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La popolazione e le strutture familiari
Fine 1400-inizio 1800
- In ogni periodo considerato più di metà della popolazione mondiale vive nel continente asiatico.
- Fra metà 1400 e inizio 1600 la popolazione europea continua a crescere (anche se a ritmo più lento). Nel 1600 il ritmo di crescita della popolazione europea rallenta drasticamente. Nel 1700 il ritmo della crescita aumenta e questo continua nel 1800.
- Nel periodo di crescita estremamente rallentata per la popolazione europea (1600) si è sicuri che tale fenomeno sia dovuto all’aumento del tasso di mortalità dato che non furono presenti flussi migratori consistenti.
- Le pratiche contraccettive si diffondono solo nel tardo 1700 (dalla Francia). Nonostante la condizione di fecondità naturale (prima di fine 1700) non accadeva che ogni coppia di coniugi mettesse al mondo molti figli, perché le donne si sposavano, in gran parte d’Europa, tardi (fra i 24 e i 26 anni) + gli intervalli fra i parti tendevano ad allungarsi (allattamento prolungato => temporanea sterilità) + rottura dell’unione prima della fine del ciclo fecondativo della donna (morte di uno dei due coniugi) => in media ogni coppia generava 5/6 figli. Tuttavia, dato che ¼ dei nati moriva durante il primo anno di vita e ¼ moriva prima di arrivare all’età adulta, sopravvivevano 2/3 figli per coppia => alla fine veniva garantita la riproduzione del potenziale umano e una lieve eccedenza (se le condizioni economiche e sociali erano favorevoli).
- Nelle famiglie contadine la divisione del patrimonio influenzava il tipo di famiglie che andavano formandosi: la divisione in parti uguali del patrimonio fra i figli maschi favoriva la formazione di famiglie nucleari (secondo la classificazione di Peter Laslett: famiglia costituita da coniugi ed eventuali figli), mentre la successione al podere di un solo figlio favoriva la convivenza dell’erede e di sua moglie con i genitori di lui (famiglia ceppo). Altro fattore: dimensioni del fondo coltivato e forza lavoro da esso richiesta.
- Non solo le famiglie contadine erano condizionate da fattori economici: fra il 1500 e il 1800 la preoccupazione principale delle famiglie appartenenti alle elites è la conservazione della ricchezza => strumento del fedecommesso = disposizione di ultima volontà mediante la quale chi fa testamento obbliga l'erede o gli eredi a trasmettere i beni sottoposti a vincolo agli ulteriori chiamati, di solito per via di discendenza maschile + strumento della primogenitura = il grosso dell’eredità viene trasmessa al primo figlio maschio + eventuale limitazione del matrimonio a un solo figlio maschio per generazione. Generalmente fra le figlie femmine solo una si sposava, mentre le altre venivano destinate alla monacazione o rimanevano in casa dei genitori come zitelle.
L'economia dell'Europa preindustriale
- Nei secoli dopo il 1000: notevoli progressi per agricoltura (es. di innovazione: aratro pesante e rotazione triennale). Dal 1450 al 1750 l’organizzazione produttiva delle campagne rimane più o meno la stessa.
- Durante il periodo di incremento demografico (1500) l’agricoltura riesce a sfamare la popolazione con l’allargamento della superficie coltivata + con tecniche che accrescono la produttività. La prima risposta (detta estensiva) fu quella più diffusa nel 1500 => contrazione delle aree adibite al pascolo => scarsità di concime per unità di superficie => i raccolti ne risentono. Siamo, tra l’altro, nel mezzo di un periodo chiamato “piccola glaciazione” che ebbe inizio nel secondo 1400 (ritenuto responsabile in parte della stagnazione demografica del 1600).
- Durante il basso Medioevo decadono la feudalità come sistema di governo e i poteri signorili nelle campagne => all’inizio dell’età moderna i coltivatori del suolo sono liberi di spostarsi, trasferirsi e disporre delle terre. I rapporti feudali originari si evolvevano nel tempo in modo diverso nelle varie aree d’Europa: in Francia e nella Germania occidentale i coltivatori diretti possedevano la metà circa del suolo coltivabile, mentre in Inghilterra si pagava una tassa di ingresso a ogni generazione ed un canone annuo (la proprietà coltivatrice era ridotta ad un quinto del suolo).
- L’aumento della popolazione del 1500 e quello del 1700 generarono processi di proletarizzazione (diminuzione dei lavoratori autosufficienti) + moltiplicazione dei contadini poveri o nullatenenti.
- Rimanevano residui dei diritti feudali + la decima ecclesiastica + le imposte statali + la rendita fondiaria (quando i contadini non erano proprietari). Le innovazioni erano scoraggiate dal fatto che per i grandi proprietari terrieri risultava più semplice e conveniente acquistare nuove terre e accrescere il prelievo sui coloni (costretti dalla concorrenza ad accettare condizioni dure), piuttosto che incentivare le innovazioni.
- Nell’Europa orientale il problema principale non era la penuria della terra coltivabile (c’erano distese immense), ma la scarsità della forza lavoro + erano meno sviluppate le città, le comunità di villaggio e le istituzioni statali (contrappesi all’aristocrazia fondiaria) => maggiore coercizione extraeconomica nei confronti dei contadini => rafforzamento della servitù della gleba (ad opera, in un secondo momento, degli stessi poteri statali = al comando c’erano gli aristocratici) = gran parte del tempo e delle energie delle famiglie di contadini sono dedicate alla coltivazione delle terre del signore + servizio domestico nella casa del nobile) + nei mesi invernali si dedicavano ad attività industriali, sempre a servizio del signore. In Russia accanto alla servitù della gleba sopravviveva la servitù personale e i contadini potevano essere comprati/venduti indipendentemente dalla terra.
- Le rivolte da parte del mondo contadino rimasero infatti, anche nel 1600, rivolte prevalentemente contro i signori, mentre nell’Europa occidentale il principale bersaglio delle proteste del 1600 è lo Stato.
- Molte città ospitavano agricoltori e orticoltori che lavoravano terre nei dintorni + accanto alla produzione di prodotti (lenzuola, abiti etc.) diretta al consumo famigliare in alcune zone vediamo svilupparsi un’industria rurale => non è possibile identificare completamente le campagne con l’attività agricola e le città con i settori secondario e terziario.
- Città = centri di 2000/3000 abitanti con una stratificazione sociale. I settori predominanti erano la lavorazione del legno, dei metalli, del cuoio e dei pellami, i diversi rami del tessile, la confezione di indumenti, l'alimentazione e l'edilizia. I diversi specialisti di ognuno di questi settori continuavano ad essere organizzati in corporazioni all’interno delle quali vigevano norme statuarie.
- 1400-1700: diffusione dell’industria a domicilio = il mercante/imprenditore acquistava la materia prima e la affidava ad operai che lavoravano nella propria abitazione ed erano retribuiti a cottimo (un tot per ogni unità di produzione). In alcuni settori le fasi principali della produzione vennero decentrate rispetto alla città per riuscire ad abbattere i costi e sfuggire alle regole delle corporazioni.
- Il settore tessile rimase a lungo dominante in Europa.
- Nel 1200 vigeva ovunque un regime di bimetallismo = l’oro e l’argento dominavano i valori di scambio anche per le monete divisionali fabbricate in rame. Nei vari Paesi erano presenti monete di conto (monete non effettivamente coniate che servivano da misuratori delle monete in circolazione) + la svalutazione delle monete divisionali (concepite come frazioni delle monete di conto) porta anche alla svalutazione delle monete di conto stesse (nelle quali erano espressi i prezzi). A fine 1400 i prezzi tendono ad aumentare sempre di più = questo perché la quantità di beni disponibili aumenta in misura minore della massa monetaria in circolazione in una certa area e/o della velocità di circolazione. Nel 1500 infatti la produzione delle merci rallentò e quindi la domanda salì + aumentano i mezzi di pagamento e la loro velocità di circolazione.
- A fine 1400 la produzione industriale aumenta => espansione dei traffici + innovazioni soprattutto per quanto riguarda il trasporto via mare. Tra il 1500 e il 1600 si incrementano gli scambi fra l’Europa centro-occidentale e quella orientale attraverso gli stretti (paesi affacciati sul Baltico, soprattutto Olanda = Amsterdam divenne emporio internazionale, capitale della finanza e del credito).
- Rapporti commerciali con il Nuovo Mondo = vendita di vari beni ai coloni oltreoceano che avevano bisogno di tutto. I protagonisti di questi scambi furono i paesi iberici, ma presto subentrarono inglesi e francesi + pirati di varia provenienza.
- Scambio fra Europa e Asia = gestito quasi interamente dal Portogallo (avevano scoperto il modo di circumnavigare l’Africa). L’impero portoghese non si basa sulla colonizzazione, ma sul possesso di scali e fattorie (via di mezzo fra empori commerciali e fortezze militari). In questo ambito nel 1600 acquistano il primato gli olandesi. La penetrazione in Asia di francesi ed inglesi arrivò dopo. Compagnie privilegiate = organizzazioni commerciali consistenti in corporazioni di mercanti che godono collettivamente del monopolio di un certo genere di traffico anche se operano individualmente (associati a piccole imprese) /società per azioni il cui capitale era diviso in quote possedute da mercanti e finanzieri che percepivano ogni anno dei dividendi. Queste compagnie privilegiate furono protagoniste dei traffici nell’oceano indiano.
- Nasce un’economia mondiale imperniata sull’Europa + spostamento dell’asse dei traffici dal Mediterraneo all’Atlantico + ai mari settentrionali. Rimane, come nel Medioevo, il dominio del capitale mercantile sulla produzione = il termine “commercio” è utilizzato anche in ambito industriale. Questo è riconducibile alle idee mercantilistiche (noi le chiamiamo così dopo Smith) = la ricchezza è una quantità statica e per averne di più occorre sottrarla agli altri + ricchezza = possesso metalli preziosi. Le idee mercantilistiche verranno superate nel secondo 1700.
Ceti e gruppi sociali
- Fino all’Illuminismo l’individuo non conta per sé, ma conta in quanto membro di una famiglia, di una comunità. L’appartenenza ad un certo tipo di comunità (corpi di mestiere, collegi professionali, confraternite etc.) implicava il godimento di franchigie, immunità e privilegi => lo stato moderno faceva fatica a controllare questi poteri. Permane la divisione medievale fra oratores, latores (coloro che combattevano = nobiltà) e laboratores (fino alla rivoluzione francese), anche se la stratificazione sociale era molto più complessa. In questo periodo si parla di “ceti” e non di classi per identificare coloro che esercitano la stessa funzione economica e godono di un reddito di un certo livello. Alla base di tutto ciò: idea di una gerarchia naturale tra tutte le creature, una gerarchia voluta dalla Provvidenza divina e implicita nella visione tolemaica dell'universo + come nel creato vi sono diversi gradi di perfezione, così nella società umana dovevano esistere diversi livelli di bontà e di virtù, che si collegavano alle origini familiari e alla condizione sociale.
- Nobiltà = ricchezza basata sulla proprietà della terra + funzioni di giustizia e di polizia. Nell’Europa centro-occidentale il proprietario terriero vive fondamentalmente di rendita (pagata da chi coltiva le sue terre) vs nell’Europa orientale sfrutta il lavoro gratuito dei contadini per produrre prodotti poi venduti a livello nazionale/internazionale. I proventi della terra sono comunque sempre integrati da altre entrate = estrazione minerali, fabbriche, impieghi a servizio del principe o della Chiesa. La figura del nobile povero è diffusa dove la nobiltà è numerosa (es. Polonia).
- Attenzione: in Inghilterra si distingue la nobiltà titolata (che gode di privilegi giuridici e consistente in poche centinaia di uomini) dalla gentry (piccola nobiltà rurale molto più numerosa). La nobiltà comprende diversi livelli di ricchezza e prestigio. La nobiltà si colloca nelle zone rurale nei paesi in cui era ancora presente la struttura feudale, mentre si concentra nelle città nei paesi in cui questa struttura è ormai venuta meno. In alcuni casi i nobili gestivano direttamente il potere (oligarchie aristocratiche), ma rimangono casi isolati (ha la meglio la monarchia). Attenzione: le monarchie a volte erano assolute, altre volte l’esercizio della sovranità dipende dal beneplacito della nobiltà.
- Tra la fine del 1400 e l’inizio del 1600 in molti paesi il potere statale si rafforzò dotandosi di apparati più efficienti => crisi identitaria dei ceti nobiliari = concorrenza con ceti sociali emergenti + controllo crescente delle abitudini di violenza e anarchia feudale tipici della nobiltà. => ossessiva ricerca di legittimazione del primato nobiliare + slittamento dei valori di riferimento dalla virtù e dal valore militare al sangue e alla stirpe. Molte delle teorizzazioni della nobiltà dell’epoca avevano connotati razzisti. Ci sono anche vari modi in cui si poteva diventare nobili: es. sistema di cooptazione (cooptazione = assunzione di un membro in un corpo od organo collegiale, mediante designazione da parte dei membri già in carica) basato sull’antica residenza in città, sulla ricchezza e sull’astensione per un tot di generazioni dalle “arti meccaniche” (Italia centro-settentrionale, patriziato) vs nobiltà riconosciuta dal monarca. Ad ogni modo i nuovi nobili andavano assimilandosi a quelli delle casate più antiche nell’arco di qualche generazione.
- Tra il 1600 ed il 1700 la nobiltà non si sente più minacciata nel suo primato economico e sociale ed inizia ad integrarsi nelle strutture della monarchia. Il predominio dei costumi della nobiltà verrà scosso solo dall’avanzare del razionalismo illuminista.
- Attenzione: in contrapposizione alla nobiltà non è propriamente corretto usare il termine “borghesia”, perché non c’era allora la coscienza di classe che tale termine suggerisce. Si tratta di: proprietari fondiari non nobili, professionisti, funzionari pubblici, strati superiori dell’artigianato, i più ricchi mercanti ed imprenditori. Queste categorie cercano la via per vivere non più di profitto, ma di rendita => avvicinamento alla condizione nobiliare. Ad ogni modo queste categorie vivono ed operano nel contesto urbano. Queste figure si distinguono dagli strati sociali inferiori per il rifiuto del lavoro manuale e per il possesso di risorse che impedivano loro di cadere in una condizione di indigienza.
- Gutton distingue fra poveri strutturali (vivono anche in tempi normali di elemosine), poveri vergognosi (persone di condizione civile rimasti privi di risorse) e poveri congiunturali (ricavano da vivere dal loro lavoro e sono alla mercé del sopraggiungere di un’infermità, della vecchiaia etc.). Il povero in senso stretto (strutturale) era circondato da un’aurea sacrale nel Medioevo, mentre nell’età moderna egli appare come minaccia al poter costituito => viene scacciato e represso (vd Rinascimento: condanna dell’ozio e esaltazione della vita attiva). Con l’incremento demografico (1500) il pauperismo aumentò + inizia a diffondersi l’immagine del vagabondo (prima invece povero residente in una comunità). Prende piede a partire dal 1500 l’utopia della reclusione dei poveri e nel 1700 si iniziano a fondare istituti di ricovero. La proletarizzazione (1500-1700) ebbe un ruolo in tutto questo: la metà o i 2/3 delle popolazioni urbane vivevano in case d’affitto al livello di pura sussistenza. Tra il Settecento e l’Ottocento si sviluppa il sistema della fabbrica = le masse di indigenti si trasformano in classe operaia.
Le forme di organizzazione del potere
- Il potere dello stato si incarna prima nel monarca/nelle repubbliche aristocratiche in un ceto ristretto. Si configura poi come entità a se stante soprattutto con la Rivoluzione Francese. Dal 1400 questo potere si emancipa dalle autorità esterne (papa/imperatore) + esige obbedienza dai sudditi = componenti fondamentali del concetto di sovranità. Il vero e proprio Stato moderno, però, lo abbiamo dalla fine del 1700.
- La potestà assoluta dello stato non è illimitata: diritto divino (e diritto naturale) + leggi fondamentali del regno. Inoltre all’inizio lo stato non vuole sostituirsi alle strutture autoritarie preesistenti, ma si sovrappone ad esse + le usa come terminali della propria azione sulla società = corpi territoriali, ceti ed ordini privilegiati => Stato per ceti = all’autorità del principe si contrappongono assemblee. Queste assemblee continuano a funzionare nell’Europa centro-orientale fino al 1700. In Inghilterra ed in Svezia queste assemblee si trasformano in vere e proprie rappresentanze nazionali già tra il 1600 e il 1800. Si parla di stati rinascimentali/di antico regime (non moderni).
- Fino al 1700 c’è ancora l’idea di un’origine provvidenziale dell’autorità politica + la Chiesa di Roma contribuì all’affermazione dell’assolutismo monarchico = struttura piramidale, corpus di norme, simbologia e cerimoniale di corte => i re dicono di essere “cristianissimi” per approfittare del controllo sulle coscienze di cui godeva il clero. Dopo la riforma protestante si ha una subordinazione della Chiesa allo Stato nei principati tedeschi e nei regni scandinavi (dottrina luterana). Nel 1600 i fondamenti religiosi della sovranità iniziano a vacillare (Machiavelli non era stato ascoltato), vd contrattualismo (si parla di delega dei diritti ind...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
M-STO/02 Storia moderna
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