Sterilizzazione
Il termine sterilità fa riferimento all’assoluta assenza di microrganismi viventi, anche allo stato di quiescenza (spore). Tale requisito è obbligatorio per le preparazioni parenterali, oftalmiche, per alcuni materiali di medicazione e per suture, insomma, per tutte quelle preparazioni o materiali che in FU sono indicate come "sterili".
Processo di sterilizzazione
Il processo di sterilizzazione, graficamente, segue un andamento esponenziale secondo la relazione: log N/N0 = -kt, dove:
- N: numero finale dei microorganismi
- N0: numero iniziale dei microorganismi
- T: tempo di esposizione al processo di sterilizzazione
- K: coefficiente di distruzione microbica
Ovviamente, maggiore è il valore di "t", maggiore sarà la quantità di microorganismi che viene distrutta mediante sterilizzazione. Bisogna dire, però, che non esiste un processo di sterilizzazione universale. Infatti, tale processo varia a seconda del microorganismo con cui abbiamo a che fare, in particolar modo in base alla resistenza che il microorganismo offre al processo.
LAS o livello di assicurazione di sterilità
Ci indica la probabilità di esistenza di un elemento non sterile nel complesso di elementi (fiale, siringhe, ecc.) che stiamo sterilizzando. Il LAS è influenzato da vari fattori, quali:
- N° di microorganismi iniziale (pochi microorganismi portano ad un minor tempo di esposizione e quindi non si necessita di temperature elevate per il processo)
- Tipo di microorganismo
- Resistenza al processo
- Tempo di esposizione
Il LAS di un processo per un determinato prodotto viene stabilito attraverso degli studi di convalida.
Valore D
È dato dal reciproco del coefficiente di distruzione microbica (1/k), e ci indica la misura della resistenza termica dei microorganismi. La resistenza termica è misurata dal tempo di riduzione decimale D, che ci indica il tempo necessario affinché la popolazione microbica si riduca di 1/10.
Valore Z
Ci indica la variazione di temperatura che risulta da una riduzione di 10 volte del valore D o tempo di morte termica.
Metodi di sterilizzazione
Si dividono in:
- Fisici, suddivisibili a loro volta in termici, a luce UV, con radiazioni ionizzanti, e attraverso metodi meccanici
- Chimici: effettuati attraverso gas e vapori
La scelta del metodo viene fatta a seconda se dobbiamo operare una sterilizzazione terminale, una filtrazione sterilizzante o un trattamento asettico; comunque, qualunque sia la scelta, deve essere sempre prima accertata l’efficacia del metodo e l'integrità del prodotto, del contenitore e del confezionamento; Inoltre, bisogna rispettare i principi delle G.
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Tecnologia
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Tecnologia e legislazione farmaceutica I - sospensioni
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Tecnologia farmaceutica
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