Tecniche di microscopia
Attualmente in microbiologia viene impiegata un’ampia varietà di microscopi: il microscopio ottico, di cui esistono diversi tipi (microscopio in campo chiaro, in campo oscuro, a contrasto di fase, a contrasto d’interferenza differenziale, a fluorescenza), il microscopio elettronico (a trasmissione, a scansione, a scansione di sonda, a scansione a effetto tunnel), il microscopio confocale e il microscopio a forza atomica.
Microscopia ottica in campo chiaro
Tecnica che si avvale di un microscopio ottico provvisto di una fonte luminosa che illumina il campione posto su di un vetrino, di un condensatore che fa convergere la luce sul campione e di un sistema di lenti (lenti dell’obiettivo e lenti dell’oculare) capaci di ingrandire l’immagine del campione: l’ingrandimento totale dell’immagine è il prodotto degli ingrandimenti dell’obiettivo e dell’oculare. Gli oculari (10×) possono ingrandire di 10 volte l’immagine del campione che arriva dalla lente, per cui se le lenti dell’obiettivo sono 10× l’immagine sarà ingrandita di 100 volte (basso ingrandimento, utile per esaminare un intero campione), se invece l’obiettivo è un 40× di 400 volte (utile per osservare microbi di grandi dimensioni come parassiti o funghi filamentosi), mentre l’obiettivo a immersione in olio 100× può ingrandire di 1000 volte l’immagine (viene in genere usato per osservare batteri, lieviti e dettagli morfologici di organismi più grandi e di cellule).