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Cap. 4 - PROCESSI PSICOLOGICI SOTTOSTANTI ALLA COMPRENSIONE DELLE

DOMANDE E ALLE RISORSE

La memoria. Processi e contenuti

Processo mentale:

• codifica delle informazioni nei termini di un codice che possa essere elaborato dal cervello;

• immagazzinamento delle informazioni in memoria;

• (l’individuo identifica

recupero delle informazioni che può avvenire attraverso riconoscimento

(l’individuo deve ricostruire

una certa informazione come qualcosa che gli è noto) o ricordo

un’informazione immagazzinata).

I sistemi principali sono:

• Memoria sensoriale (Ms): capacità limitata, può contenere molte informazioni per brevissime

durate. Le info, non ancora codificate, ricalcano la sensazione originale nella forma o nel codice

con cui sono immagazzinate;

• Memoria a breve termine (Mbt). Le informazioni, provenienti dalla Ms, permangono nella Mbt

per alcune decine di secondi e sono le più accessibili in quel momento (memoria di lavoro: uso di

informazioni mantenute nella Mbt effettuando operazioni di ripetizione e di trasformazione e

codifica delle informazioni in entrata). Entrano nella Mbt solo le info cui prestiamo attenzione (7

2 informazioni “attive”).

+ o -

• Memoria a lungo termine (Mlt): sistema di immagazzinamento permanente a capacità illimitata,

con informazioni provenienti dalla Mbt. Tanto più le info sono mantenute nella Mbt tanto più è

probabile che vengano ricodificate a trasferite nella Mlt.

L’attenzione che prestiamo alle informazioni in entrata è un processo selettivo che ci permette di mettere

a fuoco le informazioni salienti (processo non consapevole).

L’informazione della Mbt è diversa dall’informazione sensoriale in entrata, essendo il frutto di operazioni

mentali di analisi ed elaborazione dell’informazione input che ne determinano il significato (tenendo

conto del contesto in cui le informazioni appaiono, che permette di compiere interpretazioni più precise

e/o complete). basso (in base all’informazione in entrata: dall’alto (in base a

Il significato è computato dal bottom-up) o

varie conoscenze sul mondo in nostro possesso: top-down). Il processo di attribuzione di significato non

è stabile, univoco, identico e può essere viziato o errato;

Memoria a lungo termine:

• Memoria preposizionale: conoscenze preposizionali, dichiarative o fattuali:

◦ memoria semantica: conoscenze impersonali e indipendenti dal momento;

◦ memoria episodica: informazioni personali, attinenti a esperienze specifiche della propria vita;

• Memoria procedurale: conoscenze procedurali (know how).

La conoscenza umana è come una rete di associazioni tra elementi; ciascun nodo della rete, riferito a

singoli “oggetti”, è tipicamente connesso a vari altri nodi, con propagazioni e specificazioni multiple.

Le informazioni attinenti ad uno stesso oggetto sono organizzate in schemi (modelli circa noi stessi e il

mondo), che comprendono conoscenze personali e impersonali, e definiscono quali sono gli elementi

comuni a più esemplari di una stessa categoria e quali sono gli elementi variabili. Inoltre, gli schemi

possono articolarsi in sottocategorie e presentarsi sia in una struttura verticale gerarchica, in cui le info

alla base sono più specifiche di quelle al vertice, sia in un’organizzazione orizzontale.

Una stessa informazione può divenire accessibile in base a informazioni di partenza (stimoli) diverse, ma

alcune ne rendono l’attivazione più probabile di altre. Un’informazione attiva y non solo ne richiama

un’altra viene elaborata. L’informazione “y”

z, ma influisce su come z pre-attiva altre informazioni

connesse. L’intervento delle conoscenze strutturate in schemi può introdurre distorsioni o errori

sistematici e non si ottengono risposte più valide se si usa un campione più ampio né se si usano

indicatori multipli.

L’individuo è un sistema a per l’elaborazione delle informazioni, ma in grado di usare le

capacità limitata le “vecchie”. L’elaborazione non è

informazioni nuove in modo flessibile, attivo, integrandole con

determinata a priori dalle caratteristiche degli input ma è strategica, funzionale agli scopi dell’individuo.

11

Ciò che apprendiamo varia in funzione del livello di elaborazione, più o meno profondo, cui sono

info. L’elaborazione delle informazioni può essere distorta perchè l’individuo usa

sottoposte le

scorciatoie di pensiero, tipiche del pensiero umano, che permettono di arrivare allo scopo desiderato in

minor tempo e con minor dispendio di energie.

Le principali scorciatoie sono:

• Tanto più un certo “oggetto” presenta caratteristiche simili a

Euristica della rappresentatività:

quelle dei prototipi di una certa categoria, tanto più è probabile che lo giudicheremo appartenente

a quella categoria. Il giudizio espresso dipenderà da quanto le mie info in entrata sono congruenti

con lo schema attivato.

• Euristica della disponibilità: basata sulla frequenza relativa degli oggetti: la facilità con cui gli

oggetti vengono ricordati dipende dalla salienza di quegli oggetti, che dipende a sua volta da

rilevanza e grado di distintività. Di solito sovrastimiamo la frequenza di un oggetto. (Es. dopo un

incidente aereo, le persone sovrastimano il numero di tali incidenti nell’ultimo anno).

• sono incomplete o ambigue, l’individuo, per agire,

Ancoraggio: in contesti in cui le informazioni

utilizza informazioni immediatamente disponibili (parziali e offerte dal contesto) come punto di

ancoraggio o di riferimento.

Come gli individui elaborano e interpretano le info e quali selezionano come rilevanti quando rispondono

ad una domanda dipende dallo schema di sé, da come il soggetto si rappresenta.

Le persone tendono a fornire risposte socialmente desiderabili e coerenti con il proprio schema di sé, più

che accurate e veritiere.

Una parte ampia delle nostre conoscenze riguarda noi stessi ed è riassunta nello schema del sé (chi siamo,

come siamo, cosa vogliamo, quali rapporti abbiamo), a cui le nostre azioni e decisioni sono connesse.

Il sé tende a salvaguardare la concezione che ha di se stesso per tre bisogni:

1. Definirsi in modo positivo (autostima); ciascuno di noi desidera salvaguardare questa immagine

sia ai nostri occhi sia agli occhi altrui. Tendenze sistematiche a favore del sé:

a. Locus of control (esterno per fallimenti interno per successi)

b. Stima dei comportamenti sociali: sottostima dei comportamenti socialmente indesiderabili

e sovrastima dei comportamenti socialmente desiderabili.

2. Ccoerenza: il soggetto non abbandonerà facilmente comportamenti e opinioni, che lo hanno

caratterizzato fino ad ora. Il bisogno di coerenza caratterizza la presentazione del sé pubblico

anche quando il sé privato non è positivo.

3. Fare adire il Sé reale al Sé Ideale: La presentazione di sé dipende anche dal sé ideale (norme e

poiché l’individuo ha bisogno di sentirsi in armonia con il

valori verso i quali tende il sé reale):

proprio mondo sociale di riferimento, ricerca il consenso altrui che ognuno di noi sovrastima

(falso consenso).

La tendenza a fornire riposte socialmente desiderabili è una distorsione di risposta. Sono molto

importanti le norme sociali e le pressioni sociali percepite per conformarsi ad esse. Le Rsd sono

probabili in domande imbarazzanti e/o caratterizzate da precise norme sociali. Le norme variano da

gruppo a gruppo e in funzione di altre variabili. Non tutti gli individui sono ugualmente motivati a

conformarsi alle norme sociali: possono conformarsi alle richieste dell’ambiente modificando i propri

comportamenti in funzione della situazione (high self-monitors) o farsi guidare da fattori cognitivi e

motivazionali interni (low self-monitors) senza tenere conto di che cosa è socialmente desiderabile.

Le risposte socialmente desiderabili sono più probabili nell’intervista faccia a faccia piuttosto che

telefonica, mentre sono meno probabili quando il questionario è autocompilato e presenta garanzie

credibili circa l’anonimato. La desiderabilità sociale delle risposte costituisce una minaccia costante alla

qualità dei dati e deve essere attentamente considerata, cercando di controllarla e minimizzarla. Se il

controllo del bias della desiderabilità sociale non è possibile, può essere necessario misurarne l’impatto

con strumenti come il Marlowe-Crowne Social Desirability Scale.

di recupero di informazioni che l’individuo affronta

Le domande retrospettive costituiscono un compito

utilizzando varie strategie e il cui esito non sempre implica il recupero di informazioni accurate,

veritiere e complete. Non è possibile avvalersi di criteri esterni, indipendenti, che permettano di

verificare la validità delle risposte date. 12

La direzione dell’errore di memoria non è casuale, ma sistematica, e può dipendere da come l’individuo

concettualizza i propri attributi e il loro cambiamento nel tempo. Nel cercare di ricordare un aspetto del

proprio passato si attuano due processi:

• il presente costituisce un’informazione saliente e ben accessibile come punto di

ancoraggio:

partenza per cercare in memoria le info rilevanti;

• la ricerca in memoria può basarsi su teorie implicite:

◦ teoria della stabilità: gli attributi del sé sono ritenuti stabili nel tempo (sottostima del

cambiamento);

◦ teoria del cambiamento: presume una diversità del passato rispetto al presente (sovrastima del

cambiamento)

Le info coerenti con il presente vengono più facilmente recuperate in memoria. Se la ricerca porta in luce

oggetti ambigui, essi verranno interpretati alla luce degli schemi attivi nel presente. Se l’individuo non

trova alcuna info, crederà di aver agito o pensato in coerenza con la teoria attiva nel presente.

Alcune condizioni aumentano la probabilità di recupero accurato dalla memoria:

• che il soggetto può dedicare a recuperare l’informazione;

aumentare il tempo

• l’informazione viene usata spesso e con regolarità;

• l’informazione è saliente;

• landmarks (riferimenti temporali precisi), riducono il fenomeno di telescoping;

• l’informazione si riferisce ad un evento recente nel tempo;

• l’ordine delle informazioni da ricordare segue l’ordine con cui si sono verificati gli eventi;

• l’informazione è associata ad altre informazioni (la presentazione di informazioni associate

permette il recupero di x);

• del ricordo è simile a quello in cui è stata appresa l’informazione;

il contesto

• l’informazione recuperata non è ambigua;

• l’informazione recuperata è certa;

• che distraggano dal ricercare l’informazione;

non vi sono fattori contestuali o situazionali

• l’informazione recuperata non è “filtrata” dalle teorie implicite, dalla desiderabilità sociale.

L’acquiescenza è la tendenza a dichiararsi d’accordo con l’affermazione espressa in una domanda chiusa,

non limitata alle domande in forma affermativa. E' indotta dalle caratteristiche del compito e/o

dall’intervistatore o dall’interazione di questi fattori con le caratteristiche dell’intervistato.

Sono state formulate due ipotesi:

• Caratterizza gli intervistati di basso status socioeconomico, quando interagiscono con

intervistatori di status più alto;

• Riflette la tendenza ad accettare acriticamente il punto di vista proposto.

E' importante la variabile istruzione (persone poco informate con repertorio ristretto di capacità

cognitive), ma da sola non basta a spiegare l’acquiescenza: servono anche la forza e l’intensità

dell’atteggiamento e il modo in cui il soggetto concettualizza l’argomento.

L’acquiescenza è più probabile in situazioni in cui c'è una maggior pressione del tempo, a causa

dell’utilizzo di “scorciatoie di pensiero”, o nelle modalità che comportano un rapporto interpersonale,

perché può divenire saliente il desiderio do convogliare un’immagine positiva di sé.

l’acquiescenza è dovuta al compito e solo in parte a caratteristiche del soggetto, tutto ciò che motiva

Se

l’intervistato a dare risposte accurate minimizza la probabilità di risposte acquiescenti.

Il fenomeno è controllabile se l'intervistatore è ben addestrato e se le domande sono ben bilanciate.

Un’altra tendenza distorcente è la tendenza a dare risposte estreme (Tre) a domande distinte e in contesti

diversi. Le risposte estreme non indicano necessariamente la Tre: durante l’analisi dei dati, bisogna

stabilire, caso per caso, la causa delle risposte estreme. Le risposte dovute alla Tre sono distorte, non

confrontabili e portano a conclusioni errate. E' più probabile in caso di processi semplificati e/o poco

motivati. L’estremità delle risposte varia in funzione della salienza e/o familiarità dello specifico oggetto

valutato.

Bisogna distinguere la TRE dallo stile di risposta deviante che caratterizza gli individui che rispondono in

modo da discostarsi il più possibile dalle norme. Esiste anche la tendenza opposta a dare risposte

intermedie, che caratterizza chi ottiene un basso punteggio di Tre. 13

Cap. 5- DOMANDE E CATEGORIE DI RISPOSTA: EFFETTI CONTESTUALI

Caratteristiche distorcenti del compito:

• L’ordine delle domande e la sua interazione con altre variabili:

◦ effetti sequenza: hanno a che fare con la posizione che una certa domanda ha nel questionario nel

suo complesso. Quando D segue varie altre domande sullo stesso oggetto è possibile che

l’intervistato modifichi i criteri usati per rispondere. Quando c’è bisogno di un intervistatore, la

posizione può essere associata ad effetti dovuti al rapporto che si instaura tra intervistato e

del compito.

intervistatore, oltre all’affaticamento e all’apprendimento

◦ effetti di significato: le risposte ad una domanda sono influenzate dal contenuto di una o più

domande precedenti e delle risposte ad esse; il significato o il contenuto di una o più domande si

sovrappone o si traspone al significato/contenuto di D o lo influenza. Gli effetti di significato

comprendono effetti di ridondanza, effetti di coerenza ed effetti di salienza.

• Contrasto e assimilazione e i processi di inclusione ed esclusione delle informazioni attive

◦ effetto di contrasto: la risposta data ad una domanda è in direzione opposta alla risposta data

ad una domanda precedente in misura maggiore di quanto si verificherebbe.

◦ effetto di assimilazione: la risposta è nella stessa direzione delle risposta alla domanda

precedente in misura significativamente maggiore.

I processi psicologici di inclusione o esclusione di certe info “attive” intervengono nel comprendere una

domanda e nel rispondere ad essa; quelle informazioni divenute cognitivamente più accessibili di altre e

che possono essere utilizzate senza grande sforzo cognitivo costituiscono informazioni “attive”.

Ricordiamo gli effetti di priming, il principio di cooperazione e le norme: i processi di memoria

interagiscono con regole e principi di natura sociale nel definire quali informazioni vengono ricercate e

usate per computare la risposta ad una domanda.

Principali variabili che influiscono sugli effetti di assimilazione e contrasto:

-natura delle domande: effetto parte-intero (se le due domande sullo stesso oggetto sono

una generale e una specifica, le risposte generali subiscono un effetto di assimilazione o

contrasto con le risposte specifiche, in quanto i giudizi generali sono complessi è perciò

più vulnerabili a possibili effetti contestuali di distorsione) e effetto parte-parte (con

domande con lo stesso grado di specificità, l’effetto è dovuto ad altre caratteristiche del

compito).

-grado di salienza: D2 → assimilazione;

se D1 è saliente per D2 e somiglia a

se D1 è saliente per D2 e non somiglia a D2 → contrasto;

se D1 attiva info attinenti ad una categoria ampia esse saranno rilevanti per la risposta a

D2 → ampiezza della categoria giudicata;

se vi è consapevolezza dell’accessibilità di alcune informazioni, le info attivate da D1 non

verranno considerate per la risposta a D2;

l’umore aumenta l’accessibilità in memoria delle informazioni congruenti ad esso.

- L’impatto dell’umore è diretto: l’individuo si rifà al proprio umore del momento come

indice diagnostico generale. dell’individuo. L’esperto codifica le info di quel dominio in

- expertise dominio-specifica

strutture complesse, ricorda più info, emette un giudizio velocemente e con minor sforzo

cognitivo.

- contesto comunicativo della domanda;

- natura, ampiezza e posizione del buffer;

- numero di domande specifiche che precedono la domanda critica;

- direzione del confronto tra eventi temporalmente distinti;

– modalità di somministrazione. –

• Assimilazione e contrasto tra domande generali e specifiche (effetto parte intero).

Effetto contrasto: le persone seguono le regole conversazionali usuali e forniscono info non ridondanti.

Le regole “note” vengono escluse. In caso i due oggetti siano simili o uguali, l’effetto si attenua. L’ordine

di presentazione può variare anche la “bontà” percepita di un’affermazione: l’affermazione presentata per

per valutare la bontà di quelle successive. “Non volere più

prima può servire da criterio di riferimento 14

per l’aborto se presentata da sola o per prima, mentre dopo

bambini può sembrare una buona motivazione

averne valutate altre (malformazione del feto) può risultare frivola”

Assimilazione. Variazione nell’atteggiamento verso l’integrazione razziale: il significato di una D può

variare in funzione del contesto storico o culturale, il quale definisce qual è il sentimento comune verso

un oggetto. per rispondere, utilizza le

Assimilazione. Domande difficili e interesse verso la politica: l’individuo,

prime info pertinenti che trova in memoria: la qualità della risposta dipende da quali info recupera più

facilmente. Il rispondere bene alla domanda facile non attenua l’effetto di assimilazione perché è

percepita come “troppo" facile.

Assimilazione del giudizio globale alla tendenza centrale dei giudizi specifici.

La modalità di somministrazione contribuisce in modo rilevante a determinare quali informazioni sono

“attive” in un dato momento e quali lo possono diventare. Gli effetti d’ordine “puri” riguardano solo

l’intervista telefonica, nella quale la risposta può essere influenzata solo dalle domande precedenti,

mentre nel questionario autocompilato il soggetto può leggere tutte le domande prima di rispondere o

rileggere le R già date.

• Variabili che possono “annullare” gli effetti di contrasto o di assimilazione: accessibile deve

◦ non-rilevanza delle informazioni attivate (giudizi di tipicità): l’informazione

essere logicamente connessa alla dimensione di giudizio sottostante alla valutazione da

esprimere.

◦ consapevolezza delle informazioni attivate (giudizio sui comportamenti ambigui): non tutte le

informazioni sono chiare. Sono ambigue se si prestano a giudizi di natura opposta a seconda

del punto di vista che adottiamo. I processi automatici producono assimilazione, quelli consci

contrasto perché i soggetti escluderebbero di proposito l'info altamente accessibile rendendosi

conto che potrebbe viziare il giudizio.

◦ consapevolezza delle informazioni attivate (condizioni meteorologiche, umore e giudizi globali

sulla propria felicità): i soggetti si dichiararono più soddisfatti della propria vita nei giorni d

sole (assimilazione). Il giudizio sulla propria felicità/infelicità può essere dato in base

all’umore del momento perché esso costituisce un indicatore valido ed “economico” del

proprio stato generale.

◦ grado di expertise dei soggetti: la correlazione sui giudizi s e g è alta solo per i soggetti

inesperti, i quali esprimono la valutazione globale utilizzando le info più accessibili. I soggetti

esperti, invece, discriminano le info salienti da quelle irrilevanti.

Il ruolo del “buffer”:

◦ chiodo schiaccia chiodo. non saper rispondere a domande di conoscenza

modifica negativamente l’autopercezione dei soggetti. Se tra le due domande è frapposto un

buffer (domande relative ad argomenti diversi), questo effetto viene annullato. Ma, poiché il

concetto di sé è molto importante, le nuove info sul sé possono rimanere cognitivamente

accessibili per lungo tempo. D’altra parte, le persone sono interessate a mantenere

un’immagine positiva di sé, per cui cercano di ripristinarla ricorrendo a diverse strategie:

*Ruminazione (ripensare al recente fallimento) → contenuti accessibili (autoimmagine negativa) →

Contrasto → Ho fallito → Sono competente

*Rimozione (evitare di pensare al recente fallimento) → contenuti remoti (autoimmagine negativa)

→ Assimilazione → Non ho fallito → Sono competente

◦ complessità delle variabili sottostanti agli effetti del buffer: il buffer avrà questo o

quell’effetto se consideriamo sia quali informazioni sono accessibili e in quale fase del

processo di risposta, sia come le informazioni vengono interpretate e utilizzate nel contesto

specifico in cui sono attivate. L’interpretazione del

◦ contesto comunicativo delle domande. Appuntamenti amorosi e felicità:

significato delle domande dipende dal contesto comunicativo, che può indurre un effetto di

dell’informazione specifica sul giudizio generale.

priming

◦ quando aumenta il numero di domande specifiche: quando il soggetto risponde a più domande

su argomenti tra loro connessi, aumenta il numero di informazioni rilevanti ed accessibili che

circa l’ambito considerato; è

il soggetto può considerare se deve esprimere un giudizio g

probabile che diminuisca l’impatto su g delle singole info.

• Variabili che possono qualificare gli effetti di assimilazione e di contrasto: Effetti dovuti

all’interazione di più variabili contestuali: 15

più negativo per i “politici in

◦ ampiezza della categoria di giudizio. Il giudizio sui politici è

generale”. La categoria g comprende sia politici degni sia indegni, per cui le info a attive

vengono incluse in essa (assimilazione).

◦ distanza temporale, valenza e categorizzazione delle informazioni accessibili: una stessa

informazione può influenzare tutti i giudizi per i quali è pertinente ma la direzione

dell’influenza varia a seconda che la persona percepisca l’informazione come rilevante per il

presente (assimilazione) o che la categorizzi come pertinente per una fase differente della vita,

(standard di confronto → contrasto).

effetto degli eventi temporanei sull’umore e giudizi specifici

◦ globali (Schwarz 1987): quando

gli individui valutano gli aspetti del sé possono farlo in base al loro stato d’animo del

momento o in base a processi di confronto.

salienza dell’umore e vividezza delle informazioni in competizione: l’individuo deve

◦ quando

emettere velocemente un giudizio, è ipotizzabile che usi la scorciatoia dell’umore se esso è

estremo e saliente e che usi altre info disponibili se non è predominante, utilizzando processi

di confronto.

atteggiamento dell’intervistato e altre variabili effetti d’ordine riguardano

◦ rilevanti: gli

prevalentemente soggetti che hanno una certa posizione riguardo l’oggetto esaminato.

◦ accesso e rivalutazione delle informazioni attivate per rispondere a domande specifiche

Un effetto d’ordine

interconnesse: relativo alle domande specifiche è stato riscontrato quando

i soggetti riportano di essere stati vittime di qualche crimine. Rispondere prima a domande di

atteggiamento verso il crimine fa aumentare la frequenza con cui i soggetti riportano di essere

stati vittime di crimini (effetto di priming).

Effetti d’ordine associati alle categorie di risposta:

• in alcuni casi, la scelta di una specifica

categoria di risposta dipende dalla sua posizione piuttosto che dal suo contenuto o significato.Le

categorie di risposta inducono effetti di primacy quando viene scelta la prima categoria, di recency

quando viene scelta l’ultima. Questo effetto risente della modalità di somministrazione (uditiva:

risposta elaborata basandosi sulla memoria; visiva: il soggetto dispone di tutte le info; mista), del

numero di categorie previste dalla domanda (mai troppo alto per le interviste telefoniche), del tipo

di compito richiesto al soggetto e della natura delle alternative (categorie ordinali, nominali,

Gli effetti d’ordine possono essere spiegati chiamando in

alternative vaghe, alternative univoche).

causa:

◦ Memoria: il richiamo alla mente di materiale verbale, appreso con modalità visiva, dipende sia

dalla sua posizione seriale nella lista, sia dal tempo trascorso tra l’apprendimento delle

informazioni e il loro recupero in memoria; il materiale presentato per primo ha più probabilità

di entrare nella Mlt non dovendo competere con altri item per lo spazio limitato della Mbt. Se

il materiale viene letto e la scelta di risposta viene presentata subito dopo si ottiene, viceversa,

un effetto recency. In caso passi del tempo tra la lettura e la presentazione della scelta, si

verifica un effetto primacy;

◦ Livello di elaborazione cognitiva: nella modalità visiva, le categorie di una lista presentate per

prime sono quelle che vengono elaborate più approfonditamente a livello cognitivo, quelle che

costituiscono uno standard di confronto nell’interpretazione delle categorie successive (effetto

primacy); nella modalità uditiva, i primi item hanno poche probabilità di essere elaborati a

fondo, sia a causa della velocità, sia delle limitate capacità di tenerli a mente (recency);

◦ Contesto: La probabilità che una certa categoria di risposta venga scelta dipende anche dal

significato e dalla natura delle precedenti domande e alternative di risposta;

◦ Contenuto delle categorie: il soggetto sceglie una categoria in funzione del grado di coerenza

con le proprie opinioni, credenze.

Gli effetti d’ordine delle categorie di risposta non sono rari e sono più frequenti nella modalità

uditiva dell’intervista telefonica. La modalità visiva da effetti di primacy, quella uditiva di

recency.

Le cause degli effetti di primacy e recency possono dipendere da uno o più fattori, spesso in

interazione l’uno con l’altro: posizione seriale della categoria di risposta, caratteristiche del

contenuto delle categorie, grado di elaborazione cognitiva, accessibilità in memoria delle

informazioni pertinenti, modalità di somministrazione e vincoli e risorse, contesto della

domanda. 16

• Altri effetti delle categorie di risposta: non esiste alcuna domanda semplice, sicura, le cui

caratteristiche non possano portare ad effetti distorcenti di risposta, mettendo a repentaglio la

fedeltà e validità dei dati. Effetti distorcenti indotti da:

◦ gamma dei valori come indice della distribuzione normale della frequenza di un oggetto: i

“valori” delle categorie di risposta sono info contestuali; il soggetto può ipotizzare che la

gamma di valori rifletta le conoscenze del ricercatore circa la distribuzione del comportamento

in oggetto e usare tali info per inferire qual è il comportamento più “normale” e cercare di

collocarsi in sua prossimità. Ciò avrà ripercussioni anche sulla formulazione di tutti i giudizi

successivi.

◦ scale di frequenza bassa e alta e giudizi assoluti vs. proporzionali: le categorie di risposta

fungono da parametro, distorcendo i giudizi.

◦ valori di frequenza della scala e interpretazione delle domande ambigue: se la domanda è in

parte “ambigua” e il soggetto non vuole chiedere chiarimenti, le opzioni di risposta possono

essere usate a chiarificazione.

◦ significato della scala di giudizio in funzione dei suoi valori numerici: anche i valori numerici

di una scala possono distorcere la distribuzione delle risposte in quanto costituiscono info

utilizzabili per decifrare il “reale significato” di una domanda.

del contesto sull’interpretazione dei quantificatori vaghi denotanti grandezze:

◦ impatto la scala

su cui l’intervistato valuta l’oggetto della domanda comprende spesso categorie di risposta

verbali denominate quantificatori vaghi, che non hanno referenti empirici precisi e che

spiegano come il significato della categoria possa variare a seconda del contesto in cui appare

e da individuo a individuo. La stima numerica associata a Q varia in funzione della frequenza

attesa (alta, media, bassa) dell’evento.

◦ contesto e interpretazione delle espressioni probabilistiche: le espressioni probabilistiche

designano un ampia gamma di probabilità, per cui il loro uso nelle categorie di risposta risulta

problematico. Il significato può variare a seconda della gravità dell’evento.

l’associazione

◦ giudizi di frequenze relativi vs. assoluti: tra le variabili sociodemografiche del

soggetto e la frequenza di certi oggetti varia a seconda del tipo di giudizio richiesto.

◦ significato dei giudizi di frequenza relativa: le categorie di domande convogliano info che

influiscono su come l’intervistato interpreta la domanda e su come decide di rispondere.

RIASSUNTO: Tra le principali forme di distorsione vi sono:

• l’impatto delle inferenze basate sulle categorie di

il grado di chiarezza e salienza della domanda;

risposta è tanto maggiore quanto il compito è ambiguo, e/o poco saliente, facendo in modo che il

soggetto cerchio info utili nel contesto;

• l’ampiezza della gamma di valori (scala uni o bipolare)

• il tipo di scala usata (assoluta, proporzionale o relativa)

• la modalità di presentazione della scala (verticale o orizzontale)

• l’immediato contesto che precede la domanda

• la modalità di somministrazione: la distorsione di risposta è maggiore nei q. eterosomministrati, a

causa di una minor elaborazione cognitiva e di una maggior salienza delle norme di desiderabilità

sociale

• il più ampio contesto di risposta, la mancanza di privacy può rendere più salienti le norme di

desiderabilità sociale

• il grado in cui l’oggetto indagato è associato a una quantità sufficiente di informazioni, le risposte

sono più accurate se l’oggetto è ben rappresentato in memoria (infrequente ma saliente)

• il grado in cui l’oggetto da giudicare è associato a precise norme sociali, come i comportamenti

sessuali

• la frequenza dell’evento indagato,

• il grado in cui l’intervistato possiede informazioni certe, indipendenti

• il grado in cui l’intervistato è motivato a fornire risposte accurate e veritiere.

L’INTERVISTATORE E LA RACCOLTA DEI DATI

Cap 6. -

Impatto dell’intervistatore: è essenziale che i dati raccolti riflettano le reali opinioni, atteggiamenti,

l’apporto specifico di errore dovuto all’intervistatore

attitudini e comportamenti degli intervistati-target;

è onnipresente. 17

I compiti dell’intervistatore:

• Contattare e\o selezionare gli intervistati target designati,

• presentare loro la ricerca,

• porre le domande previste,

• effettuare il probing (approfondire alcune risposte o sollecitare risposte sostanziali)

• trascrivere le risposte alle domande chiuse ed aperte,

• annotare eventuali caratteristiche salienti dell’intervistato e\o del contesto di somministrazione

dello strumento.

Per poter intervistare gli individui, l’Ire è costretto a effettuare un’ulteriore selezione; i gradi di libertà

nella selezione degli intervistati dipendono dai gradi di libertà presenti nelle istruzioni date

all’intervistatore circa specifici aspetti del suo compito.

L’ esito dei tentativi di contatto degli intervistati-target può variare in funzione delle caratteristiche degli

del grado di professionalità dell’intervistatore e delle caratteristiche del compito: contattare

intervistati,

anziani è più facile che contattare giovani. Ottenere la cooperazione di individui con un livello medio-

alto di istruzione può essere più facile.

“problematiche” degli intervistati:

Caratteristiche

• reperibilità limitata,

• l’intervistato non possiede una o più delle caratteristiche necessarie,

ineligibilità:

• poca disponibilità di tempo,

• poca disponibilità a farsi intervistare,

• diffidenza verso lo specifico argomento dell’intervista,

• diffidenza verso lo specifico intervistatore

Caratteristiche e comportamenti “ideali” e “problematici” degli intervistatori:

• Ire ideale: 25/ 30 anni, livello di istruzione medio, buone capacità di memoria, attenzione e

concentrazione, buona salute, disponibile a turni di lavoro, automunito, risolve situazioni

inaspettate e insolite.

• Caratteristiche rilevanti dell’intervistatore: razza, età, sesso, expertise, status socioeconomico

“apparente”.

I comportamenti nonverbali sono vere e proprie comunicazioni importanti nel definire la qualità e gli esiti

dell'interazione interpersonale intervistatore intervistato. La CNV è convogliata da vari comportamenti

dell'emittente, diretti a un interlocutore. Convogliano informazioni i comportamenti cinesici (linguaggio

del corpo), i comportamenti prossemici (relativi al comportamento di E nello spazio interpersonale), i

comportamenti paralinguistici (Ah, Hmm), il grado di contatto fisico tra E e I, le caratteristiche fisiche

e gli ornamenti di E. regolano l’interazione

I messaggi veicolati dai comportamenti non verbali forniscono informazioni su E,

esercitano controllo sull’interlocutore e facilitano il compito

tra E e I, esprimono intimità,

dell’interlocutore. Un comportamento non ha un significato univoco ma convoglia messaggi in base al

contesto.

L’emittente può mandare messaggi nonverbali inintenzionali, non finalizzati (senza scopo interattivo),

messaggi intenzionali o finalizzati ad ottenere un certo effetto. L'I può interpretare i messaggi di E

correttamente, oppure può fraintenderne il significato.

Se entrambi gli interlocutori cercano l’approvazione altrui, convergeranno nell’uso dello stile linguistico

differenziarsi l’uno dall’altro, essi faranno sì che diverga da quello

che adottano, mentre se desiderano

dell’interlocutore (accomodamento).

L’intervistato deve comprendere correttamente la domanda, decidere quali informazioni sono rilevanti,

formulare mentalmente una risposta, valutarne l’adeguatezza

recuperare tali informazioni in memoria,

rispetto ai propri scopi e, infine, produrre verbalmente una risposta.

Se il numero di persone disponibili ad essere intervistate diminuisce, condurre inchieste con campioni

rappresentativi diventa problematico.

Le più frequenti motivazioni soggettive a cooperare sono motivazioni altruistiche (essere utili alla società)

o motivazioni egoistiche (chiacchierare). Le principali motivazioni dei rifiuti a cooperare sono

motivazioni oggettive (mancanza di tempo) o motivazioni soggettive (ritenere di non essere in grado).

Ai fini dell’ottenimento e mantenimento della cooperazione, è importante che si sviluppino un senso di

fiducia verso Ire e si stabilisca un clima positivo di scambio di informazioni. 18

Tra le cause del rifiuto a cooperare vi può essere un grado insufficiente di confidenzialità assicurato

all’intervistato circa le informazioni richieste qualora queste riguardino argomenti personali. È

importante fornire all’intervistato garanzie adeguate di confidenzialità (riservatezza). Nelle interviste

faccia a faccia e miste il contesto situazionale può caratterizzarsi come non confidenziale se le risposte

sono sentite da terzi (distorsioni di risposta). La minaccia del contesto non confidenziale è massimo

quando l’intervista si svolge a casa di I: i “terzi” non devono essere presenti;

L’intervistato deve essere correttamente addestrato e motivato ad assumere il suo ruolo di fornitore di

risposte accurate e standardizzate. Ire può fornire un modello esplicito (far sentire una lista di risposte

adeguate), chiedere all’intervistato di sottoscrivere una dichiarazione di impegno a rispondere in modo

preciso e accurato o rinforzare esclusivamente i comportamenti adeguati dell’intervistato.

Il compito principale di un Ire è quello di porre domande e raccogliere risposte. Deve porre le domande a

ciascun intervistato e registrarne le risposte nel modo richiesto o previsto dal disegno di ricerca: deve

porre ciascuna domanda esattamente come è formulata nel questionario, registrare correttamente

ciascuna risposta, registrare la categoria scelta (domanda chiusa), registrare tutto quello che dice

(domanda aperta).

Per evitare che l’intervistato non da una risposta corretta, faccia capire che non ha capito la domanda,

correttamente ma l’Ire la codifichi erroneamente oppure che l’Ire interpreti invece di registrare la

scelga

risposta, o suggerisca la risposta, l’Ire deve essere addestrato adeguatamente, e deve avere adeguata

supervisione.

L’addestramento e la supervisione influiscono sull'orientamento dell’intervistatore verso il proprio

compito, sulle abilità specifiche professionali dell’intervistatore, sul modo di rapportarsi all’intervistato.

Il reclutamento e la selezione degli intervistatori sono simili a qualunque altra forma di selezione del

personale e possono basarsi su informazioni e criteri di vario tipo. L’addestramento ha una durata che

varia 5 a 20 ore; è di gruppo, ma a turno si svolgono compiti individuali; l’interlocutore è l’addestratore.

Lo scopo è imparare a intervistare le persone in modo amichevole ma professionale

Fasi dell’addestramento:

1. studio di un manuale: scopi tipici di una ricerca,

2. compilazione di un questionario prova e discussione, dell’intervistato e intervistatore,

3. visione e analisi di una o più videocassette di comportamenti

dell’intervista,

4. role-playing

svolgimento di un’intervista sul campo.

5.

Una delle fonti principali di distorsione dei dati è affrontare situazioni problematiche nelle quali egli deve

far qualcosa per elicitare una risposta e/o elicitarne una corretta; i comportamenti messi in atto in questi

casi sono detti di probing, ovvero di approfondimento.

Cruciale è che il probing sia non suggestivo (non suggerisca la risposta) e identico per tutti gli intervistati.

Finito l’addestramento, è necessario che la prestazione dell’Ire venga supervisionata e verificata. Il livello

di supervisione influisce sull’orientamento di Ire al proprio compito.

Una supervisone adeguata riguarda l’intero processo di raccolta dei dati, per garantirne la validità; deve

basarsi su forme standardizzate di giudizio sui vari aspetti della prestazione.

La supervisione non può compensare le inadeguatezze dovute ad un addestramento insufficiente.

Cap. 7- COSTRUZIONE E VERIFICA DELLO STRUMENTO DI MISURA E ANALISI DEI DATI

Fasi del disegno complessivo di ricerca

Esplorazione e approfondimento dell’oggetto che si intende indagare: mettere a fuoco che cosa si

intende studiare (quali variabili) e perché si effettua la ricerca (quali scopi).

Contenuti e caratteristiche tecniche dello strumento di misura, campione e modalità di raccolta dei

dati: tradurre scopi e variabili in contenuti di livello più analitico, specificandone i rapporti e

individuando il disegno di ricerca. Il ricercatore deve produrre una o più liste di variabili di interesse,

definire i motivi per cui tali variabili sono rilevanti e individuare i metodi e i livelli di misura adeguati.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlessioBellatoOfficial di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche dell'intervista e del questionario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Zammuner Vanda Lucia.

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