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Apparato tegumentario

È costituito dalla cute e dagli annessi cutanei: ghiandole, peli e produzioni cornee.

La cute

Un rivestimento elastico e resistente, si continua con le mucose sul contorno degli orifici naturali. È l’interfaccia tra l’ambiente esterno e il corpo con diverse funzioni: isolamento idro-termico, osmoregolazione (vaso costrizione/dilatazione), sensibilità tattile termica e dolorifica, protezione da microrganismi, deposito di tessuto adiposo (protezione meccanica e termoregolazione).

Conformazione: la faccia libera è generalmente ricoperta di peli. La faccia aderente è unita alla tela sottocutanea (ipoderma) connettivale e può essere infiltrata di grasso. In certi punti questa faccia è fissata ai piani sottostanti mediante fasci fibrosi, i retinacoli cutanei, che limitano gli spostamenti sull'ipoderma.

In certe regioni del corpo si sviluppano sulla faccia profonda del derma dei muscoli cutanei, fasci di fibre muscolari che separano questa faccia dalla tela sottocutanea o si innalzano dai piani sottostanti per inserirsi sotto la pelle.

Bovino: cute più spessa.

  • Regioni dorsali ed estensorie delle articolazioni: cute più spessa.
  • Regioni ventrali e flessorie delle articolazioni: cute meno spessa.

Struttura

È composta da due tessuti sovrapposti e strettamente associati: uno epiteliale, l’epidermide (deriva dall’ectoderma embrionale) ed uno connettivale, il derma (di origine mesodermica). L’epidermide è priva di vasi e viene nutrita dal derma, a cui è ancorata anche dalle interdigitazioni tra creste e papille.

Epidermide

È formata da un epitelio pavimentoso pluristratificato con cinque strati caratteristici di cheratinociti che si formano in un processo di modificazioni degenerative. Priva di vasi, è nutrita per diffusione attraverso scambi con il derma.

Cellule specializzate: Melanociti, cellule di Langerhans (macrofagi intra-epiteliali), cellule di Merkel.

  • Melanociti: situate nello strato basale e inviano prolungamenti tra le cellule dello strato spinoso. Producono granuli di melanina (melanosomi) che vengono inseriti negli epiteliociti.
  • Macrofagi intraepiteliali (cellule di Langerhans): emigrati dal derma, hanno un nucleo rotondeggiante e citoplasma chiaro. A forma stellata, inviano prolungamenti tra gli epiteliociti.

Membrana basale: non è un tessuto. Formata da proteine, glucidi e lipidi, elaborata in parte dalle cellule epiteliali e in parte da quelle del connettivo. È il limite tra epidermide e derma. Formata da tre lamine: lamina lucida e lamina densa, elaborate dall’epitelio, e una fibroreticolare, elaborata dal connettivo.

  • Strato basale (germinativo): il più profondo, in contatto con la membrana basale (che lo separa dal derma) attraverso gli emidesmosomi. Formato da uno strato di epiteliociti basali, cellule cubiche/cilindriche con nucleo tondo in proliferazione continua, collegate tramite i desmosomi. Presenta melanociti e macrofagi.
  • Strato spinoso: 3-5 strati di cellule prismatiche (epiteliociti spinosi) con prolungamenti corti, le spine che si uniscono alle estremità mediante desmosomi. Hanno nucleo tondo e diventano più appiattiti verso lo strato successivo. Contengono tonofilamenti (filamenti di cheratina).
  • Strato granuloso: 1-2 strati di cellule appiattite (ma ancora voluminose, epiteliociti squamosi) con nucleo tondo. Contengono numerose inclusioni avvolte di membrana (corpi lamellari) che le conferiscono un aspetto granuloso (molte di queste contengono cheratoialina, un precursore della cheratina). È sempre più sottile dello strato spinoso e può anche mancare.
  • Strato lucido: presente solo nelle regioni prive di peli (con epidermide ispessita, es. toruli digitali). Pochi strati di cellule appiattite con nuclei degradati (a livello della sommità delle papille dermiche) e poco colorabili.
  • Strato corneo: (epiteliociti squamosi) il più superficiale. Più ispessito nelle regioni sottoposte a pressione. Formato da cellule appiattite, anucleate e morte (il loro citoplasma è sostituito dalla cheratina). Nei suoi piani più superficiali le giunzioni scompaiono e permettono la desquamazione.

* La coesione delle cellule cornee è mantenuta attraverso:

  • Le giunzioni tra le cellule scompaiono nei piani più superficiali e li permettono di desquamarsi.
  • Cemento intracellulare, (aumenta l'impermeabilità) che viene degradato sulla superficie ad opera di enzimi (ad eccezione di certe regioni come la scatola cornea che viene degradata solo per via meccanica).

* Ci sono due varietà principali di cheratina, una molle che tende a desquamarsi ed una dura, resistente e compatta che non tende a desquamarsi (presente principalmente nelle produzioni cornee).

Derma

È un tessuto connettivo denso che sostiene l’epidermide e ne assicura la nutrizione. Contiene una ricca rete capillare, numerose terminazioni nervose, follicoli piliferi e ghiandole. (+cellule del connettivo: fibroblasti, mastociti e cellule pigmentate).

È unito ai piani sottostanti mediante la tela sottocutanea. Il suo spessore cambia notevolmente per le regioni del corpo, la specie, le razze, ecc. (bovino: cute più spessa).

  • Strato papillare: il più superficiale. Relativamente lasso con delle cellule connettivali. Formato da reti di fibre sottili di collagene ed elastiche. Forma delle papille (più o meno estese) che sporgono nell’epidermide (interdigitazioni tra le creste epidermiche) e lo possono anche sollevare.
  • Strato reticolare: più profondo. Molto più denso e povero di cellule. Di solito è più ispessito e si collega con la tela sottocutanea. È ricco di fibre di collagene parallele alla superficie a formare una rete.

Tela sottocutanea (ipoderma)

È formata da tessuto connettivo molto lasso, i fasci di fibre collagene ed elastiche sono in continuità con quelli dello strato reticolare del derma.

  • Strato laminare: connettivo organizzato in lamine sovrapposte.
  • Strato areolare: connettivo delimita spazi (panicolo adiposo).

Nei equini e nei ruminanti: panicolo carnoso -> panicolo adiposo -> peli, pochi e grandi.

Nei carnivori e nei maiali: panicolo adiposo -> panicolo carnoso -> peli, molti e piccoli.

Nelle regioni più mobili (pareti del tronco) la tela è più sviluppata e la rete di fibre è più lassa, mentre nelle regioni più aderenti (palpebre e attorno agli orifici naturali) la tela è meno sviluppata e la rete è più densa (presenta più retinacoli).

Nella parte più profonda della tela la rete delle fibre si addensa a formare la fascia superficiale, un strato tangenziale sottile e addensato, questa è separata dai piani anatomici sottostanti da connettivo lasso.

Negli spazi tra i fasci di fibre in certi distretti ci sono ammassi di cellule adipose che costituiscono il pannicolo adiposo. Si trovano anche cellule muscolari lisce come i muscoli erettori dei peli e i muscoli cutanei (pannicolo carnoso).

In molte specie, al limite del derma con la tela, si forma un pannicolo carnoso (muscolo striato cutaneo le cui fibre si inseriscono sul derma, es.: facce laterali del tronco, spalle, faccia).

* Retinacoli della pelle: fasci connettivali ed elastici che uniscono in più punti il derma alla tela sottocutanea. La tela presenta degli adattamenti caratteristici con funzione meccanica speciale come i toruli e le borse sinoviali.

Vasi e nervi

Vasi della cute: vasi sanguigni e linfatici assenti nell’epidermide. Le arterie attraversano la tela sottocutanea e formano al limite col derma una rete dermica a larghe maglie che irrora la tela e lo strato reticolare del derma. Questa rete risale al limite dello strato papillare e forma una rete sottopapillare a maglie strette che irrora le ghiandole sebacee e invia delle anse capillari intrapapillari in vicinanza all’epidermide.

Le vene hanno la stessa disposizione ma più ricca. Presenta due plessi venosi sottopapillari: uno superficiale che riceve le venule delle anse capillari, ed uno profondo che sbocca nel plesso venoso dermico profondo a maglie larghe, questo viene drenato dal plesso venoso sottocutaneo.

Linfatici formano nel derma profondo una sottile rete linfocapillare profonda della pelle che è drenata dalla rete linfocapillare sottocutanea (nella tela sottocutanea), che drena ai diversi linfonodi superficiali.

Nervi: sono numerosi e formano dei plessi disposti su più piani: plesso sottocutaneo nella tela sottocutanea, plesso dermico nel derma in profondità, e un plesso sottoepidermico. Le fibre sensitive mieliniche e vasomotrici amieliniche.

Modalità di terminazione delle fibre sensitive:

  • Mediante corpuscoli (non capsulati: di Merkel, capsulati: lamellari, di Pacini, tattili, bulboidei).
  • Mediante terminazioni libere intercellulari penetrano nell’epidermide (anche derma), dopo aver perso la guaina.

Ghiandole cutanee: sudoripare e sebacee

I due tipi principali sono i più comuni nella cute, ciascuno presenta tante varietà. Un altro tipo specializzato è la ghiandola mammaria, un agglomerato di voluminose ghiandole sudoripare apocrine modificate per produrre il latte.

Ghiandole sudoripare

Suddivise in apocrine e merocrine.

Apocrine

Si trovano per tutta l’estensione della pelle, in profondità del derma (fino alla tela sottocutanea). Si sviluppano da una gemma del follicolo pilifero (non direttamente dall’epidermide). Sboccano nel canale del follicolo pilifero, sopra lo sbocco della ghiandola sebacea e non direttamente sulla superficie della cute.

La parte secernente è il corpo della ghiandola, si trova vicino al bulbo del follicolo pilifero, è avvolto su se stesso a gomitolo a forma irregolare. Ha un lume largo, delimitato da epitelio prismatico semplice (cubico o più alto in base al momento funzionale) con nucleo tondo e citoplasma ricco di granuli lipidici nella porzione apicale. L’epitelio poggia su una membrana basale ispessita e circondato da uno strato discontinuo di mioepiteliociti parallelo al follicolo.

Il dotto escretore è il dotto sudorifero, continua la precedente, inizia mediante un netto restringimento. Ha lume stretto delimitato da epitelio cubico bistratificato le cui cellule più esterne hanno nucleo poco colorabile, poggia su una membrana basale sottile. Il dotto è rettilineo e parallelo al follicolo pilifero.

Merocrine (eccrine)

Si trovano in poche regioni della pelle (toruli, naso-labiale). Formato da corpo secernente e dotto escretore. In confronto alle ghiandole apocrine: sono più piccole, si trovano meno in profondità, la parte secernente non oltrepassa il derma, struttura diversa (epitelio), forma un gomitolo più compatto e di forma ovoidale e non ha rapporto con il follicolo pilifero.

Il condotto escretore è parzialmente avvolto dal gomitolo e sinuoso, rettilineo nella parte intermedia, si apre indipendentemente sulla superficie mediante un poro sudorifero. L’epitelio del corpo è cilindrico o cubico con cellule mioepiteliali e con altri due tipi di cellule: scure e chiare.

  • Cellule chiare: cellule poco colorabili con nucleo basale, situate nella parte rivolta verso il lume. Tra queste decorrono canalicoli radiali che si aprono nel lume ghiandolare.
  • Cellule scure: dense, più larghe verso il lume, contengono granuli basofili che conferiscono colore scuro, gocciole di secreto nella regione apicale.

Parete condotto, epitelio bistratificato cubico quelle più superficiali sono più appiattite che nella porzione epidermica si cheratizzano.

Ghiandole sebacee

Annesse alla guaina radicolare esterna del follicolo pilifero. Di solito sboccano nel follicolo ma alcune direttamente sulla superficie. Sono più sviluppate quanto più sottili sono i peli. Sono ghiandole alveolari ramificate ad escrezione olocrina.

  • Ogni acino è formato da una parte sacciforme, il sacculo, e un breve condotto escretore:
  • Il sacculo ghiandolare: è circondato da membrana basale sottile e addensamento del tessuto connettivo circostante. Contiene massa cellulare, le cui cellule più esterne sono in proliferazione continua come uno strato basale epidermico, che le spinge verso il condotto. Le cellule esterne sono cubiche o appiattite, verso l’interno aumentano di volume, diventano poligonali e si riempiono di gocciole lipidiche, mentre il loro nucleo va in cromatolisi e scompare. Poi le cellule staccano ed il loro contenuto forma il sebo.
  • Il condotto escretore: è corto e largo, a volte presenta la continuazione dello strato basale e si continua con l’epitelio della guaina radicolare esterna.

Mammella

La mammella non coincide con la ghiandola mammaria ma con l’insieme di tutte le ghiandole mammarie e la cute con i suoi annessi, è meglio descritta come complesso mammario. Ogni complesso è costituito da una o più ghiandole mammarie. La ghiandola mammaria è una ghiandola cutanea, sudoripare modificata, tubolo-alveolare composta. Apocrina (grassi) e merocrina (proteine).

Origine: inizio con un ispessimento lineare dell’ectoderma, cresta mammaria, abbozzo delle una gemme mammarie primarie, la cresta tra di loro scompare, alcune gemme primarie scompaiono altre produc...

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Scienze biologiche BIO/06 Anatomia comparata e citologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noalev20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia comparata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Panu Rino.
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