Domande Chimica Farmaceutica
55. Derivati dell’acido lisergico come agenti dopaminergici: strutture e
meccanismo d’azione
I derivati dell'acido lisergico sono definiti anche derivati dell'ergotamina ed espletano
la loro attività comportandosi da agonisti parziali nei confronti dei recettori
dopaminergici D2. L'agonismo parziale è da ascrivere al fatto che tali farmaci, oltre a
possedere il farmacoforo della dopamina, hanno anche quello della serotonina e
noradrenalina e, pertanto, saranno responsabili, come è facile intuire, di una serie di
effetti collaterali particolarmente spiacevoli.
56. Aspetti chimico-farmaceutici e relazione struttura-attività dei farmaci β-
adrenergici
I recettori β-adrenergici si distinguono in β 1, β2 e β3 a seconda della loro
localizzazione e verso i quali farmaci specifici possono comportarsi da agonisti o
antagonisti. Tra gli adrenergici diretti su β1 (β 1 agonisti) l'unico farmaco utilizzato è la
dobutamina che manca dell’OH della noradrenalina ma, dal momento che viene
iniettato direttamente a livello cardiaco, in questo caso è la via di somministrazione a
creare la selettività con l'attivazione dei recettori β1, i soli espressi a livello cardiaco. I
β2-agonisti devono avere, per creare il massimo della selettività, un sostituente
sull’azoto che sia un terz-butile; vengono utilizzati come broncodilatatori e in funzione
di quella che è la durata d'azione si distinguono in breve, media e lunga durata. Nei β
2-agonisti sono tollerate catene fino a 4 unità in posizione 2 o 3; il farmacoforo è
l'anello catecolico, il gruppo OH e il sostituente sull’azoto per cui le uniche posizioni
disponibili sono 2, 5 ,6; sono ammesse catene lunghe e flessibili legati all'azoto ma in
5 e 6 no perché fanno abbassare l’affinità e l’attività intrinseca perché le restrizioni
steriche sono severe. Gli agonisti β3 sono in fase di sperimentazione per l'impiego nel
trattamento dell’obesità o diabete di tipo 2. In questi farmaci rimane l’OH che crea
selettività verso i recettori adrenergici e una parte estesa responsabile di altri legami
con i recettori. Per quanto riguarda l'antagonismo β, invece, la selettività si crea
mettendo su l'azoto un sostituente che sia almeno un isopropile, si mantiene l’OH in 2
e si smorzano i 2 doppi legami formati dagli OH catecolici, per esempio mettendo 2
clori che formano 2 legami idrogeno più deboli, passando così dall’agonismo
all’agonismo parziale βselettivo. Se si vuole l'antagonismo, si devono eliminare anche i
2 clori e sostituire l'anello con un altro anello (naftalenico per esempio). Gli antagonisti
β 1 si classificano in: derivati ariletanolamminici; derivati arilossipropanolamminici non
selettivi; derivati arilossipropanolamminici β1 selettivi (per la presenza di gruppo
ammidico, etereo e para sostituzione che danno cardioselettività).
57. Requisiti strutturali degli steroidi ad attività antiinfiammatoria
I punti farmacoforici degli steroidi ad attività antiinfiammatoria sono: il C=O in 3; l’OH
11; il C=O in 20; l’OH in 21. In particolare, il carbonile in 3 è fondamentale per il
legame con l'arginina presente nel sito recettoriale, l’OH in 11 con l'asparagina, il C=O
in 20 e l’OH in 21 con i residui di treonina. L’OH in 17 è, invece, un punto di selettività,
in quanto la sua presenza aumenta l’affinità con i recettori dei glucocorticoidi e riduce
quella con i recettori dei mineralcorticoidi. Il metile in 16 aumenta l'attività e l’OH
riduce le proprietà sodio ritentive. Un metile o un gruppo elettronattrattore in 6 riduce
la metabolizzazione per ingombro sterico, mentre in 9 un gruppo elettronegativo,
attirando a sé gli elettroni, depaupererà di elettroni l'ossigeno dell’OH in 11
rendendolo un acido di Lewis più forte, in modo da potenziare il legame con
l'asparagina e rendere più difficile l’attività dell’enzima deputato al metabolismo della
molecola a strappare idrogeni. L'insaturazione 4-5 è essenziale per l'attività e un'altra
in 1-2 direzionerà meglio il C=O in 3 verso l'arginina.
58. Farmaci anti-MAO B: strutture, meccanismo d’azione ed impiego
terapeutico
Le MAO sono flavoenzimi (utilizzano FAD come cofattore) localizzati sul lato esterno
della membrana mitocondriale ed inattivano le ammine biogene ossidando ad aldeidi.
La isoform a MAO B mostra maggiore selettività per il metabolismo di tiramina e
dopamina. Pertanto, il meccanismo d'azione degli inibitori delle MAO B riguarda,
appunto, l’inibizione di questi enzimi impedendo il metabolismo e la degradazione
delle ammine suddette aumentando la loro concentrazione e, dunque, anche la loro
attività biologica. Gli anti-MAO-B selettivi trovano impiego nella terapia del morbo di
Parkinson aumentando il firing dopaminergico a livello centrale nelle aree nigrostriatali
o per quelle non selettive nel trattamento della depressione. La selegilina è un
inibitore irreversibile; l’iproniazide è un inibitore irreversibile non selettivo così come
la fenelzina.
59. Farmaci anti-HIV inibitori delle proteasi: aspetti chimico-farmaceutici
La proteasi di HIV è una proteina che appartiene alla famiglia delle proteasi
aspecifiche nelle quali la triade catalitica è costituita da Asp-Thr-Gly ed agisce come
omodimero. Ciascun monomero contribuisce con un residuo di acido aspartico al sito
attivo che è localizzato alla base di una fenditura creata dal processo di
dimerizzazione. Uno dei gruppi più estesamente studiati è stata la funzione
idrossietilamminica, presente nel saquinavir, e i gruppi che fiancheggiano tale
funzione mimano la fenilalanina e l'asparagina da un lato, e la prolina dall'altro; una
delle sequenze di scissione che si ripete più volte è Asn-Phe/Pro. Gli inibitori della
proteasi di HIV hanno affinità e selettività per la proteasi di HIV (dimerica) rispetto ad
altre proteasi aspartiche (monomeriche) dell'organismo; adeguate proprietà
farmacocinetiche; devono essere strutture peptoidiche (simili ai peptidi) con una
buona lipofilia.
60. Ace-inibitori: strutture, relazioni struttura-attività ed impiego
terapeutico
Gli ACE-inibitori sono farmaci in grado di inibire l'enzima di conversione
dell’angiotensina. L'inibizione di questo enzima ha come conseguenza una
diminuzione della concentrazione dell’angiotensina II con caduta del tono dei vasi
sanguigni e diminuzione della pressione arteriosa. Pertanto, questi farmaci trovano
impiego soprattutto nella terapia dell'ipertensione arteriosa come farmaci di prima
scelta, somministrati da soli o in terapia combinata. Al contrario, nelle forme di
ipertension
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