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Sahelattualità

Crisi sociale, economica e politica

Il Sahel sta affrontando una profonda crisi sociale, economica e politica. La minaccia jihadista cerca di sovvertire le istituzioni governative rimpiazzandole con i propri dispotismi. La presenza di basi terroristiche nella regione proietta instabilità anche al di fuori, ad esempio nella zona del Maghreb, e indirettamente verso l'Europa.

Strategia dell'Unione Europea

L'Unione Europea, tramite il Consiglio Europeo, ha approvato un documento denominato "Strategia dell'Unione per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel", con l'obiettivo di tutelare gli interessi europei e ridurre l'insicurezza, favorendo lo sviluppo. La missione Eucap Sahel-Niger contribuisce alla formazione e consulenza delle forze di sicurezza interne in Niger, rafforzando il coordinamento regionale con Mali e Mauritania. La missione Eutm Mali garantisce assistenza alle forze armate maliane, mantenendole sotto il controllo delle legittime autorità civili. Inoltre, Eucap Sahel-Mali sostiene le forze di sicurezza interne per consentire il ripristino e il mantenimento dell'ordine costituzionale, ristabilendo autorità e legittimità dello stato su tutto il territorio nazionale e ristrutturando l'amministrazione. La strategia dell'UE prevede interventi ex-ante anziché ex-post.

La minaccia militare

Nel conflitto in Mali sono giunti militanti islamici da Nigeria, Sudan, Somalia, Yemen, Siria e altri paesi, inclusi quelli europei, seguendo la logica della jihad internazionale simile a quella dell'ISIS (Islamic State of Iraq and Syria).

Geografia e risorse

Composizione degli stati

La regione del Sahel comprende nove stati: Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad, Senegal, Sudan, Sud Sudan ed Eritrea. Tuttavia, dal punto di vista geopolitico, la situazione è più complessa, coinvolgendo anche il sud dell'Algeria e il nord della Nigeria che condividono problematiche comuni. La UE è particolarmente interessata a Mali, Niger e Mauritania, mentre il Sudan, Sud Sudan ed Eritrea hanno un diverso bagaglio culturale, pur essendo parte della regione geografica.

Caratteristiche territoriali

Il Sahel è un territorio immenso e prevalentemente desertico (tra deserto, savana e steppa pre-desertica), difficile da controllare anche a causa della porosità dei confini. La progressiva desertificazione, unita a prolungati periodi di siccità, causa migrazioni verso terre che offrono elementi di sopravvivenza, generando contrasti tra popolazioni ed etnie. Le risorse limitate portano a conflitti tra nomadi dediti alla pastorizia e sedentari all'agricoltura.

Popolazione e risorse naturali

Il Sahel, con una vasta estensione territoriale e proporzionalmente poco popolato (circa 115 milioni di abitanti), presenta ampie aree non abitabili. La popolazione è predominante in Sudan, Niger e Burkina Faso. Le risorse idriche scarse e le irregolarità delle precipitazioni, unite alla crescita della popolazione, aumentano le difficoltà per il sostentamento. La messa a coltura dei terreni più fertili per prodotti da esportare (cotone e arachidi) riduce le terre destinate al pascolo, causando una drastica riduzione dei tempi di maggese.

Economia

Economicamente, il Sahel è caratterizzato da estrema povertà, forte crescita demografica, sottosviluppo e malnutrizione. La regione possiede ingenti ricchezze nel sottosuolo, ma si rafforzano gravi minacce come traffici di droga, armi e persone, espansione jihadista, ostacoli all'approvvigionamento energetico e flussi migratori incontrollati. L'instabilità economica e il crescente impoverimento sono tra le principali cause di conflittualità e violenza politica. Il problema non è la povertà in sé, ma il grande divario che fa sì che poco o nulla della ricchezza prodotta venga condivisa con la popolazione.

Religione

L'Africa sub-sahariana è una delle regioni più religiose al mondo, influenzando aspetti come abbigliamento, cibo, matrimonio e occupazioni. L'Islam e le credenze tradizionali sono predominanti, ma da circa un secolo si registra l'insediamento di minoritarie comunità cristiane. Il Sahel segna il confine tra il nord Africa a maggioranza musulmana e le regioni sud, est e ovest a maggioranza cristiana.

L'Islam nel Sahel

Gli abitanti del Sahel sono prevalentemente musulmani. L'Islam africano è stato a lungo considerato marginale rispetto alla versione araba. Le autorità coloniali francesi hanno diffuso l'immagine rassicurante di un islam "nero", interno ai confini della specificità africana, esorcizzando così il "pericolo musulmano". Diverse confraternite (turuq) rappresentano un islam autenticamente africano, separato dalla classica matrice araba e ricco di mediazioni e dialogo con le culture pre-islamiche.

Processo di africanizzazione del jihadismo

La situazione è mutata con lo scontro tra diverse modalità di intendere e vivere l'islam, portando al processo di africanizzazione del jihadismo. Nel Sahel, l'islam si è diffuso pacificamente come "religione di commercianti" tramite le carovane di mercanti (arabi, berberi) che hanno stabilito basi in città strategiche lungo le vie di transito, facilitando la circolazione di beni e persone. Non sono mancati tentativi di imporre, anche con la violenza, una particolare forma di islam, mettendo in discussione la legittimità di governanti non considerati "buoni musulmani" per imporre governi improntati alla sharia.

Storia dell'Islam e colonizzazione

Il primo jihad conosciuto in Africa occidentale ha avuto luogo in Mauritania nel 17o secolo: il conflitto tra tribù berbere e tribù arabe durò 30 anni e si concluse con la sconfitta dei berberi e la progressiva arabizzazione dell'area. La storia dell'Islam si intreccia con la colonizzazione alla fine dell'800: la conferenza di Berlino spartì l'Africa tra le maggiori potenze coloniali, stabilendo il principio di libertà religiosa e il diritto dei missionari cattolici e protestanti di operare nelle colonie. Molti africani di culto tradizionale si convertirono al cristianesimo, ma l'Islam si diffuse e radicò ulteriormente per ragioni sociologiche ed economiche: volendo resistere alla cultura dei colonizzatori e alle religioni europee percepite come estranee, trovarono rifugio e sostegno nell'Islam. Fu stimolata la libera circolazione di beni e persone per lo sviluppo e per assicurare il flusso di materie prime, furono aperte nuove vie di commercio e sorsero nuove città. Gli amministratori coloniali individuarono nelle élites religiose musulmane degli interlocutori privilegiati, di cui preservarono un certo potere in cambio della cooperazione e del sostegno per il loro dominio. La Francia si autodefiniva "potenza musulmana".

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

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