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Storia moderna

Popolazioni e strutture familiari

Nell'ultimo mezzo secolo gli studi dimostrano un grande sviluppo nei confronti della storia della società. Malthus nel 700 scrive un saggio “Saggio sul principio di popolazione” dove manifesta la sua preoccupazione per lo squilibrio della popolazione e le risorse alimentari. Affermando che la popolazione cresce in proporzione geometrica, le risorse in proporzione aritmetica. A controllare e prevenire la distruzione globale esistono 2 tipi di freni alla popolazione:

  • Repressivi (carestie date dalla natura)
  • Preventivi (limitazioni matrimoni e fecondità date dall'uomo).

Le statistiche sulla popolazione mossero le prime basi in età moderna attraverso censimenti, prima venne effettuata la numerazione dei fuochi o nuclei familiari. Una fonte importantissima erano le fonti ecclesiastiche distinguibili in:

  • Fonti relative allo stato (Stati dell’anima: elenchi degli abitanti di una parrocchia, importante per ricostruire la composizione per sesso, età e conoscere la struttura familiare).
  • Fonte relative alla popolazione, sono per lo più dei libri dove venivano registrati eventi religiosi fondamentali (battesimo-matrimonio-sepoltura importante per scoprire indici di natalità-mortalità-nazionalità).

Tali fonti sono prese in considerazione a partire dagli anni 50 del XX sec, attraverso un metodo basato su 2 punti:

  • Creazione scheda di famiglia
  • Trascrizione di tutti gli eventi demografici descritti dai libri di battesimo e sepolture della famiglia in questione.

Successivamente venne usato il metodo dagli aggregati anziché sul linkage attraverso il nome. Un esempio è la costruzione di piramidi di età e tavole di mortalità. Tali fonti ci informano anche sul numero degli aggregati domestici (servi o apprendisti).

Vi sono vari tipi di famiglie:

  • Nucleare (coniugi e figli)
  • Estesa (famiglia + convivente)
  • Multipla (2 coppie di coniugi)
  • Senza struttura (vedova, figlia nubile)
  • Solitari.

Vi erano vari modelli diffusi: 1) coppie che si sposavano tardi, 2) persone che non si sposavano affatto, 3) coppie che si sposavano precocemente. Tra XVI-XVII sec, le famiglie aristocratiche si preoccupano della trasmissione del patrimonio attraverso:

  • Fedecommesso (trasmettere beni con vincoli a sola discendenza maschile)
  • Primogenitura per non disperdere il patrimonio. Solo una figlia era destinata alle nozze a cui era destinata una dote, le altre andavano in convento e veniva data loro una dote spirituale che andava nelle mani del convento e delle istituzioni religiose alla sua morte.

Si possono distinguere 3 tipi di aggregati domestici:

  • Famiglia di lignaggio aperto: freddezza rapporti.
  • Famiglia patriarcale: autorità padre
  • Famiglia nucleare chiusa: individualismo affettivo → nuova tenerezza.

L'economia dell'Europa preindustriale

L'agricoltura europea dopo il Mille compie numerosi sviluppi: aratro pesante, ferratura zoccoli, rotazione triennale (frumento-orzo-riposo). Nel Mediterraneo la scarsità delle piogge ostacolarono queste tecniche, venne allora applicata la rotazione biennale, la carne scompare dalle mense dei contadini che si ciberanno solo con pane e legumi. Si differenziano 2 tipi di risposte:

  • Estensiva: allargamento terreni coltivati
  • Intensiva: lavorazione, atte a crescere la produttività.

Vengono istituiti provveditorati dei terreni incolti, la risposta estensiva porterà alla mancanza di concime, inoltre il clima sarà sfavorevole, si parla infatti di piccola glaciazione del 1450.

Nel basso Medioevo nell'Europa si vede la disgregazione della feudalità come sistema di governo e l’erosione nelle campagne dei poteri signorili, le cause che portarono a tutto ciò sono:

  • Crisi demografica
  • Tendenza dei signori a monetizzare le prestazioni
  • Rivolte contadine

All'inizio dell'età moderna i contadini erano liberi di sposarsi e trasferirsi, le corvées (giornate di lavoro gratuite) erano limitate. I possedimenti venivano affidati a famiglie con pagamento annuo e mezzadrie. L’aumento demografico diffuse la povertà dei contadini e la diminuzione dei salari. Inoltre i coltivatori erano soggetti alla decima, imposte statali e i proprietari terrieri trovavano più conveniente acquistare nuove terre e accrescere il prelievo sui coloni. Le regioni situate ad est dell’Europa avevano 2 caratteristiche:

  • Comprendevano vasti terreni
  • Gran numero di popolazione

In questo contesto si diffuse l’economia di mercato che apriva la possibilità di esportazione ai paesi affacciati sul mare e spingeva i proprietari terrieri a procurarsi nuove ricchezze mediante gli scambi. Venne rafforzata la servitù della gleba, i territori dei signori comprendevano piccoli poderi rustici che vennero affidati alle famiglie contadine, che traevano sostentamento direttamente dalle risorse della terra, e impiegavano parte del loro tempo a lavorare per il signore. Il ricavato dei raccolti veniva esportato e il signore aveva la possibilità di comperare beni di lusso. Nel XVI sec le condizioni di vita peggiorarono a causa anche dello sfruttamento da parte dei signori, numerose furono le rivolte: si ricordano quelle in Spagna (Comuneros) e rivoluzione ungherese.

I contadini si costruirono le abitazioni con materiale reperibile sul luogo. Si sviluppò l’industria rurale grazie al basso costo della manodopera. Vi erano numerosi artigiani: lavorazione legno, cuoio, pellame, tessile, edilizia. Gli artigiani si organizzarono in corporazioni e ognuna difendeva il monopolio sul mercato. Si diffuse l’industria a domicilio o proto-industria (il mercante portava la materia prima all’artigiano direttamente in bottega e veniva a ritirare il prodotto pronto, l’artigiano veniva retribuito per il lavoro svolto). Il settore predominante restò quello laniero, le lane più economiche erano quelle fiamminghe, quando questi entrano in crisi il loro posto verrà preso da Olandesi e Inglesi. Tra XVI e XVII sec si diffuse l’economia monetaria. Oro e argento determinavano i valori di scambio = grammi d’argento. Il prezzo è un rapporto tra prodotto della massa, velocità di circolazione della moneta, qualità del bene, se questo diminuiva il prezzo saliva = tale teoria venne elaborata da Fisher, la produzione di oro e argento crebbe con le scoperte del nuovo mondo.

Ceti e gruppi sociali

Fino alla diffusione dell’illuminismo in Europa vi era una visione della società gerarchica, non contava chi sei ma a quale famiglia appartieni. La società era divisa in:

  • Bellatores (nobili)
  • Laboratores (lavoratori)
  • Oratores (clero)

Il termine giusto è ceto per definire il rango sociale in età moderna, Loyseau, un giurista francese scrisse il “Trattato degli ordini e delle dignità semplici” dove giustificava le disuguaglianze con l’idea di una gerarchia naturale voluta dalla provvidenza. Dampmartin paragonerà l’uomo ai 4 elementi:

  • Popolo-terra
  • Mercanti-acqua
  • Nobili-aria
  • Clero-fuoco

I nobili e il clero erano quelli meglio definibili, legati alla ricchezza delle terre e all’allevamento. Il rafforzamento degli apparati statali con la crescita economica fu l’origine della crisi d’identità dei ceti nobili in concorrenza con i mercanti borghesi. In alcuni paesi si affermò il principio che era nobile solo chi veniva riconosciuto tale dal sovrano, i nuovi nobili invece erano coloro che acquisivano il titolo per matrimonio o compravendita di feudi. Essi venivano visti con disprezzo dall’antica classe nobiliare, vi era inoltre il ceto cittadino o civile: coloro cioè che rifiutavano il lavoro manuale ed erano in possesso di risorse in grado di garantire una vita più agiata e di non cadere nell’indigenza cui erano esposti. Gutton classificò i poveri in:

  • Strutturali: che vivono di elemosina
  • Congiunturali: ricavano da vivere dal lavoro

Nel Medioevo il povero era una controfigura di Cristo, nell’età moderna diviene una minaccia per l’ordine. Al povero residente in città si contrappone il vagabondo dedito al furto senza radici e portatore di malattie, nei loro confronti le città presero numerosi provvedimenti:

  • Espulsione dei forestieri poveri
  • Obbligo al lavoro

Un esempio è l’editto del 1662 emanato in Francia. La crescita dell’industria portò i poveri ad essere la classe operaia e contribuì alla formazione del proletariato straccione a causa dell’incremento demografico e disoccupazione.

Forme di organizzazione del potere

Nell’Europa del XV-XIX sec si sviluppa il potere dello stato, in un primo tempo il potere s’incarna nelle mani del monarca, concetti essenziali erano: obbedienza dei sudditi, supremazia della facoltà legislativa. Loyseau affermerà che la sovranità consiste nella podestà assoluta e non ha gradi di superiorità. Lo stato moderno deve avere invece territorio e popolo. Importanti sono le distinzioni fatte da Weber tra potere patriarcale, carismatico e razionale. Il potere assoluto ha 2 limiti:

  • Rispettare le leggi divine
  • Rispettare le leggi fondamentali (ordine di successione)

Con il termine stato per ceti si definiscono le formazioni politiche che si sono configurate nel XII-XV sec in cui all’autorità del principe si contrappongono le assemblee composte da clero, nobiltà e terzo stato. Tali assemblee sono costituite da 2 camere e si sviluppano in Europa centro-orientale. A simili formazioni si può dare il nome di stato moderno, ma è meglio parlare di stato rinascimentale. A formare lo stato nazionale furono 2 movimenti:

  • Rivoluzione francese
  • Movimento romantico

Il potere esercitato dal monarca era considerato un dono di Dio per proteggere la fede, l’assolutismo derivato fu opera della chiesa, una struttura piramidale costituita da un proprio corpus giuridico organico e un proprio territorio. Solo nel XVIII il potere della chiesa cominciò a vacillare dopo l’affermazione di alcune dottrine (diritti e doveri).

Hobbes sostiene che lo stato di natura si configura come una guerra contro tutti per il proprio piacere, una svolta a tale dottrina verrà da Locke con 2 scritti pubblicati nel 1690 affermando la libertà e i doveri dei singoli → i sudditi hanno il diritto di deporre il sovrano. Ai governi erano riconosciuti diritti e doveri dalla difesa del territorio al mantenimento dell’ordine. Il luogo in cui il potere del re si faceva più sentire era la corte → nobiltà raccolta intorno al re, signori di raffinata cultura e personaggi del mondo artistico. Il re aveva inoltre numerosi consiglieri e segretari, elemento importantissimo era la giustizia, vi fu infatti un consolidamento delle leggi. Vi era la giustizia ecclesiastica e signorile, i tribunali non solo controllavano l’applicazione delle leggi ma anche creare sentenze. Importanti erano gli affari esteri e la guerra, gli eserciti portarono l’aumento delle spese, da qui deriva la crescita dell’apparato fiscale e militare, vennero assunti commissari che venivano nominati direttamente dal re.

Religione, mentalità e cultura

La parrocchia rappresentava il centro di tutta l’Europa cristiana, il curato faceva da tramite tra mondo esterno e chiesa dove si celebravano tutti i riti che sancivano la vita delle famiglie. Il culto per la sofferenza terrena di Cristo, per la redenzione dell’uomo. Vi era inoltre il culto per il magico soprattutto nelle donne → visto come un patto con il diavolo → persecuzione.

Cominciarono le proteste verso la chiesa a causa della corruzione (vendita indulgenze-nepotismo). La chiesa d’altro canto si schierò contro le festività pagane, da qui si avvia la caccia alle streghe tra 1580 e 1660. Cominciò inoltre un lavoro di cristianizzazione delle masse e la lettura della Bibbia, cominciò a diminuire l’analfabetismo, grazie anche alla stampa inventata da Gutemberg i primi volumi di stampe di Bibbie vennero dette incunaboli. Il potere sempre crescente della stampa preoccupò la chiesa che dal 1559 cominciò una dura politica di repressione e censure → elenco libri proibiti. Si svilupparono le università e gli studenti nel XVII. Le facoltà più importanti erano:

  • Teologia
  • Medicina
  • Legge

Dopo il XVII gli ordini religiosi cominciarono un'attività di istruzione delle masse popolari → latino-scienze cavalleresche. Gli aristocratici venivano seguiti dai precettori nelle mura domestiche. Invenzioni: bussola, polvere da sparo, carte nautiche. Si diffusero inoltre le accademie agrarie.

Monarchie e imperi tra XV e XVI sec

Francia = sotto Carlo VIII e i suoi successori, Luigi XII e Francesco I, la monarchia francese accentrò il potere nelle mani del re e dei suoi collaboratori. Si rafforzò l’amministrazione finanziaria, venne suddiviso il Paese in circoscrizioni fiscali. Inoltre crebbe l’autorità del Consiglio del re e si affermarono in ambito giudiziario l’azione del Gran Consiglio e dei Parlamentari. I funzionari e i magistrati venivano reclutati attraverso il meccanismo della vendita delle cariche pubbliche. Nei confronti del papato furono fatti valere i privilegi della Chiesa gallicana, nel 1516 Francesco I stipulò con papa Leone X un concordato a Bologna dove lasciava cadere la superiorità del concilio sul pontefice e in cambio il re aveva il diritto di nomina dei vescovati e arcivescovati.

Spagna = il matrimonio di Isabella di Castiglia con Ferdinando d’Aragona nel 1469 portò alla congiunzione dei due regni. Vennero repressi l’anarchia feudale e il banditismo con la Santa Fratellanza (una confederazione di città che svolgeva compiti di polizia). Ferdinando, oltre a farsi proclamare Gran Maestro, ottenne dal papa la facoltà di conferire seggi episcopali e altri benefici ecclesiastici. Le tre province del Regno d’Aragona: Aragona, Catalogna e Valenza, mantennero inalterati i propri privilegi e le proprie autonomie. La giustizia veniva amministrata mediante l’inquisizione, vi fu una politica di sostegno alla fede cattolica e vennero espulsi gli ebrei. Alla morte di Isabella succedette Ferdinando.

Inghilterra = Enrico VII Tudor consolidò il proprio potere stroncando varie congiure e ribellioni nobiliari, amministrò le finanze e rafforzò gli organi centrali del governo → il Consiglio della corona, i Consigli del nord e del Galles e il tribunale della Camera Stellata. Alla sua morte tale politica venne continuata da figlio Enrico VIII che si dedicò alla politica estera lasciando l’amministrazione nelle mani di Wolsey.

Germanico = alla morte di Federico III d’Asburgo (1493) l’impero germanico rimase un ammasso di stati territoriali ingovernabili, diversi per cultura e lingua. Il sovrano reggeva il titolo degli stati della casa d’Asburgo e allo stesso tempo doveva seguire la Dieta composta da 7 elettori. Il suo successore Massimiliano I aprì la sua politica con un grande successo: fu la pace di Senlis con la Francia che riconosceva agli Asburgo il possesso dei Paesi Bassi, dell’Artois e della Francia Contea. Venne creato un tribunale imperiale e un consiglio composto da 17 membri, i progetti del sovrano si avverarono parzialmente in quanto mancavano i mezzi per la loro attuazione.

Guerra d'Italia 1

In Italia l’equilibrio sancito dalla pace di Lodi (1454) non durò molto in quanto nel 1492 morirono: papa Innocenzo VIII e Lorenzo de’ Medici. La stabilità del Paese era minacciata dalle mire espansionistiche di Venezia e di Milano con Ludovico Sforza detto il Moro. Il re di Francia Carlo VIII voleva fare valere sul regno di Napoli i diritti della sua discendenza angioina, nel 1494 Carlo passò le Alpi con un forte esercito e l’anno successivo entrò a Napoli accolto come un liberatore dai nobili. Intanto veniva stipulata una Lega contro Carlo VIII che lo attaccò sulla via del ritorno in Francia, in Toscana veniva cacciato Piero de Medici perché troppo accondiscendente alla Francia, grande successo in questo periodo ebbe il frate Savonarola contro la corruzione della chiesa e voleva fare di Firenze la nuova Gerusalemme, venne scomunicato dal papa. Venezia fece un patto con Luigi XII (concedeva Cremona in cambio dell’aiuto per la conquista di Milano). Papa Giulio II organizzò spedizioni militari contro i signori di Perugia e Bologna e intimò Venezia di ritirarsi da Rimini e Faenza. Il pontefice si fece promotore di un’alleanza anti-veneziana firmata a Cambrai nel 1508 dai rappresentanti dell’imperatore Massimiliano, del re di Francia e del re di Spagna. Il pontefice soddisfatto si ritirò dalla Lega e promosse la Lega santa contro la Francia. La Pace di Noyon nel 1516 tra Francia e Spagna consolidava l’equilibrio raggiunto nella penisola italiana, agli spagnoli rimaneva il Regno di Napoli e alla Francia il Ducato di Milano. Alla morte di Ferdinando il Cattolico (1516) il nipote Carlo d’Asburgo ereditò la corona di Spagna, ma alla sua candidatura si contrappose il re di Francia Francesco I appoggiato dal pontefice Leone X. Carlo fu eletto all’unanimità della Dieta a Francoforte nel 1519. Carlo ereditò un orgoglioso denso dinastico, ma le numerose riforme portarono alla rivolta delle città che volevano la propria autonomia, la rivolta venne stroncata e l’aumento della popolazione, la prosperità della manifatture di panni lani indicano che sotto Carlo V l’onore della politica imperiale non era ancora sproporzionato alle risorse del paese come avverrà con Filippo II. In Germania Carlo V si trovò a fare i conti con il problema luterano, ma dopo il 1520 la sua attenzione era posta sulle questioni italiane. Francesco I (Francia) riuscì ad organizzare nel 1524...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Tonelli Giovanna.
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