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Tali raggi però sono poco penetranti e irritanti per le mucose (soprattutto l’ occhio), ma ci offrono la max

azione germicida ad una temperatura ambientale di 27 °C.

Sterilizzazione mediante radiazioni ionizzanti

Provoca mutazioni letali nei microorganismi, attraverso radiazioni emesse da isotopi radiattivi come il

Co-60 (raggi gamma) o da meccanismi di accelerazione degli elettroni (raggi beta).

Raggi gamma: sono fotoni emessi da un nucleo in transizione tra due livelli energetici. Hanno un alto

potere penetrante ma sono pericolosi per il personale. La loro efficacia varia a seconda della quantità di

DNA presente nel microorganismo (infatti batteri gram+ sono più sensibili rispetto a spore e virus). In

questo caso, la sterilizzazione è condizionata da alcuni fattori come la sorgente radioattiva, la

sicurezza, la durata dell’ irraggiamento, le sovradosi che danneggiano il materiale, lo spessore del

materiale da trattare ecc.

Raggi beta: originano da emissioni da accelerazione di elettroni. In questo caso, la sterilizzazione è

condizionata dalla capacità di penetrazione (i raggi beta sono mediamente penetranti), l impatto

ambientale è nullo, il trattamento è estremamente rapido ed efficace; presenta però dei costi maggiori.

Sono molto impiegati per i materiali plastici, ma non sono indicati per le preparazioni liquide in quanto si

rischia l alterazione dei principi attivi.

Sterilizzazione con gas

Il gas utilizzato in questo tipo di sterilizzazione, reagisce direttamente e irreversibilmente con gruppi

funzionali che giocano un ruolo essenziale nella struttura e nella funzione delle proteine microbiche. È

utilizzata per tutti quei materiali che non resistono a trattamento con il calore (materiali plastici e presidi

medico-chirurgici).

I gas impiegati sono formaldeide, biossido di zolfo ma soprattutto ossido di etilene.

Autoclave ad ossido di etilene: tale gas è solubile in acqua e solventi, ed è infiammabile all’ aria.

Agisce alchilando le proteine di tutti i tipi di microorganismi. In tale apparecchio si necessita di:

1) Una temperatura di 40-60 °C

2) Umidità del 40-70 %

3) E un esposizione di 3-4 ore

nel caso di assorbimento del gas da parte del materiale, bisogna lavare quest’ ultimo con aria sterile

ripetutamente.

Indicatori di sterilizzazione

Si distinguono in:

1) Fisici: servono a determinare temperatura, pressione, tempo o radioattività a seconda del metodo

usato

2) Chimici: sono sostanze che virano di colore in rapporto alla temperatura raggiunta e/o il tempo per il

quale è stata determinata

3) Biologici: consistono in spore di germi apatogeni di nota ed elevata resistenza ad uno o più metodi

di sterilizzazione. La scelta dell’ indicatore biologico, viene fatta tenendo conto della resistenza del

ceppo verso quella metodica da utilizzare, della apatogenicità del ceppo, il quale deve essere inoltre

facilmente coltivabile.

Sterilizzazione per filtrazione

è quella che avviene mediante l’ utilizzo dei filtri a membrana. Le dimensioni dei pori del filtro, vengono

determinate facendo riferimento alla ritenzione di un ceppo di riferimento (generalmente Pseudomonas

Aeruginosa). Tali filtri, ovviamente, per essere utilizzati devono essere resistenti al calore.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in farmacia
SSD:
Docente: Miro Agnese
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dariom_89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia e legislazione farmaceutica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Miro Agnese.

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