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Modulo 2 - Lezione di carattere introduttivo

Lo stato di crisi dell'impresa: lineamenti della fattispecie

L'azienda non è un agente economico semplice da inquadrare perché pur mantenendo costante nel tempo l'oggetto dell'attività, modifica i criteri di coordinamento degli organi che la costituiscono, nonché gli obiettivi tattici e strategici da raggiungere e le risorse sfruttate per raggiungerli. La ricerca e il mantenimento dell'equilibrio economico nel lungo periodo comportano continue trasformazioni di strutture, processi e combinazioni produttive necessarie per adattare il sistema azienda all'evoluzione costante dell'ambiente nel quale è inserita.

Obiettivo primario di un'azienda che opera in condizioni di normalità è sicuramente quello di accrescere il valore del proprio capitale economico.

Capitale economico

Capitale economico: configurazione di valore atta a misurare il valore dell'azienda in relazione alla sua capacità di produrre reddito e flussi monetari e che fa riferimento all'entità del capitale investito.

La realizzazione di performance negative costituisce un campanello d'allarme da tenere in considerazione; la situazione economica di un'impresa è espressa dalla sua attitudine a svolgere la sua gestione secondo obiettivi programmati.

Il fenomeno della crisi aziendale

Il fenomeno della crisi aziendale non è una situazione che si viene a creare da un giorno all'altro, ma è una conseguenza di lunghi processi che arrivano agli occhi di tutti quando la situazione è quasi compromessa. Il termine crisi di impresa viene utilizzato in una vasta accezione: in esso rientrano concetti come insolvenza temporanea, difficoltà, crisi finanziaria, ecc. Sta di fatto che capirne i segnali significa evitare il progressivo peggioramento della consistenza patrimoniale dell'impresa.

Declino e crisi

Declino e crisi sono spesso annunciati da fenomeni di decadenza e squilibrio: perdita di redditività e valore, fattori macroeconomici e microeconomici. Declino: erosione progressiva del valore economico del capitale di impresa (frutti del capitale) in un determinato periodo di tempo. Il suo sintomo principale è la perdita della capacità di produrre reddito e non solo la diminuzione di utili "storici".

Crisi: ulteriore peggioramento; è riconoscibile dai flussi negativi in relazione ai flussi finanziari. Vi è perdita di credito e di fiducia nell'unità aziendale da parte degli stakeholders. L'accentuarsi della fase di declino di norma nelle società quotate è tipicamente accompagnata da una caduta delle quotazioni dei titoli negoziati.

Inefficienze aziendali

L'impresa può essere soggetta a delle inefficienze interne o esterne e questi effetti hanno un effetto diretto sull'economicità dell'impresa. Più significativi sono e più si inizia a delineare la parola crisi. Quando si utilizza la parola crisi non vuol dire affatto che siamo nel caso dell'art. 5 della legge fallimentare dell'insolvenza, ma ci sono diverse gradazioni e ragioni della crisi. Fin quando ci sono delle ragionevoli possibilità di rimozione delle cause della crisi non saremo mai insolventi.

Tassonomia della crisi

Quando si parla di inefficienze aziendali ci sono diverse definizioni che possono essere date; l'importante è distinguere le differenti casistiche che si possono trovare. Andiamo a vedere la tassonomia: vi sono tre gradi della crisi; quali sono i sintomi e i processi di evoluzione della crisi qualora questa si aggravi sempre di più. Andiamo a vedere poi le possibili soluzioni e chi è il nostro attore, che cosa fa e quali possono essere i rimedi.

Elementi caratterizzanti la crisi d'impresa e il ruolo dell'advisor

Di crisi si è sempre parlato a partire dal 1800. Con la crisi del 2008 molti autori si concentrati sull'argomento che diventa un po' di moda. Nel 1906 la Fiat fallì, questa fu una delle prime grandi crisi. Il diritto fallimentare risente dell'influenza del diritto romano, è una fattispecie ben conosciuta nella nostra storia. È ovvio che questi argomenti diventano di interesse quando si parla di grandi crisi. Quando si accentua sul mercato l'argomento crisi attira l'attenzione sia degli operatori pratici che degli studiosi. Oggi nelle big four ci sono delle divisioni autonome sia nel campo dell'ètication (consulenza su furti, advisors legali ecc.) che nel campo della ristrutturazione d'impresa. Queste divisioni non c'erano prima: si sono create ad hoc nel tempo.

Fattispecie di crisi

  • Operazioni di ristrutturazione aziendale di imprese in situazione di crisi o "corporate recovery": si tratta di operazioni di salvataggio di singole aziende o di gruppi industriali, conseguenti ad un comportamento manageriale che ha perseguito strategie inadatte ed annose per l'impresa. Si parla di corporate recovery quando si parla di impatto sull'economicità dell'impresa significativa, quindi si compromettono tutti gli equilibri. Corporate recovery: il recupero della situazione di crisi. Noi citeremo anche situazioni a delle crisi di azienda che vogliono superare le crisi ma si mettono fuori dal mercato, noi ci focalizzeremo su imprese che cercano di recuperare la situazione ma continuando ad operare. Il mercato è dinamico e capita di non riuscire ad adeguarsi ai cambiamenti andando a sfociare nel paradosso della locomotiva a vapore: i prodotti non sono più attuali, non sono più atti a far fronte alle esigenze della popolazione ad oggi. Ci sono molte realtà in cui le aziende non sono riuscite ad adeguarsi ai parametri delle normative fino a non essere più efficaci sul mercato dal punto di vista della risposta alle esigenze.
  • Operazioni in risposta a problematiche/segnali di malfunzionamento: si tratta di interventi finalizzati alla risoluzione di problematiche che impattano sull'efficacia del funzionamento dell'operatività aziendale. I malfunzionamenti sono delle inefficienze che hanno un lieve riflesso sull'economicità dell'impresa: se ad esempio l'impresa sbaglia la proporzione tra CF e CV non è detto che avrà un Ebitda negativo ma può uscire con un Ebitda positivo, ma di dimensione inferiore rispetto ai concorrenti... quindi significa che ho sbagliato qualcosa nell'impostare il mio business model. Queste inefficienze ci sono sempre in qualunque tipo di impresa perché esse tendono sempre a migliorarsi. Se vogliamo vedere i bilanci delle quotate durante i periodi di crisi i costi come ad esempio investimenti in know how e risorse umane vengono tagliati al minimo: man mano che si torna alla normalità pian piano si ricresce, però quando li riduco possono creare delle inefficienze.
  • Operazioni di riorganizzazione aziendale per crescere ossia ristrutturazione strategica o "corporate restructuring" in senso proprio: gli interventi sono mirati a rinforzare il posizionamento competitivo (operazioni di M&A → ristrutturazione strategica). Le operazioni di corporate restructuring sono di natura strategica: le multinazionali hanno scoperto che è più facile gestire la contabilità portando gli uffici di tutto il gruppo in una sola nazione. Oppure si vedono gruppi in cui alcune divisioni scorporate vengono conferite in veicoli societari autonomi e viceversa, alcuni veicoli societari autonomi vengono chiusi restituendo il ramo d'azienda a un unico soggetto che è il soggetto controllante che viene liquidato e viene recuperato il ramo d'azienda interno a un'impresa. Dipende dalle strategie che vengono operate. Vedi Opa Cairo su RCS. RCS per tutelare i propri azionisti riterrebbe più consono fare una fusione → questa è una scelta di natura strategica. Chi conosce il business (di solito chi ha la delega ad operare) farà le scelte strategiche. Le operazioni straordinarie (fusione, scissione ecc.) sono operazioni trasversali perché servono sia per far crescere l'impresa sia per ristrutturarla. Anche la ristrutturazione del controllo di gestione o del sistema dei controlli interni per poca efficienza si colloca all'interno di questo gruppo. Oppure magari non siamo in grado di adeguare il flusso informativo al nuovo decreto 139 2015 (dlgs che modifica BE sia dal punto di vista dei principi che delle rappresentazioni contabili)  poca reattività al rispetto del nuovo decreto ad esempio dal punto di vista dei derivati: prima salvo derivati speculativi si registravano nel CE solo quando si verificavano gli effetti, mentre adesso si seguono gli schemi dello IAS 39. Come diceva il prof. Neri se non lo facciamo abbiamo un'inefficienza perché tutto ciò che rimane su Excel può essere un elemento che può comportare degli errori perché non è macchinizzato ma c'è un intervento di un operatore specifico, e se fa un errore di link delle celle quell'errore si trascina e poi va a impattare sul bilancio. Un altro elemento è che non ci sono più le partite straordinarie perché è stato tolto quello spazio e le informazioni si dovranno andare a ricavare dalla nota integrativa. Bisogna enucleare tuttavia queste informazioni perché se non ci sono più nel bilancio il rischio è quello di perderle e non averne più traccia.

Corporate recovery

Noi ci concentriamo sul corporate recovery, quel caso in cui c'è effettivamente una crisi a seconda del livello, che può essere più o meno intenso o più o meno lieve.

Stadi della crisi

Quali sono gli stadi della crisi?

  • Gli Squilibri/inefficienze si possono verificare in via tendenziale quando c'è un declino del business dell'impresa: perché un declino può avvenire non solo per ragioni interne all'impresa: perché magari il prodotto non è più così appetibile poiché non ci sono stati gli aggiornamenti/migliorie ad esempio. La posta pneumatica ultimamente è sparita... se l'impresa che svolge quel business non è lungimirante... Un altro settore destinato a scomparire è quello dei punti di cambio, innanzi tutto perché c'è una maggiore convergenza delle valute euro/dollaro e in secondo luogo perché il futuro è quello dei pagamenti elettronici. Se uno non riesce ad adattarsi al flusso del mercato il rischio è quello di incorrere in contrazione dei ricavi: declino. Ma ciò comporta che se il fatturato diminuisce si contraggono i crediti verso clienti. Il matching del ciclo clienti/fornitori mi consente di mantenere l'equilibrio monetario. Dove non sono in grado di matcharlo vado a scontare le fatture presso il sistema bancario e quindi mi faccio anticipare le fatture o mi faccio aprire una linea di credito. Se si contrae il fatturato incominciano a delineare delle inefficienze e degli squilibri. Prima delle inefficienze perché non riusciamo a gestire il ciclo del circolante. Se queste inefficienze peggiorano, le inefficienze diventano squilibri prima lo vediamo sotto un profilo monetario (gestione CCN) e poi sotto un profilo economico  si contrae il fatturato e continua il declino fin quando non saremo più in grado di remunerare i fattori della produzione in maniera adeguata. Questo genera una contrazione dei margini fin quando diventano negativi. Avremo poi delle perdite economiche che erodono il capitale o meglio le partite ideali del PN prima di arrivare al capitale sociale. Secondo una riclassificazione funzionale man mano che peggiora il rapporto PFN/PN (leva finanziaria) [il quaderno numero 59 dice che man mano che il rapporto peggiora e diventa critico quando supera il valore di 3,5]. La logica conseguenza di questo fenomeno è che se il PN diminuisce la leva aumenta e quindi avremo dei problemi anche dal punto di vista strutturale (scarsa capitalizzazione).

Quello che è importante delineare è che l'inversione dello stato di crisi non è immediata: prima di vedere dei risultati operativi i numeri si devono assestare. Gli effetti positivi si vedono dopo un ciclo di business che può essere un trimestre o un semestre (in base alle tipicità del business). Ci manca da citare l'equilibrio finanziario dinamico.

Equilibrio finanziario dinamico

Quando parliamo di equilibrio finanziario dinamico prendendo l'OIC 10 vediamo che i flussi di cassa sono suddivisi in tre grandi aree. Quelli operativi  il mio business di natura operativa mi genera un Ebitda quanta parte di questo Ebitda diventa cassa in pancia all'impresa (deposito bancario/cash)? Non tutto chiaramente per via di una sfasatura temporale. Cosa si trasforma in cassa? Se non molto si trasforma in cassa ci potrebbero essere dei problemi dal punto di vista operativo per l'impresa. Poi abbiamo la parte degli investimenti che dipende dall'andamento dell'area operativa. Se non si fanno più gli investimenti la conseguenza immediata è che non si potranno più aggiornare i prodotti/servizi.

In una situazione così grave l'impresa prossima all'insolvenza non può sperare di risollevarsi senza imporre sacrifici a tutti i soggetti che hanno rapporti giuridici con la stessa. Un atteggiamento "inerte" di fronte alla crisi finanziaria conduce all'insolvenza comportando l'avvio di una procedura fallimentare o se possibile all'avvio di una soluzione negoziale alla crisi.

Financial distress

La situazione di "financial distress" si pone come l'avvio di una soluzione negoziale che si accompagna alla ristrutturazione dell'azienda che o tornerà in continuità o...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/13 Scienze merceologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Graziella1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica Professionale 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Franceschi Luca Francesco.
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