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Caratteristiche farmacocinetiche di farmaci somministrati a dosi ripetute

La concentrazione allo stato stazionario (CSS) è la concentrazione che raggiunge un farmaco nel nostro organismo quando viene somministrato in dosi ripetute, distanziate tra loro, ed è strettamente legata all’emivita. Questo parametro è direttamente proporzionale alla dose somministrata ed inversamente proporzionale all’intervallo tra le somministrazioni, volume di distribuzione e clearance. L'emivita plasmatica deve essere breve, specie se associata a basso indice terapeutico, perché altrimenti si potrebbe assistere al fenomeno dell’accumulo terapeutico con conseguente effetto additivo dei principali effetti collaterali.

La dose successiva alla prima viene eseguita solo se la precedente è stata totalmente eliminata e lo stesso per le dosi seguenti mantenendosi sempre dentro al range terapeutico. Il farmaco impiega 4 volte il t½ per arrivare allo stato stazionario e di conseguenza verrà eliminato dopo 4 volte il t½. Inoltre, la concentrazione allo stato stazionario è influenzata dalla clearance del farmaco. Quindi, se nel corso della terapia la clearance varia (patologie renali, fenomeni di induzione degli enzimi epatici, eccetera) anche la CSS varia: diminuisce all'aumentare della clearance e aumenta al diminuire di questa.

Influenza delle caratteristiche tecnologiche delle forme farmaceutiche solide per via orale sulla biodisponibilità del principio attivo e conseguenti strategie formulative per la sua ottimizzazione

La biodisponibilità descrive la frazione di una dose somministrata di farmaco non modificato che raggiunge la circolazione sistemica. L'assorbimento del principio attivo rilasciato da una forma farmaceutica solida per via orale dipende essenzialmente da due fattori: la dissoluzione del principio attivo nel tratto gastrointestinale e la sua permeabilità attraverso la mucosa. La frazione di dose di farmaco assorbito è qualcosa di molto importante che può dipendere sia dalla natura stessa del farmaco, sia dalle caratteristiche della formulazione.

Tra gli eccipienti usati per l'allestimento delle compresse, per esempio, compaiono i disaggreganti. Il disaggregante è importante perché deve esporre il principio attivo così com’è rappresentato ma deve consentire il contatto tra il principio attivo e l'acqua. Dunque, è importante che il principio attivo di per sé abbia determinate caratteristiche come quella di possedere un'alta area superficiale in quanto, più il solido sarà finemente suddiviso maggiore sarà la velocità di solubilizzazione.

Un altro punto riguarda la solubilità. Uno stesso composto chimico può avere diverse forme di cristallizzazione oppure può presentarsi in forma amorfa. Il cristallo possiede un'energia di reticolazione che il solvente deve vincere per separare una molecola da un’altra. La forma amorfa non ce l'ha e il suo ottenimento avviene attraverso la liofilizzazione o spray drying. È possibile in genere scegliere la forma cristallina più solubile ed anidra, cioè senza molecola di acqua di cristallizzazione, o scegliere una forma amorfa rispetto ad una cristallina, ma la puntualizzazione da fare è che quella concentrazione alla saturazione che appare nell’equazione di Noyes-Whitney è una solubilità apparente di quella forma in quel momento.

Tra le strategie formulative che prevedono l'ottimizzazione della biodisponibilità, in relazione a molecole poco solubili, c'è la possibilità di trasformarla nei loro Sali, in quanto in genere più solubili delle loro molecole indissociate, facendo attenzione, tuttavia, al fenomeno dello ione a comune. Il razionale prevede che se ho un certo principio attivo destinato alla via orale e, per favorire la biodisponibilità lo salifico, sicuramente non verrà fatto il cloridrato, in quanto lo ione cloruro è già presente nell'organismo e così facendo diminuirebbe la solubilità del sale raggiungendo prima il Kps.

Le forme farmaceutiche solide orali possono essere formulate con ciclodestrine, oligomeri del glucosio legati tra loro con legame 1,4 glicosidico e chiuse ad anello. Con la ciclodestrina si forma un composto di inclusione della molecola farmacologicamente attiva e ciò ne conseguirà un aumento della velocità del passaggio in soluzione. Altro tipo di strategia prevede la formulazione con capsule contenenti sistemi lipidici, quali emulsioni o microemulsioni così che la gelatina a contatto con il succo gastrico si scioglierà immediatamente, il prodotto sarà già in soluzione in olio e più velocemente andrà in soluzione.

L'aspetto che interessa la tecnologia farmaceutica è limitato a mettere a fuoco alcune caratteristiche del passaggio attraverso le membrane. Con la legge di Fick verrà quantificata la velocità di diffusione attraverso la membrana ponendo l'attenzione sul fatto che quanto più il farmaco è liposolubile maggiore sarà la ripartizione dello stesso tra la fase lipidica e acquosa con conseguente aumento della velocità di diffusione.

Il ruolo della valutazione economica nel processo decisionale in sanità

La valutazione economica si propone di essere un ausilio all'assunzione di decisioni riguardanti l'allocazione di risorse tra i possibili usi alternativi. La possibilità di confrontare, infatti, i diversi trattamenti alternativi per individuare quelli che presentano il miglior rapporto beneficio/costo, costituisce non solo una grande opportunità per razionalizzare l'impiego delle risorse ma anche un dovere etico-sociale. Un uso efficiente delle risorse si otterrà nel momento in cui si riuscirà a massimizzare i benefici minimizzando i costi.

Nella valutazione di un farmaco intervengono più fasi: dapprima l'identificazione del farmaco da sottoporre a valutazione e alternative a disposizione; segue la raccolta dati sicurezza, efficacia, costi; sintesi di quanto ricavato e trasformazione in informazioni da diffondere attraverso i decision makers. La razionalità delle decisioni è a diversi livelli: MACRO-politica sanitaria; MESO-management aziendale; MICRO-pratica clinica.

Per il livello MACRO, le valutazioni chiave a livello istituzionale prevedono l’ammissione dei farmaci al regime di rimborsabilità a carico del SSN, la determinazione dei prezzi dei farmaci, regolamentazione del comportamento prescrittivo dei medici di base e definizione dei prontuari ospedalieri regionali. A livello MESO, l'utilizzo degli studi di valutazione economica a livello aziendale porteranno all'introduzione di un nuovo farmaco, ad intervenire nel prontuario ospedaliero, definire linee guida locali o i criteri generali di politiche d'acquisto. Per il livello MICRO, invece, le decisioni cliniche faranno riferimento al singolo paziente in termini di scelta della terapia, dell’indagine diagnostica, ecc.

Relazioni tra la velocità di dissoluzione e l’assorbimento dei farmaci, strategie tecnologiche per modulare la velocità di dissoluzione, esempi di applicazioni pratiche di tali strategie

La dissoluzione del principio attivo in genere rappresenta la tappa limitante il processo di assorbimento in quanto tappa più lenta rispetto a quella di disaggregazione. L'espressione che indica da cosa dipende la velocità con cui un solido va in soluzione è quella di Noyes-Whitney: dQ/dt = A × D/h (Cs - X/V). Da questa formula è possibile evincere due parametri sui quali poter agire al fine di migliorare la velocità di dissoluzione, ossia la superficie specifica del solido e la concentrazione alla saturazione o solubilità apparente.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

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