ECCIPIENTI
FARMACO: il termine farmaco vuol dire sostanza con attività.
Termini equivalenti: componente attivo, sostanza attiva, sostanza medicinale, principio
attivo, API (active pharmaceutical ingredient).
Il farmaco è qualunque sostanza che possieda attività terapeutica, diagnostica, o
preventiva. Quindi dicendo anche diagnostica e preventiva, andiamo oltre al concetto
di rimedio.
La maggior parte dei farmaci sono solidi, quindi per somministrarli ad un paziente
dovremmo dosarli, altri sono liquidi, quindi anche questi andranno dosati, ma in
questo vaso il dosaggio non sarà ponderale, ma volumetrico.
La potente natura ed il basso dosaggio della maggior parte dei farmaci in uso oggi
preclude la possibilità che essi possano essere somministrati come tali nel dosaggio
appropriato. Nel trasformare un farmaco in un medicinale si deve anche studiare come
ripartire in maniera corretta queste piccole dosi all'interno di una compressa, fiala,
etc…
La trasformazione del farmaco in medicinale ci consente di fatto la somministrazione
del farmaco e questa deve avvenire in dose adeguata, in maniera semplice e nella
giusta via di somministrazione altrimenti non si avrebbe la risposta farmacologica
attesa. Non si può lavorare con questi concetti se non si ha la giusta regola.
DECRETO LEGISLATIVO 219 DEL 2006:
1. OGNI SOSTANZA O ASSOCIAZIONE DI SOSTANZE PRESENTATA COME AVENTE
PROPRIETÀ CURATIVE O PROFILATTICHE DELLE MALATTIE UMANE;
2. È DA CONSIDERARE MEDICINALE ANCHE OGNI SOSTANZA O ASSOCIAZIONE DI
SOSTANZE CHE PUÒ ESSERE UTILIZZATA O SULL'UOMO O SOMMINISTRATA
ALL'UOMO ALLO SCOPO DI RIPRISTINARE, CORREGGERE O MODIFICARE FUNZIONI
FISIOLOGICHE ESERCITANDO UN'AZIONE FARMACOLOGICA, IMMUNOLOGICA O
METABOLICA, OVVERO DI STABILIRE UNA DIAGNOSI MEDICA."
Il medicinale agisce attraverso un'azione farmacologica, immunologica o metabolica,
quindi può essere utilizzato anche a scopo diagnostico.
Il medicinale può contenere uno o più principi attivi, però per essere somministrabile
ha bisogno di essere formulato, e quindi ha bisogno di eccipienti.
SIGNIFICATO ECCIPIENTE (FU XII)
- UN ECCIPIENTE È QUALUNQUE COMPONENTE, DIVERSO DAL/DAI PRINCIPIO/I
ATTIVO/I PRESENTE IN UNA PREPARAZIONE MEDICINALE O USATO NELLA
PRODUZIONE DELLA PREPARAZIONE.
- LA FUNZIONE DI UN ECCIPIENTE È QUELLA DI OPERARE COME IL VETTORE
(VEICOLO O BASE) O COME UN COMPONENTE DEL VETTORE DEL/I PRINCIPIO/I
ATTIVO/I E, IN QUESTO MODO, CONTRIBUIRE ALLE CARATTERISTICHE DEL
PRODOTTO, COME STABILITÀ, PROFILO BIOFARMACEUTICO, ASPETTO E
GRADIMENTO DA PARTE DEL PAZIENTE E DI FACILITARE L'ALLESTIMENTO
DELLA PREPARAZIONE.
- DI NORMA, NELLA FORMULAZIONE DI UNA PREPARAZIONE MEDICINALE, USA
PIÙ DI UN ECCIPIENTE
- VEICOLO (FU XI): vettore, costituito da uno o più eccipienti, per la/le sostanze
attive in una preparazione liquida
- BASE (FU XI): vettore, costituito da uno o più eccipienti, per la/e sostanze attive
in preparazioni semi-solide e solide.
Non è vero che l'eccipiente è una molecola inerte in quanto l'eccipiente esplica la sua
azione di vettore, va dunque a veicolare il principio attivo, e quindi va a contribuire
con le caratteristiche del prodotto. L'eccipiente che veicola il farmaco (dove, quando e
quanto), sarà quindi responsabile del profilo biofarmaceutico. Grazie a questo veicolo
possiamo far muovere come si vuole il principio attivo.
Anche gli eccipienti sono tenuti sotto controllo, così come vengono tenuti sotto
controllo i farmaci, e quindi affinché non siano venduti dei farmaci falsificati, la quale
falsificazione potrebbe anche essere a carico degli eccipienti, ci sono dei controlli nella
catena di fornitura delle materie prime. Anche la legge comunitaria si preoccupa di
andare a stabilire con precisione qual è la sostanza attiva e a dare la definizione
dell'eccipiente.
Gli eccipienti possono essere definiti in vari modi. L'Oxford Concise Medical Reference
Dictionary li definisce come una sostanza che si combina con un principio attivo per
renderlo adatto alla somministrazione: tale sostanza non dovrebbe avere nessuna
azione farmacologica. Questa definizione riflette l'opinione tradizionale che gli
eccipienti siano sostanze praticamente inerti.
Comunemente gli eccipienti sono definiti come materie prime che entrano nella
composizione di una preparazione farmaceutica con l'obiettivo di dare una forma, di
facilitare la somministrazione e di conservare il principio attivo. La definizione di
"un
eccipiente (dal latino excipere) secondo la Farmacopea Europea è la seguente:
qualsiasi componente, al di fuori del principio attivo, presente in una preparazione
farmaceutica o utilizzato per la sua fabbricazione" . La funzione dell'eccipiente è di
agire come veicolo del principio attivo. Così facendo, contribuisce a caratterizzare la
preparazione farmaceutica, dal punto di vista dell'aspetto, stabilità, profilo
biofarmaceutico e accettabilità da parte del paziente. Di solito nelle preparazioni
farmaceutiche vengono utilizzati piu eccipienti. L'eccipiente e dunque inteso sia come
un veicolo, ovvero con la funzione di trasportare il farmaco fino al luogo di
assorbimento, sia come coadiuvante (dal latino adjuvare), ovvero con il ruolo di
"assistere” o aiutare il principio attivo a esercitare il suo ruolo.
DL N.17 19.02.2014
- Attuazione della direttiva 2011/62/UE, che modifica la direttiva 2001/83/CE,
recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, al fine di
impedire l'ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale.
(14G00027) (GU n.55 del 7-3-2014 )
Entrata in vigore del provvedimento: 08/03/2014
1. (art.) Al decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive Modificazioni
sono apportate le seguenti
modifiche:
1) all'articolo 1, comma 1:
a) dopo la lettera b) sono inserite le seguenti:
"B-BIS) SOSTANZA ATTIVA: QUALSIASI SOSTANZA O MISCELA DI
SOSTANZE DESTINATA A ESSERE UTILIZZATA NELLA PRODUZIONE DI UN
MEDICINALE E CHE, SE IMPIEGATA NELLA PRODUZIONE DI QUEST'ULTIMO,
DIVENTA UN PRINCIPIO ATTIVO DI DETTO MEDICINALE INTESO A ESERCITARE
UN'AZIONE FARMACOLOGICA, IMMUNOLOGICA O METABOLICA AL FINE DI
RIPRISTINARE, CORREGGERE O MODIFICARE FUNZIONI FISIOLOGICHE,
OVVERO A STABILIRE UNA DIAGNOSI MEDICA
Al decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive Modificazioni sono
apportate le seguenti modifiche:
1) all'articolo 1, comma 1:
a) dopo la lettera b) sono inserite le seguenti:
B-TER) ECCIPIENTE: QUALSIASI COMPONENTE DI UN MEDICINALE
DIVERSO DALLA SOSTANZA ATTIVA E DAL MATERIALE DI IMBALLAGGIO;"
L'IPEC (international pharmaceutical excipients council) si occupa solo ed
esclusivamente di eccipienti e ha definito gli eccipienti in modo da riflettere il recente
sviluppo dei sistemi di cessione del principio attivo eccipiente farmaceutico è qualsiasi
sostanza diversa dal principio attivo, adeguatamente valutata per sicurezza, che faccia
parte di un sistema di somministrazione del principio attivo per una delle seguenti
ragioni:
Aiutare la lavorazione del sistema durante la fabbricazione
Proteggere, supportare o aumentare la stabilità, la biodisponibilità o
accettabilità del paziente
Assistere nell'identificazione del prodotto
Aumentare qualsiasi altro attributo della sicurezza generale e dell'efficacia del
medicinale durante lo stoccaggio o l'uso.
Le forme farmaceutiche per la somministrazione dei farmaci contengono sostanze
ausiliarie note come eccipienti, che svolgono un ruolo decisivo nei processi di
fabbricazione, conservazione e rilascio del PA. Per lungo tempo tali sostanze ausiliarie
sono state ritenute ingredienti senza alcuna attività. E ormai acquisito che l'inerzia
farmacologica non equivale necessariamente all'inattività terapeutica. L'avvento della
biofarmaceutica e lo sviluppo dei nuovi sistemi a rilascio modificato di farmaci hanno
cambiato considerevolmente il ruolo degli eccipienti. La loro definizione è cambiata e
oggi gli eccipienti sono definiti come qualsiasi materiale contenuto nella forma
farmaceutica finale che non sia il principio attivo.
Essi sono sostanze riconosciute sicure (GRAS Generally Recognized As Safe) sulla
base di prove tossicologiche.
L'eccipiente ideale è pertanto farmacologicamente, chimicamente e fisicamente
inerte, non pregiudica l'assorbimento del principio attivo dopo il rilascio dalla forma
farmaceutica, ma ha comunque una serie di proprietà che aiutano la produzione del
medicinale e la cessione del farmaco.
Non esiste un eccipiente “ideale", universale e, perciò, spesso è necessario usare
combinazioni di eccipienti per ottenere la funzionalità necessaria a permettere che il
medicinale venga prodotto e il farmaco assorbito.
Anche gli eccipienti hanno le loro monografie nelle farmacopee e la qualità
dell'eccipiente deve essere controllata. Molto spesso è accaduto che le terapie non
hanno funzionato, perché è stato cambiato il fornitore dell'eccipiente, dove le
caratteristiche sembravano simili, ma per esempio la granulometria era diversa, è
cambiata la biofarmaceutica, e quindi il trasporto del farmaco e di conseguenza
l'attività del medicinale. La qualità degli eccipienti deve essere quindi attentamente
controllata.
Gli eccipienti sono essenziali per la somministrazione del principio attivo in quanto
consentono di comporre la forma di dosaggio in modo appropriato per veicolare il
farmaco al sito di destinazione.
La biodisponibilità del preparato è ottimizzata da un'opportuna scelta degli eccipienti
sia per ottenere un aumento della solubilità e della velocità di dissoluzione, che per un
rilascio controllato o direzionamento del principio attivo. Oltre a ciò gli eccipienti
permettono precisione e costanza del dosaggio durante la produzione industriale delle
forme farmaceutiche.
Man a mano che gli eccipienti guadagnavano riconoscimenti per la loro funzionalità
nelle formulazioni è aumentata la richiesta di documentazione sulla loro qualità. Il
concetto di valutazione della funzionalità (cioè test che dimostrino la prestazione
dell'eccipiente nel preparato medicinale) è oramai ben stabilito nella comunità
scientifica e attualmente viete adottato dalle varie farmacopee.
Attualmente sul mercato sono presenti circa 1000 eccipienti, eppure esiste ancora il
bisogno di svilupparne di nuovi. Poiché la ricerca farmaceutica oggi non si rivolge solo
alla scoperta di nuovi principi attivi, ma anche all'ottimizzazione della loro cessione, al
miglioramento della compliance del paziente e al contenimento dei costi, nuovi
eccipienti sono necessari per soddisfare la richiesta di miglioramento delle forme
farmaceutiche e di dosaggio. L'obiettivo dell’industria farmaceutica e di fornire
preparazioni sicure ed efficaci che lasciano il principio attivo alla velocità appropriata
con prestazioni costanti lotto dopo lotto.
I termini "sicuro", "efficace" e "costante" permettendo di mantenere la fiducia
dell'utilizzatore e ottemperare alle richieste delle autorità regolatorie.
La maggior parte dei principi attivi non sono somministrabile come tali. La
formulazione permette al paziente di ricevere il principio attivo nel modo pia
appropriato ed il più efficacemente possibile. Gli eccipienti rendono infatti possibile la
produzione di medicinali superando le limitazioni presentate dai principi attivi. Essi
costituiscono anche un paradosso non curano la malattia, ma il preparato
farmaceutica non ne può fare a meno.
In conclusione, le differenze tra eccipienti, principi attivi nei medicinali sono date dal
loro diverso uso. I medicinali sono progettati per curare una condizione clinica. Gli
eccipienti permettono l'utilizzo del farmaco favorendo la produzione del preparato
medicinale. ORIGINE E FONTI DEGLI ECCIPIENTI
Gli eccipienti possono derivare da un'ampia varietà di fonti diverse. Pochissimi
eccipienti sono stati sviluppati esclusivamente per uso farmaceutico e la maggior
parte è utilizzata per scopi industriali diversi come, per esempio, quello alimentare e
cosmetico.
In generale i principi attivi sono fabbricati su impianti multi-prodotto usando un
processo a lotti. Al contrario, molti eccipienti vengono prodotti su impianti dedicati che
operano 24 ore su 24, producendone migliaia di tonnellate all'anno.
Gli eccipienti sono quindi prodotti per isolamento piuttosto che per sintesi. Bisogna
anche considerare che non è sempre possibile applicare alla lavorazione degli
eccipienti lo stesso livello di controllo che viene generalmente accettato per la sintesi
di principi attivi o per la produzione di medicinali.
Pertanto, l'IPEC ha pubblicato il Good Manufacturing Practices Guide for Bulk
Pharmaceutical Excipients (1995) che è una guida che cerca di dare indicazioni per la
standardizzazione delle tecniche di fabbricazione a cui i produttori di eccipienti
dovrebbero conformarsi.
Lo sviluppo degli eccipienti attuali che, per il grado di specializzazione richiesto, non
sono sempre naturali, è stato motivato da vari fattori:
- gli eccipienti naturali sono spesso soggetti ad alterazioni
- il passaggio dalla produzione galenica a quella industriale necessita di
uniformità dei prodotti utilizzati non sempre ottenibile nel campo naturale
- i moderni farmaci richiedono spesso formulazioni complesse in conseguenza di
una loro particolare attività o instabilità e necessitano di tecnologie per le quali
occorrono particolari eccipienti opportunamente sintetizzati
I materiali di partenza per molti principi attivi sono spesso sintetici o semi-sintetici.
Anche se alcuni eccipienti sono sintetici, molti sono i prodotti di origine naturale, come
per esempio i derivati dalle alghe (alginati), dalle piante (cellulosa in polvere e
cellulosa micro cristallina) o dai minerali (sali di calcio inorganici). Possono derivare da
un’ampia varietà di fonti diverse:
- Animali: gelatina, lattosio, acido stearico
- Piante superiori: zuccheri, amidi, cellulose
- Alghe alginati
- Funghi: gomme xantaniche
- Insetti: gomma lacca
- Prodotti di sintesi: glicoli, polisorbati, polimeri
CLASSIFICAZIONE
La maggior parte delle monografie specifiche degli eccipienti si concentra su test
chimici o fisici, mentre pochissimi controlli si riferiscono alla funzionalità. In parte
questo è un riflesso della visione che gli eccipienti siano sostanze inerti e pertanto
secondarie. Gli eccipienti vengono usati per dare una funzione alla formulazione. Per
controllare quest'azione è necessario capire quale particolare proprietà dell'eccipiente
la caratterizzi. Dettagli così precisi per molti eccipienti non sono conosciuti e molti
eccipienti possono essere usati in formulazioni diverse. Il produttore dell'eccipiente
difficilmente può controllare questo aspetto, specialmente quando non conosce i
dettagli della formulazione.
La classificazione degli eccipienti può essere fatta in base al ruolo svolto nelle fasi di
fabbricazione del preparato medicinale e di rilascio del farmaco. Questo ruolo può
essere schematizzato come segue:
- costituzione: per avere una massa di principio attivo appropriata per la
preparazione della forma farmaceutica;
- produzione: per facilitare i processi tecnologici di fabbricazione;
- rilascio (biofarmaceutica): per modulare il rilascio del principio attivo dalla
preparazione farmaceutica;
- conservazione: per preservare le caratteristiche chimiche, fisiche,
microbiologiche, tossicologiche e terapeutiche del prodotto finito, in riferimento
al sistema contenitore chiusura (stabilità della preparazione farmaceutica);
- presentazione: per favorire il gradimento da parte del paziente.
GLI ECCIPIENTI CHE SVOLGONO UN RUOLO COSTITUTIVO SONO:
diluenti: sostanze capaci di conferire una massa adeguata per la preparazione e la
somministrazione della forma farmaceutica (cellulosa microcristallina, lattosio,
lattosio spray-dried, mannitolo, amido, acqua, olio di vaselina, trigliceridi di se
misintesi, polietilenglicoli, burro di cacao, carbonato di magnesio, ossido di
magnesio, xilitolo, sorbitolo);
assorbenti: sostanze che assorbono l'umidità e favoriscono la conservazione del
medicinale (amido, glicerina, silice colloidale, derivati della cellulosa, sorbitolo);
adsorbenti: polveri finemente suddivise capaci di adsorbire molecole, gas, tossine
e batteri (carbone vegetale, carbone animale).
GLI ECCIPIENTI CHE SVOLGONO UN RUOLO NELLA PRODUZIONE SONO:
Lubrificanti: sono sostanze caratterizzate da bassi sforzi di taglio e quindi in grado
di ridurre:
le frizioni fra particelle e, cosa relativamente più importante dal punto di
o vista produttivo,
gli attriti fra compatto e pareti della matrice che si sviluppano durante la
o riduzione del volume di polvere caricata e nella fase di espulsione della
compressa.
Il lubrificante di scelta è generalmente lo stearato di magnesio. Acido stearico e
altri stearati (per es. di sodio, calcio e zinco) costituiscono valide alternative cosi
come i PEG ad alto peso molecolare quando è necessario evitare l'uso di composti
lipofili. Difficilmente, per evitare l'insorgere di problemi di bagnabilità, la quantità
impiegata di lubrificanti lipofili può superare il 2% in peso. In ogni caso quantità di
lubrificante maggiori del 2% possono compromettere anche le proprietà
meccaniche delle compresse. Il talco è talvolta citato come avente, anche se in
misura molto ridotta, proprietà lubrificanti, senza per questo poter essere
annoverato a pieno titolo nella categoria.
Leganti: sostanze necessarie alla formazione dei granuli e delle compresse, che
impartiscono coesione alle pa
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