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Scoperte geografiche ed espansione europea

Conoscenze geografiche alla fine del Medioevo: l’Africa Nera

Alla fine del Medioevo i rapporti degli europei con gli altri continenti si limitavano solo agli scambi economici nel Mediterraneo. I viaggi verso oriente erano sempre più difficili dopo l’avvento della dinastia Ming in Cina e con l’espansione degli ottomani nel Mediterraneo orientale e nei Balcani. Dall’Africa Nera giungevano l’oro, l’avorio e gli schiavi e passavano per l’Egitto dei mamelucchi e per gli Stati nordafricani. Le nozioni geografiche erano vaghe. Grazie a Tolomeo si conosceva la forma sferica della Terra e l’Africa si pensava molto più corta di com’è. Il blocco formato da Europa, Asia e Africa era collocato tutto nell’emisfero settentrionale e non si sapeva dell’esistenza delle Americhe e dell’Oceania. Nell’Africa Nera la popolazione nel XV sec. era sui 40-50 milioni distribuita nella fascia maghrebina, sul bacino del Nilo e a sud del Sahara. Lo sviluppo dell’economia era vario. Con la penetrazione araba ci fu un’espansione dei traffici.

Le civiltà precolombiane in America

In America le civiltà si svilupparono negli altopiani dell’America centrale e lungo la catena delle Ande. Veniva praticata un’agricoltura sedentaria basata sul mais, sui tuberi, pomodori, fagioli, peperoni e cacao. Si allevavano il lama peruviano, l’alpaca, la vigogna e il tacchino. Venivano praticate anche attività artigianali. Gli spagnoli arrivarono in America quando ormai la civiltà dei maya era in declino; ma la sua eredità spirituale era stata raccolta dai toltechi e dagli atzechi che fondarono la loro capitale a Tenochtitlán. Gli atzechi estesero il loro potere da nord a sud. La loro religione era fondata sull’idea della precarietà dell’ordine cosmico minacciato da catastrofi naturali e dalle furie delle divinità. Esistevano delle divisioni di ceto: solo il sovrano e la nobiltà potevano possedere a titolo privato la terra, che veniva coltivata dai servi della gleba. Le comunità procedevano a ridistribuire periodicamente il suolo agricolo tra i membri. I mercanti e gli artigiani avevano privilegi particolari. Nell’America meridionale l’Impero inca si stabilì intorno a Cuzco. La società era stratificata: al suo vertice stava l’Inca, il sovrano, circondato dall’aristocrazia. Gli inca adoravano la divinità solare Inti e Viracocha, il creatore del mondo.

I viaggi di esplorazione e di scoperta

Nel XV sec. il primo paese che iniziò a esplorare i nuovi mondi fu il Portogallo grazie alla sua posizione geografica favorevole e grazie all’interesse di esplorare le coste occidentali dell’Africa di Enrico il Navigatore (1394-1460). Nel Portogallo venne perfezionata la caravella, un piccolo veliero con scafo arrotondato, poppa quadra e timone posteriore, tre alberi attrezzati con vele. L’espansione marittima portoghese ebbe inizio con la presa di Ceuta, a sud dello stretto di Gibilterra e proseguì con l’occupazione dell’isola di Madera e delle Azzorre, la scoperta delle isole di Capo Verde e del golfo di Guinea. Il re del Portogallo Giovanni II aveva l’obiettivo di circumnavigare l’Africa in direzione dell’oriente e di avere informazioni sui porti e la navigazione nell’oceano Indiano. Nel 1487 Bartolomeo Diaz doppiò il Capo di Buona Speranza. Cristoforo Colombo si rivolse verso Giovanni II col progetto di raggiungere l’oriente circumnavigando la Terra verso occidente. La corte portoghese si mostrò scettica e quindi Colombo si rivolse alla Spagna. Vennero firmate dai re cattolici le capitolazioni di Santa Fé. La regina Isabella finanziò l’impresa e diede a Colombo il titolo di ammiraglio del mare Oceano e la carica di viceré e governatore delle terre eventualmente scoperte. Così il 3 Agosto 1492 tre velieri con 120 uomini partirono dal porto di Palos. Fecero una sosta di un mese alle Canarie e poi ripresero il viaggio. Il 12 Ottobre trovarono una terra di fronte a loro. Era l’isola attuale di Watling nelle Bahamas, battezzata da Colombo San Salvador. Colombo era convinto di essere arrivato in Asia. Il 14 Marzo 1493 rientrarono a Palos portando alcuni indiani, dei pappagalli e un po’ di oro ottenuto dagli indigeni. La regina Isabella diede un secondo finanziamento per un’altra spedizione di 17 navi e 1500 uomini. Il secondo viaggio però produsse solo un carico di schiavi e accuse di malgoverno contro l’ammiraglio. In seguito però ottenne finanziamenti per altre due spedizioni in cui scoprì le foci del fiume Orinoco e l’America centrale. Ci furono altre spedizioni come quelle di Giovanni Caboto a Terranova, al Labrador e alle coste nord-occidentali degli Stati Uniti per l’Inghilterra e quelle di Amerigo Vespucci per la Spagna e poi per il Portogallo. Proprio lui fu tra i primi a capire che non si trattava dell’Asia ma di un nuovo continente. Una conseguenza del primo viaggio di Colombo fu la disputa nata tra Spagna e Portogallo per l’appartenenza dei territori scoperti. Giovanni II di Portogallo stipulò con la corte spagnola il trattato di Tordesillas nel 1494, così la linea divisoria tra l’area portoghese e quella spagnola era fissata a 370 leghe a ovest delle isole di Capo Verde. Così il Portogallo rivendicherà il Brasile scoperto da Cabral. Ci fu un’altra spedizione portoghese verso le Indie orientali comandata da Vasco da Gama, che doppiò il Capo di Buona Speranza e risalì la costa orientale dell’Africa sino a Malindi. A Calicut riuscirono a caricare le navi di spezie e pietre preziose. Un’altra flotta venne allestita da Pedro Alvares Cabral che prese possesso del Brasile per il Portogallo. L’obiettivo dei navigatori era di trovare un passaggio che permettesse di andare oltre l’America e di trovare una rotta marittima per l’Asia. Nunez de Balboa fu il primo ad attraversare l’America e vedere l’oceano. Per la Spagna, Ferdinando Magellano partì da Siviglia e trovò in fondo alla Patagonia lo stretto a cui diede il suo nome. Attraversò la traversata del Pacifico e sbarcò nelle Filippine.

Spezie e cannoni: l'impero marittimo dei portoghesi

Il Portogallo sfruttò per i commerci la via marittima verso le Indie orientali. Il tragitto di andata e ritorno all’oceano Indiano, la carreira da India, richiedeva un anno e mezzo di tempo; era lungo 40 000 km. I portoghesi in oriente erano seimila disseminati tra Mozambico e Macao. Nell’Africa orientale e nell’Asia meridionale furono costruiti fortezze e feitorias in luoghi strategici. Il sovrano mamelucco dell’Egitto tentò di bloccare l’espansione portoghese, alleandosi col sultano dello Stato indiano di Gujarat; la flotta portoghese però vinse a Diu nel 1509. Il Portogallo conquistò l’isola di Ceylon e alcune zone nelle Molucche. Al pepe, allo zenzero e ai tessuti di cotone dell’India si aggiungevano la cannella di Ceylon, i chiodi di garofano e la noce moscata, le sete pregiate e i legni profumati. Il commercio era controllato dalla Corona attraverso la Casa da India di Lisbona che prelevava il 30% delle importazioni. I profitti dei traffici arricchivano il Portogallo.

Le imprese dei conquistadores spagnoli

Dopo la scoperta di Colombo gli europei si insediarono nelle isole caraibiche. Sfruttarono la popolazione indigena. Nel 1517 iniziò l’esplorazione della terraferma. I conquistadores erano soldati spagnoli che attraversarono l’oceano e volevano conquistare i grandi regni. Hernán Cortes partì da Cuba con 500 uomini e cavalli e cannoni e andò verso il centro dell’Impero azteco senza incontrare resistenza. Arrivò nella capitale Tenochtitlán dove fu accolto dal sovrano Montezuma che vide in Cortes una reincarnazione di Quetzalcoatl, una divinità tolteca. Cortes lo fece prigioniero ma poco dopo gli spagnoli furono costretti a ritirarsi da una rivolta dove rimase ucciso Montezuma. Cortes poi ritornò a Tenochtitlán nel 1521, la occupò e la distrusse. Sulle rovine venne rifatta una nuova città, Mexico. Con un editto del 1522 Carlo V nominava Cortes governatore e capitano supremo della Nuova Spagna. Un’altra impresa stupefacente fu quella di Pizarro e Almagro che nel 1522 andarono da Panama verso sud in Perù. L’incontro tra l’esercito inca e quello spagnolo avvenne a Cajamarca dove gli spagnoli ebbero la meglio. La capitale Cuzco venne saccheggiata e nacque al suo posto il vicereame spagnolo del Perù la cui capitale fu Lima.

La colonizzazione spagnola del Nuovo Mondo

Nel corso del 500 la colonizzazione spagnola si estese da nord a sud. L’immigrazione dall’Europa di aggirava sulle 220 000 persone con 30 000 schiavi africani. Grande sviluppo ebbe il fenomeno del meticciato, determinato dall’unione di uomini e donne di razza diversa. Vennero fondate città e encomienda. L’encomienda consisteva nell’assegnazione a un conquistador o a un colonnello spagnolo di una circoscrizione territoriale al cui interno essi potevano esigere determinati tributi e prestazioni di lavoro dagli indigeni. In cambio dovevano proteggere i loro vassalli e convertirli alla fede cristiana. Ma l’encomienda divenne uno strumento di sfruttamento del lavoro indigeno. I due vicereami della Nuova Spagna e del Perù erano divisi in province e le circoscrizioni giudiziarie erano chiamate audiencias. La corona spagnola svolse dei controlli della società coloniale, e contribuì anche l’azione degli ordini regolari. Nelle isole caraibiche si iniziò la coltivazione della canna da zucchero, per la quale fu necessario importare quantità crescenti di schiavi africani. Con il mais si cominciò a coltivare il frumento, gli olivi e la vite. Si moltiplicarono i greggi di pecore e le mandrie di buoi e cavalli dando origine all’industria laniera. Nel Messico vennero scoperte le miniere d’argento di Zacatecas.

Le ripercussioni in Europa

La causa della rivoluzione dei prezzi fu l’afflusso dei metalli preziosi dalle Americhe. Aumentarono i prezzi dei cereali e delle altre derrate. Metalli preziosi furono utilizzati per pagare l’importazione di spezie e altre merci all’oriente. I nuovi prodotti importati dai nuovi mondi influenzarono le abitudini alimentari e la vita sociale.

Monarchie: Francia, Spagna e Inghilterra

La Francia

La Francia, sotto Carlo VIII (1483-98) e i suoi successori Luigi XII (1498-1515) e Francesco I (1515-47) continuò ad accentrare il potere nelle mani del re. Si rafforzò l’amministrazione finanziaria, crebbe l’autorità del Consiglio del re e si affermarono l’azione del Gran Consiglio e dei Parlamenti. Da un lato si costituiva anche un ceto burocratico autonomo anche nei confronti del monarca. Nei confronti della Chiesa gallicana furono fatti valere i privilegi della Chiesa gallicana sanciti dalla Prammatica sanzione del 1438. Nel 1516 Francesco I stipulò col papa Leone X un concordato a Bologna: il re non era più superiore al pontefice ma aveva il diritto di nomina a tutti i vescovati e arcivescovati. Ancora nel 1500 la monarchia francese non esercitava un’autorità assoluta. I grandi feudatari mantenevano potere locale. I Pays d’états, cioè le province di recente annessione, avevano le loro assemblee di stati che contrattavano con la corona l’ammontare delle imposte.

La Spagna

In Spagna nel 1479 iniziò il regno dei coniugi sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. Con la riorganizzazione della Santa Hermandad vennero repressi l’anarchia feudale e il banditismo. I corregidores amministravano la città. Le cortes (rappresentanze del clero) furono convocate raramente. Ferdinando si fece proclamare Gran Maestro dei potenti ordini militari di Santiago, Calatrava e Alcántara e ottenne dal papa la facoltà di conferire i seggi episcopali. La Mesta era la corporazione degli allevatori di pecore e godette della protezione regia. Le provincie che componevano il Regno di Aragona erano Aragona, Catalogna e Valenza. Ferdinando risiedeva in Castiglia e così in Aragona venne nominato un viceré e nel 1494 venne istituito un Consiglio di Aragona. Gli elementi in comune tra i due regni erano la tradizione della Reconquista, della guerra contro i mori e la difesa della ortodossia religiosa. Nel 1478 venne creata l’Inquisizione spagnola e venne sottoposta all’autorità regia. Nel 1492 venne conquistato il Regno di Granada e furono espulsi gli ebrei. La monarchia spagnola cementava così la propria unità religiosa (fede cattolica). Nel 1504 Isabella morì e si aprì una crisi dinastica perché il trono sarebbe dovuto andare alla figlia Giovanna che aveva sposato Filippo d’Asburgo. Ma quando Filippo morì, Giovanna divenne pazza e così Ferdinando riprese le redini del potere che tenne fino alla morte nel 1516.

L’Inghilterra

In Inghilterra Enrico VII Tudor (vincitore della guerra delle Due Rose) consolidò il suo potere stroncando le ribellioni nobiliari, amministrando le finanze e rafforzando gli organi centrali del governo regio. Furono rafforzate le funzioni amministrative e giudiziarie dei giudici di pace. Il Parlamento fu convocato sempre più raramente; questo indirizzo assolutistico venne proseguito dal figlio Enrico VIII (1509-47) che pose in primo piano la politica estera. La Chiesa d’Inghilterra si distaccò da Roma.

Germania

Nell’impero germanico dopo la morte di Federico III d’Asburgo (1493) ci fu caos negli Stati territoriali, nelle città e nei feudi di popoli e lingue diverse. Massimiliano I (1493-1519) prese il potere e sposò Maria di Borgogna. Con la Pace di Senlis la Francia riconosceva agli Asburgo il possesso dei Paesi Bassi, dell’Artois e della Franca Contea. Massimiliano era intenzionato anche a organizzare una crociata contro i turchi ma non aveva abbastanza mezzi. Con la Dieta imperiale di Worms si cercò di dare più compattezza all’Impero germanico ma non fu proprio così. Alla fine il compromesso raggiunto prevedeva la creazione di un tribunale imperiale e di un consiglio composto di 17 membri. Negli Stati ereditari asburgici ci fu la creazione di un Consiglio aulico e di una Camera aulica per l’amministrazione delle finanze.

La prima fase delle guerre d’Italia

Dopo la pace di Lodi del 1454 l’equilibrio durò fino all’ultimo decennio del secolo. Nel 1492 morirono Papa Innocenzo VIII, a cui succedette Alessandro VI (1492-1503), e Lorenzo De Medici. Vi erano in Italia anche le minacce delle mire espansionistiche di Venezia e del signore di Milano Ludovico Sforza. Venezia e Sforza erano pronti a chiedere aiuto anche alle potenze straniere. Il re di Francia Carlo VIII voleva far valere i suoi diritti sul Regno di Napoli. Fu aiutato da Venezia e Milano che volevano umiliare Ferrante d’Aragona, il re di Napoli (1458-94). Nel 1495 Carlo VIII re di Francia entrò a Napoli, accolto dai nobili come un salvatore. Gli Stati italiani però si resero conto del pericolo e così a Venezia fu stipulata una Lega che comprendeva la Serenissima, Milano, Firenze, lo Stato pontificio, la Spagna e l’Impero. In Toscana Piero De Medici fu cacciato dai fiorentini, indignati per la sua condiscendenza alle richieste del re di Francia. Pisa si rifiutò di tornare sotto il dominio fiorentino e difenderà la riconquistata libertà contro Firenze fino al 1509. Firenze rischiava di degenerare in guerra civile. Un frate domenicano Savonarola andò contro la corruzione della Chiesa e voleva fare di Firenze la nuova Gerusalemme. I suoi seguaci, i piagnoni, imposero l’adozione di un sistema popolare e fu istituito un Consiglio grande. Il papa scomunicò Savonarola, che venne poi giustiziato. L’aristocrazia fiorentina riprese il potere. Anche Venezia voleva espandersi. Nel 1498 la Repubblica di San Marco concluse con il re di Francia Luigi XII un trattato d’alleanza e così si offriva l’appoggio alla Francia per l’occupazione di Milano. Ludovico il Moro fu fatto prigioniero in Francia. La Spagna rimase unica padrona del Mezzogiorno d’Italia. Cesare Borgia prese il dominio della Romagna e delle Marche ma come suo padre, papa Alessandro VI morì, l’impresa fallì. Il nuovo papa Giulio II voleva restaurare il dominio della Chiesa, organizzando spedizioni militari contro i signori di Perugia, Bologna e intimò a Venezia di ritirarsi da Rimini. Nel 1509 l’esercito veneziano fu sconfitto da quello francese ad Agnadello. I francesi si fermarono sulla linea del Mincio ma le città della terraferma veneta aprirono le porte agli imperiali arrivati dalle Alpi. Il papa promosse la Lega Santa contro la Francia e si alleò con la Spagna, l’Inghilterra e gli svizzeri. I Medici tornarono a Firenze e gli svizzeri occuparono Milano. La Francia fece pace allora con Venezia. Venezia fu sostenuta dai popolani e dai contadini. La sconfitta di Agnadello segnò una svolta nella politica italiana. Nel 1515 il nuovo re di Francia Francesco I preparò una spedizione in Italia. Passò le Alpi. A Settembre si svolse lo scontro decisivo con gli svizzeri che occupavano Milano. Francesco I trionfò. La pace di Noyon tra Francia e Spagna consolidava l’equilibrio raggiunto in Italia. Agli spagnoli rimaneva il Regno di Napoli, alla Francia il Ducato di Milano.

Carlo V: il sogno di una monarchia universale

Nel 1516 morì Ferdinando d’Aragona e il nipote Carlo d’Asburgo ereditò la corona di Spagna perché sua madre Giovanna non era in grado di governare. Nel 1519 morì anche Massimiliano I. Si candidarono per condurre l’Impero sia Carlo che il re di Francia Francesco I, che era appoggiato da papa Leone X. Gli elettori tedeschi erano ostili contro la Francia e alla fine Carlo fu eletto all’unanimità dalla Dieta riunita a Francoforte. Carlo aveva

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valeder di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Sanna Piero.
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