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 basso continuo: liuto

 basso numerato/cifrato: prassi che va improvvisata, che da sostegno alla voce capace di

rappresentare il personaggio

 struttura melodica complessa (molte modulazioni)

“t’amo

 imitazione mia vita” batt. 40

 dissonanze (uso contro regole tipico Monteverdi)

‘l –

4. Or che ciel e la terra Claudio Monteverdi

 Madrigale

 Venezia, 1638: Madrigali guerrieri et amorosi, libro ottavo; prima parte: Madrigali guerrieri

 Testo di Petrarca: Canzoniere (sonetto)

 Prima parte del sonetto

 Voci:

- canto

- quinto

- alto

- tenore I

- tenore II

- basso

 Due violini (in partitura)

 Basso continuo

 Battute 24-26 (Veglio, Veglio, Penso): 5° e 8° parallele: rappresenta il disordine mentale,

contraddicendo le regole dell’armonia

 Parte in pp

 Quando i tenori si sovrappongono: rappresentazione del protagonista che parla in prima

persona

 Diviso in due: due quartine, due terzine (sonetto)

 Battuta 58 (dolce pena): forte cesura (presenti anche: batt. 67; 75

 Batt. 82- : stile concitato (violini) (“guerra guerra guerra”)

 Testo: amore non corrisposto

 Prima quartina: descrizione sonora della natura, quiete della notte

- omoritmia: testo più comprensibile

- prevalenza di registro grave

- armonia: tappeto omogeneo, non succede niente

 Seconda quartina: guerra tra se e se

5. Non avea Febo ancora Claudio Monteverdi

 Madrigale

 Venezia, 1638

 Madrigali guerrieri et amorosi, libro ottavo; seconda parte: madrigali amorosi

 10 strofe divise in 3 parti

 Accompagnamento del basso continuo (due strumenti)

 Voci maschili: 3 pastori che compatiscono la ninfa

- due tenori, un basso

- disperazione di lei + commiserazione di loro

 Prima parte: rappresentativo: descrizione

“calpestando

- su i fiori”: ritmo più mosso, mima l’azione

 Seconda parte: discorso diretto

- ninfa + pastori che commiserano

- LAMENTO della ninfa: basso ostinato (discendente), tipico del lamento (ripropone un

modulo)

 Terza parte: descrizione

- tre pastori (due tenori e basso)

 Nella prima e nella terza parte ciascun esecutore legge la sua parte , mentre la seconda

parte vede scritte in partitura i pastori insieme alla ninfa: devono commentare ciò che dice

lei

- ninfa libera di esprimersi, non in modo rigoroso: sprezzatura

 Tempo binario

 Do M

 Ampio uso di dissonanze (seconda pratica, etc.)

6. Orfeo Claudio Monteverdi

 Favola in musica

 Mantova, 1607, Palazzo Ducale

 A Francesco Gonzaga, principe di Mantova

 Diviso in prologo (La musica) + 5 atti

- atto I : introduzione

- atto II: prima peripezia

- atto III: discesa agli inferi

- atto IV: seconda peripezia

 Soggetto molto caro alla corte di Mantova, molte delle prima opere in musica divise in 5

atti, al termine di ognuno: coro con funzione moraleggiante (come Euridice Firenze 1600)

 Toccata: genere di musica prevalentemente strumentale, richiama l’attenzione del pubblico

per l’inizio della scena

 Struttura del prologo:

 Rit. A

 Strofa 1

 Rit. A’ (condensato, ridotto)

 Strofa 2

 Rit. A’

 Strofa 3

 Rit. A’

 Strofa 4

 Rit. A’

 Strofa 5

 Rit. A

 Indicati in partitura gli elenchi di personaggi e strumenti, cosa eccezionale per l’epoca

 Testo del prologo: Alessandro Striggio Jr.

 Do M

 4/4 (binario) –

7. Incoronazione di Poppea, Duetto finale: Pur ti miro, pur ti godo Claudio

Monteverdi

 Venezia, 1643

 Binario (1/2)

 Duetto: aria in cui intervengono due voci

- strofico per consuetudine (musica si ripete tante volte quante sono le strofe del testo), ma

questo no: da qui non sarà più indispensabile per le arie

 Ultima opera di Monteverdi

 Voce del protagonista maschile: estremamente acuta (cantante castrato)

 Basso ostinato sulla sezione A: mostra maggiore capacità del compositore

 due quartine di versi ottonari a rima baciata

 Testo strofico, musica no

 A B B A

 ripetizione: ci si aspetta variazioni, fioriture: qui non ce ne sono

“diritto”

 non più imbarazzo sul di cantare: opera in musica ora ha una sua legittimità

“peno”, “moro”, “annodo”):

 effetti di madrigalismo (parole tipo dissonanze a fine espressivo

 In realtà probabilmente non di Monteverdi: non c’è questo testo nel primo libretto, figura in

altri libretti

- Napoli 1651: Francesco Cavalli

“Pastor

- Regio” Ferrari 1641

“Il

- trionfo della fatica” Laurenzio, 1646

- possibili autori: Ferrari, Laurenzi, Cavalli

- opere lasciano Venezia, vengono allestite anche altrove perché standardizzate

 Testo di Gian Francesco Busenello

 Situazione: Nerone, dopo aver comminato a Seneca il suicidio, ripudiato Ottavia e

condannato lei e Ottone all’esilio, può finalmente proclamare il proprio amore a Poppea e

incoronarla imperatrice

8. Giasone Francesco Cavalli

Atto I, scena II, Aria di Giasone: delizie, contenti

 Venezia, 1649

 Aria di sortita: Giasone si presenta

- prospettiva ribaltata: si esce in scena, si entra nelle quinte

 Pochi strumenti, per motivi economici

- l’orchestra era generalmente ridotta a pochi elementi, massimo 10

- 2 violini + basso continuo

 Situazione: Giasone (capo degli Argonauti) è nella Colchide, dove si è recto per conquistare

il vello d’oro, per ottenerlo dovrà lottare contro il mostro che lo custodisce; è trascorso un

anno e l’eroe non si decide a compiere l’impresa, perché preso dalla passione per una

giovane donna che non conosce e che ha reso madre di due gemelli. Insieme agli Argonauti

Ercole e Besso, si rammarica per il fatto che ha perduto ogni velleità guerriera; essi gli

comunicano che è momento di prendere le armi per portare a termine la missione

 Presenti elementi comici nel dramma, per smorzare la tensione

 2 strofe, 9 versi di senari ognuna

- stesso materiale musicale

 Aria strofica

 Cantante castrato

 Accentuazione testuale = accentuazione musicale

 Ritmo cullante: narra ciò che Giasone stava facendo (era nel letto di Medea)

 Prima nota sempre in levare

“fermate”, “morir”:

 sorta di madrigalismo, la musica si ferma; unico inizio in battere

 Testo di Giacinto Andrea Cicognini

 Regolarità data dal ritmo ternario (effetto cullante) ed i senari: quasi una ninna nanna

Atto I, scena XV, Incantesimo di Medea: Dell’antro magico

 Personaggi: Medea, coro di Spiriti, Volano

 Ritmo ternario (che a volte diventa binario, poi torna a casa)

 Susseguirsi di arie e recitativi

 Prima aria:

“Dell’antro magico […] la luce al sol”

-

- aria strofica

- quinari sdruccioli: scene infernali

- Medea + continuo

 Recitativo

“dall’abbruciate glebe […] a Giasone oggi domabili”

-

- versi sciolti (recitativo)

 Recitativo

“Dall’arsa Dite […] sù, sù, sù, sù”

-

- per il poeta: aria

- in musica: recitativo, ma con inserti più cantati (per rendere la scena meno statica)

- parti cantate: ARIOSI: recitativo più espressivo, sottolinea parti di testo

 Coro

“Le mura si squarcino […] ove Medea si sta”

-

 Recitativo di Volano

“Del gran duce tartareo […] armerà questo dì”

-

 Aria di Medea

“Sì, sì,sì […] vincerà”

-

 Segue ballo di spiriti (fine primo atto)

 Accompagnamento musicale: determinazione; fissato, rigido, così come la linea vocale di

Medea

 Situazione: Giasone comunica a Medea di voler portare a termine la missione; lei gli svela la

sua identità (regina della Colchide); lei ha paura che lui possa morire e segnare un brutto

destino per i figli, gli chiede di sposarla; è una maga: invoca gli spiriti infernali, implora

Plutone affinché dia a Giasone la forza per sconfiggere il mostro, Plutone, tramite il demone

Volano, le consegna un anello magico, grazie al quale Giasone acquisirà la forza necessaria

 Testo: Giacinto Andrea Cicognini

9. Armide Jean Baptiste Lully

Atto II, scena III, Air di Renaud: Plus j’observe cex lieux

 Parigi, 1686

 Preludio + aria

 2 violini, 2 viole, basso continuo

 Aria monostrofica (sez. A)

 Voce maschile: tenore, con propensione all’acuto

 Canto sillabico/semisillabico, assenza di grandi fioriture: no canto vocalizzato; ogni sillaba

del testo corrisponde in musica

 Ritmo molto omogeneo, avvolgente: ¾; quasi una ninna nanna: ricalca il concetto testuale

 Basso: sostiene la struttura orchestrale, più piena che nell’opera italiana (committenza che

finanzia le spese)

- 4 parti strumentali: assenti problemi economici per l’accompagnamento

 Unica ripetizione: la musica iniziale, che si ripete alla fine

 Presenti solo due ripetizioni testuali:

“Un son harmonieux […] des eaux”

- “Ce gazon […] ce feuillage épais”

-

 La forma musicale riguarda:

- 3 vv / 11 batt.

- 2 vv / 6 batt.

- 2 vv /11 batt.

- 2 vv / 8 batt.

- 2 vv/ 7 (+7: ripetizione) batt.

- soggiace alla declamazione: risultato non sghembo, ma sciolto e naturale

 Testo: Philippe Quinault (stretto collaboratore di Lully, librettista per contratto)

 Situazione: solo Reanud, tra tutti i cavalieri cristiani, è rimasto insensibile alla bellezza della

maga Armide, che si offende. Con l’aiuto dello zio, lei decide di vendicarsi, ordinando agli

spiriti infernali di operare su di lui un incantesimo: viene condotto su un’isola deliziosa,

dove lui, inebriato, si addormenta sul prato

Atto II, scena V, Récit di Armide: Enfin, il est en ma puissance

 Personaggi: Armide, Renaud addormentato

 Situazione: Armide si ritrova combattuta, al momento della vendetta: mentre sta per

fendere il colpo, pugnale alla mano, viene assalita dall’esitazione. Dopo una lunga lotta

interiore, si abbandona all’amore

 Melodia non lineare: riproduce i sentimenti contrastanti di Armide

 Recitativo più intenso dell’aria per espressione drammatica

 Elementi uguali a quelli dell’opera italiana, ma amalgamati diversamente, adattati al gusto

francese

 Ritmo inizialmente binario, ma poi cambia (recitativo: forma libera)

10. Jephte Giacomo Carissimi

 Roma, ante 1650

 Oratorio (sezione centrale)

 Carissimi: compositore di oratori molto emblematico nel 600 (circa una dozzina di oratori)

 Voci:

- Storico (contralto)

- Jephte (tenore)

- Coro (sei voci) (due voci di soprano)

- Basso

- Storico (soprano)

- Storico (basso)

- Figlia (soprano)

- Eco (due soprani)

 Sezione centrale: dal recitativo dello storico (basso)

 Aria della figlia

 Coro a due voci

 Figlia (aria)

 Coro a sei voci

 Recitativo di Storico (contralto)

 Recitativo di Jephte

 Oratorio latino

 Historicus: narratore della vicenda “se

 Situazione: Jephte torna vittorioso; vincerò contro i figli di Ammon sacrificherò a Dio la

prima persona che incontrerò” = figlia

 Coro finale (dell’ascolto): di alto valore emotivo

11. Musicalische Exequien Heinrich Schutz

„Herr,

Canticum B. Simeonis nun lassest du deinen Diener“

 Mottetto

 Dresda, 1636

 Neue Ausgabe sämtlicher Werke, 4: Musikalische Exequien

 Due cori

- mezzosoprano, alto, due tenori, basso

- due soprani, baritono

 Testi sacri: Vangelo secondo Luca, Apocalisse, Libro della Sapienza

 Schutz: 1611, Venezia, prima opera a stampa: libro di madrigali sotto il nome italianizzato di

Enrico Sagittario

 Ritmo binario

 Inizia con una voce sola (Intonatio), poi si aggiunge il resto del coro con continuo

 Imitativo –

12. Toccata terza per l’organo da sonarsi all’Elevazione Girolamo Frescobaldi

 Secondo libro di toccata d’intavolatura di cembalo e organo

 Roma 1627

 Per organo

 Ritmo binario –

13. Canzone seconda Girolamo Frescobaldi

 Roma 1627

 Secondo libro di toccate

 Canzone: ritmo dattilico (lunga-breve-breve): 100% canzone; ispirato alla chanson

 Ritmo binario

 IV sezioni

 Esecuzione: clavicembalo

 Variazione di uno stesso tema: importante per sviluppo della fuga

14. Partite sopra Follia Girolamo Frescobaldi

 Roma 1615

 Ritmo ternario

 Primo libro di toccate

 Sei parti

 Esecuzione: clavicembalo

– –

15. Sonata a 3 op. II n. 10 Arcangelo Corelli

 Roma 1685 –

 Sonate da camera a tre opera seconda

 Due violini + violone e cembalo

- sonata a tre = due strumenti + continuo

 Preludio; allemanda; sarabanda; corrente

 Sonata da camera: suite

 Continuo: cifrato – – –

 Successione di movimenti: adagio allegro largo allegro (successione tipica delle danze

– – –

veloce lento veloce)

– –

16. Follia op. V n. 2 Arcangelo Corelli

 Roma 1700

 Da: Dodici sonate per violino e basso continuo, op. 5 n. 2

 Ritmo ternario

– – – – –

 Adagio Allegro Adagio Andante - Allegro Adagio Allegro

 Tema La Follia

- op. 5

- 23 variazioni

- sonate di questa raccolta: si sviluppa più che nelle altre sue composizioni, la tecnica

violinistica

 Violino + b.c. –

17. Concerto Grosso Arcangelo Corelli

 Op. VI n. 2

 Amsterdam 1714

 Concertino: 2 violini + violoncello

 Concerto grosso: 2 violini + viola + basso

 Da: Concerti grossi opera sesta

 Ritmo ternario

– – – – – – –

 Allegro Adagio Vivace Allegro - Adagio Largo andante Allegro Grave Andante

largo Allegro

 Concerti grossi, op.6

- composti in un ampio lasso di tempo dal 1680 ca.

- tende a stabilire equilibrati rapporti tra due livelli sonori contrastanti: un piccolo

complesso di strumenti solisti (concertino), che mantiene l’organico tipico della sonata a tre

(due violini e continuo), in contrapposizione all’intera orchestra d’archi (concerto

contrasto con il tutti è di natura prevalentemente sonora

grosso/ripieno/tutti):

- 8 concerti da chiesa e 4 da camera

- modo di trattare il concertino, rispetto al ripieno è di una varietà estrema: ricorre a tutti gli

amalgami possibili in modo da ottenere effetti sonori inattesi; a volte i due organici si

alternano rapidamente, a volte gli episodi affidati ai solisti sono molto più estesi rispetto a

“tutti”;

quelli del i due gruppi spesso sono uniti tematicamente per mezzo di motivi che


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nimrrodd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica del 600-700 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pasquini Elisabetta.

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