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La svolta mariologica del Concilio Vaticano II

Tendenze sotterranee

Il Concilio Vaticano II ha segnato una significativa svolta mariologica, influenzata da quattro tendenze sotterranee: il movimento biblico, che vede la Madonna in relazione al Figlio come dai testi sacri; il movimento liturgico, che la considera sempre subordinata al Figlio; la tendenza ecumenica, che riguarda i rapporti con i fratelli separati; e la tendenza antropologica, che cerca di vederla come vicina a noi, nella sua umanità. Questi movimenti hanno portato a un ridimensionamento dello spazio occupato da Maria nella teologia, nel culto e nella devozione.

Maria nel Concilio

C'era chi voleva trattare la Beata Vergine in un documento a parte, ma si optò, per pochi voti di differenza (40), per dedicarle il capitolo VIII della Lumen Gentium sul mistero della Chiesa, che trova un punto di equilibrio tra le varie tendenze, con legami costanti ai testi sacri.

Il legame fra Maria e la Chiesa

Il capitolo VIII presenta una sintesi estesa della dottrina sul posto che occupa Maria, per vederla alla luce di Cristo (a cui è intimamente unita per la Salvezza) e della Chiesa. Poiché cooperatrice della redenzione e della santificazione, è chiamata Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice (anche se non tutti erano d'accordo). È vista come figura della Chiesa nell'ordine della fede e della carità, in quanto Vergine e Madre, e come modello delle virtù della Chiesa, che guardando a lei cresce e progredisce.

Nel testo della Gaudium et Spes non compare il titolo Madre della Chiesa, ma Paolo VI, sollecitato da alcuni teologi e vescovi polacchi, nel 1964 la proclamò tale, dichiarandola Madre di tutto il Popolo di Dio e chiedendo che venisse invocata come tale.

Rapporti tra Mariologia e altre discipline teologiche

La Mariologia non va studiata isolatamente, ma considerata all'interno di tutto l'insieme delle verità rivelate, e in particolare va collegata indissolubilmente al mistero di Cristo e della Chiesa. San Tommaso la esamina all'interno della Cristologia, ma altri temi possono essere trattati anche in altri contesti come quelli sulla Redenzione, sul peccato originale, la Chiesa e l'escatologia. Francesco Suarez affermerà la necessità di una trattazione a parte, in un'unica sintesi.

Categorie anticotestamentarie per comprendere Maria di Nazaret

  • Regine-madri: ciò che contava non era la posizione di moglie del re ma di madre.
  • Divinità del Messia.
  • Concezione verginale.

Altre prefigurazioni includono il roveto ardente (verginità di Maria nel concepimento e nel parto), l'Arca dell'alleanza (Maria come tempio vivo del Dio fatto uomo), e la sposa del Cantico dei Cantici (tutta bella sei, senza macchia). Vari personaggi come Sara, Abramo, Anna, Giuditta ed Ester, contribuiscono anch'essi a questa comprensione.

Profezie mariane dell'Antico Testamento

Gen 3,15: Questa profezia descrive la lotta fra la donna e il serpente e il trionfo vittorioso del bene sul male. Il serpente è il diavolo, mentre la donna è Eva-Maria, madre della stirpe di Gesù.

Is 7,14: La vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Questo è il segno che Dio darà al re Acaz, e vi si riconosce l'annuncio della nascita di Cristo.

Mic 5,1-4: Da Betlemme di Efrata uscirà colui che dominerà Israele. Nascerà a Betlemme e le sue origini sono dall'antichità.

Contenuto mariologico delle lettere paoline

Tra i testi più antichi c'è la lettera ai Galati (4,4-5): "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna... per riscattare coloro che...". Questa lettera sottolinea l'abbassamento del Figlio di Dio alla condizione umana, con un chiasmo tra figliolanza e legge, ma con enfasi sull'espressione "nato da donna". C'è un aggancio della mariologia con la cristologia, attraverso la divina maternità di Maria.

Insegnamenti mariologici dei Vangeli dell'infanzia

Nei Vangeli dell'infanzia, Matteo si concentra soprattutto su Giuseppe e il suo dubbio circa l'idoneità ad accoglierla. Luca è il più prolifico con episodi come:

  • Annunciazione: Parallelo con "Gioisci Figlia di Sion"; il figlio che concepirai nel tuo seno sarà Dio stesso. Il "non conosco uomo" può indicare la scelta deliberata di rimanere casta anche dopo il concepimento. "Ecco la serva del Signore" è la definizione che Maria dà di se stessa, con sapore veterotestamentario.
  • Visitazione: Parallelo con Arca Alleanza, gioia di Elisabetta, esultanza del Battista. "Madre del mio Signore", equivalente a "Madre di Dio"; "beata colei che ha creduto", la prima beatitudine del Vangelo, quella della fede.
  • Nascita di Gesù: È lei che dà alla luce il bambino (accenno al parto verginale e miracoloso senza l'aiuto di alcuno); custodiva questi fatti meditandoli nel suo cuore.
  • Presentazione al Tempio: "Spada le trafiggerà l'anima", Maria "Vergine offerente".
  • Ritrovamento fra i dottori: Non rimprovero ma angoscia "umana" di una madre.

Atteggiamento di Maria di fronte ai misteri della vita del Figlio

Alle Nozze di Cana, Maria è preoccupata per gli sposi e viene citata prima di Gesù. La sua richiesta presuppone che conosca le capacità del Figlio e il suo cuore. "Fate quello che vi dirà", e svolge un ruolo come intercessore. Sotto la Croce, si raggiunge il punto culminante della sua associazione alla missione salvifica di Cristo, soffrendo amorosamente.

Significato del termine "donna" negli scritti di Giovanni

"Donna, ecco tuo figlio": proclamazione della maternità spirituale di Maria, nuova Eva, dei credenti rappresentati dal discepolo prediletto. In questo momento nascono il culto e la devozione mariana, contemporaneamente alla Chiesa, sul Calvario. Nell'Apocalisse (capitolo 12) vi si sovrappongono tre figure: Eva, Maria e la Chiesa.

Esplicitazioni di s. Giustino e s. Ireneo sul rapporto tra Eva e Maria

Sant'Giustino vede il Nuovo Testamento come compimento dell'Antico Testamento e quindi considera la verginità di Maria come compimento di Is 7,14 ("La vergine concepirà un figlio"). È il primo a istituire il parallelismo Eva-Maria: la vita deve ritornare dalla stessa strada dalla quale era entrata la morte; contrappone Paradiso terrestre/Annunciazione. Eva da vergine concepì la parola del serpente e partorì disobbedienza e morte, mentre Maria, la Vergine, accolse con fede e gioia l'annuncio dell'angelo.

Sant'Ireneo, padre della mariologia, teologo della "ricapitolazione": Adamo/Cristo – Eva/Maria. Maria come consequenter (di conseguenza) a differenza di Eva: Eva è la vergine decaduta, sedotta, disobbediente, causa di morte, condannata. Maria invece ricapitola Eva: evangelizzata dall'Angelo, obbediente, causa di salvezza.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

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