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Teologia: capitolo 1

La teologia è la scienza della fede? (È possibile ciò?)

Scienza non è il contrario di fede?

Teologia in collegamento con la psicologia e la sociologia è una scienza utile che dona indicazioni per la vita. (Benedetto XVI).

La teologia come "sapere" ovvero come "scienza"

Comte (filosofo positivista): il sapere della teologia è caratterizzato da forte ambiguità

  • Il pensiero di Comte: il sapere pre-scientifico è il sapere che riguarda la filosofia e la teologia.
  • Il suo pensiero si sviluppa in un periodo storico in contrapposizione tra "l'ordine" e il "progresso".
  • Comte si prefissa di coniugare i due differenti ideali per ristabilire sicurezza alla società.

"Male intellettuale" (tratto dal male sociale dell'epoca) = mancanza unità del sapere; diviso (senza possibilità di conciliazione) tra il mondo positivo e il mondo metafisico.

Cos'è il "male intellettuale"?

Mancanza di unità del sapere.

L'integrazione delle scienze sociali entro la razionalità scientifica significa l'unica veramente capace di esprimere "il consenso universale" e il superamento del disordine che agita la società. Teologia e metafisica sono pre-scientifiche.

La "filosofia positivista" in contrapposizione alla "filosofia teologica" è la pertinenza al fenomeno; in quanto viene "osservato" con la ragione, non "congetturato" con l'immaginazione, al fine di: decifrarne le leggi e non ricercarne le cause.

Filosofia teologica → opera con l'immaginazione invece che con la ragione, ricerca le "cause". Filosofia positivista → razionalità → essa sola può offrire a tutti gli uomini la conoscenza.

Metodo

Metodo = metà = strada da percorrere (cammino) per ottenere la conoscenza, di 2 tipi:

  • Scientifico → riguarda le scienze
  • Teologico → riguarda le scienze umane e sociali

Valutazione del pensiero di Comte: assegnare al pensiero positivistico il carattere del sapere universale.

Una necessaria precisazione

Filosofia teologica e filosofia positiva nel pensiero di Comte individuano i due estremi di un processo unitario e il punto di avvio e di arrivo del processo generale del sapere: la teologia sarebbe all'inizio del sapere (= fase intermedia di carattere metafisico).

Conclusione

La teologia all'interno di una scala del sapere, verrebbe a occupare il gradino più basso: il sapere che essa offre è sì necessario, ma provvisorio e dovrà essere abbandonato per salire al gradino superiore occupato dalla metafisica; la quale poi consentirà di progredire verso il vertice e raggiungere così la scienza (positiva).

Le conseguenze

Comte parla di teologia come categoria generale del sapere. Quel "sapere" che si interroga sulle "cause" e non sulle "leggi" delle cose, e che ritiene di doverle ricercare/collocare in Dio (esattamente come avviene per la mitologia pagana).

Oggetto di cui essa si interessa: allo stato infantile del conoscere. Per Comte: cristianesimo non come "sapere" ma "opera sociale" (la più nobile prodotta dalla filosofia teologica). Secondo Comte: rinunciare alle "cause" teologiche e metafisiche per accedere al vero sapere. Alla teologia viene riconosciuto un incontestabile valore sociale quanto ai suoi contenuti.

Il tratto pregiudiziale dell'impostazione di Comte

(Tutti abbiamo dei pregiudizi). Come può Dio, che è mistero che sfugge alle misure umane, essere "studiato" attraverso un metodo (quello positivo-scientifico) che per natura sua si avvale di criteri di misurabilità scientifica? 2 ipotesi:

  • O si elimina Dio perché sfugge all'approccio metodologico scientifico.
  • O si riduce Dio a oggetto intangibile (cosa fatta da Comte).

"Non vi può essere un oggetto proprio della teologia". Teologia = discorso su Dio. Dio non è un "oggetto" ma è una "funzione"; la funzione per risolvere i problemi.

Dio è ridotto a "funzione" (Comte): non più oggetto su cui la ragione abbia da indagare, ma funzione stessa messa in campo dall'intelligenza.

La questione del "senso dell'uomo" (il senso della vita) è una questione non indagabile dal metodo scientifico. Dio non può divenire oggetto della filosofia positiva (approccio scientifico): o lo si elimina o lo si riduce, Comte ha ridotto Dio da oggetto di studio a pura e semplice "funzione" per poterlo osservare e per poter dare risposte alle domande (Dio ridotto da oggetto a funzione).

Intelligenza e ragione

Differenza tra intelligenza e ragione:

  • Intelligenza = comune anche agli animali e non solo agli uomini; è la capacità di concentrarsi su un determinato qualcosa, allo scopo di superare le difficoltà che lo accompagnano (l'intelligenza di risolvere i problemi che di volta in volta si presentano "problem-solving").
  • Ragione = ancora l'attenzione verso qualcosa e verso la difficoltà che lo accompagna, è caratterizzata dall'attenzione che si rivolge o si apre alla totalità all'interno della quale quelle singolarità emergono.

Un po' di storia

Comte, periodo in cui la teologia vive una crisi di identità. Cosa era andato in crisi?

La tutela della teologia del sapere

(Ovvero: il sapere teocentrico) In tutto il medioevo il sapere era orientato alla conoscenza di Dio (sapere teo-centrico); incentrato sulla realtà di Dio. Alla teologia erano al servizio tutte le altre discipline. (Trivio e quadrivio erano subordinate allo studio della Bibbia → libro della rivelazione di Dio).

La conoscenza di Dio è ciò che conta e in funzione di essa è concepita la conoscenza delle cose. Le cose sono assunte come "immagini di Dio", come suoi segni, perché nella loro profondità rivelano Dio; e quindi occorre saper oltre-passare l'aspetto immediato delle cose, per cercarvi Dio. (Quindi) Dio sta al centro ed è ciò che va conosciuto; le cose (il mondo, il cosmo) sono al servizio di tale conoscenza in quanto "segni" di Dio disposti all'uomo, il quale a sua volta contempla le cose e le trattiene non come padrone ma come custode.

La fine della tutela della teologia

Età moderna: l'aristotelismo introdotto dagli Arabi è "interpretato", l'Islam con l'occidente cristiano condivideva che il vertice della conoscenza fosse la rivelazione di Dio: così l'aristotelismo si armonizzò apparendo compatibile con la teologia cristiana.

Aristotelismo è in grado di rovesciare la cultura occidentale perché: per la sua aspirazione di fondo a considerare le cose per quelle che sono senza cercarle in ulteriori significati; senza cercare dietro di esse un qualcosa di trascendente (in opposto all'ispirazione agostiniana, che considerava le cose come segni di Dio, impronte di Dio).

Quando l'aristotelismo fu accolto pienamente dalla teologia cattolica (XIII) fu inevitabile il conflitto con la teologia agostiniana (teocentrica) perché andava imponendosi un orizzonte cosmocentrico accompagnato dall'invito a ricercare nella natura il senso di tutte le cose.

Umanesimo: interesse antropocentrico → tutto teso a promuovere l'uomo e a metterlo al centro di tutto; quale fonte e principio di tutte le cose.

Aristotelismo e Umanesimo pongono fine al quadro culturale di Sant'Agostino:

  • Aristotelismo = riconosce valore alle cose in sé, alla natura, apre all'autonomia della scienza.
  • Umanesimo = interesse per l'uomo, uomo al centro del sapere; sostituendo Dio.

La crisi della teologia

La crisi esplose con il protestantesimo (inizi età moderna) Lutero (monaco agostiniano).

Lutero e protestantesimo: ritorno a Sant'Agostino porta a far sorgere la "filosofia separata" ovvero quella filosofia separata dalla fede (e dalla teologia). Le filosofie separate si occupano di Dio e dunque dei "temi" che erano propri della teologia; non ci si rivolge più ai teologi ma ai filosofi.

Risultato: crisi della teologia cattolica, perché tentò invano di adeguarsi alle filosofie separate; ma finì per perdere la propria identità.

La Aeterni Patris

(Enciclica – Papa Leone XIII) si danno indicazioni in ordine a una riforma delle scuole e quindi della cultura cattolica.

Si può considerare come: evento che si pone come soluzione di continuità nel processo di crisi della teologia cattolica. Identifica in positivo l'alternativa tra "tradizionalismo" e "razionalismo".

Sollecita la dottrina cattolica sul problema del rapporto fede-ragione (tradizionalismo e razionalismo).

Ritorno alla filosofia di Sant' Tommaso, uno dei principali pilastri teologici della Chiesa cattolica; fu colui che diede unità formale al sapere teologico. Il ritorno al suo pensiero fu sollecitato dall'esperienza negativa delle filosofie separate (autoritarismo e liberalismo).

Nella visione dell'Aeterni Patris il recupero di Sant' Tommaso avrebbe consentito alla teologia cattolica di purificarsi dalle filosofie separate.

Filosofia di Heidegger

Propone l'analisi dell'"esistente" come unica via al riconoscimento dell'"essere", raccoglie tutta la sua attenzione sull'esistente (l'esserCI).

Come si fa a indagare l'essere? Per indagare l'essere occorre esserCI. Heidegger porta la sua attenzione sull'esistenza, l'esserci.

L'analisi dell'esistente è diventata l'analisi della storia e dei suoi meccanismi e processi di sviluppo (perché l'uomo non è un'isola, ma è inserito in un tema di rapporti con gli altri). Fallimento dell'Aeterni Patris e poi: ESEGESI.

Il rinnovamento della teologia attraverso il guadagno della storia: l'esegesi

Per quale via la teologia si incontrò con la storia? Non quella filosofica ma quella esegetica.

L'esegesi è: l'approccio critico-analitico al testo biblico, (NT), attraverso un metodo storico-reale (reale è: quello che può essere verificato), con l'intento di distinguere all'interno del cristianesimo il nocciolo essenziale risalente a Gesù. Perché il cristianesimo ha origine divina, perché Gesù Cristo è Dio.

Rinnovamento: indagine razionalistica (storico-reale) del testo sacro = rinnovamento.

Quali furono i capisaldi di questo rinnovamento?

  • Il fondamento della teologia, non più un'idea ma "la rivelazione" di Dio. La teologia è la comprensione di Dio. La rivelazione è il discorso fatto da Dio all'uomo. La verità intesa come "essenza eterna ed immutabile". La rivelazione = comunicazione divina attraverso un'azione storica da parte di Dio.
  • Il principio della teologia, Gesù è il rivelatore di Dio, e istituisce un rapporto imprescindibile con tutti gli uomini. E da Gesù Cristo emerge il principio della teologia. Si deve partire da Gesù come rivelatore di Dio → oggi teologia: "la rivelazione di Dio" fatta da Gesù Cristo; in quanto: rivelatore di Dio o (meglio) come evento di Dio. Al principio della teologia sta dunque Gesù nella sua singolarissima vicenda storica, ovvero, come uomo che ha vissuto la sua esistenza nel totale affidamento al Padre.
  • Il riferimento essenziale e permanente della teologia (la tradizione della Chiesa). Come può l'evento storico di Gesù divenire disponibile alla teologia nel procedere del tempo? L'evento storico di Cristo si dispone alle generazioni successive attraverso la trasmissione lungo i secoli della "testimonianza" → la Chiesa = in quanto "luogo" privilegiato della "memoria" di Gesù Cristo. La Chiesa ha il compito di tenere viva e far valere la memoria di Gesù Cristo in mezzo agli uomini; ha il compito di annunciare la verità di Cristo nel corso dei secoli.

L'interpretazione tra teologia e scienze umane

Vi è apporto necessario della teologia alle scienze che usano come oggetto il vissuto umano. Un apporto che si basa sulla "trascendentalità" dell'esperienza dell'uomo immerso nel mondo, in relazione interpersonale con gli altri.

Che cos'è la teologia?

Problematica di definire la teologia come "scienza della fede".

Il problema fondamentale è legato al modo di intendere la "scienza". (Cosa si intende per scienza?) La teologia cattolica svolge un compito non su "che cos'è la teologia" ma su: "è vero ciò in cui crediamo oppure no?" → la questione della verità.

Benedetto XVI "nella teologia è in gioco la questione della verità, essa è il suo fondamento ultimo ed essenziale".

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Manzoni Mario.
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