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TECNICHE ESPRESSIVE E COMPOSIZIONE DI TESTI IN

ITALIANO

IMPARARE A SCRIVERE - CICALESE

1. Saper comunicare

La scrittura come strumento della comunicazione

In oltre seimila anni di storia la scrittura si è trasformata da antico bene di pochi, in moderno

bene di comunione e di contatto. Oggi la scrittura è cambiata nelle sue funzioni sino a diventare

una complessa gamma di variazioni, modelli, tipologie…

ELABORARE UN TESTO : significa saperlo adeguare alle diverse situazioni comunicative e

saperne differenziare la forma.

SAPER PRODURRE UN TESTO : significa essere in grado di filtrare e calibrare le

ambiguità della comunicazione.

La società del 2000, spesso etichettata “società della comunicazione” vive in un mondo di relazioni

socio-culturali che si definiscono sempre più attraverso i testi.

Il modello della comunicazione nella scrittura

Ricorrendo al famoso schema di Jakobson possiamo riassumere che in ogni atto comunicativo

FATTORI DELLA COMUNICAZIONE

concorrano sempre i sei seguenti elementi detti :

EMITTENTE MESSAGGGIO RICEVENTE

CONTESTO O REFERENTE

CODICE

CANALE

EMITTENTE: colui che intende inviare il messaggio. Deve essere a conoscenza degli obiettivi del

suo dire e della natura del soggetto cu vuole rivolgersi.

RICEVENTE: colui che riceve il messaggio. Deve essere in grado di interpretare il messaggio e

risalire al significato che l’emittente aveva voluto codificare. CHI SCRIVE non deve MAI DARE

PER SCONTATO che l’altro sia in grado di COMPRENDERE.

MESSAGGIO: il contenuto che viene trasmesso. Deve essere adeguato allo scopo ovvero né

troppo prolisso né troppo conciso (massima della quantità); non deve divagare (massima della

relazione); deve essere chiaro evitando ambiguità (massima del modo); deve essere vero e

attendibile (massima della qualità)

CONTESTO: ambito in cui viene prodotto il testo. Ovvero la complessa realtà extralinguistica che

condiziona la trasparenza dl messaggio (sto pensando alla campagna).

CODICE: la lingua verbale espressa attraverso un insieme di SEGNI GRAFICI. A questo, spesso,

si accompagna un codice visivo che utilizza immagini per trasmettere altri significati. QUANDO SI

PARLA DI CODICE BISOGNA RFERIRSI ALL’USO DELLE PAROLE E ALLE

OSCILLAZIONI CHE IL VOCABOLARIO DI UNA LINGUA PERMETTE.

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CANALE: il mezzo attraverso il quale il messaggio viene inviato. Sarà un canale ogni supporto che

permetterà alla scrittura di essere visualizzata (cartaceo, video). Il CANALE DELLA SCITTURA

viene definito GRAFICO – VISIVO, quello dell’ORALITA’ FONICO ACUSTICO.

In sunto: CHI SCRIVE COSA SCRIVE CHI LEGGE

AMBITO IN CUI VIENE PRODOTTO IL TESTO

LINGUA VERBALE SCRITTA E IMMAGINI

SUPPORTI CARTACEI E VIDEO

VARIABILI DELL’ORALE E DELLO SCRITTO

ORALE MONOLOGICO: Spontaneo (parlare da soli)

Semi pianificato (studiare ad alta voce)

Pianificato (leggera ad alta voce)

ORALE DIALOGICO: Spontaneo (conversazione)

Parzialmente pianificato (esame, intervista)

SCRITTO INFORMALE: Scrivere un diario

SCRITTO DIALOGICO: chat line, lettere

SCRITTO PER ESSERE DETTO: copioni

SCRITTO PER ESSERE LETTO AD ALTA VOCE: simile al parlato pianificato

SCRITTO PER ESSERE CONSULTATO: libri, riviste.

Le differenze tra scritto e parlato sono da ricondursi principalmente al materiale con cui si

manifesta la forma espressiva: permanente nello scritto e volatile nell’orale.

La conversazione, tra l’altro, permette sempre il possibile scambio dei ruoli tra emittente e ricevente

in modo simultaneo ed è spesso caratterizzata da informazioni supplementari quali il tono della

voce, le pause, le intonazioni, ecc.

Quando si parla di testo “orale” in senso stretto ci si riferisce invece al parlato spontaneo, ovvero

alla conversazione faccia a faccia, che in quanto tipo di testo non pianificato, è quello che più si

allontana dallo scritto e meglio si addice a rappresentarne il polo opposto.

Il messaggio cosa si scrive

Ciò di cui parliamo ovvero il contenuto che trasmettiamo in un messaggio,è condizionato

dall’obiettivo della nostra comunicazione. Benché ogni testo abbia un suo diverso scopo,

assumiamo come regola generale che ciascuno, in quanto atto comunicativo, debba trasmettere un

contenuto e che questo debba essere reso in modo chiaro e comprensibile.

Lo scrivere prevede una serie di capacità cognitive e linguistiche. Bisogna innanzitutto saper

strutturare il discorso ovvero saper attivare le adeguate competenze che consentono di organizzare

le idee e di presentarle secondo una data forma. Con queste capacità vanno integrate quelle di

ordine strettamente linguistico ovvero una competenza grammaticale (comprende conoscenze

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sintattiche e ortografiche), una competenza semantica (prevede la padronanza del lessico e dei

significati del codice e dei sottocodici) nonché una competenza di ordine pragmatico, (ovvero la

modalità di variare registro e stile in base agli scopi e ai destinatari) (pag. 30).

2. Saper pianificare

Le competenze richieste nella scrittura

Saper organizzare un testo comporta il saper selezionare i contenuti necessari e saperli relazionare

tra loro, vuol dare saper dare un giusto ordine alle idee e manipolarne la forma fino a trovare la

versione adeguata. L’impostazione che seguiremo è quella del top down cioè quella che prevede

che per selezionare i contenuti si debba partire da un problema generale e discendere poi attraverso

varie domande ai contenuti correlati.

Dalle mappe testuali alla struttura del testo

La scelta dei contenuti deve essere guidata dall’argomento che si vuole trattare(prima domanda da

porsi, di cosa deve parlare il mio testo?). Fanno seguito numerose idee casuali che potrebbero essere

fuorvianti, per questo una volta definito il tema è bene porsi dei sotto-quesiti, che andranno a

delineare un percorso più dettaglia per la determinazione dei contenuti. Tali domande sono

chiamate mappe testuali e sono schemi-interrogativi-tipo. Il titolo fornisce il topic principale. Per

costruire l’impianto di un intero testo bisogna individuare un contenuto, o un aspetto principale, e

su questo procedere poi verso la costruzione della struttura, la quale prevede che gli altri

argomenti siano organizzati e sistemati efficacemente in uno schema funzionale e complesso,

secondo alcune priorità.

Una MAPPA TESTUALE TIPICA è quella delle 5W: WHAT

WHEN

WHO

WHERE

WHY

Schemi organizzativii

Dire che i testi sono classificabili in base a dei “tipi” significa riconoscere che alla base degli stessi

esistono modelli caratterizzati da proprietà costanti. Saper pianificare un testo implica sapere quali

di queste proprietà vanno attivate e quale sia il tipo più ideale dati certi obiettivi.

Negli ultimi anni ha avuto un notevole successo la tipologia di Werlich (1976) che rintraccia nelle

COMPETENZE COGNITIVE il principale fondamento che genera la diversità tra i testi. Saper

organizzare il proprio tipo di testo implica saper gestire la propria mente ovvero saper organizzare

la propria conoscenza e il proprio pensiero: l’abilità del saper scrivere sarebbe dunque strettamente

vincolata alla capacità del saper pensare. Tale classificazione prende in esame i tipi: descrittivo,

narrativo, espositivo, argomentativi, regolativi.

Benchè ciascun tipo evidenzi dei tratti fondanti è pur vero che ogni testo risulta essere una

commistione di tipi in cui c’è un nucleo centrale dominante dove confluiscono

contemporaneamente, sequenze riconoscibili come estranee al tipo centrale.

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ESAME DEI TIPI

DESCRITTIVO

Descrivere significa essere in grado di distinguere dettagli e proprietà di un oggetto nonché disporre

e gerarchizzare, in un testo, gli elementi individuati.

Gli oggetti descrivibili non sono solo “concreti e tangibili”(es persona concreta) ma anche “ideali e

generici”(es. persona generica rappresentante di una certa classe o ancora “immaginari”(es

extraterrestre). La

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche espressive e composizioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Gaspari Gianmarco.
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