Introduzione
Il neoclassicismo è lo stile del tardo 700, della fase culminante dell’ Illuminismo. L’arte di
quest’epoca ha visto rivoluzioni politiche più di ogni altra, dalla caduta dell’impero romano, essa fu
segnata da interne e nascoste contraddizioni. È difficile per noi oggi considerare il neoclassicismo
un movimento giovane e ribelle. Ma questo termine è stato anche utilizzato per indicare qualcosa di
freddo e fondato sulla ripresa dell’antico, esprimendosi in artificiose imitazioni delle sculture greco-
romane. Inoltre il termine ci invita a considerare il movimento in contrapposizione al romanticismo,
si tratta per lo più di una visione che è estranea al classicismo e che si crea solo nell’800. Nel 700 né
il termine classicismo né neoclassicismo venivano utilizzati per descrivere lo stile dell’epoca.
Veniva definito ‘’il vero stile ’’ e si parlava di ‘’risorgimento delle arti’’. Ma alla fine il termine
andò a significare uno stile decorativo, come gli interni di Adam e Wyatt, i mobili di Riesener e
Weisweiler.
Il neoclassicismo maturò rapidamente, la sua fioritura fu breve e fu seguita da un periodo di
decadenza e di disprezzamento. Molti elementi passarono nell’arte degli anni dell’impero e finirono
per trasformarsi nell’arte romantica. Le scuole d’arte crearono nuovi motivi che finirono per
diventare il fondo dell’art officiel e art pompier della metà del secolo. Fascisti e nazisti diffusero
un’architettura neoclassica chiudendo così il cerchio della storia di questo stile e facendone
l’incarnazione dei programmi politici più reazionari. L’epoca neoclassica ha visto il fiorire del
critico d’arte e ha inventato il termine estetica.
I classicismo e neoclassicismo
Nel 1759 d’Alembert scrive di un mutamento di idee che stava avvenendo, egli si riferiva alla
filosofia, ma le sue parole si possono applicare anche all’arte. Infatti si parlava di cambiamento nei
saloon parigini, per uno stile più leggero e sobrio. Il mutamento di cui parla d’Alembert si riferisce
al trionfo dei philosophes le cui idee sono racchiuse nell’Encyclopedie di cui egli e Diderot erano
direttori. Questo momento sarà caratterizzato anche da un mutamento di rotta dell’illuminismo
stesso. Aveva cominciato ad assumere un tono più serio, moralmente impegnato, concentrandosi
meno nella lotta alla superstizione e al dogma e più in nella costruzione di un mondo nuovo. Anche
Rosseau era entrato in scena, mettendo in discussione i valori correnti dalla società civile,
avanzando la tesi che le arti e le scienze avevano corrotto l’umanità, affermava il diritto alla libertà
per tutti gli uomini. In questo nuovo mondo non avrebbero più dovuto esserci doppi valori, né
compromessi con la verità. La reazione intellettuale contro la frivolezza ebbe il suo parallelo nell’
arte nel rifiuto del rococò. Si trattava di un rifiuto radicale, un’ azione analoga si ebbe in tutta
Europa. In Germania l’opposizione si combinò con il sentimento antigallico perché il Rococò era
stato legato al gusto francese. Ma il rococò non era stato eliminato completamente, resistette fino
alla fine del secolo. L’opposizione arrivò ad una vera repulsione, inoltre si potrebbe pensare che
cominciò a svilupparsi il mecenatismo borghese ma non sappiamo se è vero, ciò che risulta evidente
è l’appoggio degli aristocratici. I critici cominceranno a disprezzare tutto quello che aveva a che
fare con il mondano, si sviluppò una diffidenza per tutti gli accorgimenti pittorici e illusionistici
usati dagli artisti barocchi e rococò, tutto questo si unisce ad una nuova concezione dell’artista,
Winckelmann esortava i pittori a intingere il pennello nell’intelletto. L’artista doveva elevarsi al di
sopra dell’artigiano, doveva indossare il manto del sommo sacerdote per educare il pubblico. Alle
rappresentazioni delle divinità dell’Olimpo si sostituiscono le scene moraleggianti più virtuosi,
attraverso uno stile onesto e severo, decisamente antillusionistico. Nella composizione, la veduta in
diagonale cedette il posto a quella frontale, i colori saranno chiari. In architettura si assiste alla
purificazione delle forme, un’architettura simbolica, spogliata da ogni policromia e quasi primitiva,
queste costruzioni sicuramente non attiravano l’attenzione del committente ma attireranno sempre
più le commissioni per edifici pubblici. Questo tipo di mutamento si avrà anche in musica, Gluck
promuove la nobile semplicità, tra gli scritti invece trionfano le teorie di Winckelmann che richiama
l’imitazione all’antico per divenire grandi. Ma non tutti considerano così l’antichità, ma nella
maggior parte dei casi l’antichità serviva per l’educazione della persona colta. La sua importanza
viene enunciata in Francia da Poussin, in Italia si sviluppa dal rinascimento in poi. Nella Francia di
Luigi XIV per 30 dopo la sua morte, vi sarà un movimento neoclassico, per la decorazione di
interni intimi. Ma nel 1745 Lenormant de Tournehem fu nominato Directeur General des Batiments
du Roi e ritenne di dover ristabilire la gerarchia dei soggetti che il rococò aveva spezzato, quindi
diede importanza al ritratto, paesaggio, scene di genere e natura morta. La pittura di storia doveva
riprendere il primato, così si cominciarono a dare compensi più alti a pittori che dipingevano queste
scene. Nel 1748 istituì la nuova Ecole royale per assicurare una nuova cultura agli artisti. Educato
per succedergli sarà il nipote Marchese di Vandieres(noto come Marigny)a prendere il suo posto, nel
1749 fu inviato in viaggio per studiare le antichità italiane con Soufflot. Marigny rientrerà in patria
nel 1751 per assumere la sua carica fino al 1773, da subito comincerà a commissionare quadri e
opere notevoli a Parigi. Il programma di mecenatismo fu ispirato dal desiderio di rinnovamento dei
fasti del Grand Siecle.
Ma il rifiuto del Rococò non avvenne solo nei circoli di corte e ufficiali, unito al ritorno al
classicismo di Luigi XIV. Nella decorazione degli interni, si sviluppò uno stile a greca, le forme
rettilinee sostituirono quelle curve e in pochi anni il gusto greco divenne una mania. In Inghilterra
lo stile neoclassico fu legato a un patriottico desiderio di potenziare le arti e creare una scuola
nazionale che potesse stare alla pari dell’Italia e della Francia. Un altro fattore che contribuì al
rapido sviluppo del nuovo stile fu l’affermarsi di Roma come porto per lo scambio delle idee
artistiche, tutti gli artisti di una certa importanza passarono qualche anno a studiare le antichità e i
dipinti del cinquecento Classico. Ma Roma fu anche il luogo di approdo di molti dilettanti. Le opere
d’arte eseguite a Roma erano presentate ad un pubblico internazionale. Ricordiamo per esempio il
Parnaso di Mengs eseguito nel 1761 per il salone della villa in cui il cardinale Albani conservava la
sua collezione di sculture antiche. L’artista ha sviluppato quest’ opera inserendo una serie di teorie
dell’epoca, evitò gli effetti coloristici, le soluzioni compositive intrecciate, le profonde rughe in
profondità degli artisti barocchi, e mise vicino all’opera due tondi dipinti a colori più caldi. Le varie
tendenze che avevano cominciato a delinearsi giunsero alla metà del secolo a produrre una serie di
capolavori: il giuramento degli Orazi di David, il monumento a Clemente XIV di Canova e le
Barieres parigine di Ledoux. David cominciò la sua carriera all’ombra del rococò, tra le sue opere si
ricorda anche Belisario che riceve l’elemosina. David solleva un aneddoto storico a tema di
significato universale facendone una lamentazione sulla caducità della gloria umana. La dignità del
messaggio si rispecchia nello stile con i colori bassi, cura dei particolari, tuttavia l’opera si rifaceva
ancora al revival Luigi XIV. Mentre con il giuramento raggiunge la sua maturità, con la fusione di
forma e contenuto, esalta un mondo eroico di passioni semplici senza complicazioni, il coraggio si
confronta con la delicatezza femminile. La disposizione delle figure potrebbe derivare dai rilievi
romani, il tutto è accentuato con l’espressione.
Canova invece è educato alla scuola veneziana del Rococò, presto raggiunge il virtuosismo tecnico,
eleganza e raffinatezza, dopo il 1780 giunge a Roma dove riesce a creare un nuovo stile,
rivoluzionario nella sua severità e intransigente nella sua purezza. Il risultato fu Teseo e il
Minotauro morto dove decide di rappresentare la calma dopo la vittoria. L’opera gli meritò il titolo
di continuatore della tradizione antica. Fu chiamato subito ad eseguire due monumenti papali. Il
primo fu il monumento a Clemente XIV Dove rifiutò i panneggi tumultuosi, i marmi policromi e la
ricca ornamentazione. Caratterizzò tutta l’opera di una nobile semplicità. Può darsi che David
avesse visto i modelli per il monumento a Clemente mentre stava lavorando per il giuramento,
infatti le figure hanno molte cose in comune. Un analogo processo di distinzione e giustapposizione
delle parti si vede nel progetto di Ledoux per le Barriere de la Villette a Parigi, formata a croce
greca e sormontata da un cilindro, doveva servire a impressionare il viaggiatore e delimitare il
perimetro di Parigi. L’edificio rappresenta la pura forma architettonica neoclassica.
II La visione dell’antichità
Il mutamento stilistico della metà del 700, è stato attribuito ad una nuova valutazione dell’antichità.
In particolare alla scoperta di Ercolano avvenuta nel 1738 e quella di Pompei avvenuta nel 1748. Il
culto dell’antichità ha avuto un ruolo importante nell’illuminismo, non come una forza motrice ma
come un catalizzatore. Gli artisti grazie alle opere rinvenute scoprirono uno stile puro e semplice.
Un aspetto di mutamento nel 700 vi sarà negli atteggiamenti verso la mitologia pagana. Gli dei della
Grecia e di Roma erano stati condannati come demoni, successivamente recuperati come legami
alla grande Roma imperiale Durante il regno di Carlo magno, allegorizzati dai dotti nel medioevo e
tramutati in simboli dagli umanisti rinascimentali.
I filosofi si accorsero che la superstizione pagana si poteva utilizzare come cavallo di Troia contro il
cristianesimo. Si poteva gettare in dubbio sull’idea stessa della divinità. Gli dei furono così
sottoposti a una critica razionalista, fondandosi sull’autorità degli antichi. Gli dei poterono
sopravvivere nell’arte come tipo di bellezza fisica , ma sulla fine delSecolo solo i committenti più
retrogradi richiedevano opere d’arte che esprimessero l’Antichità.Vennero cancellati così i Fauni e i
satiri, rappresentando uomini come guerrieri legislatori e grandi filosofi dell’antichità che presero il
loro posto. Vi saranno alcuni mutamenti con la messa in luce di Ercolano e Pompei. I ritrovamenti
più importanti furono soprattutto dipinti murali di grandi dimensioni che suscitarono soprattutto
curiosità più che ammirazione. Winckelmann suggerì che dovevano essere dell’epoca di Nerone. I
dipinti furono così ripresi come riflessi dei perduti capolavori di Zeusi o di Apelle. Via via che gli
scavi continuarono furono fatte scoperte ancora più sorprendenti. Proprio nel momento in cui i
teorici dell’arte lamentavano la moralità della rococò e proponevano la loro visione neoclassica di
un mondo nuovo, l’accademia Ercolanese pubblicò un volume dedicato a riproduzioni di incisioni
di lampade e amuleti costruiti in forma di falli trionfanti. Roma evidentemente era scesa un livello
di lussuriosa depravazione ancora più basso di quello da cui l’Europa settecentesca si sforzava di
risalire. Negli ultimi anni del secolo lo stile decorativo pompeiano cominciò a soppiant
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