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Nascita della regia teatrale

La nascita della regia teatrale negli ultimi decenni dell'800 pone fine a una produzione di spettacoli teatrali creati con lo scopo di valorizzare il professionismo attorico. Tanto è vero che tutto è in funzione della sua performance: il testo viene modificato, l'individualità è fondamentale, esiste la fame per gli applausi, scenografie come sfondo scenico con luci fisse e poco curate, costumi realizzati su misura per il Grande Attore. Ogni componente era una cellula a sé stante senza alcun collegamento con le altre.

Il regista nasce per soddisfare bisogni specifici: la necessità di un responsabile, che avesse una certa cura dello spettacolo, cercasse un rinnovamento e creasse vita attraverso la stratificazione di emozioni. Cominciò a decretare l'inviolabilità del testo e a mettere fine al sistema dei "ruoli" imposti (primattore), imponendo un’analisi dell’intero copione. Ricorreva ai dilettanti, esigeva scenari e costumi che si conformassero alle esigenze espressive del dramma e non dell’esecutore stesso.

Movimenti teatrali e sperimentazioni

Inizialmente, la regia si muove verso il mimico naturalistico, rivestendo i panni della vita quotidiana: c'è un’attenzione nella didascalia dei copioni, vengono ricostruite delle scene secondo i canoni della fedeltà storica, facendo coincidere la teatralità con i gesti della vita di ogni giorno, deteatralizzando il teatro.

Appena si annuncia la drammaturgia simbolista, i drammi con stampo naturalista con tematiche storiche e sociali cessano. Il nuovo problema sta nel rispondere: con quale linguaggio il teatro può evocare l'invisibile e le emozioni? Gli scenari si fanno allusivi e simbolici, come la luce e gli effetti sonori, comprimono la loro fisicità, recitando in bassorilievo. Con il passar del tempo si fa spazio all’idea che la figura umana debba essere sostituita con figure inanimate o meccaniche.

Il vero problema del regista è scoprire come far coesistere i vari coefficienti scenici come organismo, inteso come vita. Il lavoro del regista consiste nell’approfondita analisi e immaginazione che portano lo scenografo a produrre un’interpretazione globale del testo. Percorrendo il passato, la Commedia dell’Arte (tragedia greca), arricchita da danze e acrobazie, spettacoli circensi, la teatralità balinese e lo spettacolo – danza orientale (Kabuki e No giapponese) si interpellano sulle arti del movimento, ricercando nella musica e nella danza i principi del ritmo. Gli attori, intesi come unità, devono trasformare il proprio corpo in un perfetto strumento.

Evoluzione della regia teatrale

Tutto ciò, rifiutando la scena all’italiana (Rinascimento), sperimentando nuove formule spaziali, prendendo spunto nel passato e nel futuro (avanguardie). È un’era di sperimentazione. Accanto ai nuovi teatri di regia, nascono i laboratori e le accademie teatrali, dove nasce la figura del regista-pedagogo (Stan. e Starsbourg).

Vista come la storia di un gruppo di persone: Appia, Stanislavskij, Craig, Mejerchol’d, Copeau, Reinhardt, Artaud.

Meininger

  • Ogni coefficiente scenico deve rientrare in un disegno unitario.
  • Deve dar vita al testo, come opera letteraria (integrità del copione) – l'attore non lo modifica più.
  • Ricostruzione ambientale con massima cura e attenzione ai dettagli (fondali dipinti in prospettiva con elementi tipici della scena tridimensionale come oggettistica).
  • Costumi dettagliati e riprodotti con la massima aderenza al reale.
  • Realismo e Naturalismo dato anche da effetti sonori e luministici.
  • Recitazione più spontanea, occupando lo spazio e dando anche le spalle al pubblico.
  • Spettacolo come amalgama organica, unitaria.
  • Lavoro sull’attore, contro lo stereotipo, far recitare anche le comparse senza risultare impacciati.

Antoine

  • Influenzato dal Meininger per il gioco scenico delle comparse (anche se innaturale e falso), effetti di luce e suoni, i precursori della quarta parete.
  • Fonda il Theatre Libre (dà visibilità anche alle pièces straniere o proibite dalla censura).
  • Lo spettatore si immerge nello stesso ambiente di vita quotidiana (utilizzo di oggetti tridimensionali, abolisce le pitture bidimensionali, usa il palcoscenico in tutta la sua profondità, le luci vengono poste in maniera più naturalistica, esiste la quarta parete).
  • Da vita a un teatro ILLUSIONISTICO dal gusto dettagliato, espressivo della luce facendo credere nella realtà nella finzione.
  • Vengono apprezzati più i dilettanti come attori, avendo imparato a recitare direttamente sulla scena. È un attore impostato dal regista che gli prescrive i sentimenti senza spiegarli la ragione.

Stanislavskij

Stanislavskij è un regista moderno, attore acclamato e geniale pedagogo. Recita prima per amici e famiglia, diventando poi una compagnia di dilettanti più apprezzati a Mosca. Fonda con altri la Società di Arte e Letteratura dove approfondisce la formazione attorica, superando gli stereotipi della recitazione. Naturalista, legato alla verosimiglianza, trae ispirazione dall'Ottocento: Salvini agiva sul respiro dei suoi spettatori. Attori di grande importanza per la loro potenza, capacità di far vibrare l’aria, dare molteplicità emozioni.

Meininger apprezza la coerenza dell’insieme, l’accuratezza storica delle scene, dei costumi e degli effetti sonori. Si girano le spalle al pubblico per la prima volta in Russia. Nel 1897, crea con Dancenko il Teatro d’Arte, dove ogni spettacolo è un’esperienza artistica: ogni attore ha il suo camerino, c’è un rigore e una concezione di lavoro, c’è il foyer per riunirsi, separazione del sesso, viene cambiato il sipario in uno più sobrio centrale, eliminate le uscite negli atti degli attori per non distruggere l’illusione, le luci sono spente, si pretende il silenzio in sala.

"Il gabbiano" 1898: inizio della regia. Uso dello spazio non destinato a fare da cornice ma essere un cubo formato da suoni e gesti. Aumenta le pause e silenzi, indulgendo in sguardi lunghi. Attori con movimenti vivi, come se fossero separati da una quarta parete invisibile dal pubblico (schiena al pubblico). L’insieme di suoni organici connessi alle azioni degli uomini rese densa l’aria dello spazio scenico a furia di rumori – energia proveniente da un organismo unitario e non da una somma di singole presenze. Relazione degli uomini che si muovevano come cellule di un essere vivo. Spicca il gusto realistico. Particolare per la scenografia (Simov) intesa come spazio dove l’attore deve muoversi con naturalezza. Vengono introdotti mobili, realizzate pareti, aggiunte scale e piattaforme e arredi con lo schienale al pubblico.

L’attore lavora su se stesso: parte da una psicotecnica a un’analisi fisica. Fonda il Teatro d’Arte, come il teatro di Copeau, che ha determinato un lavoro indipendente. Nella A.M. si crea un livello di autenticità, di intimità che ha bisogno di fiducia, attraverso la condivisione di un tempo e della memoria: famiglia, organismo. Affiora l’interesse per la psicologia: Reviviscenza, dove l’attore cessava di recitare e viveva la vita del dramma, riaffiorando i propri sentimenti. Non deve recitare ma deve essere quel personaggio in tutto. Attraverso la dote dei bambini che l’attore deve recuperare (immaginazione). "Circostanze date" fatti ricavabili dall’ambientazione, il tempo, "magico se" dove l’attore doveva immedesimarsi nella situazione vissuta. Meccanismo della memoria emotiva consiste nel ricordare e riprovare sentimenti già vissuti. La luce e la musica svolgono una funzione evocativa, cariche di simboli.

Nel corso del tempo, la scenografia diventa un ambiente stilizzato, dominato dalla simmetria. La memoria emotiva viene lasciata da parte perché motivo del ripiegarsi sul proprio intimo. L’attore comincia quindi a recitare e a improvvisare conoscendo solo la trama: America, Lee Strasberg.

Mejerchol’d

  • Precursore è Mejerchol’d che, negli studi sulla biomeccanica, teorizzò una forma di recitazione anticonvenzionale, basata sulla meccanicizzazione del lavoro su sé stesso dell'attore che presupponeva l'alienazione dello stesso al fine di evitarne la catarsi col personaggio o la situazione scenica.
  • Antinaturalista e formalista (teatro legato al ritmo e musica e danza).
  • Lavorò sulla biomeccanica (bios: vita). Movimenti non naturali/verosimili, ma naturali (animali) costruiti in base alle leggi del ritmo. (tigre – fedele al ritmo). Il teatro nasce dalla relazione tra corpo e natura (lontano dall’uomo civilizzato/vicino a un ritmo organico). L’acquisizione del ritmo fa memorizzare la sequenza su una base musicale.
  • La biomeccanica crea il corpo umano come un'orchestra, ognuna delle sue parti è uno strumento che suona indipendentemente. Corpi e braccia sono equivalenti a tratti di penna sulla carta, compongono un disegno.
  • "Le cucù magnifique": esposizione dell’allenamento e del muoversi dell’attore attraverso incastri, ritmo, sincronia, precisione e leggerezza. La scenografia è creata in funzione alla biomeccanica, pale in legno, elemento allusivo a un mulino, unitaria e dinamica, struttura aperta accessibile ovunque; mette il fisico in relazione alla scenografia, realizzabile grazie alle competenze attoriche, ginniche e acrobatiche della biom.
  • Biomeccanica era un esercizio anche mentale di tipo distruttivo, dove distruggeva le regole della vita reale. Regia russa legata all’arte figurativa. Tairov: preparazione vocale e fisica corrispondono al ritmo dell’impianto visivo.
  • Alla base della biomeccanica: riflessologia e sentimento innescato dall’azione. Vedo, tremo, paura. Taylorismo: perché il teatro sia un’opera d’arte (dimensione metafisica) deve basarsi sul meccanico. Alla logica del vivente: ogni parte del corpo in movimento implica l’azione dell’intero; lo stesso vale per il collettivo di attori.
  • Lavorò sulla profondità dello spazio, con scene multiple a diversi piani, spostando l’azione fin nello spazio del pubblico.

Fuchs

  • Influenza Mejerchol’d.
  • Si ricollega alle tradizioni, al teatro greco e non rinascimentale che distacca l’attore dallo spettatore. Viene visto tutto come una comunione ritualistica tra attori e spettatori.
  • Importanza mimica (parola è irrilevante, non esprime perché passa per l’intelletto).
  • Palcoscenico di poca profondità, crea una recitazione "in bassorilievo", riportando tutto a una bidimensionalità.
  • Nazionalismo, a favore dell’espansionismo economico e militare della "Grande Germania".

Appia

  • Ispirazione dell’Ottocento: Wheeler – Formicaio e Wagner.
  • Teatro come opera d’arte vivente e unitaria: non ci si deve soffermare sul rispecchiare la vita. È necessario trattare l’intero spazio scenico: ricreare i principi "di vita" all’interno del dramma attraverso un insieme di relazioni tra Tempo, Ritmo, Spazio e Movimento (es. spazio composto da una serie di piani su diversi livelli per creare dinamicità e relazioni tra i vari corpi = spazio solido, manipolabile e plasmabile).
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rvrchant di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della regia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Venezia o del prof Schino Mirella.
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