Che materia stai cercando?

Riassunto esame Tecniche di Intervento, prof. Taurino, libro consigliato Infant Research e Trattamento degli Adulti, Beebe, Lachmann

Riassunto per l'esame di Tecniche di Intervento in Psicologia Clinica dello Sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Infant Research e Trattamento degli Adulti di Beebe e Lachmann. Il riassunto tratta i seguenti argomenti: modello sistemico-diadico, autoregolazione, regolazione interattiva, coordinazione bidirezionale, principi di salienza, casi di Burton,... Vedi di più

Esame di Tecniche di intervento in psicologia clinica dello sviluppo docente Prof. A. Taurino

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

comportamento del bambino. Anche in questo esperimento emerge l’aspettativa del bambino che il

Prove dell’esistenza di un’organizzazione presimbolica delle interazioni sociali nel primo anno

- partner risponda in modo contingente. Tronick ha osservato gli effetti dell’esperimento del volto

Nell’infant research, le ricerche sperimentali sulla percezione e gli studi naturalistici sull’interazione immobile che persistono alcuni minuti dopo che ma ladre ha ripreso a giocare normalmente: il bambino

sociale sono rimasti separati. Tuttavia l’ipotesi che le capacità percettive osservate in laboratorio siano diventa scontroso e evita di guardarla. A 6 mesi lo stile di risposta del bambino alla situazione del volto

utilizzate anche nell’interazione sociale spontanea è un’eccellente ipotesi per 2 motivi. In primo luogo, immobile si stabilizza e consente di prevedere il suo stile di attaccamento a 1 anno. Se il bambino cerca

gli stimoli sociali sono ben più numerosi e salienti e consentono di generare un feedback più concreto e di ottenere una risposta materna con comportamenti positivi, sorridendo e emettendo vocalizzi,

significativo rispetto alle variabili manipolate in laboratorio. Probabilmente gli stimoli sociali probabilmente a 1 anno mostrerà un attaccamento sicuro. L’assenza di comportamenti positivi può

richiedono l’uso delle capacità percettive più avanzate del bambino. Brazelton. Tronick e coll. nelle invece far prevedere un attaccamento ansioso. Quindi il grado di tensione associato alla situazione del

loro ricerche sull’interazione faccia a faccia hanno sottolineato questo aspetto. In secondo luogo, oggi volto immobile è un indice della storia relazionale del bambino e consente di valutare il suo modello

esistono molte prove sperimentali e non a sostegno dell’ipotesi secondo cui le capacità percettive operativo cioè la rappresentazione delle sue aspettative su come potrà attirare l’attenzione della madre.

osservate in laboratorio sono presenti anche nelle situazioni sociali spontanee. Tra le prove a sostegno di Infine, numerosi casi clinici di bambini e adulti documentano effetti duraturi di eventi accaduti nel

questa ipotesi citiamo: primo anno. Per esempio, Casement riporta il caso di un paziente adulto che era angosciato per una

1. I modelli comportamentali organizzati che si ripetono da un’osservazione all’altra in diverse grave ustione subita a 11 mesi, tale episodio traumatico divenne il tema principale dell’analisi. Questi

osservazioni simultanee a casa e in laboratorio, dati dimostrano che la mente si organizza già nel primo anno di vira. Definiamo “organizzazione” un

2. Il comportamento dei bambini con madri depresse, che ricorrono al modello di interazione insieme di modelli relativamente stabili che consentono di classificare le informazioni. Tali modelli si

deviata usato con la madre anche nelle interazioni con estranei adulti non depressi, formano in seguito a un processo di costruzione e ricostruzione delle informazioni in entrata. Il fatto che

3. Il tracciato EEG dei bambini con madri depresse, che è diverso rispetto agli altri bambini, a 6 mesi esista un notevole grado di stabilità nel comportamento interattivo testimonia l’esistenza di un

4. L’esperimento del “volto immobile” di Tronick e coll. in cui la madre mostra un volto processo organizzativo precoce che rende stabili e tipiche le modalità di interazione del bambino.

inespressivo davanti al bambino che invece si aspetta un partner normalmente responsivo. In Tuttavia dopo il primo anno tali modelli si possono trasformare e riorganizzare più volte.

quel caso il bambino può ricordare l’esperienza del volto immobile e fronteggiarla con diversi

stili di coping, dai quali è possibile prevedere il grado di sicurezza del suo attaccamento, L’importanza della rappresentazione presimbolica in psicoanalisi

5. Diverse ricerche longitudinali le quali dimostrano che: La psicoanalisi ha considerato la rappresentazione presimbolica una sorta di “premessa” alla

A 1 e 2 anni il bambino è in grado di ricordare un evento insolito accaduto quando aveva 6 mesi

- rappresentazione simbolica. All’inizio era ritenuta importante come origine del processo primario

Dai modelli di interazione dei bambini a 6 mesi è possibile prevedere le abilità cognitive e

- contrapposto al processo secondario. Più recentemente, è stata vista come la fonte di processi autistici e

sociali a 1 e 2 anni simbiotici o di distorsioni prototassiche (stati di immenso desiderio o di angoscia) difficilmente

Esistono casi clinici di adulti e bambini in cui eventi del primo anno di vita organizzano

- traducibili in rappresentazioni simboliche e verbali. Queste posizioni considerano la rappresentazione

esperienze simboliche o sensazioni corporee successive. presimbolica una sorta di premessa all’Io e alla modalità di elaborazione simbolico-verbale. Questo

modo di pensare è ormai superato: le capacità precoci indicano che già dalla nascita il bambino possiede

Stern e Zelner hanno raccolto prove dell’esistenza di modelli organizzati di comportamento che si un eccezionale livello di organizzazione. Queste capacità precoci ci presentano il primo anno di vita

ripetono nel tempo, filmando 6 coppie madre-bambino per 12 volte in un mese. Field e coll hanno come un periodo caratterizzato da un’organizzazione e un’importanza intrinseche e non come una

osservato che i bambini con madri depresse a 6 mesi hanno un atteggiamento depresso anche con donne semplice premessa. In tal senso il principio fondamentale della persona non è il caotico Es ma una

adulte non depresse che interagiscono in modo ottimale con loro. Una possibile interpretazione di questi capacità di autorganizzazione che si evolve continuamente all’interno del campo interattivo. Anche se in

risultati è che il modello deviato utilizzato con la madre depressa, costituito da proteste e disimpegni forme diverse questa capacità continua a operare per tutta la vita e si manifesta anche in ambito clinico

diventa tanto organizzato da indurre il bambino ad aspettarsi interazioni simili anche con estranei. attraverso ricordi inconsci, agiti o modelli di interazione non verbale.

Dawson ha osservato che a 10 mesi l’organizzazione del cervello del bambino riflette la depressione

materna. Ciò concorda con i dati secondo cui il lobo frontale sinistro è specializzato negli affetti positivi CAPITOLO 5: MODELLI PRECOCI DI REGOLAZIONE INTERATTIVA E ORIGINI

e il lobo frontale destro è specializzato negli affetti negativi. Secondo Dawson un evento che attiva un PRESIMBOLICHE DELLE RAPPRESENTAZIONI DEL Sè E DELL'OGGETTO

affetto positivo in bambini normali, per esempio la madre che gioca a cucù può attivare un affetto

negativo nei bambini con madri depresse. Quindi già a 10 mesi la responsività emotiva dei bambini con Un'area importante dell'infant research è la “microanalisi” filmata delle sequenze comportamentali nel

madri depresse è organizzata in modo diverso rispetto a quello di bambini normali. Nell’esperimento del gioco faccia a faccia tra madre e bambino. Già a partire dai 3-4 mesi le capacità interattive del bambino

“volto immobile” si Tronick dopo due minuti di gioco spontaneo venne detto alle madri di guardare per aumentano e si manifestano in pieno nel gioco faccia a faccia con la mamma, in cui gli scopi sono il

due minuti il bambino senza cambiare espressione e senza parlare. I bambini sorridevamo ed divertimento e l'attenzione reciproci. Inoltre, l'entità delle interazioni faccia a faccia nei primi 6 mesi

emettevano vocalizzi per richiamare l’attenzione della madre e si mostravano sorpresi per la sua può predire lo sviluppo cognitivo e sociale a 1 anno. L'interazione faccia a faccia si basa sul sistema

mancata risposta, alternando a ripetuti tentativi di sollecitare la sua risposta brevi momenti di visivo, che raggiunge il livello di maturazione adulta già a 3 mesi dalla nascita. Come afferma Stern, la

disimpegno visivo. Murray ha osservato uno schema simile nell’esperimento della “violazione del madre ha un sguardo fisso sul bambino durante le interazioni, è invece il bambino stesso che decide

rapporto di contingenza” in cui veniva mostrato al bambino un filmato in cui la madre interagiva con lui quando interrompere e riprendere l'interazione con lei, regolando così il contatto sociale. L'interazione

alcuni minuti rima, così che le risposte della madre nel filmato non corrispondevano all’effettivo madre-bambino a 3-4 mesi dalla nascita è stata filmata in una stanza vuota in cui la mamma era seduta

23 24

di fronte al bambino ed era lasciata libera di giocare con lui. Le riprese sono state fatte attraverso che dipende dal processo di autoregolazione. Il grado di prevedibilità del comportamento individuale è

videocamere poste nelle pareti in modo non invasivo. In particolare, due videocamere riprendono in definito nella terminologia dell'analisi delle serie temporali autocorrelazione. Allo stesso tempo, nel

primo piano i due partner, producendo un filmato a schermo diviso dell'interazione. processo interattivo va considerato il grado in cui una persona viene influenzata dal comportamento del

partner (regolazione interattiva). L'analisi statistica delle serie temporali ci permette di valutare la

Integrazione fra autoregolazione e regolazione interattiva nel filmato del piccolo Elliot bidirezionalità di tale regolazione, cogliendone la causalità (cioè ci fa capire bene chi influenza chi),

Quando si analizzano le interazioni madre-bambino col metodo a schermo diviso, si pone attenzione su cosa che, invece, non è possibile comprendere usando i tradizionali metodi statistici, che ci consentono

come essi interagiscono e si influenzano reciprocamente (regolazione interattiva) e su come regolano il di cogliere solo delle correlazioni nella variazione delle sequenze comportamentali dei partner.

rispettivo stato di attenzione e attivazione (autoregolazione). È bene considerare questi due elementi in L'analisi delle serie temporali consente di determinare, in primis, il grado di autocorrelazione, il quale

un'ottica sistemica, in cui essi si influenzano a vicenda. viene tenuto sotto controllo per poter valutare se esso influenza o meno le regolazioni bidirezionali.

Il caso analizzato è quello di Elliot, un bambino di 5 settimane, filmato in interazione con 3 partner Grazie a tecniche di regressione multipla, si valuta se sopra e sotto il livello di autocorrelazione della

diversi. madre sia possibile prevedere altre variazioni nel suo comportamento sulla base del comportamento del

• bambino (correlazione incrociata). Dopo si fa la stessa cosa sul bambino. Si definisce “regolazione” o

Con la madre è una donna titubante e inespressiva, un po' depressa, che non parla e si limita a “contingenza interattiva” il grado di prevedibilità del comportamento di ciascun partner in base a quello

dondolare velocemente il piccolo. Elliot si agita e non cerca il contatto visivo. È normale che un dell'altro. L'analisi delle serie temporali permette di valutare separatamente il grado di prevedibilità del

bambino così piccolo non abbia ancora imparato ad autoregolarsi, sta, quindi, alla madre attirare comportamento del bambino in base a quello della madre e, viceversa, il grado di prevedibilità del

la sua attenzione. Inizialmente non ci riesce ma alla fine la donna prova a cantare “Buon comportamento della madre in base a quello del piccolo. Per attuare tale analisi bisogna registrare i

compleanno” e riesce così nel suo intento, infatti il piccolo si mostra più vigile e ricerca il comportamenti in sequenza in tempo reale, in due sequenze parallele (una per la madre e una per il

contatto visivo. Tuttavia, la madre sembra non conoscere altre strategie per attirare l'interesse bambino), catturando movimenti molto rapidi della testa, degli occhi e della bocca.

del bambino, quindi gli ripropone la stessa canzone, alla quale Elliot stavolta si mostra meno

interessato.

• Il rispecchiamento facciale

Con una dottoranda addestrata a giocare con i bambini la donna mostra un grande sorriso di Tale concetto è ricorrente in psicoanalisi, in cui viene considerato un processo unidirezionale di

fronte al piccolo, che invece ha un aspetto serio e corrucciato, quindi non c'è un rispecchiamento influenza da parte del bambino verso la madre, che funge da specchio. Per studiare il rispecchiamento

delle sue emozioni ed Elliot non mostra interesse. A questo punto la dottoranda lo prende in facciale, Beebe e Gerstman hanno costruito una scala di valutazione dell'intensità del coinvolgimento

braccio e lo dondola ritmicamente, poi lo pone in posizione eretta, al fine di agevolarne nell'interazione visiva madre-bambino. Osservando il modo in cui i bambini si comportano

l'autoregolazione, incoraggiando così un breve contatto visivo. Tuttavia, presto il bambino perde nell'interazione, essi hanno elaborato una scala di coinvolgimento infantile che descrive i modi in cui il

interesse e comincia a piangere.

• bimbo regola il proprio orientamento verso la madre, l'attenzione e le variazioni nel volto. Questa scala

Beebe rirpoduce vocalmente lo stesso ritmo del pianto di Elliot, poi dopo un po' rallenta il si basa sul fatto che gli affetti sono sfumati, cioè possono essere espressi in diverse gradazioni e

ritmo e abbassa il tono della voce. Si osserva che il bambino si calma con lei. In un primo intensità. In particolare, la scala riferita al bambino misura l'orientamento, lo sguardo e l'espressione

momento sembra quasi ipnotizzato, poi mostra una maggiore attenzione e la guarda facciale del bimbo verso il partner. Nel punto centrale della scala (50) il bambino è orientato verso la

attentamente, tuttavia dopo un po' la sua attenzione cala e il piccolo comincia ad assopirsi. madre e la guarda con espressione neutra. Nella parte superiore il coinvolgimento del piccolo aumenta

Beebe prova a stimolarlo, sfoggiando un volto espressivo, mantenendo però un tono di voce (il piccolo apre e allarga la bocca, a volte spingendo la testa verso la madre e esprimendo vocalizzi

basso, in modo tale da non iperstimolare Elliot. Tuttavia, il piccolo non mostra interesse e a positivi). Al livello massimo della scala (90: sorriso a bocca aperta) il bambino allarga e apre la bocca al

questo punto Beebe accelera il ritmo della voce, della testa e delle espressioni facciali, massimo, si protende verso la madre e la guarda a lungo, mostrando di divertirsi molto. Sotto il livello

mantenendo basso il tono. Il risultato è positivo: Elliot riprende a guardarla, si mostra attento e centrale della scala, troviamo una sostituzione dell'espressione neutra con un'espressione definibile

fa piccoli movimenti con la bocca. come “attenzione negativa” (40), intesa come insieme di smorfie, o di sguardi attenti e accigliati verso la

Ecco come le capacità interattive e di autoregolazione di Elliot cambiano a seconda del partner, madre; a livello inferiore (30) il bambino resta orientato verso la madre, ma abbassa lo sguardo; al

dimostrazione del fatto che il successo dell'interazione dipende dalle dinamiche che si sviluppano nella livello 20 viene interrotto anche l'orientamento faccia a faccia (il bambino allontana la testa e lo

diade. Il filmato di Elliot mostra quella che Stern chiama “trasformazione di stato”, il piccolo da essere sguardo) e infine al livello 10 si ha l'”inibizione della responsività”, cioè il piccolo abbassa la testa e

agitato e iperstimolato, diviene attento e disponibile al contatto. La capacità dei partner di modificare lo resta immobile, senza rispondere ai tentativi della madre di attirare la sua attenzione.

stato del bambino influisce molto sulla consapevolezza del piccolo di riuscire a mantenere uno stato di Studi hanno analizzato interazioni madre-bamb, di durata 5 minuti, a 4 mesi dalla nascita. Usando le

attivazione tollerabile e adeguato all'interazione. La regolazione del livello di attivazione e vigilanza è scale di coinvolgimento interattivo si è visto che le madri cambiavano livello di coinvolgimento ogni ¾

fondamentale per il bimbo nei primi 2 mesi, poi a 4 mesi passa in secondo piano. di secondo, mentre i figli ogni secondo e ¼. Tale studio ha anche dimostrato l'esistenza di un forte

processo di regolazione bidirezionale, e cioè che madre e bambino rispecchiano l'una i cambiamenti

L'analisi statistica delle regolazioni bidirezionali espressivi dell'altro.

Per valutare le regolazioni bidirezionali, ovvero il grado di influenza del comportamento di un partner Il rispecchiamento implica un'esatta corrispondenza?

nei confronti dell'altro, è utile fare uso dell'analisi delle serie temporali. Innanzitutto, nell'ambito Lo studio condotto non ha dimostrato una esatta corrispondenza tra espressioni dei membri della diade,

dell'interazione, si fa riferimento al grado in cui il soggetto è influenzato dal proprio comportamento, ma una corrispondenza nel loro andamento all'interno della scala. Stern definirebbe questo processo

25 26

“corrispondenza del gradiente”, mentre Werner direbbe che madre e bambino condividono la “qualità Coordinazione dei ritmi vocali e previsione delle capacità cognitive e dell'attaccamento del bambino

dinamico-vettoriale” del comportamento. Una ricerca condotta da Jaffe e co (2001) ha esaminato i ritmi vocali nelle interazioni di bambini di 4

mesi con la propria madre e con un'estranea, a casa e in laboratorio. Al raggiungimento dell'anno di vita,

è stato valutato l'attaccamento di questi bambini (con la Strange Situation) e le loro capacità cognitive

Rapidità del rispecchiamento facciale

Per Stern (1971) le espressioni di mamma e bambino variano in tempi ridottissimi, tuttavia tale ipotesi (con le scale Bayley). Le analisi delle serie temporali mostrano una coordinazione reciproca dei ritmi

non poteva essere verificata a causa della mancanza di metodi statistici adatti. Beebe e Cohn (1990) vocali nelle interazioni bambino-madre e bambino-estranea e che queste dinamiche sono predittive

dell'attaccamento e delle capacità cognitive del piccolo, valutate a 12 mesi. La struttura della turnazione

hanno registrato la velocità del rispecchiamento facciale, modificando di volta in volta l'intervallo di nella diade madre-bambino ed estranea-bambino risulta, inoltre, molto simile a quella tra adulti. Ciò può

campionamento. Hanno confrontato le interazioni con intervalli di campionamento di 1 secondo, ½, ¼, far pensare che la coordinazione temporale interpersonale sia una capacità innata dei bambini e che

1/6 e 1/12 di secondo. È emerso che con l'intervallo più piccolo è possibile osservare con più precisione

tutti i gli eventi che avvengono nella diade. Per misurare la rapidità di risposta di un partner verso l'altro, quindi preceda l'apprendimento effettivo del linguaggio. Dai risultati della ricerca di Jaffe emerge che

è stato studiato il livello di coordinazione di ogni diade, confrontando le rilevazioni degli intervalli di un alto grado di coordinazione bidirezionale tra madre e bambino corrisponde ad un attaccamento

campionamento di 1/12 e 1/6 di secondo. Dalla ricerca emerge che tre bambini su cinque risp in 1/3 di insicuro-disorganizzato a 1 anno, mentre un coordinamento medio predice un attaccamento sicuro.

secondo, uno risp in 5/6 di secondo e un altro in 1 secondo e ½. Quattro adulti su cinque risp in 1/6 di Questo perchè un grado alto di coordinazione può indicare uno stato di ipervigilanza, allarme, diffidenza

secondo e uno in 1 secondo e 1/3. o può essere inteso come una reazione ad una relazione poco funzionale. In effetti, Tobias ha osservato

che madri che avevano sperimentato in passato un attaccamento ansioso-insicuro presentavano una

maggiore coordinazione rispetto a madri che avevano sperimentato attaccamento sicuro. Infine, alti

Rispecchiamento come creazione di schemi visivi anticipatori

Si è visto, quindi, che gli scambi nella diade sono molto veloci, tuttavia essi non sono spiegabili livelli di coordinazione corrispondono a sistemi di interazioni molto strutturati e poco flessibili, quindi

attraverso un modello stimolo-risposta, infatti le ricerche hanno dimostrato che in molti casi prima che disfunzionali. Per quanto riguarda la relazione con l'estranea, dallo studio emerge che un alto livello di

un partner abbia completato il comportamento, l'altro comincia già a rispondere. Questa constatazione si coordinazione da parte della sola estranea predice un attaccamento ansioso-resistente, mentre un'alta

accorda col “Modello di comunicazione co-regolata” di Fogel, per il quale il comportamento di ogni correlazione da parte del solo bambino predice un attaccamento evitante. Per quanto riguarda le capacità

partner viene modificato dal simultaneo cambiamento nel comportamento dell'altro. Secondo il cognitive, invece, si evidenzia che, in particolare, un alto livello di coordinazione tra bambino ed

“Modello di elaborazione visiva anticipatoria” di Haith il bambino fin da piccolo riesce ad elaborare estranea nel contesto di laboratorio predice punteggi più alti alle scale Bayley.

l'informazione visiva anticipando le sequenze dei comportamenti attesi. Questo processo è stato spiegato

anche da Stern, che parla dell'esistenza di schemi visivi che permettono ad ogni partner di anticipare le Un modello di equilibrio tra autoregolazione e regolazione interattiva

azioni dell'altro in relazione alle proprie. Ciò si può spiegare concludendo che gli schemi che formano le Alla luce dei risultati ottenuti dallo studio di Jaffe, Beebe e co hanno ideato un modello di equilibrio tra

rappresentazioni presimboliche sono alla base delle rappresentazioni simboliche del Sé e dell'oggetto. autoregolazione e regolazione interattiva. Secondo tale modello, se queste due dimensioni si

mantengono ad un livello intermedio ci sarà una regolazione interattiva presente ma non vincolante e

un'autoregolazione mantenuta ma non eccessiva, così che ci siano livelli ottimali di affetto, attenzione e

Rispecchiamento facciale e rappresentazioni del Sé e dell'oggetto

Le interazioni di rispecchiamento facciale mostrano una correlazione positiva tra le espressioni della interazione e la possibilità per i membri della diade di muoversi tra autoregolazione e regolazione

madre e quelle del bambino, in modo che quest'ultimo possa crearsi l'aspettativa che i suoi affetti interattiva. Al contrario, una propensione all'autoregolazione da parte di uno dei partner può portare ad

vadano nella stessa direzione di quelli della madre. Queste esperienze di corrispondenza contribuiscono una scarsa sensibilità interattiva, quindi all'inibizione (ciò avviene ad es nei bambini con madri

alla formazione delle rappresentazioni presimboliche del Sé e dell'oggetto e fanno sentire il bambino depresse), d'altro canto una eccessiva preoccupazione per la regolazione interattiva può portare a una

riconosciuto nelle proprie emozioni e sintonizzato con genitore. iperattivazione, a spese dell'autoregolazione. Entrambi questi comportamenti sono predittivi di un

attaccamento insicuro, mentre un giusto equilibrio tra regolazione interattiva e autoregolazione può

garantire un attaccamento sicuro nella diade.

La corrispondenza degli schemi temporali: il timing interpersonale

Gli schemi temporali fanno riferimento a fattori come ritmo, velocità, pause e alternanza di turni e la

corrispondenza del timing interpersonale tra due persone evidenzia il grado in cui le due sequenze Timing interpersonale e rappresentazione presimbolica del bambino

comportamentali sono correlate. Il timing è, in genere, al di fuori del controllo volontario, ma è alla base Come attraverso il rispecchiamento è possibile accedere agli stati affettivi dell'altro, così la regolazione

di ogni comportamento motorio o vocale. La valutazione dei ritmi dell'altro consente di ricevere temporale permette di accedere ai tempi e ai vissuti dell'altro. Le ipotesi degli autori in merito ad essa

feedback continui sullo stato dell'altro e di attribuire significato ai propri ritmi. Studi condotti su diadi sono le seguenti:

di adulti dimostrano che quanto più essi adattano reciprocamente i ritmi del dialogo, tanto più la coordinazione temporale nell'interazione è una variabile che permette la rappresentazione

percepiscono piacere ed empatia tra di loro, indipendentemente dal contenuto del discorso. L'analisi del integrata di costrutti considerati sino ad ora separatamente;

timing è un sistema eccellente per studiare i bambini, in quanto essi nascono con la capacità di percepire la coordinazione temporale è presente nel bambino fin dalla prima infanzia e consente di

il tempo e stimare intervalli temporali anche molto brevi. Le ricerche dimostrano che la corrispondenza regolare la comunicazione sociale successiva;

tra i ritmi di comunicazione tra madre e bambino di 3-4 mesi è simile a quella riscontrata tra adulti. la coordinazione temporale nella comunicazione prelinguistica e cinesica determina la struttura

Esiste, quindi, una regolazione reciproca degli schemi temporali di madre e figlio. temporale del linguaggio;

27 28

• riporta la testa al centro, mantenendo gli occhi chiusi, poi la ruota dall'altro lato e riapre gli occhi. La

il modellamento e il grado di coordinazione temporale determinano un adattamento diadico che madre rimane seria, poi afferra le mani del bambino e comincia a farlo rimbalzare con vigore.

può ostacolare o facilitare la comunicazione e lo sviluppo.

Corrispondenza affettiva e temporale e implicazioni per l'organizzazione dell'esperienza del Commento

bambino Emerge un sistema semisincronizzato tra i partner, in cui prima ancora che l'uno abbia terminato un

La condivisione degli stati soggettivi movimento, l'altro ha già iniziato a rispondervi. Nonostante il fatto che l'interazione sia disturbata (i due

La coordinazione temporale e affettiva nella diade madre-bambino permette loro di comprendersi soggetti non riescono mai a guardarsi) sia la mamma che il bambino sono molto coinvolti l'uno nei

meglio e crea un certa somiglianza nelle loro percezioni, che permette loro di prevedere meglio l'uno le movimenti dell'altro. Emerge una difesa precoce del piccolo ad una eccessiva intrusione da parte della

risposte comportamentali dell'altro. Nella diade si possono individuare tre processi che mettono in madre. Nel bambino potrebbe formarsi un'esperienza simbolica del tipo “Quando ti avvicini a me sento

relazione gli stati emotivi dei partner: che lo fai minacciosamente ed io mi sento sovrastimolato e sommerso. Non riesco né ad avvicinarmi a

• il primo consiste nell'esprimere gli stati emotivi attraverso il comportamento; te e né a sottrarmi a te” , mentre nella madre l'esperienza verbale potrebbe essere“Mentre cerco di

• nella coppia c'è una tendenza a far corrispondere alcuni aspetti di questi comportamenti; stabilire un rapporto con te sento che ho bisogno della tua risposta, ma più ti mostro il mio desiderio di

• l'atto di corrispondere produce uno stato emotivo nel partner. coinvolgerti e più tu mi respingi. Mi sento ansiosa e rifiutata”.

Quest'ultimo aspetto è stato affermato anche negli studi di Ekman, in cui è stato dimostrato che Modelli avversivi regolati reciprocamente e implicazioni per l'organizzazione dell'esperienza infantile

assumere determinate espressioni facciali, attraverso la contrazione di specifici muscoli, produceva In un modello d'interazione del tipo “caccia e fuga” la relazione di responsività è rimasta intatta, tuttavia

livelli di attivazione fisiologica congruenti con le emozioni rappresentate da tali espressioni. Quindi, in è la qualità della relazione ad essere compromessa. Gli affetti, l'attenzione e l'attivazione del piccolo non

un rapporto di corrispondenza, lo stato fisiologico dell'emittente può suscitare il medesimo stato (o uno sono regolati in modo ottimale. In un rapporto normale il bambino si sente capace di produrre un effetto

stato simile) anche nel ricevente. Questa teoria è applicabile alla corrispondenza affettiva, temporale e di nell'ambiente, nel momento in cui vede che i propri comportamenti determinano effetti contingenti

espressioni facciali. Avviene una traslazione trasmodale di immagini o schemi temporali esterni ad nell'ambiente. Nel caso del modello caccia e fuga il bambino percepisce questa efficacia fino ad un certo

un'esperienza propriocettiva. Il bambino è capace di effettuare questa traslazione già dai primi mesi di punto, poiché comunque i propri comportamenti determinano quelli della madre, solo che le risposte

vita. Queste dinamiche permettono a madre e bambino di condividere degli stati soggettivi e di entrare date da quest'ultima non sono quelle che si dovrebbero dare. Per intenderci, quando il bambino distoglie

in empatia tra di loro. Nel bambino, l'aspettativa di essere corrisposto e di corrispondere alle emozioni lo sguardo si sottrae alla stimolazione materna, tuttavia la madre piuttosto che cessare la stimolazione, la

della madre sono un aspetto della rappresentazione presimbolica del Sé e dell'oggetto, le quali ripropone, determinando nel piccolo un'ulteriore attivazione fisiologica, così che quest'ultimo ha

comprendono sia il processo interattivo nella diade, sia l'esperienza propriocettiva associata. bisogno di allontanarsi ulteriormente per potersi calmare. In tal modo il bambino percepisce in sé il

potere di calmarsi da solo, piuttosto che ricevere aiuto dalla madre. A tal punto si può dire che anche

Modelli d'interazione deviata l'efficacia del bambino è compromessa, poiché esso produce effetti nel comportamento della madre, ma

A volte succede che le madri iperstimolino il bambino oppure non lo stimolino abbastanza. Il piccolo, sono effetti negativi, che lo agitano invece che calmarlo. Se questa interazione disturbata si stabilizza

dal canto suo, ha una serie di strategie che può utilizzare per difendersi da queste situazioni. Beebe e nel tempo, produrrà affetti negativi e l'aspettativa del bambino di una regolazione disfunzionale. Questi

Stern (1977) hanno riportato un esempio di iperstimolazione materna e ritiro del bambino. Essi hanno pattern d'interazione possono stabilizzarsi in rappresentazioni presimboliche di sé e dell'oggetto, che se

osservato una madre in una situazione di gioco spontaneo col figlio di 4 mesi. Il modello d'interazione vengono confermate, portano, al primo anno di vita, alla formazione di rappresentazioni simboliche del

emerso è stato chiamato “caccia e fuga”, poiché quando la madre si avvicina al piccolo quest'ultimo si Sé e dell'oggetto percepiti in disaccordo tra di loro.

allontana, determinando un ulteriore tentativo da parte della donna di entrare in interazione con lui. Il

bambino sfugge sempre ai tentativi di approccio della madre. Modelli di interazione e origine delle rappresentazioni presimboliche: riepilogo e conclusioni

Secondo il modello sistemico-diadico la comunicazione permette di formare modelli di interazioni e

Analisi della sequenza “caccia e fuga” rappresentazioni presimboliche si Sé e dell'oggetto nei bambini, fin dai primi mesi di vita. Il piccolo

All'inizio la madre guarda il piccolo con espressione di finta sorpresa, quindi si protende verso di lui. Il memorizza delle interazioni prototipiche facendo riferimento a tempo, spazio, affetti e livello di

bambino si ritrae, interrompe il contatto visivo. Nei 6 secondi successivi il bambino non guarda mai la attivazione. Per quanto riguarda il tempo, il bambino memorizza il ritmo, la velocità e la contingenza

madre ma resta comunque sensibile ad ogni suo movimento. delle interazioni; per lo spazio, memorizza modelli di avvicinamento-avvicinamento o avvicinamento-

evitamento; per gli affetti memorizza la congruenza delle espressioni facciali proprie e del partner, il

Trascrizione loro cambiare insieme (in positivo e in negativo), e il tono delle voci (positivo o negativo); infine il

La madre prende in braccio il bambino e segue i suoi movimenti fino a guardarlo in faccia. Il piccolo si piccolo imparerà a capire quanto riesce a regolare i propri stati di attivazione e le esperienze

ritrae con la testa e allarga le braccia in alto. A questo punto la madre assume un'espressione seria e propriocettive relative ai suoi vissuti. Tempo, spazio, attivazione e affetti sono elementi rappresentati

allontana il bambino da sé. Il piccolo, ad occhi chiusi, riporta la testa al centro e poi la ruota nella parte nei modelli di:

opposta rispetto alla posizione precedente, intanto la madre si incupisce ancora. La madre si dirige verso •

Trasformazione di stato aspettativa di poter cambiare il proprio livello di attivazione grazie

il piccolo e lo mette giù, quest'ultimo allontana ancora di più la testa, dopo mezzo secondo il bimbo all'aiuto del partner

29 30

• Strategie autoregolatorie e rapporto interpersonale

Rispecchiamento facciale l'aspettativa di entrare in corrispondenza con gli affetti del partner

• Autoregolazione e attaccamento nel bambino

Timing interpersonale aspettativa di coordinazione dei ritmi vocali reciproci

• In uno studio sono state individuate delle strategie autoregolatorie attuate da bambini di 4 mesi, che

Sequenza caccia-fuga aspettativa di una regolazione disturbata e schemi di orientamento predicevano un attaccamento insicuro-evitante a un anno. È stata attuata la microanalisi delle interazioni

spaziale deviati. di gioco faccia a faccia di bambini di 4 mesi con le loro mamme, dalla quale è emerso che i bambini

Le rappresentazioni presimboliche sono rappresentazioni del Sé e dell'oggetto in interazione e la evitanti guadavano di meno la madre rispetto ai sicuri o la guardavano quanto i sicuri solo nel caso in

comunicazione tra i partner rappresenta un processo continuo di co-costruzione da parte di entrambi. cui attuavano comportamenti tattili autoconsolatori, come strofinare o toccare il proprio corpo o un

Certamente i modelli formatisi nel primo anno di vita del bambino hanno una certa stabilità ma vanno laccio. Quindi proprio questi comportamenti tattili sono un sistema di autoregolazione per il bambino

intesi anche come modificabili nel tempo. Una limitazione della possibilità di trasformazione di questi evitante a 4 mesi, poiché gli permette di mantenere il contatto visivo e l'orientamento verso la madre.

modelli può essere ricondotta ad una condizione di psicopatologia, in cui i modelli sono totalmente Importante è anche l'espressione facciale degli affetti. In particolare, di fronte ad una espressione neutra

statici, rigidi, quindi poco adattivi. o negativa, sia i bambini sicuri che gli evitanti agivano mantenendo lo sguardo e l'orientamento stabili

nel primo caso e distogliendo lo sguardo nel secondo. La differenza tra bambini sicuri ed evitanti si

CAP 6: LA CO-COSTRUZIONE DEI PREOCESSI INTERNI E RELAZIONALI manifestava in caso di espressioni positive, di fronte alle quali i sicuri mantenevano stabili

l'orientamento e lo sguardo, mentre gli evitanti cercavano di distogliere lo sguardo e di allontanarsi il

Autoregolazione e regolazione interattiva nell'infant research e nel trattamento degli adulti più possibile.

L'autoregolazione e la regolazione interattiva interagiscono tanto nella relazione madre-bambino, quanto

nel rapporto analista-paziente. In altre parole, gli autori ritengono che i principi validi per le interazioni Follow-up a 2 anni: disturbi successivi della regolazione reciproca

diadiche con i bambini siano validi anche nelle interazioni tra adulti. Il capitolo affronta questi punti: Nei due gruppi di bambini evitanti e sicuri è stata evidenziata una grande regolazione reciproca: la

• Accesso diadico all'autoregolazione madre influenza il bambino, così come il bambino influenza la madre. Inoltre, bambini evitanti e sicuri

• Le strategie autoregolatorie che consentono di sostenere un rapporto rispondevano allo stesso modo al contatto visivo, mentre per quanto riguarda la stimolazione verbale, i

• Le forme ipervigilanti di regolazione iperattiva bambini sicuri vi rispondevano mentre gli insicuri no. È stato constatato, inoltre, che le mamme di

• bambini evitanti tendevano a guardare molto di più il proprio bambino rispetto alle mamme dei bambini

L'orientamento avversivo sicuri. Ora, non si sa se questa ipervigilanza materna sia la causa del ritiro del bambino evitante oppure

L'accesso diadico all'autoregolazione sia una tecnica compensatoria che la madre attua per avvicinarsi di più al bambino, che non risponde

Abbiamo visto nel capitolo precedente il caso di Elliot, un bambino che interagiva con tre persone alle stimolazioni verbali. Assumiamo che tutte le strategie di autoregolazione sono attuate allo scopo di

diverse (madre, estranea e la Beebe) e che mostrava un diverso modo di autoregolarsi da partner a proteggere da un lato l'integrità della persona, mantenendo un livello di attivazione tollerabile, dall'altro

partner. Spostandoci sulla relazione terapeuta-paziente possiamo affermare che anche in questo caso il di mantenere la relazione col partner. Dunque, considerando questo assunto, possiamo affermare che i

loro modo di autoregolarsi cambia a seconda del partner (il modo di autoregolarsi del paziente varia a bambini evitanti rispondano alla manifestazione di sentimenti positivi con l'allontanamento per

seconda del terapeuta e viceversa). In particolare, la capacità di autoregolarsi del paziente dipende dal proteggersi da un'attivazione eccessiva e intollerabile.

tipo di regolazione interattiva attuata nella diade. Implicazioni per il trattamento degli adulti

Accesso diadico alla capacità autoregolatoria di un paziente adulto L'osservazione di Koulomzin (1993) per la quale i bambini evitanti tendono ad allontanarsi di fronte

La Beebe fa riferimento ad un caso da lei trattato. Si tratta di Paul, un uomo di 35 anni, sottopostosi ad all'espressione di emozioni positive, può essere generalizzata anche ai pazienti adulti evitanti nell'ambito

una terapia durata 13 anni. Paul soffriva di un grave disturbo schizoide. Aveva alle spalle una situazione di una terapia. Questi comportamenti di allontanamento da parte del paziente suscitano nell'analista un

familiare difficile e stava affrontando una relazione sentimentale altrettanto disturbata, della quale, però, condizionamento del suo comportamento verbale e non verbale. Sta all'analista leggere e interpretare le

non parlava mai. Per i primi sette anni l'uomo si limitò ad andare alle sedute, senza impegnarsi comunicazioni non verbali insite nei comportamenti del paziente e nei propri, al fine di comprendere

attivamente. Dal settimo anno, dopo la rottura con la sua ragazza, Paul cominciò ad aprirsi. Tuttavia, la l'andamento della loro relazione. Il paziente evitante ha l'aspettativa che nella relazione terapeutica si

svolta vera e propria avvenne nel nono anno di terapia, in cui il paziente cominciò ad impegnarsi svilupperà una regolazione diadica disturbata. L'analista spesso si comporta come la madre

seriamente. Ciononostante, la relazione terapeutica era ostacolata dalla rigidità autoregolatoria di Paul. iperstimolante, che fa uso ampiamente di stimolazione visiva piuttosto che vocale. Tuttavia, questa

In effetti, egli, spesso in terapia, diceva di non sentire alcuna emozione, eppure la sua espressione strategia può essere considerata dal paziente estremamente soffocante o, al contrario, come molto

comunicava tutt'altro, era coinvolta e sorridente. La Beebe, misurando il numero di pulsazioni contenitiva e vitale.

dell'uomo, capì che egli aveva abbassato drasticamente il suo livello di attivazione fisiologica allo scopo

di autoregolarsi, al punto che l'uomo risultava bloccato nella relazione con lei. Il suo viso era però Strategie autoregolatorie in una paziente adulta

dissociato da questo blocco, per cui tutte le emozioni che Paul esprimeva a livello facciale, in realtà non Il caso analizzato dalla Beebe è quello di Jennifer, una donna in terapia da 13 anni. Nel primo anno di

si accompagnavano ad una congruente sensazione interna. Quindi anche la regolazione reciproca era terapia la donna si è recata raramente in studio, le sedute avvenivano per lo più al telefono. Ora Jennifer

molto disturbata. Venuti a conoscenza di ciò, terapeuta e paziente cominciarono a lavorare per rendere va regolarmente alle sedute, però parla poco e mantiene sempre la testa bassa, non guarda mai l'analista.

meno rigido il processo di autoregolazione. Dall'analisi emerge che la mamma di Jennifer soffriva di depressione, non si alzava quasi mai dal letto e

31 32

in più di un'occasione aveva sentito il bisogno di interrompere bruscamente un'interazione positiva con versione modificata, in cui lo sguardo della donna protendeva leggermente verso sinistra (cioè non era

la figlia, tanto da far nascere in quest'ultima la paura di provare sentimenti positivi perchè legati alla rivolto all'osservatore). Il primo gruppo riferì aggettivi quali onesta, coinvolta, amichevole, sognante,

possibilità di soffrire nel caso in cui il suo partner l'avesse poi abbandonata come aveva fatto sua madre. tutti aggettivi attribuibili ad un terapeuta ideale, mentre il secondo diede aggettivi come ansiosa,

Ecco perchè Jennifer evitava lo sguardo dell'analista, temeva di provare troppa felicità in quel rapporto e superba, fredda e distaccata, associabili alla personalità narcisistica.

di essere poi abbandonata da lei. La sovraeccitazione provata dalla donna nelle interazione positive la

confondeva e non le permetteva di capire i propri sentimenti e desideri. Jennifer ha sviluppato un Analisi dei filmati di psicoterapie di adulti

sistema di autoregolazione molto rigido che controlla il suo stato di attivazione e la rende ipersensibile Trout e Rosenfeld (1980) hanno osservato che, nell'ambito di una seduta di psicoterapia, la percezione

ai segnali di rifiuto da parte dell'altro, portandola a distaccarsi da esso per evitare di star male. di un buon rapporto terapeutico tra paziente e terapeuta è dato dalla frequenza di movimenti speculari e

di movimenti di avvicinamento verso il partner della parte superiore del corpo. Pertanto, un

orientamento avversivo manifestato da uno dei partner può disturbare il rapporto. Davis e Hadiks (1990)

Strategie autoregolatorie dell'analista

Freedman e co (1978) hanno studiato le strategie regolatorie negli adulti. Secondo loro i movimenti analizzando gli orientamenti corporei che pazienti e terapeuti assumevano durante le sedute, hanno

corporei possono facilitare o ostacolare l'ascolto durante lo scambio con l'altro. Per Freedman i concluso che l'orientamento e la posizione corporea sono indici delle fluttuazioni tra difesa e rapporto e

movimenti corporei sono strettamente collegati al linguaggio verbale, sono una sorta di condizione del coinvolgimento emotivo dei partner. Hanno constatato, infatti, che quando i terapeuti si sentivano

preverbale necessaria al raggiungimento di una buona simbolizzazione. È possibile distinguere tra più coinvolti, assumevano posture e orientamenti più protesi verso i pazienti, così come quando questi

“movimenti corporei centrati sul sé”, che riflettono le informazioni filtrate e decodificate, e “ movimenti ultimi si sentivano più coinvolti in introspezioni complesse, assumevano posture di maggior apertura e

centrati sull'oggetto”, che partecipano al processo di rappresentazione simbolica. I primi (come orientamento verso il terapeuta. Anche se questi movimenti non possono essere percepiti a livello

strofinarsi, grattarsi, sfiorarsi) aiutano a mantenere l'attenzione e facilitano il processo di ascolto. conscio, essi vengono comunque registrati da ambo i membri. Esiste, quindi, un legame tra

Quest'ultimo è dato da fluttuazioni tra il bisogno di ricettività (di ricevere informazioni) e di stabilire un orientamento reciproco e qualità del rapporto terapeutico.

rapporto col partner e quello di disimpegnarsi dal partner, al fine di rifocalizzare l'attenzione (cioè

integrare l'info in uno schema cognitivo preesistente). Sebbene Freedman non abbia focalizzato la sua Conclusioni: verso una teoria procedurale dell'interazione

attenzione sullo studio delle relazioni paziente-analista, i principi da lui individuati possono essere La psicoanalisi ha bisogno di una teoria dell'interazione che faccia riferimento ad aspetti verbali e non

associati anche ad essa. Le strategie autoregolatorie di entrambi i membri di questa relazione diadica verbali. Infatti, paziente e analista si influenzano costantemente a vicenda negli affetti, nel timing,

influenzano la regolazione interattiva che si forma all'interno di essa. nell'attivazione fisiologica e nell'organizzazione dei reciproci spazi. I ritmi comportamentali dei due

partner sono sempre coordinati in qualche modo, di solito inconsapevolmente, e comprendere queste

dinamiche può essere veramente utile per migliorare la relazione terapeutica e i suoi esiti.

Forme di regolazione interattiva ipervigilante: un caso esemplificativo

Il caso di Sandra, trattato da Shumsky, è un chiaro esempio di regolazione interattiva ipervigilante. La

paziente cercava di controllare ogni minimo aspetto della comunicazione verbale e non dell'analista e CAPITOLO 7

più quest'ultima cercava di capire ciò che la paziente le diceva, più Sandra, nel tentativo di rimettere a RAPPRESENTAZIONE E INTERIORIZZAZIONE NELLA PRIMA INFANZIA.

posto il suo discorso, finiva per girare a vuoto. Sandra sentiva di essere la più forte e si sentiva in dovere I TRE PRINCIPI DI SALIENZA.

di mantenere l'equilibrio dell'analista, fino a quando quest'ultima non le fece capire che in realtà non si Ci sono tre principi organizzativi fondamentali, i principi di salienza, che stabiliscono quali eventi siano

sentiva sopraffatta o devastata dal rapporto con lei. Il compito del terapeuta è quello di capire le salienti per il bambino e organizzino le sue aspettative sull’incontro interattivo: il principio di

dinamiche sottostanti all'interazione col paziente e la loro funzione e poi intervenire su di esse. regolazione attesa, il principio di rottura e riparazione e il principio dei momenti affettivi intensi.

Comprendere in che modo le rappresentazioni siano organizzate dai principi di salienza ci aiuta a

conoscere meglio le origini dell’interiorizzazione. I principi di salienza organizzano le rappresentazioni

L'orientamento avversivo e le aspettative sulle modalità di regolazione diadica, che costituiscono il nucleo dell’organizzazione

Ricerche sull'orientamento avversivo nei bambini

Un intenso regolamento avversivo nei bambini può rappresentare uno sforzo di autoregolazione in caso psichica. Stern sosteneva che tutti gli aspetti dell’esperienza organizzano le rappresentazioni, mentre gli

di regolazione interattiva disturbata. Un caso esemplare è quello analizzato da Stern (1971) in cui una autori del libro ritengono che esistano questi tre percorsi privilegiati, che si collocano a un livello

madre giocava con i suoi due gemelli Mark e Fred. Quando la donna si orientava verso Mark, anche superiore e che vanno considerati insieme per avere un quadro completo del potenziale organizzativo

quest'ultimo si orientava verso di lei e, viceversa, quando la mamma distoglieva lo sguardo, lo faceva dell’ interazione.

anche Mark. Al contrario, quando la madre si orientava verso Fred, lui distoglieva lo sguardo e girava la Tanto la regolazione interna quanto la regolazione interattiva si basano sulle interazioni con il mondo

testa, e quando lui si orientava alla madre, questa si rivolgeva a Mark. Stern osservò in Fred un oggettuale. Teorie recenti sostengono che l’esperienza infantile si organizza attraverso le interazioni

orientamento avversivo estremo. diadiche e che il Sé e l’oggetto, e le loro rappresentazioni, siano radicati in strutture relazionali. I

modelli relazionali vengono organizzati sia dall’autoregolazione sia dalla regolazione interattiva.

Quindi, l’influenza della regolazione diadica si integra con il contributo fondamentale

Ricerche sull'orientamento negli adulti

Frey e co hanno condotto un esperimento in cui chiedevano a due gruppi di soggetti di classificare il dell’autoregolazione. In un modello trasformativo delle rappresentazioni, esse sono considerate come un

dipinto della Monna Lisa con una lista di aggettivi. Ad un gruppo era mostrato il dipinto in versione processo dinamico, in cui gli schemi sono costruiti e trasformati in base all’influenza reciproca attesa

originale, in cui la donna sembra guardare l'osservatore, mentre all'altro gruppo era stata mostrata una momento per momento tra i due partner. Ciò che viene rappresentato è lo stesso processo interattivo

33 34

dinamico. Le rappresentazioni sono classificazioni più o meno stabili di informazioni organizzate su una regolazione interattiva attraverso lo sguardo, l’espressione facciale, la vocalizzazione e l’orientamento

sequenza interattiva attesa. Esse sono modellate dal processo attivo di costruzione e ricostruzione delle spaziale.

informazioni in entrata. Le rappresentazioni possono riorganizzarsi e trasformarsi, dato che le Esempi di interazioni organizzate dal principio di regolazione attesa:

informazioni in entrata vengono reinterpretate e riordinate sulla base delle esperienze passate e delle Il rispecchiamento facciale è un esempio di corrispondenza continua del significato affettivo, in cui

aspettative presenti. Secondo il modello trasformativo, lo sviluppo consiste in un processo di continua entrambi i partner, insieme, possono aumentare o diminuire il grado di coinvolgimento reciproco e

ristrutturazione delle relazioni tra persona e ambiente. Fondamentali per la rappresentazione sono le l’espressione degli affetti positivi. L’interazione deviata fa riferimento soprattutto all’organizzazione

capacità di riconoscere e ordinare i modelli, aspettarsi ciò che è prevedibile e invariante, e crearsi spaziale dell’interazione. In questa interazione, la madre cerca ripetutamente di coinvolgere il bambino,

categorie in base a tutto questo. La capacità di categorizzare le esperienze organizza la memoria, il il quale risponde invece con una serie di abili manovre elusive. Il timing interpersonale si riferisce alla

linguaggio e la funzione simbolica. Una “categoria” è una rappresentazione degli elementi comuni a un regolazione su un piano temporale dell’interazione madre-bambino, e include il ritmo cinesico, gli

insieme di esperienze caratteristiche. Nel bambino, questo tipo di rappresentazione si compie a livello scambi vocali simultanei e alterni, la corrispondenza vocale e la coordinazione temporale delle

presimbolico. Nel corso del primo anno e oltre, le interazioni sono categorizzate e rappresentate in base interazioni vocali. Entrambi i partner sono estremamente sensibili alla durata del proprio

ai tre principi di salienza. Nel primo anno, le rappresentazioni sono codificate come informazioni comportamento e di quello altrui, in quanto la misurano istante per istante e vi si adattano. È possibile

implicite e non verbali, di tipo motorio, istintuale, visivo o acustico. Esse non sono necessariamente predire lo sviluppo del bambino sulla base dei modelli di interazione nei primi mesi di vita: previsione

tradotte in forma linguistica. Le informazioni verbali e non verbali sono rappresentate da sistemi curvilinea dell’attaccamento. Si può ipotizzare una relazione curvilinea tra il comportamento materno

specializzati separati. Mentre le informazioni verbali sono registrate in forma linguistica, quelle non nel primo anno e l’attaccamento del bambino tra il primo e il secondo anno. La madre del bambino che

verbali vengono memorizzate nei canali percettivi visivi. Entrambi i sistemi sono virtualmente mostra un attaccamento sicuro lo stimola a un livello medio di intensità, contingenza e reciprocità. La

accessibili alla coscienza, tuttavia, i processi di elaborazione implicita in certe condizioni possono madre del bambino che mostra un attaccamento insicuro-evitante è iperstimolante, invadente,

diventare inaccessibili all’attenzione o al linguaggio, continuando comunque a operare e a influenzare eccessivamente coinvolta, non contingente o eccessivamente contingente. Infine, la madre del bambino

ciò che facciamo e sentiamo. che mostra un attaccamento insicuro-resistente è poco coinvolta, distaccata, incoerente, poco responsiva

o disponibile a interagire soprattutto quando il bambino non vuole. Jaffe e coll. hanno previsto

l’attaccamento del bambino a 1 anno, a partire non solo dalle risposte contingenti della madre al

Il principio di regolazione attesa.

È il più importante principio organizzativo delle rappresentazioni. Si riferisce ai modi caratteristici e bambino a 4 mesi, ma anche dalle risposte contingenti del bambino alla madre. È stata riscontrata una

prevedibili in cui si svolge l’interazione. Esso crea un sistema di norme condivise che regola il relazione curvilinea: valori intermedi nella responsività vocale contingente tra madre e bambino a 4

comportamento dei due partner. In un’interazione regolata efficacemente, il comportamento mesi predicevano un attaccamento sicuro a 1 anno, mentre risposte contingenti a entrambi gli estremi

comunicativo di ciascun partner si conforma alle aspettative dell’altro. Questo principio si basa su un predicevano un attaccamento insicuro. Alcune interazioni facilitano o ostacolano lo sviluppo del

modello di regolazione sistemica, in cui l’organizzazione è una proprietà individuale e sistemica allo bambino. Le interazioni ottimali sono quelle a un livello medio di intensità e contingenza, da parte sia

stesso tempo. Ci sono molte prove sperimentali del fatto che, alla nascita, e anche prima, i bambini si della madre sia del bambino. Risposte estreme di entrambi i partner predicono uno sviluppo disturbato

creano aspettative su eventi prevedibili e che sono predisposti biologicamente a individuare regolarità, del bambino.

crearsi aspettative e agire in base ad esse. Le ricerche neurofisiologiche fanno inoltre ipotizzare che la Alcuni autori hanno considerato come principio organizzativo fondamentale l’integrazione dei processi

familiarità, la ripetizione e l’attesa rappresentino il principio organizzativo neurale più importante. La di autoregolazione e regolazione interattiva. La scala di valutazione del neonato di Brazelton è stata

percezione, da parte del bambino, del processo di regolazione si basa quindi sulla capacità di osservare e messa a punto per valutare la capacità autoregolatoria del bambino di fronte a vari gradi di supporto

prevedere ciò che si ripete nell’ambiente e sulla capacità di comprendere che il comportamento produce presentati dall’esaminatore. Quindi, essa valuta la capacità del bambino di ricorrere alla regolazione

conseguenze. Il neonato è in grado di individuare “contingenze”, cioè relazioni attese tra i propri interattiva per facilitare la propria autoregolazione. La capacità del bambino di rispondere e impegnarsi

comportamenti e le corrispondenti risposte ambientali. La presenza di risposte ambientali contingenti e nel rapporto sociale dipende non solo dal tipo di stimolazione proveniente dal caregiver e dalla risposta

prevedibili influenzerà l’attenzione, la memoria, le emozioni e l’apprendimento del bambino. Entrambi i del bambino a questi, ma anche dalla regolazione da parte del bambino del suo stato di attivazione

partner, il bambino e chi si prende cura di lui, arrivano ad aspettarsi che ciascuno influenzerà l’altro, e interno. Alla nascita, i bambini differiscono per costituzione e temperamento in questa fondamentale

ne sarà influenzato, in modi prevedibili. Il principio di regolazione attesa comprende tutti i modi capacità di modulare il loro livello di attivazione, modificare il loro stato e, in generale, organizzare il

caratteristici in cui i due partner regolano le loro comunicazioni. Ciò vale sia per i modelli “positivi” sia loro comportamento in forme prevedibili. Queste capacità sono un prerequisito per stabilire un rapporto

per quelli “negativi”, e tanto per l’autoregolazione quanto per la regolazione interattiva. con l’ambiente. La presenza di una capacità autoregolatoria è stata osservata anche nel feto, che è in

Il principio di regolazione attesa si basa sul modello della regolazione interattiva. Con il riconoscimento grado di regolare il livello di attivazione e di risposta in funzione del tipo di stimoli cui è sottoposto. Per

delle abilità sociali del bambino è cresciuto anche l’interesse per i modelli di regolazione interattiva. Per quanto i bambini siano in grado di organizzare il loro stato interno, tale sistema è stabilito con successo

quanto nessuno dei due partner influenzi l’altro necessariamente allo stesso modo o in misura uguale, solo da una regolazione interattiva adeguata tra bambino e caregiver. Le cure materne sono un processo

entrambi contribuiscono attivamente alla regolazione dello scambio. Secondo il principio di regolazione di regolazione reciproca, in cui la madre è sensibile agli indizi di cambiamento nello stato del bambino e

attesa, i modelli di interazione rappresentano modalità caratteristiche di autoregolazione e regolazione il bambino è sensibile ai tentativi della madre di alzare o abbassare il suo livello di attivazione.

interattiva. Gli studi sulla regolazione dell’interazione madre-bambino hanno elencato i vari tipi di Studiando bambini adottati, Sander ha dimostrato che lo sviluppo dell’autoregolazione dipende dalla

influenza che ciascuno dei partner esercita sul comportamento dell’altro. Sono stati osservati modelli di regolazione interattiva. Nei primi dieci giorni di vita, alcuni di questi neonato vennero tenuti in una

normale nursery d’ospedale. In tale contesto, la cura del bambino non era un processo regolato

35 36

reciprocamente. In questi dieci giorni, nei neonati non si stabilì alcuna differenziazione giorno-notte né Il concetto di disgiunzione normativa, quale accezione particolare di rottura, per indicare i casi di non-

un ciclo veglia-sonno regolare. Nei successivi dieci giorni ogni neonato venne affidato a una sola nurse, corrispondenza che possono verificarsi nelle normali interazioni. Un esempio di stato di non-

in modo che la sua cura fosse regolata reciprocamente. In questo arco di tempo, in tutti i neonati si corrispondenza si ha quando la madre è impegnata nel gioco sociale, guardando il bambino e

stabilì una differenziazione giorno-notte e un ciclo veglia-sonno regolare. Perché avvenga un’adeguata sorridendo, mentre il bambino partecipa osservando la madre con uno sguardo neutro e senza sorridere.

autoregolazione, è necessario che ci sia anche un’adeguata regolazione reciproca. L’integrità Questi stati di non-corrispondenza sono prevalenti nelle interazioni normali e positive. Non possono

dell’autoregolazione influenzerà a sua volta la qualità e la serenità della regolazione interattiva. Field ha essere considerati violazioni di aspettative in senso stretto. Le corrispondenze in questo caso non

mostrato in che modo autoregolazione e regolazione interattiva costituiscano un sistema possono essere considerate riparazioni, quanto piuttosto attività di coordinazione che emergono da uno

interdipendente. In un gioco faccia a faccia, alcuni bambini di età compresa tra i 2 e i 6 mesi sfondo di moderate disgiunzioni. Le disgiunzioni possono riguardare o meno le violazioni di aspettative,

distoglievano brevemente lo sguardo dalla madre e poi tornavano velocemente a guardarla. e possono essere riparate in modo relativamente facile. Non tutte le violazioni di aspettative sono vissute

L’allontanamento dello sguardo è il mezzo principale del bambino per dosare il livello di stimolazione e come dirompenti: lievi variazioni sui temi attesi sono necessarie per prevenire un’abituazione. Alcune

regolare il proprio stato di attivazione. La regolazione, da parte del bambino, del proprio stato di variazioni moderate rispetto al livello ottimale sono tipiche delle interazioni allegre e scherzose (come

attivazione fu valutata misurando la frequenza cardiaca. Nei 5 secondi che precedevano il momento in nel gioco “ora ti acchiappo!”) e possono provocare un’eccitazione positiva. Il principio di rottura e

cui il bambino distoglieva lo sguardo, la sua frequenza cardiaca aumentava rapidamente, il che indicava riparazione è comprovato da tre fonti di dati. In primo luogo, gli esperimenti in cui vengono prodotte

un processo “protettivo” in cui veniva limitato l’ingresso di nuove informazioni. Nei 5 secondi rotture di interazioni attese. In secondo luogo, lo studio delle normali interazioni, in cui viene

successivi al momento in cui il bambino distoglieva lo sguardo, la frequenza cardiaca diminuiva considerata rottura una non-corrispondenza degli stati dei due partner. Una terza fonte di dati proviene

nuovamente, e questo indicava un processo “ricettivo” in cui veniva facilitato l’ingresso di nuove dai casi clinici, che riguardano l’organizzazione delle aspettative di regolazione disturbata. Per esempio,

informazioni. Se la madre riesce a considerare l’allontanamento dello sguardo del bambino un segnale i figli di madri depresse mostrano un atteggiamento e un comportamento depresso persino quando

per abbassare il livello di stimolazione e se il bambino riesce a sua volta a trarre profitto interagiscono con adulti non depressi. Quindi, l’aspettativa da parte del bambino di una regolazione

dall’abbassamento di stimolazione da parte della madre, ritornando a guardarla, allora si stabilirà disturbata si struttura e persiste anche nelle interazioni con nuovi partner normalmente responsivi. È

un’adeguata regolazione interattiva. Se, invece, quando il bambino distoglie lo sguardo, la madre proprio l’aspettativa di rotture o di regolazioni disturbate a regolare in modo cronico il comportamento

aumenta il suo livello di stimolazione, ciò produrrà un’interferenza sia nell’autoregolazione sia nella dei bambini con madri depresse. Il modello interattivo di rottura attesa organizza anche lo stile

regolazione interattiva del bambino. In questo caso il bambino risponderà distogliendo lo sguardo autoregolatorio del bambino, che impara ad attendersi rotture croniche e una serie di conseguenze dai

ancora più a lungo e il suo ritiro diventerà più rigido. Gli stessi comportamenti con cui il bambino suoi sforzi autoregolatori. In caso di rottura e non-corrispondenza in assenza di riparazione, come è

regola il proprio stato di attivazione funzionano al tempo stesso come regolazioni interattive. In questo tipico delle interazioni tra le madri depresse e i loro figli, anche l’equilibrio tra autoregolazione e

caso, anche la riduzione di stimolazione da parte della madre influenza il comportamento del bambino, regolazione interattiva è compromesso. I bambini si mostrano eccessivamente preoccupati per

che torna a guardare la madre più prontamente. Gianino e Tronick hanno elaborato un modello integrato l’autoregolazione e il controllo degli affetti negativi. Quando l’autoregolazione diventa il fine

dell’autoregolazione e della regolazione interattiva, secondo cui esse avvengono simultaneamente. Lo predominante, si creano i presupposti per la psicopatologia. Inoltre, l’aspettativa di una regolazione

stesso repertorio interattivo con cui il bambino inizia, mantiene e modifica le interazioni regolate in disturbata porterà il bambino a considerare tutte le interazioni con gli altri come negative.

modo adeguato, e ripara, evita e porta a termine le interazioni disturbate, svolge una funzione In presenza di stati poco coordinati, c’è una forte tendenza a “correggere” l’interazione ritornando a stati

autoregolatoria. Tronick fornisce dati sperimentali: i bambini vennero sottoposti alla condizione più coordinati nell’arco di 2 secondi. Quindi, riparare le disgiunzioni è un compito interattivo familiare

stressante del “volto immobile”, in cui la madre, pur restando orientata verso il bambino e guardandolo, ai bambini. L’esperienza di riparazione aumenta il senso di efficacia del bambino, sviluppa la capacità

assumeva un’espressione immobile e inespressiva. Nelle coppie in cui la regolazione interattiva era stata di controllo degli eventi e contribuisce all’aspettativa di partecipare insieme al partner al processo di

in precedenza positiva, la capacità autoregolatoria del bambino nella situazione del volto immobile fu riparazione. In genere si ritiene che siano gli sforzi del bambino a risolvere le rotture e a organizzare la

più adattiva, e viceversa. Questi bambini continuavano a mandare segnali alla madre, anziché ritirarsi psiche. Gli autori del libro invece credono che un’interazione in cui anche la madre non partecipi alla

nell’autoconsolazione, nell’isolamento o nell’esplorazione disorganizzata. L’integrazione tra riparazione potrebbe interferire con l’esperienza di riparazione del bambino. Le disgiunzioni si

autoregolazione e regolazione interattiva è strettamente connessa alle teorie sullo sviluppo diadico delle avvicinano al modello di regolazione attesa, poichè la risoluzione di lievi divergenze nella

rappresentazioni. La tesi secondo cui il Sé e l’oggetto e le loro rappresentazioni sono radicati in modelli corrispondenza diventa una sequenza attesa. La forte tendenza a ricercare la coordinazione e a

relazionali è valida solo a condizione che il concetto di struttura relazionale comporti un’integrazione tra correggere le non-corrispondenze crea l’aspettativa che le non-corrispondenze seguano le

autoregolazione e regolazione interattiva. corrispondenze, e quindi è una forma di regolazione attesa.

Tronick, nell’esperimento del volto immobile, crea una situazione che chiaramente viola in modo

drastico le aspettative del bambino sulle risposte contingenti del partner. Il bambino cerca dapprima di

Il principio di rottura e riparazione.

Questo principio organizza i modelli di interazione in base alle violazioni delle aspettative e ai relativi ripristinare la normale interazione, sorridendo e facendo dei cenni alla madre. Poiché la madre continua

sforzi di risolvere queste rotture. Nel bambino la conferma di un’aspettativa è associata a un affetto a non rispondere, il bambino ripete una sequenza in cui guarda la madre in modo espressivo e poi

positivo, mentre la sua violazione a un effetto negativo. Inoltre, il bambino è in grado di percepire la distoglie lo sguardo. Dopo numerose ripetizioni di questa sequenza, volta a suscitare la risposta materna

“rottura” di una sequenza attesa e stabilire se essa sia stata riparata. Il concetto di rottura è stato che invece non arriva, il bambino si ritira, distogliendo lo sguardo dalla madre e allontanandosi, spesso

utilizzato per indicare fenomeni di diversa gravità. Espressioni quali “violazione di aspettativa” o “non- lasciandosi cadere e perdendo il tono posturale. È stata messa a punto una scala che misura lo stile di

corrispondenza” indicano processi meno gravi, come i casi in cui le rotture sono moderate e prevedibili. coping del bambino, il modo in cui affronta la situazione del volto immobile, da “adattivo” (continui

37 38

tentativi di fare segnali alla madre, attenzione temporaneamente spostata su qualcosa di diverso dalla intenso” l’espressione completa da parte del bambino di qualsiasi pattern facciale o vocale purchè

madre, comportamenti autoconsolatori) a “non-adattivo” (ritirarsi rannicchiandosi, perdita del controllo accompagnati da un’intensa attivazione corporea.

posturale/motorio, stato disorganizzato generale). I bambini che hanno sperimentato più riparazioni di Pine ritiene che i momenti affettivi intensi abbiano un ruolo fondamentale nell’organizzazione della

non-corrispondenze nelle normali interazioni, nell’esperimento del volto immobile ricorreranno con psiche, delle percezioni e dei ricordi. Il loro impatto organizzante può durare nel tempo. Esempi di

maggiore probabilità a comportamenti adattivi e a 1 anno mostreranno un attaccamento più sicuro nei momenti intensi sono gli stati “prototipici” di fusione tra madre e bambino (come quando parlano o

confronti della madre. emettono vocalizzazioni all’unisono, o quando il bambino si addormenta sul seno della madre) e i

Questi dati suggeriscono che la funzione riparativa è una forza fondamentale nell’organizzazione momenti di intensa attivazione negativa in assenza di gratificazione e conforto. Questo concetto include

dell’esperienza del bambino. La ricerca di Tronick presenta anche dati sui processi di organizzazione e anche i momenti affettivi intensi relativamente rari che non appartengono all’esperienza quotidiana. I

rappresentazione. Quando la madre, dopo l’esperimento del volto immobile, riprende a interagire momenti intensi si organizzano solo se fanno riferimento alle caratteristiche essenziali di momenti

normalmente con il bambino questi continua a mostrare un atteggiamento negativo e guarda di meno la simili, benchè meno intensi. I momenti sovraccaricati affettivamente possono essere considerati

madre. Tronick ha interpretato questo dato come una prova del fatto che l’episodio del volto immobile categorie prototipiche di esperienze affettive simili. Il potenziale organizzativo dei momenti affettivi

continua a esercitare un effetto sul bambino, e che quindi si è organizzata una rappresentazione della intensi dipende quindi dalla capacità del bambino di categorizzare e aspettarsi esperienze simili e

precedente interazione. Inoltre, a 6 mesi, il bambino mostra stili di coping particolari, ossia modi dall’intensità del momento affettivo stesso.

caratteristici di affrontare le violazioni delle aspettative. Ciò dimostra con quanta rapidità le capacità Anche il trauma è un momento affettivo intenso, ma più che il prototipo di una categoria di esperienze

sociali del bambino si organizzino in modi caratteristici e relativamente stabili. Ulteriori prove della simili esso rappresenta un singolo evento. È difficile stabilire se nell’infanzia possa verificarsi un

strutturazione delle esperienze provengono dalla ricerca di Field in cui i bambini con madri depresse singolo episodio traumatico. È problematico determinare se un evento sia effettivamente accaduto una

continuano a comportarsi in modo negativo anche nelle interazioni con estranei non depressi, quindi sola volta o se invece costituisca il prototipo di una serie di eventi simili. Qualche indizio arriva dagli

hanno aspettative relazionali rigidamente strutturate. Weinberg ha osservato il grado di stabilità del studi neurofisiologici, secondo cui alcune singole esperienze possono produrre cambiamenti a livello

comportamento tra due sedute di gioco in bambini di 6 mesi e 6 mesi e mezzo. Il grado di stabilità o cerebrale, soprattutto se possiedono determinate qualità, come per esempio un certo grado di novità.

coerenza tra le sedute era usato come indice dell’organizzazione del comportamento, cioè dell’esistenza Alcuni studi sperimentali suggeriscono che un singolo evento può organizzare l’esperienza infantile, ad

di un “modo” relativamente stabile di fare le cose. esempio gli studi sull’episodio di “occlusione da seno”, in cui il bambino, mentre è attaccato al seno,

Esiste un processo di strutturazione continuo basato sulla creazione di aspettative di modelli interattivi cessa momentaneamente di respirare. Basta un solo episodio di occlusione da seno per influenzare il

caratteristici. Le rotture e gli squilibri, e gli sforzi per risolverli e ripararli, possono indubbiamente comportamento del neonato in diversi allattamenti successivi, anche se in questo caso è possibile

organizzare la psiche. Tuttavia, la rottura non è una condizione necessaria per lo sviluppo. L’aspettativa ipotizzare che sia la madre a essere rimasta traumatizzata e che la sua ansia continui a influenzare i

di regolazioni tipiche e attese rappresenta una dinamica organizzativa altrettanto importante. I due successivi allattamenti del bambino. È anche degno di nota che un singolo evento indotto

principi, regolazione attesa e rottura e riparazione, organizzino aspetti dell’esperienza e intervalli sperimentalmente in bambini di 6 mesi, abbastanza insolito da non verificarsi normalmente, possa

temporali diversi. Se la regolazione è a livelli ottimali, l’esperienza sarà organizzata da ciò che è essere ricordato a 1 e 2 anni. In uno studio alcuni bambini cercavano di afferrare un sonaglio prima in

prevedibile, coerente e coordinato. Da questo punto di vista, la finalità del sistema è raggiungere un un luogo illuminato e poi al buio. Quando compirono 1 e 2 anni, venne ripetuto il test: essi riuscivano a

grado di coordinazione ottimale. Il principio di rottura e riparazione, invece, organizza esperienze di raggiungere il sonaglio più frequentemente e più facilmente rispetto a un gruppo di controllo. Altri dati

contrasto, differenza e disgiunzione. Il divario tra ciò che è atteso e ciò che accade realmente può inoltre provengono da casi clinici di pazienti adulti, in cui un singolo evento traumatico accaduto nell’infanzia

essere riparato. In questo caso, la finalità del sistema è la disgiunzione-correzione ottimale o organizza l’esperienza del paziente (angoscia per una grave ustione subita a 11 mesi; sensazione fisica

“normativa”. Il principio di rottura e riparazione organizza esperienze di competenza, coping, di una puntura lombare avvenuta a 6 mesi). Anche Stern riconosce la possibilità che un singolo evento

riparazione e speranza, giacchè rappresenta le interazioni come riparabili e sviluppa l’aspettativa che sia possa organizzare il comportamento del bambino. Nella sua teoria delle RIG (rappresentazioni di

possibile mantenere il rapporto con il partner anche in presenza di tensioni e incompatibilità. Invece, il interazioni generalizzate), gli eventi simili vengono “normalizzati” e rappresentati da un prototipo, una

principio di regolazione attesa organizza esperienze di coerenza, prevedibilità, sintonia e adattamento tendenza centrale della categoria. L’impatto organizzante dei ricordi caricati affettivamente dipende

reciproco, perché crea l’aspettativa che la coordinazione reciproca possa resistere nel tempo. Più forte è soprattutto dal loro potenziale di distorsione, che può renderli più influenti delle stesse RIG

questa aspettativa, maggiore sarà la capacità del bambino di tollerare le esperienze di rottura e normalizzate.

riparazione e trarne beneficio. Dati sperimentali suggeriscono che momenti affettivi negativi non solo possono organizzare i ricordi,

ma anche interferire in essi. In uno studio, alcuni bambini di 3-4 mesi impararono a produrre il

movimento di una giostrina sospesa sulla loro culla, composta da dieci elementi diversi. In seguito

Il principio dei momenti affettivi intensi.

I neonati sono in grado di esprimere interesse, gioia, disagio, disgusto e sorpresa. Questi schemi affettivi questa giostrina venne sostituita con una di soli due elementi. I bambini che piansero in seguito alla

sono presenti in diverse culture e quindi probabilmente sono universali. Già nei primissimi scambi sostituzione, una settimana dopo fallirono nella ripetizione del compito. Tuttavia, nei bambini che

interattivi gli affetti sono regolati in modo sottile e complesso. Funzione amplificante dell’affetto: avevano pianto, il ricordo del compito potè essere di nuovo destato dalla breve presentazione della

l’affetto rende migliori gli eventi positivi e peggiori quelli negativi. Gli affetti intensi derivano la loro giostrina a due componenti. Quindi, il pianto influenzava il recupero del ricordo, ma non la sua

forza da questa funzione amplificante. Gli affetti possono essere intensi o moderati, variando per conservazione. I bambini che avevano pianto avevano bisogno di una nuova presentazione per facilitare

intensità, grado di urgenza e di espressione e naturalmente per categoria. Definiamo “momento affettivo il recupero, ma non avevano dimenticato l’episodio. Era stato il recupero del setting di apprendimento a

essere alterato ed elaborato dall’affetto intenso collegato al pianto. Questa ricerca prova che le

39 40

esperienze affettive sono un aspetto fondamentale del processo di creazione delle aspettative. Intensi principio di regolazione attesa, gli stati corporei organizzano l’esperienza nella misura in cui sono

affetti possono influenzare il recupero da parte del bambino di ricordi e aspettative. Nel bambino, la ripetuti e attesi. Alcuni bisogni corporei impellenti, come il bisogno di nutrimento, devono

rappresentazione mnestica degli eventi è più elaborata di quanto si pensasse in passato, e include non necessariamente essere regolati dal partner. Queste esperienze tendono verso la regolazione interattiva.

solo la scena dettagliata dell’apprendimento, ma anche lo stato emotivo associato. Altri tipi di esperienza, come il controllo sfinterico, necessitano soprattutto di autoregolazione. Ciò che

L’impatto organizzante dell’affetto può essere inferito da varie fonti (studi sull’occlusione da seno, viene organizzato è l’aspettativa che i bisogni corporei impellenti saranno o non saranno regolati in

esperimento della giostrina, casi di pazienti adulti con traumi infantili), tuttavia, occorrono ulteriori dati modo adeguato. Il ruolo cruciale del corpo è particolarmente evidente nel principio dei momenti affettivi

sull’impatto organizzante dei singoli eventi intensi nei bambini e negli adulti. I momenti intensi possono intensi, poiché questi sono anche “stati corporei intensi”. Per quanto riguarda il principio di rottura e

essere considerati fattori organizzativi poiché, nel momento in cui si verifica un affetto intenso, ha luogo riparazione, le esperienze corporee di rottura si verificano quando la regolazione interattiva non è in

una “trasformazione di stato”. Per “stato” si intende cognizione, affetto e livello di attivazione grado di sostenere adeguatamente l’autoregolazione. In tal caso, le esperienze corporee colpiscono e

fisiologica. Per esempio, nei casi di occlusione da seno, la trasformazione avviene nel momento in cui il stravolgono il processo autoregolatorio. Quando il partner è disponibile a riparare, invece, l’equilibrio si

bambino ha difficoltà a respirare e riguarda uno stato fisiologico (mancanza d’aria) e un affetto sposta nuovamente verso una regolazione interattiva più adeguata. Secondo questo principio, a

(angoscia). Oppure, nell’esperimento della ricerca al buio, la trasformazione di stato avviene nel organizzarsi è l’aspettativa della rottura di una regolazione corporea adeguata, oppure, in caso di

momento in cui i bambini ritrovano di nuovo il sonaglio ed è sia cognitiva (riconoscimento) sia affettiva riparazione, l’aspettativa di una trasformazione che riporti lo stato a livelli più accettabili. Anche se

(sorpresa, gioia, senso di efficacia). assumiamo che i tre principi interagiscano nell’organizzazione delle rappresentazioni, ci possono essere

predisposizioni individuali verso un principio in particolare, o verso una forma particolare di

regolazione, che modelleranno rappresentazioni diverse della relazione fra il Sé e l’altro.

Integrazione dei tre principi.

Il principio di regolazione attesa, basato sui modi caratteristici e prevedibili in cui si dispiega

l’interazione, è fra i tre il principio sovraordinato. Rottura e riparazione si riferiscono a una specifica I tre principi e l’interiorizzazione simbolica.

sequenza fuoriuscita da modello generale. I momenti affettivi intensi riflettono singoli eventi che Nel primo anno di vita l’interiorizzazione è un processo indistinto rispetto al processo di organizzazione

lasciano il segno e resistono nel tempo. I tre principi, quindi, offrono una definizione gerarchica dei delle rappresentazioni (interiorizzazioni primarie). Con il termine interiorizzazione si indicano in genere

modelli interattivi, organizzati temporalmente su tre livelli: il modello generale, una sequenza e un i processi che compaiono dopo il secondo anno; in particolare, le interiorizzazioni secondarie, che si

momento. Questi tre livelli organizzativi dovrebbero essere considerati serie concatenate in cui ciascun sviluppano in seguito alla simbolizzazione delle rappresentazioni del Sé e dell’oggetto. Schafer ha

livello ingloba il successivo. Poiché i tre principi interagiscono, devono essere considerati insieme. definito “interiorizzazione” tutti quei processi per mezzo dei quali il soggetto trasforma le interazioni

Affinchè una rottura possa verificarsi, deve prima esistere un modello di regolazione attesa. La stessa regolatrici, reali o immaginate, del proprio ambiente in regolazioni e caratteristiche interne. Poiché qui

sequenza di rottura può diventare a sua volta un modello interattivo atteso, nel qual caso il suo ci riferiamo all’origine presimbolica dell’interiorizzazione, non prenderemo in esame le interazioni

potenziale organizzativo deriverà sia dalla forza della riparazione, sia dalla prevedibilità della sequenza. immaginate. L’esperimento del volto immobile e quello dei figli con madri depresse dimostrano che

Si aggiunga che i momenti affettivi intensi possiedono un impatto organizzante indipendentemente dalla esiste un’organizzazione interna precoce. Questi esperimenti suggeriscono che i bambini stabiliscono

loro frequenza o durata. Il loro effetto strutturante deriva quindi sia dalla loro prevedibilità sia aspettative interattive, con stili autoregolatori associati, cui possono far riferimento in certe circostanze

dall’intensità stessa. I momenti affettivi intensi, quando sono positivi, possono riparare le rotture. stressanti indipendentemente dall’input ambientale immediato. Una regolazione interna autonoma, a

Tuttavia, quando le rotture sono profonde, conducono a intensi stati affettivi negativi, che si livello presimbolico, comincia a svilupparsi già nel primo anno di vita. Esiste una continuità tra

riproducono a cascata e possono avere un impatto traumatico sul processo di autoregolazione. interiorizzazione primaria e secondaria. Le rappresentazioni delle esperienze presimboliche del primo

L’interazione di rispecchiamento facciale mostra in che modo i tre principi interagiscono. Essa è anno innescano una serie di trasformazioni nello sviluppo successivo.

regolata dal principio di regolazione attesa. Inoltre, più volte, sia la madre sia il bambino vivono Sono le relazioni ad essere interiorizzate. Per quanto Schafer abbia elaborato un modello interattivo, egli

momenti positivi di grande intensità. Anche la nozione di disgiunzione normativa può essere applicata spesso se n’è allontanato, sottolineando più volte il ruolo dell’influenza unidirezionale dell’ambiente sul

in questo caso, poiché in diversi momenti il bambino si fa serio e distoglie lo sguardo, ma senza bambino. Schafer ritiene che la regolazione interna derivi dalla trasformazione, nel soggetto, di

mostrare angoscia. Benchè in generale la madre corrisponda i cambiamenti di direzione affettiva del un’interazione regolatoria con l’ambiente. La nostra tesi è che, fin dalla nascita, ogni interazione

bambino, a volte ella aumenta l’intensità della stimolazione. La capacità del bambino di regolare regolatoria con l’ambiente abbia al tempo stesso un effetto sull’autoregolazione. Quindi, le interazioni

nuovamente il suo stato di attivazione, e la capacità della diade di ritornare al gioco, contribuiscono a regolatorie con l’ambiente non diventano, in modo lineare, regolazioni interne. Anziché considerare la

organizzare l’esperienza del bambino. regolazione interattiva come trasformata in autoregolazione, riteniamo che autoregolazione e

Gli affetti sono regolati da tutti e tre i principi, ma in modi diversi. La regolazione affettiva ad opera del regolazione interattiva si influenzino a vicenda. Mentre in Schafer il mondo interno si organizza a

principio dei momenti affettivi intensi comporta una trasformazione globale degli stati affettivi. Con il partire da una trasformazione del mondo esterno, secondo noi il mondo interno si organizza grazie

principio di regolazione attesa, nell’incontro faccia a faccia avvengono continuamente regolazioni all’azione congiunta dell’autoregolazione e della regolazione interattiva. Condividiamo in vece

impercettibili. In questo caso, l’affetto è un processo mutevole, indefinibile, ininterrotto. Nelle sequenze l’affermazione di Schafer secondo cui il processo di interiorizzazione favorisce una crescente autonomia

di rottura e riparazione, la regolazione affettiva mira ad una trasformazione dell’affetto da positivo a rispetto alle interazioni reali con l’ambiente.

negativo e poi ancora a positivo. Proponiamo un modello di interiorizzazione in cui, nel primo anno, entrambi i partner partecipano

I tre principi permettono anche di osservare in che modo si organizzano le esperienze corporee. Gli stati all’interazione con comportamenti organizzati e costruiscono reciprocamente modalità di regolazione

corporei sono rappresentati dal bambino come un aspetto dei tre principi di salienza. Secondo il della loro attività congiunta. Le regolazioni e le aspettative su queste modalità diadiche di regolazione

41 42

organizzano il mondo interno. Tali modalità diadiche includono sia l’autoregolazione sia la regolazione della resistenza del paziente, o come legate all’incapacità del paziente di tollerare le frustrazioni. Altri

interattiva e, con l’avvento della simbolizzazione, diventano sempre più astratte e depersonalizzate, cioè ancora le hanno attribuite ad uno scarso timing dell’analista, a incomprensioni, a configurazioni

sempre più autonome. particolari del transfert-controtransfert, o a differenze individuali tra paziente e analista. Il modello

rottura e riparazione rappresenta il nucleo delle teorie psicoanalitiche sulla formazione delle strutture e

sull’azione terapeutica. A nostro avviso, il principio di rottura e riparazione opera in tutte le fasi del

CAPITOLO 8 trattamento e rappresenta solo uno dei possibili modi di strutturazione psichica e di azione terapeutica,

I TRE PRINCIPI DI SALIENZA E L’ORGANIZZAZIONE DELL’INTERAZIONE PAZIENTE- inoltre le rotture non sono né soltanto una conseguenza del controtransfert dell’analista né il risultato di

ANALISTA. una resistenza del paziente, ma dipendono dall’interazione tra paziente e analista. Anche le riparazioni

IL CASO DI CLARA.

La microanalisi empirica dell’interazione tra madre e bambino può aiutarci a comprendere anche sono costruite congiuntamente. L’azione terapeutica del processo di rottura-riparazione consiste nella

l’interazione tra analista e paziente. I tre principi organizzativi possono specificare ulteriori modalità di possibilità di negoziare con più flessibilità il grado di coordinazione reciproca nel processo di

azione terapeutica nel trattamento degli adulti, applicando tali principi al processo di modellamento autoregolazione e regolazione interattiva.

delle interazioni fra paziente e analista. I tre principi salienti forniscono ulteriori indicazioni per Nell’ambito dell’interazione fra paziente e analista, i momenti affettivi intensi offrono l’opportunità di

comprendere il funzionamento delle regolazioni diadiche e il processo di co-costruzione delle nuove esperienze, consentono di rivivere affetti antichi e possono anche destare traumi. Nell’adulto, i

interiorizzazioni in analisi. Essi non si rivolgono al contenuto dei problemi clinici né ad aspetti momenti intensi possono essere o non essere espressi verbalmente, ma implicano sempre un significato

motivazionali, piuttosto studiano il processo e i modelli di interazione. Il modello evolutivo derivato simbolico. Per esempio, nel trattamento di un paziente che cercava di razionalizzare la propria

dall’infant research non può essere direttamente trasferito alla situazione analitica, in quanto negli adulti esperienza attraverso un flusso verbale ininterrotto, un lungo silenzio condiviso rappresenta un

la capacità di simbolizzazione e l’elaborazione soggettiva inconscia dell’esperienza modificano momento intenso. Anche momenti di umorismo e sorpresa possono diventare momenti affettivi intensi

ulteriormente l’organizzazione e la rappresentazione dei modelli di interazione. Nonostante le numerose sia per l’analista sia per il paziente. Momenti affettivi intensi vengono costruiti congiuntamente da

differenze tra l’interazione tra madre-bambino e quella analista-paziente, riteniamo che ci siano analogie entrambi i membri della coppia analitica. Ciò modificherà le aspettative dell’analista e del paziente

nel modo in cui i tre principi organizzano i due tipi di interazione. sull’interazione e nello stesso tempo trasformerà profondamente anche lo stato del paziente. Quindi,

possono promuovere nuove interiorizzazioni e favorire il cambiamento terapeutico.

I tre principi e l’interazione paziente-analista.

In passato gli psicoanalisti hanno già preso in considerazione i processi regolati dai tre principi, benchè Illustrazione del caso.

sotto nomi diversi. Il principio di regolazione attesa è stato affrontato nelle discussioni su transfert e Clara è una donna in carriera di 36 anni, divorziata, con tendenze depressive. I precedenti trattamenti,

controtransfert ed è implicito nei concetti di holding ambientale e di background di sicurezza. Il durati diversi anni, non erano riusciti a ridurre la sua depressione e la sensazione che tutto ciò che faceva

principio di rottura e riparazione sottenderebbe l’analisi delle resistenze e il metodo del confronto. Ai e la riguardava fosse inutile. Inizialmente la paziente organizzava la sua esperienza del trattamento sulla

momenti affettivi intensi è stato assegnato un ruolo essenziale nella definizione del significato emotivo base del suo esteso e persistente pessimismo. Si aspettava di essere nuovamente etichettata come

del trattamento. “resistente”, di essere accusata di “masochismo”, di non fare progressi terapeutici. Pensava che

Il principio di regolazione attesa riflette il modello tipico, prevedibile, delle interazioni ripetute nel corso l’analista non l’avesse ancora accusata solo perché era “patologicamente” gentile.

del trattamento. Paziente e analista concorrono attivamente a regolare lo scambio. In ogni partner si Clara riconobbe l’importanza della sua credenza patologica, secondo cui non avrebbe potuto essere

organizzano aspettative sul grado in cui egli influenzerà o non influenzerà l’altro, e verrà o non verrà aiutata né cambiare in alcun modo. Formulammo una scena modello basata su una sua esperienza

influenzato dall’altro. Tali aspettative specificano il grado di efficacia interattiva. Ciascun membro della infantile. Clara e la sua famiglia vivevano in una fattoria. A 8 anni le fu regalato un cavallo. Clara

coppia analitica si rappresenta e si aspetta dall’altro forme di regolazione tipiche e prevedibili. Nella promise che l’avrebbe accudito, ma non seguì le istruzioni; il cavallo si ammalò e dovette essere

situazione analitica, le modalità di regolazione attesa variano dai sottili comportamenti non verbali agli abbattuto. Quel giorno i genitori le dissero che l’avrebbero portata a un picnic, ma lei sapeva che era un

scambi verbali. Gli effetti di queste interazioni si fanno sentire in tutto il processo di trattamento, anche tentativo volto a evitarle il dolore di essere lì mentre il cavallo veniva ucciso. Questa scena modello, in

se sono più evidenti nella fase di comprensione e nei processi di ascolto, esplorazione e chiarificazione. cui la paziente prende parte a un picnic mentre il suo cavallo viene abbattuto, in risposta al bisogno dei

In queste fasi, nella relazione tra paziente e analista emergono i temi ripetitivi del paziente. Grazie a genitori che lei “stia bene” e a discapito della sua integrità (senso di colpa, responsabilità e lealtà),

questo processo, i temi possono essere modificati e disconfermati. Noi ipotizziamo che il principio di rappresentava il modo in cui la paziente continuava a organizzare la propria esperienza da adulta. Per

regolazione attesa possa promuovere nuove aspettative e nuove modalità di azione terapeutica. Lo evitare di tradire ancora se stessa, Clara si sforzava di mantenere il rispetto di sé non permettendo a

studio dettagliato delle regolazioni attese può chiarire ulteriormente il processo di azione terapeutica. nessuno, di credere di aiutarla o di darle qualcosa. La costruzione congiunta e l’interpretazione della

L’oggetto dello studio è la struttura del dialogo stesso, a prescindere dal contenuto verbale. L’azione scena modello furono per l’analista un momento intenso. Fece sperimentare alla paziente un qualche

terapeutica del principio di regolazione attesa consiste proprio nel processo di rappresentazione e senso di efficacia, visto che era riuscita ad avere effetto sull’analista. Clara iniziò a nutrire una cauta

interiorizzazione delle aspettative e delle disconferme sull’interazione, che si compie indipendentemente speranza verso la nuova esperienza di accettazione. Credeva che l’analista la stia aiutando solo per fare

dalla loro verbalizzazione. “bene” il suo lavoro, ma l’accettazione da parte dell’analista della sua resistenza contribuì a

Le interazioni di rottura e riparazione sono più evidenti nella fase di spiegazione e nel processo di riorganizzare e a disconfermare tale aspettativa. Questa fase iniziale del trattamento fu incentrata sulla

confronto, elaborazione e interpretazione. A seconda di come, quando e dove essi si verificano, le costruzione congiunta di una prima forma di regolazione attesa, basata sulla sua cauta speranza e

rotture possono essere intese in differenti modi: come necessarie allo sviluppo, come manifestazioni sull’”accettazione” dell’opposizione.

43 44


ACQUISTATO

7 volte

PAGINE

25

PESO

543.47 KB

AUTORE

roxx86

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Tecniche di Intervento in Psicologia Clinica dello Sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Infant Research e Trattamento degli Adulti di Beebe e Lachmann. Il riassunto tratta i seguenti argomenti: modello sistemico-diadico, autoregolazione, regolazione interattiva, coordinazione bidirezionale, principi di salienza, casi di Burton, Clara, Karen, percezione transmodale delle corrispondenze, principio di corrispondenza delle specificità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e delle relazioni
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roxx86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche di intervento in psicologia clinica dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Taurino Alessandro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Tecniche di intervento in psicologia clinica dello sviluppo

Riassunto esame Tecniche di intervento, prof. Taurino, libro consigliato Psicoterapia e teoria dell'attaccamento, Wallin
Appunto
Memoria per i volti
Dispensa
Riassunto esame Psicopatologia, prof. Stella, libro consigliato I destini di Narciso, Stella
Appunto
Psicologia forense oggi
Dispensa