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causa in altri termini ogni ragionamento causale richiede una generalizzazione ma

l'argomento Filone Dio come causa e l'universo come effetto sono unici nel loro genere.

Questa parte si conclude quindi con una netta vittoria degli argomenti anti finalistici di

Filone.

PARTE III

a questo punto Cleante si trova costretto a riorganizzare l'argomento del disegno per poterlo

sottrarre alle critiche di Filone. A questo scopo egli sembra risoluto ad abbandonare i

principi dell'induzione causale e dell'analogia; in questo modo egli fa della finalità presente

nell'universo una sorta di evidenza immediata frutto più di una constatazione irresistibile

che di un ragionamento elaborato sul quale gli argomenti scettici potrebbero avere presa. in

questa nuova veste La somiglianza delle opere della natura con quella dell'arte non ha

bisogno di essere dimostrata sarebbe sufficiente constatarla per un essere unico giacché

colpisce la mente con una forza uguale a quella della sensazione. Questi argomenti

appartengono all'apologetica stampo Newtoniano che hanno pervaso la cultura britannica

del XVIII secolo. Qui Cleante propone due esempi ( immagina una voce che parli dalle

nuvole e una biblioteca di libri viventi) ma più solidamente il classico esperimento mentale

della perfezione dell'occhio; tutti questi esempi dovrebbero convincere dell'esistenza di

un'intenzione intelligente dietro a ciascuno di questi fenomeni. In tutto questo intervento vi

è una forte allusione a Berkeley e alla sua concezione della natura come espressione di un

linguaggio divino parlerebbe agli spiriti e quindi sarebbe il segno di un'organizzazione

intelligente della realtà. In questa parte sembra gli stia un colpo decisivo a favore di Cleante

tanto che filone si mostra imbarazzato e confuso; si propone un mutamento è Demea il quale

accusa Cleante di antropomorfismo. Demea è un credente dichiarato e per lui il teismo

sperimentale di cleante è una forma estrema di antropomorfismo giacché concepire la

divinità per analogia con la mente umana può portare a tali conseguenze.

PARTE IV

Interviene Cleante il quale sostiene che la posizione di Demea sia puro misticismo poiché

per salvare la trascendenza finisce per rendere la divinità stessa assolutamente

incomprensibile ma paradossalmente questa posizione si ricongiunge a quella degli scettici

libertini e anche i i quali attaccano l'irrazionalità dell'esperienza religiosa. In fondo i mistici

sarebbero solo degli atei senza saperlo giacché la mente infinitamente semplice senza

distinzioni ed incomprensibile che Demea attribuisce al Dio non è propriamente una mente

nell'unico significato comprensibile cioè umano di questo termine; il mistico finisce per

svuotare l'intera stessa di Dio volendo elevare la sua natura al di sopra di ogni

comprensione.

PARTE V

Filone osserva che l'argomento del disegno cioè il vero sistema del teismo sperimentale

dipende da un principio basilare ossia che effetti simili producano cause simili; ma proprio

la considerazione dell'universo alla luce delle moderne scoperte astronomiche a un duplice

effetto negativo per l'ipotesi turistica infatti da un lato la nuova visione scientifica accresce

la distanza tra i prodotti artificiali della mente umana e l'universo come possibile effetto di

un'organizzazione intelligente d'altro canto se la casa deve essere proporzionata all'effetto

l'universo in quanto effetto finito e in perfetto non consentirebbe mai di inferire l'esistenza

di un Dio che sia infinito assolutamente perfetto ed unico. Quindi anche se fosse valido

argomento del disegno non sarebbe idoneo a provare il Dio della teologia. Filone dunque

passa il principio di ordine al vaglio ossia della religione sia dell'esperienza la prima mostra

che non vi è motivo di ritenere il mondo ideale più auto esplicativo di quanto possa esserlo

quello materiale inoltre per quanto riguarda l'esperienza egli constata che se si danno casi in

cui le idee si dispongono in ordine da sole altrettanto può avvenire anche nella materia come

nella generazione e nella vegetazione.

Perché allora dovremmo pensare che l'ordine sia più essenziale al pensiero che alla materia?

La reazione di Cleante è un esplicito richiamo al mondo newtoniano: Non indagare le cause

ultime, rifiutarsi di assecondare un'aspirazione metafisica che può soltanto naufragare nei

tubi astrusi di filone e invece bisogna limitarsi a registrare l'ordine della natura che può

spiegarsi unicamente con la presenza di un autore intelligente; ha risposto di ciò lo scettico

filone si appella ad una buona norma del ragionamento scientifico ossia effetti particolari

dovrebbero essere spiegate con cause più generali e non con l'intervento di un'altra causa

particolare come invece fa Cleante ricadendo in un palese tentativo di spiegazione ad hoc

rilascio del tutto insoddisfatta la mente scientifica; a sostegno di ciò filone sottolinea il fatto

che le nuove scoperte su scala macroscopica come l'astronomia e microscopica l'universo in

miniatura allontanano sempre più effetto da spiegare dalla somiglianza con gli effetti

dell'arte e della capacità inventiva dell'uomo vi sono dunque moltissime differenze di scala

che possono essere riassunte in due affermazioni:

1. se la causa è proporzionata all'effetto io gli effetti finiti del mondo che conosciamo

non possono affatto provare l'infinità degli attributi divini

2. a posteriori le imperfezioni del mondo non giustificano la perfezione della divinità.

Una prospettiva sperimentale incoraggia dunque una veduta evolutiva per tentativi ed

errori piuttosto che l'idea di una perfezione già costituita

3. neppure l'unicità di Dio è garantita dal procedimento sperimentale giacché si

potrebbe altrettanto ragionevolmente immaginare che alla costruzione del mondo

abbiano contribuito numerose divinità.

L' antropomorfismo di Cleante FINIREBBE DIFATTI SONO PER AUTORIZZARE LA

TEOGONIA E IL POLITEISMO DEGLI ANTICHI.

PARTE VII

questa parte segna un passo ulteriore nell'abbandono del finalismo intelligente; filone va

dritto al punto e contesta la stessa base di partenza del teismo sperimentale cioè l'analogia

dell'universo con una macchina.

Se proprio si vuole utilizzare il principio causale non si deve applicare un altro tipo di

somiglianza dei fatti come dice filone il mondo somiglia di più ad un animale o un vegetale

che non ad un orologio o a un telaio pertanto la sua causa va ricercata più nei principi di

generazione e di vegeta ione che nella ragione; viene inserito il tema dell'istinto basterebbe

guardarsi intorno per vedere come queste forze trasmettano alla natura un potere ordinatore

senza averne consapevolezza e dunque senza l'elemento di intenzionalità proprio dalla

provvidenza divina. L'analogia dall'universo animale alla General ione non è diversa e forse

è superiore rispetto a quella che porta dall'universo macchina al disegno intelligente. Qui

vengono inseriti riferimenti ai testi brahamini indiani (a loro volta presente in Bayle) dove

filone immagina che il mondo sia prodotto da un ragno infinito mediante la generazione dal

suo stesso ventre; questa ipotesi sarebbe tranquillamente accettata come vera su un pianeta

di ragni così come l'antropomorfismo del disegno intelligente sembra del tutto ragionevole

ed evidente su pianeta di uomini

PARTE VIII

il moltiplicarsi delle ipotesi dipende dalla natura dell'oggetto e non dalla semplice facilità di

invenzione, come obietta filone. La vera ragione del moltiplicarsi di supposizioni consiste

dall'analogia interessa la presente già all'inizio dell'argomento e che lo domina; così Filone

che incarna lo scettico per eccellenza inizia a fare a meno del principio di ordine e avanza

una nuova ipotesi definita "vecchia epicurea", nel senso che la quantità di materia o di atomi

dell'universo dovrebbe essere intesa come necessariamente finita; basta semplicemente che

la materia sia eterna in durata come nell'atomismo di epicuro affinché essa conduca alla

formazione dell'assetto attuale del mondo. Concepire l'universo come una realtà dinamica e

quindi non statica è il primo passo per sviluppare le possibilità esplicative inerenti al

naturalismo; in primo luogo filone ritiene che la materia possa mettersi in movimento senza

alcun agente volontario o primo motore inoltre egli afferma che questo dinamismo interno è

a priori; in secondo luogo la conservazione dell'impulso iniziale basterebbe da sola a

spiegare gli Stati estivi dell'universo per giungere sino a quello attuale e una volta raggiunto

un equilibrio ossia un ordine questo si conserverà eternamente; il terzo e ultimo luogo lo

scettico filone sostiene che l'analogia dell'esperienza dovrebbe portarci a pensare che il

pensiero dipenda dalla materia e non il contrario. Questa idea è già contenuta nel V libro di

Lucrezio e questa potrebbe dare una spiegazione teleologia interna degli organismi viventi;

ma per ciò che riguarda quella esterna si potrebbe dire che l'abbondanza delle specie animali

sembrano invece indicare un'intenzionalità che va al di là della mera sopravvivenza. Qui

Cleante quindi obietta: Come si possono spiegare gli effetti che non sembrano strettamente

funzionali all'economia dell'insieme ma che appaiono invece utili all'uomo nel particolare?

Qui Filone non sapendo come rispondere dice che l'ipotesi epicurea di fatto sia incompleta

ed imperfetta; così si delinea dunque secondo Filone che la condizione del vero scettico sia

colui che va all'attacco poiché non ha una posizione fissa non vuole sostenere in maniera

dogmatica tema bensì dimostrare la debolezza di tutti gli altri.

Successivamente nelle parti X-XI vi saranno discussioni sul antropomorfismo , ma prima di

arrivare a questo Le parti precedenti discutono dell'argomento a priori.

PARTE IX

Qui Demea tenta di dare al teismo una base più solida di quella esibita dall'argomento a

posteriori di Cleante; egli propone dunque l'argomento a priori che dovrebbe mettere in

salvo la conoscenza deduttiva quindi puramente razionale degli attributi di Dio e anche della


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliasiviero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Paganini Enrico.

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