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Storia della musica 600/700 (2° modulo)

Musica strumentale nel 600

Nella seconda parte del 600 nasce la musica strumentale. Dal 500, infatti, fino alla prima metà del 600, la musica è sempre stata legata in tratti stilistici e formali ai modelli vocali. Questo avviene principalmente per una sorta di gerarchia che si pensava ci fosse in termini di imitazione della natura, nella quale la musica strumentale era ritenuta meno degna rispetto alla vocale. Ora la voce e la musica vengono separate e l'attenzione del pubblico si posa anche su un tipo di performance prettamente strumentale, con musiche composte appositamente per valorizzare i tecnicismi e gli affetti che lo strumento può offrire.

Iniziamo a parlare di come nel 600 la musica veniva organizzata e distribuita, siccome sappiamo che già dal 1500, in città come Venezia o Amburgo, la stampa musicale aveva raggiunto livelli molto alti. La musica veniva stampata sia per i professionisti, sia per i dilettanti che volevano imparare a suonare uno strumento. Nel caso del liuto veniva utilizzata l'intavolatura, che non era altro che una sorta di antica tablatura dove c'erano tante righe quante le corde dello strumento e un numero, una lettera o un simbolo grafico (rispettivamente metodo italo-spagnolo, francese, tedesco) che indicava il tasto da premere. Uno dei primi esempi di raccolte di intavolature per liuto è di "Ricercate, passaggi et cadentie" di Giovanni Bassano.

Per quanto concerne strumenti come il clavicembalo e l'organo abbiamo vari metodi di scrittura usati: il primo è quello di Ascanio Maione, attivo tra metà 500 e primo 600, che leggeva addirittura su 4 pentagrammi in 4 chiavi diverse. Marcantonio da Bologna invece propone una versione sicuramente più odierna, ma non meno complessa, dove vediamo l'utilizzo di 2 pentagrammi, con sezioni molto più ampie (in quanto all'epoca uscire dal pentagramma con note con il taglio in testa o in gola non era accettato) in 2 chiavi ma che comunque comprendevano 4 voci.

La diffusione della musica strumentale in questo periodo ebbe anche un influsso positivo sulla costruzione degli strumenti, che divennero migliorati nelle rifiniture, nella sonorità e nell'acustica, in particolare modo in quelli ad arco, dei quali si effettuò la separazione dei tipi del contralto, del tenore e del basso.

In questo periodo nascono quindi nuove forme di invenzioni, autonome e senza il supporto del testo poetico. Principalmente in questo periodo si parla di stile imitativo, ovvero un'elaborazione contrappuntistica sopra una melodia data, di origine vocale oppure un motivo familiare di danza, che veniva poi arricchito col basso, trasformandone le frasi e gli episodi secondo il principio della varietà e del contrasto. Si parla quindi di:

  • Forme imitative come il ricercare, la fantasia o la canzone (per un primo momento)
  • Forme come il capriccio, la toccata
  • Forme di carattere libero e interpretativo
  • Forme componimento di danze

Approfondimento sulle forme musicali

Ricercare: Il termine agli inizi del 500 veniva usato per indicare un genere di brevi composizioni di carattere improvvisatorio e rapsodico. In seguito diventa una composizione esclusivamente imitativa, che indaga sulle possibilità sonore dello strumento, caratterizzata da un fitto tessuto polifonico un metodo, da "ricercare ripetutamente" con allusione al replicare intensivamente un determinato tema in tante configurazioni. Guarda molto indietro alla musica vocale, ed è prossima alla canzone ma più libera negli episodi.

Fantasia: Forma ancora più brillante e libera del ricercare, meno severo nel contrappunto, sempre di carattere imitativo. La vera differenza tra i due è forse di natura sociologica, mentre il ricercare era destinato maggiormente alla teoria e alla pedagogia musicale per musicisti e allievi, la fantasia sempre essere concepita maggiormente per l'esecuzione pratica. In ambiente anglosassone riscuote molto successo grazie ad autori del calibro di Byrd e Gibbons.

Capriccio: È un brano nato per mettere in luce l'estro e l'ingegno inventivo del compositore che arricchiva la linea melodica con artifizi contrappuntistici e costruttivi di grande fantasia.

Toccata: Genere di composizione che esamina attraverso un "ricercare" più libero e fantasioso, sulle capacità virtuosistiche dello strumento. Ha un carattere molto estemporaneo, che sembra quasi improvvisato (ma in realtà è tutto scritto), e dal termine "toccare" possiamo capire il modo in cui lo strumentista "sentiva" lo strumento per ottenere quel tipo di sonorità.

Canzone: Un genere in particolare che si sviluppa è la "canzone da sonar", nasce quasi per caso, dalla pratica nel trascrivere la chanson polifonica vocale francese in veste strumentale, che verrà presa come modello inizialmente, per poi man mano abbandonarla sempre più per dare spazio a composizioni originali per tastiere e strumenti di insieme. Presente contrappunto imitativo molto in voga in Italia in quei tempi e un'altra costante che possiamo riscontrare è quella della presenza di un ritmo dattilico (es. semiminima-croma-croma).

Musica di danza: Nel 600 la musica di danza non rimane legata più all'accompagnamento tersicoreo, come abbiamo visto per la musica vocale, ma diventa un vero e proprio genere d'esecuzione. Lo schema prevalente era quello della bipartita ritornellata (vedi tabella sonata). Divenne moda accostare le danze, spesso legate tra loro per analogia melodica, in suites, termine apparso la prima volta nella raccolta di Estienne Du Tertre, Septième livre de danceries (1557), per designare il raggruppamento di diverse danze. Lo schema prevalente, canonizzato dal critico Froberger, era:

  • Allemanda: Tempo binario - pomposo
  • Sarabanda: Tempo ternario - lento o veloce
  • Corrente: Tempo ternario - vivace
  • Giga: Tempo composto - vivace
  • Alcuni componimenti dalle caratteristiche proprie quali, minuetto, gavotta, bourrée ecc.

Altre aggiunte in seguito erano la gavotta (attacco in levare), la bourrée (tempo binario) o la loure (danza in 6/4 di andamento moderato).

Il termine "sonata" e le sue forme

Con il termine sonata a inizio secolo si intendevano composizioni di molti strumenti, spesso archi o flauti, accompagnati da basso continuo. Intorno alla seconda metà del Seicento vedremo come il nome "canzona" lascerà spazio al termine sonata, come componimento a pochi strumenti, spessissimo parleremo di componimenti per violino solo. Abbiamo la sonata solistica che vede uno strumento e l'accompagnamento del basso continuo, e la sonata a tre, per due strumenti e il basso continuo.

Abbiamo due diverse tipologie di sonata per due diverse destinazioni:

  • Da chiesa
  • Da camera = Suite → schema danze

GRAVE (4/4) Espressivo A, ALLEGRO (4/4) Fugato in stile imitativo ritornello (simile a aria col da capo ma abbellimenti quasi mai), ADAGIO (ternario, quasi sarabanda) B (strutture sia melodicamente che armonicamente spesso speculari), ALLEGRO (tempo composto, 6/8-12/8, quasi giga) ritornello.

Importante esponente di questo genere fu il musicista Ferrarese Girolamo Frescobaldi (1583-1643). Compositore di grande rilievo e impareggiabile tastierista, tanto da esser chiamato “mostro degli organisti”. A soli quattordici anni divenne organista dell’accademia della morte e nel 1607 divenne, fino alla morte organista, prima della chiesa di Santa Maria in Trastevere, poi nella Cappella Giulia in San Pietro. Presumibilmente nello stesso tempo dal ’28 al ’34 ricoprì anche la medesima carica presso Ferdinando II de’ Medici.

Il progetto di Frescobaldi era sostanzialmente di introdurre la rivoluzione monteverdiana della “seconda prattica” nella musica strumentale, quindi muovere gli affetti del pubblico con efficacia e varietà. Frescobaldi raggiunge questi risultati, attraverso una musica dal carattere estemporaneo, estremamente mutevole dal punto di vista armonico melodico e ritmico, musica quasi improvvisata, ma non improvvida, ovvero manteneva sempre una specie di canovaccio, un “Fil rouge” (filo rosso) che gli permetteva di non smarrirsi nel non senso.

Arcangelo Corelli (1653-1713), compositore e violinista di fama Europea durante il 600, come Frescobaldi influenzerà la musica per archi dei suoi posteri. La sua è una musica di equilibrio stilistico, simmetria delle frasi melodiche, e di registri violinistici non estremi (uso moderato di doppi e tripli accordi, uso di posizioni comode, non oltre la terza). Di formazione bolognese, frequentatore dei circoli romani (Cristina di Svezia, la famiglia Accademia dell'arcadia), primo violino e direttore d'orchestra. È lui che conia il nome sonata da chiesa per i 4 movimenti.

Di Corelli non ci pervengono tutte le opere di certo, in quanto egli stesso ne fa una distillazione per i posteri, sappiamo che fece anche musica vocale infatti. Ci rimangono:

  • Op. I e Op III - 12 sonate a tre da chiesa (1681) ('89)
  • Op. II e Op IV - 12 sonate a tre da camera (1685) ('94)
  • Op. V - 12 sonate a tre a violino e violone o cembalo (1700): sonate solistiche (6 camera e 6 da chiesa) summa arte violinistica per i tempi, nessuno infatti scrive sonate o composizioni per violino.
  • Op. VI - 12 concerti grossi (8 da chiesa + 4 da camera). Se per monteversi per concertare si intendeva un dialogo tra musica e voce, adesso il concerto diventa un genere proprio della musica strumentale, per grosso si intende un concerto dove il grosso dell'orchestra dialoga con un organico di strumenti più ridotto, sia da camera che per chiesa come per sonata.

Questo genere sarà il precursore di nuove forme musicali come il concerto solistico e la sinfonia (vedi 700 musicale).

Compositori di rilievo e innovazioni

Cembalista senza rivali per la sua straordinaria inventiva nel campo delle sonate fu il napoletano Domenico Scarlatti. Dopo i primi lavori come compositore operistico di melodrammi a Roma e a Napoli, si trasferisce in Portogallo come maestro di cappella presso la corte reale, e maestro di pianoforte della principessa Maria Barbara, futura regina di Spagna, che lui seguì a Madrid, dove vi passò il resto della sua vita. Questa condizione a vita di maestro di corte gli permise di sperimentare ampiamente dando corpo a una grandissima produzione di sonate, che gli garantirono per le poche pubblicate grande fama in tutta Europa. Le sonate di Scarlatti seguono un semplice schema bipartito ritornellato (A-B-A’-B’) con un simmetrico schema tonale I-V-V-I attraverso un ampio giro di modulazioni.

Johann Sebastian Bach, gigante della musica barocca, come Mozart, esamina tutti gli stili e tutti i generi, grazie alla sua grande conoscenza compositiva appresa durante i suoi viaggi, grazie al suo lavoro di trascrittore. Le grandi opere di Bach inoltre derivano dal suo essere molto esigente con se stesso e con i suoi musicisti, e dell’intendere la musica come una ricerca sperimentale di tutte le tecniche e gli stili più che un’arte. Catalogo tematico BWV più di 1000 voci.

Le tappe fondamentali della vita di Bach

a partire dal 1708-'17 - Bach viene assunto come organista di corte e musica da camera - compone opere didattiche per organo (musica pensata per organisti principianti, uso del pedale) con un forte uso del coro. Qui compare anche la prima raccolta di cantate luterane, componimento breve a 4 voci (canto liturgico della chiesa luterana, che si muovono in omoritmia, emerge voce soprano che canta in lingua tedesca un testo popolare, sviluppato conrtrappuntisticamente su un cantus firmus, accompagnato poi anche da un basso continuo), diffuso in epoca luterana, dove per i suoi seguaci, in chiesa la musica diventa la protagonista della liturgia, infatti vediamo spesso l'inserimento di parti corali dove gli ascoltatori potevano intervenire e partecipare. Sappiamo che scrisse 5 raccolte che comprenderanno (non ne abbiamo tutte) circa 300 cantate (circa 59 domeniche di liturgia all'anno). Le melodie erano riutilizzate spesso cambiando la melodia, e i testi erano presi dalla bibbia e alcuni da testi poetici, molti dal poeta Heinrig. Lui amava chiamarle mottetti o musica da chiesa, usava il termine cantata solo per definire le cantate profane, di argomento ludico e non liturgico.

Soggiorno a Kothen ('18-'23): Presso la corte del principe Leopoldo, contesto dove Bach ha molte soddisfazioni, compone i 6 concerti strumentali "brandeburghesi", summa opera di Bach. Per la prima volta il cembalo assume ruolo solistico nel 5° concerto (grosso) dove violino e flauto del concertino si fermano per dare spazio al cembalo. Molto criticata ai tempi per ampollosità ed estrema difficoltà (si va formando lo stile galante). Suite, sonate, concerti e pubblica il primo volume del clavicembalo ben temperato.

Soggiorno a Lipsia: Bach fu in questo periodo un “kantor”, si occupa di musica liturgica formativa per i giovani. Produzioni di Passioni, corrispettivo luterano dell'oratorio italiano, questo non è legato alla liturgia ma alla devozione della figura dell'evangelista. Sono una sorta di cantata più ampia, che Bach ritrova dalla lunga tradizione della PASSIONMUSIK, composti da imponenti brani corali, recitativi semplici, accompagnati, ariosi e arie solistiche a più voci. La differenza tra gli oratori di Bach e quelli italiani, oltre all'appartenenza a diversi ceppi religiosi (cattolico e protestante), era la destinazione liturgica e l'inserimento delle parti corali dove gli ascoltatori potevano intervenire e partecipare. Ci rimangono la passione secondo Giovanni ('24) e la passione secondo Matteo ('29), sceglie l'argomento più sublime per quei tempi, la passione di Cristo. Man mano lasciò questa figura, poco stimolante per dedicarsi dal ‘36 alla musica strumentale. Da qui iniziamo a conoscere le opere speculative di Bach, che vedono la musica più come una scienza da indagare (tutte tecniche del contrappunto) che come un'arte, dove un unico tema viene manipolato ai limiti delle possibilità. Gli esempi principali sono L'offerta musicale ('47) in dono al re Federico II di Prussia, composta da 2 ricercati, 10 canoni e una sonata a tre, tutti basati su un tema proposti dal re in persona, e dove bach unisce L'arte della fuga 1750 (incompleta) padronanza del contrappunto e grande spontaneità, concepita per lo studio e per gli intenditori di contrappunto.

Importante fu la raccolta delle 6 suite francesi (francesi per l’aggiunta di alcune danze intermedie quali la gavotta, la loure e la bourrée), 3 in minore 3 in maggiore, destinate a un contesto di esibizione musicale. Di difficilissima esecuzione e caratterizzate da uno schema armonico fisso (come in Corelli) Tonica-dominante-dominante-tonica. Altra opera importante di Bach è il clavicembalo ben temperato, in 2 volumi, 24 preludi, dallo stile arcaico, rapsodico quasi improvvisato che fungono da introduzioni per le 24 fughe, a 3 e 4 voci. Bach con questa raccolta dimostra la validità del sistema di accordatura equabile (che divide la scala in 12 semitoni), contro i meno pratici come quello mesotonico, e organizza una raccolta didattica in tutte le tonalità come prova che si può suonare tranquillamente in qualsiasi chiave.

La fuga: È un genere imitativo nato nel 1300 per designare una tecnica di sovrapposizione tra le voci. È probabilmente la forma musicale più complessa della musica occidentale. Si articola in 3 sezioni: ESPOSIZIONE, SVOLGIMENTO e STRETTI. L’ESPOSIZIONE si compone di varie voci, che si alternano tra modalità d’impianto e modalità della dominante, il compositore può scegliere liberamente l’entrata delle singole voci, la prima espone il tema nella tonalità d’impianto è detta soggetto, la seconda imita la prima ma nella tonalità della dominante è detta risposta, la terza ripropone il tema nella tonalità d’impianto (soggetto) e la quarta ripropone il tema nella tonalità della dominante. Il controsoggetto è la parte che contrappunta per l’entrata della seconda voce riempiendo i vuoti della prima voce con armonizzazioni, le note invece che collegano armonicamente la fine del soggetto e l’inizio della risposta vengono dette coda. Se gli intervalli della risposta sono uguali a quelli del soggetto parliamo di fuga reale, parliamo invece di fuga tonale se sono leggermente modificati.

Nello SVILUPPO abbiamo un’alternanza di parti libere (episodi o divertimenti in cui il compositore sviluppa contrappuntisticamente alcuni delle voci già sentite), e riesposizioni che propongono ancora un’alternanza di soggetto e risposta ma in altre tonalità (non tonica e dominante). Lo STRETTO presenta sempre il gioco di alternanza tra fuga e soggetto ma senza aspettare che le voci precedenti abbiano finito di esporre il tema della fuga. Siamo sempre nella tonalità d’impianto (non c’è alternanza tonica dominante), quindi quando il compositore compone l’esposizione deve valutare se il soggetto è adatto per ingressi ravvicinati di voci nella stessa tonalità. La struttura presente, come la forma sonata, è stata strutturata a posteriori e non troveremo mai precisamente un corrispettivo perfetto, soprattutto nella musica di Bach.

Georg Friedrich Handel e l'oratorio inglese

Handel, nato nel 1685 nella Sassonia, figlio di un ricco chirurgo, la famiglia infatti non ne incoraggia la formazione musicale. Notato a nove anni mentre si esibisce all'organo, dopo la sua formazione musicale nel 1702 diventa organista presso la cappella di Halle.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anielloferrone@gmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica del 600-700 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Pasquini Elisabetta.
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