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PRIMA LEZIONE DI STORIA MODERNA

STORIA MODERNA

Per storia si intende tutto ciò che è accaduto nel passato e lo studio e la narrazione di ciò che è

accaduto nel passato. Moderno è un aggettivo che deriva da un avverbio latino “modo” che

significa ora, adesso, e indici quindi il tempo presente. Storia moderna vorrà dunque dire la storia

di ora o la storia del presente, del nostro tempo. Moderno e contemporaneo potrebbero essere

considerati sinonimi ma in realtà moderno indica un’affermazione sia di qualità che di valore

mentre contemporaneo si esaurisce nell’affermazione e nella constatazione dell’identità del tempo

in cui ci si trova nel presente o nel passato. Una distinzione che si potrebbe fare è tra antico,

medievale e moderno. Mentre antico e moderno indicano due termini postivi, medievale uno

negativo.

Medioevo è un periodo storico che si contrappone e precede il XV secolo, in cui si cominciò a

parlare di rinascita, restauro o ripresa delle lettere e delle arti dell’età antica. Questa perfezione si

era oscurata nei secoli bui e barbari che erano seguiti alla caduta dell’impero romano con le

invasioni barbariche. Nella vita morale il medioevo rappresenta il regno della superstizione e del

fanatismo religioso, da un punto di vista politico è la dissoluzione dello Stato dinanzi alla Chiesa e

al feudalesimo. Nella vita sociale regno delle disuguaglianze, privilegio e oppressione violenta.

Quindi con medievale e moderno non si indicano soltanto due periodi storici bensì due civiltà, con i

suoi valori e i suoi istituti morali e materiali.

Da un punto di vista temporale nelle scuole la storia moderna indica il periodo storico che va dal

1313 (Rinascimento) al 1713, punto di partenza della storia contemporanea. Comunque è difficile

distinguere la storia contemporanea rispetto alla moderna con la stessa evidenza critica con la

quale distinguiamo la storia moderna rispetto alla medievale o la medievale con quella antica. La

materia complessiva delle due storie si presenta con gli aspetti di un unico blocco storico epocale,

articolabile in fasi diverse.

La ripartizione scolastica colloca i termini cronologici tra il 1492 e il 1815: la rivoluzione americana

e francese chiudono l’esperienza dell’ ancien regime e aprono i processi storici in cui è

effettivamente possibile riconoscere il segno della vera e propria modernità.

La divisione tra storia medievale, antica e moderna è simile all’uso italiano. Anche se tra la storia

antica dell’Europa occidentale e quella orientale è differente. La parte occidentale è stata più

permeata dall’impero romano soprattutto dal punto di vista linguistico, e infatti l’idea di modernità

era nata appunto come idea di un tempo che recuperava l’eccellenza attribuita alla storia antica e

ritenuta imbarbarita nei secoli bui del Medioevo, incominciato con la caduta dell’impero romano in

Occidente nel 476.

In ogni caso l’Europa ha in pratica unificato la storia del mondo e dell’umanità nella scia non solo

della sua formabile ascesa nella scala della potenza che l’ha portata a dominare ma anche con il

suo sorprendente e impressionante sviluppo tecnico e scientifico.

L’aggettivo “postmoderno” (seconda metà del XX secolo) fa invece riferimento al campo artistico,

specialmente per l’architettura e nel campo letterario. Il postmodernismo consiste in una critica del

moderno, critica cresciuta insieme con lo sviluppo progressivo della stessa idea di modernità.

Modernità è uno dei concetti storici che proprio nella seconda metà del XX secolo sono stati posti

in discussione, così come per Medioevo, Rinascimento e la discussione ha portato ad una radicale

negazione del senso storiografico di tali concetti e della possibilità del loro uso in storiografia.

L’idea di modernità non è un’invenzione storica, non è nata dopo rispetto alla modernità e al

mondo che definiamo moderno; è nata invece dal corso storico stesso. La modernità nacque e si

pose come un valore nuovo e superiore rispetto al mondo che l’aveva preceduta e quindi ha tutti i

titoli per restare nel patrimonio storiografico.

Non è corretto pensare che nella storia si sono succeduti momenti e periodi storici l’uno dopo

l’altro compatti e linearmente. La storia, come la vita, scorre continua e conosce distruzioni,

mutamenti radicali o addirittura totali. La storia è un continuum, una corrente ininterrotta. Ma in

questa essenziale continuità sarebbe difficile orientarsi se non si distinguessero fasi, cicli, epoche,

momenti in cui il corso storico si articola. Distinguere le fasi della storia non significa infatti dividere.

Distinzione non è separazione.

L’idea di modernità è nata in Europa in correlazione con quella di Medioevo e anche sul terreno

delle lettere e delle corti per allargarsi a tutto il complesso della vita civile.

QUANDO E COME SI APRE L’ETA’ MODERNA

L’inizio dell’età moderna si colloca con la dottrina umanistica del rifiorimento delle lettere e delle

arti dopo quella che veniva definita la lunga e buia notte del Medioevo. È necessario specificare

che l’inizio dell’età moderna non è segnato in particolare da un evento, da un fatto che faccia

scoccare tutto ad un tratto l’età moderna. Infatti l’inizio di un’epoca storica è un processo, un

cursus, un susseguirsi di eventi. Nel caso dell’età moderna sono tutti eventi che si sviluppano tra la

fine del secolo XV e la prima metà del secolo XVI. Umanesimo e Rinascimento inaugurano la

modernità: essi innovano la concezione dell’uomo, del suo ruolo nell’universo; nasce ora la

filologia moderna.

CRISTOFORO COLOMBO: La data più importante da ricordare è sicuramente la mattina del 12

ottobre 1492, quando Colombo avvistò per la prima volta una terra americana e molti storici hanno

pensato di porre questa data come data di inizio dell’età moderna. Grazie a Colombo si scoprì una

parte che fino ad allora era ignota al mondo e si cominciò a parlare di un Nuovo Mondo. Inoltre con

Colombo per la prima volta si condusse una esplorazione geografica sulla base di un’ipotesi

scientifica. La meta di Colombo come si sa erano le terre orientali da cui provenivano molti prodotti

per l’Europa: in realtà egli non scoprì la via delle Indie (che poi furono scoperte nel 1498) e ciò fu

una vera fortuna per lui perché se non si fossero interposte le terre americane le sue navi

sarebbero state inghiottite dall’oceano. Il Nuovo Mondo fu chiamato America, da Amerigo

Vespucci, navigatore fiorentino che aveva esplorato le coste americane e fornito ampi resoconti.

Dopo Colombo molti altri navigatori partirono per la volta dell’America andando così per la prima

volta nella storia a far sì che la struttura fisica e geografica complessiva del pianeta Terra si

rivelava all’uomo nella sua interezza.

LE GUERRE D’ITALIA: Un’altra situazione che portò alla nascita dello stato moderno sono state le

guerre d’Italia, ossia un ciclo bellico che in poco più di una trentina di anni determinò il quadro

della grande politica europea nell’età moderna. Situazione europea: dopo la caduta dell’impero

romano d’Occidente e per tutto il Medioevo in Europa vi furono tre o quattro macro aree storiche.

La prima era quella dell’Impero romano d’Oriente (Impero bizantino), la seconda costituita dalle

terre invase e occupate dai musulmani dell’Africa settentrionale. Una terza zona formata

dall’intera Europa orientale, controllata da mongoli e tartari. Una quarta zona comprendeva

l’Europa occidentale fra la Scandinavia e la Sicilia, le isole britanniche e i territori polacchi e lituani.

Fu questa zona l’incubatrice della modernità. Dal punto di vista politico, l’Europa era suddivisa in

una serie di paesi, popoli che si consideravano assolutamente sovrani e non riconoscevano alcuna

autorità politica superiore. Quindi l’Europa occidentale formava così un’aera a struttura politica

pluralistica: una regione iberica, una regione francese, una regione britannica, una regione

germanica e una italiana. Ciascuna regione formava un sistema, ma non si poteva dire che vi

fosse uno stabile, vero e proprio sistema degli Stati europei: le coalizioni e le relazioni che si

formavano in determinate occasioni si scioglievano. Per quanto riguarda l’Italia, la grande

importanza storica dell’impresa italiana di Carlo VIII di Francia nel 1494-1495 consisté nell’aver

dato avvio al moderno sistema degli Stati europei, segnando il momento in cui l’Europa

occidentale passò dalla pluralità dei sistemi regionali ad un unico sistema continentale che non si

sarebbe più dissolto e si sarebbe trasformato in un sistema mondiale. In questo sistema si

determina una certa solidarietà di destini fra tutti gli organismi presenti nell’area: il destino di

ciascuno degli organismi presenti nel sistema dipendono dall’equilibrio o squilibro di potenza o di

rapporti stabilito via via in esso dalla dialettica quotidiana delle reazioni di cui l’area è teatro. Alla

metà del secolo XV tutti i sistemi regionali raggiunsero un equilibrio interno: ripresa demografica,

economica, sociale dopo lunga depressione e ristrutturazione provocata dalla pesete nera del

1348. Carlo VIII si preoccupò di prendere contatto con tutte le potenze europee che avrebbero

potuto attaccare la Francia mentre il re era impegnato in Italia e su Napoli. Ma le altre potenze

crearono una coalizione antifrancese che costrinse Carlo VIII a rinunziare alla sua conquista

napoletana e a tornarsene in Francia. Il tentativo di conquistare Napoli le avrebbe riprese poi Luigi

XII. La questione italiana era al centro dell’attenzione europea e che nessuno sarebbe rimasto

indifferente alle sorti dell’Italia. Il controllo dell’Italia avrebbe apportato modifiche agli equilibri del

sistema europeo. Conquistare l’Italia significava avere il predominio in Europa. Quindi l’Italia fu a

lungo teatro dei grandi scontri europei che durò a lungo. Solo Napoleone riuscì a dare alla penisola

una momentanea tregua.

GLOBALIZZAZIONE: Un altro fattore che portò alla nascita dello stato moderno fu la

globalizzazione. In particolare, con la scoperta dell’America era evidente che l’area nordatlantica

divenne la più importante nel quadro dei traffici mondiali. Il Mediterraneo di conseguenza divenne

un mare commercialmente di ridotto ambito rispetto a commerci che avevano un respiro ormai

mondiale. In questo modo si venne realizzando quella che potrebbe essere definita la prima

globalizzazione dell’economia mondiale i cui caratteri fondamentali sono: iniziativa europea, quindi

dominio europeo nel mondo moderno; il tipo di scambio fu ineguale a favore degli Europei; la

mondializzazione coincise con una rapida affermazione del capitalismo moderno; economia

moderna assunse carattere internazionale; spinta economica europea grazie al formidabile

sviluppo tecnico-scientifico dei paesi europei; la Cina rappresentò in quell’epoca la zona di

massimo sviluppo anche tecnologico fuori dell’Europa.

RIFORMA PROTESTANTE: accanto ai fattori politici ed economici, un altro fattore che contribuì

all’avvio dell’età moderna fu quello religioso con l’azione di Martin Lutero iniziata nel 1517, dalla

quale conseguì una divisione in Europa dal punto di vista religioso. In Europa esistevano due

confessioni religiose: quella cattolica, occidentale e quella ortodossa, orientale. Lutero propose

una sostanziale vanificazione della funzione del clero e quindi della Chiesa. Nella sua visione il

rapporto tra fedele e Dio non ha bisogno di mediazioni, dato che il fedele è il vero sacerdote di se

stesso e deve interpretare da sé la bibbia con un’interpretazione libera. Con Lutero veniva meno

anche la ragione costituiva dei poteri giurisdizionali della chiesa e degli enormi patrimoni

accumulati dalla Chiesa. Quindi Lutero voleva una rifondazione non solo della Chiesa ma dello

stesso modo di intendere e vivere il Cristianesimo. In Germania la riforma luterana ebbe moltissimi

consensi e qui un movimento impetuoso di secolarizzazione del clero e dei beni ecclesiastici.

Lenta fu la reazione di Roma al movimento luterano, finché nel giugno 1520 Lutero venne

scomunicato. Lutero dovette affrontare anche la reazione imperiale dato che Carlo V si schierò

nettamente a favore della chiesa. La lotta religiosa fu combattuta in Germania anche con le armi,

dato che la riforma luterana sfociò i movimenti estremisti che trasferivano i motivi religiosi sul piano

sociale, sollecitando rivendicazioni di collettivismo. La storiografia protestante e germanica attribuì

a Lutero il ruolo di iniziatore e fondatore della libertà di coscienza e del senso della soggettività

dell’uomo nel mondo moderno. Effettivamente nell’Europa moderna il motivo luterano del libero

esame delle Sacre Scritture e del sacerdozio personale di ciascun fedele, la decisione riduzione di

altri aspetti della dottrina cristiana a quello morale, l’esaltazione di una fede che ha valore cristiano

per se stessa, indipendentemente dal destino di salvezza o di dannazione sono punti di

un’estrema rilevanza non sono nella storia della spiritualità cristiana, bensì anche nella storia della

moderna sensibilità e coscienza civile, morale e religiosa dell’Europa moderna.

CONTRORIFORMA E RIFORMA CATTOLICA: Dopo il ritorno del Papato a Roma nel 1378, la crisi

morale del mondo ecclesiastico aveva preso varie strade. La chiesa si trovava non solo dinanzi ad

una serie di contrapposizioni di fazioni culturali (si parlò di grande scisma d’Occidente) ma anche

di “nepotismo” per cui per circa un secolo fino a Paolo III la prima preoccupazione dei pontefici fu

quella di ingrandire e promuovere ad un grado principesco e sovrano i loro parenti che in più di un

caso erano loro figli. La chiesa apparve frequentemente come una grande istituzione corrotta e

corruttrice, una sanguisuga che con gli enormi redditi prodotti dal suo vastissimo patrimonio

succhiava immense risorse dal mondo cattolico. Infatti la vendita delle indulgenze fu visto nella

polemica protestante un simbolo di questa degenerazione, portando sempre più al successo

Martin Lutero. Nonostante tutto la Roma pontificia non sembra aver avvertito tra il XV e il XVI

secolo ne il peso delle tante critiche e questa situazione non provocò una scissione religiosa.

All’inizio degli anni 1540si ebbe una svolta decisiva di Carlo V che decise di risolvere con le armi il

problema della dissidenza religiosa; sia del Papato che con varie decisioni passò ad inaugurare la

Controriforma, ossia opposizione integrale e frontale ai movimenti protestanti con Tribunale

dell’Inquisizione e Concilio di Trento la cui azione puntò soprattutto su un disciplinamento della vita

morale, sociale con l’intento di potenziare al massimo la lotta all’eresia protestante. Gli storici

cattolici sono contro l’uso della parola Controriforma perché in questo modo sembra che l’azione

della chiesa sia nata solo per combattere il Protestantesimo. Fanno presente che idee e movimenti

di riforma erano presenti nella Chiesa e nel mondo cattolico prima e indipendentemente dal

dilagare del Protestantesimo.

STRUMENTI E PERCORSI DEL MODERNO

Allo sviluppo dello stato moderno, ciò che ha contribuito al suo sviluppo è stata l’invenzione della

STAMPA a caratteri mobili scoperta dal tedesco Johann Gutenberg nel XV secolo, secondo cui le

lettere venivano stampate con il piombo fuso. In questo modo il libro così composto fu la Bibbia

latina pubblicata nel 1455. Nel 1500 la stampa giunse poi ad una finezza di impostazione

tipografica e grafica che per alcuni aspetti appare addirittura insuperata. La stampa consolidava in

pochissimo tempo il suo aspetto di fenomeno di massa. Divenne uno dei più potenti strumenti nella

modernizzazione della vita sociale.

Altro strumento sono state le ARMI DA FUOCO: la polvere da sparo era conosciuta da tempo in

Europa. Ma solo più tardi si riuscì ad utilizzarla per armi pesanti. Dalla bombarda si giunse via via

al cannone di cui nel XVIII se ne cominciò una certa moderna produzione in serie. Gli effetti

dell’introduzione delle artiglierie non furono di ordine soltanto militare ma anche di ordine politico

perché contribuirono a togliere forza e importanza alle classi militari tradizionali, che erano

sostanzialmente quelle feudali, accrescendo la forza dello Stato. Esse valorizzarono le capacità

militari delle classi dei comuni cittadini e spostarono l’equilibrio sociale complessivo a favore di

queste ultime, che poterono percorrere così nuove vie di affermazione sociale. Oltre alle

conseguenze militari, politiche e sociali a cui si è accennato, le armi da fuoco esercitarono altri

effetti decisivi. L’addestramento di un soldato dotato delle nuove armi richiedeva molto meno

rispetto a quello della vecchia cavalleria feudale portando ad un reclutamento più numeroso. Le

artiglierie portarono alla nascita di una vera e propria industria militare, tecnologicamente adeguata

alla capacità di innovazione degli armamenti. Le armi da fuoco furono applicate anche alle navi e si

sviluppò l’artiglieria navale, a proposito di navi in questo periodo furono costruite navi adatte alla

navigazione oceanica.

SENTIERI DEL MODERNO

Politica e diritto: un percorso fondamentale nell’affermazione dello stato moderno fu la monarchia

assoluta, un percorso che si svolse secondo una complessa logica di potere, accompagnata da

una fortissima spinta sociale e culturale. Con il trionfo dei poteri sovrani è proprio lo Stato nel


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in culture delle lingue moderne e del turismo
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GianniPor91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Salvemini Biagio.

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