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Riassunto esame Tecniche Espressive e Composizioni, prof. Gaspari, libro consigliato Imparare a Scrivere, Cicalese Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Tecniche Espressive e Composizioni, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Imparare a Scrivere, Cicalese consigliato dal docente Gianmarco Gaspari, cdl in scienze della comunicazione. Tra gli argomenti l'elaborazione di un testo e la sua produzione.

Esame di Tecniche espressive e composizioni docente Prof. G. Gaspari

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Tecniche Espressive e Composizione di testi in italiano

SCRITTO (6 tipi)

- SCRITTO INFORMALE (scrivere un diario)

- SCRITTO DIALOGICO (chat line, lettere)

- SCRITTO PER ESSERE DETTO (dialoghi e/o monologhi di un copione)

- SCRITTO PER ESSERE AMPLIATO NEL PARLATO (simile al testo parzialmente pianificato)

- SCRITTO PER ESSERE LETTO AD ALTA VOCE (corrisponde al parlato pianificato)

- SCRITTO PER ESSERE CONSULTATO (avvisi, libri, riviste).

Importante:

Un testo scritto (prodotto linguistico molto complesso dove le frasi si combinano secondo regole ben

precise di strutturazione), deve possedere due qualità fondamentali:

1) Deve essere COERENTE

2) Deve essere COESO

Coerenza significa che i contenuti, oltre ad essere organizzati secondo capitoli, paragrafi e capoversi,

devono anche essere organizzati per grandi blocchi tematici connessi in logica di sequenza, ciascuno dei

quali presenta argomenti che si legano a quelli successivi.

Coesione significa che il testo deve essere strutturato dal punto di vista logico-sintattico, con frasi connesse

secondo regole grammaticali più o meno complesse.

Anche il testo orale è COERENTE e CONCISO ma queste condizioni sono riprodotte in maniera meno rigida

rispetto allo scritto. Quando si parla di testo “orale” in senso stretto, ci si riferisce invece al “parlato

spontaneo”, in quanto tipo di testo non pianificato: esso tra l’altro, è quello che più si allontana dallo scritto

e che meglio rappresenta il polo opposto.

Le differenze tra scritto e parlato sono da ricondursi principalmente al materiale con cui si manifesta la

forma espressiva: permanente nello scritto e volatile nell’orale.

Lo scritto viene prodotto con tempi più o meno lunghi che danno adito alla pianificazione e ad una possibile

revisione; inoltre è caratterizzato da un tipo di elaborazione MONODIREZIONALE, nel senso che viene

prodotto in totale assenza del ricevente.

L’orale si contrappone allo scritto per la BIDIREZIONALITÀ, ovvero, per la compresenza degli interlocutori.

La conversazione pertanto, permette un possibile scambio di ruoli tra emittente e ricevente in modo

simultaneo ed è spesso caratterizzata da informazioni supplementari quali il tono della voce, le pause, le

feedbac

intonazioni, la postura, la mimica, la gestualità ecc. L’emittente in questo caso riceve cioè un “ k” dal

ricevente, ed è quindi in grado di intuire il grado di comprensione del ricevente stesso.

Ricordiamo che i segni non verbali possono contraddire o confermare ciò che esprimiamo

verbalmente: il significato di una frase può essere contraddetto da un tono ironico o, al contrario,

enfatizzato da un gesto come un pugno battuto sul tavolo.

Le competenze richieste nella scrittura

Lo scrivere prevede una serie di capacità cognitive e linguistiche. Bisogna innanzitutto saper strutturare il

discorso ovvero saper attivare le adeguate competenze che consentono di organizzare le idee e di

presentarle secondo una data forma (COERENZA). Con queste capacità vanno integrate quelle di ordine

strettamente linguistico (COESIONE), vale a dire una competenza grammaticale che comprende

conoscenze sintattiche e ortografiche, una competenza semantica che prevede la padronanza del lessico

e dei significati del codice e dei sottocodici, nonché una competenza di ordine pragmatico che riguarda

la CONTESTUALIZZAZIONE del testo, ovvero la modalità di variare registro e stile in base agli scopi e

ai destinatari.

Data creazione 04/07/2013 6.46 p. Pagina 5 di 16

Tecniche Espressive e Composizione di testi in italiano

Saper pianificare

Strutturare e organizzare le idee

Produrre un messaggio vuol dire elaborare e organizzare dei contenuti secondo modelli e procedure

ben precise. Saper organizzare un testo comporta il saper selezionare i contenuti necessari e saperli

relazionare tra loro, vuol dire saper dare un giusto ordine alle idee e manipolarne la forma fino a trovare la

top down,

versione adeguata. L’impostazione che seguiremo è quella del cioè quella che prevede che per

selezionare i contenuti si debba partire da un problema generale e discendere poi attraverso varie domande,

ai contenuti correlati più specifici e dettagliati.

Dalle mappe testuali alla struttura del testo topic

La scelta dei contenuti deve essere guidata dal ovvero dall’argomento o tema che si vuole trattare

topic

(prima domanda da porsi sarà quindi “Di cosa deve parlare il mio testo?”). Il titolo fornisce il

principale.

Una volta definito il tema, è bene porsi dei sotto-quesiti che andranno a delineare un percorso più

dettagliato per la determinazione dei contenuti. Tali domande sono chiamate mappe testuali e cioè

schemi-interrogativi-tipo .

La scrittura giornalistica ci offre un esempio basilare di mappa testuale, quella delle cosiddette “5W”. Essa

corrisponde cioè a cinque domande fondamentali:

1. WHAT (che cosa)

2. WHEN (quando)

3. WHO (chi)

4. WHERE (dove)

5. WHY (perché)

Tipologie dei testi: caratteristiche e schemi organizzativi

Dire che i testi sono classificabili in base a dei “tipi” significa riconoscere che alla base degli stessi esistono

modelli caratterizzati da proprietà costanti. Saper pianificare un testo implica sapere quali di queste proprietà

vanno attivate e di conseguenza quale sia il tipo più idoneo dati certi obiettivi.

Negli ultimi anni ha avuto un notevole successo la tipologia di Werlich (1976) che rintraccia nelle

COMPETENZE COGNITIVE il principale fondamento che genera la diversità tra i testi. Saper organizzare il

proprio testo implica saper gestire la propria mente ovvero saper organizzare la propria conoscenza e il

proprio pensiero: l’abilità del saper scrivere sarebbe dunque strettamente vincolata alla capacità

del saper pensare.

Tale classificazione prende in esame le seguenti tipologie di testi:

1. Descrittivo

2. Narrativo

3. Espositivo

4. Argomentativo

5. Regolativo.

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Tecniche Espressive e Composizione di testi in italiano

DESCRITTIVO

descrivere describere

Il verbo deriva dal latino e cioè “scrivere da un modello, trascrivere, copiare” ovvero

Descrivere

trasporre in un testo qualcosa di oggettivo, di riproducibile. significa pertanto essere in grado di

distinguere dettagli e proprietà di un oggetto nonché disporre e gerarchizzare, in un testo, gli elementi

individuati.

Ovviamente gli oggetti descrivibili non sono solo “concreti e tangibili” ma anche “ideali e generici”. Si può

descrivere ad esempio una persona che conosciamo come pure un soggetto che esiste solo nella nostra

immaginazione, un extraterrestre ad esempio.

- Il FOCUS (ciò su cui si concentra e focalizza il testo), è nel caso del testo descrittivo lo spazio.

- La MATRICE COGNITIVA (modo in cui la nostra mente elabora e percepisce il testo e che sta alla

base della differenziazione dei testi stessi), consiste nelle differenze e interrelazioni di

percezione nello spazio.

- Generi: descrizioni in testi narrativi, espositivi, descrizioni tecnico-scientifiche.

NARRATIVO

Nel testo narrativo le percezioni dei fatti sono organizzate in rapporto ad una dimensione temporale.

L’attenzione deve essere concentrata sull’esposizione di eventi concatenati tra loro secondo una data

sequenza. Il testo narrativo ha una struttura scomponibile in unità rintracciabili, solitamente, in quattro fasi

fisse:

Situazione iniziale: in cui si delineano le premesse generali.

• Complicazione: che modifica l’ordine ravvisato nelle premesse e avvia il conflitto

• Peripezia: che stabilisce la dinamicità degli eventi.

• Scioglimento: che risolve il conflitto restaurando la situazione finale o sostituendola con una nuova.

Queste 4 fasi così strutturate costituiscono la FABULA, ovvero la struttura astratta in cui gli eventi si

presentano in un rapporto logico causale-temporale.

La concreta elaborazione del racconto è invece la TRAMA o INTRECCIO: qui gli eventi sono narrati in un

flashback flashforward

ordine diverso da quello naturale (es. o ). In sostanza la TRAMA è una elaborazione

individuale del racconto.

- Il FOCUS è in questo caso il tempo.

- La MATRICE COGNITIVA consiste nelle differenze e interrelazioni di percezione nel tempo.

- Generi: fiabe, leggende, romanzi, articoli di cronaca, notiziari, testi teatrali.

ESPOSITIVO

Questo tipo è individuabile quando l’argomento trattato nel testo non è riconducibile ad una descrizione o ad

una narrazione ma riguarda piuttosto un sapere oggettivo.

- Il FOCUS è l’analisi (scomposizione) o la sintesi (composizione) dei concetti.

- La MATRICE COGNITIVA consiste nella comprensione dei concetti.

- Generi: tesi, relazioni, saggi, manuali, rapporti.

Data creazione 04/07/2013 6.46 p. Pagina 7 di 16

Tecniche Espressive e Composizione di testi in italiano

ARGOMENTATIVO

Giulio Cesare!

È tipico testo del

Chi elabora un testo argomentativo, predispone un discorso attraverso cui convincere il pubblico: si frutta

arte della retorica

cioè la cosiddetta “ ”. Pertanto attraverso il ragionamento, si vuole modificare uno stato

di conoscenze preesistenti, indirizzando i riceventi verso una conclusione piuttosto che un’altra.

Lo svolgimento del ragionamento è strutturato su un percorso composto da quattro fasi:

Iniziale o confronto (si definisce il tema).

• Apertura (viene dichiarata e discussa l’opinione).

• Discussione (vengono introdotti gli argomenti e i controargomenti che costituiscono la discussione

• effettiva).

Conclusione (si definisce l’esito dell’argomentazione).

• - Il FOCUS è rappresentato da relazioni fra concetti.

- La MATRICE COGNITIVA consiste nel giudizio e l’istituzione di relazioni tra concetti, attraverso

la messa in rilievo di similarità e contrasti.

- Generi: interventi in dibattiti, dialoghi, temi scolastici.

REGOLATIVO

Il confine tra il testo argomentativo e quello regolativo è difficilmente determinabile. Sia nel primo che nel

secondo caso si cerca di modificare il ricevente nelle sue credenze e nei suoi comportamenti. La differenza

che possiamo puntualizzare è che mentre il testo argomentativo può sottacere la sua intenzione persuasiva,

il testo regolativo deve dichiarare palesemente le sue intenzioni, in quanto va a costituire

spesso un vero e proprio modello comportamentale.

- Il FOCUS è rappresentato dal comportamento futuro (altrui e/o proprio).

- La MATRICE COGNITIVA consiste nella pianificazione del comportamento.

- Generi: ordini e istruzioni, regole, statuti, ricette.

COMMISTIONI

Un testo non può essere ricondotto esclusivamente ad un tipo, se non per le sue qualità dominanti.

L’incrocio tra un tipo e l’altro è un’inevitabile contaminazione che prevede interazioni di caratteristiche

proprie all’uno e all’altro.

Testi in cui sono percepibili immediatamente queste interazioni, sono ad esempio quelli pubblicitari, in cui

all’aspetto argomentativo (mirato al convincimento) è affiancato quello regolativo, che cerca di

pianificare il comportamento del pubblico inducendolo all’acquisto.

Altri esempi di commistioni, sono rintracciabili nei testi prodotti in ambito di comunicazione giornalistica,

politica e istituzionale.

Data creazione 04/07/2013 6.46 p. Pagina 8 di 16

Tecniche Espressive e Composizione di testi in italiano

Saper riscrivere

Riformulare un testo già dato

Saper scrivere non vuol dire soltanto inventare ma anche saper rimodellare un testo già dato, variandolo a

seconda degli obiettivi richiesti nella data circostanza attenendosi a dei filtri particolari. Per riformulare un

testo devono essere attivate diverse abilità linguistiche e cognitive.

SINONIMIE E PARAFRASI

Due parole sono sinonimiche quando hanno lo stesso significato. Allo stesso modo il concetto di

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parafrasi si riferisce ad un’invarianza di significato in riferimento però, non a singole parole, ma ad intere

frasi. Usarle è indispensabile nella redazione di un testo perché i sinonimi permettono di evitare ripetizioni di

uno steso termine a breve distanza.

Le formulazioni teoriche sulla sinonimia sostengono che non esistono i una lingua parole identiche tra loro

integralmente e quindi i sinonimi vanno intesi come EQUIVALENTI e NON IDENTICI. La scelta dell’uno o

dell’altro non si limita alla sola consultazione di un qualsiasi buon dizionario, ma va sperimentata di volta in

volta nelle frasi concrete. Saper scegliere il giusto sinonimo presuppone quindi l’analisi di tutto il CONTESTO

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FRASTICO e una riflessione sulle sfumature di senso. Così come è possibile variare una sola parola, allo

stesso modo si può parafrasare in vario modo un’intera frase, rispettandone l’equivalente contenuto

semantico.

STILI E REGISTRI

Chi produce un testo deve saper selezionare il modo che ritiene più adeguato ad esprimere una data

rappresentazione del pensiero, in una precisa situazione. Il piano della forma di un testo può usufruire di

diverse varietà linguistiche, attinte dalla pluralità di mezzi espressivi di cui le lingue e le culture dispongono.

Tali variazioni concernono i REGISTRI e gli STILI.

Il REGISTRO è il TIPO di linguaggio. Esso si sviluppa lungo un asse graduale i cui poli sono, da un lato,

un alto grado di formalità rappresentata dalla lingua colta ma anche dai linguaggi tecnico-scientifici, fino ad

arrivare, al polo opposto, all’alta informalità della lingua popolare o familiare.

Chi emette un messaggio si serve dunque di REGISTRI LINGUISTICI: gergo

Informale = colloquiale, familiare, confidenziale, sino ad arrivare al che, fuori dal gruppo, non si

 comprende. ufficiale

Formale = rispettoso, colto, solenne, (presenza di sottocodici, tipico dei linguaggi

 specialistici).

Al concetto di STILE si riferiscono diverse definizioni come l’insieme dei tratti formali che

caratterizzano il MODO di esprimersi di una persona o, più semplicemente, il modo di scrivere di

un autore, o il modo in cui è scritta una sua opera.

Quello che qui ci sembra più pertinente è il rapporto tra lo stile e i fini comunicativi: saper esprimere dei

contenuti implica saper scegliere il repertorio lessicale adeguato ai contesti: così lo stile giornalistico, sarà

diverso da quello commerciale o ancora, da quello poetico. Nota: dato che stili e registri si condizionano a

vicenda, risulta comunque difficile dissociarli completamente: c’è chi non fa differenza tra i due.

SINTESI

Per scrittura di sintesi s’intende quella che, a partire da un testo, ne produce un altro sostanzialmente più

breve ma capace di condensare la linea tematica principale.

Parafrasare vuol dire anche riuscire a mutare la forma sintetizzando contemporaneamente i contenuti.

Il processo della sintesi è molto più complesso di quello che appare. La scrittura sintetica deve poter

consentire la riduzione di concetti ad unità minime attraverso la separazione delle idee principali dalle

secondarie. Implica contemporaneamente la capacità di riscrittura e di parafrasi. La prima operazione da

fare è individuare la parola chiave, ovvero quelle parole che condensano gli argomenti principali. La sintesi è

necessaria non solo quando c’è bisogno di ridurre i nuclei informativi a quelli principali, ma anche quando i

contenuti risultano dilatati da un eccessivo numero di parole.

LA TITOLAZIONE

5 PARAFRASI = esposizione di un testo con parole proprie, accompagnata spesso da una spiegazione.

6 FRASTICO = inerente alla frase.

Data creazione 04/07/2013 6.46 p. Pagina 9 di 16

Tecniche Espressive e Composizione di testi in italiano

L’ esercizio estremo di sintesi si realizza nella stesura dei titoli. Il titolo ha come obiettivo il

presentare i contenuti che seguono nel testo e di delineare un percorso di lettura guidato dall’argomento

indicato. Nella stesura del titolo è importante la ricerca, all’interno del testo stesso, del tema da focalizzare e

topic

delle parole chiave che puntualizzino il senza sviare l’attenzione sui fatti marginali. Benché più

agevolmente controllabile nella stesura, il titolo è fortemente vincolato tanto nei contenuti che nella forma.

ESPANSIONE

È l’operazione inversa alla sintesi. Vi sono tre modi essenziali per sviluppare e specificare dei temi:

1. Per analisi: quando un concetto, spezzato in più sotto-argomenti specifici, viene spiegato e

dettagliato.

2. Per ampliamento: quando ad un concetto già espresso se ne affiancano altri che estendono il

campo di ricerca, grazie all’associazione di realtà simili.

3. Per innesto: quanto i concetti già trovati diventano il nucleo di partenza a cui si applicano altri

interrogativi che permettono di costruire, a lato dei primi, altri contenuti di supporto ed

approfondimento tramite ipotesi, dati, ecc.

Cosa si può dire di più sull’argomento?

In sostanza l’espansione risponde alla domanda: “ ” Altre domande più

dettagliate possono aiutarci nella ricerca delle idee:

Si possono spiegare alcuni fenomeni?

 Si possono esemplificare con degli esempi?

 Si possono fornire dettagli?

 Si possono supportare le idee con dei dati?

 Si possono fare riferimenti confronti, collegamenti, contrapposizioni rispetto ad altri fenomeni?

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Tecniche Espressive e Composizione di testi in italiano

Saper semplificare

Rendere un testo comprensibile

Adeguare un testo al destinatario vuol dire saper formulare i contenuti in maniera che questi siano chiari ed

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accessibili a chi legge. Mentre le “scritture creative ” consentono un’ampia variabilità del codice, ed

esprimono proprio attraverso la potenziale creatività linguistica la loro funzione espressiva, i testi prodotti

nella comunicazione quotidiana, mirano sostanzialmente alla trasmissione diretta dei contenuti.

Stilare un testo implica saper usare la lingua e saperla adeguare al progetto di scrittura in atto. La brevità

delle frasi, il lessico di base e la sintassi elementare, sono solo i principi da cui partire per scrivere un testo

leggibile.

CRITERI DI LEGGIBILITA’

Ciò che garantisce una comunicazione efficace è uno stile chiaro, preciso e conciso.

I due fondamentali criteri che guidano verso la stesura di un testo facilmente leggibile sono quindi

CONCISIONE e CHIAREZZA: solo eliminando le ridondanze e le oscurità e tutto ciò che può rendere il

testo fuorviante o indecifrabile, si possono semplificare i processi cognitivi del leggere e del capire.

Di seguito, una lista dettagliata di regole da seguire affinché gli obiettivi di efficacia ed immediatezza

vengano attuati:

Livello del testo = Cancellare il materiale estraneo; evitare di inserire troppi contenuti i un testo breve.

 Livello del periodo = Ridurre le subordinazioni; suddividere frasi lunghe in frasi più brevi.

 Livello delle parole = Sostituire, se possibile, parole non di base con quelle di base; spiegare le parole

 nuove.

Livello del testo

Il criterio della concisione riguarda la capacità di saper quantificare e selezionare i contenuti e

prevede che un testo non debba essere ridondante né prolisso. Infatti, più un testo si espande più si rischia

di distogliere l’attenzione del destinatario. Bisogna operare una giusta concisione che va ricercata in rapporto

a due variabili: la prima è interna e riguarda l’effettiva quantità di temi da trattare, la seconda è esterna e

riguarda i limiti di spazio che si hanno a disposizione per scrivere.

Livello del periodo

Il criterio della concisione non vale soltanto per l’intero testo ma anche per le singole frasi: più le frasi

sono lunghe, più si rischia di rendere il testo poco leggibile (frasi composte da circa 20 parole si ritengono di

alta leggibilità per persone con istruzione medio-bassa; più aumenta il numero di parole più diminuisce il

grado di leggibilità e quindi di comprensione). Parole superiori alle 30-40 unità costringono alla rilettura

anche lettori esperti.

7 SCRITTURE CREATIVE = possibilità di variabilità del codice.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche espressive e composizioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gaspari Gianmarco.

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