Parte I: 600
‘l –
1. Vedrò mio sol Giulio Caccini
Firenze, 1602: Le Nuove Musiche
Madrigale
Basso continuo a due strumenti, che accompagna la voce sola
ultima sprezzatura finale: il continuista esegue gli accordi aspettando l’esecutrice della linea
vocale, possibile solo perché canto a voce sola
- SPREZZATURA: modo di cantare non a metronomo, liberi di porgere il testo respirandolo,
dilatandone il tempo: canto RUBATO (possibile solo perché canto a voce sola)
testo di Alessandro Guarini: testo amoroso, amore non corrisposto
numerose fioriture: non più un dilettante a cantare, è richiesto un professionista
“Ma
modulazione senza morte..”
sol M
ritmo binario –
2. Belle rose porporine Giulio Caccini
Aria
Firenze, 1602 (Le Nuove Musiche)
Voce sola con basso continuo
Continuo: due strumenti
Testo: G. Chiabrera
Sol M
Ritmo ternario
Alcune parti delle due stanze sono ripetute
Musica: cesura a fine di ogni stanza
Stanza seconda: modulazioni in do M, che si risolvono in tonica
–
3. T’amo, mia vita Claudio Monteverdi
Madrigale
Binario (4/4)
Venezia, 1605: Madrigali a 5 voci, Libro Quinto
Voci:
- canto (soprano)
- quinto
- alto
- tenore
- basso
+ basso continuo
Testo: Guarini
basso continuo: liuto
basso numerato/cifrato: prassi che va improvvisata, che da sostegno alla voce capace di
rappresentare il personaggio
struttura melodica complessa (molte modulazioni)
“t’amo
imitazione mia vita” batt. 40
dissonanze (uso contro regole tipico Monteverdi)
‘l –
4. Or che ciel e la terra Claudio Monteverdi
Madrigale
Venezia, 1638: Madrigali guerrieri et amorosi, libro ottavo; prima parte: Madrigali guerrieri
Testo di Petrarca: Canzoniere (sonetto)
Prima parte del sonetto
Voci:
- canto
- quinto
- alto
- tenore I
- tenore II
- basso
Due violini (in partitura)
Basso continuo
Battute 24-26 (Veglio, Veglio, Penso): 5° e 8° parallele: rappresenta il disordine mentale,
contraddicendo le regole dell’armonia
Parte in pp
Quando i tenori si sovrappongono: rappresentazione del protagonista che parla in prima
persona
Diviso in due: due quartine, due terzine (sonetto)
Battuta 58 (dolce pena): forte cesura (presenti anche: batt. 67; 75
Batt. 82- : stile concitato (violini) (“guerra guerra guerra”)
Testo: amore non corrisposto
Prima quartina: descrizione sonora della natura, quiete della notte
- omoritmia: testo più comprensibile
- prevalenza di registro grave
- armonia: tappeto omogeneo, non succede niente
Seconda quartina: guerra tra se e se
–
5. Non avea Febo ancora Claudio Monteverdi
Madrigale
Venezia, 1638
Madrigali guerrieri et amorosi, libro ottavo; seconda parte: madrigali amorosi
10 strofe divise in 3 parti
Accompagnamento del basso continuo (due strumenti)
Voci maschili: 3 pastori che compatiscono la ninfa
- due tenori, un basso
- disperazione di lei + commiserazione di loro
Prima parte: rappresentativo: descrizione
“calpestando
- su i fiori”: ritmo più mosso, mima l’azione
Seconda parte: discorso diretto
- ninfa + pastori che commiserano
- LAMENTO della ninfa: basso ostinato (discendente), tipico del lamento (ripropone un
modulo)
Terza parte: descrizione
- tre pastori (due tenori e basso)
Nella prima e nella terza parte ciascun esecutore legge la sua parte , mentre la seconda
parte vede scritte in partitura i pastori insieme alla ninfa: devono commentare ciò che dice
lei
- ninfa libera di esprimersi, non in modo rigoroso: sprezzatura
Tempo binario
Do M
Ampio uso di dissonanze (seconda pratica, etc.)
–
6. Orfeo Claudio Monteverdi
Favola in musica
Mantova, 1607, Palazzo Ducale
A Francesco Gonzaga, principe di Mantova
Diviso in prologo (La musica) + 5 atti
- atto I : introduzione
- atto II: prima peripezia
- atto III: discesa agli inferi
- atto IV: seconda peripezia
Soggetto molto caro alla corte di Mantova, molte delle prima opere in musica divise in 5
atti, al termine di ognuno: coro con funzione moraleggiante (come Euridice Firenze 1600)
Toccata: genere di musica prevalentemente strumentale, richiama l’attenzione del pubblico
per l’inizio della scena
Struttura del prologo:
Rit. A
Strofa 1
Rit. A’ (condensato, ridotto)
Strofa 2
Rit. A’
Strofa 3
Rit. A’
Strofa 4
Rit. A’
Strofa 5
Rit. A
Indicati in partitura gli elenchi di personaggi e strumenti, cosa eccezionale per l’epoca
Testo del prologo: Alessandro Striggio Jr.
Do M
4/4 (binario) –
7. Incoronazione di Poppea, Duetto finale: Pur ti miro, pur ti godo Claudio
Monteverdi
Venezia, 1643
Binario (1/2)
Duetto: aria in cui intervengono due voci
- strofico per consuetudine (musica si ripete tante volte quante sono le strofe del testo), ma
questo no: da qui non sarà più indispensabile per le arie
Ultima opera di Monteverdi
Voce del protagonista maschile: estremamente acuta (cantante castrato)
Basso ostinato sulla sezione A: mostra maggiore capacità del compositore
due quartine di versi ottonari a rima baciata
Testo strofico, musica no
A B B A
ripetizione: ci si aspetta variazioni, fioriture: qui non ce ne sono
“diritto”
non più imbarazzo sul di cantare: opera in musica ora ha una sua legittimità
“peno”, “moro”, “annodo”):
effetti di madrigalismo (parole tipo dissonanze a fine espressivo
In realtà probabilmente non di Monteverdi: non c’è questo testo nel primo libretto, figura in
altri libretti
- Napoli 1651: Francesco Cavalli
“Pastor
- Regio” Ferrari 1641
“Il
- trionfo della fatica” Laurenzio, 1646
- possibili autori: Ferrari, Laurenzi, Cavalli
- opere lasciano Venezia, vengono allestite anche altrove perché standardizzate
Testo di Gian Francesco Busenello
Situazione: Nerone, dopo aver comminato a Seneca il suicidio, ripudiato Ottavia e
condannato lei e Ottone all’esilio, può finalmente proclamare il proprio amore a Poppea e
incoronarla imperatrice
–
8. Giasone Francesco Cavalli
Atto I, scena II, Aria di Giasone: delizie, contenti
Venezia, 1649
Aria di sortita: Giasone si presenta
- prospettiva ribaltata: si esce in scena, si entra nelle quinte
Pochi strumenti, per motivi economici
- l’orchestra era generalmente ridotta a pochi elementi, massimo 10
- 2 violini + basso continuo
Situazione: Giasone (capo degli Argonauti) è nella Colchide, dove si è recto per conquistare
il vello d’oro, per ottenerlo dovrà lottare contro il mostro che lo custodisce; è trascorso un
anno e l’eroe non si decide a compiere l’impresa, perché preso dalla passione per una
giovane donna che non conosce e che ha reso madre di due gemelli. Insieme agli Argonauti
Ercole e Besso, si rammarica per il fatto che ha perduto ogni velleità guerriera; essi gli
comunicano che è momento di prendere le armi per portare a termine la missione
Presenti elementi comici nel dramma, per smorzare la tensione
2 strofe, 9 versi di senari ognuna
- stesso materiale musicale
Aria strofica
Cantante castrato
Accentuazione testuale = accentuazione musicale
Ritmo cullante: narra ciò che Giasone stava facendo (era nel letto di Medea)
Prima nota sempre in levare
“fermate”, “morir”:
sorta di madrigalismo, la musica si ferma; unico inizio in battere
Testo di Giacinto Andrea Cicognini
Regolarità data dal ritmo ternario (effetto cullante) ed i senari: quasi una ninna nanna
Atto I, scena XV, Incantesimo di Medea: Dell’antro magico
Personaggi: Medea, coro di Spiriti, Volano
Ritmo ternario (che a volte diventa binario, poi torna a casa)
Susseguirsi di arie e recitativi
Prima aria:
“Dell’antro magico […] la luce al sol”
-
- aria strofica
- quinari sdruccioli: scene infernali
- Medea + continuo
Recitativo
“dall’abbruciate glebe […] a Giasone oggi domabili”
-
- versi sciolti (recitativo)
Recitativo
“Dall’arsa Dite […] sù, sù, sù, sù”
-
- per il poeta: aria
- in musica: recitativo, ma con inserti più cantati (per rendere la scena meno statica)
- parti cantate: ARIOSI: recitativo più espressivo, sottolinea parti di testo
Coro
“Le mura si squarcino […] ove Medea si sta”
-
Recitativo di Volano
“Del gran duce tartareo […] armerà questo dì”
-
Aria di Medea
“Sì, sì,sì […] vincer&agr
-
Storia della musica II: 600/700 Lezioni Primo modulo: Appunti completi
-
Analisi Brani Dispense Storia Musica II Prof Pasquini
-
Storia della Musica II: 600/700 Appunti completi
-
Riassunti esame Storia della Musica II, 600 700, prof Pasquini. Libro consigliato Manuale di Storia della Musica, S…