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ne approfittarono i Manciù (abitanti della manciuria) per invadere la Cina occupando la capitale,

dove l'ultimo imperatore Ming si tolse la vita. Ebbe inizio così la dinastia Q'ing destinata a regnare

fino al 1911.

GIAPPONE: Lo stato giapponese si era formato nel VII secolo sul modello di quello cinese,

l'autorità dei funzionari regi venne poco a poco eclissata da quella dei grandi signori feudali =>

daimyo che potevano contare su una classe di guerrieri professionisti => samurai o bushi.

Accanto all'imperatore (Mikado) era la figura del "generalissimo"(shogun) esponente di una delle

maggiori casate feudali.

Una guerra portò al potere Tokugawa Ieyasu che inaugurò "l'era Tokugawa (dal nome della

capitale Tokyo)" fino al 1867. Con strutture feudali e da un forte accentramento statale;

altro carattere di questo periodo fu la chiusura delle frontiere verso l'esterno.

Venne proibito ai giapponesi di recarsi all'estero e il commercio con paesi europei: questo

isolamento però

non impedì al paese nipponico di svilupparsi.

INDIA: era un grande territorio popoloso e un crogiolo di lingue,razze e religioni diverse.

A partire dall'VIII secolo si diffuse l'islamismo, ma tra 400-500 il panorama religioso del

subcontinente fu pervaso dal movimento sikh e dalla comparsa del cristianesimo portato dai

missionari.

La pace tra i popoli fu interrotta da un capo militare afghano, Babur (1486-1530)che tra il 1526 e il

1530 gettò le fondamenta dell'impero moghul.Il suo maggiore artefice però fu Akbar il Grande

(1556-1605) che sottomise un inquadramento statale saldo favorendo l'integrazione di musulmani

e indù.

Notevole fu lo sviluppo manifatturiero ,stimolato dallo sforzo della classe dirigente.

Il periodo di massimo splendore con il regno di Aurangzeh il quale unificò tutto il subcontinente

indiano,ma

dopo la sua morte l'impero cominciò a sfasciarsi. Nel 1736 la stessa Delhi fu presa e saccheggiata

dal

monarca persiano Nadir Shah e inglesi e francesi si facevano largo per i loro interessi commerciali.

PERSIA E IMPERO OTTOMANO: A dividere la Persia fu la contrapposizione tra Islamismo sciita e

sunnita.

Abbas il Grande ottenne importanti successi militari contro i Turchi riconquistando il Daghestan, la

Georgia e l'Azerbaigian. Gran parte della popolazione, rimase nomade-pastorale e nel territorio si

susseguì un lungo periodo di lotte interne. la preoccupazione del fronte orientale costrinse l'impero

ottomano a concludere la guerra contro l’Ungheria. La direzione del governo era affidata nelle

mani di un Gran Visir (una specie di primo ministro) nominati dai membri reali della famiglia

regnante (i Koprulu).

Sul piano militare, la superiorità acquisita dagli occidentali fu una delle chiavi che spiegano le

sconfitte

subite dagli ottomani.

15)LA FRANCIA DI LUIGI XIV

Luigi XIV, aveva 5 anni quando ereditò la corona nel 1643;

ne aveva 23 quando alla morte del cardinal Mazzarino assunse il potere. Egli preferì servirsi di

ministri di

nascita modesta, a direzione delle finanze fu presa da un mercante, Jean-Baptiste COLBERT,

"super ministro" dell'economia e degli affari interni .Il paese era suddiviso in generalitès, per la

giustizia, fiscalità, forniture militari ai lavori pubblici. Diverse le funzioni degli officièrs, cioè i

detentori di uffici venali ereditati o acquistati per denaro. Colbert si propose due obiettivi essenziali:

• rimediare al grave dissesto dei conti pubblici

• rilanciare l'economia francese.

Una delle prime iniziative fu la creazione di una Camera di giustizia straordinaria per indagare sugli

arricchimenti illeciti di finanzieri, appaltatori e ricevitori di imposte; si diminuì così il debito pubblico.

Colbert prevedeva un risanamento finanziario per fornire interventi economici nelle campagne

militari; sfruttò il lavoro manifatturiero per l'esportazione e sul commercio con l'estero per arricchire

il paese.

Per raggiungere questi traguardi, Colbert si pose una strategia:

1. controllo sulle qualità dei prodotti mediante ispezioni

2. sovvenzioni agli imprenditori disposti a introdurre nuovi rami d'industria

3. imposizione di dazi molto alti per scoraggiare le importazioni

4. costituzione di compagnie privilegiate per il commercio(Compagnia delle indie occidentali e

orientali, Compagnia del levante);

5. sviluppo marina mercantile e da guerra per agevolare circolazioni di uomini e merci(strade,

canali)

Luigi XIV si trovò ad affrontare 3 ordini di problemi:

- la diffusione della corrente giansenista,

- i contrasti con Roma

- la questione ugonotta-calvinista.

Roccaforte del movimento giansenista a Parigi era il monastero di Port-Royal. La condanna

definitiva fu pronunciata dalla santa sede con la bolla Unigenitus nel 1711 ma il giansenismo

continuò a vivere e a diffondersi tra i ceti medio-bassi. Questione più grave riguardava la

minoranza calvinista;le clausole dell'editto di Nantes cominciarono ad essere interpretate in modo

restrittivo finchè venne emanato l'editto di Fontainbleu che annullava l'editto di Nantes e obbligava

tutti i francesi di riconosce il culto cattolico.

L'esercito fu riorganizzato e i soldati regi furono messi alla prova nella "guerra di devoluzione"

contro la Spagna che si concluse con la pace di Aquisgrana (1668) alla Francia i territori occupati

nelle Fiandre. Quattro anni dopo Francia e Inghilterra e Svezia dichiararono guerra alle Province

Unite; l'entrata in guerra di Spagna e Impero costrinsero la Francia alla pace di Nimega (1678),ma

il sovrano non si diede per vinto e riprese la sua espansione ai danni di Strasburgo e Casale nel

Monferrato italiano.

Nel luglio 1686 venne stipulata una lega difensiva tra Spagna, Impero, Olanda e Svezia contro gli

stessi

francesi; nel corso dell'anno vi aderirono anche gli inglesi e il duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Gli

eserciti francesi furono respinti nei Paesi Bassi e si firmò la pace di Ryswick nell'autunno 1697. Le

vicende militari e l’ opposizione nei confronti del Re Sole (sommosse popolari, rivendicazioni

nobiliari e aristocratiche) lo accompagnarono fino alla morte nel 1715. Il successore era un

bambino,Luigi d'Angiò:per la nazione francese si prospettava perciò un'altra reggenza, la terza in

poco più di un secolo.

16)nuovi equilibri europei tra 600-700

INGHILTERRA: la monarchia Stuart viene restaurata nel 1660 con un compromesso col

parlamento che votò un test act che subordinava l'assunzione di cariche civili-militari alla fede

anglicana. Si crearono due schieramenti politici:

tories = fautori della monarchia di diritto divino

whigs = sostenitori del Parlamento.

Salito al trono Giacomo II, si adoperò subito per il rafforzamento dell'esercito; il Test act venne

annullato nel 1687,nel frattempo nasce a Giacomo un figlio maschio dando così corpo ad un

radicamento della dinastia cattolica. In questa situazione i maggiori esponenti whig e tory rivolgono

un appello allo Statolder olandese Guglielmo III che aveva sposato una figlia di Giacomo II ,Maria

Stuart. Il sovrano organizzò una spedizione e nel 1688 sbarcò a Torbay il sovrano inglese vistosi

isolato fuggì in Francia. La corona fu offerta a Guglielmo e Maria che s'impegnarono a osservare

una Dichiarazione dei diritti(1689).Seguì l'Atto di Tolleranza e poi il Triennal Act del 1694 che

imponeva l'elezione di un Parlamento almeno ogni 3 anni insieme all'Act of Settlement del 1701 chi

fissava l'ordine di successione sul trono in modo da escluderne i cattolici. Fu fondata la Banca

d'Inghilterra, abilitata a emettere buoni che circolarono come carta moneta; l'amministrazione delle

finanze, della flotta e dell'esercito richiese la costituzione di una burocrazia statale e centrale.

AUSTRIA: la sottomissione dei "ceti" nei ducati austriaci e nel regno di Boemia avevano dato una

nuova compattezza basata sulla fedeltà alla dinastia e sul sentimento religioso della Controriforma.

Questo nuovo senso d'unità fu percepibile anche nel rafforzamento degli organi di governo e

dall'esercito

riorganizzato dallo stratega italiano Raimondo Montecuccoli che nel 1664 riportò un'ottima vittoria

sull'esercito ottomano in marcia verso Vienna(battaglia del San Gottardo).

Ma questa unione non fu la stessa in campo territoriali, l'Ungheria infatti nel 1678 si oppose con

una

ribellione che l'allora imperatore asburgico Leopoldo I cercò di stroncare; i rivoltosi ottennero l'aiuto

delle

truppe ottomane, mentre gli Asburgo poterono contare su una forza austro-polacca che mise in

fuga i turchi ei ribelli(battaglia di Kahlenberg 1683 ).L'ultima battaglia contro la compagine

ottomana si svolse a Senta, sul Tibisco dove Eugenio di Savoia mise definitivamente in fuga le

armate ottomane(1697);la pace a Carlowitz nel 1699 sancì su entrambi i fronti il grave

arretramento dell'impero ottomano dai territori in precedenza sotto il dominio austriaco

(Transilvania, Ungheria ).Vienna in questi anni assunse il volto di una grande capitale ma tuttavia

dietro questo splendore si nascondeva un'assai arretrata economia.

GUERRA SUCCESSIONE SPAGNOLA: Il primo novembre 1700 muore Carlo II ;un

Accordo fra le maggiori potenza assegnava la corona spagnola a Carlo, secondogenito

dell'imperatore Leopoldo I, mentre a Filippo d'Angiò sarebbero andati i domini italiani.

Questa idea suscitava forti ostilità, Carlo II si lasciò convincere a redigere un testamento che

proclamava erede universale il duca d'Angiò che assunse il titolo di Filippo V re di Spagna. Il Re

sole fece credere che le due corone (francese e spagnola) fossero separate ma inviò truppe nelle

guarnigioni olandesi e milanesi rendendo così evidente che le altre potenze non potevano

accettare la situazione;

• Asburgo, Inghilterra e Olanda stipularono il 7 settembre 1701 Grande Alleanza.

• Alleanza antifrancese aderirono la Danimarca, Savoia, Portogallo e i principati

tedeschi;

i sovrani francese e spagnolo si trovarono isolati. Dopo iniziali successi franco-spagnoli,le forze

della Grande Alleanza ebbero la meglio. Le cose sembravano peggiorare per la Francia, quando

l'Inghilterra si trovò in difficoltà con la caduta del ministero whig a Londra, seguito da un governo

tory e la Spagna si trova a far fronte alla scomparsa prematura di Giuseppe I. Si firmò nel 1713 la

pace di Utrecht con la Francia, mentre la monarchia austriaca firmò la pace di Rastatt nel 1714.

Il regno di Filippo V inaugurò la nuova dinastia Borbone spagnola, a partire dal 1714 un

meccanismo di matrimoni riportarono la Spagna sugli scenari italiani ,poichè la seconda moglie di

Filippo V era Elisabetta Farnese. Si formò una quadruplice alleanza composta da Inghilterra,

Francia, Austria e Olanda; la flotta spagnola fu annientata al largo di Capo Passero e le truppe

imperiali intervennero in Sicilia.

All'Aja si firmò un trattato di pace che riportava la situazione a prima dello scontro bellico(tranne

lo scambio imposto a Vittorio Amedeo II che prese la Sardegna al posto della Sicilia).

RUSSIA: con Alessio, si avrà una notevole espansione territoriale. Gli inasprimenti fiscali provocati

dalla guerra e il progressivo peggioramento delle condizioni di vita dei contadini, determinarono

malessere e carestia nella popolazione; questa crisi fu aggravata da una pestilenza dal grande

scisma religioso.

Dopo una lunga crisi, nel 1689,il secondogenito di Alessio, Pietro salì al trono deciso a portare il

paese sulla

strada della modernizzazione; compì viaggi in Olanda, Inghilterra e Germania per studiare tecniche

militari e lavorare nelle fabbriche. Cominciò col mandare molti giovani aristocratici all'estero a

studiare ed

apprendere tecniche e scienze dai paesi sviluppati ;furono abbandonati modelli, religioni e

tradizioni arcaiche e in pochi decenni mentalità e costumi russi ebbero un notevole cambiamento.

indirizzò tutti gli sforzi economici verso un potenziamento dell'esercito e della marina;

sviluppo della siderurgia e alla metallurgia, dalle manifatture tessili alle costruzioni navali. Anche il

commercio con i paesi occidentali ebbe discreto successo, l'economia russa, fondamentalmente

agricola era caratterizzata un consiglio chiamato Senato; fu abolito inoltre il patriarca di Mosca

poichè venne creato

un collegio nominato Santo Sinodo.

PRUSSIA: Federico Guglielmo di Hohenzollern approfittando delle sconfitte inflitte alla Polonia e

alla Svezia acquisì la sovranità della Prussia; nelle campagne vigeva allora un radicato

feudalesimo e i feudatari(Junker) videro salvaguardati i loro diritti in cambio del riconoscimento del

potere a Federico Guglielmo.

Nel 1701 salì sul trono Federico I; ridusse le spese per la corte e formò un forte esercito

;riorganizzò le finanze e nuovi commissari regi furono introdotti nelle città(mentre nelle campagne

l'amministrazione

rimase in mano agli Junker).La burocrazia dello Stato era reclutata tra borghesi colti e sottoposti al

sovrano; cerco didi promuovere le manifatture e gli scambi.

17) Una nuova epoca di espansione

A metà 700 vi è un moto espansivo che si manifestano in ogni settore, dalla demografia alla

produzione, dalle manifatture al commercio. In Italia si vide un incremento demografico al Nord

(27,3%) e del Mezzogiorno (46,9%);questo lo si dovette grazie alla scomparsa della peste,

efficacia sanitaria ,la rarefazione del ratto nero. Questo elevatissimo ritmo di crescita si spiega

con la diffusione della patata.

Ancor prima della patata furono il mais adottato in tutta l'Europa meridionale e il grano saraceno, a

integrare l'alimentazione delle classi popolari rispetto ai secoli precedenti si allargano le aree in cui

si pratica un'agricoltura più intensiva e produttiva(come la zona settentrionale dell'Italia).La fitta

rete di fiumi permette di disporre della quantità d'acqua necessarie per la coltivazione del riso e

delle piante foraggere.

Anche il fenomeno delle "recinzioni" --> enclosures iniziato nell'Inghilterra dei Tudor e proseguito

tutto il

XVII sec, conobbe maggiore intensità tra la metà del 700 e il 1815. Ma in contrasto con tutto ciò si

sviluppò l’inflazione: rappresentato dall'aumento della massa di metalli preziosi (argento e oro) in

circolazione provenienti da Messico e Brasile ,si svilupparono le poste per i cambi dei cavalli in

ogni stazione. Oramai il protagonista del commercio era decisamente l'Oceano Atlantico (che

dava il contributo più importante con le colonie inglesi, francesi, spagnole e portoghesi) anche se

nel 700 il Mar Mediterraneo conobbe una notevole ripresa che fece la fortuna di porti come

Marsiglia, Livorno e Trieste.

La Rivoluzione industriale determinò un profondo mutamento nei consumi, nel modo di vita e nei

rapporti sociali; grazie alle macchine azionate da energia inanimata(la forza idraulica, il vapore),la

concentrazione del lavoro nelle fabbriche. Termine "industria" che indicava un senso di operosità

e ingegno pratico; termine "manifattura" indicava un insieme di produzione di filati, tessuti o altri

oggetti che aveva luogo nelle case dei lavoranti e ricevevano la materia prima da mercanti

imprenditori. Solo in Inghilterra questo settore insieme a quello del commercio verso l'estero e

all'agricoltura era talmente unito da poter permettere un guadagno e una ricchezza che in Europa

non era eguagliata. A partire dagli anni ottanta si ebbe un decollo dell'economia inglese di cotonato

e nei primi decenni dell'Ottocento la loro esportazione superò quella della lana. Le esigenze del

settore tessile concorsero a determinare passi decisivi in altri campi: sviluppo della chimica,

lavorazione del carbone fossile, l'impiego del coke fu sperimentato con successo ma stentò a

diffondersi per varie cause tra cui la difficoltà a mantenere temperature elevate.

Da paese importatore l'Inghilterra in questo periodo si era dunque trasformata in paese esportatore

di

Ferro. Venne largamente impiegata l'energia idraulica finchè l'invenzione di James Watt portò il

brevetto di una macchina a vapore munita di un condensatore del vapore separato dal cilindro. In

primo luogo si registra una grande affluenza nelle città ,per la nascita di industrie questo flusso di

persone si registrò poichè c'era esigenza di lavoro e di stabilità economica; gli imprenditori non

reclutavano solo uomini nelle fabbriche, ma anche donne e bambini( provenienti dagli

orfanotrofi).Le ore di lavoro erano 13-14 al giorno per sei giorni settimanali e i ritmi imposti dai

sorveglianti non ammettevano pause e distrazioni.

Il proletariato inglese però reagì creando organizzazioni sindacali.

18) La civiltà dei lumi

La definizione d'Illuminismo più convincente è quella del filosofo Kant:" L'illuminismo è l'uscita

dell'uomo

dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso" l'unica verità per lui è quella che deriva

da un'osservazione diretta dei fatti o da testimonianze superiori a ogni dubbio. Alcuni filosofi si

spinsero fino alla riduzione di tutto ciò che esiste, compreso l'uomo e le sue facoltà mentali, a pura

materia. Altri ancora come D.Hume svilupparono l'empirismo lockiano in una direzione diversa,

che portava alla negazione del concetto di sostanza. La figura dominante però del panorama

scientifico è l'inglese Isaac Newton(1642-

1727) che impose un metodo scientifico basato sul rifiuto delle ipotesi astratte e sulla sintesi tra

indagine

sperimentale e procedimento matematico. In campo filosofico 3 nomi: Montesquieu, Voltaire e

Rousseau.

Il primo affermava che le leggi sono i rapporti necessari che derivano dalla natura delle cose; a lui

premeva

fornire i meccanismi e i princìpi che regolano i vari ordinamenti politici: dispotismo

(paura),monarchia

(senso d'onore),democrazia (virtù dei cittadini).Ciascuno delle tre forme si adatta meglio ad un

determinato

clima e territorio; tuttavia traspare che Montesquieu ammira il modello politico inglese basato sulle

libertà

individuali, divisione dei poteri (giudiziario, esecutivo, legislativo).Rousseau invece è un

democratico; secondo il ginevrino, il passaggio dell'uomo dallo stato di natura allo stato sociale,

aveva dato inizio ad un processo di degenerazione morale i cui sintomi erano le enormi

disuguaglianze sociali, corruzione, raffinatezza delle arti e tecniche. Per uscire da questa

situazione l'unica via è quella di una rifondazione della società, di un patto che trasformasse i

sudditi in cittadini, gli schiavi in uomini liberi. Di risonanza mondiale il trattato di C.Beccaria "Dei

delitti e delle pene" in cui denunciava il carattere inumano delle procedure giudiziarie in uso. Nel

700 in Francia e Inghilterra si ebbe una nuova concezione della

vita economica. Si diffuse la "fisiocrazia" --> convinzione che l'agricoltura sia produttrice di

ricchezza.

Su queste premesse Quesnay elaborò il "Tableu Economique" di circolazione di ricchezze tra le

classi

economiche: "proprietaria", "produttiva" e "sterile"(commercianti e artigiani). Invece in Inghilterra

con il contributo di Adam Smith si diffuse il liberismo che introdusse la divisione del lavoro,

riducendo il tempo totale dedicato alla manifattura. Si sviluppa l’idea che le persone colte e

illuminate si formano attraverso la lettura di libri e giornali, la conversazione, gli scambi e le

manifestazioni di socialità di cui il Settecento è colmo grazie ai salotti. Grande fortuna ebbero le

opere di divulgazione, tra le quali la celebre Enciclopedia.

19)Francia e Inghilterra nel 700: un duello secolare

FRANCIA: Alla morte del Re Sole il pronipote Luigi XV aveva appena cinque anni e il parlamento

francese proclamò reggente, Filippo d'Orleans. Il periodo della reggenza fu contrassegnato da una

relativa libertà di opinione e critica. Il problema più assillante per Filippo d'Orleans era quello

finanziario;il reggente J.Law presentò una serie di arditi progetti di risanamento finanziario:

aumento della massa dei mezzi di pagamento con l'emissione di carta moneta. Creò una banca

che ottenne il diritto di emettere banconote e una Compagnia di commercio che assorbì tutte le

compagnie privilegiate; denominò nel 1719 la Compagnia delle Indie. Ma tutto questo apparato

crollò e Law fu costretto a fuggire all'estero. Alla morte di Filippo d'Orleans il suo posto fu preso da

un duca di Borbone per pochi anni fino a che Luigi XV ormai maggiorenne accordò la sua fiducia a

A.H.Fleury. Il suo governò fermo e prudente assicurò un lungo periodo di pace.

INGHILTERRA: Alla morte della regina Anna salì al trono l'elettore di Hannover Giorgio I;egli e il

suo successore Giorgio II si interessavano alle faccende del loro paese d'origine che alla politica

inglese. Prese così forma un governo di gabinetto e l'estendersi della corruzione sotto gli

Hannover, delle differenze ideologiche fra i partiti whig e tory in lotta per il potere. Tra il 1721 e il

1742 il ruolo di primo ministro fu ricoperto da R.Walpole,che mantenne buone relazioni con i

francesi e si adoperò per ridurre il debito pubblico. Sotto la guida di Walpole,il paese godette di un

buon periodo di prosperità.

CONFLITTO: Il lungo periodo di pace della Francia venne interrotto dalla guerra di Successione

polacca(1733-1738). Nel 1733 morì il re di Polonia Augusto III e la Dieta polacca elesse a

successore il nobile Stanislao Leszczynski; ma Russia e Austria proposero il principe di Sassonia

Federico Augusto che come prese il nome di Augusto III. Per vendicare l'oltraggio il governo

francese organizzò una coalizione antiaustriaca il re di Sardegna Carlo Emanuele III e la

monarchia spagnola. A causa dell’attacco la monarchia asburgica perse Milano e i regni di Napoli e

Sicilia.

Negli anni seguenti l'Inghilterra esercitò un'opera di mediazione che portò alla pace di Vienna nel

1738.

L'Austria recuperava il Milanese ma cedette alla Savoia due province e a Carlo di Borbone Napoli

e la

Sicilia. Successivamente i mercanti inglesi avevano preso a padroneggiare le coste dell'America

Latina; quando le autorità spagnole sequestrarono alcuni carichi inglesi, quest ultimi dichiararono

guerra. Le ostilità negli anni 40' confluirono nella Guerra di Successione Austriaca(1740-1748).

A scatenarla fu l'aggressione del re prussiano Federico II contro la Slesia(parte più settentrionale

della Boemia austriaca). A questo conflitto si aggiunsero Spagna e Francia desiderose di sferrare il

colpo mortale alla dinastia asburgica; non solo ma anche gli elettori di Baviera e Sassonia

miravano al trono austriaco.

In seguito però il ritiro della Prussia dal conflitto, gli aiuti finanziari inglesi alla corona austriaca,

l'intervento

del re di Sardegna a fianco degli Asburgo e un più deciso impegno inglese raddrizzarono le sorti

della guerra. Nel marzo 1744 Luigi XV dichiarò allora guerra all'Inghilterra. La pace di Aquisgrana

nel 1748 sancì il possesso prussiano della Slesia, la cessione dei ducati di Parma e Piacenza da

parte di Maria Teresa Asburgo a Filippo di Borbone. La Francia non ebbe alcun vantaggio

territoriale e questo fatto minò la popolarità del sovrano francese che alla morte di Fleury prese

personalmente le redini del governo. Un trattato di alleanza tra Inghilterra e Prussia nel 1756,l'abile

diplomazia del cancelliere austriaco Kaunitz deciso a riprendersi la Slesia riuscì a contrapporre

una coalizione composta da Austria, Francia e Russia cui si unirono in seguito Svezia e Polonia.

Questo schieramento pose fine alla rivalità tra francesi(Borbone) a austriaci(Asburgo);le operazioni

belliche si svolsero in modo favorevole alla coalizione finchè a Londra fu richiamato William Pitt

che salì al ministero degli affari estero nel 1757. Egli seppe unire la nazione dietro di sè e dirigere

al successo militare l'Inghilterra. I negoziati di pace si risolsero nel 1763 a Parigi. La Francia era

uscita umiliata dalla guerra dei 7 anni e in condizioni finanziarie disastrose. Nel 1764 vi fu l’

espulsione dei gesuiti e il governo fu assunto da un triumvirato: Aiguillon, Maupeou e Terray; esso

riuscì a ridurre il deficit francese.

A Luigi XV succedette Luigi XVI che sciolse il triumvirato e nominò il fisiocratico Turgot come

ministro

delle finanze, ma la libertà di commercio stabilita non coincise con un buon raccolto agricolo e ciò

indusse il

sovrano a ritirare il suo appoggio al ministro che rassegnò le dimissioni nel 1776.

L'Inghilterra nell'età di Giorgio III al contrario della Francia, era uscita molto rafforzata dalla guerra

e non aveva più rivali in ambito marittimo-coloniale, ma lo sviluppo economico non impedì

l'insorgere di alcune tensioni.

1) Il nuovo re Giorgio III esercitò un ruolo più attivo nella politica nazionale suscitando

l'opposizione del Parlamento e della pubblica opinione.

2)si formò accanto alla fazione whig una corrente ancor più radicale per un'estensione delle libertà

religiose e civili.

3) Causa del malessere politico fu la crisi nordamericana da parte del governo di Lord North;

l'impopolarità del suo governo convinsero Giorgio III ad affidare il nuovo governo a William Pitt il

Giovane introducendo un’equa imposta proporzionale ai redditi.

20) Assolutismo illuminato e riforme

Il termine "assolutismo illuminato" fa riferimento alle idee e ai comportamenti di quei sovrani

europei che

dichiaravano di volersi servire del potere per il bene dei loro sudditi e che si professavano amici e

discepoli

dei philosophes.

PRUSSIA:Il più famoso di questi fu il re di Prussia Federico II il Grande. Il suo genio militare si

rivelò nella guerra di Successione austriaca e rivolse soprattutto nella guerra dei 7 anni, riuscì a

difendere il possesso della Slesia. Non cessò nemmeno di incrementare il suo esercito grazie

anche all'espansione territoriale e all'immigrazione favorita dalla grande tolleranza religiosa

instaurata da Federico II.

AUSTRIA: Maria Teresa non era certo una sovrana "illuminata" come il sovrano prussiano

Federico II, ma nel 1748 costrinse i "ceti" di ciascun "Land"(territorio),cioè i rappresentanti di alta e

bassa Nobiltà ,clero e città a votare le imposte non più ogni anno, ma per un intero decennio, l

asciando a organi regi il compito di riscossione dei tributi. Le due cancellerie boeme e austriache

vennero sostituite nel 1749 da un unico Direttorio; la nobiltà fu costretta a pagare l'imposta

fondiaria di cui prima era esenti E. In pochi anni il gettito delle imposte dirette aumentò del 60% e

cominciò a delinearsi una nuova concezione unitaria dello Stato,spinta anche da un accentramento

amministrativo-finanziario. Alla morte di Francesco Stefano gli succedette Giuseppe II, nominato

dalla madre "coreggente" degli stati ereditari asburgici; vi fu un trio politico alla guida della

monarchia: Maria Teresa, Kaunitz e Giuseppe II.

Quest ultimo si distinse per lo stile di governo;da esso prese il nome la politica religiosa nota come

"Giuseppinismo":in esso confluivano istanze di riforma interne della Chiesa cattolica.

Nel 1781 emanò la "patente di tolleranza" che rendeva legittimo il culto per le confessioni

protestanti

e ortodosse; vennero soppressi conventi e monasteri con il progetto di irrigidire le condizioni per i

voti

monastici. Si presero provvedimenti riguardanti l'istruzione e la giustizia; fu abolita la servitù

personale.

Molte di queste riforme però suscitarono malcontento ,soprattutto il Belgio e l'Ungheria. A ciò si

aggiunse l'enorme costo finanziario della guerra che Giuseppe II volle intraprendere nel 1787 a

fianco dei russi contro il nemico turco. Paesi Bassi e Belgio approfittarono di questo momento di

distrazione per insorgere e proclamarsi indipendenti nel 1787 e 1789;perfino l'Ungheria era

sull'orlo di una rivolta quando morì Giuseppe II nel 1790. Gli succedette Pietro Leopoldo, granduca

di Toscana,che fu costretto a concezioni e privilegi ai nobili per salvare la situazione, e dopo la sua

scomparsa prematura toccò a Francesco II che col suo operato chiuderà per sempre con il periodo

di riforme in Austria inaugurato da Maria Teresa.

RUSSIA: L'eredità di Pietro il Grande era stata ben raccolta dalla figlia Elisabetta che ne proseguì

gli indirizzi di modernizzazione culturale del Paese. Il successore Pietro III venne deposto nel 1762

in seguito a un colpo di stato organizzato dalla giovane moglie Caterina II; La prima mossa fu la

riformazione della Chiesa Ortodossa;nel 1764 furono confiscate tutte le proprietà ecclesiastiche, le

cui rendite servirono a risanare le finanze .La più clamorosa iniziativa della zarina fu la

convocazione di una commissione legislativa composta da rappresentanti nobili,dei cittadini,dei

contadini e anche delle nazionalità non russe. All'interno di essa

insorsero aspre dispute e alla fine del 1768 Caterina la sciolse. Il timore dell'anarchia indusse la

sovrana ad abbandonare qualsiasi velleità d'intervento a favore delle masse rurali dei contadini: le

loro condizioni peggiorarono.

POLONIA:lo sconvolgimento della "grande guerra del nord" aveva determinato un regresso

economico e demografico; il ricorso del "liberum veto" da parte dei nobili, rendeva inconcludenti

tutte le

riunioni del Parlamento e vanificava ogni tentativo in senso assolutistico.

Alla morte di Augusto III di Sassonia,la Russia appoggiò l'elezione di Stanislao Poniatowski. Egli

propose

un programma di riforme che prevedeva la soppressione del "liberum veto";ciò provocò l'intervento

amato

di Caterina II,cui si contrappose una schiera di nobili ostili all'influenza russa e alle riforme.Al

termine di questo periodo di lotte,le grandi potenze confinanti si accordarono per smembrarla a

proprio vantaggio;la Russia annettè la Bielorussia,l'Austria , Galizia Lodomiria e la Prussia ottenne

la parte occidentale che le mancava per saldare i propri confini. Pur indebolito,Stanislao continuò

nella sua politica riformatrice;il Parlamento si lasciò convincere ad approvare una Costituzione che

trasformava la monarchia Polacca da elettiva ad ereditaria e sopprimeva il liberum

veto.Nuovamente le truppe zariste invasero i territori Polacchi che furono dimezzati da una

"seconda spartizione"a vantaggio di Russia e Prussia.

Ciò che restava della Polonia sparì con la "terza spartizione" del 1795.

PAPATO: divenire bersaglio degli attacchi delle menti illuministe. Grande scalpore suscitò nel 1763

le tesi pubblicate dal vescovo di Treviri,Nikolaus Von Hantheim,che riconoscevano al papa romano

solo un primato onorifico all'interno della Chiesa. I pontefici Clemente XII e Benedetto XIV parvero

disponibili ad un compromesso con le nuove correnti politico-culturali ed espressione di questa

tendenza conciliativa furono i concordati stipulati dalla santa sede con il Regno di Sardegna

(1727,1740)Regno di Napoli (1741) e Spagna (1737 e 1753) che disciplinavano materie come la

tassazione del clero e il conferimento dei benefici e del diritto d'asilo. Il rigido pontificato di

Clemente XIII fece peggiorare i rapporti tra Chiesa e potenze cattoliche; conseguenza, gli stati

cattolici s'impegnarono a cacciare i gesuiti dai loro territori (Francia,Portogallo, Spagna,Regno di

Napoli,Ducato di Parma).La pressione aumentò fino a che Clemente XV decretò (1769-1774) lo

scioglimento della compagnia di Gesù.

Spagna e Portogallo erano in prima fila nella lotta contro i gesuiti.

In Portogallo,la situazione cambiò radicalmente sotto il regno di Giuseppe I per opera

dell'onnipotente

ministro Sebastiao Josè de Carvalho e Mello,e gli riformò gli studi,rafforzò l'esercito,promosse lo

sfruttamento delle colonie e cercò di dare impulso alle manifatture e al commercio con la creazione

di compagnie privilegiate. In Spagna l'ascesa dei Borbone con Filippo V aveva segnato una svolta

in senso assolutistico. I tentativi di riforma cominciati con Ferdinando VII,si fecero più concreti con

Carlo III che aveva fatto il suo apprendistato come Re di Napoli e che si circondò di ministri

illuminati.

21)l’Italia del 700

Le riforme in Piemonte

Fin dal 1776-1707 i domini spagnoli in Italia (Stato di Milano,Regno di Napoli,Sicilia e Sardegna)

erano

passati agli Asburgo austriaci che alla pace di Rastatt(1714) (pace successiva alla guerra di

Successione spagnola(1701-1714) dovettero cedere la Sicilia col titolo regio ai Savoia.

La guerra di successione polacca portò alla temporanea occupazione di Milano da parte del Re

di Sardegna

Carlo Emanuele III che alla fine dovette accontentarsi dell'acquisto delle due province di Novara e

Tortona.La monarchia austriaca perse il regno napoletano e la Sicilia conquistati nel 1734 da

Carlo di

Borbone,figlio del sovrano spagnolo Filippo V;in compenso Carlo VI d'Asburgo ebbe Parma e

Piacenza,senza contare che poi Francesco Stefano di Lorena ottenne il Granducato di

Toscana alla morte dell'ultimo rappresentante della famiglia Medici. La guerra di Successione

austriaca (1740-1748) spostò a est il confine tra stato sabaudo e Lombardia austriaca;da

quest'ultima vennero staccate Parma e Piacenza che tornarono a formare un ducato indipendente

amministrato dai Borbone (precisamente Filippo di Borbone,fratello minore del re di Napoli).

Insieme al declino della potenza spagnola,si registrò in Italia l'indebolimento della Chiesa. Tra

Sei e Settecento segnarono una ripresa e un rafforzamento degli scambi culturali tra Italia ed

Europa e una presa di coscienza di arretratezza nei confronti nazioni come Francia,Inghilterra e

Olanda. Con il successore Carlo Emanuele III proseguì il rafforzamento delle tendenze

assolutistiche e nel 1771 si giunse all'abolizione della feudalità e l'inizio di provvedimenti atti a

limitare il potere baronale e a ridurre i privilegi ecclesiastici, combattere il brigantaggio e

l'analfabetismo.

Una prima ondata di riforme investì lo stato milanese nel 1749 fu riordinata l'amministrazione e

abolita la vendita delle cariche che dovevano essere conferite a requisiti solo di capacità e merito.

Le finanze furono risanate con i dazi di una "Ferma generale",l'istituzione di un banco per la

gestione del debito pubblico e il graduale rimborso dei creditori dello stato. Il risultato più

importante fu il conseguimento del catasto presieduto dal celebre giurista Pompeo Neri. Gli ultimi

anni della reggenza lorenese in Toscana furono contristati da una carestia pesante che Pompeo

Neri provò a sconfiggere favorendo la libera circolazione delle derrate affinchè si incoraggiasse la

produzione e il commercio del grano. Fu poi la volta di Pietro Leopoldo che nel 1767 propose con

una legge la compravendita dei cereali all'interno dello Stato e l'esportazione di essi finchè i prezzi

fossero tornati al livello abituale. Roma rimaneva una grande capitale, sotto il pontificato di Pio VI

si affermarono nuovi indirizzi di politica economica ,con l'eliminazione di dazi interni e il tentativo di

prosciugamento delle paludi Pontine. Venezia fu il maggior centro editoriale italiano e sede di una

raffinata civiltà letteraria e artistica(C.Goldoni -teatro, Guardì e Tiepolo-pittura)si registrò un

aumento demografico.

22) Nascita di una nazione: Gli stati uniti d’America

Le colonie inglesi nord-americane avevano avuto differenti origini. Ai primi del Settecento le

colonie britanniche erano 12. Non solo inglesi e scozzesi, ma anche irlandesi, olandesi e tedeschi

attraversarono l'oceano in cerca di fortuna, attratti dalla speranza di accedere a nuovi

appezzamenti terrieri o per sottrarsi a persecuzioni religiose o giudiziarie dalla madrepatria.

All'inizio del Settecento le colonie si erano create istituzioni politico-giudiziarie abbastanza simili: si

sceglieva un governatore che nominava giudici e aveva diritto di veto sulle decisioni prese dal

potere legislativo. Durante la guerra dei Sette anni(1756-1763)gli abitanti delle tredici colonie

parteciparono affiancando le truppe britanniche inviate dall'Europa contro i francesi; essi presero

così coscienza della propria forza e dell'incapacità militare delle forze della madrepatria, tali da

riuscire a vincere senza il sostegno politico militare inglese.

Cominciava insomma a nascere un crescente malcontento verso il Parlamento inglese che in base

agli Atti di navigazione vietava il commercio delle colonie verso altri paesi, imponendo forti dazi

sull'importazione di

alcuni prodotti importati,ed esportare manufatti che potessero mettere in concorrenza altri paesi

diversi dalla madrepatria. Era inoltre convinzione del governo inglese che l'indebitamento statale si

potesse ridurre mediante un maggior contributo da parte delle colonie oltre oceano. La tensione

crebbe finchè a Boston nel 1770 un paio di soldati inglesi aprirono il fuoco sulla folla uccidendo

cinque civili; tre anni dopo, esattamente il 16/12/1773 un gruppo di patrioti travestiti da indiani salì

a bordo di una nave della Compagnia delle Indie orientali in attesa di scaricare la sua merce nel

porto di Boston e gettò in acqua tutto il carico di tè trasportato da essa(Boston tea party):questo

gesto segnò l'inizio delle ostilità fra colonie e madrepatria. Il 4 luglio 1776,in un clima di esaltazione

collettiva, venne approvata la "Dichiarazione

d'Indipendenza" che proclamava il diritto degli americani a darsi un nuovo governo sulla base

dell'uguaglianza naturale tra tutti gli uomini benchè in contraddizione con la schiavitù nera che

vigeva all'epoca. Il comando delle forze fu affidato a George Washington. Nel l'ottobre 1777 con la

battaglia di Saratoga convinse il governo francese ad appoggiare gli americani. L'intervento della

Francia e in seguito anche della Spagna valse a contrastare la flotta britannica impedendo

rifornimenti marittimi. Con il trattato di Versailles del 1783 la Gran Bretagna riconosceva le colonie

nordamericane e restituiva alla Francia alcuni territori nei Caraibi,nel Senegal e alla Spagna

Minorca e la Florida. Una Convenzione si riunì a Philadelphia tra maggio e settembre 1787:La

Costituzione degli Stati Uniti d'America fu approvata a maggioranza il 17 settembre ed entrò in

vigore nell'estate del 1788. Il potere legislativo fu affidato ad un Congresso composto da Senato e

Camera dei Rappresentanti; al vertice vi era un presidente eletto dal popolo .

Al presidente il cui mandato(rinnovabile) durava 4 anni spettavano il potere di veto sospensivo

sulle leggi,la

nomina dei ministri e il controllo del Congresso, politica estera e forze armate. Inoltre designava i

giudici

della Corte suprema che una volta insediati erano però inamovibili. Alla corte suprema era

attribuito una sorta di controllo di legittimità costituzionale sulla legislazione sia del governo

federale, sia dei singoli stati. Il primo presidente degli Stati Uniti fu George Washington eletto nel

1789, la fama di generale vittorioso e la semplicità dei suoi modi assicurarono al governo federale

l'autorità necessaria per l'adozione di misure spesso impopolari. Per fronteggiare i debiti di guerra,

furono fatti pagare gli interessi ai speculatori che avevano incetta dei relativi titoli, s'istituirono dazi

e imposte gravanti sulla popolazione e infine si creò una Banca degli Stati Uniti nel 1791. A partire

dal 1791cominciò a delinearsi una lotta al potere di nuovi partiti nascenti, come quello

repubblicano(che ebbe il suo esponente più noto in Thomas Jefferson) contrapposto a quello

federalista. Le elezioni presidenziali del 1796 furono vinte da un altro federalista(J.Adams) ma

quattro anni dopo riuscirono a spuntarla i repubblicani guidati prima dallo stesso Jefferson e poi da

J.Madison. Con il governo repubblicano, si ridussero lo spese per la burocrazia,la diplomazia e

l'esercito rilanciando l'economia americana che all'inizio del diciannovesimo secolo era pronta ad

affacciarsi sullo scenario europeo sempre in fermento.

23)Rivoluzione francese: dall’antico regime alla monarchia

costituzionale

L'avvento di Luigi XVI sul trono francese(1774) coincise con l'inizio di un periodo di difficoltà e

malessere

per l'economia del paese. Cause: la scarsità della produzione di carbone, il ritardo nella

meccanizzazione dell'industria tessile ,la mancanza di un'organizzazione creditizia efficiente e

moderna e il carattere arretrato dell'agricoltura. Tra il 1754 e il 1789 si succedettero in Francia ben

19 direttori delle finanze, a causa dei fallimenti derivati dai provvedimenti presi da questi politici. Il

nuovo controllore generale Charles-Alexandre de Calonne, decise nel 1786 di adottare riforme

radicali: un'imposta fondiaria detta "sovvenzione territoriale", pagabile in natura e gravante senza

eccezioni su tutti i proprietari terrieri, nobili ed ecclesiastici compresi; Nel 1787 venne convocata a

Versailles un'assemblea di notabili che si opposero al programma di riforme proposte da de

Calonne.

Il re decise di sostituire de Calonne con l'arcivescovo di Tolosa de Brienne che mantenne la

sovvenzione territoriale, ma non evitò che l'assemblea si sciogliesse nel maggio dello stesso anno.

Sciolta l'assemblea, fu il Parlamento parigino a prendere la guida dell'opposizione rifiutando le

proposte

dell'arcivescovo. Così il responsabile delle finanze convocò gli Stati Generali per il primo di maggio

dell'anno successivo e poi si dimise, costringendo Luigi XVI a chiamò Necker(banchiere di

Ginevra)che venne posto al timone delle finanze francesi nell'ottobre 1776. Il 25 settembre il

Parlamento della capitale francese dichiarò le modalità che dovevano essere rispettate

dall'assemblea come l'ultima volta che era stata convocata(nel 1614),con tutti i rappresentanti dei

3 ordini riuniti. In questo clima di agitazione e di attesa di cambiamenti epocali si riunirono a

Versailles gli Stati Generali, il 5 maggio 1789. I deputati (in tutto 1165),erano divisi per metà in

Terzo Stato e gli altri due ordini sommati insieme; tra il clero c'erano molti parroci solidali con le

richieste del Terzo Stato. il 14 luglio una folla di artigiani e bottegai si presentò davanti alla fortezza

della Bastiglia; il governatore ordinò di fare fuoco sulla folla che però attaccò i soldati di guardia

massacrandoli. Luigi XVI ordinò la ritirata dei reggimenti stranieri (che aveva chiamato per

reprimere le rivolte popolari)e richiamò come ministro Necker.(precedentemente licenziato)

Nel paese presero forma una serie di milizie volontarie che presero il nome di "Guardia

Nazionale" ;a ciò

s'aggiunse una serie di disordini nelle campagne (periodo detto Grande Paura).

Questi episodi si risolsero il 4 agosto con l'abolizione del regime e delle strutture feudali e il riscatto

dei

diritti reali. Sull'onda dell'entusiasmo l'Assemblea Nazionale passò ad elaborare una

"Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" in 17 articolo, che fu approvata il 26 agosto

1789,rimasta nel tempo come la più solenne e completa affermazione delle libertà fondamentali

dei cittadini. Dopo la rivoluzione: Nel maggio del 1790 Parigi venne divisa in 48 sezioni che

costituirono la formazione di club

popolari: prendeva forma la figura del "sanculotto"il popolano di Parigi appartenente al mondo

dell'artigianato e del piccolo commercio. Intanto si festeggiò l'anniversario della presa della

Bastiglia e dopo l'abolizione del vecchio regime si cercava di svoltare politicamente con riforme

amministrative-giudiziarie.

Rimaneva però incompleto il problema finanziario: Alcune vecchie imposte furono sostituite, una

contribuzione fondiaria proporzionale al valore della proprietà, un'imposta sulla ricchezza mobile e

una patente per l'esercizio di professioni, arti e mestieri. La notte tra il 20-21 giugno 1791 Luigi

XVI, con i suoi familiari si dirigeva verso le frontiere orientali ma furono bloccati e costretti a tornare

indietro. Nel frattempo erano stati terminati i lavori da parte dell'Assemblea Nazionale per la

Costituzione; preceduta dalla Dichiarazione dei diritti, fu votata nel settembre 1791.

La costituzione del 1791 manteneva alla monarchia il potere esecutivo, che però consisteva quasi

unicamente nelle facoltà di nominare ministri, diplomatici e generali. In seguito essa fu sciolta. La

giornata del 10 agosto ebbe come momenti culminante la creazione di una nuova

municipalità(Comune

"insurrezionale") e l'assalto al palazzo reale. L'Assemblea legislativa votò la deposizione del re,

riconobbe la

Comune insurrezionale in attesa che si eleggesse una nuova assemblea (a suffragio universale

maschile). Il re venne decapitato.

24) Dalla repubblica giacobina al direttorio

La nuova assemblea creata(detta appunto Convenzione) era formata dalla Sinistra costituita dai

Brissottini (chiamati in seguito Girondini, poichè provenienti dal dipartimento della Gironda a

Bordeaux);c'erano anche quelli aderenti alla Montagna(Montagnardi appunto) e il resto detto

"Palude" che

oscillavano tra i due schieramenti. Si creò però nel corso dell'anno una lotta tra Girondini e

Montagnardi che si approfondì ancor di più a proposito dell'atteggiamento da assumere nei

confronti del re, detenuto con la famiglia nella torre del Tempio. Prevalse l'idea di processarlo di

fronte alla stessa Convenzione; i girondini che avevano fatto di tutto per evitare il processo cercò di

coinvolgere il popolo fallendo e il re fu condannato a morte(dopo una votazione).Il 21 gennaio 1793

Luigi XVI fu ghigliottinato. Il primo febbraio la

Convenzione dichiarò guerra agli inglesi e agli olandesi e in marzo agli spagnoli; alla coalizione

aderirono

tutti a parte gli stati tedeschi e italiani. ci furono diversi insuccessi, la Convenzione reagì varando

una serie di misure eccezionali, creando anche Comitati di sorveglianza in tutti i dipartimenti; per

quanto riguarda la questione economica fu votato un "maximum" dei grani e delle farine(un prezzo

fisso per ogni dipartimento). I girondini però, in disaccordo con queste mosse rovesciarono le

municipalità di Lione e Marsiglia, una mozione dispose l'arresto di 29 girondini e due ministri. I

montagnardi avevano quindi trionfato. I l 25 giugno 1783 una nuova Costituzione, preceduta da

un'altra Dichiarazione dei diritti(si erano aggiunti i diritti alla sussistenza, al lavoro, all'istruzione e

all'insurrezione).Venne ampliato il Comitato di salute pubblica con l'ammissione di esponenti

montagnardi; furono approvate anche altre riforme come l'abolizione dei diritti signorili(senza

indennizzo),la vendita dei beni nazionali, la pena di morte contro gli speculatori. Il tribunale

finanziario prese a funzionare a pieno ritmo: tra ottobre e dicembre 1793 furono ghigliottinate 177

persone, tra cui l'ex regina Maria Antonietta; il regime del "Terrore" venne posto all'ordine del

giorno. L'autunno 1793 fu positivo poichè Marsiglia ritornò in mano alle truppe fedeli alla

Convenzione; cadde anche Lione in agosto e Tolone fu ripresa in dicembre grazie alle strategie

militari di un giovanissimo comandante che di nome faceva Napoleone Bonaparte. All'interno del

comitato di salute pubblica cresceva intanto l'ascendente di Robespierre detto "l'incorruttibile"; la

sua personalità tuttavia era differente dal suo rivale Danton. Robespierre successivamente venne

arrestato insieme a Saint-just e Couthon.Il 28 luglio fu ferito ad una mascella e fu trascinato alla

ghigliottina mettendo fine a questo terribile momento vissuto dalla nazione francese. La caduta di

Robespierre fu accolta da molti francesi come una liberazione i responsabili del Terrore,i sanculotti

divennero bersaglio di un odio a lungo represso. In alcune province, specialmente del sud,vi fu

un'ondata di "Terrore bianco" che fece vittime su vittime fra i giacobini del posto. Il tribunale

rivoluzionario venne soppresso: i poteri del Comitato ridotti e i clubs giacobini chiusi; nel dicembre

1794 fu definitivamente abolito il "maximum" sui prezzi agricoli. L'anno successivo venne insediata

una commissione incaricata di elaborare una nuova costituzione; approvata il 22 agosto 1795

insieme ad una dichiarazione dei diritti(più restrittiva rispetto a quella precedente);fu rinnovata

l'assemblea detta ora Consiglio dei 500 che doveva presentare e discutere le leggi e il Consiglio

degli anziani che dovevano approvarle e respingerle; il potere esecutivo invece spettava a un

direttorio di cinque membri.

Napoleone Bonaparte, nato ad Ajaccio nel 1769 di nobile famiglia. Nel 1794 ebbe il comando

dell'artiglieria nell'armata d'Italia e contribuì all'occupazione francese di Oneglia.

Seguì poi il matrimonio con la bella Josèphine de Beauharnais e la nomina a generale in capo

delle truppe di

istanza in Italia; stipulò un accordo con Vittorio Amedeo III tramite l'armistizio di Cherasco.

Bonaparte

proseguì costringendo le truppe austriache a ripiegare fino alla vittoria di Lodi, aprendosi così la via

per

Milano. Tra il 1796 e il 1797 l'avanzata proseguì verso sud; Napoleone costrinse i governi di

Parma, Roma e

Napoli a firmare tregue onerose. Con Roma si firmò il trattato di Tolentino che sanciva la rinuncia

dello stato pontificio a Bologna ,Ferrara e alla Romagna. Puntò su Vienna ma la diplomazia

austriaca riuscì a bloccare i suoi intenti con la pace di Leoben il 17 aprile 1797. A seguito delle

conquiste napoleoniche, in Italia si formarono nuove realtà politiche: il 27 dicembre fu fondata la

Repubblica Cispadana (Bologna, Ferrara ,Modena e Reggio) a cui fu aggregata la Repubblica

Cisalpina con i territori milanesi e veneti sottratti agli Asburgo; nel maggio del 1797 fu aggiunta

anche la Repubblica di Genova, ribattezzata Repubblica Ligure. Venezia, libera dal domino

austriaco, si liberò anche del patriziato che per secoli si era succeduto alla guida della città,

cacciando l'ultimo doge nel maggio 1797,ma senza tener conto dei desideri delle popolazioni,

Napoleone firmò con l'Austria il trattato di Campoformio, nel quale cedeva Venezia all'Austria in

cambio del Riconoscimento della Repubblica Cisalpina. Questo amareggiò molto quegli italiani che

vedevano in Napoleone il mezzo per la liberazione dell'Italia dallo straniero invasore. abbandonò

l'Italia, ma l'anno dopo si ripresentò nella penisola e a causa di un incidente diplomatico, invase lo

Stato

pontificio, proclamando la Repubblica Romana; conquisto anche la Svizzera(nominata poi

Repubblica

Elvetica),annettè il Piemonte e con l'occupazione militare della Toscana tutta la penisola si ritrovò

sotto il

dominio napoleonico. A Milano, Genova, Roma, Lucca e Napoli, furono promulgate Costituzioni in

linea francese del 1795 e il potere esecutivo fu affidato ad un collegio simile al Direttorio.

Dovunque furono aboliti i titoli nobiliari e i privilegi feudali. Nella primavera del 1799 un esercito

austro-russo occupò Milano e ciò fece scoppiare rivolte in Piemonte, Marche, Lazio, Umbria e

Toscana.

Delle Repubbliche "Giacobine" la prima a cadere fu quella Napoletana; un'armata "cristiana e reale

comandata dal cardinale Fabrizio Ruffo e composta di contadini e briganti mosse dalla Calabria

verso

Napoli abbandonata dai francesi; il Ruffo entrò nel capoluogo campano ma il contrammiraglio

Horatio

Nelson impedì la ripartenza dell’ esercito consegnandolo a Ferdinando IV di Borbone. La pace di

Campoformio lasciava in lizza contro la Francia solo l'Inghilterra, padrona indiscussa dei mari e

dei commerci oceanici; Napoleone propose al Direttorio una spedizione in Egitto per colpire gli

interessi

britannici in India. Dopo la battaglia delle piramidi Nelson distrusse le flotte francesi e riuscirono a

salvare solo Genova, intanto il direttorio era sempre più screditato, in qst situazione la notizia che

Napoleone era sfuggito agli inglesi ed ea sbarcato a Fréjus fece muovere i Consigli che si

traferirono a Saint-Cloud sotto scorta; Bonaparte fu accolto con grida ostili dalle due camere ma

con l'appoggio dell'esercito si arrivò ad una nomina di 3 consoli: Sieyès, Ducos e Bonaparte.

25) L Francia e l’Europa nell’età napoleonica

Fu progettata perciò una Costituzione dell'anno VIII da una specifica commissione ed essa entrò in

vigore il

25 dicembre 1799;fu ristabilito inoltre il suffragio universale maschile. La Costituzione dell'anno VIII

limitava dunque fortemente i poteri degli organi legislativi a vantaggio dell'esecutivo; a capo del

governo come primo console era stato posto Bonaparte. Nel marzo 1804 fu anche promulgato un

Codice civile ;furono poi promulgati un Codice del commercio del 1807,un Codice penale nel 1810.

La riscossione di tributi fu affidata ad agenti statali. Il progetto napoleonico era quello di battere gli

austriaci per poi affrontare gli inglesi con più comodità; dopo aver ripreso Milano, Napoleone vinse

a Marengo sugli Austriaci e l'Austria fu costretta a cedere firmando una pace a Lunéville il 9

febbraio 1801.la Francia non aveva più nemici; si riacquistò tranquillità e nel luglio del 1801strinse

un concordato col pontefice di allora Pio VII, nel quale il

cattolicesimo era riconosciuto come "religione della grande maggioranza dei francesi". Bonaparte Il

2 dicembre nella cattedrale di Notre Dame fu incoronato dal pontefice dando così vita ad un nuovo

dispotismo illuminato. Intitolato imperatore, la Gran Bretagna preoccupata riprese le ostilità contro i

francesi organizzando una "terza coalizione" composta da Inghilterra, Austria, Russia, Svezia e

Regno di Napoli;a fianco dei francesi si schierò la Spagna. Il 21 ottobre la flotta franco-spagnola

venne affrontata e distrutta da Nelson a Trafalgar, presso Cadice, da quella britannica; sul fronte

terrestre però a causa del successo napoleonico di Austerlitz(in Moravia),Vienna dovette chiedere

la pace, concessale il 26 dicembre 1805 a Presburgo. Condizioni del trattato erano la cessione

austriaca del Regno d'Italia, del Veneto, dell'Istria e della Dalmazia. Nel 1806 invece un esercito

francese s'impadronì senza colpo ferire del Regno di Napoli e sul trono di esso fu posto Giuseppe

Bonaparte, fratello dell'imperatore francese. Ciò impaurì il re prussiano Federico Guglielmo III,

promotore della "quarta coalizione antifrancese", ma sul fronte terrestre le armate napoleoniche

continuavano a dettar legge in seguito a due successi: Jena e Auerstadt. Fu firmata poi dopo la

Campagna russa la tregua di Tilsit(1807) l'unica potenza in guerra era la Gran Bretagna; ad essa

fu posto uno stato di blocco, cioè che era proibito il commercio con le isole britanniche, il

contrabbando era diffusissimo.

Pur essendo colpita da una grave crisi economica, l'Inghilterra resistette e potè respirare quando la

penisola

iberica insorse contro i francesi e quando i porti russi riaprirono alle esportazioni.

Nel 1806 a ministro della guerra inglese fu nominato Robert Stewart visconte Castlereagh

fallito il tentativo di occupare il Portogallo Napoleone s'impadronì della Spagna e proclamando re il

fratello Giuseppe; nel 1808 Napoleone s'impossessa anche dello Stato pontificio e incarcera il

pontefice che aveva osato scomunicarlo. L'Austria intanto riorganizzata un'altra coalizione con

l'Inghilterra, invase la Baviera; i francesi contrattaccarono e il 12 maggio entrarono per la seconda

volta a Vienna .Il 6 luglio l'arciduca Carlo (Il miglior comandante austriaco) subì una decisiva

sconfitta a Wagram; con la pace di Vienna (14 ottobre) l'Austria perdeva la Galizia, i territori di

Istria, Dalmazia che entrarono a far parte dell'impero francese col nome di "province illiriche". Nel

tentativo di ammorbidire il vincitore, il nuovo cancelliere austriaco offrì a Napoleone la mano della

figlia di Francesco I, l'arciduchessa Maria Luigia.

Da quest'unione nacque l' erede, Napoleone Francesco Carlo Giuseppe, che conseguì poi il titolo

di "Re di Roma". Con le annessioni del 1809-1810 l'impero francese raggiunse la sua massima

espansione: comprendeva 130 dipartimenti, circa 44 milioni di abitanti. Questa popolarità venne

compromessa da una grave crisi economica che attanagliò la Francia tra il 1810 e il 1812. In Italia

il Regno d'Italia nel centro-nord si contrapponeva a sud col Regno di Napoli: preposto ai Borbone

mentre l'entità che rimaneva fuori era lo Stato dei Savoia, sotto protezione inglese. Napoleone

assunse la Presidenza della repubblica e nominò vicepresidente un patrizio milanese di grande

prestigio, Francesco Melzi d'Eril. Nella Repubblica italiana furono introdotti istituti e ordinamenti

simili a quelli francesi e nel 1805 essa venne trasformata in Regno d'Italia; Napoleone si dichiarò

Re e nominò vicerè il figliastro Eugenio di Beauharnais. Nel 1806 il Regno d'Italia venne ingrandito

con l'aggregazione di tutto il Veneto, l'Istria e la Dalmazia; nel 1808 le Marche e poi

successivamente Trentino e Alto Adige. L'agricoltura soffrì in alcune regioni per la tassazione

eccessiva. Giuseppe Bonaparte, divenuto re di Napoli, conferì i dicasteri più importanti a ministri

francesi. Al posto di Giuseppe venne chiamato nel 1808 Gioacchino Murat, che aveva sposato una

sorella di Napoleone. Dopo un millennio di vita, il Sacro Romano Impero venne ufficialmente

disciolto nell'agosto 1806. L'espansionismo russo fu all'origine dei raffreddamenti di Napoleone nei

confronti di Alessandro I che nel marzo 1812 decise di firmare un'alleanza con il regno svedese. Di

fronte al tradimento russo, Napoleone si risolse a scendere di nuovo in campo, truppe ;i generali

russi si ritirarono con ordine senza dare battaglia, ma lasciando dietro di sé terra bruciata e

portando tutti i rifornimenti possibili senza lasciarne al nemico. Questa tattica sfuggente e

l'immensità dei territori lasciò Napoleone in crisi che si decise a tornare indietro. Il 7 settembre ci fu

uno scontro a Borodino vinto da francesi ma con gravi perdite da convincere Napoleone alla ritirata

che non fu possibile in quanto gli venne sbarrata la strada, costringendolo a subire il freddo del

gelido inverno russo. Fu una tragedia vera e propria: l'imperatore tornato a Parigi si trovò di fronte

un Europa in subbuglio.

Il 28 febbraio 1813 Federico Guglielmo III strinse alleanza con lo zar e proclamò la "guerra di

liberazione" ,in Sicilia era stata deposta la famiglia Borbone e si dichiarava indipendente.

Napoleone però riuscì a radunare l’esercito e per la primavera del 1813 schierò un milione di

uomini in campo scontrandosi a Lipsia. L'offensiva di Wellington costringono i francesi ad

abbandonare la battaglia e nel dicembre Ferdinando VII riprende il trono; perfino il sovrano

napoletano Murat trattò con l'Austria per conservare il regno. Napoleone subì una pesante

sconfitta (20 marzo 1814);gli invasori entrarono a Parigi il 31 marzo al cui seguito vi erano

imperatore austriaco, zar russo e re prussiano. Il 3 aprile il Senato,guidato da Talleyrand proclamò

Napoleone decaduto: questi ritiratosi prima a Fontainebleau, abdicò senza proteste e gli fu

conferita la sovranità dell'Isola d'Elba.Lo stesso giorno il senato invitò Luigi XVIII al trono di Francia

con una nuova Costituzione ispirata allo stampo inglese e al principio di sovranità popolare. I

confini francesi furono riportati alla loro origine(1789).L crisi della Francia e il malcontento

porteranno Napoleone a riprovarci di nuovo, scappò dall'isola approdando a Cannes. La

popolazione lo accolse con entusiasmo e si riformò un esercito; ma presto si riorganizzò


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Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Tonelli Giovanna.

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