Che materia stai cercando?

Sviluppo dei mammiferi Appunti scolastici Premium

Appunti di Biologia dello sviluppo sullo sviluppo dei mammiferi basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cecconi dell’università degli Studi di Tor Vergata - Uniroma2, Scienze matematiche fisiche e naturali, Corso di laurea in scienze biologiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Biologia dello sviluppo docente Prof. F. Cecconi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Sviluppo dei mammiferi

La fecondazione avviene nel terzo-medio dell’ovidotto e da qui incomincia la segmentazione.

Lo zigote umano è molto piccolo, circa 1/1000 di quello degli anfibi.

Lo zigote è circondato da una membrana di fecondazione che è importantissima affinché

l’embrione non s’impianti sulla parete della tuba. Solo dopo che l’embrione è diventato

morula, dopo circa 4 giorni, questo lascerà la tuba, si distruggerà la membrana di

fecondazione e si impianterà nell’utero. L'impianto della blastocisti nei tessuti dell'utero

avviene in maniera molto salda nello strato mucoso che si forma periodicamente durante il

ciclo mestruale. Segmentazione

Segmentazione oloblastica, isolecitica con simmetria rotazionale. È una segmentazione

completa, con divisioni nette su tutti i blastomeri. Il tuorlo è simile a quello di riccio di mare,

scarso e ugualmente distribuito su tutta la cellula. Tutto il nutrimento per lo sviluppo viene

concesso dal corpo della madre. La simmetria è rotazionale: i blastomeri sono ruotati uno

rispetto all’altro. La blastula che si formerà prende il nome di blastocisti.

Lo sviluppo dei mammiferi nelle prime fasi è caratterizzato da 5 caratteristiche peculiari:

1. Orientamento rotazionale.

2. Il genoma si attiva prestissimo (da 2 cellule in poi) senza stadio di transizione di

midblastula.

3. La lentezza delle divisioni cellulari: una ogni 12-24h.

4. L'asincronia delle divisioni: spesso l'embrione contiene un numero dispari di cellule.

5. L'embrione va incontro al fenomeno della compattazione.

*l’asincronia e la lentezza delle divisioni cellulari dipendono dal fatto che manca lo stadio di

transizione di blastula intermedia.

Orientamento rotazionale

La segmentazione dei mammiferi avviene in maniera rotazionale: dopo la prima

segmentazione, le 2 cellule ottenute si divideranno secondo 2 differenti piani perpendicolari

tra loro: una cellula viene tagliata viene tagliata secondo un piano meridiano, ortogonale al

primo; mentre l’altra cellula viene segmentata secondo un piano equatoriale, ortogonale al

primo.

Blastocele

Il blastocele separa due cellule embrionali precoci: le cellule immediatamente sotto la cavità

del blastocele costituiscono la massa cellulare interna; mentre quelle esterne sono di

rivestimento, e grazie al blastocele non entrano in contatto con quelle della massa cellulare

interna.

Nei mammiferi lo zigote comincia da subito a trascrivere il proprio genoma, con conseguente

differenziamento cellulare precoce.

Già con meno di 10 divisioni si può formare la cavità del blastocele, rivestito da 2 tipi di cellule

staminali totipotenti. Cellule più interne della massa cellulare interna daranno luogo

all’embrione; mentre le cellule del trofoblasto, rivestimento esterno della blastocisti, daranno

vita alla parte embrionale della placenta e al corion. Il blastocele si forma con la morte di

alcune cellule interne, e con lo spostamento di altre più periferiche.

Compattazione dell’embrione

Proprio perché le cellule hanno un genoma attivo sin da subito, hanno anche la spiccata

capacità di relazionarsi al meglio con le vicine, ottenendo la compattazione tipica dei

mammiferi. Lo fanno esprimendo specifici recettori e adeguando il citoscheletro a plasmare la

struttura della cellula, visto che ne hanno tutto il tempo (divisioni lente). La reazione dei

granuli corticali ha fatto sollevare la membrana pellucida dalla membrana plasmatica,

consentendo un buon passaggio di liquidi e soluti, consentendo il riempimento della cavità del

blastocele. Il trofoblasto, cioè lo strato più esterno della blastocisti, è la struttura che consente

l'interazione tra l'embrione delle prime fasi di sviluppo con i tessuti dell'utero materno.

L’impianto nell’utero

L’impianto nell’utero dura circa 2 giorni. La prima cosa he deve fare l'embrione una volta

giunto nell'utero è la perdita della membrana di fecondazione e la zona pellucida, ma deve

avvenire solo nell'utero, perché se avviene nelle tube l'impianto in quella zona può portare

alla pericolosa gravidanza extrauterina. Prima dell’impianto, la stripsina, prodotta dal

trofoblasto, è l'enzima che provvede a consumare la zona pellucida e la membrana di

fecondazione per far fuoriuscire l'embrione.

L'endometrio o decidua uterino “cattura” la blastocisti. La matrice extracellulare del tessuto

uterino è costituito da collagene, laminina, fibronectina, acido ialuronico e recettori

dell'eparansolfato. Il trofoblasto contiene integrine che legano collagene, fibronectina e

laminina e sintetizza proteoglicano e paransolfato (cui recettori si trovano sulla parete

uterina), quindi produce proteasi che digeriscono le proteine di superficie e degradano la

matrice, consentendo la sua sepoltura nell'endometrio.

* trofoblasto: tessuto presente nei blastomeri, responsabile della trofia, ovvero il nutrimento

dell’embrione; si mette in contatto con il connettivo materno e permette il passaggio di

nutrienti.

La blastocisti si attacca all’endometrio con la parte in cui è presente la masse cellulare interna,

lasciando al lato opposto il blastocele.

Nelle successive 24 ore le cellule della massa interna si riorganizza e dividono per

delaminazione in 2 foglietti: l’epiblasto, più vicino all’endometrio, ed subito sotto l’ipoblasto,

che si mantiene sotto le cellule della massa interna. Tra le cellule dell’epiblasto e il trofoblasto

si incomincia a formare una cavità, chiamata cavità amniotica, che si riempirà con un liquido

che ammortizzerà gli urti e impedirà la disidratazione dell’embrione.

Nel frattempo il trofoblasto si accresce molto nell'endometrio e si divide in due strati: uno

strato interno vicino all’embrione di cellule cubiche, il cito-trofoblasto; uno strato esterno in

forma sinciziale con cellule indivise polinucleate, il sincizio-trofoblasto, che si associa

strettamente a capillari materni della parete uterina, digerendo l’endotelio, rompendone il

flusso e creando delle lacune trofoblastiche, un raro caso di circolazione aperta. Il sangue

inizia ad accumularsi nelle lacune trofoblastiche prodotte dal sincizio-trofoblasto. Da queste

lacune l'embrione trae il nutrimento e l'ossigeno.

Le cellule dell’epiblasto formano nel frattempo la cavità del sacco amniotico, si moltiplicano e

la rivestono e secretano sostanze liquide che formeranno il liquido amniotico; la cavità

amniotica serve per proteggere l’embrione da urti meccanici e tenerlo in adeguate condizioni

d’idratazione (l’embrione è immerso nel liquido amniotico).


PAGINE

6

PESO

87.76 KB

AUTORE

greta.lb

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher greta.lb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Cecconi Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Biologia dello sviluppo

Biologia dello Sviluppo - Appunti
Appunto
Tecniche diagnostiche molecolari: transgenesi, northern blot, ibridazione in situ e immunoistochimica.
Appunto
Biologia dello sviluppo - Apoptosi
Appunto
Segmentazione e gastrulazione
Appunto