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• La chiusura dei teatri dura fino al 1783 e da questa nasce un dibattito politico

sull’opportunità o meno di considerare l’attività teatrale libera o regolata. C’è chi

vuole bandirlo per pregiudizi puritani e chi lo considera utile per la crescita della

nuova nazione. Il sogno utopico di Dunlap era di mediare tra le due idee e di creare

un teatro pubblico svincolato da interesse politico con l’obiettivo di realizzare l’arte

e il bello. La nuova repubblica garantisce libertà di espressione e libera impresa

dunque non ci sarà nessuna proibizione o censura. Moltiplicarono così gli spazi in

città come New York, Philadelphia, Charlestone, Baltimore.

• R. Tyler in The contrast (1787): La trama è banale e imitativa, rappresenta la vita

sociale di New York. Dimple ammira tutto ciò che è inglese (fino al ridicolo) è

fidanzato con Maria ma corteggia anche Charlotte. Il fratello di lei, il Colonnello

Manly si innamora di Maria e si sposano. La cosa importante è il titolo che descrive

le posizioni del dibattito e il servo di Manly, Jonathan, che seguendo una folla si

ritrova in un teatro e crede di affacciarsi al mondo reale. Impersona il dibattito tra la

morale puritana e l’apertura a nuove forme di trattenimento.

• N. Barker in America (1805): Narra di un ufficiale di marina che sconfigge i pirati

nel Mediterraneo e tornato a Philadelphia si innamora di una fanciulla che libera da

un villain. Abbiamo un evoluzione dello stage yankee da servant a pedlar

(venditore ambulante). Un esempio è The Pedlar di A. Wetmore (1821) dove oltre

alla maschera di Nutmeg (venditore di noce moscata e orologi, con parrucca rossa,

pantaloni a righe: è un moderno eroe errante che difende i più deboli) se ne creano

di altre (il marinaio, il veterano della Rivoluzione). Lo yankee sviluppa un proprio

repertorio nelle opere: cambia il nome ma il personaggio è sempre lui, contadino

urbanizzato che diventa bottegaio saggio e eroico.

• Con il fiorire dei grandi classici nella Nuova Inghilterra, il teatro americano subisce

una divisione tra teatro di prosa e di intrattenimento (in base a classe, censo,

spazi). Il Park Theatre e il Broadway rimangono per un pubblico colto e raffinato e

mettono in scena repertori classici, mentre il Chatman e l’Olimpic hanno un

pubblico rumoroso e incolto. L’Olimpic mette in scena uno sketch di Baker, “il

Bower Boy”: pantaloni arrotolati, stivali da pompiere, camicia colorata, tuba. È un

attaccabrighe ma presta soccorso come vigile del fuoco volontario.

• Non è l’unico personaggio autoctono: nasce la maschera del “Noble Redskin” che

suscita passione e commozione, soprattutto nei panni dell’eroina della storia

culturale del Nord America, Pocahontas. Dramma romantico ed esotico, introdotto

da Barker con the Indian Princess (1808) e ripresa da G. Washington Parke Custis

che si focalizza sulla storia d’amore della principessa indiana con Rolfe e poi con il

salvataggio finale del Capitano John Smith.

• Abbiamo un fenomeno di massa: l’evoluzione degli “all American types”. Il romanzo

di H. Beecher Stowe, Uncle Tom’s Cabin, viene drammatizzato a teatro, vengono

ripresi personaggi e fatti da Taylor e da Aiken. Viene rappresentato nel National

Theatre dove il proprietario elimina il contorno (balletti, afterpiece) rendendo il

dramma puritano. Riempie il teatro di citazioni e dipinti biblici. Viene rappresentato

sia in maniera tecnologica da Barnum, che di pomeriggio per scuole e famiglie da

Purdy. Sorgono anche piccole Tom Company che lo rappresentano sotto a tendoni.

Il confine tra teatro e esibizione circense si fa esile. Gli attori interpretano diverse

parti eccetto il Tommer (che fa uncle tom). Ecco le nuove maschere del teatro di

intrattenimento, dalla commedia al burlesque al musical. Contemporaneamente

emergono dei templi in cui arte e gusto sono celebrate dall’elite aristocratica o

intellettuale, con repertori classici e novità europee. Dalla Francesca di Rimini di

Boker (tragedia romantica ispirata a Paolo e Francesca) inizia il melodramma.

• Il melodramma impegna tragedia e commedia allo stesso tempo e riflette una

società instabile (contesto della guerra civile) che ama emozioni e avventure.

Implica la scissione tra letteratura e teatro. La guerra civile non ha solo il problema

della schiavitù, si tratta piuttosto dell’aggressione del nord capitalista al sud

agricolo. Il teatro era apparentemente a favore dei neri ma spesso rimoveva eventi

bellici.

• Boucicolt in The octoroon (1859): tragedia di argomento americano in cui affronta il

dibattito tra nord e sud. Parla dell’amore travagliato tra un giovane proprietario di

una piantagione e una giovane schiava con un ottavo di sangue nero. Anche Belle

Lamar affronta il tema della guerra civile: una donna del Sud divorzia dal marito

che ha simpatie nordiste ma dopo essere accusata di essere una spia dai

confederati c’è un happy ending in cui si ricongiunge con lui.

• Con Howard il melodramma raggiunge il suo apice, per poi lasciare spazio al

dramma realistico. In Moorcroft (1874) riprende Octoroon approfondendo

psicologicamente un personaggio ambientato nel Sud. In Young Mr Winthrop e

altre opere parla del dio Denaro e del nuovo capitalismo, dell’ossessione dei soldi.

In Shenandoah si rifa a Belle Lamar parlando della guerra civile: due amici si

ritrovano nel fronte opposto allo scoppiare della battaglia. L’intreccio di fondo è

quello delle loro rispettive ragazze a Charleston. La bravura di Howard sta nel non

prendere mai posizione.

• Il fatto che il teatro è governato dalle stesse leggi che governano il mondo degli

affari implica lo sviluppo di un dramma realistico.

LO STAGE JEW: L ‘ ARCHETIPO DELL’EBREO NELLA LETTERATURA INGLESE

• A partire da metà 500 si è verificata una tipizzazione negativa della figura

dell’ebreo, che è subito divenuto una maschera: usuraio dall’atteggiamento rapace,

peccatore di avarizia e cupidigia, inganna e odia i cristiani e compie delitti da

uccisione a diffusione del contagio della peste, al cannibalismo. Non è casuale ma

rientra in logiche politiche e economiche.

• Nell’ XI sec un primo nucleo di ebrei provenienti da Rouen (mercanti, medici,

avvocati) si sposta a Londra per avviare i propri commerci. Nel 1492 Isabella di

Castiglia impone l’espulsione degli ebrei dalla spagna. Questi vanno in Prtogallo, in

Olanda dove conquistano una leadership e poi in Inghilterra nuovamente, durante il

regno di Elisabetta I. Si tratta di una piccola comunita, grazie alle loro qualità

intellettuali e professionali si inseriscono a corte e svolgono un ruolo determinante

nella politica economica inglese. Il loro scopo è il predominio negli affari e nei

commerci. I nobili, molti indebitati con loro, reagiscono violentemente fino ad

arrivare al processo contro Rodrigo Lopez: viene giustiziato per falsa accusa di aver

avvelenato la regina. Da qui nasce un antisemitismo nel popolo e nella borghesia

puritana (antagonista perché hanno gli stessi interessi)

• L’ebreo compare nel 1589 con The Jew of Malta di Marlowe. Barabba è un

mercante che ha come unico scopo l’accumulo di ricchezze. Nasce come maschera

in quanto privo di ogni forma di umanità, avaro e crudele. Non gli importa neanche

di sua figlia Abigail, vede anche lei come una proprietà. Il suo destino è però di

rimanere intrappolato nel suo stesso gioco (connotazione divina alla punizione

finale). Si mette contro il governatore e subisce la confisca dei beni. A quel punto

usa la figlia per recuperare un tesoro nascosto. Uccide il fidanzato della figlia per

recuperarlo e lei si vendica convertendosi. Lui uccide sua figlia ma il suo ultimo

nemico uccide lui. Le sue ultime parole contro Cristiani e Turchi ci rimandano allo

Shylock del mercante di venezia, che inganna Antonio nel patto per il prestito.

• Lo stage Jew rimane inalterato per molti anni: in Selimus di R.Greene, che parla

delle feroci lotte di successione dell’impero ottomano, o nell’ambientazione esotica

di A Christian Turn’s Turk di R. Daborne, in cui un pirata inglese si converte

all’islamismo. Qui abbiamo la figura del ricco mercante Benwash, ricettatore di

bottini catturati dai pirati. L’archetipo non cambia con la Gloriosa Rivoluzione e la

Repubblica di Cromwell, nonostante i contatti crescenti tra Puritani e comunità

ebraica di Amsterdam.

• Con il ritorno degli Stuart e l’avvento della borghesia mercantile, gli interessi degli

ebrei si spostano verso le colonie nordamericane. Sono a New York, Philadelphia,

Charleston e gestiscono traffici commerciali tra le colonie, anche nei caraibi. Si crea

una sorta di élite mercantile, per cui gli ebrei in Inghilterra e nelle colonie

raggiungono uno status ricco e accettato dalla società. Eppure lo stereotipo fatica a

cambiare, fatta eccezione per The Jew di R. Cumberland (1764): Sheva è un

usuraio ebreo che aiuta il suo amico prestandogli denaro in nome della vecchia

amicizia. In questo modo può sposarsi con una ragazza priva di dota e

ricongiungersi con suo padre. Per la prima volta se non per quella che traspare in

Shylcok, un ebreo ha umanità.

• Lo stage Jew esce dignitosamente dalla scena e torna dopo qualche decennio:

cambia il contesto ma il pregiudizio fa fatica (es. Fagin in Oliver Twist di Dickens).

LE ORIGINI DEL TEATRO CANADESE

• Dal diario di bordo di E.Hayes durante la spedizione a Terranova del 1583

sappiamo che è tra il ponte della nave e il molo di St. Johns che viene allestito il

primo evento teatrale del Canada e del British North America.

• Nel 1606 per festeggiare il ritorno di Biencourt e de Poutrincourt da un viaggio

lungo le coste del Maine, l’esploratore e uomo di lettere Marc Lescarbot mette in

scena a Port Royal “The theatre of Neptune in New France”, prima produzione

teatrale del nord america. I pregi non vanno ricercati nella qualità letteraria bensì

nella capacità di confronto e di integrazione del vecchio e il nuovo. È una

rappresentazione dell’incontro tra cultura europea e indigena. I versi non sono

dedicati tanto a lodare le imprese dei superiori quanto a scrivere la memoria

dell’esperienza francese in Acadia, fatta di coraggio e operosità.

• Elementi di novità: anzitutto il luogo dell’azione: non si svolge in un luogo ideale ma

terreno e nuovo. Ne consegue una social interaction in cui le popolazioni indigene

vengono sottomesse in un’atmosfera di rispetto e ammirazione. La novità è la

presenza dei savages: sebbene tutti i ruoli parlanti sono affidati a francesi, gli

indigeni sono qui dei co-protagonisti. Lo notiamo dai versi di apertura: Nettuno

raggiunta la scialuppa dove lo attende de Poutrincourt dice al capitano di fermarsi

utilizzando un espressione indigena.

• Gli indigeni da secoli svolgevano attività parateatrali, con costumi elaborati,

maschere in legno e effetti speciali quali giochi di luci o sparizioni.

• Il setting è generico e poco caratterizzato ma c’è un microcosmo di diversi aspetti

sociali e culturali di due civiltà che si confrontano sullo stesso posto e si aiutano a

vicenda. Ad esempio quando i quattro Indiani che accompagnano Nettuno gli

offrono sostentamento, il necessario per sopravvivere all’inverno, l’elemento

estetico culturale e sessuale, e la disponibilità di fare propri i loro modelli socio-

culturali.

• Alla fine de Poutrincourt abbandona il suo ruolo passivo e diviene soggetto della

rappresentazione: esprime gratitudine e ringraziamento e invita i Micmac ad unirsi

ai propri uomini per compiere un rito purificatorio e di fratellanza: Avviene dunque

un incontro tra paganesimo e cristianesimo, tra vecchio e nuovo mondo. Eppure il

clima di celebrazione e di gioia nasconde un senso immanente di terrore, sense of

survival che diventerà caratteristico della letteratura canadese.

• L’opera di Lescarbot sarà ripresa e rappresentata dai membri della compagnia di

Gesu, più o meno modificato.

• Nel 1694 scoppia una polemica tra il governatore e il vescovo di Quebec

sull’allestimento del Tartuffe, la controversa commedia di Molière. Il vescovo la

considera blasfema e offre dei soldi all’avversario per vietarne la rappresentazione.

Frontenac accetta e estende la proibizione ad ogni forma di spettacolo pubblico.

Non cessa ogni attività, ma riprendono soprattutto nel 1770 con il College theatre,

sebbene sotto supervisione della chiesa, ma formarono così un audience colta e

raffinata.

• Si sviluppa anche il closet political drama, forma di teatro scritto che ha come scopo

la protesta. Spesso sono satire politiche sotto forma di pamphlets. Uno parla dello

sfogo di un candidato sconfitto a causa di irregolarità nelle elezioni, uno dei

rappresentanti del corpo politico che si dichiarano a favore degli inglesi e della

nuova costituzione e il terzo aveva lo scopo di convincere i francofoni a arruolarsi

nella milizia coloniale. Era stato commissionato dal governatore inglese

preoccupato della propaganda anti-britannica degli americani.

• Nel 1790 viene fondato il Theatre de la Societé che presto consolida un repertorio

da Molière ai contemporanei. La chiesa cattolica si accanisce di nuovo e attraverso

la confessione convincevano i fedeli a non frequentare il teatro, visto come luogo di

perdizione.

IL GARRISON THEATRE E LA NASCITA DI UNA DRAMMATURGIA NAZIONALE

• Gli inglesi continuano nei primi del 1600 l’attività teatrale nelle navi o nelle

guarnigioni. Sono gli anni della grande fortuna per il teatro elisabettiano e

giacobino. Nel 1623 viene pubblicata l’opera shakesperiana nel In-folio e

probabilmente Hamlet, Richard II e The tempest entrarono nel repertorio delle

compagnie amatoriali.

• Nel 1642 vengono chiusi i teatri londinesi, l’attività teatrale si interrompe. Dalla

Restaurazione ai primi del 700 invece si ha un ritorno al personaggio del nobile

selvaggio. Spesso viene usato in funzione anti-spagnola (es. The indian Queen di

Howard, sul tema della civiltà corruttrice dell’uomo naturale). L’ambiente esotico

serviva anche da propaganda per l’emigrazione nelle nuove colonie. Quest’azione

venne riportata in Canada.

• Dennis scrive Liberty Asserted (1704): tratta la guerra tra Inglesi e Irochesi e anche

tra Francesi e Uroni. A questo viene aggiunto l’elemento sentimentale. Un po’ di

anni dopo il successo di Dennis quattro Irochesi visitarono l’Inghilterra e furono

accolti dalla Regina Anna e assistettero a una rappresentazione di Macbeth.

L’attività teatrale torna ad essere esercitata nelle guarnigioni britanniche.

• In Canada ci furono due testimonianze scritte (la prima fu su uno spettacolo di

Natale, la seconda una commedia scritta) dopo le quali in Quebec si ripresero gli

spettacoli amatoriali. Nel 1766 apparvero The Conquest of Canada di Cockings e

Ponteach di Rogers, i primi drammi in lingua inglese scritti e ambientati in Canada.

• La prima è una tragedia patriottica dove importante è la scelta del soggetto: la

battaglia della pianura di Abramo vide la morte eroica del generale Wolfe ma la

vittoria delle truppe britanniche segnando la fine della guerra dei sette anni. La

scelta di un heroic tragedy garantì il favore del pubblico: Wolfe è un eroe

shakesperiano diviso tra senso del dovere e affetti. C’è anche molto di epico

piuttosto che di storico (ricorso a figure come Ulisse e Ettore)

• La seconda non venne mai prodotta, dramma in cinque atti con elementi di novità:

attacco contro la gestione inglese degli affari indiani, esaltazione del buon selvaggio

definita pre-romantica. Ponteach si ribella agli inganni e alle violenze britanniche

ponendosi capo di tribu indiane. Sia il figlio che il suo consigliere lo ingannano, il

suo destino sembra la sconfitta ma Rogers trova un finale atipico: progetta la fuga

verso un posto incontaminato.

• In un clima post-guerra il teatro abbandona i panni della tragedia e lascia posto alla

commedia. Nasce l’American company of Comedians, che suscita polemiche tra i

Puritani e chi pensava fosse una forma di intrattenimento. La polemica non impedì

la produzione teatrale canadese che fiorì soprattutto a Halifax e St. John.

• The Humors of the Committee è il piu antico lavoro teatrale in forma di manoscritto

redatto in terra canadese. La satira si divide in tre parti: nelle prime due Parson è

rappresentato nella Rivoluzione Americana, risponde a accuse mossegli (es.

rifiutarsi di leggere la Dichiarazione di indipendenza). La terza parte narra la sua

vita dopo essere dichiarato colpevole: due tentativi di ucciderlo, i suoi amici gli

offrono rifugio e poi il manoscritto si interrompe.

• A St. John l’attività teatrale esordisce con The busy body e Who’s the Dupe? Che

vengono recensiti nel giornale canadese. A Halifax gli ufficiali dell’esercito

interpretano The School for Scandal e poi The merchant of Venice e The tempest.

• Nel 1798 due coniugi inglesi, i Marriott, assumono la gestione dell’Halifax Theatre

con una compagnia di attori professionisti e dilettanti che vanno in tourné a St John.

Costruirono poi un vero e proprio teatro, Drury Lane Theatre, inaugurato nel 1809

con Abroad and at Home. Si chiude dunque la fase pioneristica, anche se il

paradosso è che non corrisponde una crescita. I motivi riguardano gli ostacoli

religiosi e politici della chiesa protestante ma anche la mancanza di autori

drammatici che non fecero un salto di qualità.

LE RAPPRESENTAZIONI SHAKESPERIANE IN CANADA 700/800:

• Inizia a bordo di una nave dall’Africa al Canada, dove vengono rappresentati

Hamlet e Richard. Ricordiamo che erano gli anni della fortuna per il teatro inglese, e

gli anni della pubblicazione del In-folio. Dopo la chiusura dei teatri londinesi si

prosegue con le prime compagnie professionali.

• Dopo la guerra si ebbe un periodo di prosperità, dalla colonizzazione al settlement.

A Montreal, dove prima le opere messe in scena erano di Dryden, Thompson,

Cockings, Rogers, si mettono in scena commedie. Risorse la polemica (puritani) ma

non impedì l’inizio della stagione di teatro professionistico: il debutto avviene con

due commedie: Douglas di Home e Miss in Her Teens di Garrick. Il successo tra il

pubblico di Halifax garantì vita più facile e continuativa al teatro.

• Dyott nel suo diario parla dell’allestimento di The School for scandal di Sheridan, e

poi di The merchant of Venice nel New grand theatre e The tempest. Eppure ci

furono nuovi ostacoli religiosi (chiesa protestante) e i drammaturghi non riescono a

compiere un salto di qualità, tanto condizionati dai modelli elisabettiani e

shakesperiani. Dunque il repertorio è importato dall’Inghilterra e dagli stati uniti. Le

rappresentazioni più riproposte sono dunque Catherine and Petruchio di Garrick e

le opere Shakesperiane.

• Le difficoltà principali dello sviluppo del teatro di qualità in Canada sono: mancanza

di spazi adeguati, povertà delle produzioni, scarso valore degli interpreti, carattere

casuale. Di fatti solo anni dopo opere come Richard III e Henry IV furono messe in

scena (a fine 700).

• Prigmore è un attore comico inglese che si traserì in Canada e inaugurò il Montreal

Theatre, con le rappresentazioni di Garrick, The tempest (lui faceva Prospero),

Othello, Amleto, Romeo e Giulietta, Macbeth.

• Ricordiamo anche John Mills, che debuttò con Othello, poi Romeo and Juliet, ecc.

finché si verificò la pausa della guerra (l’ultima rappresentazione fu il mercante di

venezia).

• L’attività riprese a Halifax con l’arrivo di Price and Company, il quale repertorio fu

ben accolto da critica e pubblico inizialmente. Comprendeva successi inglesi

(commedie pantomime farse) e opere Shakesperiane. La loro prima stagione si

concluse in modo buono ma ci furono polemiche e critiche da recensori (es.

Peeping Tom) sui tagli apportati ai testi. La seconda stagione fu fallimentare e ci

furono anche difficoltà finanziarie.

• Passiamo al teatro St. John, dove l’allestimento era migliore e si concentrava su

elementi soprannaturali. Dopo aver rappresentato opere quali Macbeth e Romeo e

Juliet cessa la sua attiività e continua con pubbliche letture.

• Con l’arrivo del nuovo mondo (cooke, kean ecc) si favorì la nascita di talenti locali,

tra cui Edwin Foster.Ci fu una pausa fino al 1822, che cessò con l’apertura del

nuovo Theatre Royal: la sala era più tecnologica ma la compagnia di attori deluse le

aspettative. L’impresario e attore Brown subì una crisi finanziaria e fu costretto ad

andare in tourné a Quebec.

• Abbiamo il debutto di Kean a Montreal nei panni di Riccardo III, che non convinse

tuttavia pubblico e critica.

• La nuova realtà teatrale che si stava affermando era l’Hopley Theatre a St John,

dove l’impresario ingaggia la compagnia di Forbes. La nuova stagione fu diretta da

Preston il quale ingaggia l’attore drammatico Vandenhoff e sua figlia. Fu un vero

colpo in quanto entrambi gli attori erano amati da pubblico e critica. L’altro teatro

era il Prince Wales che venne distrutto da un incendio e St John rimase senza

teatro fino al 1874.

MORALITY PLAYS

Nel 400 i mystery plays vengono sostituiti dai morality plays. Entrambi hanno uno scopo

edificante ma i primi sono tratti dalle Sacre scritture, i secondi dal sermone medievale e

dalla letteratura devozionale. I primi erano connessi a festività religiose, i secondi

potevano essere rappresentati on tour, dunque c’è una professionalizzazione degli attori.

• I personaggi sono astrazioni. Si analizza la psicomachia: conflitto tra i sette peccati

capitali e le virtù. Il protagonista rappresenta il genere umano. La vicenda è allegorica

e didattica: si parla di tentazione, caduta e redenzione.

• La prima moralità pervenuta per intero è The Castle of Perseverance (1425). E’ un

dramma lungo con 35 personaggi che va dalla Creazione al Giudizio. Il personaggio

Umanità è conteso tra il bene e il male. Il Play è tramandato in un manoscritto “Macro”

che contiene una pianta dalla quale vediamo che il dramma veniva messo in scena

all’aperto in uno spazio circolare (Il place). Nel Macro c’erano altre due moralità:

Wisdom e Mankind. La seconda è particolare perché analizza i vizi in chiave comica e

volgare ma finisce con il pentimento del protagonista. Un altro esempio di moralità è

Everyman che alla fine del suo viaggio terreno è spaventato dalla morte e Good-deeds

lo accompagna alla tomba.

IL PERIODO TUDOR

• A fine 400 si affermano anche gli interudi. Lo scopo è sempre edificante ma il conflitto

tra vizi e virtù è rimpiazzato da altri conflitti come tra il nuovo sapere e l’ignoranza, o tra

il cattolicesimo e la nuova fede (diffusi con la Riforma). Alcuni sono politici, il

protagonista è il principe e lo scopo non è la salvezza ma il buongoverno. Alcuni sono

di satira sociale e attaccano il materialismo. Sono rappresentati a corte, durante

banchetti o in chiese, piazze, locande. Il termine indica generalmente le produzioni

drammatiche dal 1485 (Henry VII primo Tudor al trono) al 1576 (apre il primo teatro

pubblico a Londra). Le compagnie sono non itineranti (amatoriali, es. studenti) o

itineranti (professioniste, composte da quattro o cinque elementi che ricorrono al

doubling). Gli attori sono al servizio di un patrono.

• Il Vice è il mattatore degli interludi: è la star del dramma e mentre prima erano tanti

insieme ora uno ha un ruolo più importante e autonomo. Dirige le azioni, crea l’intrigo e

annuncia le sue intenzioni al pubblico creando con questo un rapporto privilegiato

(contrarddizione del dramma Tudor in cui il male è il beniamino del pubblico, come

saranno i villains nel teatro elisabettiano)

• Il circolo More è una cerchia di intellettuali ammiratori di Thomas More (Lord

Cancelliere di Inghilterra dal 1529 al 1532 e rappresentante dell’Umanesimo inglese).

Tra i componenti John Heywood (i cui sei drammi sono divisi in farse e dibattiti) John

Rastell (The nature of the four elements).

• Tra quelli politici abbiamo Magnyfycence di John Skelton: un principe è sviato da cattivi

consiglieri e cade nella lussuria e ira, e salvato poi in extremis.

Tra quelli storici abbiamo King Johan di John Bale: un frate che si converte al

protestantesimo (incarna Henry VIII ed è opera propagandistica di Cromwell)

Tra quelli di natura economico sociale abbiamo i money plays che criticano avidità e

materialismo e corruzione.

CONTEMPORANEI DI SHAKESPEARE

• IL TEATRO PLURALE è un aggettivo che descrive il teatro elisabettiano caratterizzato

da molte storie, molti temi, diversi stili (aulico, grottesco, poetico, popolaresco). La

sede teatrale è nuova e apertaa un pubblico meno selezionato. Es. Spanish Tragedy di

Thomas Kid rappresentata nel 1586 (pluralità di stili e richiami – biblici e

classicheggianti: fa parte della revenge tragedy infatti il protagonista Hieronimo cerca e

ottiene vendetta per l’omicidio del figlio)

• MODELLO E FONTI: Il modello dell’autore è la figura del poeta, sebbene ci sia la

questione se l’autore di teatro possa esserlo. Lo spettatore deve fare appello

all’immaginazione date le limitazioni della scena e del contesto. Il repertorio è vario, ma

la costante è l’allusione al passato: dalla Bibbia, alla chiesa, alla storia inglese. Dietro il

privato (le vicende individuali) ci sono le preoccupazioni dell’epoca moderna. I modelli

formali ed espressivi sono di fonti straniere (spagnole, francesi, italiane) o delle due

tradizioni autoctone: didattica (riferimenti alla Bibbia e alla religione come mystery e

morality) e retorica.

• IL NUOVO TEATRO PUBBLICO: Il The Theatre (1576) è il primo teatro pubblico. I

successivi (Rose, Swan, Globe, Fortune, Red Bull) sono costruiti sulla sponda

meridionale del Tamigi dove ci sono le liberties con divertimenti già affermati (bordelli e

spettacoli con animali). La struttura è circolare e tre gallerie danno sul palcoscenico

(forma squadrata). Su tre lati del cortile i posti erano in piedi e economici. Sopra la

pedana due colonne reggevano lo spazio superiore. Il palco aveva due porte laterali

per entrata e uscita di attori e sopra un balcone. Le rappresentazioni avvenivano alla

luce del giorno. Le parti femminili erano interpretate da ragazzi. Il repertorio deve

catturare l’attenzione degli spettatori ma allo stesso tempo superare la censura.

Spesso i teatri sono chiusi per disordini o pestilenze.

• L’IMITAZIONE: Gli autori del teatro elisabettiano hanno avuto grandi istruzioni (es.

Oxford, Cambridge) dunque gli studi di retorica, conoscenze di lingue classiche o

europee e viaggi esteri permettono l’imitazione con altri modelli. Spesso l’argomento

esotico si mischia con la storia locale o con la storia biblica o classica. Gli esponenti

sono Chettle, Peele, Nashe, Lodge, Greene ecc.

• LA TRADUZIONE ELISABETTIANA: Un modello di riferimento è Marlowe. Egli trae

dalle fonti straniere soprattutto trame e dalle fonti classici il suo stile elevato. La

polifonia di Marlowe si concentra sul singolo passo dove ci sono diversi riferimenti

(aulici, biblici, contemporanei es. Doctor Faustus, Edward II). Un altro modello è Ben

Jonson ma la distinzione fondamentale è che il primo crea un linguaggio poetico aulico

a discapito della trama mentre il secondo punta alla formazione di intrecci.

SHAKESPEARE

• TRA OCCHIO E ORECCHIO: Shakespeare era attore presso la compagnia dei Lord

Chamberlain’s Men, era anche tra i proprietari del Globe dunque il suo era un triplice

interesse: attore, imprenditore, autore. Il primo che rende le sue produzioni accessibili

a tutti pur essendo complesse nella retorica, nella scena e nella narrativa.

Dall’importanza della retorica e della elocutio (discorso a fine persuasivo) nasce il

modo di dire “ascoltare un dramma”. Shakespeare vuole accontentare occhio e

orecchio insieme, far vivere la poesia sulla scena. La sua compagnia di attori era fidata


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
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A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cheerz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gebbia Alessandro.

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