POLITECNICO DI TORINO
Appunti Tecnica delle Costruzioni
Anno Accademico 2013/2014
Eleonora MagnottaProfessore Giuseppe Mancini
CORSO di TECNICA delle COSTRUZIONI
Lezione 22: Cemento Armato, Stati limite Ultimi (VI parte)
Continuiamo a parlare degli stati limite ultimi e in particolare S.L.U. per torsione che avevamo iniziato nella lezione precedente.
Dovevamo rimasti il concorre verificare che i vincoli di sicuro intero meccanismi siano pertanto:
Tsd ≤ Tedn resistenza cls parete
Torcente agente
Andremo poi ancora a verificare che il torcente agente risulti: Tsd ≤ Teds (resistenza delle staffe (armature tese trasversali al parete))
Controlleremo che: Tsd ≤ Teds resistenza armatura longitudinale
Nella torsione le staffe sono praticamente sempre verticali, cioè ortogonali al corrente teso e, quasi mai si usano delle staffe inclinate => l’angolo α che abbiamo visto per il taglio, in realtà qui sarà sempre pari a: 90°.
Nella singola parete possiamo dire che è presente in taglio resistenze, pari a:
Tedn = Tednn Tcdni = 2AfTcdni - 2Af
Il pedice i indica la singola parete.
Tedi taglio parete.
Ar: area racchiusa dalla linea media.
t: spessore della parete.
Zi: lunghezza della parete.
Utilizzando le formulazioni già ricavate per il taglio (α=90°) le resistenze lato cls vale, nella singola parete:
Ved i Tcd i = Veti; f,t; Zi; sin0 cos0
Se uguagliamo le 2 espressioni, cioè Tcd i e Ved abbiamo:
Teoi; fcs; t; Zi; sin0; cos0; 2Af
Queste è la condizione di equilibrio limite.
te non sono proprio rette, ma hanno una certa curvatura, noi le conside-
riamo rette per fare una semplificazione. Tale si potrà calcolare analizzando
le inter-
distanze 1.5d. dove ‘d’ = 1 e altresì utile del
lo scheletro, distanza tra l’armatura superiore e il bordolo inferiore comples-
so della soletta. Questo avviene nel caso dello scheletro.
Quando invece andiamo nella fondazione il problema è iden-
tico ma rovesciato. Qui abbiamo un pilastro ed altezza variabile,
immaginiamo che il pilastro sia relativamente snello cioè che la
dimensione in pianta sia maggiore di 2 volte l’altezza del pianto.
Anche perché in un pianto tetro non ci può essere funzionamento.
1.5d e 1.5d sono le posizioni possibili dell’armatura.
Se le tensioni che arrivano dalli alto e il carico che arriva dalli alto
non riesce con entrare nel pilastro cosa dobbiamo fare? Per evitare
che l’insieme di quel tetro oblunquo ci rimette questo carico e
portarlo su il carico che sta all di fuori dell’area critica che è
una di cilindrico non è in grado da solo di entrare all’interno
della colonna quindi lo riportato si è campellato in quella specie
contorno. Per cingenteclerc oblunquo e mettere delle armature
tra il pilato A e B, cioè le distanze 1.5d.
Lo stesso vale per il pianto di fondazione.
L’angolo β e tale da risultare:
(β = artg (2|3) = 33,7°
Ricordiamo che questo è un valore convenzionale, cioè l’angolo β
in realtà e variabile perché la β critica, ma soprattutto la tensione
critica non e lineare.
In assenza di armature specifiche, cioè quando non sia necessario
introdurre quelle armature di sospensione la resistenza a taglio
per unità di lunghezza di questo perimetro critico può essere valutata
con un espressione tipica. Oggetti elementi non soltanto taglio-
resistenti, cioè:
Ved = [pec] k (1.2 + 40Pe) [αl] Vel = Vsol
Q: resistente al taglio o tcl cis;
O: fattore di scale;
Q: geometrica, al armatura,
O: altezza utile,
Fa riferimento all’unità di lunghezza.
(μ)
Vsol
in presenza di armature a taglio che vanno disposte all'interno
di qui inquale perimetro critico che stiamo analizzando la resistenza
dato cinematico risol:
Ved3 = Ved1 + EAsw fsyd sinθ α = angolo di inclinazione delle stafe.
o h fe
= m κ
= quello che comunque passa per via dekl cls;
= contributo globale delle staffe;
Qui stiamo sul perimetro critico che andiamo a cucire, il dimensione
metto per funzionamento è piuttosto delicato bisogna tenere conto di
che della possibilita che ci siano dei ferri per esempio nella zona
limitrofa alla calotta e, in quel caso bisogna scartare quel fordali
perimetro resistente, bisogna fare in modo che le staffe che vanno
ad intraculare siano ben ancorate. Ben ancorate significa che sono
permene le lunghezze di ancoreggio o el essere tali da sviluppare
completamente l'ancoraggio.
Passiamo all'ultimo caso di S.L.U.
S.L.U. per INSTABILITA
Si può verificare in elementi, snelli o strutture snelle, soggetti a prelevante
compressione, la c. capacita portantes è influensata in modo significativo
dalle deformazioni (effetti del 2" ordine) - L'analisi strutturale non in
genere le facciamo immaginando che la struttura ha inelcremata
e resta in quella configurazione. Poi calcoliamo o parte piú sposta.
mezzo non andiamo a vedere qual'è l'effetto degli spostamento
cioè la variazione di solicitazione che nasce per l'effettuati degli
spostamenti, anche perfettiramnete assumiamo in un'analisi, detto di
primo ordine che tali spostamenti siano poco significativi, che tale
contributo è molto piccolo. Per strutture molto snelle que sto ragiona
mento non vale e allora bisogna considerare gli effetti detti, detti
2º ordine, che sono gli effetti indotti dalle azioni applicate e l'epuí
ca dei spostamenti della struttura.
Nell'ambite delle strutture silensido soprattutto dei coluchi possiamo divi
sempre le strutture in :
- Controventate;
- Non controventate;
3) A nodi fissi;
4) A nodi mobili.
Se pensiamo alle iperstatiche colonne possiamo distinguere tra:
1) Colonne snelle (Bisogna tener conto degli effetti, detti del 2° ordine).
2) Colonne tozze (Gli effetti del 1° ordine sono trascurabili).
Consideriamo ora per semplicità una colonna incastrata al piede, di altezza l, soggetta ad una forza orizzontale e verticale che agiscono in alto sulla colonna.
Questa è una colonna isolata, non appartiene ad un complesso strutturale, se invece parliamo di un insieme strutturale, cioè di un edificio questa ulteriore struttura ed edifizio è una possibile schematizzazione:
Siamo nel caso di colonne incernierate con il controvento. Nei nodi (o) non passano momenti.
Le strutture a nodi fissi (controvento e non) sono quelle strutture in cui si può trascurare l'influenza degli spostamenti nodali nei ripari sismici della schematizzazione (così es edifici con pareti di taglio o controventi a nucleo).
I telai a nodi fissi sono invece quelli in cui, se gli spostamenti del 1° ordine non inficiano del più del 10%, le idealizzazioni attenuano da un'analisi in cui più stessi vengono trascurati.
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