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Sfida Covid-19: come il coronavirus ha cambiato la nostra vita

Le malattie infettive rappresentano un fenomeno che da sempre ha accompagnato l'umanità. Esse coinvolgono non solamente il campo scientifico ma mettono in discussione tutte le discipline analizzate dal punto di vista geografico come, ad esempio, la demografia, la politica, l'economia, la cultura senza tralasciare le scienze sociali e la psicologia.

L'avvento di Covid-19 ha sconvolto in pochi mesi l'intero Pianeta, mettendo in discussione tutte le certezze umane. L'aspetto più destabilizzante è la capacità del virus di ristabilire ordini primordiali in cui la figura dell'uomo viene enormemente ridimensionata. Nell'eterno dibattito geografico sul binomio uomo/natura, ecco come il substrato fisico della Terra sembra essersi preso la sua rivincita, confinando la comunità umana a un ruolo di spettatrice inerme.

È pur vero che i progressi in campo medico sono attualmente messi in campo nel tentativo di debellare il Coronavirus, ma il sentimento di impotenza davanti a questa pandemia sta sconvolgendo completamente tutte le nostre sicurezze. Il panico e la paura davanti a questa emergenza sanitaria hanno e avranno risvolti determinanti nel futuro.

La nostra cultura, squisitamente occidentale, è stata improvvisamente scardinata. Il virus, infatti, è capace di distruggere tutti i nostri concetti (e preconcetti) mentali. Ha azzerato il nostro schema mentale di divisione del mondo in paesi sviluppati e paesi del terzo mondo, ad esempio. Siamo tutti colpiti dall'epidemia, nessuno esente. La ricchezza sicuramente permetterà a una parte della popolazione del pianeta di avere cure migliori ma, di base, tutti siamo in egual misura soggetti a doverci confrontare con il Coronavirus.

Nessuno si sente sicuro: è questa la novità epocale che stiamo vivendo. L'insicurezza provoca i comportamenti più disparati in tutti noi, sottolineando l'estrema complessità della mente umana e delle risposte che cerca e trova in caso di difficoltà. Da qui nasce l'ipocondria di chi vive con l'angoscia di ammalarsi, di chi organizza i flash mob sui balconi per sentirsi meno solo, di chi spia dalle finestre nel tentativo di trovare il colpevole di tutto questo.

Ciò che è davvero sconcertante è che i progressi tecnologici e scientifici ci hanno garantito di avere una speranza di vita più lunga e ci hanno soprattutto interconnessi su scala globale. Dei vantaggi che dovrebbero proiettarci in un piano superiore rispetto alle generazioni dei secoli passati eppure...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anna0085 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Bianchini Francesco.
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