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Macro temi per analizzare i problemi aziendali

La considerazione dei problemi aziendali come problemi complessi, affrontati con un approccio interdisciplinare, il quale parte dall'idea che un'impresa evolva nel tempo e che i modelli di analisi, spesso, non siano adeguati.

Definizione di servizio professionale

Inteso come prestazione di tipo intellettuale che una persona presta ad un'impresa o ad un imprenditore. L'azienda è il complesso di beni organizzato per l'esercizio dell'attività di impresa (art. 2555). L'impresa è un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. Un’impresa opera sul mercato, caratterizzato da concorrenza e incertezza, e come tale è soggetta a rischi. Il fine ultimo dell’impresa è quello di produrre valore e, quindi, realizzare un risultato economico positivo, in un’ottica di continuità. Se dovesse venire meno la continuità, la vita dell’impresa sarebbe messa a rischio.

Caratteristiche del servizio professionale

  • Simultaneità: la prestazione di un servizio professionale presuppone che la produzione e il consumo del servizio avvengano contemporaneamente.
  • Eterogeneità: il professionista deve adattare il servizio ad ogni specifica impresa, poiché i problemi aziendali sono complessi e diversi.
  • Intangibilità
  • Misurazione utilità: una volta che il servizio è stato prestato è possibile rendersi conto se sia stato utile o meno.

Il professionista può intervenire nel servizio all'interno dell'impresa, occupandosi di:

  • Singoli settori di impresa, a seconda del livello di specializzazione del professionista.
  • Gestione complessiva: il professionista deve essere in grado di operare in modo interdisciplinare, avendo una conoscenza interdisciplinare, capacità commerciali e capacità di saper interpretare i bisogni del cliente, talvolta attraverso il supporto di persone specializzate nel settore.
  • Continuità temporale: il professionista deve essere in grado di assecondare le esigenze del cliente per un dato periodo di tempo.

Modalità di interazione tra servizio e imprese

  • Fornitura: il cliente si rivolge al professionista occasionalmente per la fruizione di servizi specifici legati a un singolo evento particolare che caratterizza la vita di un’impresa. In questo caso il livello di interazione è basso. (Esempi: redazione di una perizia, redazione di un parere che supporti una decisione)
  • Assistenza: in questo caso il rapporto tra professionista ed impresa è maggiore, nonostante l’interrelazione sia ancora limitata. (Esempi: assistenza tributaria e contabile ad un’impresa)
  • Consulenza: il rapporto tra professionista ed impresa si fa più stretto. Il professionista offre una consulenza globale, la quale dipende dal tipo di impresa: tanto più l’impresa è piccola, quanto più sarà assorbente l’attività del professionista nei confronti dell’impresa e tanto più il cliente sarà preponderante nell’attività del professionista, tanto meno il professionista riuscirà ad essere indipendente economicamente.
  • Partnership: il professionista si dedica completamente al servizio dell’impresa, entrando a far parte della struttura organizzativa della stessa.

Caratteristiche del servizio professionale con riferimento alla realtà aziendale

Il professionista deve riuscire, per operare nell'interesse dell'impresa, a soddisfare la domanda dell'impresa e deve tenere conto di una serie di elementi:

  • Conoscenza della realtà aziendale dell’azienda per la quale fornisce la propria prestazione: partendo dal bilancio e dagli aspetti quantitativi, consultando il rendiconto finanziario, analizzando, poi, la capacità dell’impresa di generare reddito, considerando anche se l’impresa sia autonoma o faccia parte di un gruppo e interessandosi, infine, anche alla gestione, focalizzandosi sulle risorse umane e sul management dell’impresa.
  • Unicità dell’impresa: il professionista deve conoscere la realtà di ogni impresa, in quanto ogni impresa è diversa dalle altre.
  • Status dell’impresa: il professionista deve analizzare lo status dell’impresa, valutando in che condizioni stia operando e il motivo per cui si trova in queste condizioni.
  • Impresa mercato: il professionista deve tenere conto delle relazioni tra impresa e mercato, contestualizzando l’impresa nel mercato in cui opera.

Requisiti per la relazione cliente-professionista

  • Generale sintonia: il requisito principale è la fiducia da parte di entrambi. Il cliente deve essere limpido, sincero e aperto nei confronti del professionista: non può nascondergli fatti che riguardano l’azienda, né pretendere che l’incarico affidato al professionista generi una conferma delle sue aspettative. Una maggiore sintonia permette al professionista di svolgere un’attività utile per il cliente.
  • Valutazione dei bisogni reali: il professionista deve valutare se il bisogno del cliente sia reale, cercando di capire il cliente e suggerendoli soluzioni, oppure se la sua richiesta non abbia senso. Se il professionista dovesse rendersi conto che l’operazione richiesta non vada a soddisfare le esigenze del cliente, o possa danneggiare la sua situazione, con sincerità deve rifiutarsi di portare avanti l’operazione.
  • Consolidamento della fiducia: alla fiducia si lega la reputazione, ovvero, la capacità di generare fiducia attraverso le proprie competenze e capacità professionali. Il professionista, infatti, deve far parte di un albo di esperti e deve possedere una serie di requisiti tecnici. Requisiti come: integrità, riservatezza e correttezza devono essere intrinseche nella persona. Tutto ciò genera fiducia e crea, di conseguenza, una buona reputazione.
  • Coagulazione del consenso: se c’è fiducia tra il professionista e il cliente c’è assenso per la soluzione proposta.
  • Recepimento aspettative: il professionista deve saper ascoltare il cliente, cercando di capire quali siano le sue richieste e le proprie aspettative. Il professionista, poi, dopo aver individuato il problema e una possibile soluzione, deve proporla al cliente, il quale deciderà se affidarsi, o meno, al professionista.

Competenze professionali del professionista

  • Rigore logico-analitico: il professionista deve essere capace di definire un’ipotesi risolutiva, presentandone i pro e i contro al cliente, il quale, poi, deciderà quale soluzione applicare.
  • Capacità intuitive e creative: ogni impresa è unica, perciò, nella fase di ascolto il professionista deve intuire quale sia il reale problema dell’impresa, proponendo in modo creativo soluzioni non ripetitive e non tradizionali.
  • Cura delle relazioni interpersonali: il professionista deve porsi educatamente e correttamente con il cliente, ascoltandolo.
  • Competenze di tipo manageriale: il professionista deve essere in grado di sapersi organizzare, gestendo in autonomia il proprio tempo, rispettando determinate scadenze e svolgendo il servizio in modo efficace ed efficiente.
  • Capacità di creare e gestire conoscenza: il professionista deve sviluppare delle conoscenze, le quali poi dovranno essere applicate ai vari casi che gli si presentano.

Ruoli del professionista nei rapporti con l’impresa

  • Consulente: il professionista può prestare consulenza all’impresa o all’imprenditore. La figura del consulente, in questo caso, è esterna all’impresa.
  • Amministratore non esecutivo: nel sistema tradizionale, l’assemblea è convocata almeno una volta l’anno per approvare il bilancio o la proposta di destinazione degli utili, redatta dal consiglio di amministrazione, o per decidere quali provvedimenti adottare per coprire le perdite. Il consiglio di amministrazione è formato da amministratori esecutivi, i quali hanno deleghe, fornite dall’assemblea, per gestire l’impresa e amministratori non esecutivi, i quali, di fatto, gestiscono l’impresa. È presente un comitato esecutivo, il quale gestisce l’impresa sulla base di direttive fornite dall’assemblea. Il professionista ricopre il ruolo di amministratore non esecutivo, controllando che la gestione venga portata avanti in modo corretto. Nel sistema monistico l’assemblea nomina il consiglio di amministrazione, all’interno del quale è presente il comitato per il controllo sulla gestione e il revisore o la società di revisione. Nel sistema dualistico l’assemblea nomina il consiglio di sorveglianza che, a sua volta, nomina il consiglio di gestione, composto da consiglieri esecutivi e dal revisore, o dalla società di revisione. Il consiglio di sorveglianza supervisiona l’azienda, facendo da collante tra management e soci, approva il bilancio e controlla l’operato del consiglio di gestione. Il professionista, in questo caso, è membro del consiglio di sorveglianza, o svolge la funzione di revisore.
  • Sindaco: il professionista indipendente che fa parte del collegio sindacala deve vigilare sull’osservanza della legge o dello statuto. Il sindaco non ha capacità decisionale, si occupa di verificare, nel continuo, che la gestione venga portata avanti nell’interesse della società e nel rispetto della legge.
  • Internal auditor: soggetto che ricopre un ruolo di controllo interno, verificando la corretta applicazione di procedure in processi di produzione complessi. Può trattarsi sia di un dipendente dell’azienda, sia di un soggetto esterno.
  • Revisore: è nominato dall’assemblea e verifica la corretta tenuta della contabilità. Il revisore attesta che il bilancio sia stato redatto secondo i principi contabili e che risponda agli scopi prefissati. Il revisore è un soggetto indipendente rispetto alla società di revisione.
  • Ausiliario di giustizia: soggetto nominato dal tribunale in determinate situazioni. Due casi:
    • Il professionista svolge l’attività professionale nell’interesse della giustizia e la sua attività si inserisce nell’attività di giurisdizione volontaria. In questo caso, infatti, ci si rivolge al giudice perché nomini un soggetto esperto, il quale si occupi della determinazione di un valore o la congruità di determinati valori, nell’interesse generale.
    • Il giudice in materie altamente tecniche chiede il supporto da parte di un professionista competente per prendere determinate decisioni. La decisione, però, viene presa dal giudice. Il professionista deve fornire solamente delle risposte e delle consulenze tecniche al giudice di cui è ausiliario. In questo caso il professionista si inserisce nell’attività giudiziaria come:
      • Ausiliario nell’attività contenziosa civile: il professionista, in veste di consulente tecnico d’ufficio, aiuta il giudice a determinare l’ammontare di danno subito durante un contenzioso legale, ma potrebbe anche essere nominato custode dei beni espropriati.
      • Ausiliario nell’attività di volontaria giurisdizione civile: il professionista agisce come ispettore giudiziario, qualora si verificasse un disaccordo tra i soci o gli amministratori, e verificherebbe la presenza, o meno, di gravi irregolarità all’interno della gestione. Se gli accertamenti compiuti dall’ispettore mostrano una situazione irrisolvibile, il tribunale può sostituire gli amministratori con un amministratore giudiziario, professionista che amministra la società nell’interesse della continuità dell’attività aziendale.
      • Curatore fallimentare: il professionista si occupa della gestione dell’attività, sotto la direzione di un giudice delegato.
      • Ausiliario nel processo penale: il professionista, in caso di patologia, potrebbe essere chiamato dal pubblico ministero a svolgere il ruolo di perito, compiendo analisi tecniche.

Ruolo del consulente nelle diverse fasi dell’impresa

Costituzione: nel momento in cui si costituisce l’impresa sarà necessario scegliere la forma giuridica e verificare la fattibilità economico-finanziaria dell'attività. Innanzitutto, si deve svolgere uno studio di fattibilità: il professionista, infatti, dovrà verificare se l’idea avanzata dall’imprenditore sia destinata a generare valore, o sia destinata al fallimento. Nella seconda ipotesi dovrà correggere o bloccare l’idea. Successivamente, il professionista e l’imprenditore costruiranno insieme il business plan, analizzando i bisogni finanziari e decidendo come sarà opportuno finanziare l’impresa. Poi, sarà necessario scegliere la forma giuridica dell’impresa, abbinando alla conoscenza delle caratteristiche formali e giuridiche dei diversi tipi di società, un ragionamento sulla base delle esigenze del cliente. Dunque, si dovranno delineare i rapporti fra i soci e i patti parasociali, accordi tra soci che stabiliscono comportamenti comuni, atti ad influenzare la vita della società. A questo punto si dovrà delineare la struttura amministrativa e organizzativa della società. Poi, si passerà ad analizzare l’impianto contabile, ovvero: la tenuta dei conti, le caratteristiche, le modalità attraverso cui tenere una contabilità ordinata, gli adempimenti professionali da compiere, le conseguenze della tenuta di un bilancio ordinato o meno. Infine, si considereranno le autorizzazioni e gli adempimenti previdenziali e assicurativi.

Funzionamento: in questa fase si fa riferimento ai diversi profili di crescita dell’impresa, prendendo in considerazione l’area amministrativo-contabile, l'area fiscale, le operazioni straordinarie, l’area finanziaria e l’area di diritto societario.

Crisi/cessazione: è il momento in cui viene meno la continuità aziendale. Si cerca di non chiudere l’attività in modo traumatico. In questa fase si aprono diverse possibilità:

  • Liquidazione volontaria: si basa sull’ipotesi che dalla vendita di tutti i beni dell’azienda si ricavi la liquidità necessaria per pagare i debiti arretrati e restituire gli investimenti ai soci. Il professionista, o liquidatore, dovrà verificare che la vendita dei beni sia in grado di saldare i debiti dell’impresa. Se così non fosse, non sarà possibile intraprendere la strada della liquidazione volontaria e la liquidazione diverrà coattiva. La liquidazione volontaria ha la finalità di portare un patrimonio in continuità alla cessazione. La liquidazione coattiva presuppone, invece, una richiesta di fallimento o una richiesta ai soci di integrazione del capitale mancante.
  • Proposte di concordato preventivo e amministrazione controllata
  • Procedure concorsuali
  • Accordi giudiziali

Per evitare il fallimento sono previste:

  • Soluzioni stra-giudiziali
  • Subentri nella conduzione aziendale
  • Mandati di risanamento aziendale

Documenti e libri per la tenuta della contabilità

L’intervento del professionista, al momento della costituzione dell’azienda, si concretizza nella valutazione del conferimento (il professionista definisce il valore dei beni) e nella costruzione del business plan (piano di fattibilità che prevede la costituzione dei flussi prospettici futuri, economici e finanziari, al fine di individuare come l’impresa andrà a finanziarsi). Il professionista, poi, interviene anche nelle operazioni straordinarie. L’impresa, infine, si rivolge al professionista, anche durante la sua vita, per la definizione e costruzione del sistema informativo aziendale e per la redazione del bilancio aziendale (documento contabile informativo che descrive la situazione dell’impresa in un determinato ambito temporale. Si tratta di una fotografia della situazione patrimoniale ed economica dell’azienda). All’interno di un’azienda il sistema contabile si pone sempre a valle del sistema decisionale: prima si prendono le decisioni di gestione finalizzate a raggiungere obiettivi aziendali e, poi, in un secondo momento, si redigono le scritture contabili conseguenti. Il professionista, con riferimento alla rilevazione dei fatti contabili, prima effettua una semplice rilevazione del fatto aziendale che è verificato e poi si occupa di redigere gli schemi di bilancio d’esercizio.

Il sistema informativo aziendale ha una funzione sociale (siccome ogni impresa è in grado di influenzare il mercato in cui opera, l’andamento di un’impresa, deducibile dalle scritture contabili, interessa il mercato in cui l’impresa opera) ed è uno strumento di controllo interno dell’impresa (è uno strumento utile al management dell’impresa per analizzare l’efficienza e l’efficacia del proprio operato). Si sostanzia in:

  • Sistema contabile: il professionista assiste l’impresa nella redazione di un impianto contabile, specifico per l’impresa. Il sistema contabile è l’insieme delle scritture contabili (rilevazioni contabili dei fatti di gestione, o annotazioni in un apposito prospetto (conto) delle informazioni economiche, patrimoniali, finanziarie, amministrative, derivanti da un processo di osservazione quali-quantitativo (rilevazione). La contabilità è il linguaggio assunto dall’impresa per comunicare a se stessa, o per comunicare, attraverso il bilancio, a terzi la propria situazione economica e finanziaria.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _mattia8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Dalla Sega Franco.
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