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Le virtù del cristiano

La fede

Nell’AT la fede è indicata con due parole ebraiche:

  • Aman: significa “solidità” ed è il termine da cui deriva il nostro “amen”. Il simbolo ricorrente per indicarla è la roccia o le braccia ferme e sicure di un padre nei confronti del proprio figlio.
  • Batah: significa “fiducia” e simboleggia l’atteggiamento attivo verso Dio poiché ci sono speranze e desideri.

Insieme, i due vocaboli indicano che la fede è un terreno sicuro in cui si può riporre la propria speranza (letteralmente “appoggiarsi a Dio”). Nel NT, invece, è il vocabolo greco pìstis (credere, sperare) a ricorrere più spesso. Questi termini sono usati anche nei comportamenti che tiene Dio, poiché indicano che Dio è fedele e si assume un impegno con l’uomo dato che Dio crede in lui. Si crea quindi un circolo vizioso di fiducia reciproca.

La fede nel Vangelo di Marco

Gesù e il lato umano: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è giunto, convertitevi e credete al Vangelo”. Questa frase presenta i primi due tempi all’indicativo (una certezza, un fatto avvenuto) e una conseguenza che gli uomini sono invitati a seguire tramite due imperativi. La “lieta notizia” spinge quindi l’uomo a un cambiamento totale (conversione), il quale riconosce in Dio la teologia e solo dopo ne ha fede (inizialmente non è una conversione morale legata alla propria vita, bensì solo teologica legata a riconoscere chi è Dio).

Nel raccontare il proprio Vangelo, Marco prende in esame la vita di Gesù, poiché la “buona novella” è l’avvenimento di Gesù stesso (e non solo le sue azioni). I suoi miracoli, infatti, sono solo la parte più vistosa di Gesù, quella in grado di attirare i fedeli, ma sono anche circondati da elementi deboli (gente che non crede). Ecco perché si può affermare che i miracoli iniziano la fede, ma non fanno giungere il cristiano alla fede piena, poiché non riconoscono la parte umana di Gesù.

Per Marco i miracoli acquistano di vero significato una volta che Gesù è sulla Croce, la quale infatti è il fulcro della fede cristiana: Gesù è colui che usa la propria potenza per salvare gli altri (la potenza-dono dei miracoli), ma non fa altrettanto con se stesso (si lascia morire da umano) perché non esercita la potenza-dominio.

La fede come fonte di sicurezza: per Marco la fede è la sicurezza assoluta anche di fronte a difficoltà che sembrano insormontabili, tanto che è “in grado di spostare una montagna”. Chi ha fede e segue il Vangelo arrivando a rinnegare (aparnèomai) se stesso può addirittura perdere la vita, ma sarà salvo grazie a questa. La fede si può ravvivare tramite la preghiera, cioè la richiesta di aiuto a Dio perché l’uomo capisce di essere impotente di fronte a certe situazioni.

L’incredulo: è rappresentato soprattutto dai farisei e dagli scribi, troppo ancorati alle loro leggi e tradizioni per cogliere l’importanza della novità. Chiedono miracoli sempre più sorprendenti, ma Gesù sa che nessuno di questi basterà a convincerli poiché non sono in grado di cogliere la sua parte umana (che è la vera novità). Incapaci di cambiare le proprie convinzioni, questi increduli attribuiscono agli stessi miracoli una potenza demoniaca: Gesù in realtà è figlio del Demonio e cerca di attirare a sé i fedeli con delle sceneggiate.

Anche alcuni Nazareni non riconoscono in Lui il figlio di Dio, ma questi lo fanno perché non riescono a credere che Gesù possa al contempo provenire da un’umile famiglia e faccia il carpentiere. Infine, anche alcuni dei suoi discepoli dubitano di lui perché non accettano che si lasci morire in Croce: è il caso soprattutto di Pietro, che non riesce ad accettare all’inizio la parte umana di Gesù. In realtà, il momento della Croce esprime il totale abbandono a Dio grazie alla fiducia maturata tramite la fede nel tempo.

La fede e la storia

La storia è intessuta della Parola di Dio e ciò vale anche nei momenti più difficili, quando sembra che Dio ci abbandoni. Bisogna ricordare, infatti, che è necessario attraversare attimi in cui il male sembra addirittura prevalere (come con la morte di Gesù in croce) ricordando però che alla fine c’è la luce (Gesù risorge e sconfigge la morte). I momenti negativi sono dati dal fatto che l’uomo gode della libertà, eventualmente anche di scegliere il male, che però non intaccherà a lungo andare il cristiano puro, poiché la fede è più forte.

La fede e la ragione

La ragione del cristiano gli permette di confrontarsi anche con le altre religioni e persino con gli atei (e viceversa) solo se si è concretamente ragionato su cosa si crede, e cioè il Dio del Vangelo. La fede può essere, infatti, frutto di un percorso ragionato: se alcuni la ricevono come dono grazie all’ambiente in cui vivono, è anche vero che tanti altri la scoprono dopo una lunga ricerca. L’atto di fede consiste nel riconoscere Dio al centro della propria teologia, ma vi è un’altra parte, altrettanto importante, di ragione (mista a fede): i farisei e gli scribi che non accettano di rivedere la propria ragione non colgono per esempio il lato umano di Gesù.

Se fossimo fatti di sola fede, allora crederemmo a tutto ciò che ci capiterebbe sotto mano ma, allo stesso modo, se fossimo costituiti di sola ragione, allora si annullerebbe la libertà, poiché tutti saremmo d’accordo su tutto. Ecco perché è fondamentale capire che l’intera vita umana è composta sia di fede che di ragione.

La speranza

Le ragione contro la speranza

La Bibbia conosce diverse ragioni che congiurano contro la speranza:

  • Vanità: se l’uomo è destinato a morire, che senso ha avere speranza?
  • Sfiducia nel mondo: l’uomo osserva come le ingiustizie siano sempre perpetrate nel tempo.
  • Peccato: per sua stessa natura l’uomo è peccatore e continua a peccare.
  • Debolezza di Dio: la Sua Parola sembra essere meno efficace di quella immediata dell’uomo.

La speranza del cristiano si basa su Gesù, l’unico che sia riuscito a sconfiggere persino la morte. Sebbene dopo la Sua venuta il mondo abbia continuato nella sua strada rivolta al peccato, l’uomo deve sperare in Gesù per non arrendersi alla rassegnazione passiva di ciò che capita (niente sarebbe più colto come novità) e non cedere alle scorciatoie fornite dagli uomini stessi, che promettono un successo facile ma in realtà illusorio (è la classica tentazione di sostituire Dio con l’uomo). Bisogna pe...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chicca191192 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia 3 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Varsalona Agnese.
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