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Tecniche di borsa

Lezione del 29-9-14

Il mercato finanziario è l'insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari. Gli strumenti finanziari sono una particolare categoria di contratti aventi per oggetto diritti e prestazioni di natura finanziaria. I mercati finanziari sono mercati, quindi luoghi d’incontro tra domanda e offerta specializzati nella negoziazione di strumenti finanziari. Gli intermediari finanziari invece sono una speciale classe d'imprese che svolgono esclusivamente attività finanziaria. L'ultima componente della struttura del sistema è l'autorità di vigilanza.

Oggi la ricchezza può essere espressa in maniere molto differenti rispetto a qualche anno fa. Basti pensare che circa un secolo fa la terra era espressione di ricchezza, oppure la casa. Ora la ricchezza può essere rappresentata da partecipazioni, obbligazioni, azioni in portafoglio e con molti altri modi. Il sistema finanziario ha fatto sì che la ricchezza potesse avere nuove caratteristiche, che fosse più semplice da gestire. In particolare vi è:

  • Maggiore denominazione della ricchezza: come detto sopra vi sono molte più forme di ricchezza, anche da un punto di vista quantitativo. Incorporando le singole ricchezze di più persone è possibile regolare l’importo minimo unitario di ogni ricchezza in modo da rendere l'investimento possibile anche alle persone con meno fondi a disposizione, cioè in modo da rendere investibilità anche surplus di piccola entità ma pur sempre surplus che altrimenti probabilmente non potrebbero essere investiti.
  • Maggiore trasferimento della ricchezza: la circolazione degli strumenti finanziari avviene in modo molto più rapido, rispetto alla circolazione della ricchezza reale.
  • Maggiore diversificazione del rischio: gli strumenti finanziari rappresentano quote di ricchezza reale, dunque sono intrinsecamente rischiosi. Se un investitore può diversificare, cioè ripartire la propria ricchezza in un numero diverso di impieghi, il rischio intrinseco scende.
  • Separazione del rischio: ognuno di noi ha una determinata propensione al rischio, su ogni strumento finanziario è possibile stabilire la dose di rischio e quindi di eventuale guadagni che si preferisce. La regola fondamentale è che più è alto il rischio più è alto il guadagno.

Le funzioni del mercato finanziario

Il mercato finanziario ha oggi prevalentemente tre funzioni:

  • La regolamentazione degli scambi
  • Accumulazione della ricchezza sotto forma di risparmio e la redistribuzione sotto forma di finanziamento
  • La gestione dei rischi

La regolamentazione degli scambi

Il sistema finanziario fa sì che noi possiamo avere a disposizione metodi di transizione molto più efficienti e sicuri. Si pensi ad esempio all'epoca del baratto, oppure alla moneta merce, quella cioè che valeva il valore del metallo di cui era fatta, a differenza della nostra moneta segno.

Accumulazione della ricchezza sotto forma di rischio e redistribuzione sotto forma di finanziamento

Il sistema finanziario fa sì che un soggetto in surplus trasferisca il suo surplus a un soggetto in deficit. Immaginate di avere del denaro in surplus e che vogliate prestarlo a un soggetto in deficit, questa operazione senza un sistema finanziario non sarebbe proponibile. Dovreste cercare un debitore adeguato, dovreste fare sì che le sue garanzie siano rispettate e correre comunque un rischio molto alto, perché fondamentalmente non sapete nulla di questa persona. Per attuare questo passaggio c'è bisogno di un controllo ex ante cioè prima (dovete capire chi è questo debitore potenziale, che cosa vuole farne dei vostri soldi) e un controllo ex post cioè una volta che avete dato i soldi dovete essere sicuri che ci farà quello che vi ha detto. È dunque evidente che per effettuare questo passaggio tra surplus e deficit c'è bisogno di un intermediario. In più va anche detto che questo passaggio tra surplus e deficit risponde alla necessità di avvicinarsi quanto più possibile all'efficienza allocativa. Questa consiste nella ripartizione delle risorse (scarse) tra i diversi usi, tale che non è possibile sostituirla per migliorare le condizioni di qualche membro della collettività senza, contemporaneamente, danneggiare quelle di qualcun altro. Attraverso una finanziarizzazione, infatti, si arriva a una maggiore liquidità e trasferibilità e al finanziamento di opere che vanno oltre le proprie risorse.

Gestione dei rischi

La gestione dei rischi si divide in contratti a termine e attività assicurative, ma non è del tutto chiara la distinzione.

Funzioni del sistema finanziario

  • Misurazione del rischio attraverso l'informazione ex ante ed ex post
  • Liquidità: uno strumento finanziario può diventare più o meno facilmente liquido
  • Trasformazione del rischio: il rischio viene trasformato dall'intermediario in maniera da poter soddisfare tutti i livelli di rischio presenti sul mercato.

Appunti

Abbiamo due modi di valutare un titolo:

  • Analisi fondamentale: si analizzano gli aspetti di base dell'azienda.
  • Analisi tecnica: si valutano solo ed esclusivamente gli andamenti del titolo sul grafico, e si cerca di capire il comportamento del mercato per sfruttarlo a nostro favore. L'analisi tecnica credo sia praticata dai fondi AGE, i quali rischiando molto riescono a guadagnare anche molto. Il problema fondamentale dell’analisi tecnica è che siccome non c'è un fondamento scientifico alla base, si finisce molto spesso rovinati.

I fondi sovrani sono fondi d'investimento creati da stati. La borsa è un mercato, quindi un luogo dove si incontrano domanda ed offerta, all'interno del quale due soggetti scambiano beni come azioni, obbligazioni, titoli di stato, derivati, quote di fondi comuni d'investimento tradizionali o innovativi. Esiste anche una borsa detta borsa merci dove vengono scambiate commodities ossia titoli il cui valore dipende dall'andamento dei prezzi dei beni di prima necessità, come carne o farina. La borsa merci più importante al mondo è a Chicago, mentre la più importante italiana è a Bologna.

Un mercato può essere di tipo fisico oppure virtuale. Il luogo fisico più importante al mondo è il NYSE (New York Stock Exchange) che si trova a Wall Street. Per quanto riguarda i luoghi virtuali dobbiamo dire che sono mercati regolati dai cosiddetti Book ossia giganteschi computer che fanno sì da "matchare" domanda e offerta in tempo reale in modo tale da far avvenire gli scambi. In mercati virtuali non sono mercati in cui domanda ed offerta si incontrano fisicamente, ma telematicamente. Chi compra invia un segnale telematico ai cervelloni, cioè al Book, e chi vende fa la stessa cosa. Il Book non fa altro che far incrociare queste richieste per far avvenire la transazione. L'incrocio di domanda ed offerta è fatto dunque dal Book ed è detto matching.

Il computer più importante al mondo è il NASDAQ (non sono sicuro). La borsa italiana è un mercato virtuale.

Gli operatori

Gli operatori in Italia sono disciplinati dal Testo Unico della Finanza del 1998. In Italia gli operatori possono essere due:

  • Le banche. All'interno della banca vi è un apposito ufficio detto borsino.
  • SIM cioè società di intermediazione mobiliare. Queste società sono state istituite con la legge n°1 del 1991. Prima del 1991 c'era una categoria di professionisti i quali tramite iscrizione all'albo potevano operare in borsa. Questi erano gli Agenti di Cambio.

Il mercato può essere di due tipi:

  • Regolamentato: in questo caso sono stabilite le regole del gioco, è dunque definita una normativa che sancisce l'operatività della borsa, e dunque vi è garanzia giuridica, nel senso che all'interno di una trattativa se una delle due parti disattende gli accordi presi può essere citata in giudizio.
  • Non regolamentato detto anche operatori the conte (OTC): in questo caso invece le regole sono lasciate alle parti stesse contraenti la trattativa. Non ci sono garanzie giuridiche, ma ci sono garanzie reputazionali. Immaginiamo infatti che un utente debba affacciarsi ad un mercato OTC, quindi va in banca e chiede di inoltrare la trattativa, la banca inoltra, ma poi disattende. In questo caso la banca, che ha una sua reputazione perché magari non disattende mai una trattativa, vedrebbe questa sua reputazione rovinata con la conseguenza che la prossima volta che si affaccia su un mercato OTC nessuno vorrà fare affari con lei. Ecco perché i mercati OTC anche se non regolamentati sono molto diffusi. Un esempio di mercati OTC è il fiore, il mercato delle valute. I mercati OTC si sono sviluppati e diffusi soprattutto negli Stati Uniti. Un altro esempio di mercato OTC è The Island.

Il mercato OTC è stato introdotto in Europa nel 1997 con la direttiva europea MIFID con la quale si dava la possibilità di creare OTC o anche borse parallele. La borsa italiana è stata regolamentata fino al 1997 dalle camere di commercio, dunque era un mercato pubblico, nel senso che era gestito dallo stato. Dal 1998 è stato privatizzato. Il problema era che il mercato era gestito male, c'era un volume di transazioni molto basso, e soprattutto era difficile per i piccoli investitori affacciarsi in quel mondo, perché gli investimenti minimi erano molto elevati. Per dare un'idea: in un giorno in cui il volume di scambi era molto superiore alla media, un giorno boom, venivano scambiati 500 miliardi di lire, ora invece, dopo la privatizzazione si scambiano circa 5 miliardi di euro. Inoltre vi era un mercato ristretto fatto ad hoc per società più piccole, ma funzionava pochissimo al punto che è stato rimosso. Dopo la privatizzazione la società che controlla la borsa italiana si chiama Borsa Italiana Spa. Chi detta le regole del gioco ora è questa società la quale decide le caratteristiche che ogni impresa deve avere per quotarsi, il livello di trasparenza del mercato e svolge una funzione di controllo per evitare il market abuse cioè l'abuso di mercato. Gli azionisti di Borsa Italiana Spa sono quasi esclusivamente banche. C'è però un problema. I modi di trasferimento della ricchezza da surplus a deficit sono o attraverso le banche, tramite prestiti e depositi, oppure attraverso l'attività di borsa. Dunque dovrebbe esserci concorrenza tra la borsa e le banche, il problema è che chi detiene il controllo della borsa, a livello societario sono proprio le banche.

Dopo la privatizzazione per fare sì che il numero di transazioni aumentasse hanno:

  • aumentato il livello di trasparenza per evitare market abuse
  • hanno creato più segmenti
  • hanno dato la possibilità di quotarsi anche ad aziende molto piccole.

Come può avvenire un pagamento?

Il pagamento può essere immediato, cioè entro tre giorni lavorativi, oppure a termine, nel caso in cui lo scambio avvenga più tardi dei 3 giorni lavorativi, in questo caso si parlerà di prodotti derivati. In entrambi i casi la commissione deve essere pagata.

Fonti di ricavo della borsa

  • Commissioni sul trading: generalmente le commissioni su un'operazione sono del 7 per mille, di queste una parte va alla SIM e una parte va alla borsa.
  • Costi di listing: cioè costi di listino, sono i costi che ogni azienda deve sostenere nei confronti della borsa per potersi quotare, rientrano in questi costi:
    • IPO: Quando una società si quota per la prima volta, (Initial Public Offer).
    • Commissione annuale: si paga una commissione ogni anno per rimanere quotati in listino. In passato questa commissione era molto alta, dopo la privatizzazione invece, la commissione è stata ridotta notevolmente per dare la possibilità anche alle aziende più piccole di quotarsi.
  • Market data: la borsa guadagna anche sulla vendita dei dati dei software per poterli rielaborare e delle informazioni relative ai titoli quotati.
  • altre attività come ad esempio i corsi di formazione presso borsa italiana che sono molto costosi.

Costi che gravano sulla borsa

  • Tecnologici: rappresentano la fetta più grande dei costi che deve sostenere una borsa.
  • Comunicazione: la borsa deve comunicare costantemente e puntualmente tutte le notizie relative alle società in essa quotate.

Un'azienda, nel caso specifico una borsa, ha due metodi di crescita: il primo è la crescita per via interna, lanciando nuovi mercati e cercando di far quotare più aziende possibili. Il secondo più immediato e repentino è la crescita per via esterna attraverso operazioni di acquisizione e fusione. Il vantaggio della crescita per una borsa è lo sfruttamento delle economie di scala. Infatti unendosi più borse possono sfruttare la stessa tecnologia e quindi abbattere notevolmente il loro costo fisso più importante. Alcune borse per risolvere il problema della liquidità si sono quotate all'interno delle loro stesse borse, come un'azienda normale, non è il caso della borsa italiana ma credo della NYSE.

Nel 2011 la borsa italiana e quella di Londra si sono fuse.

Lezione 2 del 1-10-14

Altre forme organizzative del mercato

A parte la borsa esistono altre forme organizzative del mercato:

  • Mercato a ricerca autonoma: Nel mercato a ricerca autonoma il compratore e il venditore devono incrociarsi autonomamente. Cioè io voglio comprare mi metto in macchina e giro finché non trovo il prezzo più basso. I limiti sono innanzi tutto il costo di transazione, spendo un casino di soldi per vendere o comprare un titolo. In secondo luogo non conoscendo tutta la domanda e tutta l'offerta non so se qualcuno mi poteva vendere gli stessi titoli, o comprare ad un prezzo per me più vantaggioso.
  • Il mercato dei broker: Il broker è definito un intermediario puro, detto così perché non compra e poi rivende titoli, si limita solo a far incrociare domanda e offerta. La commissione del broker è detta fee. Il broker prende la fee solo ed esclusivamente se mi conclude l'ordine. La commissione del broker può essere di due tipi: o fissa cioè prende una percentuale fissa sul capitale spostato può andare dal 2 per mille al 5 per mille. Oppure può essere variabile, cioè varia in base agli importi ad esempio fino a un milione mi applica il 5 per mille, importi superiori al milione mi applica il 3 per mille, cioè la percentuale scende ovviamente all'aumentare dell'importo della transazione. Il broker deve avere a disposizione una struttura tecnologica molto importante per fare sì di far incontrare più domanda e più offerta possibile, perché in questo modo può far incrociare più transazioni. I costi tecnologici sono quelli più incidenti. In più deve sostenere i cosiddetti costi di SEAT cioè i costi del seggiolino fisico in borsa una commissione annuale la borsa li fitta. Per la struttura del lavoro del broker i costi sono fissi, ma i ricavi sono variabili. Questo significa che se il broker non chiude un determinato volume di transazioni è fondamentalmente fottuto, si dice che il broker corre un grosso rischio operativo, in quanto il BEP è molto alto, perché ci sono molti costi fissi. Dato che l'attività del broker è caratterizzata da uno scarso valore aggiunto i broker ultimamente hanno aggiunto dei servizi accessori per differenziarsi l'uno dall'altro. Esempi di questi servizi sono la possibilità di mandare ordini on-line, oppure i servizi di consulenza. Soprattutto per quanto riguarda il servizio di consulenza la scelta tra un broker e l'altro è fondamentale per un cliente, perché vado dal più bravo. I limiti del mercato dei broker sono che il prezzo è di qualità bassa, perché per quanto il broker abbia più contatti non li avrà mai tutti, tuttavia migliore di quello del mercato ricerca autonoma.
  • Il mercato dei dealer: Il dealer è un soggetto che è sempre disposto a comprare da chi vuole vendere e a vendere a chi vuole comprare, a differenza del broker quindi compra e poi rivende, non si limita a far incrociare domanda e offerta. Il dealer compra sempre ad un prezzo leggermente più basso del prezzo di mercato, e vende ad un prezzo leggermente più alto realizzando quindi una plusvalenza. Io compratore o venditore sono disposto a comprare ad un po' di più o a vendere ad un po' meno, perché ho la certezza della alta qualità del prezzo che il dealer mi sta offrendo. Questa certezza è detta costo della liquidità. Questa forbice di prezzo che il dealer riesce a creare è detta bid hask spread, cioè tradotto, significa lo spread denaro-lettera. Il bid è il prezzo di vendita, hask il prezzo che io sono disposto a pagare, cioè il prezzo di acquisto. Lo spread dipende da diverse variabili, una di queste è sicuramente la concorrenza, cioè se lo stesso titolo lo trattano più dealer è logico che la concorrenza tra di loro gli impone un certo spread, se uno applica uno spread troppo alto non ci andrà nessuno da lui. Un'altra variabile è la rischiosità del titolo, più il titolo è rischioso più io ci devo guadagnare. La rischiosità di un titolo si misura.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rac.Pas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica di borsa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Piluso Fabio.
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