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Cap. 1 - Questionari, interviste e disegno complessivo di ricerca

I più comuni tipi di ricerca, in cui si usa un questionario o un’intervista strutturata sono:

  • Il sondaggio
  • L'inchiesta (survey, opinion poll)
  • L'indagine (campionaria, statistica, di mercato, d’opinione, sociale)
  • La ricerca (descrittiva, sperimentale, longitudinale, campionaria, sociale, statistica, di mercato, valutativa)

Le ricerche variano in base a:

  • Scopi della ricerca
  • Tipo di popolazione considerata e metodo di campionamento
  • Tipo di oggetti
  • Grado di generalità
  • Grado di standardizzazione

Scopo: esaminare le proprietà di un qualche specifico evento o fenomeno, ponendo delle domande; le risposte costituiscono i dati poi analizzati dal ricercatore per descrivere i fenomeni e trarre conclusioni.

  • Codifica delle risposte, trasformano dati verbali in dati numerici, danno alla risposta un valore numerico.
  • Gli oggetti delle domande classificabili in dati soggettivi e oggettivi:
    • Oggettivi: oggettivamente definibili e osservabili anche da un altro individuo
    • Soggettivi: conoscibili solo dall’individuo con un processo di introspezione: opinioni, valutazioni

Tipi di oggetto indagati nelle domande:

  • Atteggiamenti, valori, scopi, preferenze; es. se sono favorevole o sfavorevole a qualcosa
  • Credenze (beliefs), opinioni, percezioni, aspettative, giudizi, pregiudizi, stereotipi
  • Intenzioni comportamentali, come mi comporterei verso un determinato oggetto
  • Emozioni, stati d’animo, umori
  • Conoscenze di fatti ed eventi non personali (knowledge questions)
  • Comportamenti messi in atto
  • Caratteristiche sociodemografiche

Salienza o importanza soggettiva dell’oggetto della domanda:

  • Alta: può dipendere dal periodo o dal contesto (es. la propria salute, la ricchezza, ecc.)
  • Intermedia: es. grado di equità sociale nella propria nazione
  • Bassa: es. le decisioni del governo in politica estera

Grado di intrusività della domanda:

  • Alto: oggetti ritenuti personali e delicati. Es. reddito o comportamento sessuale
  • Intermedio: es. per un individuo sano, il proprio stato di salute
  • Basso: temi su cui è possibile conversare

Dimensione temporale a cui si riferisce la domanda: passato, presente, futuro.

Un oggetto, per produrre dati validi, deve avere alto grado di salienza, basso di intrusività e riferirsi al presente (in modo da evitare bias dovuti ai processi di memoria).

Le variabili esaminate in una ricerca: le variazioni di una variabile vengono classificate entro categorie, costituite da etichette verbali, numeri e valori, mutualmente escludentisi ed esaustive.

  • Variabile continua: assume qualsiasi valore di una serie numerica compresa tra due punteggi
  • Variabile discreta: assume solo alcuni valori compresi tra due punteggi definiti (es. genere sessuale)

Scale di misura delle variabili:

  • Scala nominale: meno precisa, individua le variazioni ma non misura specifiche qualità o attributi di una variabile; i valori designano le classi e le differenze tra categorie, ma non hanno significato.
  • Scala ordinale: possiamo ordinare le variazioni lungo una singola dimensione; i valori attribuiti permettono di classificare gerarchicamente gli oggetti, tuttavia:
    • Se due soggetti hanno lo stesso valore sappiamo che hanno la stessa quantità di attributo (ma non sappiamo in che misura ciascun soggetto possiede l’attributo);
    • Inoltre non conosciamo la distanza tra X e Y, e non sappiamo se sia uguale a quella tra Y e Z.
  • Scala ad intervallo: le variabili sono ordinabili lungo un continuum, e possono essere misurate con scale a intervallo, con n intervalli (3<n<7). Non esiste uno zero assoluto, ma arbitrario. Le differenze tra i valori della scala corrispondono a differenze di uguale entità tra gli attributi (uguaglianza degli intervalli). Operazioni di somma e sottrazione.
  • Scala a rapporto: livello di misurazione più preciso e rigoroso. La scala possiede uno zero assoluto: è possibile non possedere l’attributo. Possibili anche le operazioni di moltiplicazione e divisione.

Variabile dipendente: assume valori diversi in funzione delle variazioni di un’altra variabile (indipendente).

Campionamento

Quando le variabili esaminate non si distribuiscono casualmente nella popolazione, è essenziale un metodo di campionamento adeguato per garantire la qualità dei dati raccolti:

  • Un campione adeguato è un campione probabilistico o casuale, che è un modello della popolazione.
  • Un campione relativamente piccolo, se definito adeguatamente, permette di fare inferenze valide sull’intera popolazione target, alla quale si intendono generalizzare i dati raccolti in una ricerca.
  • Le inferenze fatte possono però essere generalizzate alla sola popolazione da cui il campione è tratto.
  • Importante è il fatto che il campione sia probabilistico, cioè che tutti i membri della popolazione abbiano un’uguale probabilità di venir prescelti e che sia rappresentativo.

Per poter effettuare il campionamento, è necessario definire la popolazione e i criteri di inclusione:

  • Campioni probabilistici dovrebbero venire estratti da un elenco completo dei membri di una popolazione d’interesse (lista di campionamento o sampling frame).
  • Per valutare l’adeguatezza del campionamento, è necessario conoscere le caratteristiche della lista di campionamento usata e il metodo specifico con cui il campione è stato formato.
  • Campioni non probabilistici: ottengono un campione di comodo, quindi dati non generalizzabili.

Tasso di risposta totale: proporzione di soggetti del campione, per cui è stato possibile ottenere i dati.

Tasso di non risposta totale: le non-risposte tendono a non distribuirsi casualmente nella popolazione, con distorsioni importanti nel campione. Nelle inchieste campionarie, il tasso necessario è > 75%.

Fattori di distorsione nella qualità dei dati:

  • Cattiva qualità strumento misurazione
  • Contesto situazionale inadeguato
  • Processi psicologici
  • Insufficiente professionalità degli intervistatori
  • Alto tasso di non-risposta totale
  • Inadeguatezza codifica e dell’analisi dei dati raccolti

Cap. 2 - Principali elementi di una ricerca e loro rapporti

Gli “attori” di una ricerca:

  • Committente: chi decide di effettuare una ricerca per perseguire certi scopi.
  • Ricercatore: chi traduce queste intenzioni in un piano di ricerca.
  • Esecutori: chi esegue concretamente la ricerca.

Talvolta questi tre ruoli sono assunti dalla stessa persona. La qualità della ricerca è spesso indipendente dalle risorse finanziarie. L’identità del committente è mantenuta segreta nel caso in cui alteri le risposte dei soggetti.

Il disegno complessivo della ricerca: è funzionale alle caratteristiche sociali, demografiche e psicologiche dei soggetti e al tipo di informazioni che desideriamo ottenere.

Modello lineare delle principali fasi del disegno di una survey (Schuman e Kalton):

  1. Definizione degli scopi
  2. Determinazione delle domande da sottoporre e scelta del campione, in base alla popolazione
  3. Raccolta dei dati, in base alle domande e al campione
  4. Tabulazione, pulitura e codifica dei dati
  5. Interpretazione dei dati
  6. Analisi e presentazione finale

Le decisioni relative ad una fase della ricerca influenzano tutte le fasi e dovrebbero essere tra loro connesse.

Risorse e vincoli nel disegno di ricerca:

  • Vincoli finanziari
  • Vincoli temporali: pongono limiti circa il tempo disponibile per le fasi preliminari.
  • Vincoli sul campione o i soggetti esaminati: le caratteristiche dei soggetti determinano sia la modalità di raccolta dei dati sia le caratteristiche dello strumento.
  • Vincoli sulle domande e sulle categorie di risposta: possono esistere già strumenti costruiti adattabili agli scopi della ricerca, oppure si possono ricavare dalla letteratura. Il ricercatore deve poi prendere decisioni circa le variabili sulle domande (quante, in quale ordine, quale formato, ecc.)
  • Vincoli e risorse inerenti all’analisi dei dati: complessità e costi dell’analisi dei dati e di che tipo
  • Vincoli inerenti ai principali disegni di ricerca: è l’insieme delle decisioni prese che farà sì che la ricerca sia esplorativa, descrittiva, sperimentale e che sia definibile buona o cattiva.

Misure ripetute nel tempo e misure “uniche”:

  • Un fattore importante è se la ricerca debba prevedere un’unica misurazione nel tempo per ogni soggetto, oppure più misurazioni nel tempo sugli stessi soggetti (disegno longitudinale: il panel survey è utilizzato per vedere se i valori di certe variabili indipendenti, misurate nel momento 0, permettono di prevedere i valori di un’altra variabile, considerata indipendente, nel momento 1).
  • Le misurazioni ripetute nel tempo sono chiamate wave, le misurazioni successive alla prima sono dette follow-up interview.
  • Il disegno longitudinale ha vincoli specifici: il campione dovrà essere disponibile e reperibile anche per la seconda e terza misurazione.
  • I panel survey sono di solito orientati al futuro o al passato, cioè retrospettivi (la prima misurazione avviene ora ma vengono raccolte anche misure inerenti il passato).

Vincoli delle misure ripetute: i dati raccolti nelle varie modalità devono essere confrontabili.

Il contesto: il contesto storico e politico si articola in vari tipi di contesti generali e di contesti situazionali immediati del presente (mutamenti sociali, politici, economici e individuali).

  • Le norme, i valori, le credenze e i comportamenti condivisi costituiscono dei contesti normativi di riferimento per i soggetti e possono influire sui risultati.
  • Il campione può avere norme, valori e comportamenti diversi da quelli che caratterizzano un altro campione della stessa nazione o regione.
  • Un altro aspetto del contesto immediato è il modo in cui la ricerca viene presentata al soggetto, che può indurre maggiore/minore cooperazione e influire sul grado di accuratezza delle risposte.

Le misure: sono strumenti utilizzati per raccogliere le informazioni su una o più variabili o argomenti, in base agli scopi della ricerca, sono i dati ottenuti in base a tali strumenti, costituiti dall’insieme di domande e risposte inerenti a una o più variabili, e possono essere utilizzate in modo complementare ad altre misure, quali l’osservazione diretta di certi fenomeni o l’analisi di dati esistenti.

Le domande: possono essere costituite da interrogative, asserzioni, vignette; possono riferirsi a oggetti fisici che vengono presentati contestualmente alla domanda e possono essere più o meno dirette ed esplicite per quanto riguarda l’oggetto misurato.

  • Domanda aperta: il soggetto risponde con le proprie parole.
  • Domanda chiusa: categorie o alternative di risposta.
  • Domanda a scelta multipla: il soggetto deve scegliere più di un’alternativa o deve scegliere una sola risposta tra più alternative.
  • Domande a risposta dicotomica: scelta tra due alternative.

Altre variabili da considerare nel costruire lo strumento di misura:

  • Numero e varietà dei temi: i questionari possono riguardare più temi o un solo argomento.
  • Area di indagine e definizione di domande appropriate per quell’area.
  • Numero di domande.
  • Oggetto delle domande e natura delle domande (grado di delicatezza, intrusività).
  • Scopi generali delle domande in rapporto agli scopi della ricerca.
  • Formato delle domande e delle categorie di risposta.
  • Necessità o meno di utilizzare buffer.
  • Grado di standardizzazione delle domande e delle categorie di risposta.

Le risposte dei soggetti:

  • Le misure comprendono le risposte date dai soggetti.
  • Qualità dei dati: le risposte dei soggetti possono essere più o meno attendibili.

Le modalità di raccolta dei dati

  1. Questionario auto-compilato: canale visivo, prima presentato in interazione faccia a faccia: l’intervistatore spiega cosa c’è da fare e rimane presente per bisogno (anche telematico).
  2. Intervista telefonica: canale uditivo, questionario eterocompilato (computer assisted telephone interview).
  3. Intervista faccia a faccia: compresenza (canale visivo e uditivo).

Una differenza importante è quindi la possibilità o meno di poter presentare materiali in forma visiva.

Il grado ottimale di strutturazione e standardizzazione è definibile in base agli scopi, ai vincoli, e alle risorse. Un’intervista è strutturata nella misura in cui è stato determinato a priori:

  • Quali sono gli argomenti e i temi specifici sui quali vertono le domande,
  • Qual è l’ordine in cui si pongono,
  • Qual è la formulazione precisa delle domande (quindi il fraseggio).

Intervista semistrutturata: uso di una scaletta, nei casi in cui è inopportuno o difficile definire a priori le specifiche domande da porre.

Intervista strutturata: l’intervistatore non ha nessun grado di libertà (ciò che varia è il modo di formulare la domanda).

Intervista strutturata e standardizzata: anche la specifica formulazione a livello linguistico è predefinita, quindi del tutto analoga al questionario salvo che la somministrazione è orale.

Esempi di modalità di somministrazione mista, in cui però una è sempre prevalente rispetto all’altra:

  • Intervista faccia a faccia e questionario autocompilato (per le domande molto personali)
  • Intervista telefonica e questionario postale (che viene spedito prima dell’intervista come aiuto tecnico)
  • Questionario postale e intervista telefonica (usata per contatto preliminare e convincimento)
  • Intervista faccia a faccia e intervista telefonica (per contatto e convincimento).

Altre modalità particolari:

  • Intervista cognitiva: faccia a faccia, individuale, in laboratorio, audioregistrata, allo scopo di individuare come viene compresa la domanda e quali processi cognitivi/affettivi vengono attivati.
  • Thinking aloud: analogo a intervista cognitiva, usato nelle ricerche sui processi di soluzione dei problemi, usati quindi nella fase di pretest di un questionario; il soggetto pensa ad alta voce mentre legge una domanda, risponde a tutte le domande, e spiega come è arrivato alla risposta.
    • Il limite è l’assunzione che l’individuo abbia notevoli capacità di introspezione e verbalizzazione.
  • Intervista in profondità: poco strutturata, domande aperte generali e si può approfondire con altre domande, per avere dati qualitativi sugli scopi della ricerca, gestita da intervistatore esperto.
  • Focus group: i soggetti in gruppo esprimono opinioni diverse rispetto a quelle che esprimerebbero in un’intervista individuale, potrebbero essere più disponibili, economica su costi e tempi.
  • Diario: poiché si assume che gli individui tendano a dimenticare facilmente i propri comportamenti/sensazioni, si chiede di annotarli su di un questionario strutturato, si usa quindi per validazione dei dati ottenuti con altri metodi, costruisce profili emozionali individuali.

La qualità dei dati: validità e fedeltà delle misure

Validità di uno strumento: grado in cui lo strumento misura ciò che si prefigge di misurare; una ricerca è valida se è ben fatta, priva di contraddizioni interne, se i suoi risultati sono generalizzabili oltre il contesto, se dà informazioni rilevanti, se permette di giungere a conclusioni attendibili e se i dati sono analizzati con metodi statistici appropriati.

Misure fedeli: rispecchiano i pensieri e i comportamenti degli intervistati, nonostante la presenza di fattori estranei e di disturbo.

Stabilità (fedeltà nel tempo di uno strumento): si misura con il metodo test-retest (lo stesso strumento viene somministrato in due distinte occasioni: se le risposte sono simili tra loro, lo strumento è fedele).

Coerenza interna se lo strumento prevede indicatori multipli di una stessa variabile, si misura:

  • Attraverso il metodo delle forme parallele (costruire due questionari equivalenti)
  • Metodo split half (suddividere il questionario in due parti somministrandone ciascuna allo stesso campione ma in due occasioni diverse).

Il processo di risposta alle domande

Le fasi del processo di risposta alle domande (interdipendenti):

  1. Comprendere la domanda: decifrare significato letterale e pragmatico (ipotesi sugli scopi del ricercatore)
  2. Richiamare alla memoria le informazioni per formulare la risposta e formularla mentalmente
  3. Editing: valutazione dell’appropriatezza della risposta
  4. Tradurre la risposta in termini linguistici: il soggetto decide se comunicare la risposta o meno. Se decide di sì, deve adattarla al tipo di risposta che gli viene richiesta.

I soggetti regolano i propri contributi e interpretano quelli altrui in base al principio di cooperazione che governa la condotta della conversazione nella vita quotidiana. Secondo tale principio vi sono norme a cui attenersi durante una conversazione, quindi dare contributi rilevanti, informativi, chiari e veridici, per cui:

  • Le risposte possono presentare distorsioni perché gli intervistati si attengono alle norme conversazionali, interpretando la formulazione delle domande e il setting (però l’interpretazione dell’intervistato può essere diversa da quella voluta dal ricercatore) quindi per ottenere risposte accurate e complete, è necessario capire il ruolo dei processi cognitivi, motivazionali e sociali che vengono attivati, e tenere conto dei fattori situazionali ed interattivi.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ruggero_1973 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche dell'intervista e del questionario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zammuner Vanda Lucia.
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