Estratto del documento

Per un umanesimo del terzo millennio: Negri

Capitolo 1: Dottrina sociale e missione

La dottrina sociale è punto di riferimento per l’evangelizzazione della Chiesa, e di certo il Magistero sociale si è configurato come strumento per l’evangelizzazione. Come sottolineava Paolo VI, si può sviluppare solo attraverso il rapporto con la società e la sensibilità della stessa Chiesa. L’insegnamento e diffusione della dottrina sociale è compito della missione di evangelizzazione della Chiesa (cit. Giovanni Paolo II). La dottrina sociale porta la fede a confrontarsi con l’uomo e i suoi problemi vitali; nasce dall’incontro dell’uomo con la fede, con le sue problematiche sociali, personali o reali. Quando la fede non ha più nulla da dire sui problemi della vita dell’uomo perde la sua principale caratteristica. Non si deve dimenticare il nesso: evangelizzazione-promozione umana: l’uomo da evangelizzare è condizionato da questioni sociali ed economiche (legame antropologico), non si può dissociare la creazione da Redenzione (legame teologico).

La missione della Chiesa è mantenere viva la presenza di Cristo. La Chiesa dalle sue origini è realtà di comunione, di popolo, che non si chiude in sé, ma che esce da sé per comunicare agli uomini la verità dell’uomo, verità ricevuta come dono. Non può disinteressarsi ad aspetti sociali, politici e culturali in cui è chiamata a vivere insieme all’uomo del suo tempo. Ciò è testimoniato nella lettera a Diogneto: i cristiani non sono diversi dagli altri uomini per territorio o lingua, né abitano in particolari città, o conducono un particolare genere di vita, ma uniformandosi a luoghi e costumi.

Lo scopo della dottrina sociale diviene esaminare la conformità o difformità con le linee di insegnamento del Vangelo sull’uomo, per orientare il suo comportamento cristiano. Il Magistero ha attinto dalla sacra scrittura i contenuti fondamentali per la sua riflessione, possono esserne esempio: sacralità della persona creata a immagine di Dio, carità come legge nuova del discepolo, dignità e significati del lavoro o il primato del Regno di Dio. Si può comprendere che la dottrina sociale è già contenuta nell’insegnamento apostolico, per poi svilupparsi con il susseguirsi di avvenimenti storici.

Capitolo 2: Un umanesimo integrale e solidale

L’importanza e attualità della dottrina sociale ci è confermata dalla pubblicazione del Compendio sulla dottrina sociale della Chiesa, che vuole proporre un umanesimo integrale e solidale, fondato su dignità e libertà dell’uomo da attuare con pace, giustizia e solidarietà. L’umanesimo di cui si parla è in contrasto con quello dell’epoca moderna, che ha dato vita a un umanesimo senza Dio. La modernità ha percorso una strada che poggiava unicamente sull’uomo, sulla capacità di conoscere la realtà tecnologicamente e scientificamente. La modernità ha attuato due mutamenti contro l’umanesimo cristiano:

  • Rifiuto della Chiesa, apice rappresentato dal gran numero di cristiani martirizzati in età moderna, fino al XX secolo, con comunismo e nazismo (per Hitler o si era tedeschi o cristiani) ad esempio.
  • Subordinazione della Chiesa al progetto della modernità, come la subordinazione della Chiesa allo Stato, a cui segue la separazione tra le due finalizzata ad affermare la priorità dell’ordine politico sul religioso. La pace di Augusta del 1555 attuò la supremazia del potere politico assoluto, che si serve del potere religioso solo per rafforzarsi. La religione resta comunque fondamentale nella struttura dello Stato.

Dalla guerra dei 30 anni, fino a Napoleone, la Chiesa viene sempre subordinata allo Stato. Si è cercato di ridurre la Chiesa a funzione pedagogica e morale, sempre all’interno dello Stato. La subordinazione effettiva al potere si vede con l’avvento dei regimi totalitari. Emerge la concezione totalitaria e ideologica che ha sviluppato l’umanesimo moderno. Il primo fattore determinante dell’ideologia è la scienza: considerata indiscutibile, perché altrimenti si metterebbe in dubbio ragione e realtà. Diviene in sé una religione.

L’ideologia nasce dall’individuazione di un aspetto problematico e dall’individuazione di una legge che regola tale aspetto. L’idea è posta come esclusiva e tutto ciò che non è riconducibile a essa deve essere piegato da essa o eliminato. L’uomo moderno attraverso la ragione tecnico-culturale ha creduto di poter modificare la propria vita materiale e situazione sociale, ma la libertà dell’uomo non è riconducibile ad alcune legge scientifica. Per affermare una società o uno stato perfetto, l’uomo è stato in molti casi privato della sua libertà. L’ideologia è stata applicata alla storia al fine di costruire una società in cui la perfezione del pensiero ideologico sfociasse in una forma di totalitarismo. Negando la dimensione religiosa, l’uomo finisce per essere subordinato allo stato, sacrificando la sua dignità. Alla fine, l’uomo non realizza il proprio umanesimo e si perde.

Nonostante oggi sia conclusa l’era delle ideologie totalitarie, non sono del tutto superate le conseguenze negative, siamo eredi di un mondo che pensa che l’uomo ha bisogno solo di sé stesso per esistere. Riscontriamo ciò nello stesso consumismo, nella ricerca del benessere economico o psicologico, come se l’amore, il bene, il bello non fossero più reali; ciò scaturisce nella mancanza di consistenza dell’io.

Alternativa: con la dottrina sociale della Chiesa si vuole dare una considerazione diversa a persona, famiglia, ragione, società, stato. La Chiesa cerca di difendere l’esistenza, la libertà di missione e evangelizzazione e la stessa libertà dell’uomo. Non si potrebbe negare Dio senza contemporaneamente negare l’uomo, la sua libertà, dignità, capacità di amare sé stesso e gli altri. Molti hanno preferito farsi uccidere, piuttosto che venir meno alla propria missione, la memoria dei martiri infatti diviene fondamento per la Chiesa di oggi.

Il Magistero sociale della Chiesa ha condannato fin dalla sua origine ogni pretesa di potere totalitario, la vita politica deve rispettare la legge di Dio e la sua presenza nella storia e nel popolo. Paolo II: “la vera cultura è umanizzazione, la non cultura e le false culture sono disumanizzanti”.

Il termine cultura indica una categoria antropologica, si presenta come tentativo di spiegazione dell’uomo e della modalità attraverso cui lo stesso uomo può realizzare la propria natura. La cultura è un modo specifico dell’essere e dell’esistere uomo. Non è un problema inerente a istituzioni, come scuola e stato che sono solo dei mezzi per consentire tale espressione, ma è un fatto personale.

L’uomo necessita di ripercorrere una nuova strada per costruire un umanesimo vero, recuperando il valore della dimensione religiosa. La religiosità rappresenta l’espressione più elevata della persona umana, perché il culmine della sua natura razionale. La Chiesa deve ribadire all’uomo la presenza di un’alternativa, considerandolo in tutti i suoi aspetti, dato che grazie al Vangelo la Chiesa possiede la verità sull’uomo.

L’azione della Chiesa coincide con l’annunzio che Cristo è il Redentore dell’uomo, il centro del cosmo e della storia, la realizzazione dell’umanità. La Chiesa ritiene che la sua verità non sia esclusiva perché è una verità che non è in suo possesso, dato che è portata solo da Cristo. Si fonda sul rapporto costitutivo dell’uomo con Dio, abbracciando ogni forma umana, comunicare al mondo una nuova umanità perché chi vive la fede e l’appartenenza ecclesiale alla fine assaporerà una vita rinnovata. La dottrina sociale è parola, comunica con l’uomo attraverso parole e fatti.

La dottrina sociale aiuta gli uomini di buona volontà a recuperare il senso del trascendente, e di conseguenza i diritti fondamentali della persona e società. La dottrina sociale pone l’uomo al centro della società, considerandola il fattore generico di questa. Se la dottrina sociale ha valenza missionaria è il popolo il soggetto della sua missione, non si comprenderà mai fino in fondo se non si tiene presente il popolo nella sua appartenenza, chiarezza culturale o capacità di carità. La dottrina inoltre chiarisce le ragioni della speranza e della certezza cristiana, portando nel mondo un umanesimo integrale e solidale, ed è un invito per cristiano a diventare protagonista della costruzione di una società umana.

In tali circostanze il Magistero non è altro che uno strumento della nuova evangelizzazione, che mira a far sì che ogni uomo trovi in Cristo la propria verità e salvezza.

Capitolo 3: Dottrina sociale di fronte modernità

Il Magistero sociale della Chiesa ha compreso l’errore antropologico, dell’era moderna-contemporanea, ovvero un irrealismo antropologico che influenzato tutta la riflessione culturale, sociale e moderna determinando le stesse conseguenze politiche del XX secolo. Giovanni Paolo II considerava che la causa andava rintracciata nell’ateismo: non solo negazione di Dio, ma dello stesso senso religioso. La negazione della dimensione religiosa comporta la privazione dell’esistenza personale. L’uomo è di Dio e questo gli fa guardare la vita con benevolenza e rispetto, se si nega la dimensione religiosa si nega la stessa dignità della persona.

La libertà è stata pensata come una forma di espressione del potere dell’uomo. Il progresso scientifico e tecnologico non ha promosso la maturazione dell’uomo nella sua umanità, al dominio della conoscenza e della natura non è corrisposto un incremento dell’essere. Secondo Benedetto XVI lo stesso uomo rischia di essere vittima degli stessi successi della sua intelligenza. L’uomo staccato da Dio diviene disumano con sé stesso e gli altri. La stessa attività lavorativa può diventare condizione di alienazione, basato su economismo e materialismo. L’uomo senza Dio viene preso in carico da ideologie totalitarie o scienze e tecnica.

La paura dell’uomo è di non sapere pure chi è, di essere ridotto a un fatto analizzabile scientificamente e manipolabile socialmente. Ha paura di restare vittima di un oppressione che lo privi della libertà, della possibilità di esternare la propria verità, di esplicitare la fede che professa. La persona, privata della sua dimensione religiosa, finisce per essere assorbita dentro un soggetto totalitario; secondo la dottrina sociale i diritti dell’uomo derivano immediatamente da Dio e ne segnano l’appartenenza a lui.

Cultura di morte: caratterizzata da una straordinaria ricchezza di mezzi scientifici e tecnologici è l’esito di un processo culturale in cui l’uomo ha considerato la realtà un “dato” a sua completa disposizione, arrivando a considerare anche la vita di un’altra persona come un dato da conoscere o manipolare. L’ideologia tecnocratica vede l’uomo come dato biologico su cui la scienza è abilitata a operare, la vita umana ha perso la dimensione di mistero. La manipolazioni genetiche, l’aborto, l’eutanasia o la contraccezione sono una congiura in cui domina un concetto di libertà falso. La dottrina sociale ha sempre affermato che una libertà senza verità non è pensabile, perché conduce all’arbitrio dei potenti contro i deboli.

Capitolo 4: Linee guida della dottrina sociale

  • Difesa della priorità della persona sulla società: la Chiesa ha sempre ribadito la priorità della persona, la stessa società nasce dalle capacità culturali e sociali della persona. È impossibile ridurre l’uomo a fenomeno politico e biologico perché è fatto a immagine e somiglianza di Dio. Solo il fondamento ontologico della persona in Dio impedisce di diventare un’anonima parte del sistema, consolidando la dignità assoluta della persona. L’uomo è soggetto di relazione perché traduce all’esterno di sé quel dialogo con Dio che dà senso al suo essere. L’affermazione del Mistero come realtà esistente, oltre le capacità dell’uomo corrisponde alla struttura originale della persona, di conseguenza la trascendenza è un’evitabile connotazione religiosa della cultura. La dottrina sociale cerca di difendere e promuovere l’uomo come persona, sia a partire da contenuto della Rivelazione che lo definisce immagine e somiglianza dell’uomo, sia a partire dalla struttura dinamica trascendente che contraddistingue l’essere umano. Tale dimensione è necessaria per affermare la dignità dell’uomo e per l’annuncio della verità di Cristo. La Chiesa è prima di tutto impegnata in una battaglia per l’uomo, affinché questo possa recuperare ogni giorno la grande domanda di senso e possa vivere la grande libertà, per combattere le barbarie delle manipolazioni, delle clonazioni, e del potere scientifico e tecnologico. Unicità e irripetibilità dell’uomo è da intendersi come unità di anima e corpo, che rifiuta materialismo e spiritualismo. Il Magistero indica la persona con i suoi caratteri di: trascendenza, unicità, irriducibilità e unità, da cui deriva la libertà e la difesa dei diritti.
  • Difesa della priorità della società sullo Stato: la Chiesa ha condannato la realizzazione del progetto che ha assolutizzato la dimensione politica e la struttura regolativa della vita politica. Un progetto che si contraddistingue per la componente laica, fondandosi sulla negazione della domanda religiosa propria dell’uomo. L’uomo, definito come potere dell’età moderna, ha finito per trovare la sua ultima organizzazione nello Stato. Lo Stato viene a identificarsi con la società e nell’età moderna è nato con la pretesa di esaurire la vita della società e del singolo. La sua formulazione culturale è ideologica, poiché occupa tutti i campi della società, non a caso ha preteso di organizzare la vita ecclesiale e le stesse strutture ecclesiastiche.
Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Riassunto esame Teologia, prof. Citterio, libro consigliato Per un umanesimo del terzo millennio, Negri Pag. 1 Riassunto esame Teologia, prof. Citterio, libro consigliato Per un umanesimo del terzo millennio, Negri Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teologia, prof. Citterio, libro consigliato Per un umanesimo del terzo millennio, Negri Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teologia, prof. Citterio, libro consigliato Per un umanesimo del terzo millennio, Negri Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teologia, prof. Citterio, libro consigliato Per un umanesimo del terzo millennio, Negri Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marie Antoniette di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Citterio Ferdinando.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community