una trascrizione di testimonianze della Palestina del I secolo.

3. Successivamente non c’è stato lo stravolgimento di certe idee, infatti

anche le testimonianze più tardive (Paolo e Giovanni) c’è una concordanza nel

cuore del messaggio cristiano. il nuovo testamento è stato scritto molto

tempo dopo gli avvenimenti ma non per questo la testimonianza può essere

stata manomessa. Questo perché a quel tempo si faceva testimonianza

scritta solo di ciò che realmente vogliono trasmettere per come è. La

tradizione orale è comunque parimenti attendibile.

4. Antichità dell’attestazione: già nell’antichità era riconosciuta

l’autorevolezza di Gesù e da quel momento in cui l’elaborazione dottrinale

non ha modificato le linee essenziali.

5. Convergenza della testimonianza: in tutti gli scritti Gesù era identificato

allo stesso modo.

6. Continuità di linguaggio, ciò che è scritto è esattamente in linea con la

cultura del luogo e del tempo. assenza di anacronismi.

7. Irrilevanza degli apocrifi: non dicono niente di più dei testi canonici

perché sono tardivi, rischiano di deviare l’immagine originale.

Via dei testi

I vangeli sono autentici secondo tre criteri:

1. Discontinuità: ci sono alcune cose fatte e dette da Gesù che sono in

discontinuità con la cultura del suo tempo, per tanto gli uomini del tempo non

potevano essersi inventati certe cose.

2. Coerenza esterna: coerenza del comportamento di Gesù all’interno del

mondo in cui vive. Coerenza interna ai testi: quello che i vangeli dicono che

dice Gesù sono in perfetta sincronia, Gesù non si contraddice mai.

3. Molteplici attestazioni: se una cosa è scritto in più testi allo stesso modo

ha un alto grado di probabilità.

La ricerca del Gesù storico si riconduce ad una ricostruzione di una cristologia

biblica. Il primo luogo della predicazione di Dio è il regno di Dio, la liberazione

degli ebrei dai dominatori e godere i frutti della terra promessa. Ma Gesù

predica un regno di giustizia di Dio anche se lui si predica misericordioso con

tutti. Gesù perla attraverso delle parabole questo perché la parabola

costringe l’uditore a pensare e ad immedesimarsi: la parabola è

autointerpretativa.

I miracoli non sono perché qualcuno creda ma perché serve a rafforzare la

fede nei confronti di un Dio che si prede cura della comunità, evento di

rivelazione. 18-04-2018

Rapporto con il Padre: Gesù in quanto uomo si mostra ai suoi discepoli in

preghiera, passa la notte in preghiera. Gesù il signore coglie il senso della sua

missione; Gesù prega perché sente la necessità di entrare in comunione con il

Padre. Relazione particolare con il Padre; ritrova la forza per mostrare

autorevolezza, per compiere segni che gli vengono da questa profonda

comunione con il Padre. C’è una qualità particolare del rapporto particolare

tra Gesù e Dio, Gesù non è soltanto uomo. Nei colloqui con il Padre era

sempre da solo.

La croce e la resurrezione: il cadavere di Gesù non esiste più (tomba vuota),

testimonianza

Nessuno ha registrato il momento in cui Gesù è risorto, ma persone hanno

visto Gesù risorto successivamente. Ha fisicità particolare, la sua condizione

fisica è diversa da quella che era prima di morire. Ha i segni della

crocefissione, è lo stesso perché dice parole che sono in continuità con quello

che ha detto prima. Condizione differente in quanto si avvicina a Dio. Non è

un fantasma, Gesù è davvero risorto. La risurrezione va aldilà di una possibile

traccia storica in quanto non c’è il corpo.

Dibattito testo di Kasper (articolo)

III capitolo di X capitoli (1970-1971), contestazione iniziata nel 1968-

1969.lezioni tenute per i suoi studenti, nelle quali Kasper intende proporre

una introduzione alla fede.

Ricerca del Gesù storico

Ambiguità dei segni, segni della ricerca del Gesù storico. Tracce della

presenza del Gesù storico che noi possiamo trovare se intraprendiamo una

ricerca seguendo il metodo storico-critico. Elementi certi che ci danno

certezza, altri elementi che sono assurdi. Di fronte a questa ambiguità dei

segni, bisogna tornare a riconoscere che il segno per eccellenza è Gesù

Cristo. Abbiamo il fallimento di una certa ricerca, rimanendo nell’incapacità di

delinearne i caratteri dal punto di vista storico. Torniamo a Gesù così come ce

lo presentano i Vangeli, che costituiscono però un genere letterario

particolare. Riportando la presentazione di Schweitzer (il presupposto era

quello di liberare Gesù dai rivestimenti del dogma), bisogna trovare altre

definizioni dogmatiche.

(451: Concilio di Caledonia per ribadire per le 2 nature di Cristo. De

ellenizzazione della teologia del 900: ritornare all’essenziale di Gesù tenendo

conto delle evoluzioni della teologia nei primi mesi.)

Nessuno nega la storicità di Gesù, ciò che è complicato è trovare l’identikit di

Gesù. Ci sono 2 motivi per cui si è conclusa la ricerca. 1.Se la predicazione

era escatologica con caratteri apocalittici, che conseguenze ci sono? Non ha

più senso cercare la storicità di Gesù se il cuore del suo messaggio è l’arrivo

di un mondo nuovo. 2. Teoria delle forme.

(par.3.2) Riprende con i discepoli di Bultmann, ricerca del Gesù storico ma con

criteri diversi. Si ribadisce il fatto che non possiamo non tenere conto delle

testimonianze bibliche. Importante avere dati che riconoscano storicità di

Gesù. Docetismo: se Gesù non fosse esistito, potrebbe essere del tutto

apparente il suo passaggio sulla terra e tutto sarebbe secondario. Contro il

rischio del docetismo, la ricerca del Gesù storico, rende ragione del fatto che

Gesù è davvero esistito, giungendo al cuore del messaggio. Cuore del

messaggio: il regno di Dio.

(3.4) Figura di Cristo nel suo rapporto con il Padre e con gli uomini. Riflessione

(che cosa dice Gesù di sé stesso?) non è attendibile secondo Kasper, i titoli

attribuiti a Gesù prima della risurrezione. Secondo Kasper quei brani in cui

Gesù si autoafferma non sarebbero da riportare a Gesù ma sarebbero segno

di dimostrazione posteriore. Aldilà di quello che Gesù ha detto, Gesù si

presenta all’opera più che definire sé stesso. Nell’agire nel regno di Dio, non

dobbiamo preoccuparci di delineare chi era Gesù ma lo rintracciamo in quello

che ha fatto. Gesù è obbedienza al Padre e servizio agli uomini.

Verifica esistenziale

Rivelazione a che fare con l’esperienza dell’uomo? Forma di rivelazione è

commisurata all’uomo?

a. Struttura dialogica: la rivelazione ha questa struttura, si dà per mezzo

della parola, Gesù è la parola di Dio. È dialogica, (dia-logos) ciò che si

instaura tramite le parole. Lo studio filosofico dell’uomo rivela che l’uomo

di sua natura è un essere dialogico, parola è per eccellenza il canale di

trasmissione per instaurare un rapporto. Buber, opera Io e Tu del 1923:

dice che le parole-base sono parole primarie (Io-Tu, Io-Esso). Quando noi

instauriamo un rapporto con un altro, capiamo noi stessi. Non si dà mai la

realtà se non in quanto è per me. Non si dà mai un Io isolato. Riconoscono

l’uomo strutturalmente una persona in dialogo, naturalmente dialogica,

connotata dal fatto che può entrare in comunicazione con la parola.

b. Struttura di testimonianza: la rivelazione si dà nella forma della

testimonianza. Gesù testimonia di conoscere il Padre. Testimonianza di una

volontà del Padre che gli è stata rivelata. Tutto ciò che è del Padre è anche

del Figlio e lo Spirito testimonierà per entrambi.

c. Struttura storica: rivelazione biblica è storica; carattere storico. Anche

l’uomo è strutturalmente storico. Modo di pensare è diacronico. Il tempo

passato non si misura più. ‘il tempo è misura dell’anima’ (Agostino).

Linguaggio della rivelazione che parla delle storie, è qualcosa che noi

possiamo ben comprendere perché fa parte della struttura umana.

Quando si dice che Dio usa un linguaggio umano per farsi comprendere,

perché c’è un linguaggio strutturato nel medesimo modo della struttura

umana.

Il modello antropologico

Gaudium es Spes: ‘Chiunque segue Cristo l’uomo perfetto, diventa anch’egli

più uomo’. La chiesa ha la pretesa di dare risposta alle domande dell’uomo, in

Cristo può trovare la risposta. Domanda dell’uomo trova la risposta in Dio e

così l’uomo può realizzarsi pienamente.

Modello teologico di Karl Rahner linguaggio tecnico che desume dalla

filosofia Kantiana.

“modello trascendentale della soggettività”: occorre saper distinguere un a

posteriori e un a priori. L’uomo quando fa esperienza, acquisisce dati a

posteriori. Nello stesso tempo, sotto questo dato a posteriori, è come se ci

fosse presente sempre un a priori; noi non potremmo conoscere se non

fossimo aperti a quell’esperienza, se non ci fosse un a priori trascendentale,

un’apertura al mondo. Consapevolezza di essere persone, che nelle relazioni

ribadiscono la loro limitatezza. R.: Condizione di possibilità e unificazione

delle esperienze a posteriori e lo integra con Agostino. Il nostro essere aperti

al mondo è limitato e postula anche apertura all’illimitato. Assoluto infinito

trascendente che noi non troviamo nel mondo ma in dimensione altra (Dio);

Dio è presente in ogni uomo come orizzonte, non-tematizzato. Dio è già

presente in me. Anche se non lo riconosciamo siamo tutti strutturalmente

legati alla figura di Cristo. Metodo-trascendentale di Rahner. 19-04-2018

Feuerbach: la religione è la scissione dell’uomo con sé stesso, si pone di fronte a

Dio come un essere contrapposto.

Indice del fatto che la religione è l’espressione di ciò che l’uomo non riesce ad

essere, la religione è fondata su ciò che l’uomo non è: come si fa a parlarne?

Dio è una proiezione intellettuale, è ciò che l’uomo non è, l’intelletto proietta

all’infinito le sue capacità identificandole con Dio, è colui che fa dipendere da lui

tutto il resto ma non è intaccato dalla debolezza del cuore, persona impassibile,

Dio che non si incarna in Gesù cristo. La religione non dà risposte al bisogno

umano.

Marx: l’uomo fa la religione e non il contrario. La religione è la consapevolezza

dell’uomo di aver perso sé stesso. Secondo Marx parlare di uomo è come parlare

di Stato, uno stato in lotta per il potere, la religione è proiezione di una

determinata società che detiene il potere assoggettando la classe operaia tenuta

nell’ignoranza. La religione è funzionale a questa classe capitalista nel esercizio

del loro governo. Il mondo della divinità è il contrario di tutto, quindi la

realizzazione fantastica della realizzazione umana. La religione è al servizio del

popolo che cerca la libertà o al servizio di chi detiene il potere?

Minois: l’ateismo è il contro altare della religione, come la religione cerca di darsi

un senso razionale così l’ateismo trova una razionalità. Oggi l’ateismo cresce

sempre di più. Siamo nell’epoca dell’esaltazione dell’Io, gli atei non sono più tali

dal momento in cui non si pongono neanche il problema di Dio. L’esperienza

risulta utile a compiere la verifica del cristianesimo attraverso le testimonianze.

La religione deve affacciarsi al modello estetico e al modello della fede fiduciale.

27/04/17

Si parte dalla teologia SULLE DOMANDE DELL’ UOMO. le domande che

accompagnano ciascuno di noi accompagna le persone bibliche. La rivelazione in

Gesù cristo sono risposte pertinenti o una chiave di lettura differente

Giobbe (uomo dell’umanità che viene tartassato da satana, per vedere se Giobbe

è veramente fedele a Dio, dio permette a satana di mettere alla prova Giobbe e

si trova senza nessun bene e figli, ha solo la moglie che lo istiga. Viene messo

alla prova con una malattia che lo ricopre di piaghe e protesta verso dio che li

dice che lui è stato sempre buono. Gli amici di Giobbe prendono le difese di dio

dicendo che avrai fatto qualcosa di sbagliato, Giobbe dice che non ha fatto

niente ed è il quarto amico di Giobbe lo difende. Dio risponde che sarebbe tu non

puoi sapere se io agisco in un modo o nell’ altro) Gg 3, 1-3,11,13,20,23-24: in

queste parole Giobbe si lamenta ed esprime l’interrogativo dell’uomo che soffre

come innocente perché lui si dichiara innocente e si chiede perché ha queste

sciagure e si maledice perché è stato concepito. Giobbe se ne prende con dio che

li sbarra la strada e non fa vivere con la presenza di dio.

Il problema è che noi associamo il male con una colpa che è stata data da dio ma

non è così. Se il male non è la punizione di dio, ma rimane il problema perché c’è

il male. Anche l’ingiustizia perché esiste che sarebbe il male sociale.

Salmo 94 1-4: se dio è giusto perché non interviene e lascia le strutture di

ingiustizia radicate nella nostra società, oltre a queste domande che chiede aiuto

a dio gli uomini e le donne hanno la domanda dello stupore della vita.

Salmo 8 l’esperienza dello stupore difronte della sublimità del creato, guardo i

tuoi cieli che sono opera di dio. Pascal dice che l’uomo è una canna pensante

sbattuta dal vento che può essere sbattuta e quindi noi siamo inconsistenti e

abbiamo una grandezza che è il pensiero.

Lo stupore è espressa da i proverbi numerici: tre cose sono molto difficili anzi

sono 4 che non comprendo affatto il cielo cioè l’aquila come fa stare in cielo

senza cadere, la terra il serpente riesce a muoversi sulla roccia senza zampe e

non lascia tracce, l’acqua come la nave sta a galla senza affondare, la cosa

misteriosa è la via dall’attrazione che la donna provoca all’ uomo.

L’ uomo biblico si è sempre fatto le domande che ci facciamo noi oggi. Le

domande dell’uomo sono sempre state queste perché esistiamo, dove andremo

a finire, il perché del male.

Gesù cristo risponde alle domande dell’uomo? Si e no, non asseconda i nostri

desideri sennò sarebbe un idolo fatto da noi.

Gv 4, 5-15: Gesù chiede l’acqua ad una Sammaritana e lei le domanda perché

me lo chiedi e Gesù risponde che lei doveva chiedere qualcosa a lui. Non dovrà

più tornare qui e per prendere l’acqua e lei le chiede di darli l’acqua. Lei è ferma

all’ acqua materiale e lui la sta portando alla sete della comunione con dio.

Matteo 9, 10-13 Gesù non asseconda il rapporto umano tra l’uomo e dio, Gesù

cristo capovolgere l’intendere tradizionale del tempo. Gesù chiama Matteo e

invita Gesù e i suoi amici. Dio è venuto per i peccatori che hanno bisogno di lui.

Un dio che non teme di entrare in contatto con il peccatore.

Matteo 13, 53-58 Gesù cristo non guarisce tutti, Gesù figlio unico di Maria,

Giuseppe è il padre adottivo, fratelli e sorelle sono i parenti di Gesù. La

conoscenza basata sulla sperimentazione fisica è un filtro che non fa vedere

veramente come è Gesù. I miracoli compiuti da Gesù non è per far credere in

Gesù, ma è per l’uomo che è predisposto di credere in Gesù. Il miracolo ha

bisogno della fiducia e fede, siamo di fronte ad un modo di agire di dio che

capovolge le aspettative di dio. 03/05/17

Il legame tra dio e l’uomo, c’è una risposta da parte di dio che non esaurisce le

domande e ne rilancia diverse.

IL DIO << CAPOVOLTO>> vedi slide

Lc 24,13-27 viaggio ad Emmaus. Gesù si presenta ma non si fa riconoscere, i

forestieri li chiedono che sa quello che è successo, lui dice di no. Li risposero che

quello che parla al posto di dio è stato crocefisso è loro speravano che lui

liberasse Israele dai Romani e restituisse la libertà ad Israele. Le donne non

hanno trovato Gesù al sepolcro e hanno avuto una visione degli angeli dicendo

che è vivo, poi sono andati gli uomini e non lo hanno trovato. Gesù cristo

risorgendo affida il messaggio alle donne che non erano considerate importanti

dalla civiltà del tempo, Cristo non importa dei cliscé sociali e dà importanza al

Elena una delle donne. Disse a loro: la passione e morte di cristo non è la fine ma

continua la vita.

La risposta di Gesù è spiazzante, la risposta di dio che ci dà in Gesù cristo che

attraverso alla croce faccio sofferenza senza dare una risposta vera ma la dà

provando su di lui la sofferenza e vuol dire che condivide con noi questa

domanda.

Fil 2-5-11

Gesù si umilio e si fece crocefiggere, dio vuole recuperare l’umanità partendo

dall’ umanità stessa. Gesù ha fatto quello che li ha detto il padre

Gesù cristo si fa servo lavando i piedi ai suoi discepoli, Gesù cristo si spoglia e

toglie le vesti e si china a lavare i piedi come uno schiavo, viene spogliato e

messo sulla croce senza dignità e umiliato. I discepoli di Giovanni battista vanno

ad interrogare Gesù

Lc 7, 18-27 Giovanni viene informato dai suoi discepoli, pensano che Gesù liberi

Israele e che fa dei miracoli. Si aspettavano un messia che liberi Israele, ma dà

alla risposta di essere salvati, il mio modo di agire è un po’ scandaloso.

Gv 6, 1-6 14-15 i discepoli vogliono farlo re, dopo aver fatto dei miracoli a

Cafarnao passa all’ altra riva e si mette a sedere sul monte, vede una folla di

gente che veniva da lui e Gesù fece la moltiplicazione dei pani e pesci, ma

quando capi che vogliono farlo re lui si ritira sul monte.

La prospettiva antropologica in fondo dio in Gesù cristo le domane non sono

come il genio della lampada. Noi facciamo fatica a capire la risposta di Gesù, noi

pensiamo che facendo i buoni Gesù ci dia un premio, ma non è così. Dio non

ragiona come pensiamo noi se facciamo il bene ci dà qualcosa e se facciamo del

male ci punisce e nel n0ostro criterio di giustizia. In teologia ci aiutano altre

prospettive come quella estetica, il confronto della parola di dio con la

rivelazione che le risposte non sono come quello che pensiamo a noi.

• Scegliere un articolo dalla pagina docenti per portarlo all’ esame.

Confronto tra le altre culture e religioni. Il messaggio di Gesù cristo è la risposta

di dio all’ uomo significa che questo abbia un valore universale per tutti gli

uomini di ogni tempo.

VALORE UNIVERSALE DEL cristianesimo, la teologia attuale esprime l’universalità

del messaggio di cristo con L’ ASSOLUTEZZA:

1. Origine divina del messaggio cristiano, è dio che ce lo ha rivelato

2. La validità perenne è universale cioè vale per tutti e per tutti i tempi

3. Quello che ci dice Gesù per entrare in comunione con lui è obbligatorietà per

tutti gli uomini. Come non uccidere è obbligatoria per tutti gli uomini.

Assoluto si contrappone a RELATIVO che è il suo opposto.

1. Costruzione umana della religione

2. Validità relativa ad alcune persone

3. Non obbligatorietà per le persone che non abitano in quel secolo.

Il rischio è che Gesù cristo coincide con il cristianesimo uguale alla chiesa

cattolica. La giusta prospettiva è l’assolutezza di Gesù cristo.

Gv 14, 6: Gesù cristo ha la consapevolezza di essere il messia, io sono la verità e

la vita e nessuno arriva a dio se non senza di me.

At 4, 12: Gli apostoli dicono senza Gesù cristo non si può essere salvati. Questa è

l’assolutezza di Gesù cristo e della relatività di cristianesimo e della chiesa

relativo a cristo. Questo rapporto della chiesa e cristianesimi in relativo a cristo

significa che viene attraverso la storia.

la verità non si esaurisce se comprendiamo una parte ma ci sarà un’altra cosa, la

comprensione della verità è comprensiva come conoscere una persona con il

tempo. Noi comprendiamo Gesù con il tempo noi comprendiamo di più di Gesù

delle persone degli anni passati, può succedere che si perda qualcosa.

Gv 16, 12-15 lo spirito non dice qualcosa di nuovo ma aiuta la chiesa e gli uomini

per comprendere meglio Gesù cristo che avviene nel tempo. Si può parlare

assolutezza del cristianesimo come assolutezza relativa.

La teologia Europea del800 a preso questa via e nel 900 ha cercato di

aggiustare.

Bart dice che la religione è una costruzione umana e c’è solo la fede che può

salvarci.

Rhaner dice che si è cristiani non soltanto quando si è visibili nella chiesa, ma

infondo tutti gli uomini sono cristiani anche se non lo sanno (cristiani anonimi).

L’ assolutezza è diversa da quella filosofica, vuole fare coincidere la chiesa e la

fede con la persona di Gesù cristo che è un dio capovolto. Gesù cristo assume su

di sé il peccato del mondo per diventare noi in lui giustizia divina. Un

cristianesimo che dà l’idea di un messia trionfante che vuole opporsi sugli altri è

un cristianesimo che non corrisponde al messaggio di Gesù cristo.

La forma deve essere conforme al contenuto. Noi cristiani non possiamo dire che

abbiamo la verità in tasca perché non sappiamo veramente com’è dio.

Necessità di comprendere che c’è una religione diversa dalla mia e cultura.

Dialogo con le culture

a. il cristianesimo deve entrare in dialogo con le altre culture perché il

cristianesimo è un fenomeno culturale che è presente a partire dalla figura di

Gesù cristo che si declina in tanti modo e viene vista nel cristianesimo

occidentale. C’è un cristianesimo oro, indiano e altre forme che indentificano in

una cultura, molto importante è il dialogo. L’ assolutezza di cristo ha preso forma

in un modo culturale.

b. l’assolutezza che parliamo è un contenuto che si presenta come verità, ma

non si impone invece si propone di essere accolto e fare un pezzo di strada

insieme. Il cristianesimo si è fatta una cultura nel mondo occidentale.

Il cristianesimo si è plasmato nei secoli come cultura particolare di fronte alle

altre è il cristianesimo occidentale. 4/05/17

Il messaggio del cristianesimo non si pone come assoluto, ma richiede questa

accoglienza una via dialogica della rivelazione, in cui cristo ci dà la verità come

persona possiamo cogliere la verità non nel modo con il quale noi possiamo

cogliere la verità come un teorema o una serie di definizioni, ma la verità che è

persona, quindi la verità si comprende con l’ incontro delle persone ed avviene

con il dialogo. Il cristianesimo si è creato come una cultura parallela a tante altre.

Esso è un fenomeno culturale, accezione più ampia rispetto a quella religione ed

esperienza di chiesa. Con questo possiamo dire che il cristianesimo è un

fenomeno culturale.

inculturazione quando si parla di cristianesimo e il dialogo delle culture.

1. L’ inculturazione la chiesa cerca di portare l’annuncio di cristo a tutti gli uomini

e questo messaggio viene tradotto nelle altre lingue come un fenomeno di

traduzione in una lingua all’ altra, per farlo si deve fare sapere queste 2 lingue.

La traduzione nel cristianesimo è quello che è avvenuto nei secoli il linguaggio

della fede dalla lingua giudica greca. 500 il cristianesimo arriva in Giappone e

viene tradotto perché li cera una cultura diversa. Inculturazione è la traduzione

del cristianesimo in una lingua diverse. Cristianesimo va verso le altre culture per

comprendere il cristianesimo.

2. Il dialogo nelle culture ha un significato diverso, entro in dialogo con la cultura

per parlare del cristianesimo, ma prendo qualcosa dall’ altra cultura (es per

capire meglio un concetto che io non avevo capito bene prima). Il cristianesimo

non ha la totalità del messaggio e che ci può essere nelle altre culture degli

elementi che lo aiutano a capire meglio il proprio contenuto.

Fin dall’ inizio il messaggio di cristo proclamato da Gesù cristo in aramaico e in

greco poi da altre persone come i pagani che erano credenti di altre religioni. Il

cristianesimo si trova a tradurre e confrontare con la cultura greco- pagana e non

fu facile. Il primo scontro della chiesa lo troviamo nel concilio di Gerusalemme 49

d.C. se ne parla nel articolo 15 degli apostoli:

circoncisione è il simbolo del popolo eletto (giudei). La salvezza non è fatta dagli

atti ma della fede in lui, per diventare cristiani pensavano che si doveva fare la

circoncisione e le usanze di Mosè.

Paolo e Barnaba decidono di fondare i cristiani greco-pagani, molti ascoltando

quello che dicono i due molti si convertono al cristianesimo senza altre norme.

La lettera degli anziani: la lettera è affidata giuda, Sila, paolo e Barnaba, dice che

se volete fare i cristiani non dovete fare la circoncisione e altre norme, ma

astenersi dalle carni offerte dagli idoli, del sangue, degli animali soffocati e delle

unioni illegittime. L’ animale macellato era per il culto una parte dei sacerdoti e

una parte per la persona che lo aveva e molte volte era messa in commercio,

quindi sarebbe meglio evitarla di comprare. Non si mangiano gli animali che

hanno il sangue dentro, ma fare defluire il sangue, perché il sangue nella cultura

ebraica è la vita poiché la vita appartiene solo a dio e se viene da un altro

animale prossimo mangiarla ma non possiamo privarla dalla vita. Illegittime è un

termine vago, fa riferimento di un accoppiamento non permesso. L’intenzione

degli apostoli e degli anziani di Gerusalemme vogliono marcare da diversità.

Il processo di degiudeizzazione inizia da qui, per essere buon cristiani non si

deve essere buoni giudei è avvenuto un processo di Inculturazione.

Paolo dopo il viaggio missionario giunge ad Atene all’ Areopago dove è

interpellato da dei filosofi e chiedono la nuova sua visione di cristo. Paolo inizia

da quella dell’esperienza che fanno anche i filosofi Grechi che è non possiamo

conoscere tutte le divinità. questo dio ignoto che avete dato un altare è Gesù

cristo. La resurrezione dei morti è un assurdo e filosofi che lo ascoltano non

accettano il discorso. La visione greca a la visione del passaggio dalla vita all’

oltre tomba, crede dell’immortalità dell’anima e non della resurrezione dei morti.

Dio può morire e risorgere, ma se dio muore non è un dio e paolo tenta di usare

la cultura e linguaggio greco per parlare di Cristo. Ma deve usare un lignaggio

che non è nella visione greca. Ci sono alcuni che si uniscono a paolo, la prima

presentazione del cristianesimo in terra greca è un fallimento ma poi viene

integrata con il passare il tempo. Il credo non lo capiremmo se non abbiamo le

parole greche nell’ambito culturale greco come persona. La sfida che deve si

trova la chiesa è una cultura che dà il lessico, una struttura per proporsi come

fenomeno culturale. 10/05/17

DIALOGO CON LE CULTURE

1. Per la struttura storica (forma) della rivelazione e dell’ispirazione (il

messaggio universale prende forma in modo particolare in un luogo in un’epoca

storica) messaggio viene interpretato e tradotto

2. Per la caratteristica del contenuto (pur essendo Universale non si pone come

coercitivo ma si propone per essere accoltostruttura dialogica della rivelazione)

Cristianismo si è plasmato nei secoli come una cultura particolare di fronte alle

altre = con caratteristiche del cristianesimo occidentale, entra in dialogo con

culture orientali, africane non è solo l’inculturazione ma entrare in dialogo con

l’altra cultura che può dire qualcosa’ altro al cristianesimo. Prima comunità si

interroga come comprendere il messaggio di cristo, inculturazione ha un duplice

tempo quello romano e greco che entrano in comune con popolazioni nomadi e

semi-nomadi. Il cristianesimo entra in un’altra cultura fa proprio di quello che c’è.

Le culture germaniche avevano una struttura del capo/leader e la vita sociale era

di sudditanza dei gruppi rispetto al signore e aperta acculturazione.

Età moderna: inculturazione e colonizzazione

Jeffret dice il contenuto della verità cristiana è sempre quello e messa in dialogo

con la cultura del suo tempo, la teologia si è ripensata è la teologia dei nostri

secoli prende l’ateismo

1. Si trova in una società pluralista che segna il ritorno della religione, dopo la

caduta dell’ideologia del 900 come forza socialmente e culturalmente rilevante,

al punto di essere strumentalizzata dalla politica pretesa di presentarsi nel

campo della politica sociale.

2. Pluralismo religioso si trova in ogni società come occidente, Africa, America,

Asia.

Il rapporto della chiesa con le altre religioso era tradizionalmente posto alla

salvezza personale del credente= chi appartiene a una religione apparente si

salva nonostante la religione?

Mutamento epoca però impone una revisione del paradigma del rapporto

cristianesimo e altre religioni. Occorre chiedere quale valore ha il cristianesimo in

sé in quanto religione, in relazioni alle altre religioni. Se un’altra religione può

essere considerata via di salvezza.

I Commissione teologica internazionale (teologi che propongono linee

interpretative (, l cristianesimo e le religioni 30 settembre 1996: questa

situazione segna il dibattito teologico delle religioni e ci sono tre modelli che

rappresentano il rapporto tra cristianesimo e religioni.

1. Il modello classico chiesa al centro la chiesa (logica esclusivista) e se non fa

parte del gruppo sei fuori, come si salvano gli uomini oltre alla religione? dice

che fuori alla chiesa non c’è salvezza

2. Il modello che mette al centro la relazione tra Gesù cristo e le altre religioni

(cristocentrismo). La logica è inclusiva: ogni religione presente elementi salvifici.

Le religioni hanno verità salvifica solo perché rimandano al mistero di cristo.

3. Svolta pluralista con il passaggio di Rubicone di Cesare in modo teologico

mettendo il mistero di dio al centro e la sua volontà (teocentrismo). Le religioni

sono via di salvezza autonome (pluralismo). Teologi che ritengono che per

comprendere non si mette più al centro cristo, ma ogni religione ha la sua

validità.

Ci è chiesto di cambiare modo di interpretare.

1. L’ ecclesiocentrismo( non è più valido) primo modello che ci si salva se sei

dentro la chiesa. Questo modello non è più valido da pio XII e dal concilio

vaticano sulla possibilità di salvezza di chi non appartiene visibilmente alla

chiesa.

Lumen gentium n.16: chi non appartiene visibilmente alla chiesa è in relazione

alla chiesa, chi è vicino alla chiesa sono gli ebrei e poi i musulmani che

condividono la fede in unico dio queste sono religioni monoteisti, chi on crede in

dio possono essere raggiunti dalla grazia di dio, coloro che vivono onestamente

gli arriva la crazia di dio e possono essere salvi; tutti possono raccogliere il

vangelo.

Gaudium et spes n 22 (costituzione del concilio vaticano secondo): il cristiano ha

la speranza che quando morirà partecipa alla morte di cristo e poi si risorge con

cristo, ma vale per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora

invisibilmente la grazia; tutti possono salvarsi anche se noi non sappiamo come.

2. il cristocentrismo accetta che nelle religioni c’è la salvezza come nel

confucianesimo che ci sono degli elementi che c’è in comune con dio. Dio

vuole salvare tutti gli uomini, se non riesco a conoscere il messaggio di

cristo come posso convertirmi a lui?

3. teocentrismo vuole superare il cristocentrismo. Gli autori del documento

ci sono dei teologi che spostano la linea. C’ è una cattiva coscienza dovuta

dall’ azione missionaria del passato con la politica delle colonie, tanto da

dimenticare l’eroismo che accompagno l’azione evangelica. Vuole

riconoscere la ricchezza delle religioni e che tutti vivono bene insieme

lavorando per il bene, pace e giustizia.

Ci sono 2 sotto modelli:

1. teocentrismo nel quale Gesù ha un valore normativo: si riconosce Gesù come

mediatore. Dio è uno fra gli altri, dio sia incomprensibile e trascendente, solo dio

sa come agisce. Le religioni sono allo stesso livello

2. soteriocentrismo radicalizza di più la posizione teocentrica, ciò che conta è la

teoprassi, una salvezza su questa terra e poi nell’ aldilà. Immanentistica legata a

questo modo, pragmatica migliorare la vita in questa terra.

Tre punti fermi che devono essere tenuti in considerazione se teniamo alla

dottrina della chiesa:

1. unicità della mediazione di cristo, noi riteniamo che in nessun’ altro c’è

salvezza, cristo è la via obbligatoria da dove passare. La chiesa sono presenti

elementi salvifici, la vita di cristo va avanti nella chiesa, ma non è esclusività di

cristo e per accedere. La chiesa non ha esclusività ma non c’è via di salvezza

senza cristo.

2. Necessità della chiesa per la salvezza universale. Chiesa via privilegiata per

accede a cristo che porta alla salvezza. Ci sono altre vie d’ accesso, come un

buddista prende dei legami con cristo ed appartengo ad una chiesa invisibile e

porta alla salvezza.

3. Valore salvifico delle altre religioni. Le altre religioni possono essere

considerate vie di salvezza, prendere il buono di quello che c’è nelle altre

religioni.

C’è una presenza misteriosa nelle altre religioni, tutti possono salvarsi dalla loro

religione se sono cristianamente orientate. La presenza di cristo va al di là della

chiesa e di come si esprime

Cristianesimo salvezza e verità. il rapporto tra cristianesimo e religione non è

solo salvezza ma anche di verità. Se cristo è la verità e si trova in ogni religioni

tutte le religioni sono ugualmente vere?

Contesto post moderno è refrattario e siamo inclini ad una posizione tollerante e

ci può essere violenza/ inutile.

Può esistere verità senza salvezza(ideologi)? Una salvezza senza verità(utopia)?

Ottiene tenere insieme i due poli della questione. 11/05/17

Importanza di tenere insieme i due poli del discorso del rapporto cristianesimo e

altre religioni. Importante è la salvezza che tende la regione per la salvezza del

credente e se la religione esprime una verità o una via d’ errore. Salvezza senza

realtà indica un’utopia.

a. Dialogo interreligioso dialogo qualcosa che tiene insieme è ciò che si fa

attraverso le parole un incontro di persone, culture, religioni. Le persone che

appartengono ad altre religioni possono dialogare, la reciproca conoscenza è

qualcosa ma non è il dialogo. Il dialogo è fare un cammino insieme di costruire

insieme tutti devono dare un contributo. Questo può dare relativizzazione del

cristianesimo di essere una vera religione. La religione cristiano quanto indichi la

verità e solo cristo e non è pienamente compresa dal cristianesimo. Il dialogo

può sollecitare/ agevolare per raggiungere insieme la verità.

b. La ricerca della verità è vitale per accedere alla salvezza. I due poli vanno

tenuti insieme perché si possa veramente comprendere la pienezza del valore

della religione della salvezza e il contenuto. La verità ci fa liberi ci conduce alla

salvezza, una verità che salva per la ricerca dell’uomo. Il cristianesimo questa

proposta è valida? Il cristianesimo può condividere questa interpretazione ma

non del tutto, cristianesimo fenomeno culturale che indica un orizzonte più alto

dove dio chiede di essere interpellato. Gesù cristo non fa tutto quello che li

chiedono e non da tutte le risposte o noi entriamo in una prospettiva che ci fa

attendere le risposte di dio o seno la fede va in crisi. Relativizzare le altre

religioni che si propongo via di salvezza dell’umano, Gesù cristo può aiutare le

atre religioni ad essere meno umana una religione troppo umana può risultare

un’idolatria.

Da un dialogo interreligiosa tutti abbiamo da guadagnare.

VOCABOLI IMPORTSANTI DI INTERROELIGIOSO SONO:

RELATIVISMO ogni religione è valida e non c’è differenza, come cristiani non

possiamo essere d’accordo.

Cristianesimo si offre al mondo come risposta che dà il messaggio di cristi ma

non pienamente e si trova anche una parte nelle altre religiosi si parla di

relativismo del cristianesimo della chiesa rispetto a cristo

RELATIVITA’ rispetto all’ assoluto, cristianesimo relativo.

Ratzinger dice di parlare di RELAZIONE i presenta un dio che è relazione.

Ratzinger dice nell’ introduzione del cristianesimo: si parla di dio in modo

assoluto cioè rapportato a sé stesso. Noi per esistere abbiamo bisogno di dio,

mentre dio non ha bisogno di noi, questa è un’idea filosofica. Il dio di fede ha

desiderato di mettere il mondo per essere in relazione con il mondo e con noi.

Dio ha voluto creare il mondo ed è entrato in relazione con noi e in dio dentro di

sé è in relazione perché sono 3.

Gv3 Mosè pone un’asta con il serpente per ottenere la guarigione e poi quel

serpente di bronzo era confezionato nell’ arca e conservato a san Ambrogio.

Gesù dice quando mi crocefiggeranno darò la salvezza a chi si rivolge a me. Dio

si interessa al mondo e a mandato il suo figlio per essere salvato

La religione cristiana può essere considerata nella sua relatività a cristo e ci

mostra un dio che vuole entrare in relazione con noi con l’amore e si può

presentare anche in modo violento imponendo una visione senza tollera il visone

di tutti. Gesù cristo si rivela un dio capovolto e quindi il cristianesimo non è

violento e non impone di credere.

Non si deve giudicare la storia, cristianesimo è un dio che si mette al servizio

dell’uomo.

Gianni Vattimo credere di credere dice: che nel corso del ritorno alle religioni che

viviamo nella nostra epoca si rischia di non vivere più il cristianesimo com’era.

C’è un forte legame con il processo di secolarizzazione e la kenosis, il

cristianesimo deve mostrare un dio che si annienta nella nostra società. La

secolarizzazione come inveramento dell’incarnazione della storia.

Il cristianesimo non è violenta.

4 principi

1. Principio della trascendenza discorso che parte da dio. Cristianesimo religione

rivelata dio parla all’ uomo e ha la resta di essere unica e universale. Assolutezza

è dio e non il cristianesimo

2. Principio della rincarnazione la parola di dio si è fatta per l’uomo e dell’uomo

cioè dio ha parlato attraverso gli uomini. Incarnazione modo in cui dio parla all’

uomo nell’ umanità stessa cioè nella storia. Continuità tra la rivelazione

trascendente e la situazione imminente dell’uomo.

3. Principio dello scambio vitale tra la rivelazione e la cultura. Questo scambio

vitale si può tra il cristianesimo e le altre culture (per mettere in discussione

l’immagine delle divinità)

4. Principio della redenzione il discorso verità è in tensione costante con il

discorso della salvezza. Il cristianesimo offre la via della redenzione perché indica

Gesù cristo la via della salvezza. 17/05/17


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (MILANO - PIACENZA)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinadimonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla teologia e questioni di teologia fondamentali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Dezza Ernesto.

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