Storia della prima drammaturgia americana
Premessa
La storiografia culturale americana si è appropriata di due secoli di storia coloniale britannica e di prodotti letterari e teatrali. Spesso questo ha prodotto una prospettiva fuorviante. Agostino Lombardo afferma che il teatro è un’assenza nella cultura della Nuova Inghilterra, in cui regna l’ottica puritana. Eppure l’attività teatrale dagli inizi della colonizzazione inglese del Nord America costituisce una base comune che domina i palcoscenici. A inizio 800, poi, la comparsa dello “stage yankee” sarà una svolta che darà identità al teatro degli Stati Uniti. Dunque spesso sminuiamo il valore di questa unica forma di intrattenimento e comunicazione di massa.
Costituisce un ponte tra il Vecchio e il Nuovo mondo, da cui nascerà una nuova letteratura e un nuovo teatro.
Esempi
- Licensing Act (1737): Segnato dall’arrivo delle prime compagnie di attori inglesi, si passa da attività amatoriale a professionistica, si aprono i primi spazi teatrali, si consolida un repertorio (dall’influenza di Shakespeare alle ultime commedie di successo londinesi).
- La fine delle strolling companies.
- L’attribuzione di prima tragedia americana a The Prince of Parthia di T. Godfrey, quando l’anno prima R. Rogers scrive Ponteach e G. Cookings scrive The Conquest of Canada. Entrambe sono un ritratto dell’eroe tragico diviso (come quello shakesperiano) tra amore e gloria. La rimozione di Cookings può essere giustificata dal fatto che era inglese, ma Rogers no. The Prince of Parthia ha contesto esotico e narra le vicende dei due principi Arsaces e Verdanes, resi nemici dalla rivalità dei genitori. Invece Ponteach dona al nativo i panni dell’eroe (Il gran capo Pontiac che si ribella ai soprusi inglesi). Forse proprio questo spaventa la cultura puritana, che getta quest’opera nel dimenticatoio. La prova la troviamo Nella History of the American Theatre, dove Dunlap segna come data d’inizio il 1752 (che vede l’arrivo in Virginia degli Hallam). Rimuove ogni precedente attività amatoriale.
Nella sua illustrazione delle attività teatrali individua un mainstream inglese (strolling companies, stock repertory) e successivamente dei tentativi di produzione locale.
La svolta americana
La svolta americana avviene nel 1849, anno degli “Astor Place Riots”: una sommossa popolare scoppiata per la rivalità tra l’attore americano Foster e quello inglese Macready. Dopo questo spartiacque lo stage yankee si trasforma in una nuova forma di teatro; tutti i generi, sia alti che bassi, si mischiano dando vita all’invenzione americana del teatro di Broadway. Nasce come portatore di valori di un’America che sta cambiando. Il pubblico è sempre più numeroso e ha un gusto più incolto e umorale. Esalta la rappresentazione del quotidiano, i nuovi valori, e la spettacolarità.
Chiusura dei teatri e il dibattito politico
Nel 1774 il Consiglio delle Colonie ordina la chiusura dei teatri. L’attività non viene sospesa del tutto, ma tratta vicende belliche o satire con uno spirito cronachistico, come per costruire una memoria storica e per iniziare a inserire personaggi americani e prototipi, dunque l’inizio di un teatro nazionale.
Bayley, il più rappresentativo degli autori lealisti, scrive The Humors of the Committee: rompe l’unità di spazio e tempo delle altre farse e ci mostra tre momenti di persecuzione del protagonista. Nei primi due Parson compare nella Rivoluzione Americana per rispondere a delle accuse (come l’autore stesso). Nella terza ci racconta la sua vita dopo che è stato condannato come Tory a pagare una multa. Dopo due tentativi di ucciderlo trova rifugio e poi il manoscritto si interrompe.
La chiusura dei teatri dura fino al 1783 e da questa nasce un dibattito politico sull’opportunità o meno di considerare l’attività teatrale libera o regolata. C’è chi vuole bandirlo per pregiudizi puritani e chi lo considera utile per la crescita della nuova nazione. Il sogno utopico di Dunlap era di mediare tra le due idee e di creare un teatro pubblico svincolato da interesse politico con l’obiettivo di realizzare l’arte e il bello. La nuova repubblica garantisce libertà di espressione e libera impresa, dunque non ci sarà nessuna proibizione o censura. Moltiplicarono così gli spazi in città come New York, Philadelphia, Charleston, Baltimore.
R. Tyler in The Contrast (1787): La trama è banale e imitativa, rappresenta la vita sociale di New York. Dimple ammira tutto ciò che è inglese (fino al ridicolo), è fidanzato con Maria ma corteggia anche Charlotte. Il fratello di lei, il Colonnello Manly, si innamora di Maria e si sposano. La cosa importante è il titolo che descrive le posizioni del dibattito e il servo di Manly, Jonathan, che seguendo una folla si ritrova in un teatro e crede di affacciarsi al mondo reale. Impersona il dibattito tra la morale puritana e l’apertura a nuove forme di trattenimento.
N. Barker in America (1805): Narra di un ufficiale di marina che sconfigge i pirati nel Mediterraneo e tornato a Philadelphia si innamora di una fanciulla che libera da un villain. Abbiamo un’evoluzione dello stage yankee da servant a pedlar (venditore ambulante). Un esempio è The Pedlar di A. Wetmore (1821) dove, oltre alla maschera di Nutmeg (venditore di noce moscata e orologi, con parrucca rossa, pantaloni a righe: è un moderno eroe errante che difende i più deboli), se ne creano di altre (il marinaio, il veterano della Rivoluzione). Lo yankee sviluppa un proprio repertorio nelle opere: cambia il nome ma il personaggio è sempre lui, contadino urbanizzato che diventa bottegaio saggio e eroico.
La divisione del teatro americano
Con il fiorire dei grandi classici nella Nuova Inghilterra, il teatro americano subisce una divisione tra teatro di prosa e di intrattenimento (in base a classe, censo, spazi). Il Park Theatre e il Broadway rimangono per un pubblico colto e raffinato e mettono in scena repertori classici, mentre il Chatman e l’Olimpic hanno un pubblico rumoroso e incolto. L’Olimpic mette in scena uno sketch di Baker, “il Bower Boy”: pantaloni arrotolati, stivali da pompiere, camicia colorata, tuba. È un attaccabrighe ma presta soccorso come vigile del fuoco volontario.
Non è l’unico personaggio autoctono: nasce la maschera del “Noble Redskin” che suscita passione e commozione, soprattutto nei panni dell’eroina della storia culturale del Nord America, Pocahontas. Dramma romantico ed esotico, introdotto da Barker con The Indian Princess (1808) e ripresa da G. Washington Parke Custis che si focalizza sulla storia d’amore della principessa indiana con Rolfe e poi con il salvataggio finale del Capitano John Smith.
Abbiamo un fenomeno di massa: l’evoluzione degli “all American types”. Il romanzo di H. Beecher Stowe, Uncle Tom’s Cabin, viene drammatizzato a teatro, vengono ripresi personaggi e fatti da Taylor e da Aiken. Viene rappresentato nel National Theatre dove il proprietario elimina il contorno (balletti, afterpiece) rendendo il dramma puritano. Riempie il teatro di citazioni e dipinti biblici. Viene rappresentato sia in maniera tecnologica da Barnum, che di pomeriggio per scuole e famiglie da Purdy. Sorgono anche piccole Tom Company che lo rappresentano sotto a tendoni. Il confine tra teatro e esibizione circense si fa esile. Gli attori interpretano diverse parti eccetto il Tommer (che fa uncle tom). Ecco le nuove maschere del teatro di intrattenimento, dalla commedia al burlesque al musical. Contemporaneamente emergono dei templi in cui arte e gusto sono celebrate dall’élite aristocratica o intellettuale, con repertori classici e novità europee. Dalla Francesca di Rimini di Boker (tragedia romantica ispirata a Paolo e Francesca) inizia il melodramma.
Il melodramma impegna tragedia e commedia allo stesso tempo e riflette una società instabile (contesto della guerra civile) che ama emozioni e avventure. Implica la scissione tra letteratura e teatro. La guerra civile non ha solo il problema della schiavitù, si tratta piuttosto dell’aggressione del nord capitalista al sud agricolo. Il teatro era apparentemente a favore dei neri ma spesso rimoveva eventi bellici.
Boucicolt in The Octoroon (1859): tragedia di argomento americano in cui affronta il dibattito tra nord e sud. Parla dell’amore travagliato tra un giovane proprietario di una piantagione e una giovane schiava con un ottavo di sangue nero. Anche Belle Lamar affronta il tema della guerra civile: una donna del Sud divorzia dal marito che ha simpatie nordiste ma dopo essere accusata di essere una spia dai confederati c’è un happy ending in cui si ricongiunge con lui.
Con Howard il melodramma raggiunge il suo apice, per poi lasciare spazio al dramma realistico. In Moorcroft (1874) riprende Octoroon approfondendo psicologicamente un personaggio ambientato nel Sud. In Young Mr Winthrop e altre opere parla del dio Denaro e del nuovo capitalismo, dell’ossessione dei soldi. In Shenandoah si rifà a Belle Lamar parlando della guerra civile: due amici si ritrovano nel fronte opposto allo scoppiare della battaglia. L’intreccio di fondo è quello delle loro rispettive ragazze a Charleston. La bravura di Howard sta nel non prendere mai posizione.
Il fatto che il teatro è governato dalle stesse leggi che governano il mondo degli affari implica lo sviluppo di un dramma realistico.
Lo stage Jew: l'archetipo dell’ebreo nella letteratura inglese
A partire da metà 500 si è verificata una tipizzazione negativa della figura dell’ebreo, che è subito divenuto una maschera: usuraio dall’atteggiamento rapace, peccatore di avarizia e cupidigia, inganna e odia i cristiani e compie delitti da uccisione a diffusione del contagio della peste, al cannibalismo. Non è casuale ma rientra in logiche politiche e economiche.
Nell’XI sec un primo nucleo di ebrei provenienti da Rouen (mercanti, medici, avvocati) si sposta a Londra per avviare i propri commerci. Nel 1492 Isabella di Castiglia impone l’espulsione degli ebrei dalla Spagna. Questi vanno in Portogallo, in Olanda dove conquistano una leadership e poi in Inghilterra nuovamente, durante il regno di Elisabetta I. Si tratta di una piccola comunità, grazie alle loro qualità intellettuali e professionali si inseriscono a corte e svolgono un ruolo determinante nella politica economica inglese. Il loro scopo è il predominio negli affari e nei commerci. I nobili, molti indebitati con loro, reagiscono violentemente fino ad arrivare al processo contro Rodrigo Lopez: viene giustiziato per falsa accusa di aver avvelenato la regina. Da qui nasce un antisemitismo nel popolo e nella borghesia puritana (antagonista perché hanno gli stessi interessi).
L’ebreo compare nel 1589 con The Jew of Malta di Marlowe. Barabba è un mercante che ha come unico scopo l’accumulo di ricchezze. Nasce come maschera in quanto privo di ogni forma di umanità, avaro e crudele. Non gli importa neanche di sua figlia Abigail, vede anche lei come una proprietà. Il suo destino è però di rimanere intrappolato nel suo stesso gioco (connotazione divina alla punizione finale). Si mette contro il governatore e subisce la confisca dei beni. A quel punto usa la figlia per recuperare un tesoro nascosto. Uccide il fidanzato della figlia per recuperarlo e lei si vendica convertendosi. Lui uccide sua figlia ma il suo ultimo nemico uccide lui. Le sue ultime parole contro Cristiani e Turchi ci rimandano allo Shylock del mercante di Venezia, che inganna Antonio nel patto per il prestito.
Lo stage Jew rimane inalterato per molti anni: in Selimus di R.Greene, che parla delle feroci lotte di successione dell’impero ottomano, o nell’ambientazione esotica di A Christian Turn’s Turk di R. Daborne, in cui un pirata inglese si converte all’islamismo. Qui abbiamo la figura del ricco mercante Benwash, ricettatore di bottini catturati dai pirati. L’archetipo non cambia con la Gloriosa Rivoluzione e la Repubblica di Cromwell, nonostante i contatti crescenti tra Puritani e comunità ebraica di Amsterdam.
Con il ritorno degli Stuart e l’avvento della borghesia mercantile, gli interessi degli ebrei si spostano verso le colonie nordamericane. Sono a New York, Philadelphia, Charleston e gestiscono traffici commerciali tra le colonie, anche nei Caraibi. Si crea una sorta di élite mercantile, per cui gli ebrei in Inghilterra e nelle colonie raggiungono uno status ricco e accettato dalla società. Eppure lo stereotipo fatica a cambiare, fatta eccezione per The Jew di R. Cumberland (1764): Sheva è un usuraio ebreo che aiuta il suo amico prestandogli denaro in nome della vecchia amicizia. In questo modo può sposarsi con una ragazza priva di dote e ricongiungersi con suo padre. Per la prima volta, se non per quella che traspare in Shylock, un ebreo ha umanità.
Lo stage Jew esce dignitosamente dalla scena e torna dopo qualche decennio: cambia il contesto ma il pregiudizio fa fatica (es. Fagin in Oliver Twist di Dickens).
Le origini del teatro canadese
Dal diario di bordo di E.Hayes durante la spedizione a Terranova del 1583 sappiamo che è tra il ponte della nave e il molo di St. Johns che viene allestito il primo evento teatrale del Canada e del British North America.
Nel 1606, per festeggiare il ritorno di Biencourt e de Poutrincourt da un viaggio lungo le coste del Maine, l’esploratore e uomo di lettere Marc Lescarbot mette in scena a Port Royal The Theatre of Neptune in New France, prima produzione teatrale del Nord America. I pregi non vanno ricercati nella qualità letteraria bensì nella capacità di confronto e di integrazione del vecchio e il nuovo. È una rappresentazione dell’incontro tra cultura europea e indigena. I versi non sono dedicati tanto a lodare le imprese dei superiori quanto a scrivere la memoria dell’esperienza francese in Acadia, fatta di coraggio e operosità.
Elementi di novità: anzitutto il luogo dell’azione: non si svolge in un luogo ideale ma terreno e nuovo. Ne consegue una social interaction in cui le popolazioni indigene vengono sottomesse in un’atmosfera di rispetto e ammirazione. La novità è la presenza dei savages: sebbene tutti i ruoli parlanti sono affidati a francesi, gli indigeni sono qui dei co-protagonisti. Lo notiamo dai versi di apertura: Nettuno raggiunta la scialuppa dove lo attende de Poutrincourt dice al capitano di fermarsi utilizzando un’espressione indigena.
Gli indigeni da secoli svolgevano attività parateatrali, con costumi elaborati, maschere in legno e effetti speciali quali giochi di luci o sparizioni. Il setting è generico e poco caratterizzato ma c’è un microcosmo di diversi aspetti sociali e culturali di due civiltà che si confrontano sullo stesso posto e si aiutano a vicenda. Ad esempio quando i quattro Indiani che accompagnano Nettuno gli offrono sostentamento, il necessario per sopravvivere all’inverno, l’elemento estetico culturale e sessuale, e la disponibilità di fare propri i loro modelli socio-culturali.
Alla fine de Poutrincourt abbandona il suo ruolo passivo e diviene soggetto della rappresentazione: esprime gratitudine e ringraziamento e invita i Micmac ad unirsi ai propri uomini per compiere un rito purificatorio e di fratellanza. Avviene dunque un incontro tra paganesimo e cristianesimo, tra vecchio e nuovo mondo. Eppure il clima di celebrazione e di gioia nasconde un senso immanente di terrore, sense of survival che diventerà caratteristico della letteratura canadese.
L’opera di Lescarbot sarà ripresa e rappresentata dai membri della compagnia di Gesù, più o meno modificato.
Nel 1694 scoppia una polemica tra il governatore e il vescovo di Quebec sull’allestimento del Tartuffe, la controversa commedia di Molière. Il vescovo la considera blasfema e offre dei soldi all’avversario per vietarne la rappresentazione. Frontenac accetta e estende la proibizione ad ogni forma di spettacolo pubblico. Non cessa ogni attività, ma riprendono soprattutto nel 1770 con il College Theatre, sebbene sotto supervisione della chiesa, ma formarono così un audience colta e raffinata.
Si sviluppa anche il closet political drama, forma di teatro scritto che ha come scopo la protesta. Spesso sono satire politiche sotto forma di pamphlets. Uno parla dello sfogo di un candidato sconfitto a causa di irregolarità nelle elezioni, uno dei rappresentanti del corpo politico che si dichiarano a favore degli inglesi e della nuova costituzione e il terzo aveva lo scopo di convincere i francofoni a arruolarsi nella milizia coloniale. Era stato commissionato dal governatore inglese preoccupato della propaganda anti-britannica degli americani.
Nel 1790 viene fondato il Theatre de la Société che presto consolida un repertorio da Molière ai contemporanei. La chiesa cattolica si accanisce di nuovo e attraverso la confessione convincevano i fedeli a non frequentare il teatro.