55) Usi terapeutici degli steroidi androgeni e principali preparazioni. Impiego
degli steroidi androgeni anabolizzanti nella pratica del doping. Tossicità
acuta e cronica e principali interazioni.
Gli androgeni sono impiegati come terapia sostitutiva nell’ipogonadismo maschile o
usati nelle malattie debilitanti il fisico o nella guarigione delle piaghe da decubito e
della gestione a carico della cute. Le principali preparazioni riguardano: cerotti da
applicare la sera e mantenuti luoghi per 24 ore; bustine di gel da applicare al mattino;
formulazioni destinati alla via intramuscolare o orale. L'uso degli steroidi anabolizzanti
da parte degli atleti in dosi da 10 a 200 volte più alte della produzione fisiologica
giornaliera trova giustificazione nel fatto che possono aumentare la forza migliorando
le prestazioni durante le competizioni. Tuttavia, tali effetti sono stati dimostrati in
maniera inequivocabile solo nelle donne ;inoltre gli effetti collaterali di questi farmaci
rendono decisamente sconsigliabile il loro uso. Nell'uomo dosi base di androgeni
provocano ipergonadismo e in alcuni casi ipogonadismo o accelerare l'evoluzione di un
carcinoma prostatico. Nella donna si osservano effetti i mascolinizzanti come
irsutismo, acne e in generale ad alte dosi possono aumentare le prestazioni fisiche o
dare tossicità epatica, a livello dell' apparato cardiovascolare e del sistema nervoso
centrale. Gli steroidi androgeni aumentano l'effetto anticoagulante del warfarin e
l'effetto ipoglicemizzante degli antidiabetici.
56 Chinoloni: meccanismo d’azione, farmacocinetica, spettro antibatterico
ed usi terapeutici.
Effetti collaterali e principali interazioni.
Tutti i chinoloni inibiscono le topoisomerasi II, enzima responsabile del
superavvolgimento del DNA batterico. Per quanto riguarda, invece, i chinoloni
particolarmente attivi sui GRAM positivi, un secondo meccanismo d’azione è relativo
all’inibizione della topoisomerasi IV, deputata alla divisione delle cellule figlie durante
il processo mitotico. Tutti i chinoloni sono prontamente assorbiti dal tratto
gastrointestinale ma differiscono per l’emivita che varia dalle 4 ore alle 35
ore(rufloxacina).Il volume di distribuzione è piuttosto elevato e i chinoloni si
differenziano per quanto riguarda la loro eliminazione, variando da una escrezione
prevalentemente renale ad un esteso metabolismo epatico.I chinoloni di prima
generazione hanno spettro d’azione rivolto ai GRAM negativi mentre i fluorochinoloni
sono estesi alla Pseudomonas Aeruginosa, Enterobacter, strafilococchi, streptococchi e
in parte il micobatterio della tubercolosi.Le applicazioni cliniche riguardano il
trattamento delle infezioni del tratto respiratorio, del tratto urinario non complicate,
infezione dei tessuti molli, infezioni ossee, gastrointestinali o quelle trasmesse per via
sessuale sostenute da clamidia.
I fluorochinoloni possono essere anche usati in associazione con altri farmaci nel
trattamento dell’infezione tubercolare.Le tossicità dei chinoloni sono riscontrate a
livello gastrointestinale e a carico del muscolo scheletrico. Possono dare inoltre
fototossicità, vertigini, cefalee, sonnolenza,confusione, agitazione, prolungamento
dell’intervallo QT e anafilassi.Le associazioni da evitare riguardano quelle con
nitrofurantoina, cloramfenicolo per possibile antagonismo, con anticoagulanti orali per
competizione per il legame proteico e con neurolettici e antiaritmici per
potenziamento di effetti neurotossici e cardiotossici rispettivamente.
57 Farmacocinetica dei principali FANS. Meccanismo d’azione, effetti
terapeutici ed indesiderati della terapia con FANS. Principali interazioni.
Tutti i FANS ad eccezione del nabumetone ( profarmaco) sono somministrati come
acidi organici deboli e sono bene assorbiti per essere metabolizzati, in gran parte, dai
Citocromi P450. Mentre l’escrezione renale è la più importante via di eliminazione,
quasi tutti questi farmaci sono sottoposti a ricircolo entero-epatico. L’attività dei FANS
è principalmente dovuta all’inibizione della sintesi di prostaglandine interagendo con
le cicloossigenasi(COX). La selettività nei riguardi di COX-1 rispetto a COX-2 è variabile
ed incompleta per i classici FANS, ma sono stati sintetizzati diversi inibitori selettivi
della COX 2 (COXIB). I FANS diminuiscono la sensibilità dei vasi a bradichinina e
istamina, influenzano la produzione di linfochine dai linfociti T e antagonizzano la
vasodilatazione nei focolai di flogosi.
Tutti i FANS hanno effetto antidolorifico, antinfiammatorio ed antipiretico e (tutti
tranne i COBIX ed i salicilati non acetilati) inibiscono l’aggregazione piastrinica. Tutti i
FANS, inoltre, danno irritazione gastrica, ulcere gastrointestinali, nefrotossicità,
epatotossicità,cefalea e raramente trombocitopenia.
Le interazioni principali da evitare con FANS riguardano quelle con : gli anticoagulanti
per aumento di rischio di sanguinamento; diuretici e antiipertensivi per riduzione dei
loro effetti terapeutici; ipoglicemizzanti con potenziamento degli effetti ipoglicemici.
58) Antagonisti dei recettori dei leucotrieni e inibitori della sintesi del
leucotrieni: farmacocinetica, farmacodinamica, uso nell’asma e principali
effetti collaterali.
Considerando il coinvolgimento dei leucotrieni in molte malattie infiammatorie, sono
state eseguite 2 strategie per bloccare l'azione di queste sostanze: inibizione della 5-
lipossigenasi (zileuton), prevenendo la sintesi dei leucotrieni ;antagonismo dei
recettori dei leucotrieni (montelukast,zafirlukast). I farmaci antileucotrienici si
somministrano per via orale, in quanto generalmente ben tollerati. Montelukast e
zafirlukast si legano per il 99 % alle proteine plasmatiche e sono ampiamente
metabolizzati dei citocromi P450 per essere poi escreti prevalentemente nella bile. Lo
zileuton è, anche in questo caso metabolizzato dai CYP450 e l’ emivita è di circa 2,5
ore. Nei pazienti con asma gli antagonisti recettoriali dei leucotrieni migliorano la
funzionalità respiratoria e la sintomatologia, riducono la necessità di somministrazione
di broncodilatatori β2 adrenergici e la frequenza di attacco acuto di asma. Gli anti
leucotrieni, invece, inibiscono la reazione asmatica precoce e tardiva indotta da
esposizione ad antigene, anche se risultano più efficaci nel ridurre la reazione
asmatica precoce. Di questi farmaci, zileuton è quello meno prescritto per la sua
tossicità epatica. Gli antagonisti dei leucotrieni sono ben tollerati ma possono causare
cefalea, dolore addominale o reazioni di ipersensibilità e vertigini. La sindrome di
Churg-Strauss, vasculite sistemica caratterizzata da peggioramento dell'asma e da
infiltrati polmonari transitori, è stata associata alla terapia con antagonisti dei recettori
dei leucotrieni ma non è noto se essa rappresenti un effetto collaterale o un
epifenomeno.
59) fisiopatologia dell’insufficienza cardiaca e farmaci impiegati in
farmacocinetica, farmacodinamica, schemi terapeutici, effetti collaterali e
principali interazioni
L’insufficienza cardiaca è una sindrome che ha molteplici cause, le quali possono
interessare il ventricolo destro, il sinistro o entrambi. La gittata cardiaca è
nell’insufficienza cardiaca abitualmente al di sotto dei valori normali. La disfunzione
sistolica, con ridotta gittata cardiaca e significativa riduzione della frazione di eiezione
è tipica dell’insufficienza acuta, specialmente dopo infarto del miocardio. La
disfunzione diastolica, invece, spesso si verifica come conseguenza dell’ipertrofia e
rigidità del miocardio e, sebbene la gittata cardiaca sia ridotta, la frazione di eiezione
+¿ ¿
+¿/ K
può essere normale. I glicosidi digitalici bloccano la pompa ATPlasi e dopo
¿
Na
somministrazione orale si lega al 30% alle proteine plasmatiche con emivita di circa 35
ore. La digossina è quella maggiormente implicata e la dose iniziale di carico per via
orale è di 500-1000 microgrammi seguiti da 250 microgrammi ogni 6 ore fino ad avere
la risposta terapeutica desiderata; la dose di mantenimento è poi compresa tra 125 e
250 microgrammi al giorno. Gli effetti collaterali sono nausea, vomito, diarrea e può
dare ad alte dosi aritmie, allucinazioni. Tutti i farmaci in grado di modificare le
concentrazioni del potassio (ipokalimia) aumentano la tossicità digitalica. I
vasodilatatori (isosorbide dinitrato per esempio) rilasciano ossido nitrico e
somministrato per via orale ha durata di circa 6 ore. Anche gli ACE inibitori, inibendo
l’enzima suddetto, consentono una dilatazione arteriolale e venosa e sono destinati
alla via orale con emivita di 4 ore che può arrivare a 24 ore a forti dosi. Queste due
categorie di farmaci sono usate in pazienti con pressioni di riempimento elevate nei
quali il sintomo principale è la diaspnea. Le tossicità riguardano tachicardie, cefalee
(nitrati), tosse, iperkalimia, mentre i nitrati hanno effetto sinergico con inibitori delle
fosfodiesterasi 5 e gli ACE-inibitori con antagonisti dell’angiotensina (effetto additivo).
Le bipiridine inibiscono le fosfodesterasi 3 e desti
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