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Introduzione all'etica cristiana

Spesso, l'etica cristiana è stata vista in modo negativo a causa dell'elevato numero di norme comportamentali che finiscono per limitare la libertà dell'uomo. Tuttavia, se l'uomo comprende a pieno la proposta cristiana, allora vive una profonda liberazione interiore. Questo perché il cammino che Gesù ci ha mostrato è un viaggio di permanente conversione che pone le basi per una convivenza pacifica e la pace universale.

Prima parte: i fondamenti

Crisi e attualità della domanda etica

1) Da tempo la società sta vivendo una crisi morale sistemica, la quale è sia individuale sia collettiva. Nel primo caso, riguarda l'insicurezza e la confusione legata all'incapacità (in ogni situazione) di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Nel secondo caso, riguarda la mancanza di valori condivisi, attorno ai quali costruire la convivenza civile, a causa dello scontro ideologico degli ultimi anni.

Alla radice della crisi: la ricerca delle cause

  • L'avanzare di una cultura individualistica che si basa sui desideri soggettivi di benessere e felicità. Questa visione delle cose fa credere all'individuo di essersi realizzato e gli fa assumere un atteggiamento di superiorità che lo allontana dagli altri soggetti.
  • La crescente complessità dei fenomeni sociali ed etici. Nel primo caso, si assiste a un inasprimento delle differenze tra classi sociali e alla nascita di corporazioni. Nel secondo caso, si assiste alla sostituzione del bene comune con la ricerca dell'interesse privato.
  • Il capitalismo selvaggio divenuto un'ideologia totalitaria che si basa sull'efficienza produttiva e di consumo. Questa visione delle cose tende a invadere tutti gli ambiti della vita, segnando così le scelte personali e la convivenza civile. La cultura consumistica e la logica mercantile, infatti, attribuiscono all'uomo una visione pragmatica della vita e lo allontanano da qualsiasi prospettiva progettuale.
  • Il fenomeno della secolarizzazione che consiste nella perdita di interesse nei confronti delle grandi domande esistenziali perché viene a mancare un quadro di valori che ispira l'uomo.

Tutto ciò determina il ripiegamento su un'etica debole di carattere procedurale che mira a risolvere le situazioni con molteplici norme.

Attualità della domanda etica

II. Oggi più che mai è necessario ricorrere alla riflessione etica perché manca un solido sistema di valori su cui la popolazione possa prendere le proprie scelte. Per l'individuo, questa mancanza suscita grande insicurezza e rende difficile definire la sua identità (oltre alla realizzazione personale). A livello sociale, invece, la mancanza di valori condivisi rende difficile lo sviluppo di un forte senso di appartenenza e di comportamenti solidali. Questa mancanza ha interessato soprattutto due fronti: l'informazione e l'ingegneria genetica.

  • L'informazione, in particolare quella televisiva, ha approfittato della crisi etica per rendere passiva la popolazione di fronte a ogni evento; ciò è possibile bombardando l'individuo con migliaia di notizie senza però dare una chiave di lettura precisa.
  • Il progresso scientifico-tecnico, invece, si è identificato a tal punto con la crescita umana da convincere chiunque che: se una cosa è tecnicamente possibile allora è anche eticamente giusta. Questa convinzione espone l'uomo a rischi enormi che richiedono l'immediato intervento dell'etica, sia per fissare dei limiti sia per definire dei modelli che ricercano il vero bene umano.

La riflessione etica aiuta l'uomo a capire se ciò che è lecito (dal punto di vista legale) lede la sua dignità oppure no.

Il contesto biblico

2) La Bibbia contiene un messaggio morale che si basa sull'esperienza di fede, la quale non può essere slegata dallo sviluppo del costume e degli stili di vita. Tuttavia, non esiste una perfetta sincronia tra la fede e lo sviluppo della condotta morale, perché quest'ultima dipende dall'ambiente in cui vive il fedele e dai modelli comportamentali del tempo.

Il messaggio morale (ethos) della Bibbia è inquadrato da tre categorie (o principi-guida) che aiutano l'uomo nella sua crescita spirituale. Tali categorie sono: alleanza, conversione e carità.

L'alleanza: la radice dell'agire morale

Alla base del dialogo tra Dio e uomo c'è l'alleanza, cioè il patto tra YHWH e il popolo d'Israele. L'alleanza è il risultato di un processo che culmina nell'Antico Testamento, sotto forma di comunione tra Dio e uomo. La piena realizzazione di questa alleanza si verifica però nel Nuovo Testamento, con Gesù di Nazaret.

Alleanza e legge

YHWH, avendo salvato il popolo d'Israele dalla schiavitù, si presenta a loro come legislatore ed unico Dio. In questo contesto, l'idea di alleanza è molto importante perché configura i 10 comandamenti come le clausole del patto tra uomo e Dio; rispettando il decalogo, l'uomo onora l'alleanza. Dunque, la legge biblica non è un'imposizione esterna, ma rappresenta la libera volontà dell'uomo di consolidare il rapporto d'amore e amicizia con Dio. Il rinnovamento di questa alleanza si verifica con Gesù e si fonda sull'agire dello Spirito Santo all'interno di ogni uomo. Ciò lo rende una creatura nuova, capace di vivere a pieno la vita e il suo rapporto con il Padre. Lo Spirito rappresenta la "legge nuova" che si sostituisce e perfeziona la legge esterna (il decalogo). Tutto ciò conferisce alla vita cristiana il carattere di piena e perfetta libertà.

La fede come primo atto morale

La morale cristiana è teocentrica (cioè pone al centro Dio-padre): infatti, il fine della morale non è l'auto perfezionamento, ma l'incontro con il Signore. Il credente non si realizza da solo ma nella ricerca di Dio. La fede è il primo atto morale perché essa trasforma la vita del fedele orientandolo verso comportamenti corretti. Il cristiano rispetta i 10 comandamenti (le linee guida comportamentali) per dimostrare la propria fede in Dio e non per timore della pena. Dio non sanziona la vita morale dall'esterno, ma la ispira dall'interno.

In Cristo e nello Spirito

L'alleanza tra uomo e Dio viene confermata definitivamente da Gesù Cristo, il quale ha dedicato tutto sé stesso all'umanità. Gesù non è un proclamatore o mediatore dell'alleanza, ma è l'alleanza stessa perché, essendo incarnazione di Dio, concilia la natura umana con quella divina. In Gesù, Dio si è donato completamente all’umanità e quindi l’uomo deve donarsi ai suoi fratelli (il prossimo). Essere amati da Dio ci rende debitori d’amore verso il prossimo.

La vita morale del cristiano è:

  • Rinascita: essere cristiano significa morire alla propria natura umana e rinascere ad una vita nuova ispirata dalla giustizia e la santità. L’idea della rinascita è simboleggiata dal sacramento del battesimo perché, tramite questo sacramento, si nasce come figli di Dio.
  • Impegno a imitare Cristo: ciò non significa solo comportarsi come Gesù, ma significa vivere in comunione con Dio. L’imitazione di Cristo è possibile per il fedele grazie all’influenza dello spirito che è una sorta di “potenza realizzatrice” che ci rende figli di Dio e capaci di realizzare la volontà divina.

La conversione: il dinamismo della vita morale

II. La conversione è la categoria attraverso cui si definisce la condotta del credente. Esistono due tipi di conversione: religiosa e morale.

  • Conversione religiosa: è presente soprattutto nella letteratura dei profeti e consiste nel ritrovare il Dio vero, riallacciando il rapporto di comunione con lui. Ciò è possibile purificando il proprio cuore e aprendosi al prossimo. Nel Nuovo Testamento, la conversione consiste infatti nell’avere fede nella persona di Gesù, portatore di salvezza.
  • Conversione morale: viene trattata principalmente dal Vangelo di Luca e consiste nel rivolgersi a Dio ammettendo le proprie colpe e riconoscendo il bisogno di misericordia.

Conversione religiosa e morale sono strettamente legate e richiedono una conversione continua dell’uomo che deve adattare la propria condotta alla volontà di Dio.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PLANESET di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia 3 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Ronca Silvio.
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