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Riassunto esame Fondamenti di teatro e spettacolo, prof. Majorana, libro consigliato Storia del Teatro, Wilson

Riassunto del libro di 'Storia del Teatro' di Wilson e Goldfarb per il corso di Fondamenti di Teatro e Spettacolo del corso di Scienze della Comnunicazione della professoressa Majorana. Tratta dei seguenti argomenti: teatro greco, romano, medievale, rinascimentale italiano, inglese, spagnolo, teatro neoclassico francese, teatro inglese della restaurazione, teatro del 1700, teatri dal 1800 al 1850,... Vedi di più

Esame di Fondamenti di teatro e spettacolo docente Prof. B. Majorana

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ESTRATTO DOCUMENTO

Nell'Antigone, la figlia di Edipo vorrebbe seppellire i fratelli che si sono uccisi a vicenda, contro le leggi dello stato e il

volere di suo zio, il re Creonte, perché uno dei due, Polinice, era a capo di un esercito straniero contro la città.

Antigone non desiste e viene condannata a morire chiusa in una grotta. Ella si impicca e anche il figlio di Creonte,

promesso sposo, si uccide, seguito dalla madre. Creonte, rimasto solo, è distrutto dal dolore. La tragedia tratta così

della contrapposizione tra legge naturale e legge dello stato.

EURIPIDE (480-406 a.C.) è il più moderno dei tre grandi tragediografi greci. Egli è più scettico nei confronti delle

divinità e fornisce una maggiore umanità e verosimiglianza ai personaggi. Per aver mostrato gli dei simili agli uomini

(con debolezze), fu accusato di immoralità. Egli accentua gli elementi spettacolari e affida spesso la risoluzione dei

deus ex machina.

drammi ad un intervento divino, in un Il coro tende a perdere la sua funzione originaria di

“coscienza collettiva” e diviene un elemento esornativo e spettacolare. La sua reputazione crebbe dopo la morte. Ci

Il ciclope.

sono giunte 18 opere delle 92 scritte, tra cui l'unico dramma satiresco greco pervenutoci,

I personaggi di Euripide, specialmente quelli femminili, hanno una psicologia complessa e tormentata. La protagonista

Medea Ippolito,

di è ripudiata dallo sposo Giasone e arriva al punto di uccidere i figli pur di punirlo. In la dea Afrodite

fa innamorare del protagonista la sua matrigna Fedra, per punirlo della sua vocazione ad Artemide (dea rivale). Fedra,

respinta, si uccide, ma lascia una lettera al marito Teseo accusando Ippolito di violenza. Teseo invoca Poseidone e il

Baccanti,

figlio muore. Infine, nelle Agave è una figura dolorosamente tragica. Poetica

Il primo a cercare di definire le caratteristiche della tragedia greca fu Aristotele nella (335-

320 a.C. Circa), con un approccio sistematico. Egli individua sei elementi costitutivi della tragedia:

(mythos),

l'intreccio i caratteri, il pensiero, l'elocuzione (linguaggio), il canto e la messa in scena. Il

modello che Aristotele prende ad esempio è quello del “dramma di crisi” (in particolare, prende come

l'Edipo Re

esempio di Sofocle): lo spettatore viene informato sugli eventi con un antefatto, dopodiché

inizia l'azione che cresce di tensione rapidamente. Nel modello, ci sono pochi personaggi, una sola

azione principale, un breve lasso di tempo e un solo luogo. I teorici rinascimentali interpreteranno in

Poetica,

senso normativo la individuando in “1 azione, 1 luogo, 1 tempo” le unità aristoteliche,

in realtà mai teorizzate dal filosofo. L'eroe protagonista soffre, a causa di una colpa, di una

responsabilità morale, di un difetto o di un errore. Aristotele crede che lo spettatore debba giungere attraverso la pietà

e il terrore alla catarsi, la purificazione dalle emozioni. Tuttavia, è controverso se l'immedesimazione debba avvenire

tramite il personaggio o tramite il coro. pàrodos

La struttura della tragedia è molto simile nell'Antica Grecia: prologo – (entrata del coro) – episodi / stasimi

éxodos

(danze del coro che intercalano gli episodi) – (uscita del coro).

Il dramma satiresco è un componimento comico-grottesco in cui agiscono eroi e satiri (creature mitologiche metà

uomini e metà animali). La struttura è simile a quella della tragedia, di cui costituisce una sorta di parodia volgare.

Essa aveva la funzione di allentare la tensione emotiva dopo la rappresentazione delle tragedie, abbassando il tono. Gli

attori dei drammi satireschi indossavano una maschera con una barba ispida e assumevano pose oscene.

kòmos,

L'altra tipologia drammatica era la commedia. Il termine deriva forse da il corteo festante che attraversava le

città nei riti dionisiaci. La commedia antica è caratterizzata da intrecci originali, ambientazioni fantastiche e una forte

satira politica (nei personaggi si potevano ravvisare veri uomini del tempo). Essa, contrariamente alla tragedia, aveva

pàrodos,

più personaggi, più tempi e più luoghi. La struttura era però simile a quella della tragedia (prologo, episodi e

stasimi, esodo). L'episodio centrale nello sviluppo dell'azione è l'agone, in cui i personaggi si confrontano in un

dibattito, esprimendo le proprie opinioni e visioni del mondo. Un altro momento importante è la parabasi, in cui il coro

si rivolge direttamente agli spettatori, infrangendo l'illusione scenica e prendendo in giro alcune personalità importanti

(es: autorità politiche in prima fila).

Ci sono giunte solo le opere di Aristofane.

ARISTOFANE (448-360 a.C.) scrive in un periodo di declino di Atene, in

cui stava emergendo una tendenza imperialista. Egli utilizza le proprie

commedie per criticare la società, ad esempio le guerre del Peloponneso.

Impiega un linguaggio licenzioso e ricco di oscenità. Tra le sue opere,

Nuvole, Uccelli, Lisistrata Le rane.

e

Gli edifici

Per rappresentare le opere drammatiche greche, occorrevano spazi molto

grandi, che potessero accogliere dai 15.000 ai 17.000 spettatori. Di solito, i

teatri erano costruiti sul declivio di una collina, a cielo aperto (il sole veniva

sfruttato per effetti di luce). A partire dal V sec. a.C., gli spettatori

iniziarono a pagare il biglietto d'ingresso. Gli spettatori che vedevano

théatron

meglio erano quelli sulle gradinate semicircolari, nel (“luogo da cui si vede”), la cavea romana. Il fulcro

dell'area scenica era l'orchestra, dove danzava il coro, che aveva una forma circolare in età classica e a ferro di cavallo

2

in età ellenistica. Al centro dell'orchestra c'era un altare (carattere sacro). I cittadini più facoltosi sedevano più vicini

skené,

all'orchestra. Un altro elemento era la baracca in legno in cui si cambiavano gli attori e la cui parte anteriore

skené

poteva servire da ambientazione generica. Sulla c'erano le porte per l'entrata e l'uscita degli spettatori. In

paraskénia, pàrodoi

seguito vennero aggiunte due strutture aggettanti ai lati, dette le cui porte erano dette (il coro

loghéion (pulpitum

entrava da lì). Gli attori recitavano forse su una piattaforma rialzata, il romano) oppure

nell'orchestra insieme al coro. Le donne probabilmente potevano assistere alle rappresentazioni, ma in zone separate.

Le teorie che sono state fatte, in base a descrizioni storiche posteriori, non sono certe.

La scenografia

Lo sfondo generico delle tragedie era in genere il palazzo reale, anche se a volte l'ambientazione era differente. Le

commedie necessitavano invece di più luoghi. Secondo Aristotele, fu Sofocle l'inventore della scenografia, una

skené. mechané

decorazione posta sulla C'erano inoltre alcuni effetti speciali ( ), tra cui la calata degli dei dall'alto per

(deus ex machina) (ekkyklema).

risolvere il conflitto e strumenti per trasportare i morti

Quando la tragedia prevedeva un solo attore, questo era il poeta (es: Tespi, Eschilo). Ogni attore recitava più parti.

Tutti indossavano una maschera (che idealizzava il personaggio) e dei costumi piuttosto convenzionali: un chitone

(lunga tunica) e un mantello, stivaletti bassi (coturni, più alti in età ellenistica). Gli attori comici vestivano invece in

modo più quotidiano, ma esagerato in modo caricaturale (es: pance e sederi imbottiti, fallo esagerato). Poiché

indossavano una maschera, gli attori dovevano veicolare i loro messaggi specialmente con l'uso del corpo (gesti) e la

voce.

Gli autori drammatici sceglievano gli attori e gestivano la preparazione dello spettacolo, in una funzione proto-

registica. In seguito, però, quando furono introdotti i premi, gli attori vennero sorteggiati, per garantire un'equa

distribuzione dei talenti. Gli attori erano cittadini liberi e godevano di un grande prestigio (funzione civica e religiosa).

In seguito, iniziarono ad essere professionisti più specializzati e divennero sempre più popolari, fino a raggiungere

forme di divismo (III sec. a.C.).

GRECIA ELLENISTICA

Nel periodo dal 406 al 336 a.C. non emersero drammaturghi di grande rilievo. Alessandro Magno, conquistando molte

terre, esportò l'arte e la cultura greca (tra cui il teatro) in molti luoghi. L'epoca ellenistica segnò però la perdita della

polis.

centralità di Atene e il declino della Gli spettacoli teatrali persero il loro carattere sacrale per divenire solo delle

forme di intrattenimento.

Gli edifici skené

Avvennero diversi mutamenti negli edifici. Le gradinate in pietra sostituirono i posti in legno. La fu ampliata e

paraskénia

alzata. I furono eliminati. L'orchestra, con la perdita della sacralità, iniziò a cambiare funzione, fino a

divenire un'area destinata a spettatori illustri.

Gli attori, come accennato, assunsero una sempre maggiore importanza. L'interesse del pubblico era infatti diretto

sempre più alla recitazione e alla spettacolarità. Vari attori divennero professionisti e nacquero anche le prime

corporazioni. Essi venivano ingaggiati dai vari governi locali, anche come messaggeri e ambasciatori.

Emersero nuovi generi minori e popolari, staccati dalla tradizione religiosa, come il mimo, una performance molto

legata all'uso del corpo in funzione spettacolare, comico e scurrile. Il mimo era inoltre l'unico genere in cui poteva

recitare anche la donna. E le farse fliaciche, diffuse soprattutto nell'Italia meridionale: rappresentazioni a carattere

popolare e volgare, comiche.

MENANDRO (342-291 a.C.) fu il drammaturgo più rilevante dell'epoca. Fu un commediografo e il suo genere, detto

commedia nuova, segnò una grande differenza con la commedia classica di Aristofane. Egli abbandonò

l'ambientazione fantastica e la satira politica, sviluppando temi più quotidiani e intrecci realistici ed elaborati

(fraintendimenti, equivoci, casualità). La satira in questo caso prendeva di mira i vizi e le sregolatezze dei cittadini

medi. Il coro perse la sua funzione vitale: interrompeva la rappresentazione proponendo canti e danze, ma non aveva

più la funzione di “opinione pubblica”. Il modello della commedia nuova si affermò sia a Roma che nella moderna

Lo scudo, L'arbitrato, La ragazza tosata La ragazza di Samo.

commedia. Tra le sue opere, e

2. TEATRO ROMANO

L'apporto di Roma al teatro fu meno idealistico e più pratico: essi si concentrarono sulla commedia e le forme di

intrattenimento più popolari (spettacoli di massa). Il teatro non rappresentava più un momento di confronto con i temi

profondi o un culto delle origini. Diversi elementi concorsero a portare il teatro a Roma:

i riti religiosi degli etruschi, che comprendevano performance di danzatori, giocolieri e musicisti, nonché

– improvvisazioni comiche; 3

Ludi

i istituiti nella Roma monarchica per celebrare le divinità;

– ludi scenici

i istituiti nel 364 a.C. per far cessare una pestilenza. Dapprima una semplice danza etrusca, poi

– verso una forma più drammatica;

i generi teatrali popolari importati dall'Italia, come le atellane (improvvisazioni comiche), il fescennino etrusco

– (componimento scurrile e satirico) e la satura (“miscellanea” di azioni drammatiche, musica e canti, comici e

seri);

i contatti con la cultura greca fra il 250 e il 150 a.C., di cui valorizzarono soprattutto le commedie.

I romani, così, si limitarono ad adattare le pratiche sceniche di varie culture, sviluppando un divertimento di massa.

Essi, infatti, disponevano di molto tempo libero.

I primi autori furono il commediografo Nevio e il tragediografo Livio Andronico, ma non ci sono giunte opere.

I romani svilupparono la commedia nuova greca, adattandola e trasformandola in un genere molto popolare.

Eliminarono il coro e aggiunsero invece un accompagnamento musicale (di origine etrusca). Svilupparono intrecci

ricchi di equivoci e fraintendimenti.

PLAUTO (254-184 a.C.) fu un autore arguto e talentuoso, il più popolare del tempo. Egli combinò elementi tipici delle

farse italiote e della commedia nuova greca. Nelle sue opere, non è presente il coro e non c'è satira politica. L'azione è

basata solitamente sull'amore tra due giovani che è impedito da qualche ostacolo (equivoci) e che alla fine può

realizzarsi. I personaggi sono solitamente tipizzati: un padre babbeo, un figlio scapestrato, uno schiavo astuto e una

cortigiana avida. Il linguaggio è ricco di contaminazioni popolari, di allusioni oscene e di giochi di parole.

Menaechmi

Nei due gemelli sono stati separati da bambini e uno di essi è in procinto di giungere in città a cercare il

fratello perduto (prologo). Quando questi arriva, viene scambiato per il gemello sia dalla moglie che dall'amante. Gli

equivoci e i fraintendimenti saranno poi risolti.

Anfitrione, Aulularia Miles gloriosus.

Altre opere sono e

TERENZIO (185-159 a.C.) diede una maggiore caratterizzazione psicologica dei personaggi. Egli adottò uno stile più

raffinato ed elegante, con un linguaggio colto e un umorismo sottile (specialmente verbale). Per questo, fu molto

apprezzato dal pubblico colto, ma non particolarmente amato da quello popolare. Si distaccò dalla tradizione dei

prologhi, affidandoli alla difesa delle sue opere (era spesso tacciato di plagio dalle commedie greche). Spesso utilizzò

una doppia trama, in cui due situazioni simili si sviluppavano in modo differente. Nel finale, la morale veniva sempre

riaffermata. Terenzio fu considerato un modello esemplare fin dal medioevo (i copisti trascrissero le sue opere),

mentre Plauto verrà rivalutato solo nel Rinascimento. Dopo la sua morte, la commedia subì un declino, poiché il

pubblico aveva iniziato a prediligere forme più spettacolari di teatro.

Formione, Andria, Suocera, Eunuco.

Tra le sue opere,

Abbiamo poche notizie di tragediografi (Quinto Ennio, Marco Pacuvio, Lucio Accio). L'unico di cui ci siano giunte opere

è SENECA (4 a.C. - 65), famoso oratore, filosofo stoico e tutore e consigliere di Nerone. Le sue tragedie sono a

soggetto greco, cruente e spettacolari, con un forte gusto dell'orrido. Non è chiaro se esse venissero rappresentate (i

romani non amavano la tragedia) o se fossero concepite per la sola lettura. Le azioni violente, contrariamente alla

tradizione greca, sono mostrate sul palcoscenico e sono i momenti culminanti della rappresentazione. I personaggi

fanno spesso lunghi monologhi. Il suo modello di tragedia divenne quello dominante in Europa: cinque episodi

inframezzati da canti corali.

Medea, Edipo, Ercole furente, Agamennone.

Tra le sue opere, Arte poetica.

Il critico drammatico più importante dell'epoca romana fu Orazio (65-8 a.C.), autore della Egli analizza

le caratteristiche che dovrebbero avere la tragedia e la commedia, stabilendo delle regole. I due generi dovevano

rimanere ben distinti. Tra le prescrizioni, le rappresentazioni dovevano avere cinque atti, gli dei dovevano intervenire

solo se strettamente necessario, il coro doveva essere usato per dare consigli ai personaggi e suggerire la morale. La

decorum,

commedia deve essere utile e piacevole, basata sul ovvero sulla misura, evitando gli eccessi e le offese.

dominus.

A Roma esistevano vere e proprie compagnie di attori, capeggiate da un Fra gli attori, c'era un'atmosfera di

competizione, poiché essi potevano ricevere doni ingenti dai patrizi. Il pubblico amava particolarmente gli attori

specializzati in un determinato ruolo. Lo stile degli attori era molto improntato ad un'accentuazione gestuale e ad una

particolare attenzione alla voce. Probabilmente, essi indossavano delle maschere, come in Grecia (eccetto i mimi!),

fortemente caratterizzate. Secondo alcuni studiosi, gli attori erano schiavi, ma quello che è certo è che essi potevano

divenire dei veri divi e, dunque, rispettati. La considerazione morale degli attori subì però un decisivo peggioramento

dall'epoca repubblicana a quella imperiale, quando si diffusero spettacoli popolari. Gli attori iniziarono allora a essere

hystrio

considerati indegni e il termine (attore) iniziò ad assumere un significato

peggiorativo, che sfocia nell'odierno “istrionico” (falso ed eccessivo).

Gli edifici

Fino al 55 a.C., e dunque anche durante il tempo di Plauto e Terenzio, non 4

esistevano teatri permanenti. Grazie a cittadini facoltosi, venivano costruiti teatri temporanei. Nel 55 a.C., Pompeo fece

costruire un imponente teatro in pietra e, pian piano, vennero costruiti altri edifici, anche nelle zone conquistate

(Francia, Maghreb). théatron

Gli edifici riprendono la struttura greca, con una cavea per il pubblico (il greco), un'orchestra (semicircolare)

e una scena. Gli edifici, però, non sfruttavano il declivio di una collina, ma erano autoportanti (conoscenza tecnica

romana). Per difendere gli spettatori dalle intemperie, poteva essere tesa una tela che copriva cavea e gradinate.

(pulpitum)

L'orchestra ospitava gli spettatori illustri. Sulla scena c'era un grande palcoscenico rialzato e la facciata,

scenae frons.

detta Vi era inoltre un sipario, mosso da un sistema meccanico o dipinto a mo' di scenografia.

Esistevano anche altri tipi di edifici teatrali:

l'anfiteatro sorta di “teatro raddoppiato”, con le gradinate che circondavano completamente la scena (es:

– Colosseo), in cui spesso venivano svolti spettacoli cruenti;

→ naumachie;

il circo sorta di anfiteatro enorme e allungato, era usato per giochi e sport, come le

– →

l'odeon piccolo edificio quadrangolare, dove venivano recitate poesie accompagnate da musica.

La scenografia

scenae frons

La era elaborata e ornata da statue, composta da vari colonnati e porte. La porta centrale e ampia era

ianua regia, hospitalia versurae.

detta quelle ai lati e quelle laterali L'ambientazione tipica della tragedia, come in

Grecia, era la facciata di un palazzo, che poteva rappresentare anche una città (sfondo generico).

Gli intrattenimenti popolari sono importantissimi nella storia del teatro: in alcune epoche (es: Medioevo) furono le

uniche forme teatrali, mentre in altre hanno sempre affiancato il teatro più formale. I romani amavano molto gli

intrattenimenti popolari e ne svilupparono una grande varietà, a partire dai modelli greci (mimi, farse) ed etruschi

(atellane). Esistevano corse dei carri, combattimenti ed esibizioni dei ginnasti, lotte dei gladiatori, lotte tra animali,

(naumachie).

battaglie navali Esistevano forme anche più propriamente teatrali:

mimo di origine greca, era uno spettacolo licenzioso e ricco di allusioni sessuali, in cui gli attori non

– indossavano maschere. Anche le donne (es: Teodora) recitavano in questi spettacoli, attuando qualcosa di

simile agli odierni spogliarelli;

pantomimo un solo attore interpretava tutti i personaggi, danzando e mimando un mito o una storia senza

– parlare.

Nell'ultima parte della storia romana, mimo e pantomimo furono gli unici generi che continuarono a essere

rappresentati. Il teatro degenerò progressivamente, trasformandosi in puro intrattenimento di massa. Inoltre,

l'affermazione del cristianesimo contribuì al declino del teatro, poiché i cristiani biasimavano i vizi rappresentati dal

teatro. Nel 398 fu proibito di andare a teatro nei giorni di festa e fu proibito agli attori di partecipare alla messa. Iniziò

così un lungo periodo di condanne nei confronti degli attori, che continuerà fino all'epoca moderna. Con il crollo

dell'impero, cessò il teatro come istituzione e la tradizione del teatro ebbe termine.

3. TEATRO MEDIEVALE

Impero Romano d'Oriente

L'impero bizantino aveva tre principali influenze culturali: l'antica Grecia, l'antica Roma e la cultura cristiana. Il teatro

bizantino ebbe una forte influenza di quello romano imperiale, con la prevalenza di spettacoli e intrattenimenti

popolari. I monaci orientali, inoltre, conservarono e copiarono i manoscritti delle opere drammatiche greche e latine,

permettendo ai futuri rinascimentali di accedere alla cultura antica.

Le uniche opere drammatiche rilevanti che ci sono giunte sono quelle scritte da una religiosa tedesca, Hrosvitha, che

scrisse alcune commedie in latino sul modello di Terenzio. Le storie licenziose del commediografo latino, tuttavia,

furono ricostruite in modo da avere un finale edificante e più attento ai valori cristiani. Si tratta molto probabilmente di

opere concepite a fine letterario, in quanto la tradizione teatrale era venuta a mancare. Hrosvitha è considerata la

Dulcitius.

prima drammaturga della storia del teatro. Tra le sue opere,

La Chiesa

Durante il medioevo, la presenza della Chiesa era dominante. La drammaturgia di questo lungo periodo è dunque

prevalentemente religiosa e rituale. Le rappresentazioni avevano luogo inizialmente proprio nelle chiese e nei

monasteri.

L'origine del teatro sacro medievale risale ad un breve dialogo cantato, inserito

Quem quaeritis

all'interno del rito liturgico, detto e connesso alle festività

Quem quaeritis

pasquali. Il assunse via via una primitiva forma drammatica, che

venne ampliata nel XII secolo in vari monasteri europei con l'inserimento di nuove

scene e personaggi. Il rito divenne gradualmente teatro, di conseguenza alla 5

drammatizzazione della scena. Si può parlare propriamente di teatro solo quando un evento spettacolare è osservato

Quem quaeritis

in modo passivo dagli spettatori, ma a ben vedere i riti pasquali del presupponevano una

partecipazione collettiva dei fedeli. Le didascalie dei drammi liturgici prescrivono chiaramente di impersonare Cristo o

“in similitudine Domini” “in persona mulierum”,

le Marie o ovvero interpretando il personaggio. Gli attori/monaci

utilizzavano anche accessori dell'abbigliamento, come ali e veli.

Gli edifici

In alcune chiese furono costruite strutture permanenti, come la Basilica di Aquileia. In altri casi le strutture erano

temporanee. Le varie parti della chiesa, sfruttando elementi architettonici già presenti, assumevano simbolicamente il

(mansiones)

significato di un luogo preciso. Questi luoghi deputati erano compresenti durante lo spettacolo.

I drammi religiosi furono scritti e rappresentati in latino, ma a partire dal XIII secolo si iniziò a recitarli in volgare, per

essere compresi dal popolo. Molti storici indicano una prospettiva evoluzionistica (latino volgare), come suggerirebbe

Jeu d'Adam,

il che presenta didascalie in latino e battute in volgare (lingua romanza). Altri, invece, ritengono che

drammi latini e drammi volgari si siano sviluppati in modo autonomo, senza linea evolutiva. Comunque, drammi di

questo tipo si svilupparono in Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Svizzera e Olanda e iniziarono ad essere slegati

dalle cerimonie religiose.

I misteri, questi drammi religiosi in volgare slegati dal rito pasquale, erano incentrati su episodi della vita di Gesù, su

episodi dell'Antico Testamento o sulla vita di un santo. Essi erano allestiti all'aperto, su strutture temporanee, ed erano

grandi eventi a cui assisteva tutta la cittadinanza, che doveva apprendere insegnamenti morali e comportamenti

virtuosi. Tra gli autori più famosi ci sono tre francesi: Mercadé, Gréban, Michel. I componimenti erano di solito molto

estesi e la rappresentazione richiedeva parecchi giorni. Si trattava infatti di eventi eccezionali, che richiedevano mesi di

preparazione. Gli attori erano dilettanti, scelti tra i cittadini: in questo caso, essi non erano tacciati di immoralità, ma

erano onorati dal servizio morale. C'è un paradosso temporale nei misteri: essi divennero molto celebri in età

rinascimentale, quando ormai si erano sviluppati altri tipi di rappresentazione.

In Europa continentale, i misteri erano organizzati da associazioni devote (confraternite), mentre in Inghilterra se ne

occupavano le gilde, corporazioni dei mesteri. In questo caso, l'evento era anche commerciale, un'occasione per i

mercanti di mostrare le loro abilità. Le messe in scena erano molto impegnative e occupavano anche vari giorni. Solo

in qualche caso si richiedeva un prezzo d'ingresso. La partecipazione al mistero era considerata un dovere civico e

religioso: esso stravolgeva la routine cittadina.

La scenografia mansiones

La scenografia consisteva in una serie di , luoghi deputati, tra cui quasi

sempre l'Inferno e il Paradiso. Il primo era coperto da fumi e rumori, il secondo

sopraelevato. L'allestimento poteva essere molto elaborato. I luoghi deputati

potevano anche cambiare funzione a seconda della giornata. Furono adottate anche

soluzioni scenotecniche molto innovative. Un tratto comune a tutti i misteri è la

simultaneità: i luoghi deputati sono compresenti durante tutta la rappresentazione.

Il concetto di scena multipla e simultanea è un tratto tipico del Medioevo.

mansiones

Le potevano essere disposte lungo una piazza (gli spettatori, in questo

en rond,

caso, si spostavano di luogo in luogo), disposte ovvero in modo circolare

Il Martirio di Sant'Apollonia

(come nel dipinto di Fouquet del 1450, in realtà mai avvenuto) oppure frontale a

La Passione di Valenciennes

postazione fissa su un palco rialzato (come nella miniatura di Cailleau del 1547). Le

soluzioni, comunque, potevano essere diverse.

Un'occasione di rappresentazione dei misteri era la festa del Corpus Christi, fra maggio e giugno, che riaffermava il

dogma dell'incarnazione (pane e vino) e la natura umana e allo stesso tempo divina di Gesù.

Secondo dramma dei pastori

Un esempio di dramma rappresentato in quest'occasione fu il a Wakefield (Inghilterra).

La prima parte del dramma è comica: il furfante Wak deruba una pecora a tre pastori e quando questi si recano a casa

sua egli la mette in una culla spacciandola per il figliolo. Tuttavia, egli viene scoperto. Nella seconda parte i pastori si

recano, su invito dell'angelo, a visitare il bambin Gesù, a cui portano alcuni doni. Il dramma presenta alcuni

anacronismi: i pastori parlano e agiscono come uomini del Medioevo e le leggi sono quelle feudali. C'è un evidente

parallelismo tra le due parti: due bambini e due “agnelli”.

Con i misteri, si affermò la seconda tradizione del dramma occidentale, quella della struttura episodica, contrapposta

al “dramma di crisi” classico. Nel dramma episodico, le azioni si svolgono in vari luoghi e c'è più mescolanza tra comico

e tragico. Le storie coinvolgono più personaggi e si giustappongono. Questo tipo di dramma si ricollega alla

concezione medievale del tempo come un continuum divino. La struttura verrà ripresa da drammaturghi come

Shakespeare e Lope de Vega.

Gli attori erano originariamente dilettanti, ma in seguito è probabile che alcuni professionisti iniziarono a sviluppare il 6

physique du rôle

mestiere. Gli attori erano scelti spesso per il , ovvero la corrispondenza tra le loro caratteristiche

fisiche e quelle del personaggio; essi recitavano più parti. Essi provvedevano ai loro costumi, che erano puramente

indicativi (scarsa accuratezza storica). In Europa, comunque, ci furono diverse soluzioni per quanto riguarda i costumi.

Anche le donne, in alcuni paesi, potevano recitare. A causa della complessità delle rappresentazioni, si diffuse la

(pageant master meneur du jeu

pratica di ricorrere ad un sovrintendente in Inghilterra, in Francia) che si occupasse

della messa in scena. Questi doveva reperire gli operai che costruissero la scena, supervisionare l'edificazione,

selezionare gli attori, seguire le prove e persino fare la funzione di narratore tra i vari episodi del dramma. Più che una

figura proto-registica, si può considerare un direttore di teatro ante-litteram.

I misteri acquisirono connotazioni diverse a seconda dell'area geografica. In Italia (a Firenze in particolare) le

rappresentazioni erano più contenute (3 giorni), soprattutto sulla vita dei santi. Esse non presentavano la struttura

tipica episodica. Grazie ai complessi ingegni di Brunelleschi, fu possibile attuare soluzioni tecniche spettacolari. Nel XIII

secolo, si diffusero anche le processioni dei flagellanti, forme spettacolari che diventarono gradualmente vere e proprie

Pianto della Madonna

rappresentazioni, come il di Jacopone da Todi.

Si svilupparono due diverse tradizioni di rappresentazione dei misteri. Inglesi, spagnoli e olandesi usavano soprattutto

pageants,

carri mobili, mentre nel resto d'Europa venivano usati allestimenti fissi. I carri mobili, o percorrevano le vie

cittadine fermandosi sulle piazze principali. La parte inferiore conteneva i meccanismi e i congegni scenici ed era usata

anche come camerino, mentre quella superiore era la parte scenica. In questo caso, gli spazi erano neutri e generici,

per permettere brusche transizioni da un luogo all'altro.

Nel XV secolo nacque in Inghilterra un nuovo genere, il morality play, dramma allegorico sulla vita umana con

personificazione di virtù e vizi (Carità, Avarizia, Vizio) e personaggi biblici. Anche in Francia nacquero drammi simili,

moralités

detti . Questi servivano da lezione morale per i fedeli: il Vizio veniva sempre sconfitto dal bene. La storia del

teatro ha deciso di includere questi drammi nella tradizione “sacra” e non in quella “profana” proprio per questo

carattere cristiano.

Il profano

Verso la fine del Medioevo, emersero nuovi generi drammatici, a carattere profano:

sotties sot,

le dialoghi vivaci e scherzosi su temi sociali, incentrate sul lo sciocco;

– →

sermons joyeux

i parodia dei sermoni religiosi;

– →

le farse dramma vivace e volgare, rappresentato su palchi allestiti in piazza, in cui due interessi o due

– situazioni si scontravano.

Farsa di Maître Pathelin

Tra le ultime, la del XV secolo. Un furbo avvocato squattrinato, Pathelin, si finge delirante per

evitare di pagare la stoffa ad un mercante. Un cliente dell'avvocato, un pastore, deruba a sua volta il mercante delle

sue pecore e viene consigliato di rispondere in tribunale con dei belati. Quando, però, l'avvocato andrà a chiedere la

sua parcella al pastore, questi risponderà con un belato, ripagandolo della stessa moneta.

Il teatro medievale comprende, poi, varie forme spettacolari che sconfinano nel folclore, come i rituali carnevaleschi e

charivari,

lo rito folcloristico cittadino organizzato per deridere un comportamento sconveniente.

Queste forme spettacolari erano composte da canti, danze, imitazioni e travestimenti.

Gli unici professionisti dello spettacolo medievale erano invece i giullari, intrattenitori che si

guadagnavano da vivere facendo divertire il pubblico. Ne esistevano varie tipologie: suonatori,

mimi, pantomimi, giocolieri, acrobati, danzatori, marionettisti. Tuttavia, essi stessi percepivano

delle differenze: i trovatori (compositori di melodie e versi), per esempio, non volevano essere

chiamati “giullari”. A differenza dell'attore, il giullare non interpreta un personaggio, ma usa il

proprio corpo per fare divertire. Essi agivano prevalentemente da soli, ma esistevano anche

piccole compagnie (es: suonatore e danzatrice). Si esibivano in diversi contesti, come strade,

feste e corti.

I cristiani condannarono i loro spettacoli, citandoli come esempio di comportamento riprovevole.

Essi, infatti, associavano il divertimento al diavolo. Così, i giullari sono spesso rappresentati come mostruosi e deformi,

oppure associati ad animali immondi (es: scimmie). Particolarmente aspra era la condanna delle giullaresse, che

esibivano il loro corpo come le prostitute. Secondo i cristiani, “deformare” il corpo (es: contorsionisti) e il volto (es:

maschere) era un peccato contro natura, perché modificavano il volto di Dio. Un'altra accusa rivolta ai giullari era il

fatto di essere girovaghi e, pertanto, difficilmente controllabili. Essi non appartenevano a nessuna classe sociale.

Autori cristiani più tardi, come Tommaso d'Aquino, iniziarono a tollerare certe forme di intrattenimento, come quelle a

fine educativo e utilizzate in modo opportuno.

Nell'Italia comunale, le città si avvalevano di giullari assunti in modo permanente, utilizzati anche come messaggeri. Il

riconoscimento della professionalità dei giullari fu tuttavia un processo lungo e parziale, che passò attraverso le corti e

gli aristocratici. I giullari di corte, o menestrelli, erano soprattutto suonatori nei cerimonali mondani. Erano subalterni 7

al nobile e ricevevano uno stipendio fisso. Nel XIII secolo, alcuni riuscirono a stabilirsi in modo permanente presso gli

marotte,

aristocratici, divenendo buffoni di corte. Indossavano ricchi costumi e portavano la il tipico bastone

giullaresco. Il loro vestito era eccentrico, ma spesso meno esagerato del modello stereotipato che prevale

nell'immaginario collettivo. Insieme alla sua ascesa economica, il giullare mantenne però il suo riconoscimento sociale

degradato. Egli, infatti, si fingeva pazzo per godere di una sorta di “impunità” per le sue volgarità e, per questo, era

considerato un uomo al di fuori delle regole e della società. Sarà solo con il Rinascimento che la “follia” verrà

fool

rivalutata, con la figura del shakespeariano.

Grazie alle commedie copiate da generazioni di monaci (specialmente Terenzio), la memoria del teatro antico non si

perse del tutto. Gli edifici sparsi per l'Europa, però, furono lasciati andare in rovina. Anche la descrizione dei generi

drammatici subì una distorsione: la tragedia e la commedia furono opposte dalla diversa evoluzione dell'intreccio

(felicità-infelicità o infelicità-felicità) e dalla condizione sociale dei personaggi (alti o bassi). Inoltre, varie descrizioni ed

interpretazioni distorsero alcune caratteristiche originarie del teatro classico.

4. IL RINASCIMENTO ITALIANO

Mentre i drammi religiosi continuavano a essere rappresentati, vari drammaturghi cominciarono a scrivere tragedie e

commedie basate sui modelli antichi giunti dalla tradizione dei copisti, sia in latino che in volgare. Sono opere come

Eccerinus Paulus

di Mussato e di Vergerio. Dopo la caduta di Costantinopoli, furono trasferiti in Italia molti manoscritti

greci e latini, che fecero riscoprire molte opere drammaturgiche antiche e gli scritti di Aristotele. Dal XVI secolo, i

drammi iniziarono ad essere scritti in italiano, come le commedie di Ariosto e le tragedie di Trissino e di Giraldi Cinzio.

Quest'ultimo fu anche un importante teorico teatrale: ritenne che i drammi dovessero essere anche rappresentati e

non solo scritti, poiché l'apparato scenico è una componente fondamentale.

Le commedie erudite rinascimentali furono il genere più amato dal pubblico nobile: sono incentrate sull'amore

contrastato di due giovani e arricchite da equivoci e beffe. Sono spesso impiegati anche personaggi equivoci e di

malaffare (lenoni, truffatori, prostitute). Il modello romano è ben visibile in certe commedie, che riprendono l'idea

originale o alcune parti delle commedie romane di Plauto e Terenzio.

Tra gli autori, Ariosto, Dovizi da Bibbiena, Aretino, Bruno, Ruzante (commedie dialettali).

Mandragola

Una delle commedie rinascimentali più famose è la di Niccolò Machiavelli (1518). Nicia è spostato con

Lucrezia, ma non riesce a darle figli. Callimaco, innamorato della donna, inganna il vecchio Nicia e gli fa credere che

Lucrezia rimarrà incinta se berrà una pozione di mandragola e, tuttavia, il primo a giacere con lei morirà intossicato.

Travestitosi da garzone, viene fermato per strada e riesce così a fare l'amore con Lucrezia.

Il teatro di corte rinascimentale si sviluppò nel contesto della festa celebrativa (es: nozze, battesimi, cittadinanze

onorarie, visite), per manifestare l'opulenza dei nobili. Gli attori erano dilettanti, ma lo spettacolo era ben preparato ed

allestito da scenografi e architetti.

Nel Rinascimento nacque una nuova forma teatrale, di ispirazione classica, la Pastorale. Essa era incentrata sulle

vicende sentimentali di pastori e creature mitologiche, in un'ambientazione bucolica. Mescolava elementi alti e bassi,

comici e tragici. l'Aminta

La pastorale più famosa è di Torquato Tasso (1573). Aminta è innamorato di Sylvia, che però lo respinge

anche dopo essere stata salvata da un satiro. Il pastore viene a sapere che la donna è morta e si getta da una rupe. A

questo punto, Sylvia comprende di averlo sempre amato e Aminta, salvo perché caduto su dei cespugli, può

congiungersi all'amata. Tasso utilizza anche un coro, che commenta la vicenda e interagisce coi personaggi.

Gli intermezzi erano brevi composizioni basate su favole e miti, che inframezzavano gli atti di una commedia. Essi

acquisirono via via una maggiore dimensione spettacolare, con complesse coreografie di danza e costumi raffinati,

diventando uno spettacolo a se stante e, talvolta, l'attrazione principale della rappresentazione. Gli intermezzi

privilegiavano la dimensione fantastica.

Il melodramma era un'opera in musica nata nel 1600 con il tentativo di far rivivere la tragedia greca. Gli accademici

credevano che questa fosse cantata, pertanto crearono un genere teatrale fatto di arie (parti cantate) alternate a

recitativi. L'autore del melodramma era considerato il compositore e non il librettista, dunque famosi autori di

melodrammi furono Monteverdi, Scarlatti e, in Francia, Lully. Il melodramma si diffuse anche in altre nazioni.

La scenografia

L'innovazione più importante del Rinascimento fu l'introduzione della prospettiva, che rivoluzionò la pittura. La

scenografia poteva così acquisire un'illusione di profondità e tridimensionalità. La scenografia prospettica fu introdotta

nel 1508. Si passò così dalla scena simultanea ed episodica del Medioevo alla scena unificata rinascimentale, che

solitamente rappresentava una città generica (poteva essere utilizzata più volte). Gli scenografi più abili dell'epoca

furono Baldassarre Castiglione e Baldassarre Peruzzi. 8

Secondo libro

Le innovazioni scenografiche trovarono una sistemazione teorica nel

di perspettiva di Sebastiano Serlio del 1545. Una piccola parte del trattato è

De Architectura

dedicata al teatro. Egli si ispirò a Vitruvio (la cui fu ritrovata nel

1414) e alle scenografie di Peruzzi, combinando teoria e pratica. Serlio descrive

alcuni metodi per costruire le scenografie, ma anche tecniche di illuminazione e per

creare effetti visivi e sonori. La prospettiva è applicata grazie alla tecnica delle

quinte angolari, pannelli ad angolo ottuso dipinte in prospettiva e poste una dietro

l'altra. Serlio individua tre tipi fondamentali di scena: i palazzi (tragedia), le case

cittadine (commedia) e l'ambiente bucolico (pastorale). Serlio fu un importante

scenografo di corte, chiamato anche in Francia da Francesco I.

Il limite delle quinte angolari è che non potevano essere spostate per i cambiamenti

perìaktoi,

di scena. A partire dalla metà del '500, furono provate varie soluzioni, come le strutture girevoli già usate in

Grecia o l'uso di guide poste nella parte inferiore. Il perfezionamento degli studi prospettici permise l'adozione di

quinte piatte, che soppiantarono quelle angolari nel '600. Un sistema innovativo per i cambiamenti di scena fu

introdotto da Giacomo Torelli nel 1641-45. Il suo metodo entrò nell'uso di vari paesi europei. Esso era basato su un

meccanismo ad argano, con un sistema di corde e tiranti manovrate da una manovella. Torelli fu chiamato anche dalla

corte parigina.

Il teatro rinascimentale, molto attento alla dimensione spettacolare, inventò molti congegni per gli effetti speciali,

come le macchine per i voli (glorie). Si cercò inoltre di controllare e colorare il sistema di illuminazione, tramite l'uso di

scatole sulle luci.

Gli edifici

Prima della costruzione di edifici veri e propri, gli spettacoli avvenivano in spazi riadattati, come cortili e sale di corte.

Si succedettero poi varie tappe intermedie. A partire dalla metà del '500 furono costruite delle strutture stabili

all'interno di alcune sale nobiliari, come alla corte dei Gonzaga di Mantova. L'orchestra, che ospitava gli intermezzi, era

racchiusa dalla cavea semicircolare. Il primo vero teatro fu quello della corte dei Medici, il Salone dei Cinquecento,

riadattato da Vasari. Esso è dotato di un arco scenico e di un palcoscenico mobile e lì furono messe in scena numerose

rappresentazioni. Un altro teatro importante fu il Teatro degli Uffizi, primo vero teatro permanente (1586),

destinato ad un pubblico di corte, con un palco apposito per i principi.

Gli architetti rinascimentali cominciarono a volgersi all'osservazione diretta e allo studio dei monumenti antichi, ignorati

per secoli, grazie anche al ritrovamento di alcuni trattati e studi fondamentali, come quello di Vitruvio. Essi iniziarono

anche ad interrogarsi sulla modalità di rappresentazione greca e romana,

con ipotesi spesso fantasiose. Questo impulso umanistico diede una spinta

alla costruzione di edifici teatrali eruditi.

Teatro Olimpico di Vicenza progettato da Palladio e completato

da Scamozzi nel 1584, è una sorta di teatro romano in miniatura (3000

spettatori), con gradinate ellittiche, palcoscenico rialzato, imponente facciata

prospettica. →

Teatro di Sabbioneta (MN) 1588, di dimensioni estremamente

ridotte (250 posti), è simile al Teatro Olimpico in miniatura.

Teatro Farnese di Parma progettato da Aleotti, completato nel

1618, ha 3500 posti e un'orchestra semicircolare. Presenta l'innovazione

dell'arco di proscenio, già introdotto in altri teatri temporanei, che divide l'area degli spettatori da quella degli attori.

Fu un passo importante verso il teatro moderno, basato sulla netta divisione tra spazio attorico e degli spettatori.

L'arco di proscenio serviva anche a nascondere i macchinari.

Soltanto nel 1637 verrà aperto a Venezia un teatro destinato ad un pubblico pagante, molto esteso, organizzato

gerarchicamente (platea, palchi, gallerie). La struttura “all'italiana” rimarrà dominante in tutta Europa ed è tuttora

visibile in molti teatri.

Nel corso del Rinascimento, ci furono diverse riflessioni teoriche sul teatro. Il movimento neoclassicista ritenne di

derivare le regole teatrali dai modelli antichi, ma in realtà si rivelarono molto più stringenti e rigidi di Aristotele. La

Poetica era infatti descrittiva, mentre i neoclassicisti pretendevano di essere prescrittivi. I teorici neoclassicisti, come

Scaligero e Castelvetro, tradussero in italiano il volume di Aristotele ed elaborarono testi personali, cercando di

formulare una loro teoria. Scaligero ritenne che la verosimiglianza era il fondamento del teatro. Ludovico

Poetica

Castelvetro, invece, più radicale, codificò le famose unità aristoteliche nella (1561): 1 azione, 1 tempo, 1

luogo. La prima è l'unica “unità” veramente menzionata da Aristotele, in quanto lo sviluppo di una sola trama avrebbe

permesso una maggiore coerenza negli avvenimenti. L'unità di tempo e di luogo furono invece aggiunte da Castelvetro

per avere un maggior rispetto della verosimiglianza: gli spettatori non avrebbero potuto considerare veritiero un lungo

9

lasso di tempo o uno spostamento di luogo. Sempre in accordo alla verosimiglianza, furono eliminati il coro, i soliloqui

deus ex machina).

e gli stratagemmi tecnici (es: Per permettere al protagonista di esprimere i propri pensieri, fu

introdotta la figura del confidente. In sostanza, i precetti di Castelvetro erano troppo rigidi e non furono sempre

rispettati. Tuttavia, essi ebbero un peso determinante, sia in Italia che fuori, come in Francia. Altri paesi, come

l'Inghilterra e la Spagna, continuarono invece ad ignorare tali norme

In base al luogo comune medievale, i neoclassicisti codificarono i generi in base all'opposto sviluppo dell'azione:

tragedia e commedia non avrebbero mai dovuto mischiarsi. La struttura del Rinascimento rimarrà in auge fino al XIX

secolo, seppure nuovi generi minori iniziarono ad affiorare. Il fine del dramma avrebbe dovuto poi essere

principalmente didattico, al fine di impartire lezioni. Anche le osservazioni sulla messa in scena iniziarono ad acquisire

sempre più spazio nei trattati: gli attori avrebbero dovuto imparare a memoria la propria parte. Pertanto, iniziarono

pian piano a nascere i primi professionisti.

L'altro grande versante del teatro rinascimentale italiano è la commedia

dell'arte, che segnò la rinascita del professionismo teatrale. Fin dal 1545,

iniziarono a costituirsi alcune compagnie di comici, vere e proprie imprese

commerciali (finalizzate al guadagno) che stabilivano norme fondamentali, come

la suddivisione degli utili e il mutuo soccorso. La commedia dell'arte nacque in

Italia, ma grazie al nomadismo e alle tournée, momenti fondamentali per le

compagnie, si diffusero in altri paesi europei (es: Francia). Il termine “arte” è

posteriore e va inteso nel senso di “mestiere”. I comici dell'arte si rivolgevano

soprattutto ad un pubblico popolare, ma erano talvolta ingaggiati anche a corte

per rappresentare commedie tradizionali. Essi viaggiavano su carri e offrivano le

loro performance ovunque potessero trovare un pubblico, per ricavarne un profitto: in piazze, palchi improvvisati, in

saloni nobiliari. I detrattori dei comici dell'arte li paragonarono ai saltimbanchi e ai ciarlatani, ma essi cercarono

sempre di distaccarsi da questa concezione. Nel 1634, il comico dell'arte Nicolò Barbieri scrisse persino un trattato di

Supplica.

difesa, la I comici dell'arte cercarono e ottennero la protezione di principi e signori, per ottenere un

lasciapassare per le loro rappresentazioni. Nel corso del tempo, le “commedie all'improvvisa” divennero sempre più

una struttura professionale organizzata e riconosciuta.

La commedia dell'arte ha origine dallo scambio comico tra servo e padrone, ovvero tra lo Zanni (servo bergamasco) e

il Magnifico (mercante veneziano). Nell'intreccio principale, vi sono poi i due innamorati, che per qualche impedimento

non possono sposarsi e che vengono aiutati dal servo furbo. Vi è dunque una commistione tra un livello comico-

volgare e uno sentimentale, entrambi con una forte connotazione sociologica (anche a livello linguistico: linguaggio

dialettale/elevato). L'organico di una compagnia comprendeva diversi personaggi, sia parti serie che parti comiche

(maschere, perché indossavano una maschera che li aiutava ad enfatizzare i gesti). I personaggi erano tipi fissi,

immutati nelle varie commedie, soprattutto nel costume.

Arlecchino, lo zanni sciocco, avido di cibo e denaro e timoroso delle bastonate. Secondo alcuni, fu inventato

• da Zan Ganassa o da Tristano Martinelli. È probabile che esso derivi dalla tradizione folclorica medievale.

Pantalone, erede del Magnifico, con la calzamaglia rossa e il mantello nero, la barba appuntita e, qualche

• volta, la gobba.

Il Dottore, bolognese, che parla in un latino maccheronico.

• miles gloriosus,

Il Capitano, sorta di vanaglorioso e millantatore.

• Brighella, lo zanni astuto.

• Pulcinella, zanni sciocco napoletano, dapprima con un mantello scuro e poi con una tunica bianca,

• dall'atteggiamento goffo e la parlata napoletana, terrorizzato dalle bastonate.

E vari altri personaggi (es: Scaramuccia). Nel corso del tempo, questi acquisirono costumi sempre più raffinati (es:

Arlecchino), poco appropriati rispetto al loro stato sociale. A differenza delle commedie erudite, nella commedia

dell'arte recitavano anche le donne, che esercitavano una grande attrattiva ma che godevano di una pessima

reputazione. Le maschere della commedia dell'arte hanno avuto un'enorme popolarità e sono entrate nell'immaginario

figurativo (es: carnevale, arte pittorica), a riprova della grande diffusione del genere.

Un elemento fondamentale della commedia dell'arte è l'improvvisazione. Gli spettacoli venivano messi in scena a

partire da un canovaccio (riassunto schematico dell'intreccio), senza le specifiche battute dei personaggi. Gli attori

possedevano dunque una grande inventiva: erano dei veri professionisti. Da alcune fonti scritte, sappiamo che gli

innamorati si preparavano a partire dagli zibaldoni (raccolte di testi letterari), da cui traevano le frasi amorose e

retoriche; i personaggi comici, invece, inventavano e riproponevano le loro battute. In alcuni casi, le commedie furono

pubblicate, ma solo dopo che esse fossero effettivamente recitate. Da questi testi conosciamo

alcuni intrecci tipici e le qualità dei personaggi.

Una delle compagnie più famose del tempo fu quella dei Gelosi, attivi dal 1568. Furono anche i 10

primi a recarsi in Francia. Molti valenti comici transitarono in questa compagnia, capeggiata dalla famiglia degli

Andreini. Francesco Andreini diede alle stampe alcune commedie e fu l'inventore della maschera del Capitano. Anche

Isabella, moglie di Francesco, fu una grande attrice comica. Giovan Battista, figlio di Francesco e Isabella, fondò nel

1606 la compagnia dei Fedeli, molto cari al duca di Mantova. Essi compirono anche varie tournée a Parigi. Giovan

Battista fu anche un importante autore letterario, che scrisse varie commedie a consuntivo della sua esperienza

professionale. Uno degli attori più famosi della storia della commedia dell'arte fu Tristano Martinelli, che aveva

cominciato la sua carriera come buffone di corte. Secondo vari studiosi, egli fu l'inventore di Arlecchino, zanni agile e

acrobatico (vivacità gestuale). Martinelli era un grande improvvisatore e amava anche rovesciare i ruoli nella

rappresentazione. La sua compagnia fu una delle più famose d'Italia.

Nel corso del tempo, da troupe che divideva i profitti, la compagnia della commedia dell'arte divenne sempre più

diretta da un capocomico (come quella degli Accesi e dei Confidenti). Esse erano sotto la protezione di un signore,

che le proteggeva e le offriva i lasciapassare (redigevano le “lettere patenti” per raccomandarli alle altre corti). La

struttura delle compagnie rimase tuttavia sostanzialmente comunitaria, nonostante l'autorità del padrone. Nel 1612, la

compagnia di Martinelli e quella di Andreini si fusero per dar vita ad una “supercompagnia” dei migliori attori italiani,

che si esibirono alla corte di Francia. I comici erano ormai divenuti una celebrità teatrale rispettata e ambita. Proprio a

Parigi, nel 1660 nacque l'Ancien Théâtre Italien, compagnia di comici dell'arte di origine italiana, molto apprezzata

dai francesi. 5. IL RINASCIMENTO INGLESE

Durante il primo Rinascimento, le rappresentazioni teatrali venivano fatte a corte e nei palazzi aristocratici. Si trattava

di semplici interludi, intrattenimenti messi in scena per rallegrare le feste e i banchetti. Durante il XVI secolo, si

svilupparono anche le rappresentazioni nelle università e nelle scuole. Tutti questi tipi di teatro erano influenzati sia dai

drammi antichi che dal teatro medievale. Questo periodo preparò la strada all'esplosione del teatro: la nuova regina

Elisabetta I istituì delle compagnie di fanciulli per le feste di corte. Queste compagnie iniziarono pian piano anche a

recitare nei teatri privati. Molti scrittori iniziarono a scrivere drammi per le compagnie di fanciulli, basandosi sia sui

drammi antichi che su quelli medievali.

Il dramma inglese elisabettiano seguì la struttura episodica del dramma medievale, con molti personaggi e azioni, vari

luoghi e vari tempi. Pertanto, esso non osservò le tre unità aristoteliche teorizzate in Italia, né seguì la distinzione

netta tra tragedia e commedia: spesso, i due livelli venivano mescolati. Il palcoscenico, pertanto, presentava un luogo

neutro, per permettere di “spostarsi” da un luogo all'altro della rappresentazione. Per quanto riguarda le influenze

nella scrittura, come già accennato, esse guardarono sia alla struttura classica (in particolare, le tragedie di Seneca e

gli intrecci di Plauto e Terenzio), sia a quella medievale.

Il più famoso drammaturgo per le compagnie di fanciulli fu CHRISTOPHER MARLOWE (1564-1593), che perfezionò

un elemento fondamentale del teatro inglese elisabettiano, il blank verse. Questo “verso potente” è composto da un

sistema giambico a cinque accenti, uno stile poetico raffinato che impedisce una facile traduzione. Marlowe scrisse sia

tragedie che drammi storici.

Didone, la regina di Cartagine, Tamburlano il Grande, Doctor Faustus, Massacro di Parigi, L'ebreo di

Tra le sue opere,

Malta Edoardo II.

e

WILLIAM SHAKESPEARE (1564-1616) è considerato uno dei più grandi drammaturghi della storia. Attore (di parti

minori) e drammaturgo, la sua biografia è controversa, tanto che molti studiosi ritengono che le sue opere siano frutto

di un lavoro collettivo. Comunque, Shakespeare fece parte e fu azionista della principale troupe di Londra, la Lord

Chamberlain's Men (poi King's Men). Egli era anche impegnato nella gestione amministrativa della compagnia e del

suo teatro, il Globe.

Le sue trame, strutturate in modo episodico, sono esemplari. I suoi versi sono straordinari, carichi di metafore e

(blank verse).

altamente musicali I suoi personaggi sono sottilmente caratterizzati, tanto da farli sembrare veri. Egli

scrisse sia tragedie, che commedie, che drammi storici. In realtà, si tratta di opere difficili da catalogare, in quanto

dark comedies,

presentano diverse caratteristiche “mischiate”. Ad esempio, quelle che sono definite le sue presentano

un'intreccio da commedia ma una tematica tragica. Tra le influenze, una particolare è quella di Seneca, che ispirò il

tema della vendetta e che per primo aveva rappresentato le azioni violente sul palcoscenico, ma anche per le

apparizioni soprannaturali (es: fantasma del padre di Amleto), per il tema della pazzia e per i soliloqui. Shakespeare,

come altri autori inglesi del periodo, non rispettò per nulla le unità aristoteliche, proponendo una struttura episodica,

vari luoghi, varie azioni (utilizza spesso una doppia trama), vari tempi e proponendo una commistione di elementi

tragici e comici. Le opere che sono giunte a noi furono riviste e riadattate e pubblicate solo dopo la rappresentazione.

Infatti, non esistevano leggi sul diritto d'autore e pubblicare un'opera avrebbe voluto dire renderla a disposizione di

tutti. L'edizione ufficiale, la più famosa, è addirittura postuma, datata 1623.

Le opere shakespeariane possono essere divise in tre categorie: 11

opere giovanili;

– (Enrico IV, Enrico V), (Il mercante di Venezia, Sogno

opere pre-Globe, che includono drammi storici commedie

– di una notte di mezza estate) Romeo e Giulietta;

e la prima tragedia,

Amleto dark comedies, (Come vi piace);

opere del Globe, con e le ma anche alcune commedie

– (Otello, Macbeth, Re Lear);

opere mature, che includono le tragedie più famose

– opere dell'ultima fase, per un pubblico più aristocratico, che includono commedie

– (La Tempesta) Enrico VIII.

romantiche e fantastiche e il dramma storico

dark comedy Misura per misura,

Un tipico esempio di è in cui il duca di Vienna affida ad Angelo il

compito di governatore, per arginare il lassismo morale dilagante. Questi svolge il compito in

modo austero, condannando a morte Claudio per aver messo incinta Giulietta prima del

matrimonio. Isabella, sorella di Claudio, prega Angelo di salvarlo e questi, colpito dalla donna, la

ricatta: salverà Claudio se lei gli si concederà. La situazione si risolve con uno scambio di persona:

Marianna, promessa sposa di Angelo, si sostituisce ad Isabella. Angelo si pente e sposa Marianna,

mentre Claudio e Isabella sono salvi. Come si può notare, ci sono i tipici espedimenti della

commedia su un tema drammatico.

Re Lear:

Una delle pièce più famose è il protagonista, adulato dalle figlie ipocrite, disereda l'unica

figlia sincera, Cordelia. Le figlie ingrate, in una notte di tempesta, lo cacciano ed egli finirà per

impazzire, aprendo gli occhi sull'inganno perpetratogli. In una seconda trama, Gloucester è ingannato allo stesso

modo dal figlio illegittimo Edmund e recupererà la corretta visione delle cose dopo essere stato accecato dai suoi

nemici. In entrambe le trame, si gioca sulla contrapposizione tra realtà e apparenza.

Un personaggio importantissimo della drammaturgia elisabettiana è il fool, il buffone di corte, specchio della follia del

fool

mondo. Il non è più un semplice servo comico, come nelle commedie classiche, ma diventa un furbo spettatore

fool

dei giochi del potere. Il è arguto e riesce a smontare le ipocrisie dei potenti, ovvero di chi si crede saggio. In

fool, Mercante di Venezia, Come vi

Shakespeare, vi sono molte figure di come Launcelot Gobbo nel Touchstone in

piace Fool

e lo stesso di Re Lear, che attraverso i suoi giochi di parole rivela la follia del re, che si crede saggio, e che

scomparirà quando il dolore dilagherà senza rimedio. Non sappiamo esattamente quale

fool,

fosse il costume del anche se alcuni ipotizzano una variazione del buffone medievale.

Gli edifici

La documentazione sui teatri elisabettiani è poca, dunque le interpretazioni sono

controverse.

La copia di un disegno del 1596 di un viaggiatore olandese, de Witt, mostra il

➢ teatro dello Swan. Non è chiaro se il documento sia attendibile e se rappresenti un

momento di prove (non ci sono spettatori in galleria e in platea) o voglia solo

mostrare la struttura scenica. Un'altra questione irrisolta è la natura delle persone

raffigurate sulla balconata dell'edificio scenico: sono probabilmente spettatori

illustri.

Un'incisione del 1632 contenuta in una tragedia in latino di Alabaster.

➢ Un disegno di Kirkman del 1672.

Negli ultimi due documenti, gli spettatori circondano l'area scenica da tre lati e i nobili

assistono allo spettacolo dalla balconata sul palcoscenico. Non vi sono arco di proscenio né una scenografia

prospettica.

Altre informazioni derivano dai contratti sulla costruzione del Fortune e dello Hope, documenti tuttavia incompleti.

Alcuni scavi hanno poi riportato alla luce i resti del Globe e del Rose. Infine, ci sono vari disegni di edifici teatrali

coperti, anche se non si sa bene cosa rappresentino in particolare.

Le fonti mostrano dunque vari tipi di soluzioni architettoniche e diverse tipologie di organizzazione dello spazio. Si

possono distinguere in termini generali i teatri pubblici, che potevano ospitare numerosissime persone ed erano a cielo

aperto; e i teatri privati, coperti e a prezzo elevato.

I teatri pubblici derivano probabilmente da spazi destinati a combattimenti fra

animali o a cortili delle taverne, riadattati per ospitare le rappresentazioni. Altri

studiosi ritengono che essi derivino da sale nobiliari adattate o da spazi in collegi e

scuole. Il primo teatro pubblico inglese fu probabilmente il Red Lion (1567),

costruito, come molti altri, fuori dalle mura di Londra, perché il teatro aveva ancora

una cattiva fama. Elisabetta era comunque favorevole al teatro e lo finanziò a più

riprese. I più famosi teatri dell'epoca erano The Theatre, The Curtain, il Red Bull,

il Rose, lo Swan, il Globe, lo Hope. Il più importante era il Globe. La maggior parte

degli edifici erano a forma poligonale, ma il numero dei lati era variabile; altri erano a

pianta circolare. Nel 1997 fu ricostruito il Globe, in base a diverse ricerche 12

documentarie e costruito, per quanto possibile, con materiali dell'epoca.

Lo spazio interno aveva vari elementi comuni: il palcoscenico rialzato e aggettante verso la

platea (caratteristica inglese), lo spazio neutro della scenografia e la capienza (circa 2000-

3000 posti). Gli spettatori potevano assistere allo spettacolo dalla platea e dalle gallerie;

nelle gallerie inferiori c'erano anche una sorta di palchi, le stanze dei signori. Il teatro era

un'arte di massa e il pubblico era molto eterogeneo. A seconda della classe sociale, si

prendeva posto in aree diverse dell'edificio, che rappresentava una sorta di “mappa

sociologica” dell'epoca. Il pubblico popolare era in platea e, stando alle fonti, faceva molto

rumore. Venivano venduti anche cibi e bevande nel teatro.

Sul palcoscenico erano collocate botole, utilizzate per apparizioni e scene particolari, e spazi

celati alla vista, per scene improvvise. C'erano anche uno spazio sopraelevato (es: scena del

Romeo e Giulietta) tiring house,

balcone di e uno spazio per i macchinari scenici. Sul lato posteriore c'era la all'origine

skené

con la funzione di (deposito e camerino). Lo spazio scenico era dunque polivalente e versatile, funzionale ad

una drammaturgia che richiedeva diversi cambi di luogo. Gli spettacoli erano durante le ore diurne (luce solare). Come

ravvisabile, dunque, le influenze per la costruzione di teatri furono molteplici: l'età classica, il Medioevo e il

Rinascimento italiano (struttura gerarchica).

I teatri privati erano edifici chiusi, molto più piccoli di quelli pubblici (600-750 posti), illuminati dalle finestre o dalle

candele. In linea di principio erano accessibili a tutti, ma di fatto il prezzo (6 volte tanto) impediva l'accesso alla classe

popolare. Il primo teatro privato fu il Blackfriars (1576), inizialmente adibito solo a rappresentazioni di compagnie di

fanciulli. Fu solo dal 1610 che le compagnie adulte iniziarono ad usare anche i teatri privati. Il pubblico assisteva allo

spettacolo frontalmente, seduto su panche. L'impiego della scenografia divenne sempre più importante nei teatri

privati.

La scenografia

La scenografia elisabettiana non doveva rappresentare un solo luogo, ma le diverse ambientazioni. Pertanto, per

convenzione, l'entrata e l'uscita dei personaggi indicava un cambiamento di luogo. Alcuni accessori (es: trono)

tiring house

venivano usati per simboleggiare il luogo, ma la rimaneva neutra. Gli studiosi hanno chiamato quella del

Rinascimento inglese “scenografia verbale”, perché essa avveniva principalmente grazie alle parole degli attori e non

grazie ad un apporto visivo. Anche i costumi non avevano pretesa di accuratezza storica ed erano ispirati alla moda

dell'epoca; alcuni costumi particolari, invece, venivano utilizzati per rappresentare eroi o creature.

Anche in Inghilterra nacquero compagnie itineranti come nel resto d'Europa, che recitavano soprattutto negli interludi.

players of interludes.

Per questo, erano chiamati Per sfuggire alle leggi contro il vagabondaggio, essi si posero sotto

l'egida di un signore.

I Lord Chamberlain's Men nacquero nel 1594, sotto la protezione del Ciambellano. Nella compagnia ebbe un ruolo

rilevante William Shakespeare. Inizialmente recitavano al Rose, poi si spostarono al Theatre, ma si esibivano anche a

corte. Nel 1599, alcuni membri della compagnia costruirono il Globe, che divenne la sede dei loro spettacoli. La troupe

sharers,

era ormai la più famosa di Londra. La struttura della compagnia era paritaria: gli attori erano possedevano

delle quote. Nel 1603, la compagnia passò sotto l'egida di Giacomo I, divenendo King's Men. L'attore principale era

Richard Burbage.

I Lord Admiral's Men di Henslowe e Alleyn recitarono al Rose e poi al Fortune, distinguendosi nella

rappresentazione delle opere di Marlowe.

Nel corso del Rinascimento, la monarchia esercitò un forte controllo sul teatro. Nel 1574, Elisabetta stabilì che tutte le

master of revels.

opere e le compagnie dovevano passare attraverso un funzionario reale, il

Nelle compagnie, esistevano tre ruoli distinti: gli azionisti, gli attori assunti temporaneamente (parti minori) e gli

apprendisti. Le compagnie pagavano gli autori per ogni opera o stipulavano contratti permanenti. Sulla recitazione non

abbiamo moltissime informazioni: gli studiosi contrastano nell'ipotizzare uno stile realistico o uno stile artificioso. Gli

attori recitavano più parti e i personaggi comici erano molto tipizzati. Le prove erano ridotte all'essenziale, dunque gli

attori dovevano possedere notevoli abilità; il suggeritore, poi, svolgeva un ruolo fondamentale. Le parti femminili

erano interpretate da giovani uomini, spesso apprendisti, che dunque svolgevano un ruolo importante nella

compagnia. Probabilmente, le donne non recitavano per l'antico pregiudizio morale e per una continuità con il

medioevo. Per la cronaca, le donne di Shakespeare non seguono il modello dominante, ma si rivelano più furbe e

astute degli stessi uomini (es: Ofelia, Desdemona, Porzia).

Elisabetta I morì nel 1603, ma le forme teatrali elisabettiane continuarono ancora per 40

anni circa, nell'epoca di Giacomo I e di Carlo I. Nel 1642, i puritani instaurarono una

dittatura e i teatri furono chiusi. Durante i regni di Giacomo I e Carlo I, i drammi

divennero più spettacolari e violenti. Un autore che produsse questo tipo di opere fu 13

John Webster, che scrisse commedie, tragedie e tragicommedie. Mescolò elementi seri e comici anche il duo

Beaumont-Fletcher, che scrisse varie opere in collaborazione: i tratti tipici della tragedia si accompagnano a un finale

lieto. Questi autori preannunciano lo stile raffinato che si imporrà nella Restaurazione.

Durante i regni di Giacomo I e Carlo I, fu perfezionata una forma teatrale spettacolare, il masque, allestito per

masques

celebrare e magnificare la corte. I presentano molte analogie con gli intermezzi italiani: un particolare rilievo

masques

avevano la musica e la danza. Gli attori potevano essere dilettanti o professionisti. Il principale autore di fu

Ben Jonson, mentre lo scenografo più celebre di queste rappresentazioni, importantissimo, poiché valorizzava la

dimensione spettacolare, era Inigo Jones.

Uno dei primi scrittori a seguire i principi neoclassici in Inghilterra fu BEN JONSON (1572-1637). Egli elaborò la

commedia degli umori, in cui ogni personaggio è caratterizzato da un tratto dominante (che secondo la teoria

medievale, prevaleva per il prevalere di un determinato umore nel corpo). Scrisse drammi teatrali, specialmente per i

Lord Admiral's Men e impiegò le sue commedie per mettere in ridicolo le compagnie rivali, nella cosiddetta “guerra dei

teatri”. Fu il poeta favorito di Giacomo I. Le sue commedie sono basate su una serie di raggiri, basati spesso sul

denaro, fatti da personaggi avidi ed eccentrici. Egli riflette dunque una società priva di valori positivi. Scrisse anche

masques.

molti Volpone Alchimista.

Tra le sue opere, e

Inigo Jones fu l'architetto e lo scenografo di Giacomo I e Carlo I. Egli introdusse alcune innovazioni ispirate al teatro

italiano, come gli archi di proscenio, i sistemi elaborati per il cambiamento di ambientazione e le scenografie

prospettiche. Questi aveva potuto apprendere la pittura e l'architettura italiana dai lunghi soggiorni in Italia. Collaborò

a più riprese con Ben Jonson, con cui litigò spesso, in quanto quest'ultimo non amava i suoi allestimenti troppo

magnificenti e ostentati. Jones usava infatti marchingegni elaborati e piattaforme ruotanti.

6. IL RINASCIMENTO SPAGNOLO

Il dramma religioso emerse in Spagna solo nel XV secolo, quando i Mori furono

finalmente sconfitti e cacciati, e continuò più a lungo che in altri paesi. Come nel

resto d'Europa, essi furono prima rappresentati nelle chiese e nelle cattedrali

(parte del rito del Corpus Domini). Successivamente, acquisirono tratti specifici e

furono denominati autos sacramentales. Essi combinavano elementi delle

moralità e dei misteri e potevano pertanto essere basati su vicende sacre o

profane, includendo personaggi umani, biblici o allegorici. Essi avevano una

funzione di insegnamento morale e religioso. Furono proibiti solo nel 1765,

quando gli elementi spettacolari erano cresciuti a tal punto da ridurre l'aspetto

religioso. Esistevano compagnie di professionisti, che erano incaricate dal re e

autos sacramentales

che dovevano rappresentare in anteprima gli che avrebbero

rappresentato nel Corpus Domini. Dopo la festa, esse portavano in giro il dramma in città vicine (su carri mobili o una

piattaforma fissa) e in teatri pubblici, ricavandone ulteriori guadagni. Un altro genere religioso era la comedia de

santos, che rappresentava episodi della vita di un santo.

siglo de oro,

Durante il il teatro religioso e il teatro profano furono compresenti e i drammaturghi scrivevano per

siglo de oro

entrambi i tipi. L'attore e drammaturgo più popolare della prima fase del fu Lope de Rueda, autore di

autos sacramentales e di drammi popolari (commedie, brevi intermezzi comici), atti a divertire il pubblico. Alla sua

epoca, non esistevano ancora teatri permanenti, pertanto le commedie si recitavano su palchi temporanei, allestiti su

piazze. Il pubblico era eterogeneo e numeroso.

Un altro autore importante era Miguel de Cervantes, che scrisse pièce comiche e tragiche strutturate in forma

episodica (influenza medievale) basate su avventure della piccola nobiltà o su eroi leggendari. Fra un atto e l'altro

erano previsti intermezzi e brevi farse.

Vi è anche la presenza di alcune autrici drammatiche, che trattarono temi anticonvenzionali, come il rapporto tra i due

sessi.

Nel corso del '500, alcune compagnie di comici dell'arte italiani (tra cui Zan Ganassa) giunsero in Spagna ed ebbero

una notevole influenza sui drammaturghi successivi. Prima dell'arrivo degli italiani, il teatro era finanziato dalle autorità

religiose e politiche, ma poi se ne riconobbe il potenziale commerciale e le confraternite iniziarono ad affittare i

corrales (cortili riadattati a teatro) alle compagnie. Da occasione religiosa e civile, il teatro divenne sempre più

un'attività commerciale.

Il teatro profano consisteva in spettacoli nelle università e a corte. Oltre a questi, esistevano anche una serie di forme

spettacolari, come processioni ed esecuzioni pubbliche. Il professionismo teatrale nacque però con le compagnie

girovaghe, tollerate dalla Chiesa perché parte degli introiti venivano utilizzati dalle confraternite per opere di carità. 14

Esistevano dunque compagnie che godevano di una licenza, a cui si devono aggiungere una serie di piccole

compagnie di provincia. Da una serie di fonti letterarie, sappiamo che il drammaturgo vendeva la pièce al capocomico,

che trattava poi con le confraternite, organizzava le tournée, allestiva la messa in scena e organizzava la pubblicità. Si

trattava dunque di un vero e proprio impresario.

LOPE DE VEGA (1562-1635) è stato uno dei più prolifici drammaturghi spagnoli, avendo scritto circa 1500 pièce. I

suoi drammi sono a struttura episodica e presentano scene anche lontane nello spazio e nel tempo, con molti

personaggi: non vi è dunque rispetto delle unità aristoteliche. Inoltre, nelle sue opere c'è una mescolanza di elementi

comici e drammatici. Fu combattente, religioso e sovrintendente del teatro di corte di Filippo III. Sperimentò vari

generi drammatici, ma ebbe il suo vertice nella commedia in tre atti, apprezzata dal pubblico popolare. Tuttavia, egli

scrisse pièce anche per la corte.

Fuente Ovejuna

In (1612) un signorotto donnaiolo cerca di sedurre una fanciulla, ma viene ostacolato da un

contadino. Il signorotto, infuriato, picchia sia il contadino che il padre della fanciulla e il popolo, spaventato, rimane

inerte. Quando però la ragazza li esorta a uccidere l'uomo, il popolo agisce unito e il re e la regina decidono di

assolverli per l'omicidio, perché commesso a buon fine. Il miglior giudice è il re.

Il tema della giustizia e dell'onore si ritrova anche in altre pièce, come

Il drammaturgo più popolare in Spagna dopo la morte di Lope de Vega fu CALDERÓN DE LA BARCA (1600-1681).

Egli scrisse varie commedie per la corte e fu nominato sovrintendente agli spettacoli dopo Lope de Vega. Scrisse sia

autos sacramentales che commedie, esercitando una grande varietà stilistica e tematica (temi religiosi ed etici, onore

e amore).

Il principe costante ha come sfondo l'amore tra la principessa Fenice, promessa al re del Marocco, e il generale Muley.

Il principe portoghese Fernando fa prigioniero Muley, ma impietositosi lo lascia libero;

così, quando Fernando viene fatto prigioniero dal re del Marocco, Muley progetta di

farlo fuggire. Fernando muore, ma i portoghesi riescono a far prigioniero il re del

Marocco e Fenice può congiungersi a Muley.

Mago prodigioso La vita è sogno.

Tra le altre opere, e Quest'ultima tratta di un tema

molto ricorrente nella drammaturgia inglese (Shakespeare) e spagnola, il tema della

vita come teatro o come sogno.

Gli edifici corrales. corrales

I drammi furono rappresentati in teatri pubblici noti come I erano

simili ai teatri pubblici elisabettiani, spazi aperti con gallerie e palchi coperti da una

(patio)

tettoia e un cortile in cui il popolo, vivace e rumoroso, stava in piedi. Le donne

cazuela,

stavano in una galleria, la situata al di sopra della porta di ingresso (e dunque

opposta al palco). Nelle gallerie sopraelevate c'erano invece gli ufficiali e il clero. I

corrales erano costruiti all'interno di cortili, dapprima come strutture temporanee e, poi,

come spazi permanenti ed erano spesso proprietà dei religiosi. L'influenza dei comici dell'arte italiani, come Zan

Ganassa, giunti in Spagna, apportarono migliorie agli edifici, come la copertura fissa del palcoscenico. Fino a noi è

giunto solo il Corral di Almagro. Il più famoso del tempo era invece il Corral del Principe di Madrid, di cui ci sono giunti

solo disegni poco attendibili.

La scenografia

La messa in scena era simile a quella dei teatri pubblici inglesi. L'edificio scenico era a più livelli, con accessori, porte,

botole per gli effetti speciali e spazi sopraelevati. C'erano anche macchinari scenici complessi, ad esempio per le

apparizioni e le sparizioni e per sollevare in aria gli attori. I costumi erano simili a quelli elisabettiani: abiti

contemporanei, con qualche eccezione per i personaggi storici e mitologici (es: i Mori).

Le compagnie comprendevano dai 16 ai 20 attori e comprendevano anche donne. Tutte le compagnie dovevano avere

una licenza. Alcune erano a base cooperativa, come quelle inglesi, mentre altre erano dirette da un capocomico. Gli

attori recitavano più parti, ma erano specializzati in determinati ruoli. Lo stile di recitazione era probabilmente energico

autos sacramentales

ed espressivo, molto attento al versante mimetico (imitazione della realtà). Gli erano

rappresentati con solennità, mentre le commedie con un'accentuazione patetica, molto enfatizzata nelle parti tragiche.

La Chiesa tentò di contrastare la presenza delle donne sulla scena, ma i decreti promulgati furono essenzialmente

inattuati e le donne, pertanto, continuarono a recitare in Spagna.

siglo de oro,

Nel '700, gli spettacoli continuarono a seguire il modello del ma, nel

1765, furono proibite le rappresentazioni religiose, perché troppo “corrotte” dalla

spettacolarità. Si continuarono a rappresentare le opere dei drammaturghi del '600,

ma ci furono anche tentativi di portare le regole neoclassiche in Spagna, descritti in

alcuni saggi di letterati e drammaturghi. Il pubblico, però, continuò a preferire le

forme teatrali più spettacolari, specialmente quelle che facevano molto uso di 15

zarzuela

macchinari scenici e musiche. Si affermò anche un genere più popolare, la , influenzata dal melodramma e

dagli intermezzi, una sorta di commedia musicale basata su eventi mitologici e con una forte spettacolarità (effetti

zarzuela ballad opera

scenici). La era simile alle future inglese e alla commedia musicale americana, per la mescolanza

di parti cantate e recitate. Alla fine del '700, iniziò un processo di protagonismo degli attori, che coinvolgerà anche

altri paesi, rafforzato anche dalla pratica delle tournée

7. IL RINASCIMENTO FRANCESE

Anche in Francia vennero rappresentati vari misteri e drammi religiosi, organizzati da un'associazione religiosa, la

Confraternita della Passione, che deteneva il monopolio del teatro. Nel 1548, fu costruito un teatro stabile, l'Hôtel de

Bourgogne. Chi voleva rappresentare un dramma, doveva necessariamente pagare una tassa alla Confraternita e

jeux de paume,

affittare l'Hôtel de Bourgogne. Fra gli altri spazi utilizzati per le rappresentazioni c'erano anche i campi

di pallacorda riadattati a teatri.

Un'altra forma di attività teatrale, emersa nel XVI secolo, fu quella degli intrattenimenti di corte, similari agli intermezzi

masques

italiani e ai inglesi. Essi furono voluti particolarmente da Caterina de' Medici, la sposa italiana di Enrico II.

comédie-ballet

Una forma spettacolare di corte era la , genere in cui venivano combinati recitazione, canto e danza,

masques

simili ai inglesi, con scenografie e costumi elaborati. Il genere fu inventato da Molière, drammaturgo del re. Il

re Luigi XIV amava partecipare egli stesso alle rappresentazioni.

La nascita del teatro classico francese è riconducibile all'istituzione dell'associazione letteraria della Pléiade nella

metà del '500. Questo era un gruppo di letterati, che intendevano rivalutare i principi neoclassici. Essi si rivolgevano

dunque ad un pubblico elevato. Intorno alla fine del '500, si affermò il primo grande drammaturgo francese,

Alexandre Hardy. Questi scrisse centinaia di pièce, specialmente tragicommedie. Pur non rispettando le unità

neoclassiche e la separazione dei generi, Hardy introdusse alcuni elementi del teatro classico, come la struttura in

cinque atti e la tipologia di personaggi. Le rappresentazioni del drammaturgo furono messe in scena all'Hôtel de

Bourgogne da una compagnia che tentò di imporre al pubblico il gusto della tragedia.

Nel corso del XVI secolo, cominciarono a emergere in tutto il paese le compagnie di

attori professionisti. Tra queste, ebbero particolare risalto le compagnie di comici

farceurs.

dell'arte italiani e le compagnie di La farsa era un genere popolare di teatro

(di tradizione medievale), che rimase in voga fino all'affermazione della commedia

(Molière). Incentrate su pochi personaggi tipizzati, erano basate su intrecci e azioni

elementari, con un linguaggio ricco di oscenità. Le farse erano anche rappresentate

dopo una tragedia, per stemperare i toni.

Un altro genere che ebbe successo tra il pubblico popolare fu la pastorale, tratta dal

modello italiano.

Nel corso del XVII secolo, gli ideali neoclassici finirono per trionfare sulla scena francese. Un notevole impulso fu dato

dalla cultura italiana, spinta in Francia dal cardinale Richelieu. Questi promosse l'istituzione dell'Académie Française,

ente ufficiale preposto alla prescrizione di norme linguistiche e letterarie.

PIERRE CORNEILLE (1606-1684) fu inviso a Richelieu poiché non rispettava le prescrizioni dell'Académie e non

rispettava le commissioni della corte. Le sue opere mature sono soprattutto tragicommedie, spesso stroncate dai

critici perché non rispettavano gli ideali neoclassici della distinzione tra i generi e nemmeno le tre unità aristoteliche.

Più avanti, Corneille si conformò alle regole neoclassiche e divenne un drammaturgo apprezzato anche dalle istituzioni.

pièce à machines,

Egli si cimentò anche con le fondate su una forte spettacolarità grazie all'uso di macchinari scenici.

Tuttavia, dal 1660 divenne fuori moda e fu soppiantato da Racine.

Gli eroi di Corneille spesso lottano fra l'amore e l'onore, fra l'innocenza e la colpevolezza, in intrecci particolarmente

complessi.

Cid,

In c'è una rielaborazione di una pièce spagnola di de Castro. Rodrigue e Chimène si amano, ma poiché i loro padri

sono in conflitto, Rodrigue deve uccidere per una questione d'onore il padre di Chimène. Durante un disperato dialogo,

i due giovani convengono che è meglio separarsi. Dopodiché, i Mori attaccano Siviglia e Rodrigue li combatte e riesce

Cid

coraggiosamente a sconfiggerli. Egli diviene dunque il (signore) di Siviglia e Chimène può sposarlo, salvando sia la

sua felicità che il suo onore. La pièce fu apprezzata per le sue qualità, ma fece scalpore per la sua non aderenza ai

principi neoclassici, per l'esaltazione delle qualità di un guerriero spagnolo (la Spagna era in guerra con la Francia) e

per l'apologia del duello, che era proibito.

Mélite, Place Royale, Il Bugiardo L'illusione comica,

Fra le sue opere, e pièce metateatrale.

JEAN RACINE (1639-1699) fu l'autore che meglio rappresentò la tendenza neoclassica francese. Furbo e ambizioso,

si procurò l'amicizia di vari letterati e uomini di potere, ma si inimicò anche vari personaggi, fra cui Molière. Egli scrisse

tragedie vere e proprie, concentrando l'intreccio e valorizzando il carattere psicologico dei personaggi. Nel 1677,

Fedra,

scrisse la che diventerà l'opera più famosa del neoclassicismo, ma che inizialmente fu un fiasco, provocato dai

16

suoi detrattori. Racine lasciò così temporaneamente il teatro, salvo ritornare qualche anno dopo e diventare direttore

dell'Académie Française.

Le tragedie di Racine sono incentrate sul linguaggio e il tormento dei personaggi, senza rappresentare molte azioni

esteriori. Di formazione giansenista, inserì nelle sue opere il concetto di ineluttabilità del destino e del soccombere

umano di fronte ai sentimenti della sua dottrina religiosa. Si può parlare di tragedia sentimentale, in quanto i

personaggi sono travolti da sentimenti che non riescono a padroneggiare e in quanto l'azione è concentrata sulla sfera

privata.

Andromaca,

In la protagonista è amata dal re Pirro, che l'ha fatta prigioniera dopo la morte del marito Ettore. Pirro

cerca di convincerla a sposarlo, ma ella è consacrata alla memoria di Ettore. Tuttavia, egli la convince quando minaccia

di mandare a morte suo figlio. Pertanto, Ermione, promessa sposa di Pirro, chiede ad Oreste, che la ama, di uccidere il

re, in cambio del suo amore. Oreste uccide Pirro, ma Ermione si pente e si uccide, mentre Oreste impazzisce. I

Andromaca,

personaggi di dunque, non riescono a far prevalere la loro volontà e finiscono in rovina.

Fedra sull'Ippolito

è basata di Euripide e comincia, come le tragedie greche, nel culmine del dramma: la protagonista

ama il figliastro Ippolito, il quale è inorridito da questa passione. Ella, con la complicità della nutrice, finge che questi

l'abbia insidiata e Teseo, padre di Ippolito, invoca gli dei che lo uccidono. Pentitasi, Fedra si uccide dopo aver

confessato. Berenice.

Tra le altre opere di Racine,

MOLIÈRE (1622-1673) è il drammaturgo che ha influenzato maggiormente il teatro moderno. Fu il maestro delle

commedie rinascimentali francesi e queste scatenarono anche un certo scalpore, perché mettevano in ridicolo i vizi

della società. Molière ottenne un enorme successo di pubblico e piacque anche alla corte. Egli rispetta le regole

neoclassiche, combinando l'umorismo farsesco con una maggiore raffinatezza e arguzia. Fu influenzato dalla

commedia dell'arte, specialmente nella tipizzazione dei personaggi. Molière era anche attore delle sue commedie e

dirigeva anche la messa in scena. La compagnia di Molière recitava al Petit Bourbon, grazie alla protezione del re, e

nel 1665 divenne persino la Troupe Royale. È noto che il suo corpo fu seppellito in terra sconsacrata, di notte, simbolo

che ancora gli attori erano considerati esseri deprecabili.

In realtà, i personaggi di Molière non sono tipi stereotipati, ma veri e propri caratteri, in cui prevale un tratto della

personalità (avaro, ipocrita, maniaco). Fu influenzato sia dai comici dell'arte che dalle farse francesi. Non risparmiò

nelle sue forti critiche né i religiosi né gli uomini di corte né gli stessi uomini di teatro, nelle sue commedie

metateatrali.

L'Avaro, all'Aulularia

In ispirato di Plauto, il protagonista Arpagone (influenzato da Pantalone) corteggia la fidanzata del

figlio e promette in sposa la figlia ad un vecchio brontolone. La commedia ha, ovviamente, un lieto fine: il vecchio

scopre di essere il padre sia della fidanzata del figlio di Arpagone che dell'amante della figlia di Arpagone e lascia

dunque che le due coppie si sposino felici. La commedia ripropone alcuni espedienti classici, come l'agnizione.

Tartufo Il misantropo, L'improvvisata

Tra le altre opere, il (criticato e censurato, perché critica alcuni religiosi ipocriti),

di Versailles Don Giovanni.

(pièce metateatrale) e una rielaborazione del

Nel corso del XIV secolo, alla corte di Re Sole, divenne di moda una nuova forma di spettacolo di corte: la Comédie-

Ballet, un genere inventato da Molière in cui si combinavano recitazione, musica, canto e danza. C'erano anche i

Ballet d'éntrées, con costumi e scenografie elaborate.

Nel 1571, arrivarono per la prima volta in Francia le compagnie dei comici dell'arte italiani. Essi ottennero un grande

successo. Inizialmente gli spettacoli erano in italiano e volgari, mentre con il tempo si è iniziato a recitare in francese,

con una maggiore raffinatezza di stile.

La commedia dell'arte, da teatro povero diviene un grande spettacolo di corte, grazie anche all'uso di congeni scenici.

Iniziarono a recitare all'Hotel de Bourgogne durante il perdiodo di Luigi XIV -Re Sole- ma più tardi furono cacciati dai

francesi, che li vedevano come dei rivali.

Architettura e scenografia

I francesi furono i primi a costruire un teatro permanente dopo i romani, ovvero l'Hotel de Bourgogne, completato nel

parterre,

1548. Non era un edificio all'italiana, era stretto e lungo con un palcooscenico su un lato. Di fronte c'era il

loges.

dove gli spettatori stavano in piedi, e tutt'intorno c'erano le gallerie e i palchi detti Il terzo ordine di gallerie si

paradis.

chiamava Inizialmente gli spettacoli erano di carattere medievale, successivamente l'influenza della

scenografia rinascimentale italiana iniziò a farsi sentire: ci sono diversi luoghi di azione ma con l'introduzione della

prospettiva.

Nel 1634 fu aperto il secondo teatro francese, il teatro del Marais.

Tuttavia il primo teatro francese all'italiana fu il Palais Royale, edificio rettangolare con il palcoscenico su un lato e le

gallerie disposte sugli altri tre. Aveva un arco scenico e macchinari per cambiamenti scenografici.

Giacomo Torelli fu inviatato a Parigi per trasformare il Petit Bourbon in un teatro all'italiana, con sistema a quinte

piatte scorrevoli su guide, da lui inventato. Successivamente anche il Teatro del Marais e l'Hotel de Bourgogne venenro

dotati di arco scenco e di un sistema di quinte piatte e fondali. Da qui in poi, la scenografia all'italiana si affermò 17

anche in Francia e gli spettacoli divennero sempre più grandiosi. Dovevano suscitare meraviglia, incantando il

pubblico.

Le compagnie

Le compagnie francesi del XVII secolo erano organizzate secondo una struttura a compartecipazione azionaria. La

Comedie Francaise fu istituita nel 1680.

non dedicavano troppo tempo alle prove, che erano presiedute dal drammaturgo.

Gli spettacoli cambiavano ogni giorno e gli attori dovevano provvedere da soli ai loro costumi.

Il teatro 'La Comedie Francaise' nacque dalla fusione della compagnia di Molière con quella dell'Hotel de Bourgogne.

Fu il primo teatro sovvenzionato e controllato direttamente dallo Stato, con il compito di riprodurre i classici come

Molière, Racine e Corneille e uno stile imporntato sulla tradizione; fu il primo teatro nazionale del mondo.

La Comedie francaise aveva un privilegio sul repertorio, tanto che alla fine del seicento i teatri parigini si ridussero a 3

grandi istituzioni: la Comedie Francaise, l'Operà e l'Hotel de Bourgogne.

Verso la fine del 1600 vi fu una svolta conservatrice, Re Sole si disaffeziona al teatro, i comici italiani vennero cacciati.

Gli attori

Uno degli attori più importanti di quest'epoca, come abbiamo già detto, fu Molière, attore comico e tragico, nonché

autore e regista. I costumi delle attrici erano attualizzati, imitavano i vestiti aristocratici alla moda dell'epoca, tnto che

le attrici gareggiavano tra loro su chi avesse il costume più bello. I vestiti maschili invece avevan qualche pretesa di

verosimiglianza storica, creando così una bizzarra discrepanza.

Il più famoso attore tragico tuttavia fu Michel Baron, un attore della Comedie Francaise, apprezzato per il suo stile di

recitazione naturale. Venne educato da Molière; era molto versatile ed innovativo, si preparava accuratamente la

parte, preferendo la naturalezza agli atteggiamenti stereotipati. Scrisse anche diverse commedie.

Un' altra importante attrice del periodo fu Armande Béjart, parte anch'ella della compagnia di Molière, del quale

divenne moglie. Sapeva cantare, danzare ed aveva una personalità vivace e seducente.

Nel seicento, la polemica nei confronti del teatro assunse dei toni aspri: il mondo della scena venne considerato

negativo in quanto fondato sulla doppiezza e sulla falsità, sulla creazione di una realtà che illude i sensi. Gli attori

vennero accusati di immoralità, e di condurre una vita promisqua. Richelieu riuscì a migliorare un po' la situazione

grazie alla sua istituzionalizzazione del teatro, ma comunque gli attacchi continuarono anche nel secolo successivo,

tanto che, ancora nel settecento agli attori era negata la sepoltura cristiana.

Il pubblico

prima dell'istituzione della Comedie Francaise, molte compagnie recitavano per il pubblico pagante solatanto tre volte

a settimana. Questi spettacoli non attraevano un gran numero di spettatori in quanto, a causa del prezzo elevato del

biglietto, erano sempre meno fruibili dalle classi popolari. Comunque abbiamo molte testimonianze del pessimo

comportamento delgli spettatori, che erano rumorosi ed indisciplinati.

8. IL TEATRO INGLESE DELLA RESTAURAZIONE

Questo fu il periodo in cui venne reinstaurata la monarchia, perciò fu denominato 'Restaurazione'.

Con l'instaurazione del governo puritano di Cromwell nel 1649, i teatri in Inghilterra furono chiusi per vent'anni, e gli

attori perseguiti, nonostante vi furono comunque spettacoli clandestini.

Davenant, ad esempio, riuscì ad aggirare le ordinanze presentando i suoi spettacoli come intrattenimenti musicali

utilizzando un arco di proscenio e una scenografia a quinte mobili, dispositivi che seganavano un allontanamento

sostanziale dagli allestimenti all'epoca di Shakespeare, ovvero con scenografie all'italiana. Così anche il palcoscenico

inglese iniziò ad assomigliare a quello all'italiana.

Con la ricomparsa del teatro molte cose cambiarono: comparvero le attrici, vennero ridotti i numeri di teatri con il

permesso di operare, aumentò notevolmente il numero degli aristocratici.

Nel 1660 le regole stabilite durante il regno di Elisabetta I per controllare il teatro vennero rispristinate,e il Master of

Revels riassunse il ruolo di supervisore.

Due persone riuscirono ad ottenere il controllo dei teatri sbarrando la strada ad altre compagnie: Willian Davenant e

Thomas Killigrew. Entrambi erano molto fedeli alla monarchia, inizialmente lavorarono insieme, poi si divisero:

Davenant formò la compagnia dei Duke's man, mentre Killigrew quella dei King's man.

Il loro predominio durò fino all'inizio del 1700, da qui in poi si iniziarono a fare eccezioni, e diverse compagnie

ricominciarono ad operare senza tenere conto delle limitazioni stabilite.

I drammi

Grazie a Davenant e Killigrew il teatro tornò ad esistere. Durante la Restaurazione era stata introdotta la pratica

scenica italiana, che finì poi per prevalere, anche grazie alla cultura neoclassica francese. 18

I congeni del teatro illusionistico, le quinte dipinte e i rapidi cambiamenti di scena entrarono definitivamente a far

parte della pratica scenica inglese.

Per quanto riguarda le Tragedie, un genere tipico della restaurazione fu la tragedia eroica, con personaggi

eccezionali, incentrati su questioni d'amore e d'onore. Emerse la tragedia della restaurazione, in cui il respetto epr le

regole neoclassiche rivela una chiara influenza della drammaturgia continentale. Gli autori più famosi furono Dryden

ed Otway, con Venezia Salvata. Il genere tragico tuttavia non godeva di molta popolarità perchè il pubblico preferiva

divertirsi. Le opere di Shakespeare vennero rielaborate in modo pesante e dotate di un lieto fine, adattandole al gusto

neoclassico.

Ma il teatro della Restaurazione è ricordato sopratutto per le Commedie di Costume, che combinavano

caratteristiche del teatro elisabettiano e del teatro neoclassico.

Ispirandosi alle opere di Molière, esse erano incentrate sulle consuetudini e le manie dell'alta società, facendo uso di

una satira pungente e mostrando che la maggior parte dei personaggi altolocati sono riprovevoli. Il linguaggio è

basato su repliche argute ed allusioni sessuali, ed è proprio grazie all'utilizzo di questo idioma che i personaggi

riescono ad avere la meglio. Essi erano fortemente tipizzati e i loro nomi indicavano di solito il tratto fondamentale

della loro personalità.

Gli autori più significatvi delle Commedie di Costume furono: Wycherley, Congreve ed Etherege.

Wycherley presenta una satira della società elegante di quell'epoca. Scrisse solo poche commedie, ma mise in rilievo

i difetti di tutti i membri della società alla moda piuttosto che fare una satira limitata ai soliti tipi. Riuscì a scandalizzare

La sposa di campagna'.

il pubblico pudico dei secoli successivi. La sua comemdia più famosa è '

L'altro autore importante fu Etherege, egli era molto legato alla corte e scrisse solo tre commedie. Scrive un po

riguardo a tutte le classi sociali e rappresenta l'insincerità della società contemporanea. Ricorrente nelle sue commedie

è la figura del Bellimbusto, si crede bello, intelligente e alla moda ma in realtà viene criticato.

L'ultimo autore è Congreve, pone l'accento sulla morale tradizionale: alla fine i peccatori vengono puniti e i virtuosi

ricompensati, presenta personaggi tipizzati che usano un linguaggio arguto e sono coinvolti in una serie di adulteri.

Un altro genere che si afferma durante il periodo della Restaurazione sono le Commedie Umoristiche e di Intrigo.

Delle prime non abbiamo particolari rappresentanti. Per quanto riguarda invece le Commedie di Intrigo, abbiamo

Aphra Ben, la prima donna che si dedicò in modo professionale alla scritura drammatica. Produsse molte pièce di

rilievo, tuttavia fu spesso criticata a causa dei pregiudizi nei suoi confronti, in quanto i temi licenziosi che affrontava

nelle sue Commedie di intrigo fecerò sì che venne accusata di volgarità. Dopo Aphra, diverse donna tentarono di

pubblicare testi per opere teatrali. Tanto che le drammaturghe importanti divennero ben sette.

Alcune di esse furono: Trotter, Pix (doppia trama, intrighi, travestimenti e vivacità), e Manley (esplciti riferimenti allo

sfruttamento sessuale delle donne e il ribaltamento dei sessi).

Con l'entrata di autrici femminili, la commedia si arricchisce di nuovi temi, quali connotazioni legate al rapporto fra

sessi e alla condizione femminile. Viene criticato il matrimonio imposto, tanto che il tradimento delle donne in queste

commedie verrebbe giustificato.

Il pubblico

il pubblico era molto indisciplinato, ed era formato per la maggior parte da aristocratici, nonostante la satira era rivolta

proprio a loro. Le opere quindi non avevano un carattere universale come quelle dei secoli precedenti, in quanto erano

concepite per n pubblico ristretto.

Attori ed attrici

Le attrici salirono finalmente in scena, nonostante fossero considerate alla stregua di prostitute, tanto che erano

comunque subordinate agli uomini. Tuttavia diverse attrici divennero popolari.

I tre attori/attrivi più importanti dell'epoca furono: Nell Gwynn, Thomas Betterton e Anne Bracegirdle.

Nell Gwynn era famosa per le sue interpretazioni comiche e le sue abilità nella danza, tanto che riuscì ad arrivare fino

al palazzo reale e divenire amante di Carlo II. La sua specialità erano le parti maschili, mentre era una pessima attrice

tragica.

Il secondo attore, e il più importante, fu Thomas Betterthon, ammirto per la sua attenzione ai dettagli, la sua

autodisciplina e la sua dignitosa maestà. Era dotato sia per la commedia che per la tragedia e fece parte dei Duke's

man. È uno dei primi rappresentnti della recitazione enfatica, fondata sul modello della tragedia eroica.

L'altra attrice fu Anne Bracegirdle, rappresentante di personaggi femminili seducenti ed intelligenti, ma anche per le

sue eroine tragiche. Presentava anche personaggi maschili, aveva una verve comica e grandi doti canore, quindi era

adatt a rappresentare donne spiritose nelle commedie di costume.

Le compagnie

In quest'epoca, le compagnie furono più numerose rispetto all'epoca di Shakespeare.

Il sistema di partecipazione agli utili cambia, lasciando il posto ad un Sistema a Contratto, con assunzioni per periodi

determinati a salario fisso, diminuendo il controllo che gli attori avevano sulla compagnia. 19

Emersero varie figure di manager ed impresari, che possedevano quote di teatri o compagnie.

Il più famoso fu Christopher Rich, un amministratore spregiudicato nei confronti degli attori, che potevano contare

su delle serate di beneficienza nelle quali potevano sperare di guadagnare qualcosa di più. I drammaturghi facevano

raramente parte delle comapagnie; gli attori dovevano aprendere velocemnte la parte, ma di fatto la preparazione era

affidata al direttore della compagnia, che in genere era anche uno dei principali attori.

Lo stle di recitazione di quest'epoca era caratterizzato da gesti estesi ed una declamazione enfatica. La maggior parte

delle battute erano rivolte direttamente al pubblico dal proscenio. Cioè dalla parte anteriore del palcoscenico.

Architettura teatrale

I tre edifici più importanti di Londra durante l'epoca della Restaurazione erano: il Lincoln Inn's Fields, il Dorset

Garden e il Drury Lane. Essi combinavano al loro interno sia caratteristiche degli edifici italiani, sia di quelli

elisabettiani.

Oramai tutti i teatri erano chiusi, con arco scenico; mentre l'area destinata agli spettatori era divisa in platea, palchi e

gallerie; abbastanza simili ai teatri privati inglesi. Il palcoscenico era diviso in due parti: quella anteriore era ancora

abbastanza aggettante (apron), mentre l'area posteriore ospitava la scenografia. Sul proscenio c'erano du porte che

conducevano dietro le quinte. Sopra le porte c'erano dei balconi. Tuttavia successivamnete il palcoscenico anteriore fu

ridotto e la porta divenne una soltanto.

Gli elementi visivi come le scene, l'illuminazione e i costumi mostrano l'influenza del teatro italiano.

Ormai l'arco scenico e le quinte piatte erano divenuti elementi ricorrenti, nonostante queste ultime non erano

manovrate manualmente da un sistema di corde e tiranti, ma venivano spostate manualmente. Tutti questi

cambiamenti di scena avvenivano sotto gli occhi degli spettatori. I costumi erano perlopiù contemporanei, approprieti

epr le commedie ma non per i drammi del passato.

L'illuminazione era importante: le candele erano la fonte principale di illuminazione e l'area riservata agli spettatori era

sempre illuminata.

Il declino delle commedie della Restaurazione

l'infedelità impunita era ricorrente nel teatro della restaurazione, questo suscitò scandali fra i puritani, che attaccò le

commedie. Da questo momento in poi i contenuti licenziosi vennero smorzati, e le pièce del settecento cominciarono a

porre l'accento sulle questioni morali. La società stava divenendo meno tollerante e permissiva.

Iniziarono così ad affermarsi i cosiddetti Drammi Sentimentali.

Un'importante scrittrice di drammi sentimentali fu Susanna Centlivre, le sue commedie sono ricche di azioni

movimenate, incentrate su vicende amorose. La sua satira dei ricchi proprietari di campagna conservatori scatenò

vivaci reazione. Uno scrittore fu invece George Farquhar, a cui vennero contestate trame, linguaggio e personaggi.

Egli non stigamatizza l'atteggiamento spregiudiato dei personaggi, ma lo osserva con bonaria ironi. Rappresenta un

mondo dominato dall'opportunismo e e dalle piccole astuzie dei personaggi che non sono ne malvagi ne virtuosi, sui

quali l'autore si sofferma con disincanatata ironia.

'Lo stratagemma dei bellimbusti'.

La sua commedia più importante fu

9. IL TEATRO DEL SETTECENTO

Inghilterra

Nel corso del 1700, naquero in Inghilterra nuove forme drammatiche di teatro popolare, come la Ballad Opera.

I dialoghi si alternavano a canzoni, e i personaggi appartenevano a classi popolari; spesso vi erano accenni a temi

sociali e politici del momento. La Ballad Opera più famosa è 'L'opera del mendicante', ovvero una satira della politica,

delle ingiustizie e della corruzione, senza alcun trionfo finale del bene. I borghesi non sono migliori di ladri e

prostitute.

Un'altra forma drammatica popolare che si affermò in Inghilterra nel corso del '700 è la Commedia Sentimentale o

lacrimevole, un genere ottimista ed influenzato dall'illuminismo. Essa tende a riaffermare con forza i principi della

moralità borghese: i cattivi vengono puniti e i buoni ricompensati, in pratica l'opposto della Ballad Opera precedente.

(es. Richard Steele - “Gli amanti coscienziosi”).

Sucessivamente, la comemdia sentimentale venne trasformata radicalmente da alcuni drammaturghi, ch rivendicarono

la superiorità delle commedie capaci di far ridere il pubblico, mostrando l'eccentricità e i comportamenti assurdi dei

personaggi. Si cercò di trovare un equilibrio tra l'esaltazione delle virtù borghesi e la satira delle ipocrisie sociali.

Richard Sheridan, impersonò molto bene questa nuova tendenza, egli riuscì a conquistare il pubblico con il suo

gusto per il teatro e la pantomima. Sheridan rivisitò in modo sostanziale la commedia sentimentale attraverso l'arma

dell'ironia e della comicità. La sua commedia più significativa è 'I rivali', una pièce senza intenti moralistici, che

ricercava soprattutto il divertimento del pubblico. I personaggi sono comici e tutta la commedia è percorsa da una

sottile ironia. Un'altra pièce importante è 'La scuola delle maldicenze', i personaggi usano il linguaggio in modo arguto

per esercitare la maldicenza. Termina con gli ipocriti maldicenti puniti e gli onesti e i generosi ricompensati.

I suoi componimenti preludono alla satira della nuova drammaturgia dell'Ottocento. 20

Francia

Una forma dramamatica analoga a quella inglese fu la Comic Opera o Opéra Comique francese.

Era un intrattenimento simile alla pantomima, nei quali gli attori si limitavano a mimare l'azione, mentre altri

reggevano dei cartelli con le batture dei personaggi. Erano poi gli spettatori a cantare le battute, creando un effetto

coinvolgente. Successivamente, la Comic Opera divenne sempre meno satirica meno comica e più sentimentale,

preludendo al Mȇlo.

Anche in Francia si afferma un nuovo tipo di Commedia Sentimentale, spesso incentrata su personaggi virtuosi

minacciti dalla sfortuna, ma infine ricompensati per le loro doti. Il loro intento era suscitare forti emozioni e lacrime,

nonché creare un effetto di proiezione da parte degli spettatori che si identificavano con gli eroi e le eroine della pièce.

Tableaux Finali,

In quest'epoca si faceva usa anche di con gli attori che si immobilizzavano in un quadro composto da

pose di sicuro effetto sul pubblico. Marivaux,

Varianti della commedia sentimentale in Francia sono le pièce di incentrate sui coflitti sentimentali di due

giovani, con una certa attenzione alla psicologia dei personaggi.

Beaumarchais, invece, si allontanò ancora di più dal modello della commedia sentimentale, per concentrarsi sulla

satira sociale e politica, conosciuto soprattutto come drammaturgo, riasente dll'influenza del dramma borghese di

Figaro,

Diderot. È stato reso famoso dal personaggio il barbiere di Siviglia. In questa pièce, Beaumarchais mette in

discussione la gerearchia sociale stessa, che di lì a poco stava per essere travolta dalla rivoluzione.

Ripropone personaggi tipici della commedia sentimentale ma che rispecchiano anche il dibattito politico, economico e

sociale dell'epoca. Si cre dunque una tensione di classe, che vede i personaggi di origine più umile vincere grazie alla

loro arguzia. Consapevoli degli abusi delle classi più elevate, i personaggi del popolo dimostrano le loro capacità

intellettuali e il loro orgoglio.

In questo periodo declina la Commedia dell'Arte. Le commedie vennero epurate dagli elementi volgari e vennero

invece inserite nel repertorio delle tragedie. Si era passati dai vivaci lazzi delle vecchie maschere, al gioco raffinato e

leggero delle vicende sentimentali,, più adatto ad una società aristocratica desiderosa di svago. La commedia dell'arte

continuò le sue avventure soltanto nell'iconografia.

La Tragedia Borghese

Per quanto riguarda i drammi, nel corso del '700 abbiamo l'affermazione della Tragedia Borghese.

Con il passare del tempo, la drammaturgia europea iniziò sempre più ad allontanarsi dai principi neoclassici.

Furono sperimentate nuove forme, alcune delle quali vicine alla struttura episodica usata da Shakespeare.

Ai due generi tradizionali si affiancò una nuova forma: .

IL DRAMMA

Esso si contraddistingue per la tendenza ad affrontare tematiche sociali scottanti.

Prima ancora del dramma, i primi tentativi di esperimenti diedero origine alla Tragedia Borghese, che metteva in scena

le vicende drammatiche di eroi provenienti dalle classi emergenti. Si concentravano soprattutto su problematiche

familiari, privilegiando il versante sentimentale e melodramatico delle vicende, e mostrando il trionfo della moralità e

delle classi medie, con i buoni ricompensati e i cattivi puniti. Ci si rivolge soprattutto all'emotività e al senso morale

degli spettatori, rispecchiando l'affermazione della nuova borghesia come forza sociale e politica. Insomma, il dramma

riflette l'etica e i valori di questa nuova classe sociale, illustrandone le problematiche e il punto di vista.

Un importante drammaturgo francese fu Diderot. Egli sperava di cambiare le cose attraverso la ragione e l'intelletto.

Scrisse la famosa Encyclopédie, ma si occupò anche di arte drammatica e promosse la creazione di un nuovo genere:

il Dramma Borghese, un genere che superava i rigidi confini tradizionali. Il dramma avrebbe dovuto trattare le

tematiche sociali e i problemi della classe borghese, proponendo soluzioni morali e filosofiche.

Diderot voleva andare oltre la distinzione tradizionale fra tragedia e commedia, per creare un nuovo genere più vicino

alla realtà, sia nelle situazioni, sia nel linguaggio. Alcuni temi ricorrenti nelle sue opere sono l'educazione dei figli e

l'opportunità di seguire le proprie inclinazioni sentimentali. Secondo lui l'attore deve suscitare emozioni nel pubblico

attraverso un uso oculato dei propri mezzi, senza provare egli stesso i sentimenti che esprime, solo in questo modo

potranno raggiungere livelli di eccellenza.

Il maggior commediografo italiano nel settecento, comunque, fu Carlo Goldoni.

Egli si allonatnò dalle convenzioni ed andò verso un maggior realismo. Fu un riformatore del teatro, rinnovando gli

ormai ripetitivi ed abusati intrecci della commedia dell'arte. Goldoni voleva abbandonare la consuetudine dei canovacci

per adottare commedie interamente scritte, sostituendo gradualmente le maschere, ovvero i tipi fissi (ormai troppo

schematici) con i caratteri ovvero personaggi dotati di un'individualità e personalità definita, psicologicamente

coerente. Nelle sue pièce la borghesia emergente trionfa spesso sulle ridicole pretese degli aristocratici , ma non viene

risparmiata da stoccate satiriche. La sua commedia più famosa è 'La Locandiera', come in molte sue commedie, emer

gono le qualità dei ricchi e laboriosi mercanti, a cui si oppongono i nobili inetti. Altri temi sono il trionfo del'amore fra i

giovani e una vittoria del buon senso femminile. In 'trilogia della villeggiatura', tuttavia, Goldoni fa una pungente satira

delle abitudini e delle ambizioni borghesi, mostrando una classe che aspira ai privilegi dell'aristocrazia senza

possederne i mezzi e che si arrabbia sciocamente per esibire la propria eleganza e presunta ricchezza.

Carlo Gozzi fu un contemporaneo di Goldoni, e con esso in battaglia letteraria riguardo alla direzione che dovesse 21

seguire la commedia dell'arte. Se Goldoni era maggiormente realista, Gozzi voleva imprimere al genere una

connotazione fantastica, con mescolanza di prosa e poesia, nonché una combinazione di azioni pianificate ed

improvvisate. Scrisse dieci commedie fiabesche con ambientazione esotica, ispirate alla tradizione narrativa

popolare. Era sempre alla ricerca del meraviglioso e dell'artificio teatrale dal punto di vista del linguaggio, della

scenografia, dei costumi e dell'intreccio.

Un altro genere che ebbe fortuna nel corso del '700 fu l'opera in muusica, o Melodramma.

Essa prevaleva anche sul teatro di prosa, i cantanti divennero molto popolari, anche se pensavano più a sfoggiarsi che

a trasmettere il contenuto delle loro opere.

Un ulteriore genere drammatico-musicale che emerse in questo periodo fu l'Opera Buffa. Essa veniva rappresentata

di solito alla fine del melodramma, spesso basata su libretti in dialetto. Metteva in scena personaggi a carattere

popolare, che comprendevano talvolta maschere dell'arte.

Per quanto riguarda le tragedie, vale la pena menzionare due autori: Maffei e Alfieri.

Maffei rispetta gli ideali neoclassici e le regole pseudo-aristoteliche, ma allo stesso tempo scevra da ogni tentativo di

imitare la tradizione francese. Alfieri, invece, cercò di portare avanti una riforma teatrale, sottolineando l'importanza

di un teatro nazionale e riflettendo sui limiti della situazione italiana. Attribuisce la responsabilità della decadenza in

primis agli attori professionisti, che non si preparano adeguatamente la parte e basano la propria recitaione su volgari

stereotipi espressivi. Le sue tragedie presentavano una struttura rigorosa, fondata sul rispetto dell'unità d'azione, con

pochi personaggi e un linguaggio essenziale, incisivo e persino aspro. Privilegiavano un'espressione sintetica delle

passioni ed erano lontane da ogni sentimento. Erano spesso incentrate sulla lotta di un eroe contro forze avverse,

spesso identificate con la tirannide la superiorità morale del protagonista si fonda perciò su un insopprimibile anelito

alla libertà e alla giustizia.

Germania

Le compagnie tedesche erano girovaghe ed avevano un repertorio molto esteso, che andava dalle tragedie incentrate

su vicende politiche alle farse. Recitavano in spazi riadattati a teatro; mentre nei teatri di corte iniziarono a diffondersi

le scenografie all'italiana e il melodramma. Un tipo di teatro amatoriale che si sviluppò fu quello dei Maestri Cantori di

Norimberga. La cratteristica principale del teatro tedesco è proprio la varietà, e la contaminazione dei generi e dei

personaggi. Il linguaggio gestuale era privilegiato, e i comici puntavano più sulle azioni fisiche che sulla parola.

Un genere drammatico del teatro tedesco di questo periodo è il Trauerspiel, un dramma triste che attingeva alla

tematica storica e politica per sviluppare situazioni tragiche.

La germania fuse diverse esperienze con elementi propri della sua cultura, creando un linguaggio originale. Infatti ad

esempio la Germania accolse per prima la drammaturgia shakespeariana, che darà poi origine al movimento

romantico. I luoghi teatrali venivano riadattati alle corti, costruiti in sale già esistenti.

Intorno al 1720, il teatro tedesco consisteva ancora in troupe girovaghe che recitavano farse e commedie

improvvisate. Un critico letterario di nome Gottshed, incontrò i coniugi Neuber, e con loro ebbe l'opportunità di

portare avanti la sua riforma: aumentò i compensi degli attori, fece in modo che gli attori memorizzassero la loro

parte, e rinnovò il repertorio. Questa collaborazione, anche se non riuscì a trasformare il teatro tedesco, ebbe

un'influenza determinante su alcuni attori-manager.

Il teatro divenne sempre più importante e le compagnie divennero stabili nonostante anche controllate dai governanti.

Nei 1767 venne fondato il Teatro Nazionale di Amburgo, finanziato da privati facoltosi.

Un importante autore fu Lessing, egli voleva che le opere drammatiche aderissero maggiormente alla vita quotidiana

delle classi medie, mentre il linguaggio doveva essere medio, lontano sia dall'affettazione, sia dai modi plebei.

Lessing riteneva che il fulcro del dramma fossero i caratteri, ovvero i personaggi protagonisti dei suoi drammi.

Negli ultimi decenni del secolo si affermò il movimento letterario dello Sturm und Drang, la cui idea di fondo era la

ribellione contro i principi neoclassici. I drammaturghi di questo movimento si ispirarono a Shakespeare, usando una

struttura ad episodi, mescolando i generi e rappresentando scene di violenza sul palcoscenico.

Quindi, il teatro tedesco riscoprì la drammaturgia shakespeariana introdotta dalle compagnie nomadi ancora prima

degli altri paesi europei.

Un nuovo genere drammatico popolare che si affermò in germania fu il Dramma a forti tinte, incentrato sulle

vicende quotidiane delle classi medie.

Per quanto riguarda Goethe, a lui si devono diverse innovazioni teatrali paragonabili a quelle di Garrick in inghilterra.

Amico di Shiller, anch'egli riteneva che i drammi dovessero trascendere la realtà ordinaria per rivelare la verità ideale e

contribuirono alla trasformazione delle scene tedesche lavorando insieme nel teatro di Weimar.

Il 'Faust' fu un lungo poema drammatico su cui lavorò tutta la vita; essa è un'opera a carattere epico, dilatata nel

tempo e nello spazio, in cui racchiude le sue riflessioni sul destino e la condizione umana, spaziando dal cielo alla terra

in una sorta di viaggio interiore in cui si dibattono temi esistenziali, storici, scientifici e filosofici.

Goethe diede anche maggiore dignità all'arte scenica e alla recitazione. Sottoponeva i suoi attori a lunghe prove e

chiedeva loro di lavorare uniti. Tuttavia non usava uno stile di recitazione naturale, anzi, riteneva che gli attori

dovessero per lo più rivolgersi al pubblico, era infatti ancora legato a modelli di recitazione piuttosto stereotipati. 22


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto del libro di 'Storia del Teatro' di Wilson e Goldfarb per il corso di Fondamenti di Teatro e Spettacolo del corso di Scienze della Comnunicazione della professoressa Majorana. Tratta dei seguenti argomenti: teatro greco, romano, medievale, rinascimentale italiano, inglese, spagnolo, teatro neoclassico francese, teatro inglese della restaurazione, teatro del 1700, teatri dal 1800 al 1850, teatri dal 1850 al 1900, Stanislavskij e il superamento del realismo, il teatro dal 1915 al 1945, la drammaturgia, regia, realismo, simbolismo ed avanguardie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione di massa pubblica e istituzionale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di teatro e spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Majorana Bernadette.

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