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Teologia

Fondamento della teologia

Dio si rivela a noi attraverso Gesù Cristo. Dove trovo Gesù Cristo? Si rivela a noi attraverso la scrittura, nei Vangeli. Definizione di Cristo: è la croce, la sua piena rivelazione. Croce è il capovolgimento della nostra idea di Dio.

Paolo e la parola della croce

(slide) Paolo, prima lettera ai Corinzi. Presenta la parola della croce come parola provocatoria, sconvolge il modo di pensare umano. Giudei, uomini che provenivano dall'ebraismo. Greci l'altra parte del popolo. Giudei abituati da Dio da segni prodigiosi del suo intervento nella storia. I greci cercavano nei vari Dei qualcuno che desse risposte ai problemi della vita. Dio è sapienza. La figura di Cristo crocefisso è la chiave ermeneutica del modo di pensare Dio.

Cristologia narrativa

"Cristologia narrativa" ha come oggetto Gesù Cristo che si prefigge di descrivere Gesù si consegna, l'identità di Gesù Cristo. Si affida alle mani degli uomini. Gesù passato di mano in mano, e ci si sbarazza di questa persona pericolosa. Lui stesso si consegna. (Slide)

La vita è riconsegnata al padre, lui decide di farlo. Consapevolezza sua del passo che ha fatto è del gesto di consegnarsi alla morte. La croce è la morte degli schiavi, in modo da rivestire la veste di schiavo, perché Gesù Cristo è uomo e anche Dio. Come uomo muore sulla croce ma anche Dio fa esperienza della morte, morte entra dentro il mistero di Dio.

Interpretazioni del grido di Gesù

  • Dal salmo a Gesù: Dice quelle parole sulla croce perché vuole citare il salmo.
  • Parte da Cristo e va al salmo: Vera luce a queste parole, se la morte è entrata in Dio è come se fosse avvenuta una scissione nella trinità.

Esperienza della morte costituisce momento di disarmonia per Dio. Dio padre è coinvolto nell'esperienza della croce perché è il padre che consiglia il figlio per noi. La profonda comunione che c'è tra il padre e il figlio fa dire che il figlio sperimenta la morte, e il padre è coinvolto in quanto ha sempre pensato che questo fosse il modo per fare comunione con gli uomini. Dio si consegna all'umanità per riconciliarsi perché il padre ci ama, per poter avere la vita eterna, per poterci salvare. Padre e figlio agiscono in comunione di intenti; nel figlio Dio ha trovato il modo per rivelarlo all'umanità, per tornare a fare comunione con lui. Se Dio è trascendente, chi poteva compiere questa riconciliazione tra Dio e l'umanità? Cristo, perché è sia uomo che Dio per fare comunione tra Dio e l'uomo. (Il peccato originale ci parla di una condizione umana che è disarmonica). Esperienza della croce, fondamentale per cogliere questa idea.

Religione e interpretazione della parola 'religio'

  • Cicerone nel 'De natura deorum': distinzione tra superstizione e religione. Superstiziosi: Coloro che si danno da fare per ottenere il favore degli dei, fatto di reiterazione di pratiche senza rifletterci molto. Religiosi: consapevolezza razionale, rileggo le pratiche del culto in modo consapevole. Atteggiamento consapevole, ricollegato al verbo 'leggere'.
  • Interpretazione di Lattanzio sulla religione nelle 'Divinae institutiones': deriva da re-ligare, relegare nuovamente, modo per rimanere uniti alla divinità. Critica interpretazione di Cicerone, in quanto esiste un solo Dio. La religione è anche una modalità attraverso la quale ci associamo alla divinità.

Sak → sacer, sanctus = essere legati a Dio. Sacro è l'esperienza del divino indescrivibile. Rudolf Otto 'Il sacro' coniuga Dio come-esperienza del numinoso → apparizione della divinità di cui non riusciamo a descrivere i dettagli ma possiamo esprimere le nostre emozioni. Tremendum → ciò che ci fa tremare, che mette angoscia, paura.. 'timore di Dio': consapevolezza dell'alterità di Dio. Maiestas → maestà, quando facciamo esperienza delle divinità c'è la sensazione di essere piccoli di fronte a qualcosa che ci sovrasta che ci annulla. L'esperienza del nulla accomuna molte religioni (ad esempio il buddismo). Ira deorum → ira degli dei, ira intesa come furore vitale della divinità che allo stesso tempo crea e distrugge. Mysterium → mistero, qualcosa che vedo fino ad un certo punto, che non vedo bene e non ho parole per descrivere. Fascinans → affascinante è ciò che ci abbraccia dandoci speranza.

Il sacro e la croce

Il sacro sta a fondamento di ogni religione. Gesù sulla croce → profanazione della religione, non è qualcosa che ci incute timore, non ci appare come colui che può rivelarsi onnipotente, non è misterioso perché è nudo. Ci troviamo di fronte ad un'opera di capovolgimento del modo consueto di intendere Dio. La croce contraddice l'esperienza del sacro e della religione.

Sacrificio e comunione con Dio

Gesù si fa chiamare figlio di Dio, profana il sabato e afferma di voler distruggere il tempio → viene crocifisso al di fuori dello spazio e del tempo sacro. La religione è funzionale a vivere il rapporto con Dio, non si deve identificare con Dio, perché diventa un'oppressione. Termine SACRIFICIO: sacrum facere, sinonimo di consacrare → riservare per la divinità qualcosa del nostro mondo distruggendolo perché la divinità potesse assumerla. La croce è sacrificio: non nel senso che questo sia gradito a Dio come un dio che va placato. Il sacrificio in realtà serve a trovare un punto d'incontro, stabilire un'alleanza con Dio. Gesù concede di farsi crocifiggere per consegnarsi nelle mani del padre e Dio lo permette per consegnare suo figlio a noi. Il sacrificio che possiamo offrire a Dio non è un sacrificio reciproco ma è riconoscimento del fatto che lui abbia già sacrificato tutto per noi.

Precomprensioni e teologia

Tutti hanno delle precomprensioni riguardo a Dio e la teologia non può prescinderle ma deve considerarle per non farsi ingannare dall'apparenza. È giusto farsi tentare dall'ateismo. Giovanni Scoto fa una ricerca razionale di Dio alla fine della quale riesce a definirlo ma non riesce a comprenderlo fino in fondo. Una certa visione di Dio come di qualcosa che si spiega perfettamente non è adeguata a descriverlo perché lui rimane sempre incomprensibile. Gesù afferma che il Padre abita in una luce incomprensibile e solo chi vede il figlio può vedere il Padre.

Dibattito e riflessioni

Articolo sul sito (dibattito) Pagine di Petrosino con il suo amico Rolland. Il libro nasce in seguito ad una conferenza del 1997 a seguito del dialogo su Levinas, filosofo lituano, che sostiene che ci sia l'agire prima dell'essere, e che ci sia prima il 'tu' e poi l'io'. Tema dell'alterità.

Riflessione di Rolland → collegata a quella di Nietzsche, ritorno alle religioni politeiste, il sacrificio è uno scendere dalla posizione divina scegliendo di morire. Sacrificio di Cristo sulla croce secondo Nietzsche visto in modo cruento. Espressione 'inutilità del cristianesimo', 'carattere patologico', religione che celebra la morte riattingendo a Nietzsche, regressione allo stadio pagano, morte di cristo in croce, paganesimo, stadio intermedio in cui si fa riferimento alla cultura ebraica in cui non si parla di sacrificio di Isacco ma di legatura di Isacco, il sacrificio viene sospeso. Sacrificio di Isacco letto in chiave eziologica. Rolland ritiene che sul monte Golgota avviene che il Gesù Cristo viene ucciso, il padre consente che il figlio venga ucciso e che anche 'colui che non poteva morire si è fatto uomo per morire', visione assurda per Rolland.

Riflessione di Petrosino in risposta a Rolland → Petrosino rivaluta l'uomo in tutte le culture, in cui non c'è nessuna società umana in cui non viga un rapporto commerciale, di scambio. Le parole che non tradiscono questa struttura economica di tutta società umana. Poiché noi non siamo mai ingenui nell'entrare in relazione, quando Dio sceglie di entrare in relazione con noi, decide di usare il nostro linguaggio. Dio per entrare in dialogo con noi ha voluto usare le nostre parole, la nostra struttura mentale la quale è di scambio commerciale, e quella che per eccellenza in tutte le culture, l'uomo intende relazionarsi a Dio con questa struttura mentale e per cui per entrare in comunione con Dio c'è bisogno di dargli qualcosa. Dio accetta l'azzardo di usare questo stesso linguaggio, di entrare nella logica del sacrificio secondo questa mentalità di scambio. Il padre dona suo figlio in sacrificio, così Dio poteva aspettarsi che il figlio non morisse in croce. Il figlio affidato all'umanità ha finito per essere sacrificato. Si è fatto una certa idea di Dio, forte potente e vendicativo. Dio cristiano, trasmette un linguaggio nuovo, da ordine del sacrificio di Isacco ma poi lo sospende. Efficacia della sospensione e in che modo sia avvenuta la crocefissione di Cristo, lettura di Petrosino in modo ipotetico di come fossero andate le cose se gli uomini avessero capito l'importanza di Cristo, non lo avrebbero messo in croce. Il piano di Dio sta nell'incarnazione. Se vediamo il dialogo tra Dio e l'umanità che modifica il senso profondo delle parole. Comunione con Dio, sacrificio legato all'uomo individua timore e paura. Comunione che Dio desidera stabilire con gli uomini.

Categoria di rivelazione

(slide) Categoria di rivelazione, categoria per eccellenza. Rivelazione evoca uso comune della parola, idea di una parola che accompagna la descrizione di qualcosa di nascosto. In questo caso è manifestazione di Dio che si mostra agli uomini; modo in cui Dio parla di sé. Rivelazione in senso ampio come categoria formale, Ruggieri, teologo, mette in guardia dal rischio che questa categoria potrebbe portare. Caratterizza una modalità della comunicazione tra la fonte e il destinatario, se non specifichiamo il contenuto si parla di rivelazione formale, bisogna specificare chi viene rivelato. La stagione storia della soggettività e la stagione dell'età moderna, stagione della modernità si è chiusa con l'era postmoderna in cui viviamo, in cui c'è eclissi del soggetto e anche del cristianesimo. La categoria della rivelazione spiega il fenomeno cristiano ma bisogna evitare di assolutizzarla. Occorre dire cosa viene veicolato nella rivelazione. Rivelazione → autocomunicazione con Dio.

Inizio della lettera agli Ebrei

Testo: inizio della lettera agli Ebrei, rivolta a cristiani di origine ebraica. Autore della lettera dice che Dio aveva già parlato molte volte e in diversi modi nei tempi antichi ai nostri antenati per mezzo dei profeti. C'è una storia di comunicazione con Dio e l'umanità che si è sviluppata per secoli. Ultimamente, di recente, ultima ha parlato a noi per mezzo del Figlio, c'è una comunicazione nel figlio, nuova, computa, ultima, in maniera definitiva.

Caratteristiche della rivelazione

  • Dio si è fatto incontro all'uomo
  • In passato c'è stata anche la visione di Dio
  • Modo per eccellenza → parola che intercetta l'uomo
  • Rivelazione dalla caratteristica della storicità

Figlio che è Dio e Gesù Cristo, non è uomo qualunque.

Immagini di Mosè e il popolo di Israele

Immagine: Mosè che apre le acque del Mar Rosso. Passaggio dall'Egitto alla terra di Canan da parte di un gruppo di beduini schiavi in Egitto e negli anni li riporta verso le loro terre acquistano la consapevolezza di essere un popolo. Questo è l'inizio della rivelazione cristiana. Salmo 136 costituisce i canti di pellegrinaggio che il popolo di Israele cantava andando verso Gerusalemme. Grandezza di Dio come creatore, Dio degli dei, Signore dei signori. Dio divide il Mar rosso, Mosè è condottiero del popolo di Israele. Dio fa la storia con il suo popolo. Popolo di Israele raggiunge la terra in cui c'erano altri popoli come gli Amorrei etc. ritorna Dio come artefice della creazione. Tra 587 e 546 popolo di Israele viene sconfitta e viene deportata a Babilonia in esilio. Esilio provocherà riflessione teologica nel popolo di Israele. Si comprende come Dio è sempre stato vicino al suo popolo. Beduini che si erano strutturati intorno ad una civiltà comune poi esodo.

Dio e il popolo di Israele

Dio si presenta come il Dio di Abramo, alleanza con Abramo, con Isacco e con Giacobbe → lume tutelare della famiglia. Dio del popolo di Israele, rapporto con Dio, Dio del popolo di Israele, Dio grande tanto quanto gli altri. Successivamente Dio migliore degli altri, dopo l'esilio, non esiste altro Dio. Unico Dio che ha fatto cielo, terra, acque, stelle. Dio creatore del mondo dopo serie di alleanze tra Dio e il suo popolo; consapevolezza del Dio unico dopo l'esilio (Esodo 3) discorso tra Dio e Mosè 'io sono il Dio dei vostri padri'. Nasce consapevolezza di essere un popolo. Dio disse a Mosè "io sono colui che sono". Aspetto teorico della parola essere, interpretazione filosofica che non è quella che dovremmo dare. Interpretazione più importante: Dio dice che è colui che è presente nella nostra vita. 'sono in voi...'.

Dio rivela sé stesso a Mosè riprendendo i titoli che gli erano stati attribuiti ma rivendica a sé stesso il fatto che sia Dio del popolo e stabilisce alleanza con il suo popolo. Elohim YHWH → Bibbia redatta in molti secoli, ispirata da Dio. Antico testamento (primi 5 libri del Pentateuco non furono scritti tutti da Mosè ma vennero elaborati grazie alla commistione di 4 correnti: corrente iavista (10 sec.), corrente eloista vicina alla predicazione profetica, corrente sacerdotale che riflette sulla storia della salvezza durante e dopo l'esilio, corrente deuteronomista prima dell'esilio di Babilonia (7 sec.) riforma del re Giosia. A queste correnti dobbiamo la relazione dei libri della scrittura, Pentateuco, Genesi, Levitico, Esodo, Numeri, Deuteronomio; inoltre libri storici. Primi 11 capitoli della Genesi in forma eziologica. Dio si rivela nella storia di un popolo, nella storia di una famiglia (Abramo). Noi possiamo trovare l'autocomunicazione con Dio e l'umanità.

Modalità di rivelazione

In seconda battuta seguiamo altra narrazione di Dio, con il quale si comunica attraverso la Creazione. La creazione ci parla di lui. (Salmo 19) → sottolinea l'altra modalità rispetto alla parola, qui c'è espressione di Dio che si manifesta senza bisogno di parole, immersi nella natura cogliamo che la natura ci parla di Dio. Parallelismo con la legge, i comandamenti, sono altro modo con cui si è rivelato. Legge data a Mosè sul monte Sinai durante l'esodo. Legge è proposta di alleanza. Creazione considerata come libro 'della natura', che ci parla di Dio. (2 catechesi, una Giovanni Paolo II, l'altra di Benedetto XVI) descrizione di Dio creatore, rivelazione cosmica. Dalla nostra prospettiva antropologia come descrivono le due catechesi, c'è prima un approccio alla natura poi riflessione dei testi sacri, dal punto di vista della Bibbia prima c'è appartenenza del Dio al popolo, alla famiglia e arriva poi a concepire come Dio unico e Dio e creatore di tutto. (Bonaventura) creazione già parlava di Dio e non ci sarebbe stato bisogno della rivelazione biblica se l'uomo non avesse peccato; c'è bisogno di rivelazione. Connessione tra il creato e la scrittura, due modi attraverso i quali Dio si rivela.

Esperienza del sacro

Esperienza del sacro non è definitiva perché è numinosa.

  • Modalità: parola della storia
  • Modalità: creato
  • Modalità: sapienza popolare

Immagini di Isaia

(Profeta) I profeti ribadiscono la rivelazione fatta attraverso la parola pronunciata al popolo; ricordano ad Israele l'amore che Dio ha verso di loro. Si fanno portatori della parola di Dio usando il loro linguaggio in base a quanto capiscono dalle parole di Dio. "Interpreto la storia secondo gli occhi di Dio". (Isaia) rapporto che c'è fra Dio e il suo popolo è letto in chiave sponsale, Dio ha stretto alleanza col popolo così come l'uomo si unisce alla donna (patto). Anche tra Dio e il suo popolo c'è rilievo del popolo di Israele di stringere un patto con Dio che presuppone anche l'amore.

Terza modalità: sapienza popolare

Dei proverbi = sedimentazione della cultura popolare, del buon senso di un popolo. Idea di una sapienza che viene diffusa in tutti coloro che sanno ragionare bene. Popolo di Israele sa riconoscere che è presente senso umano e luce di Dio. Dio è creatore di tutto perciò anche della sapienza. Libri sapienziali (proverbi, salmi, canti, poesie, inni) espressione di sapienza del popolo attraverso i quali Dio si rivela. (Siracide 1) Sapienza di Dio è stata elargita da Dio nei confronti di ogni mortale. Dal seno materno riceviamo questa sapienza. Siamo sapienti quando riconduciamo tutto a Dio.

Passaggio Antico e Nuovo Testamento

Passaggio Antico e Nuovo Testamento: rivelazione che si compie nella persona di Gesù di Nazareth. 3 lettere dell'apostolo Giovanni e San Paolo. Stile è diverso ma entrambe vogliono dare qualcosa che hanno vissuto, con la novità di Gesù Cristo.

Lettera di Paolo e Giovanni

Lettera di Paolo: Giorno, il tempo è la pienezza, raggiungimento di una temporalità compiuta. Paolo fa esperienza del Cristo già risorto e pone la sua stessa vita a disposizione di Gesù e sottolinea l'umanità di Gesù Cristo, ma era anche mandato da Dio come suo figlio.

Lettera di Giovanni: ...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinadimonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla teologia e questioni di teologia fondamentali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Dezza Ernesto.
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