TECNICHE SEPARATIVE
L'obiettivo della chimica analitica è di quantificare e qualificare la materia. Le tecniche qualitative e quantitative devono però essere precedute da tecniche separative, poiché bisogna ridurre il fenomeno dell'interferenza. Quindi separano le sostanze da noi interessa. Queste tecniche sfruttano la ripartizione di analiti tra due fasi immiscibili. Quando si lavora con due solventi le me a meno basate su questo principio sono:
- ESTRAZIONE CON SOLVENTI
- CROMATOGRAFIA
- ELETTROFORESI
ESTRAZIONE CON SOLVENTI: L'intento è quello di trasferire l'analito o i contaminanti in un solvente immiscibile con il primo. Supponiamo l'equilibrio contenente l'analito veline messo a contatto con un secondo solvente immiscibile con il primo l'analito si ripartisce poi tra le due fasi, secondo le legge distribuzione di Nerst (il calzo si ripartisce tra i due solventi modo che le concentrazioni nelle due fasi è costante). Questo significa che le concentrazioni sono identiche la modalità con le, quali possiamo separano sono diverse a secondo della costante di distribuzione. Prima di avere la ripartizione devo proprio mettere a contatto i solventi tra loro e questa operazione è chiamato con direzionamento. All'inizio del contatto l'analito comunque a passare nell'altro solvente e la sua concentrazione diminuisce nel primo solvente e aumenta nel fine a quando arriva al prov ai di equilibrio in cui le concentrazioni tra i due solventi rimane che costanti.
S(aq) ⇋ S(aq) Questo equilibrio è legato alla costante di distribuzione Kd.
Tecniche Separative
L'obiettivo della chimica analitica è di quantificare e qualificare la materia. Le tecniche qualitative e quantitative devono però essere precedute da tecniche separative, perché bisogna ridurre il fenomeno della interferenza. Quindi separare le sostanze che mi interessano. Queste tecniche sfruttano la ripartizione di analiti tra due fasi immiscibili: Quando si lavora con due solventi che non si mescolano. Le tecniche basate su questo principio sono:
- Estrazione con solventi
- Cromatografia
- Elettroforesi
Estrazione con solventi
L'intento è quello di trasferire l'analito o i contaminanti in un solvente immiscibile con il primo. Infatti la soluzione contenente l'analito viene messa a contatto con un secondo solvente immiscibile con il primo. L'analito si ripartisce poi tra le due fasi, secondo la legge di distribuzione di Nerst (il rapporto di ripartizione tra i due solventi in modo che la concentrazione nelle due fasi è costante). Costante non significa che la concentrazione sia identica o similitudine con le quali possiamo operare sono diverse a seconda della costante di distribuzione. Prima di avere la ripartizione devo però mettere a contatto i solventi tra loro e questa operazione è chiamata contattamento. All'inizio del contatto l'analito comincia a passare dall'altro solvente e la sua concentrazione diminuisce nel primo solvente ed aumenta nel secondo, fino a quando arriva al punto di equilibrio in cui le concentrazioni tra i due solventi rimangano costanti.
S(aq) ⟷ S(aq) Questo equilibrio è legato alla costante di distribuzione Kd.
Kd=
Per soluzioni diluite
Il Kd è un valore costante a temperatura costante e dipende da
temperatura - natura del soluto - natura dei solventi 1 e 2
Non dipende dalla quantità totale del soluto.
Durante l'estrazione però alcuni sostanze possono modificare la
loro strutture a grazie dei fenomeni di complexazione, ancia,
ione, dissociazione ecc.
Kd=
Siccome HX n'dissocia in acqua più di il Kd devo considerare
D, cioè il rapporto di distribuzione.
D=
Quindi si tiene conto della varie forme in cui la cinque S
è presente in uno determinato fase, se S non da luogo o mes
una proceseo Kd=D.
Nel caso di acidi e basi D: è influenzato dal pH e della K di dis
sociazione (es HX) Proftti.
effettore un acido in acqua il pH deve entre
alte. Se infatti montaggio il pH alto, la specie
HX tende a dissociare al tutto e quindi puoi
ottenere tutto
efficienza di estrazione: qual è la quantità
per passare nel
solvente 2 per ogni atto estrattivo? C'è una formula che ci
permetto di trovare questo:
E% = moli S2 / moli S1+moli S2 . 100 = [S2] . V2 / [S2]V2 + [S1]V1 . 100
E% = D / D + V1/V2 . 100 Dipende da D e dal volume relativo delle due fasi liquide.
Se V1 = V2 => E% = D / D + 1 . 100
Se D è elevato (>102) può essere sufficente anche una sola estrazione per estrarre quantitativamente S, ma se D è piccolo occorrono più estrazioni. Ne eseguo più estrazioni e rimescolo, le D aumentano anche le concentrazioni degli interferenti che passano. Quindi verrà de con le più analita che passano da S1 a S2, ma questo analita viene più portato in base acqua e rimiglio è maggiore la quantità di soluto rimasto in fase acqua dopo m estrazioni:
[S1](m) = (V1 / (D.V2) + V1) [S1](0) Quindi posso calcolare le [ ] di S1 dopo n estrazioni, conoscendo V1, V2, D e S1(0)
cioè S
Esempio: estrazioni di I2, 0,01 M in H2O con CHCl3 e D = 131. 50 ml di H2O e 50 ml di CHCl3
Vediamo che è molto più utile applicare una serie di estrazioni con volumi più piccoli, che applicare un’unica estrazione con uguali volume, pari alla somma dei volumi più piccoli.
a) UNICA ESTRAZIONE:
[S3a](1) = (50 / (131+50) ) 0,01 = 7,58 . 10-3
b) 3 ESTRAZIONI CON V = 16,66 ml PER OGNI ESTRAZIONE:
[S2a](3) = (50 / (131+16,66 )3 +50) . 0,01 = 1,12 . 10-7
Abbiamo migliorato di un fattore di 102 l’estrazione dello sodio
Quindi un'estrazione multipla con piccoli volumi è molto più efficiente
di una singola con ugual volume e complessivo di solvente.
Una serie di estrazioni successive è in grado di aumentare
l'efficienza di estrazione di tutti i soluti, e porta ad un regime
di separazione. Nella pratica analitica si cerca un compromesso
tra completezza di estrazione ed efficienza di separazione.
Se invece volessimo lasciare tutti gli interpretati nell'altra fase
dovrò valutare il fattore di separazione β
β=DA Se DA > DB, il soluto A ha maggior affinità
DB per il solvente 2 rispetto a B
Se DA=DB o non lo sono separare. Spesso migliori sono la sep-
razione, poi altre separazioni quantitati β ≥ 10 5 Quindi
di β ≥ 10 5 posso separare con deterrente i due soluti:
SEPARAZIONE DI DUE SOLUTI A E B CON DIFFERENTE RAPPORTO
DI DISTRIBUZIONE (DA& >DB) ASSUMENDO VOLUMI UGUALI DI CIASCUNA FASE
DA DB β % A Estratto % B Estratto 102 10 10 39,0 90,9 1 102 39,0 50,0 10-1 103 39,0 9,1 10-2 104 39,0 1,0 10-3 105 39,0 0,1Il 98% di B rimane nel solvente 1, nel solvente 2 ne passa 0,1
%. Un soluto ha piccola affinità nel solvente 1 e quindi rimane
intenso, ma è necessario che gli analiti abbiano natura diversa
Quindi la separazione completa dei due analiti con questa tecnica
è possibile solo in casi particolari.
METODI DI ESTRAZIONE:
sono diversi a seconda
della Kde della sostanza. Cominciamo avere:
- ESTRAZIONE SEMPLICE (discontinua): o estrarre un soluto
da un solvente immiscibile con il solvente estraente, agitendo le due
fasi fino all’equilibrio e quindi aspettando la separazione di queste.
Se si può tenere la soluzione dove c’è il soluto da estrarre, la
teorifica fin in alto recipiente, prendendo il rubinetto. Se il mec
è più denso la sostanza estraente, la dovrò mettere in un imbuto,
re e poi scambiarla all’altro volume relativo alla 2a e 3ae
estrazione.
2) Estrazione Continua: produzione di un flusso continuo di
solvente immiscibile, attraverso la soluzione della sostanza da
estrarre o nella realizzazione di una controcorrente continua
delle due fasi
3) Estrazione in Controcorrente mediante Distribu
zione Discontinua: si fa immettere il prodotto da estrar
in modo discontinuo con solvente sempre fresco.
Estrazione Semplice
Quando voglio trasferire l’analita da S1 a S2 e ho un Kd alto, posso
usare un imbuto separatore dove metto la soluzione con l’analu
ta e un altro solvente non miscibile. Dopo una prima estrazio
con una parte dello estemane passa dalla fase acquosa alla fase or
mica (solvente a densità maggiore della λ acqua) in funzione del coeffi
ficiente di ripartizione Kd piuttosto alto). Apro poi il rubinetto
e faccio uscire l’estraente con una parte della sostanza presente.
A questo punto metto un estraente fresco e l’analita si porta
tutto di nuovo nell’estraente. Apro il rubinetto e prendo l’anal
ta. Se invec il Kd è basso, l’estrazione discontinua richiede l’imp
iego di grandi quantità di solvente perciò può essere conveni
nente effettuare un’estrazione continua. Questo consiste di estrarre il
composto desiderato da una fase liquida, ficoendo in modo da non
vengo ripetutamente in contatto con porzioni fresche della stessa fase. Ho una soluzione acquosa con la sostanza da estrarre sotto c’è il sol-
vente estraente sopra c’è un refrigerante ad acqua di raffredda. Ci
sono poi dei sifoni che mi permettono il collegamento dei palloni in se-
rie. Il mantello che riscalda il mio solfven e
cendo refrigerante ciò mi riemette
le gocce che si formano cadono nella
camera di estrazione. In questo caso il solfente
estraente è più denso e quindi le gocce vanno ver-
so il basso.
Se invece il solfente estraente è meno denso (i)
sempre un pallone collegato all'uscita di estra-
zione. Il solvente viene riscaldato e poi riconden-
sato. C’è poi un imbuto di corviglio le gocce
nella parte bassa della camera di estrazione.
Quindi queste gocce prendono il basso verso
l’alto, fino a quando il volume dell'estrante
arriva al sifone per tornare nel pallone e così si ricomincia
ESTRAZIONE IN CONTROCORRENTE MEDIANTE DI-
STRIBUZIONE CONTINUA
Questa tecnica è la prima modalità di più di trasportare un soluta
da un solvente ad un altro, permette la separazione di sostanze per mezzo di tubi. Ci sono infatti una serie di tubi estraenti
posti l’un vicino all’altro e sono tutti riempiti per moto contiguo
dei due estraenti. Questa è chiamata fase onde scorrano parallel
solvente non si vuoce, rimane nel suo tubo. Nel tubo metto il
solvente che contiene il soluto A e B. Questo solvente viene agitato
e dopo che le due fasi ci sono separate, verrà trasferito nel secondo
tubo e ancora avrà una parte A e B. Troverò quindi una nuova
fase stazionaria fresca. Nel 1o tubo adesso metto una fase mo-
bile fresca. Adesso agito Io e IIo tubo e con la fase mobile I pas-
so nel tubo 3 e trovo fase stazionaria fresca, mentre la fase
mobile I passa nel tubo II, dove trovo una fase stazionaria che
ho già lavorato. Queste operazioni si eseguono tante volte e come
eseguite nei tubi di Craig in pratica solo una fase e numero
(FM) mentre l'altra da prima (FS), Alla fine del processo tutti i
tubi contengono due fasi.
- Fase Mobile
- Fase Staz."5
- Fase Mobile
- Fase Staz.
- Fase Mob.
- Fase Staz.
Se la pressione di soluto presente in
ogni unità strutturale viene posta in
un grafico rispetto al numero di diadi
si osserva che:
- le distribuzione del soluto segue una
- curva gaussiana
- "Non mano che aumenta n (numero di equilibriazioni) il soluto
- si muove lungo il sistema r max aumenta
La curva è simetrica, ma ha una
forma a cuneo più appuntita e alla
parte. Cio” è aumentato il numero di
estrazioni, il soluto si distribuisce in
un numero maggiore di unità strutturali
e il R max si sposta
Con l'aumento di m, le banda' si allargano
Vediamo come calcolare l'R max.
La distribuzione di una specie tra due fasi di
dipende dal K d e da m.
K d t + 1