Tecnica professionale iparte i
Ci addentriamo nell'ottica d'impresa con l'occhio del professionista e non più con quello del management. Il ruolo del professionista assume rilevanza in quanto il bilancio che viene redatto dal management rappresenta un valore di tipo conservativo, ovvero che non rappresenta al 100% la realtà oggettiva delle cose. Per questo motivo il management deve operare delle stime sui valori. In quest'ottica l'impresa che si trova ad operare in continuità deve affrontare una serie di problemi di stime e valutazioni e dunque diventa fondamentale l'ausilio del professionista.
L'azienda per definizione è un complesso di beni organizzato, ma non si identifica solo con un'organizzazione fisica composta da beni materiali e immateriali, ma anche da un'organizzazione delle risorse umane. Proprio in tale ambito rientra anche il servizio fornito dal professionista che viene ritenuto intangibile.
Le caratteristiche del servizio professionale
- Intangibilità: Si tratta infatti di un servizio immateriale che potrebbe anche concretizzarsi nell'uso di documenti che però non rappresentano la prestazione professionale ma soltanto la base dalla quale si sviluppano le idee del professionista;
- Simultaneità: Il consumo è simultaneo alla produzione del servizio e di conseguenza non vi è la possibilità di immagazzinarlo;
- Eterogeneità: È importante che il servizio non sia standardizzato, uno dei rischi più comuni in ambito di prestazioni professionali in quanto il professionista, sulla base di esperienze pregresse, potrebbe essere portato ad adottare soluzioni standardizzate evitando di prendere in considerazione la singola situazione ed il singolo cliente;
- Misurazione dell'utilità: L'utilità deve essere misurata sulla base del grado di capacità che ha il professionista di risolvere un determinato problema del cliente. L'utilità non è immediatamente misurabile e solitamente per farlo si utilizza una logica americana che consiste nel suddividere la remunerazione del professionista in due parti: un contributo fisso che tiene conto dei costi da lui sostenuti per l'esecuzione della prestazione ed una componente variabile a seconda che la prestazione risulti utile o meno.
Dall'articolo 2230 e seguenti del codice civile, una prestazione di questo tipo viene definita prestazione d'opera intellettuale fornita dunque sulla base di conoscenze intellettuali. Un servizio di questo tipo può configurarsi in diversi modi a seconda del soggetto a cui si rivolge:
- Prestazione nei confronti della singola impresa (consulenza, prestazione spot o assistenza);
- Servizio rivolto a singoli settori (come ad esempio gli specialisti fiscale in ambito IVA);
- Servizio rivolto alla gestione collettiva (come ad esempio nei confronti delle PMI).
Spesso il professionista si trova ad operare con continuità temporale nei confronti di una determinata impresa e questo spesso dipenderà dalla struttura organizzativa di cui è dotata quest'ultima. Nelle aziende piccole sarà spesso difficile rimanere aggiornati in materie fiscali, per questo si chiede un ausilio continuativo e stabile di un professionista. Per quanto riguarda le aziende di grandi dimensioni che avranno invece un reparto dedicato a ciò, è possibile che il professionista intervenga solamente in caso di operazioni ed eventi straordinari.
Il rapporto che il professionista crea con l'impresa
Il rapporto che il professionista crea con l'impresa si può configurare sulla base di quattro tipi di interazioni:
- Prestazione spot occasionale: Il professionista viene chiamato per un particolare evento che coinvolge l'impresa;
- Assistenza: Si tratta di un rapporto stabile continuativo nel tempo che può essere ad esempio l'elaborazione delle paghe o l'assistenza tributaria;
- Consulenza: Non si tratta di una prestazione stabile e continuativa ma di un intervento del professionista in determinati momenti della vita dell'impresa come ad esempio la costituzione, la fase di sviluppo e crescita, la fase di liquidazione;
- Partnership: Il professionista assume la qualità di amministratore o sindaco di un'impresa entrando nella struttura organizzativa (internalizzazione del servizio professionale). In questo caso l'impresa non verrà più considerata come un vero e proprio cliente.
Essere in grado di soddisfare la richiesta effettuata da un cliente
Il professionista deve:
- Analizzare la realtà aziendale e quindi studiare l'azienda di cui si deve occupare (tipo di azienda, dimensioni, forma giuridica ecc.), con lo scopo in particolar modo di evidenziare i punti di forza e di debolezza;
- Analizzare l'impresa mercato: Si tratta di un'analisi esterna del mercato in cui l'impresa opera;
- Status dell'impresa: Il professionista deve valutare anche la situazione in cui una determinata impresa si trova (situazioni di forza, di stallo, di crescita, di crisi).
La relazione professionista cliente
Una relazione tra professionista e cliente si viene a formare in seguito ad un rapporto contrattuale ma si tratta di una vera e propria relazione tra persone con importanza strategica fondamentale in quanto una migliore relazione potrà assumere un maggior valore. La relazione in particolar modo si qualifica per:
- Sintonia: Il cliente deve assumere atteggiamenti di reale apertura e di lealtà nei confronti del professionista non nascondendo fatti della realtà aziendale che potrebbero deviare le soluzioni del professionista; per contro, il professionista deve essere sincero e non deve accettare incarichi volti ad approvare tesi aprioristiche del cliente;
- Valutazione dei bisogni reali: Il professionista deve essere in grado di capire cosa effettivamente sia nell'interesse del cliente;
- Consolidamento della fiducia: In un rapporto di questo tipo esiste una forte asimmetria informativa ed è per questo che il rapporto si deve basare sul principio della buona fede e sulla fiducia reciproca. È più facile che un rapporto di fiducia si stabilizzi nel tempo in caso di rapporto continuativo; nel caso in cui tale rapporto continuativo non ci sia, la fiducia sarà in un certo senso spronata dalla reputazione che il professionista si è fatto;
- Coagulazione del consenso: Il professionista deve essere in grado di motivare una determinata soluzione in modo tale che si generi un consenso su questa. È importante che non sia il professionista a decidere ma che fornisca al cliente gli elementi per decidere;
- Recepimento delle aspettative: Il professionista deve ascoltare quali siano gli obiettivi del cliente per fare anche in modo di non creare false illusioni.
Competenze professionali richieste al professionista
- Un metodo logico analitico: Il professionista deve essere in grado di definire un'ipotesi di soluzione attraverso un'analisi dei dati individuati. Deve dunque avere un metodo ed individuare una soluzione a partire dalle variabili ambientali e congiunturali in cui l'impresa opera (es. normativa vigente in un dato momento);
- Capacità del professionista in termini intuitivi e creativi: Il professionista deve evitare di fornire soluzioni standardizzate presentando soluzioni originali caratterizzati da elementi di novità (opera intellettuale);
- Cura delle relazioni interpersonali: Si tratta principalmente di un aspetto derivante dal codice deontologico; in particolare è richiesto al professionista di saper ascoltare e di dire sempre la verità anche se ciò potrebbe causare un mancato guadagno;
- Competenze di tipo manageriale finalizzato ad orientare il cliente ad un risultato economicamente efficace;
- Capacità di creare e di gestire conoscenza: In particolare il professionista si pone ad un livello intermedio tra la figura del docente universitario e quella del manager. Il primo procede per astrazioni al fine di sviluppare teorie, mentre il secondo tende a risolvere problemi attraverso un'applicazione pratica. Il professionista invece è interessato a sviluppare idee nuove con il fine di applicarle alle situazioni contingenti. Il professionista crea la propria conoscenza durante tutto il percorso universitario, durante i tirocini, ai fini della preparazione dell'esame di stato e con l'ingresso nella professione. Il professionista inoltre ha obblighi di formazione continua in quanto deve maturare crediti formativi continuamente al fine di assicurare qualità al servizio che offre. Il professionista deve anche essere in grado di trasferire conoscenza a tutti coloro che svolgono tirocinio presso di lui.
Il professionista potrebbe assumere diversi ruoli nei confronti dell'impresa
- Ruolo di consulenza: In particolare, il professionista sarà chiamato ad essere consulente dell'impresa facendo in modo che vengano realizzate le esigenze di questa. Ad esempio, con un aumento di capitale in natura il professionista dovrebbe valutare l'utilità che tale operazione ha per l'impresa anche se questo dovesse comportare un sacrificio in termini di quote per i soci già esistenti;
- Ruolo di amministratore;
- Sindaco;
- Revisore;
- Ausiliare di giustizia;
- Internal auditor.
Internal auditor
L'internal auditor è una figura professionale che ha la funzione di verificare in modo indipendente il corretto funzionamento dei sistemi di controllo e di gestione interna all'impresa. Ha dunque una funzione di assurance ovvero di dare garanzia e conformità alle procedure attuate per il conseguimento dell'oggetto sociale. Deve dunque verificare la regolarità e la conformità di tali procedure.
Ausiliare di giustizia
In questo caso il professionista viene chiamato direttamente dal tribunale a svolgere un'attività non nell'interesse del proprio cliente ma nell'interesse della giustizia, quindi nell'interesse pubblico al buon fine di garantire attendibilità ai conti dell'azienda.
È necessario fare una distinzione tra:
- Attività che il commercialista esercita mantenendo la propria natura professionale;
- Attività che il professionista svolge assumendo una vera funzione pubblica temporanea (si parla di inserimento dell'attività professionale nell'organizzazione giudiziaria).
Nel primo caso troviamo l'attività di giurisdizione volontaria: il professionista (soggetto imparziale) interviene con il fine di perfezionare un certo tipo di operazione su nomina del tribunale.
- Esempio 1: Nell'operazione di conferimento di beni in natura e un conseguente aumento del capitale sociale, il professionista nominato dal tribunale deve redigere per la società conferente una relazione giurata contenente la descrizione dei beni e una loro valutazione;
- Esempio 2: In un'operazione di fusione, l'esperto ha il compito di redigere una relazione per esprimere la congruità del rapporto di cambio al fine di verificare l'equità dell'operazione;
- Esempio 3: In caso di mancato accordo tra i soci per la liquidazione, sarà il tribunale a nominare un professionista nel ruolo di liquidatore.
In questo tipo di operazioni, la caratteristica è che il giudice indicherà la persona senza mai entrare nel merito della questione. Infatti, è scorretto qualificare il professionista come un ausiliario del giudice (lo si denota nelle relazioni di stima in quanto il professionista non è tenuto alla trasmissione della relazione al giudice ma solo ai destinatari che partecipano all'operazione).
Nel secondo caso parliamo invece di inserimento dell'attività professionale nell'organizzazione giudiziaria: in questo caso il giudice non si limita ad affidare al professionista il complemento di un incarico ma stabilisce anche le modalità con cui questo incarico dovrà essere portato a termine:
- Attività ausiliaria in sede di contenzioso civile: Il giudice, per giungere ad una decisione su una controversia, necessita di una conoscenza approfondita ed indipendente; per questo motivo decide di farsi supportare da un ausiliario imparziale definito consulente tecnico d'ufficio;
- Attività di custode: Nel momento in cui, a seguito di un esproprio, successione o sequestri giudiziari, il professionista viene chiamato a custodire tali beni;
- Attività di ispettore giudiziario: Viene chiamato dal giudice nel momento in cui vi sia una situazione di contrasto tra soci e amministratori. Al fine di verificare quanto denunciato da un numero qualificato dei soci, il tribunale si farà aiutare da un soggetto esperto in materia di gestione societaria;
- Procedure concorsuali;
- Attività di ausiliario nello svolgimento di un processo penale.
La figura del consulente
Per quanto riguarda la figura del consulente, il servizio professionale va calato nella realtà delle diverse fasi di vita in cui si trova l'impresa:
Consulenza in sede di costituzione
- Progetto di fattibilità, pianificazione strategica e dei fabbisogni finanziari: In particolar modo, il servizio professionale consisterà in una prima fase di pianificazione strategica attraverso la redazione di un progetto di fattibilità (business plan). Il professionista indipendente deve essere in grado di fornire un giudizio indipendente sulla fattibilità di un progetto in termini di riuscita strategica e di sostenibilità finanziaria dello stesso;
- Scelta della forma giuridica e conseguenti adempimenti formali: Successivamente, il professionista dovrà ricercare un "vestito" di tipo giuridico (tipo di società) di cui vuole dotare l'impresa. Per compiere questa scelta, il professionista si baserà su esperienze concrete, sulla base delle caratteristiche dei modelli societari che si adattino al meglio alla situazione in esame (matrice delle variabili);
- Determinazione del rapporto tra soci: Come terzo elemento, il professionista deve disciplinare i dettagli dello statuto e dei patti parasociali assumendo il ruolo di arbitro esterno nel caso di conflitti successivi;
- Struttura amministrativa e organizzativa: Dopo aver dato un'ossatura all'azienda, cioè avendola dotata di un'organizzazione;
- Impianto contabile: Il professionista dovrà essere in grado di strutturare l'impianto dei conti e il piano contabile. Il piano dei conti rappresenta una mappa dei conti legati tra di loro che formano il sistema contabile dell'azienda. Per la redazione del piano dei conti non vi è una metodologia obbligatoria e potremmo trovare piani dei conti più o meno standardizzati a seconda dell'attività che viene svolta dall'azienda. L'impianto dei conti è formato principalmente da libri obbligatori redatti a partire dalla fase di costituzione: libri contabili e libri sociali.
Fase di crescita e consolidamento
- Consulenza in ambito contabile: Il professionista svolge la funzione di aiutare il management nella valutazione dei due valori di sintesi fondamentali (il capitale di funzionamento e il reddito d'esercizio);
- Consulenza fiscale;
- Consulenza nello svolgimento di operazioni straordinarie: Si tratta di operazioni non ordinarie volte sostanzialmente ad incrementare le dimensioni di un'impresa. Spesso tali operazioni danno vita a problemi di valutazione in quanto non si può prendere come riferimento un capitale di funzionamento (non vi è continuità) ma bisogna prendere in considerazione un capitale economico individuando tutti i plusvalori latenti che emergono dall'operazione;
- Consulenza in area finanziaria;
- Consulenza in area di diritto sociale.
Fase di crisi
Diverse sono le ipotesi in cui si può configurare una situazione di questo tipo. In tal caso si concretizza una discontinuità aziendale per il quale sarà necessario effettuare una liquidazione, ovvero trasformare l'attivo di liquidità in modo da poter estinguere i debiti e, se residuo della liquidità, rimborsare conferimenti dei soci. In un'operazione di questo tipo, il professionista assumerà il ruolo di liquidatore.
Il sistema informativo aziendale
Tale sistema ha la caratteristica della sistematicità in quanto si parte dal definire una determinata strategia aziendale, seguendo con la presa delle decisioni aziendali fino a scendere al sistema operativo (si parte dunque dalle strategie e dalle scelte di più alto livello per arrivare a decisioni operative).
Per svolgere tale tipo di scelte è necessario che si abbia un quadro completo dell'ambiente e della struttura aziendale. Uno degli strumenti che ci permette di ottenere tali informazioni è il piano dei conti. Per quanto riguarda il sistema contabile di un'azienda, è caratterizzato da libri obbligatori che vengono distinti in libri sociali e libri contabili.
Il risultato del piano dei conti è il bilancio di esercizio che serve a fornire, secondo il postulato della prudenza e della continuità, una dinamica economica (CE), patrimoniale (SP) e finanziaria (rendiconto finanziario) dell'impresa.
Il dato contabile generato dalla scrittura deve avere la caratteristica della comprensibilità e della verificabilità per tutti i destinatari (stakeholder), con il fine di porli a conoscenza della dinamica aziendale e dunque di tutelarli nelle loro decisioni.
Non esiste un piano dei conti obbligatorio identico per tutte le imprese in quanto dipenderà dal tipo di attività svolta. In tal senso assume rilievo la figura del professionista, che deve essere in grado di impostare il sistema informativo aziendale adeguando il piano dei conti alle caratteristiche attuali e prossime dell'impresa.
La regola tecnica per l'utilizzo del piano è la partita doppia, insieme ai principi contabili nazionali ed internazionali, mentre il criterio di valutazione base per la redazione di un bilancio è quello del costo sulla base dei postulati principali di prudenza e competenze di continuità aziendale.
Per la forma dei libri contabili non ne esiste una obbligatoria. Infatti, nella prassi si possono trovare libri a fogli mobili ottenuti attraverso strumenti informatici.
- Art. 2219cc tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di un'ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee, senza trasporti di margine. Non si possono fare abrasioni, se vengono effettuate cancellazioni devono eseguirsi in modo che le parole cancellate restino leggibili.
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