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Volti di donna

Dal Medio Oriente all’Africa, dall’Afghanistan alla Colombia, dall’Europa alla Sicilia. La vicepresidente del Parlamento Europeo racconta i suoi incontri con donne attive nei più vari contesti. Donne diverse, ma eguali, perché accomunate nella lotta per uno stesso obiettivo: costruire «un altro mondo», in cui le relazioni non siano basate sul concetto di «amico-nemico», ma su quello di giustizia.

Donne che «fanno» (un altro mondo)

Molti dati rimangono negativi: la miseria ha spesso un volto di donna; una su tre è oggetto di violenza; l’analfabetismo è diffuso. Eppure, un dollaro prestato ad una donna ha dieci probabilità in più di essere messo a frutto rispetto a un dollaro dato ad un uomo. Sono abili a tessere «reti» e capaci di immaginare un futuro diverso. Per questo ed altro, a Sud come a Nord, sempre più donne credono in «un altro mondo possibile». E lo fanno. Pur tra difficoltà, ingiustizie, discriminazioni. Non si tratta di donne famose, di primo piano. Ai più i loro nomi non dicono nulla. Non si vedono in televisione, i loro volti sono pressoché sconosciuti. Non però per le loro comunità, per le quali esse sono un punto di riferimento.

La gran parte dei progetti che sosteniamo nascono e si sviluppano grazie all’azione delle donne, essenzialmente per due ragioni:

  • Le donne subiscono maggiormente ingiustizie e discriminazioni.
  • Le donne hanno maggiore capacità e più caparbietà per affrontare queste ingiustizie e garantire un futuro a se stesse, ai loro figli e alle loro comunità.

Le donne hanno un maggior senso di responsabilità rispetto agli uomini per la vicinanza alla vita derivante dall’essere in grado di procreare, legame alla madre terra, capacità di comprensione e divisione più allargata delle situazioni, centratura sulla comunità e non sul singolo individuo, maggiore propensione all’accoglienza e comprensione.

Le donne del mondo, da Nord a Sud, condividono un obiettivo comune: la parità di genere, che in nessun luogo del mondo può dirsi raggiunta. Le donne possono mettere in campo l’abilità del tessere «reti» che, anche se in contesti diversi, hanno dimostrato di possedere in qualunque parte del mondo. Ovviamente il contributo delle donne potrà essere tanto più forte quanto più forte sarà la loro presenza nei luoghi decisionali, quanto più anche il loro punto di vista troverà spazio nelle sedi istituzionali del potere.

Servono consapevolezza, realismo e capacità di immaginare un futuro diverso, ed è innegabile che le donne più degli uomini posseggano queste doti. Non ha senso parlare di solidarietà internazionale, perché ormai la solidarietà o è internazionale, meglio mondiale, o non è.

Si è lavorato alla costruzione di una «rete internazionale delle donne per la solidarietà internazionale». È un progetto ambizioso che vuole collegare, sfruttando le potenzialità di internet e dell’informatica, gruppi di donne del Sud, del Nord, dell’Est e dell’Ovest del mondo tra di loro, e collocare nella piazza virtuale i loro progetti, le loro idee, le loro lotte...

L’abilità delle donne di tessere «reti» e costruire alleanze va oltre l’assistenzialismo tipico degli Occidentali, oltre un colonialismo mascherato in filantropia. Agire in un’ottica relazionale e di interscambio, infatti, rende concreto il concetto di reciprocità.

Tessitrici di speranza

In troppi paesi la situazione delle donne non è dignitosa. Tuttavia, il processo di emancipazione femminile, in atto in tutto il mondo, riconosce sempre più il loro ruolo nella promozione del bene comune e del tessuto sociale. Il cammino da percorrere rimane, però, ancora lungo.

Siamo tormentati dall’impoverimento, dall’assenza di buon governo, dal diffondersi di malattie e dal terrorismo. A dispetto di questo quadro, però, il popolo del cosiddetto terzo mondo non si è rassegnato al suo destino e continua a lottare. In quei paesi il processo di evoluzione passa attraverso le donne, perché quando tutto sembra franare, le donne rappresentano l’ancora di stabilità.

Le donne rappresentano l’elemento costitutivo della casa e di ogni stato, il simbolo di cura di bambini e anziani; è quindi evidente che siano più portate al bene comune. La donna è portatrice di una forza silenziosa che è in grado di sprigionare e che alimenta la lotta per il bene comune che prende il nome di non violenza creativa.

Non c’è futuro senza donne

Sono la maggioranza dei poveri e di coloro che muoiono per malattie curabili. Sono la maggioranza degli analfabeti, dei sottoccupati, delle vittime di guerra, degli abitanti delle baraccopoli. Le donne sono la prova vivente delle drammatiche condizioni del mondo e il loro stato è la dimostrazione vivente degli errori e della miopia del potere politico. Basti pensare all’Italia (definito il «paese delle veline») dove nel parlamento la percentuale di donne non supera il 20%, mentre giovani donne provocanti e mute vengono utilizzate in abbondanza da pubblicità e televisione.

La discriminazione contro le donne non è più stabilita per legge, ma è connaturata a processi economici e sociali che generano o accentuano le ingiustizie (vedi l’assenza di norme per la sicurezza o la diminuzione o la mancanza di tutela sanitaria e di maternità sul lavoro, o l’esclusione da risorse come il credito o la proprietà privata, la tecnologia o la formazione). Oltre ad essere sfruttate, queste donne sono in balia della violenza di protettori, clienti e forze dell’ordine. Oltre a questo si aggiunge anche la violenza domestica che imperversa non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche nelle società industriali sviluppate.

Eppure, nonostante tutto, in ogni parte del mondo, sempre più donne lottano per un futuro pacifico, sostenibile, duraturo. Donne coraggiose e dinamiche che non si arrendono di fronte all’impoverimento del loro continente, che non si rassegnano alla perdita dei loro uomini uccisi dalle guerre o emigrati per cercare lavoro; donne consapevoli della propria dignità e orgogliose delle risorse del proprio popolo. Donne che hanno molto da insegnare al resto del mondo. Si fa molta retorica sui diritti delle donne, ma gli interventi concreti sono del tutto insufficienti. Le risorse per gli interventi sociali e la cooperazione scarseggiano, ma ogni anno si spendono miliardi di dollari in armi!

Africa

Introduzione

A differenza di quello che siamo portati a pensare, in Africa le donne stanno ottenendo sempre più potere. Infatti, in almeno 12 paesi africani le donne hanno ottenuto riconoscimento negli organi legislativi, nei governi e in altri organismi istituzionali e, mentre, nei paesi europei le donne occupano solo il 24% (in Italia meno del 20%), alcuni pa...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonia_la di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche dell'empowerment e della cittadinanza attiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zanetti Federica.
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