Sviluppo dei mammiferi
La fecondazione avviene nel terzo-medio dell’ovidotto e da qui incomincia la segmentazione. Lo zigote umano è molto piccolo, circa 1/1000 di quello degli anfibi. Lo zigote è circondato da una membrana di fecondazione che è importantissima affinché l’embrione non s’impianti sulla parete della tuba.
Solo dopo che l’embrione è diventato morula, dopo circa 4 giorni, questo lascerà la tuba, si distruggerà la membrana di fecondazione e si impianterà nell’utero. L'impianto della blastocisti nei tessuti dell'utero avviene in maniera molto salda nello strato mucoso che si forma periodicamente durante il ciclo mestruale.
Segmentazione
Segmentazione oloblastica, isolecitica con simmetria rotazionale. È una segmentazione completa, con divisioni nette su tutti i blastomeri. Il tuorlo è simile a quello di riccio di mare, scarso e ugualmente distribuito su tutta la cellula. Tutto il nutrimento per lo sviluppo viene concesso dal corpo della madre. La simmetria è rotazionale: i blastomeri sono ruotati uno rispetto all’altro. La blastula che si formerà prende il nome di blastocisti.
Lo sviluppo dei mammiferi nelle prime fasi è caratterizzato da 5 caratteristiche peculiari:
- Orientamento rotazionale.
- Il genoma si attiva prestissimo (da 2 cellule in poi) senza stadio di transizione di midblastula.
- La lentezza delle divisioni cellulari: una ogni 12-24h.
- L'asincronia delle divisioni: spesso l'embrione contiene un numero dispari di cellule.
- L'embrione va incontro al fenomeno della compattazione.
L’asincronia e la lentezza delle divisioni cellulari dipendono dal fatto che manca lo stadio di transizione di blastula intermedia.
Orientamento rotazionale
La segmentazione dei mammiferi avviene in maniera rotazionale: dopo la prima segmentazione, le 2 cellule ottenute si divideranno secondo 2 differenti piani perpendicolari tra loro: una cellula viene tagliata secondo un piano meridiano, ortogonale al primo; mentre l’altra cellula viene segmentata secondo un piano equatoriale, ortogonale al primo.
Blastocele
Il blastocele separa due cellule embrionali precoci: le cellule immediatamente sotto la cavità del blastocele costituiscono la massa cellulare interna; mentre quelle esterne sono di rivestimento, e grazie al blastocele non entrano in contatto con quelle della massa cellulare interna. Nei mammiferi lo zigote comincia da subito a trascrivere il proprio genoma, con conseguente differenziamento cellulare precoce.
Già con meno di 10 divisioni si può formare la cavità del blastocele, rivestito da 2 tipi di cellule staminali totipotenti. Cellule più interne della massa cellulare interna daranno luogo all’embrione; mentre le cellule del trofoblasto, rivestimento esterno della blastocisti, daranno vita alla parte embrionale della placenta e al corion. Il blastocele si forma con la morte di alcune cellule interne, e con lo spostamento di altre più periferiche.
Compattazione dell’embrione
Proprio perché le cellule hanno un genoma attivo sin da subito, hanno anche la spiccata capacità di relazionarsi al meglio con le vicine, ottenendo la compattazione tipica dei mammiferi. Lo fanno esprimendo specifici recettori e adeguando il citoscheletro a plasmare la struttura della cellula, visto che ne hanno tutto il tempo (divisioni lente).
La reazione dei granuli corticali ha fatto sollevare la membrana pellucida dalla membrana plasmatica, consentendo un buon passaggio di liquidi e soluti, consentendo il riempimento della cavità del blastocele. Il trofoblasto, cioè lo strato più esterno della blastocisti, è la struttura che consente l'interazione tra l'embrione delle prime fasi di sviluppo con i tessuti dell'utero materno.
L’impianto nell’utero
L’impianto nell’utero dura circa 2 giorni. La prima cosa che deve fare l'embrione una volta giunto nell'utero è la perdita della membrana di fecondazione e la zona pellucida, ma deve avvenire solo nell'utero, perché se avviene nelle tube l'impianto in quella zona può portare alla pericolosa gravidanza extrauterina.
Prima dell’impianto, la stripsina, prodotta dal trofoblasto, è l'enzima che provvede a consumare la zona pellucida e la membrana di fecondazione per far fuoriuscire l'embrione. L'endometrio o decidua uterino “cattura” la blastocisti. La matrice extracellulare del tessuto uterino è costituita da collagene, laminina, fibronectina e altre proteine strutturali.
-
Biologia dello sviluppo animale
-
Appunti esame Biologia dello sviluppo
-
Sviluppo sostenibile
-
Biologia dello Sviluppo - Appunti