Uomo e donna a immagine di Dio
Lineamenti di morale sessuale e familiare
Introduzione – Responsabili di vita
Il discorso su sessualità e famiglia deve necessariamente partire dal significato della vita umana, intesa come esperienza essenziale di corporeità. Cogliere la sessualità come dimensione e dinamica della vita. Dimensione e dinamica che, come tutto nell’uomo e nella donna, si esprimono nel linguaggio della corporeità.
A partire dalla vita
È la vita il terreno di incontro di Dio con l’uomo e quindi con l’uomo con Dio e perciò con se stesso e con gli altri e con il cosmo intero. È la vita concreta, la vita incarnata nella fisicità di un corpo e inserita nella realtà della storia, che costituisce il parametro ineludibile di ogni riflessione e di ogni impegno morale. È la vita che si realizza nella libertà e nell’amore, perché libertà e amore sono stati dati e devono crescere, a servizio dell’esistenza concreta, fatta di quotidianità anche materiale. Una vita concreta che si esprime nella dinamica dell’amore.
Fondamento di etica sociale
Parlare di sessualità e di famiglia per trarne degli orientamenti di vita, non significa fare un’operazione di carattere privatistico. Significa offrire una coscienza “solidaristica”; orientata, cioè, a cogliere la propria responsabilità nei riguardi degli altri in ogni atto della propria esistenza. Non è difficile, peraltro, cogliere come la contemporaneità stia evidenziando che vita sessuale e vita di famiglia interagiscono strettamente con vita sociale, economica, politica, ecclesiale, ambientale, ecc.; nel bene e nel male. Le crisi, infatti, di vita intima, personale, di coppia e di famiglia, evidentemente spesso hanno a che fare con situazioni critiche di socialità e di lavoro.
La realtà sociale è fatta di uomini e di donne, è fatta di coppie, è fatta di famiglie prima di costruirsi in realtà più articolate e complesse che mai possono prescindere dal punto di partenza. Parlare, allora, di etica della sessualità e della famiglia significa mettere le basi per un discorso di etica sociale, così importante agli occhi di tutti, oggi. Parlare di etica cristiana circa queste realtà, significa anche mettere le basi per un discorso di costruzione ecclesiale.
Tutto si lega
Vocazione di vita e sessualità; corporeità e tensione di amore; sessualità e matrimonio; amore coniugale e fecondità; fondamento naturale della sessualità e chiamata alla “commensalità” con la Trinità di Dio; vita familiare, instaurata in Cristo, e realizzazione della comunione ecclesiale; amore familiare e costruzione di vita sociale; terrestrità di convivenza nel focolare domestico e tensione strutturale a una vita, insieme, senza confini, trascendente e immortale. Tutto si lega, soprattutto nel discorso fondamentale di una vita umana che ha la dimensione della corporeità non come elemento, quasi schizofrenico, di dualità divise e, quindi, spesso lacerante, bensì come elemento di realizzazione e, nel contempo, di dialogo: la corporeità come strumento che, nella sua limitatezza, costituisce la struttura della individuazione, della concreta originalità di ciascuno.
Esperienza etica
In fondo, ogni esperienza etica può e deve essere interpretata come la realizzazione di questa vocazione vitale, vissuta concretamente anche nella dimensione corporea. In fondo, essa è la dinamica di autorealizzazione, conforme al progetto di origine, rispettosa delle forze interne della propria esistenza. Quelle cifre misteriose e per tutti diverse, pur nel denominatore comune di tratti strutturalmente uguali, che per i credenti sono azione ineffabile della infinità creatività di Dio.
Per ogni operare moralmente significa accogliere, innanzitutto, la multiforme espressione di dono che è la vita; e impegnarsi a compiere per sé e per tutti gli altri e, anzi, per tutta la grande opera di Dio, quell’apporto che diventa una collaborazione con il Creatore; un servizio per la maturazione di tutta l’opera delle sue mani, lasciata incompiuta perché ciascuno contribuisse alla sua crescita, fino al compimento.
Un’esperienza etica, quindi, come esperienza di dono, di impegno e di servizio, verso il compimento di una propria pienezza.
Parte prima – La sessualità umana
Capitolo 1 – Sessualità umana struttura di amore
L’ambito etico da individuare: le dinamiche intrinseche della sessualità, perché in esse essenzialmente si identificano gli orientamenti etici.
Atteggiamenti e processi culturali
La sessualità nel cambiamento
a) Il tema della sessualità è tra quelli che più risentono delle dinamiche di un tempo in grande cambiamento. Da una parte il relativismo etico, dall’altra le innovazioni tecnologiche pesano in maniera specifica su questo ambito della dimensione umana. Per questo sia la sensibilità della gente come l’interesse delle agenzie educative, laiche e religiose, s’incentrano molto su questioni come quelle della contraccezione e della fecondazione artificiale, e inoltre su aborto e violenza sessuale, su pornografia e comune senso del pudore, su prevenzione all’AIDS ed educazione sessuale; etc.
b) Il magistero della Chiesa è intervenuto spesso, in questi tempi, sulle tematiche pertinenti l’ambito della sessualità, soprattutto in quanto collegato strettamente con il problema degli inizi della vita.
Atteggiamenti esistenziali
A un primo livello generale, nella mentalità di molta gente, nella cultura comune, possiamo notare la presenza di due atteggiamenti tra loro contrari: una sorta di crescente ossessione sessista che tuttavia convive con una perdurante sensibilità sessuofobica.
Nell’ethos sociale
Ma vogliamo analizzare qualcuno di questi atteggiamenti, presenti nella società di oggi, nei riguardi della sessualità. Servendoci per comodità, della terminologia usata da alcuni autori di teologia morale (Hortelano, Vidal).
- Atteggiamento di eccesso pessimistico. Possiamo senza dubbio registrare, innanzitutto, una sopravvivente mentalità secondo cui la sessualità viene colta ancora come materia collegata ai sensi di colpa. Retaggio, senza dubbio, di una certa educazione, ma anche di una notevole ignoranza e carenza di riflessione. A questi atteggiamenti vanno aggiunti anche altri. Per esempio quella sorta di borghesismo farisaico, per cui ci si preoccupa più di quello che appare che di quello che si fa e bisogna badare più alla dimensione della “scandalosità” che a quella della verità.
- Atteggiamenti di eccesso ottimistico. Intendiamo riferirci ad atteggiamenti che spesso coincidono con situazioni da considerare eticamente negative, tuttavia sembrano partire da un’esaltazione della sessualità. Così ad es. è il caso della ossessione pornografica.
- Un atteggiamento ancora elitario ma emergente. Emersione crescente di un’ottica di umanesimo personalistico e sociale che mette in rilievo i valori della sessualità a partire dalla persona umana e colloca tutto il comportamento sessuale, compreso quello genitale, entro una visione di comunità di amore, per cui l’oggetto è sostituito dal soggetto fino a diventare l’io che, per evitare la disintegrazione, “si dà al tu per fare un noi”.
Nell’ethos giovanile
a) Anche nei giovani sembra di dover cogliere, almeno a prima vista, la stessa dominante eccessivamente “ottimistica” circa la sessualità, per lo più ancora una volta interpretata prevalentemente a una sola dimensione, quella pregenitale. Spontaneismo e concezione ludica della sessualità: spontaneo nel senso di istintivo è sempre bene. Bisogna comportarsi come ci si sente. Nessuna legge deve essere imposta all’amore. Amore poi sarebbe il sentimento e la sensibilità (e sensualità) a prescindere ad ogni razionalizzazione. Molto diffusa nei giovani è la concezione ludica della sessualità e dell’amore. Così l’amore e il “fare” sessuale arrischiamo di essere vissuti quasi come gesti senza contenuti e senza legami con la “strategia” globale dell’esistenza (autoerotismo, rapporti extramatrimoniali, convivenze libere, etc.). Strumentalità dell’amore e del sesso. E, inoltre, nella facilità dell’uso del sentimento e della gestualità sessuale a ottenimento di altri scopi, non inerenti all’amore. Uno strumento per recuperarsi nelle depressioni, per aiutarsi nella fatica dello studio, per sostenersi nel raggiungimento di determinati obiettivi, anche di cosiddetto equilibrio psicologico.
b) Non è, tuttavia, da nascondere l’aspetto pessimistico nei riguardi di amore e sessualità, che pure si può rivelare nel vissuto giovanile. L’ethos sociale diventa riferimento ineludibile per l’orientamento di tanti giovani che arrischiano, così, di sentirsi a posto solo quando si comportano come fanno tutti, soffrendo, magari, del complesso di inferiorità nei casi in cui non agiscono secondo il copione della maggioranza. Al punto che si arriva a dubitare della normalità di qualcuno che non risulti omologato a quei modelli che, in definitiva, emergono come denominatore comune della cultura cinematografica, mass-mediale e pubblicistica in genere. Una dipendenza culturale che, in definitiva, contraddice l’asserita spontaneità e ludicità di sesso e di amore, dando spesso origine a veri e propri ostacoli a vivere e realizzare la propria sfera sessuale e affettiva.
c) Proprio tra molti giovani, tuttavia, sta sempre più facendosi strada quella della coscienza nuova. Proprio accogliendo il valore corretto di amore e dono e gioia (gioco, piacere) intrinseco alla sessualità, si capisce come profondamente negativa la riduzione della sessualità a rituale sganciato da ogni significato globalmente personale e quindi anche spirituale. E ancora: cogliendo la vera “utilità dell’amore” e della sessualità, in quanto richiamo e aderenza alla globalità vocazione della vita, si acquisisce una più forte contrarietà a ogni loro strumentalizzazione per scopi non aderenti all’amore, perché forzatura disumanizzante. E infine: individuando la positività dell’autentico ascolto dell’ethos sociale come crescita di conoscenza, come anche capacità di avvertire la possibilità di costruzione reciproca, nel contempo si capisce sempre più la necessità di rifuggire da quella spaventosa riduzione della persona che è il conformismo, in questo ambito più che in altri.
Matrici ideologiche
Processo di iper-erotizzazione
La nostra società sta vivendo una fase che consegue a un processo definito di desacralizzazione anche per quanto riguarda la sessualità. Da “tabù” intoccabile si è via via arrivati a considerarla realtà manipolabile. Ulteriore secolarizzazione ha portato non solo a violare la sfera del mistero, ma pure a perdere ogni senso di oggettività a proposito di valore morale, lasciando alla soggettività più totale (soggettivismo) la definizione dei confini circa il bene e il male, almeno per quanto riguarda il vivere ritenuto di sfera intimista e comunque personale.
Le tappe recenti di questa desacralizzazione dell’eros possono essere segnate da alcuni passaggi eclatanti e esploranti: la considerazione della sessualità come problema solo scientifico, nel senso statistico e sperimentale; quindi sessualità e amore come tema letterario per cui la liberazione descrittiva di situazioni scabrose e di linguaggio anatomico è pressoché totale; infine come soggetto filmico e audio-visivo di grandissima “efficacia comunicativa. In questo processo di massa si siano assorbite in un certo modo le teorie di Freud, dando luogo a una sorta di pan-freudismo di maniera, secondo cui l’istinto sessuale (ibrido, per lo più intesa banalmente come desideri puramente erotico) sarebbe la pulsione più diffusa e forte, la motivazione di fondo di tutta la vita umana, anche psichica. Una libido tanto forte che solo faticosamente potrebbe essere controllata dalla volontà e che, comunque, la società tenderebbe a reprimere, costringendo a processi di sublimazione che in effetti sarebbero castrazioni, da cui anche deriverebbero tante forme di nevrosi.
Liberazione sociale dell’eros
Nel processo di iper-erotizzazione della cultura di massa si è inserita anche una variazione sul tema: quella instaurata dal pensiero secondo cui la liberazione totale della libido sarebbe condizioni indispensabile per opporsi a ogni tipo di oppressione sociale che si avvale della repressione della libido stessa come strumento principe del potere dell’uomo sull’uomo. Essa dovrebbe consistere nel subordinare la fase pregenitale (ricerca libera del piacere) alla fase genitale e adulta (comunione coniugale). Se rimane subordinata, sarebbe espressione di dominio altrui. Quindi, secondo tale concezione, è da incentivare la pura fruizione gioiosa del piacere stesso. Una deduzione in cui si può cogliere la chiara radice ideologica presente in tanti giovani e il fondamento delle rivendicazioni di certi movimenti di cosiddetta liberazione sessuale. La cosiddetta “teoria dei bisogni” si è così tradotta in una mentalità di massa in cui le esigenze umane da rispettare nella loro radicalità sarebbero da individuare anche solo nelle singole pulsioni dell’instintività, prese a sé stanti, senza un orizzonte obbliante di valori globali della persona inserita in dinamiche di tipo comunitario.
Per una riflessione personalista
Una nuova e più corretta riflessione globale sulla sessualità sta decisamente opponendosi alle visioni moralistiche e casistiche del passato. In altre parole, sarà innanzitutto giusto recepire, dal pensiero freudiano, l’importanza della libido, intesa come forza vitale e come richiamo alla concretezza e al riconoscimento dei limiti della condizione umana nella determinazione degli ideali.
Nel contempo, tuttavia, si dovrà chiaramente evidenziare come ogni mitizzazione, ogni assolutizzazione del valore di detta liberi, oltre che a enfatizzare quanto è solo germe di verità possa portare sostanzialmente alla pratica riduzione o addirittura alla negazione di adeguato impegno etico e pure di quel valore umanizzante anche per il sesso che è la ragione umana. Sarà giusto cogliere il valore del superamento del tabù e della scoperta della corporeità come elemento essenziale di autentica liberazione della persona umana. Sarà importante assumere il valore dell’amicizia, della sensibilità come fatto liberante e quindi radicalmente promovente anche sotto il profilo sociale. Però sarebbe alquanto riduttivo accogliere l’identificazione tra pulsione sessuale e scarico di tensione, mentre la sessualità è ben più pulsione di scambio che non pulsione di scarico.
La sessualità pregenitale confluisce quindi nell’istinto di morte; è pulsione che, abbandonata a se stessa, si rivolta contro gli interessi vitali dell’uomo e della donna. È strumentalizzazione, perché l’altro non è visto come persona ma come oggetto di preda. Funzionale a una società fondata sul primato delle cose e sull’ingordigia del possesso.
Una proiezione di lavoro
Tutti in questa società si è chiamati a un esercizio critico (profetico) che sappia distinguere, anche per quanto riguarda la cultura corrente della sessualità e dell’amore, aspetti positivi e negativi, al fine di contribuire, pure con questo passaggio, alla riscoperta di tutte le potenzialità umane e umanizzanti della sessualità e alla evidenziazione del suo finalismo ontologico alla struttura e alla dinamica dell’amore umano. Riflettere sulla sessualità, oggi, significa quindi perseguire quel dovere/necessità che consiste nello scoprire che “nel fiorire delle tensioni umane che fanno della vita una poesia degna di essere apprezzata fino in fondo, la sessualità ha un ruolo e una posizione preminente”.
Perseguire quel dovere che coincide con l’impegno a rispondere a Dio di tutta la potenzialità della propria esistenza, al fine di realizzarsi in quel totale spazio di libertà già designato nel progetto antico: “non avrai altro Dio al di fuori di me”. Quindi non il vecchio tabù della paura e del senso di colpa; non il nuovo tabù del sessismo caratterizzato da visione fisicistica e consumista della sessualità (vecchia cultura).
Riflettere sulla sessualità significa, infine, rendersi conto di quella necessità vitale che si esprime nel bisogno di agganciare a tutti gli aspetti del privato e del quotidiano la forza per emergere dalla situazione di sfiducia che sta al fondo di molte crisi odierne, comprese quelle sociali e politiche oltre che religiose. E siccome la sessualità “concerne” tutti i settori della vita sociale, economica e politica e, reciprocamente, è condizionata da loro. Approfondire i significati della sessualità non vuol dire solo aumentare la possibilità di migliorare la qualità delle relazioni tra uomo e donna all’interno delle coppie, ma pure promuovere un più generale servizio alla realizzazione delle persone e delle comunità. Si tratta di operare per armonizzare l’unità intera (nuova cultura).
Elementi di antropologia
Il significato naturale della sessualità
La prima operazione da fare è quella di affrontare il significato della sessualità, cogliendolo nel cuore del senso di vedere, di essere persona, di essere comunità. Pur mirando ad avere una visione globale della dimensione umana della sessualità, anche dal punto di vista cristiano, iniziamo la nostra riflessione dalla interpretazione antropologica, con la conoscenza...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Teologia, prof. Ronca, libro consigliato Uomo e Donna a Immagine di Dio, Padovese
-
Riassunto esame Teologia 3, prof. Ronca, libro consigliato "introduzione all'etica cristiana" di G. Piana
-
Riassunto esame Teologia 3, Prof. Guenzi e Prof. Ronca. Libro consigliato " Introduzione all'etica cristiana" di G.…
-
Riassunto esame Teologia spirituale, Prof. Corraro Mario, libro consigliato Guidati dallo spirito di Dio, Manuel Be…