SICUREZZA STRUTTURALE
Poniamo di metodi per misurare la sicurezza di una struttura che è un concetto di tipo probabilistico -
Lice è valuto la probabilità che una struttura possa collassare durante la propria vita utile -
L'obiettivo è quello di graduare questa probabilità in funzione di un'esigenza pubblica (salvaguardare le vite) e di un'esigenza economica -
La PROBABILITÀ DI COLLASSO deve essere inferiore ad un certo valore limite fissato :
Pc ≤ Pc (valore limite)
Per valutare la sicurezza strutturale, esistono 2 APPROCCI :
- DETERMINISTICO
fa riferimento al metodo delle TA ed è consentito in Italia solo in zona sismica 1 e per edifici in classi d'uso I e II (DM 96)
- PROBABILISTICO
Ci sono due diversi tipi di approcci:
- 1° LIVELLO
In questo metodo definite le 2 variabili del problema (R = resistenza, S = sollecitazione) la caratterizzazione probabilistica delle variabili avviene tramite la FUNZIONE DENSITÀ DI PROBABILITÀ CONGIUNTA j (R, S)
9/10/85 (LEZIONE)
SICUREZZA STRUTTURALE
Poniamo di metodi per misurare la sicurezza di una struttura che è un concetto di tipo probabilistico. Indica e valuta la probabilità che una struttura possa collassare durante la propria vita utile.
L'obiettivo è quello di graduare questa probabilità in funzione di un'esigenza pubblica (salvaguardare le vite) e di un'esigenza economica.
La PROBABILITÀ DI COLLASSO deve essere inferiore ad un certo valore limite fissato:
{Pc ≤ P̅c }
VALORE LIMITE
Per valutare le sicurezza strutturale, esistono 2 APPROCCI:
- DETERMINISTICOFa riferimento al metodo delle T.A. ed è consentito in Italia solo in zona sismica II e per edifici in classe d’uso I e II (D.M. ’96).
- PROBABILISTICOCi sono 4 diversi tipi di approcci:
- 1° LIVELLOIn questo metodo definite le 2 variabili del problema (R = resistenza, S = sollecitazione) la caratterizzazione probabilistica delle variabili avviene tramite la FUNZIONE DENSITÀ DI PROBABILITÀ CONGIUNTA j(R,S)
Solo in un caso è consentita un'approssimazione, cioè se
le curve di livello delle variabili R e S sono indipendenti
tra loro (in realtà non è così), quindi cioè:
f ( R, S ) = j ( P ); j ( S )
(In questo caso avremo una SUPERFICIE GAUSSIANA e non
un volume)
2) II LIVELLO
In questo livello non c'è la funzione densità di
probabilità ma ci sono 2 PARAMETRI che
caratterizzano probabilisticamente la misura delle
sovraccarico e sono:
- μR, μS (MEDIA)
- σR, σS (DEVIAZIONE STANDARD)
Tale metodo è detto anche METODO DELL'INDICE DI
SICUREZZA β
3) I LIVELLO (Semi-probabilistico)
In questo caso c'è solo 1 PARAMETRO che caratterizza
le probabilità, che è il valore caratteristico:
- Rk, Sk
e rappresenta il mutatore agli SL.
4) LIVELLO ZERO
In questo caso c'è una gnoseologia che caratterizza
le probabilità che una struttura resista al
colasso ma che probabilisticamente è lo stesso
significativo e cioè il VALORE MEDIO
(in realtà il n° di autocarpi è limitato)
- μR, μS
Tale metodo viene applicato ad edifici esistenti
VERIFICA III LIVELLO
Se si utilizza tal metodo, quindi con la funzione densità di probabilità congiunta, bisogna lavorare nello SPAZIO.
Conviene quindi riferire piano per piano.
N.B. In questo caso la funzione di probabilità è definita dal VOLUME sotto della superficie.
(e consideriamo ad esempio il piano J(R), R
si puo visualizzare l'andamento di R in funzione di J(R)
(la selezione mai interviene).
Che è una legge Gaussiana nella quale s'individua il valore medio (μR) e la deviazione standard (σR) che rappresenta lo stanzo tra i 2 punti dell'asse della funzione a campana (dispersione dei dati dal valore medio).
Analogamente ci poniamo nel piano S, j(S) e definiamo il valore medio (μS) e la deviazione standard (σS)
In particolare:
- μR = ∫ R j(R) dR
- σR = √∫ (R - μR)2 j(R) dR
N.B. Che anche l'argomento ha per coppia u una resistenza negativa, per cui si diventa inferiore a ZERO
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