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Estrazione

Il frazionamento di una miscela di sostanze organiche può avvenire:

  • In base alle diverse proprietà chimiche dei componenti;
  • In base alla diversa volatilità dei composti;
  • In base alle loro diverse proprietà fisiche.

La diversa solubilità delle varie sostanze organiche nei solventi e nei reattivi può essere sfruttata per separare alcune classi di composti. La maggior parte delle sostanze analizzate non sono quasi mai allo stato puro, ma sotto forma di miscele più complesse che possiamo classificare in omogenee (componenti non distinguibili) e eterogenee (componenti distinguibili per diverse proprietà fisiche e stato della materia).

Sistemi di estrazione

I sistemi di estrazione più comuni per i composti liquidi sono:

  • Estrazione discontinua
  • Estrazione in continuo
  • Estrazione con solventi chimicamente attivi

Per i composti solidi si usa l’estrazione dei solidi.

Estrazione discontinua

Consiste nella separazione di un composto organico neutro da una soluzione o sospensione acquosa mediante estrazione con solvente organico in cui il composto è solubile (ed è quindi immiscibile o quasi con H2O). I solventi impiegati sono etere dietilico, etere di petrolio, cloroformio, benzene e cloruro di metilene. La scelta del solvente dipenderà dalla solubilità della sostanza da estrarre in esso e dalla facilità con cui il solvente può essere separato dal soluto. Il più utilizzato è l’etere etilico sia per il forte potere solvente che per il basso punto di ebollizione (35°C) che ne rende estremamente facile l’allontanamento; tuttavia, presenta l’inconveniente di essere molto infiammabile.

Se non ci sono informazioni sulla sostanza da separare, la scelta del solvente va effettuata in base ad alcune prove preliminari:

  • Si versano alcuni ml della soluzione da estrarre in una provetta e si aggiunge un egual volume di etere etilico;
  • Lo scioglimento del materiale sospeso indica che l’etere potrebbe essere un buon solvente per l’estrazione;
  • Se la soluzione da estrarre è omogenea, si aspira la parte eterea con una pipetta, la si versa su un vetrino da orologio e si fa evaporare l’etere per vedere se ha estratto il soluto.

Se il soluto non è presente dopo l’evaporazione dell’etere è necessario scegliere un altro solvente (ad esempio cloroformio).

Il metodo principale per effettuare l’estrazione discontinua è mediante un imbuto separatore (forma globulare o a pera con gambo corto o lungo, provvisto di un tappo di vetro smerigliato intercambiabile) di capacità doppia rispetto al volume della soluzione da estrarre. Si poggia l’imbuto su un anello, si carica con la soluzione che deve essere estratta e con il solvente e si tappa. Si agita l’imbuto, lo si capovolge aprendo il rubinetto per scaricare un eventuale eccesso di pressione e si riagita per favorire il trasferimento di quanta più sostanza possibile nello strato etereo. Poggiate di nuovo sull’anello, si aspetta la separazione delle due fasi e si scarica la fase acquosa (densità maggiore) mediante il rubinetto. La fase organica si scarica attraverso il collo.

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Scienze chimiche CHIM/09 Farmaceutico tecnologico applicativo

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