Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

La categoria di risposta “altro” viene inserita se si pensa che le categorie esistenti non esauriscano

le possibili risposte  La domanda chiusa diventa in parte una domanda aperta: le risposte

dovranno essere analizzate e raggruppate in ulteriori categorie pertinenti

Scopo delle domande

- Domande sostanziali, le cui risposte costituiscono i dati a cui è interessato il ricercatore,

quelli per i quali è fatta la ricerca

- Domande con scopi interattivi e asserzioni introduttive: lo scopo è mettere a suo agio

l’intervistato, atmosfera di fiducia; spesso di tipo aperto, e precedute da una o più

asserzioni introduttive, per chiarire il compito e/o il cambio di argomento. Spesso

precedono le domande sostanziali per facilitarne l’accettazione preparando il soggetto

- Domande filtro: servono a discriminare tra gli intervistati, a selezionarli rispetto ad una

qualche caratteristica. Formato dicotomico; devono essere chiare le istruzioni circa qual è

la domanda che l’intervistatore deve porre a seconda della risposta data dall’intervistato.

Scopi: individuare a quali intervistati è rilevante porre certe domande per evitare di

“appesantire” l’intervista, evitare di raccogliere pseudo-opinioni oppure dati errati;

- Domande quasi filtrate: per discriminare i soggetti che hanno un’opinione da quelli che non

ce l’hanno, vengono usate le alternative di risposta “nessuna opinione” e “non so”;

- Domande filtrate: se prima di porre la domanda vera e propria, si chiede ai soggetti se

hanno una opinione sul problema (utili nei questionari, discriminano gli ignoranti e chi non

ha un atteggiamento in merito da chi ha le conoscenze necessarie o un’opinione).

Lo scopo delle domande filtrate, e quasi-filtrate, è quello di facilitare agli intervistati

l’ammissione che non hanno un’opinione su quell’argomento e quindi evitare di raccogliere

dati distorti. Chiaramente la domanda deve essere fraseggiata in modo che il soggetto

percepisca come “normale” non avere un’opinione; tuttavia l’uso di domande filtro provoca

sia una diminuzione nel numero di risposte, sia una modificazione nel tipo di opinioni o

atteggiamenti e che questi fenomeni non sempre riflettono reale ignoranza, perché

influenza la percezione di difficoltà del compito da parte degli intervistati che sono portati a

ritenere le domande più difficili

- Domande buffer: sono “distrattori”, con lo scopo di distogliere temporaneamente

l’attenzione dell’intervistato dalle domande precedenti in modo che ne dimentichi il

contenuto. Non vengono tabulate dal ricercatore ma possono servire ad altri ricercatori su

altri temi. Vanno comunque gestite con attenzione e verificate in fase di pre-test.

Numero di risposte: un altro criterio in base al quale suddividere le domande è il numero di risposte

che il soggetto deve e può dare.

- Per le domande aperte, ci si riferisce alla ricchezza della risposta attesa o accettata

- Per le domande chiuse, il criterio riguarda il numero di alternative che il soggetto può

scegliere:

o domanda a risposta multipla, il soggetto deve scegliere almeno una delle alternative

presentate da una lista, di natura omogenea, dando risposte che non si escludono a

vicenda. Gli oggetti elencati devono essere esaustivi e ad uno stesso livello di

categorizzazione, in modo che una categoria non ne includa un’altra. All’intervistato

può essere assegnato un compito di rank ordering, in cui egli assegna un ordine di

importanza o di preferenza alle alternative per lui rilevanti. Il numero di item elencati

non deve superare 4/7 item, ma ciò dipende anche dalla modalità di

somministrazione

con modalità orale, se la lista è troppo lunga il soggetto si stanca di

 ascoltare o dimentica, e aumenta la probabilità che risponda a caso (effetto

primacy: sceglie tra le prime, effetto recency: sceglie tra le ultime perché le

ricorda meglio).

con modalità visiva, è comunque possibile che se la lista è troppo lunga il

 soggetto si annoi, e quindi risponda in modo non accurato

per facilitare il compito sia dal punto di vista cognitivo sia da quello

 motivazionale è possibile suddividere il compito in due o più sotto-compiti

distinti o trasformare la domanda a risposta multipla, in più domande a

risposta forzata.

o domanda a scelta forzata, scelta di una sola risposta tra le alternative (ad es. la

domanda con risposta dicotomica sì/no)

le categorie di risposta di una dom. a scelta forzata possono essere di

 diverso tipo:

• nelle ricerche sociologiche e psicologiche le alternative sono

costituite da categorie nominali, che individuano una categoria

relativamente ad una specifica variabile.

• oppure le categorie di risposta possono essere costituite dai punti di

una scala di giudizio di tipo ordinale, a intervallo o a rapporti, usate

frequentemente perché hanno caratteristiche psicometriche note e

sono facili da somministrare. L’individuo sceglie la sua risposta tra n

alternative ordinate su un continuum.

Metodi basati sull’uso di domande a scelta forzata:

La scala di atteggiamento fa riferimento ad un set di domande a scelta forzata (item),

riferite ad uno stesso oggetto complesso, le cui alternative di risposta sono scale di giudizio

a intervalli (da “completamente d’accordo” a “completamente contrario”). Misura quindi

l’atteggiamento di un individuo (livello comportamentale, cognitivo e affettivo) verso un

oggetto “x”. Viene usata quando si ipotizza che l’oggetto studiato sia complesso e che sia

difficile misurarlo basandosi sulla risposta a un’unica domanda.

o un esempio è la scala di autoritarismo (grado in cui la persona è caratterizzata da

propensioni o atteggiamenti antidemocratici, autoritari)

o o la scala di distanza sociale di Bogardus (lista a scelta forzata, misura il grado di

intimità che l’individuo è disposto ad avere con persone appartenenti a gruppi

sociali diversi dal proprio); proprio perché la lista è ordinata, si suppone che se un

soggetto sceglie l’alternativa X egli sia disposto ad accettare tutti i comportamenti

che la precedono; è una scala cumulativa: ciascun item è associato ad un

punteggio e la somma dei valori degli item prescelti dal soggetto fornisce la misura

del suo atteggiamento.

Le scale bipolari sono un altro modo di misurare gli atteggiamenti, con scale di giudizio fatte

da aggettivi valutativi di significato opposto: il soggetto sceglie uno degli n intervalli della

scala, e la valutazione dell’oggetto può essere misurata da una sola domanda (una scala) o

da una domanda multipla (più scale).

Il differenziale semantico prevede l’utilizzazione di n scale bipolari, scelte tra quelle che si

sono dimostrate valide e discriminanti tra soggetti con atteggiamenti diversi, chiedendo ai

soggetti di dare il proprio giudizio con attenzione ma senza pensarci troppo.

Confronto a coppie: prevede la presentazione di n stimoli appaiati in coppie, con un formato

a lista (e richiesta di scelta dello stimolo preferito). Permette di ordinare in rango gli stimoli e

di ottenere un valore scalare comparativo per ogni stimolo

Compiti di “sorting”: i soggetti suddividono e raggruppano gli oggetti in categorie

omogenee, esprimono giudizi di somiglianza o dissomiglianza tra gli stimoli in base ai propri

criteri.

Valutazione triangolare: si fa giudicare il grado di somiglianza tra n oggetti di interesse,

ancorando il giudizio espresso per ciascun oggetto al confronto con tre oggetti analoghi le

cui proprietà sono note. Il compito del soggetto consiste nel valutare ciascuno stimolo in

base ad una scala di giudizio ad intervallo. Definisce quindi cosa accomuna (e in che

misura) gli stimoli, e cosa li differenzia.

Le categorie di risposta nelle domande a scelta forzata e multipla si suddividono in due

tipologie:

- categorie di risposta costituite da asserzioni o frasi complete inerenti l’oggetto X.

- oppure categorie di risposta rappresentate da:

o singole parole: che indicano singoli oggetti, o valutazioni, o frequenze etc..

o etichette numeriche: sequenze di numeri per misurare le frequenze, grandezze etc.

o espressioni linguistiche che denotano una valutazione: per stati di cose, eventi,

comportam

o parole ed espressioni associate ad etichette numeriche: definiscono precisamente il

significato delle alternative di risposta.

o simboli visivi e grafici, associati o no ad etichette verbali o numeriche.

quando le domande prevedono una risposta su scala graduata viene spesso inserita un’alternativa

intermedia, diversa da “non so”, che indica totale ignoranza. Per timore che un altissimo numero

di soggetti non si esprima, le domande molto spesso non contemplano l’alternativa intermedia. La

scelta da parte del soggetto dell’alternativa intermedia può indicare

- un atteggiamento, un’opinione effettivamente intermedia,

- che la domanda non riflette l’atteggiamento dell’intervistato,

- un rifiuto a prendere posizione circa quel certo argomento

- o l’assenza di un reale atteggiamento o opinione al riguardo.

Allo stesso modo, l’alternativa “Non so” può denotare reale ignoranza, oppure indecisione, ma se e

l’intervistatore preme per avere una risposta, l’effetto può essere quello di far aumentare le

risposte distorte.

Se l’introduzione delle alternative intermedie non cambia la frequenza di scelta delle alternative più

estreme, “Non so”, invece, cambia i risultati ottenuti da quella domanda e da quelle successive

(percezione di incompetenza), così come cambia la frequenza con cui vengono scelte le altre

alternative solo in caso di intervistati che non hanno opinioni o atteggiamenti chiari.

Domande specifiche: riguardano il “qui e ora”, un comportamento specifico, un arco di tempo

ristretto.

Domande generali: utilizzate in quanto misure “economiche”, rappresentano un compito

complesso, più difficile di quello richiesto da una domanda specifica: la risposta può essere

soggetta ad influenza e distorsioni connesse a processi psicologici innescati da fattori contestuali.

Sono poco informative.

Altri criteri di classificazione delle domande riguardano il grado di delicatezza, il grado di

salienza e la dimensione temporale della domanda (ipotetiche: riferite al futuro, hanno per oggetto

un’intenzione comportamentale; poco valide perché il soggetto non ha gli elementi per dare una

risposta “informata”).

Il grado di intrusività è definito da alcuni aspetti:

- dal fraseggio,

- dal formato (chiuso, aperto ect..)

- dalla modalità di somministrazione

- e dal modo in cui viene presentata la domanda (ad es con un’introduzione, etc..)

Tipi principali di domande

Il fraseggio delle domande è un elemento cruciale per la qualità dei dati e deve tenere conto degli

scopi:

- la domanda è funzionale agli scopi della ricerca,

- deve avere un identico significato per tutti i soggetti,

- e il significato che i soggetti le attribuiscono è uguale a quello attribuito ad essa dal

ricercatore.

Il fraseggio adeguato dipende da diversi fattori (modalità di somministrazione, temi, formato, ecc.),

per cui è possibile individuare le caratteristiche più salienti per un fraseggio adeguato:

- chiarezza del compito posto al soggetto: la domanda è ambigua quando il suo significato è

interpretabile in più modi e se le domande includono termini di uso quotidiano con

significato vago. Il compito è poco chiaro anche quando la domanda è doppia, contiene cioè

due o più asserzioni distinte o facente riferimento a due o più oggetti distinti (teatro e

cinema ? )

- comprensibilità della domanda a livello linguistico: le domande linguisticamente ambigue

presentano una costruzione grammaticale di difficile comprensione (forma passiva, doppia o

tripla negazione) o includono termini specialistici e di gergo poco frequenti nell’uso

comune.

- domande suggestive e/o emotivamente cariche; sono presentate con tre meccanismi: una

certa risposta “suggerita” viene implicitamente presentata come migliore di un’altra, viene

presentato un’unica prospettiva circa un oggetto, e vengono formulate come asserzioni in

cui un certo punto di vista è presentato come “privilegiato”. Fa riferimento a norme, valori

che si suppongono condivisi.

- domande che contengono un’asserzione presupposta: la domanda vera e propria riguarda

l’oggetto X ma presuppone sia vero l’oggetto Y. Si formula la domanda in modo tale che

essa presupponga la presenza di un certo atteggiamento da parte del soggetto nei riguardi

dell’oggetto indagato. In qualche caso sono usate intenzionalmente; ciò è giustificabile

quando l’oggetto o l’evento y su cui verte la domanda è delicato, o quando gli intervistati

tendono a negarne l’esistenza, o vi sono motivi per credere che l’oggetto y siano frequenti

nella popolazione, etc..

Cap. 4 PROCESSI PSICOLOGICI SOTTOSTANTI LA COMPRENSIONE

DELLE DOMANDE

La memoria è il processo mentale che prevede:

- codifica delle informazioni nei termini di un codice che possa essere elaborato dal cervello;

- immagazzinamento delle informazioni in memoria;

- recupero delle informazioni che può avvenire attraverso riconoscimento (l’individuo

identifica una certa informazione come qualcosa che gli è noto) o ricordo (l’individuo deve

ricostruire un’informazione immagazzinata).

I sistemi principali di memoria sono:

- Memoria sensoriale(Ms): capacità limitata, può contenere molte informazioni per

brevissime durate. Le info, non ancora codificate, ricalcano la sensazione originale nella

forma con cui sono immagazzinate;

- Memoria a breve termine(Mbt). Le informazioni, provenienti dalla Ms, permangono nella

Mbt per alcune decine di secondi e sono le più accessibili in quel momento (memoria di

lavoro: uso di informazioni mantenute nella Mbt effettuando operazioni di ripetizione e di

trasformazione e codifica delle informazioni in entrata). Entrano nella Mbt solo le info cui

prestiamo attenzione (7 + o -2 informazioni “attive”).

- Memoria a lungo termine(Mlt): sistema di immagazzinamento permanente a capacità

illimitata, con informazioni provenienti dalla Mbt. Tanto più le info sono mantenute nella

Mbt tanto più è probabile che vengano ricodificate a trasferite nella Mlt.

L’attenzione che prestiamo alle informazioni in entrata è un processo selettivo che ci permette di

mettere a fuoco le informazioni salienti (processo non consapevole).

- L’informazione della Mbt è diversa dall’informazione sensoriale in entrata, essendo il frutto

di operazioni mentali di analisi ed elaborazione dell’informazione input che ne determinano

il significato (tenendo conto del contesto in cui le informazioni appaiono, che permette di

compiere interpretazioni più precise e/o complete).

- Il significato è computato dal basso (in base all’informazione in entrata: bottom-up) o

dall’alto (in base a varie conoscenze sul mondo in nostro possesso: top-down). Il processo di

attribuzione di significato non è stabile, univoco, identico e può essere viziato o errato;

Memoria a lungo termine comprende due sistemi:

- Memoria preposizionale: conoscenze preposizionali, dichiarative o fattuali:

memoria semantica: conoscenze impersonali e indipendenti dal momento;

o memoria episodica: informazioni personali, attinenti a esperienze specifiche della

o propria vita;

- Memoria procedurale: conoscenze procedurali (know how).

La conoscenza umana è come una rete di associazioni tra elementi; ciascun nodo della rete, riferito

a singoli “oggetti”, è tipicamente connesso a vari altri nodi, con propagazioni e specificazioni

multiple.

- Le informazioni attinenti ad uno stesso oggetto sono organizzate in schemi (modelli circa

noi stessi e il mondo), che comprendono conoscenze personali e impersonali, e definiscono

quali sono gli elementi comuni a più esemplari di una stessa categoria e quali sono gli

elementi variabili.

- Inoltre, gli schemi possono articolarsi in sottocategorie e presentarsi sia in una struttura

verticale gerarchica, in cui le info alla base sono più specifiche di quelle al vertice, sia in

un’organizzazione orizzontale.

- Una stessa informazione può divenire accessibile in base a informazioni di partenza

(stimoli) diverse, ma alcune ne rendono l’attivazione più probabile di altre. Un’informazione

x attiva non solo ne richiama un’altra z, ma influisce su come z viene elaborata.

- L’informazione “y” pre-attiva altre informazioni connesse. L’intervento delle conoscenze

strutturate in schemi può introdurre distorsioni o errori sistematici e non si ottengono

risposte più valide se si usa un campione più ampio né se si usano indicatori multipli.

L’individuo è un sistema a capacità limitata per l’elaborazione delle informazioni, ma in grado di

usare le informazioni nuove in modo flessibile, attivo, integrandole con le “vecchie”.

L’elaborazione non è determinata a priori dalle caratteristiche degli input ma è strategica, funzionale

agli scopi dell’individuo.

Ciò che apprendiamo varia in funzione del livello di elaborazione, più o meno profondo, cui sono

sottoposte le info. L’elaborazione delle informazioni può essere distorta perchè l’individuo usa

scorciatoie di pensiero, tipiche del pensiero umano, che permettono di arrivare allo scopo desiderato

in minor tempo e con minor dispendio di energie. Le principali scorciatoie sono:

- Euristica della rappresentatività: Tanto più un certo “oggetto” presenta caratteristiche simili

a quelle dei prototipi di una certa categoria, tanto più è probabile che lo giudicheremo

appartenente a quella categoria. Il giudizio espresso dipenderà da quanto le mie info in

entrata sono congruenti con lo schema attivato.

- Euristica della disponibilità: basata sulla frequenza relativa degli oggetti: la facilità con cui

gli oggetti vengono ricordati dipende dalla salienza di quegli oggetti, che dipende a sua volta

da rilevanza e grado di distintività. Di solito sovrastimiamo la frequenza di un oggetto. (Es.

dopo un incidente aereo, le persone sovrastimano il numero di tali incidenti nell’ultimo

anno).

- Ancoraggio: in contesti in cui le informazioni sono incomplete o ambigue, l’individuo, per

agire, utilizza informazioni immediatamente disponibili (parziali e offerte dal contesto)

come punto di ancoraggio o di riferimento.

schema di sé, e come il soggetto si rappresenta.

Le persone tendono a fornire risposte socialmente desiderabili e coerenti con il proprio schema di

sé, più che accurate e veritiere.

Una parte ampia delle nostre conoscenze riguarda noi stessi ed è riassunta nello schema del sé (chi

siamo, come siamo, cosa vogliamo, quali rapporti abbiamo), a cui le nostre azioni e decisioni sono

connesse.

Il sé tende a salvaguardare la concezione che ha di se stesso per tre bisogni:

1. Definirsi in modo positivo (autostima);ciascuno di noi desidera salvaguardare questa

immagine sia ai nostri occhi sia agli occhi altrui.Tendenze sistematiche a favore del sé:

a. Locus of control (esterno per fallimenti –interno per successi)

b. Stima dei comportamenti sociali: sottostima dei comportamenti socialmente

indesiderabili e sovrastima dei comportamenti socialmente desiderabili.

2. Ccoerenza: il soggetto non abbandonerà facilmente comportamenti e opinioni, che lo hanno

caratterizzato fino ad ora. Il bisogno di coerenza caratterizza la presentazione del sé

pubblico anche quando il sé privato non è positivo.

3. Fare adire il Sé realeal Sé Ideale: La presentazione di sé dipende anche dal sé ideale (norme

e valori verso i quali tende il sé reale):poiché l’individuo ha bisogno di sentirsi in armonia

con il proprio mondo sociale di riferimento, ricerca il consenso altrui che ognuno di noi

sovrastima (falso consenso).

La tendenza a fornire riposte socialmente desiderabili è una distorsione di risposta. Sono molto

importanti le norme sociali e le pressioni sociali percepite per conformarsi ad esse. Le Rsd sono

probabili in domande imbarazzanti e/o caratterizzate da precise norme sociali. Le norme variano da

gruppo a gruppo e in funzione di altre variabili. Non tutti gli individui sono ugualmente motivati a

conformarsi alle norme sociali: possono conformarsi alle richieste dell’ambiente modificando i

propri comportamenti in funzione della situazione (high self-monitors) o farsi guidare da fattori

cognitivi e motivazionali interni (low self-monitors) senza tenere conto di che cosa è socialmente

desiderabile.

Le risposte socialmente desiderabili sono più probabili nell’intervista faccia a faccia piuttosto che

telefonica, mentre sono meno probabili quando il questionario è autocompilato e presenta garanzie

credibili circa l’anonimato. La desiderabilità sociale delle risposte costituisce una minaccia costante

alla qualità dei dati e deve essere attentamente considerata, cercando di controllarla e minimizzarla.

Se il controllo del bias della desiderabilità sociale non è possibile, può essere necessario misurarne

l’impatto con strumenti come il Marlowe-Crowne Social Desirability Scale.

Le domande retrospettive costituiscono un compito di recupero di informazioni che l’individuo

affronta utilizzando varie strategie e il cui esito non sempre implica il recupero di informazioni

accurate, veritiere e complete. Non è possibile avvalersi di criteri esterni, indipendenti, che

permettano di verificare la validità delle risposte date.

La direzione dell’errore di memoria non è casuale, ma sistematica, e può dipendere da come

l’individuo concettualizza i propri attributi e il loro cambiamento nel tempo. Nel cercare di

ricordare un aspetto del proprio passato si attuano due processi:

- ancoraggio: il presente costituisce un’informazione saliente e ben accessibile come punto di

partenza per cercare in memoria le info rilevanti;

- la ricerca in memoria può basarsi su teorie implicite:

teoria della stabilità: gli attributi del sé sono ritenuti stabili nel tempo (sottostima del

o cambiamento);

teoria del cambiamento: presume una diversità del passato rispetto al presente

o (sovrastima del cambiamento)

Le info coerenti con il presente vengono più facilmente recuperate in memoria. Se la ricerca porta

in luce oggetti ambigui, essi verranno interpretati alla luce degli schemi attivi nel presente. Se

l’individuo non trova alcuna info, crederà di aver agito o pensato in coerenza con la teoria attiva nel

presente.

Alcune condizioni aumentano la probabilità di recupero accurato dalla memoria:

- aumentare il tempo che il soggetto può dedicare a recuperare l’informazione;

- l’informazione viene usata spesso e con regolarità;

- l’informazione è saliente;

- landmarks (riferimenti temporali precisi), riducono il fenomeno di telescoping;

- l’informazione si riferisce ad un evento recente nel tempo;

- l’ordine delle informazioni da ricordare segue l’ordine con cui si sono verificati gli eventi;

- l’informazione è associata ad altre informazioni (la presentazione di informazioni associate

permette il recupero di x);

- il contesto del ricordo è simile a quello in cui è stata appresa l’informazione;

- l’informazione recuperata non è ambigua;

- l’informazione recuperata è certa

- non vi sono fattori contestuali o situazionali che distraggano dal ricercare l’informazione;

- l’informazione recuperata non è “filtrata” dalle teorie implicite, dalla desiderabilità sociale.

L’acquiescenza è la tendenza a dichiararsi d’accordo con l’affermazione espressa in una domanda

chiusa, o a rispondere SI’ indipendentemente dal contenuto dell’affermazione. E' indotta dalle

caratteristiche del compito e/o dall’intervistatore, o dall’interazione di questi fattori con le

caratteristiche dell’intervistato.

Sono state formulate due ipotesi:

- caratterizza gli intervistati di basso status socioecon, quando interagisc con intervist di status

+ alto;

- riflette la tendenza ad accettare acriticamente il punto di vista proposto.

è quindi importante la variabile istruzione (repertorio ristretto di capacità cognitive), ma

influiscono anche la forza-intensità dell’atteggiamento, e il modo in cui il soggetto

concettualizza l’argomento.

L’acquiescenza è più probabile anche in situazioni in cui c'è una maggior pressione del tempo, a

causa dell’utilizzo di “scorciatoie di pensiero”, o nelle modalità che comportano un rapporto

interpersonale, perché può divenire saliente il desiderio do convogliare un’immagine positiva di

sé.

Se l’acquiescenza è dovuta al compito e solo in parte a caratteristiche del soggetto, tutto ciò che

motiva l’intervistato a dare risposte accurate minimizza la probabilità di risposte acquiescenti.

Il fenomeno è controllabile se l'intervistatore è ben addestrato e se le domande sono ben

bilanciate.

Un’altra tendenza distorcente è la tendenza a dare risposte estreme (Tre) a domande distinte e in

contesti diversi. Le risposte estreme non indicano necessariamente la Tre, quindi bisogna stabilire,

caso per caso, la causa delle risposte estreme:

- se le risposte estreme sono dovute alla Tre, allora sono distorte e non confrontabili, quindi

portano a conclusioni errate, possibile minaccia alla validità dei dati raccolti, quindi tenerne

conto in fase di analisi e di progettazione delle domande

- è più probabile in caso di processi semplificati e/o poco motivati

- l’estremità delle risposte varia anche in funzione della salienza o familiarità dello specifico

oggetto

bisogna distinguere la TRE dallo stile di risposta deviante, che caratterizza gli individui che

 rispondono in modo da discostarsi il più possibile dalle norme.

esiste anche la tendenza opposta a dare risposte intermedie, di chi ottiene bassi punteggi di

 Tre.

Cap. 5-DOMANDE E CATEGORIE DI RISPOSTA: EFFETTI

CONTESTUALI (ok)

Caratteristiche distorcenti del compito:

- Ordine delle domande

- Ordine delle categorie di risposta

- Effetti dovuti ad altre caratteristiche del compito (gamma delle categorie di risposta, il tipo

di oggetto su cui verte la domanda, il suo fraseggio, il contesto generale, etc..)

EFFETTI dell’ORDINE delle DOMANDE

- effetti sequenza : hanno a che fare con la posizione che una certa domanda ha nel

questionario. Quando D segue varie altre domande sullo stesso oggetto è possibile che

l’intervistato modifichi i criteri usati per rispondere. Quando c’è bisogno di un intervistatore,

la posizione può essere associata ad effetti dovuti al rapporto che si instaura tra intervistato e

intervistatore, oltre all’affaticamento e all’apprendimento del compito.

- effetti di significato : le risposte ad una domanda sono influenzate dal contenuto di una o più

domande precedenti e delle risposte ad esse; il significato o il contenuto di una o più

domande si sovrappone o si traspone al significato/contenuto di D o lo influenza. Gli effetti

di significato comprendono effetti di ridondanza, effetti di coerenza ed effetti di salienza.

- effetto di contrasto : la risposta data ad una domanda è in direzione opposta alla risposta

data ad una domanda precedente in misura maggiore di quanto si verificherebbe.

- effetto di assimilazione : la risposta è nella stessa direzione delle risposta alla domanda

precedente in misura significativamente maggiore.

I processi psicologici di inclusione/esclusione si collegano al concetto di info “attive”, cioè quelle

cognitivamente più accessibili di altre e che sono utilizzate senza grande sforzo cognitivo.

Intervengono:

- gli effetti di priming,

- il principio di cooperazione e le sue norme

i processi di memoria interagiscono con regole e principi di natura sociale nel definire quali

informazioni vengono ricercate e usate per computare la risposta ad una domanda.

Variabili che influiscono sugli effetti di assimilazione e contrasto:

- natura delle domande: effetto parte-intero (se le due domande sullo stesso oggetto sono una

generale e una specifica, le risposte generali subiscono un effetto di assimilazione o

contrasto con le risposte specifiche, in quanto i giudizi generali sono complessi è perciò più

vulnerabili a possibili effetti contestuali di distorsione) e effetto parte-parte(con domande

con lo stesso grado di specificità, l’effetto è dovuto ad altre caratteristiche del compito).

- grado di salienza :

se D1 è saliente per D2 e somiglia a D2 → assimilazione;

o se D1 è saliente per D2 e non somiglia a D2 → contrasto;

o

- ampiezza della categoria giudicata

se D1 attiva info attinenti ad una categoria ampia esse saranno rilevanti per la

o risposta a D2

- consapevolezza dell’accessibilità di alcune info, le info attivate da D1 non influenz la

risposta a D2;

- l ’umore del momento ,

aumenta l’accessibilità in memoria delle informazioni congruenti ad esso,

o impatto diretto, ci si rifà all’umore del momento come indice diagnostico generale.

o

- Expertise dominio-specifica dell’individuo . L’esperto codifica le info di quel dominio in

strutture complesse, ricorda più info, emette un giudizio velocemente e con minor sforzo

cognitivo.

- contesto comunicativo della domanda

- natura, ampiezza e posizione del buffer ;

- numero di domande specifiche che precedono la domanda critica ;

- direzione del confronto tra eventi temporalmente distinti;

- modalità di somministrazione .

Esempi: assimilazione e contrasto tra domande generali e specifiche (effetto parte –intero) .

- Contrasto – atteggiamento verso l’aborto: le persone seguono le regole conversazionali

usuali e forniscono info non ridondanti. Quindi le regole “note” vengono escluse. In caso i

due oggetti siano simili o uguali, l’effetto si attenua. L’ordine di presentazione può variare

anche la “bontà” percepita di un’affermazione: l’affermazione presentata per prima può

servire da criterio di riferimento per valutare la bontà di quelle successive.

- Assimilazione. Variazione nell’atteggiamento verso l’integrazione razziale: il significato di

una D può variare in funzione del contesto storico o culturale, il quale definisce qual è il

sentimento comune verso un oggetto.

- Assimilazione. Domande difficili e interesse verso la politica: l’individuo, per rispondere,

utilizza le prime info pertinenti che trova in memoria: la qualità della risposta dipende da

quali info recupera più facilmente. Il rispondere bene alla domanda facile non attenua

l’effetto di assimilazione perché è percepita come “troppo" facile.

- Assimilazione del giudizio globale alla tendenza centrale dei giudizi specifici.

Variabili che possono “annullare” gli effetti di contrasto o di assimilazione:

- non-rilevanza delle informazioni attivate (giudizi di tipicità): l’informazione accessibile

deve essere logicamente connessa alla dimensione di giudizio sottostante alla valutazione da

esprimere.

- consapevolezza delle informazioni attivate (giudizio sui comportamenti ambigui): alcune

info sono ambigue, e i processi automatici producono assimilazione, quelli consci contrasto,

perché i soggetti escluderebbero di proposito l'info altamente accessibile rendendosi conto

che potrebbe viziare il giudizio.

- consapevolezza delle informazioni attivate (condizioni meteorologiche, umore e giudizi

globali sulla propria felicità): i soggetti si dichiararono più soddisfatti della propria vita nei

giorni di sole (assimilazione), etc..

- grado di expertise dei soggetti : la correlazione sui giudizi se è alta solo per i soggetti

inesperti, i quali esprimono la valutazione globale utilizzando le info più accessibili. I

soggetti esperti, invece, discriminano le info salienti da quelle irrilevanti.

- c hiodo schiaccia chiodo . Il ruolo del “buffer”: non saper rispondere a domande di

conoscenza modifica negativamente l’auto-percezione dei soggetti. Se tra le due domande è

frapposto un buffer (domande relative ad argomenti diversi), questo effetto viene annullato.

Tuttavia le info sul sé possono rimanere accessibili per lungo tempo, e poichè le persone

vogliono mantenere un’immagine positiva di sé, cercano di ripristinarla con diverse

strategie:

Ruminazione (ripensare al recente fallimento) → contenuti accessibili

o (autoimmagine negativa) → Contrasto → Ho fallito → Sono incompetente

Rimozione (evitare di pensare al recente fallimento) → contenuti remoti

o (autoimmagine negativa) → Assimilazione → Non ho fallito → Sono competente

- complessità delle variabili sottostanti agli effetti del buffer : il buffer avrà questo o

quell’effetto se consideriamo sia quali informazioni sono accessibili e in quale fase del

processo di risposta, sia come le informazioni vengono interpretate e utilizzate nel contesto

specifico in cui sono attivate.

- contesto comunicativo delle domande . L’interpretazione del significato delle domande

dipende dal contesto comunicativo, che può indurre un effetto di priming sul giudizio

generale.

- quando aumenta il numero di domande specifiche : quando il soggetto risponde a più

domande su argomenti tra loro connessi, aumenta il numero di info rilevanti ed accessibili

che può considerare se deve esprimere un giudizio; è probabile che diminuisca l’impatto su

g delle singole info

Altre variabili sugli effetti di assimilazione e di contrasto. Effetti di interazione di più

variabili contestuali:

- ampiezza della categoria di giudizio . Il giudizio sui politici è più negativo per i “politici in

generale”. La categoria g comprende sia politici degni sia indegni, per cui le info attive sono

incluse (assimilaz)

- distanza temporale, valenza e categorizzazione delle informazioni accessibili : la direzione

dell’influenza varia a seconda che la persona percepisca l’informazione come rilevante per il

presente (assimilazione) o che la categorizzi come pertinente per una fase differente della

vita, (standard di confronto → contrasto).

- effetto degli eventi temporanei sull’umore e giudizi specifici globali (Schwarz 1987): quando

gli individui valutano gli aspetti del sé possono farlo in base al loro stato d’animo del

momento o in base a processi di confronto.

- salienza dell’umore e vividezza delle informazioni in competizione : quando l’individuo deve

emettere velocemente un giudizio, è ipotizzabile che usi la scorciatoia dell’umore se esso è

estremo e saliente e che usi altre info disponibili se non è predominante, utilizzando processi

di confronto.

- atteggiamento dell’intervistato e altre variabili rilevanti : gli effetti d’ordine riguardano

prevalentemente soggetti che hanno una certa posizione riguardo l’oggetto esaminato.

- accesso e rivalutazione delle informazioni attivate per rispondere a domande specifiche

interconnesse: Un effetto d’ordine relativo alle domande specifiche è stato riscontrato

quando i soggetti riportano di essere stati vittime di qualche crimine. Rispondere prima a

domande di atteggiamento verso il crimine fa aumentare la frequenza con cui i soggetti

riportano di essere stati vittime di crimini (effetto di priming).

EFFETTI D’ORDINE ASSOCIATI ALLE CATEGORIE DI RISPOSTA:

in alcuni casi, la scelta di una specifica categoria di risposta dipende dalla sua posizione piuttosto

che dal suo contenuto o significato. Le categorie di risposta inducono effetti di primacy quando

viene scelta la prima categoria, di recency quando viene scelta l’ultima. Questo effetto risente di:

- modalità di somministrazione (uditiva: risposta elaborata basandosi sulla memoria; visiva: il

soggetto dispone di tutte le info; mista),

- numero di categorie previste dalla domanda (mai troppo alto per le interviste telefoniche),

- tipo di compito richiesto al soggetto

- natura delle alternative (categorie ordinali, nominali, alternative vaghe, alternative

univoche).

Gli effetti d’ordine possono essere spiegati chiamando in causa:

- Memoria : il richiamo alla mente di materiale verbale, appreso con modalità visiva, dipende

sia dalla sua posizione seriale nella lista, sia dal tempo trascorso tra l’apprendimento delle

informazioni e il loro recupero in memoria; il materiale presentato per primo ha più

probabilità di entrare nella Mlt non dovendo competere con altri item per lo spazio limitato

della Mbt. Se il materiale viene letto e la scelta di risposta viene presentata subito dopo si

ottiene, viceversa, un effetto recency. In caso passi del tempo tra la lettura e la presentazione

della scelta, si verifica un effetto primacy;

- Livello di elaborazione cognitiva : nella modalità visiva, le categorie di una lista presentate

per prime sono quelle che vengono elaborate più approfonditamente a livello cognitivo,

quelle che costituiscono uno standard di confronto nell’interpretazione delle categorie

successive (effetto primacy); nella modalità uditiva, i primi item hanno poche probabilità di

essere elaborati a fondo, sia a causa della velocità, sia delle limitate capacità di tenerli a

mente (recency);

- Contesto : La probabilità che una certa categoria di risposta venga scelta dipende anche dal

significato e dalla natura delle precedenti domande e alternative di risposta;

- Contenuto delle categorie : il soggetto sceglie una categoria in funzione del grado di

coerenza con le proprie opinioni, credenze.

Altri effetti delle categorie di risposta: effetti distorcenti indotti da:

- gamma dei valori come indice della distribuzione normale della frequenza di un oggetto : i

“valori” delle categorie di risposta sono info contestuali; il soggetto può ipotizzare che la

gamma di valori rifletta le conoscenze del ricercatore circa la distribuzione del

comportamento in oggetto e usare tali info per inferire qual è il comportamento più

“normale” e cercare di collocarsi in sua prossimità.

- s cale di frequenza bassa e alta, e giudizi assoluti vs. proporzionali : le categorie di risposta

fungono da parametro, distorcendo i giudizi.

- v alori di frequenza della scala e interpretazione delle domande ambigue : se la domanda è

ambigua e il soggetto non vuole chiedere chiarimenti, le opzioni di risposta sono usate a

chiarificazione.

- significato della scala di giudizio in funzione dei suoi valori numerici : anche i valori

numerici di una scala possono distorcere la distribuzione delle risposte in quanto

costituiscono info utilizzabili per decifrare il “reale significato” di una domanda.

- i mpatto del contesto sull’interpretazione dei quantificatori vaghi denotanti grandezze : la

scala su cui l’intervistato valuta l’oggetto della domanda comprende spesso categorie di

risposta verbali denominate quantificatori vaghi, che non hanno referenti empirici precisi e

che spiegano come il significato della categoria possa variare a seconda del contesto in cui

appare e da individuo a individuo. La stima numerica associata a Q varia in funzione della

frequenza attesa (alta, media, bassa) dell’evento.

- c ontesto e interpretazione delle espressioni probabilistiche : le espressioni probabilistiche

designano un ampia gamma di probabilità, per cui il loro uso nelle categorie di risposta

risulta problematico. Il significato può variare a seconda della gravità dell’evento.

- giudizi di frequenze relativi vs. assoluti : l’associazione tra le variabili sociodemografiche del

soggetto e la frequenza di certi oggetti varia a seconda del tipo di giudiziorichiesto.

- significato dei giudizi di frequenza relativa : le categorie di domande convogliano info che

influiscono su come l’intervistato interpreta la domanda e su come decide di rispondere.

SINTESI: tra le principali forme di distorsione vi sono:

il grado di chiarezza e salienza della domanda; l’impatto delle inferenze basate sulle

 categorie di risposta è tanto maggiore quanto il compito è ambiguo, e/o poco saliente,

facendo in modo che il soggetto cerchio info utili nel contesto;

l’ampiezza della gamma di valori(scala uni o bipolare)

 il tipo di scala usata(assoluta, proporzionale o relativa)

 la modalità di presentazione della scala(verticale o orizzontale)

 l’immediato contesto che precede la domanda

 la modalità di somministrazione: la distorsione di risposta è maggiore nei q.

 eterosomministrati, a causa di una minor elaborazione cognitiva e di una maggior salienza

delle norme di desiderabilità sociale

il più ampio contesto di risposta, la mancanza di privacy può rendere più salienti le norme di

 desiderabilità sociale

il grado in cui l’oggetto indagato è associato a unaquantità sufficiente di informazioni, le

 risposte sono più accurate se l’oggetto è ben rappresentato in memoria (infrequente ma

saliente)

il grado in cui l’oggetto da giudicare è associato aprecise norme sociali, come i

 comportamenti sessuali

la frequenza dell’evento indagato,

 il grado in cui l’intervistato possiedeinformazioni certe, indipendenti

 il grado in cui l’intervistato èmotivato a fornire risposte accurate e veritiere.

Cap 6. - L’INTERVISTATORE E LA RACCOLTA DEI DATI


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

29

PESO

269.74 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline della ricerca psicologico-sociale (corso in teledidattica - consorzio Nettuno)
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ruggero_1973 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche dell'intervista e del questionario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Zammuner Vanda Lucia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in discipline della ricerca psicologico-sociale (corso in teledidattica - consorzio nettuno)

Riassunto esame Comunicazione e persuasione, prof. Arcuri, libro consigliato La trasmissione dei pensieri
Appunto
Riassunto esame Psicologia dello Sviluppo, prof. Vianello, libro consigliato Vianello
Appunto
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof. Castelli, libro consigliato Psicologia Sociale Cognitiva, Castelli
Appunto
Riassunto esame Psicologia, prof. Maeran, libro consigliato Comportamento Organizzativo, Tosi, Pilati
Appunto