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Introduzione alla storia della Chiesa

Capitolo I: Storia della chiesa e teologia

La storia della chiesa ≠ teologia: la teologia ha per oggetto Dio e muove da premesse rivelate da Dio stesso. La teologia nasce con la rivelazione, la storia invece dove c'è traccia del passato umano. La storia della chiesa è la crescita nel tempo e nello spazio della chiesa. Jedin, pur rivendicando alla storia della chiesa il più rigoroso metodo storico-critico, tuttavia ritiene che la storia della chiesa sia anche teologia, perché la chiesa è per sua natura rivelata da Dio: di conseguenza, non si può capire la natura della chiesa come istituzione se non si condivide la fede in essa. Questa visione rischia di trasformare la storia in un'apologetica. Lo storico non fa professione di fede, narra solamente la storia di coloro che hanno professato questa fede: pertanto l'impostazione storico-teologica di fondo dello Jedin non è più condivisibile.

La storia è cresciuta nell'alveolo del pensiero cristiano: Benedetto Croce afferma che solo con il cristianesimo la storia diventa storia della verità, uscendo dal caos e dall'indistinto: il motore della storia classica infatti era il caso o il moto circolare degli avvenimenti. Con il cristianesimo si è rotta l'idea di circolo e di ritorno perpetuo della storia al punto di partenza, e per la prima volta la storia si è intesa come progresso. Identifica la storia della chiesa con la storia della libertà umana; alla fine della sua vita scrive "Perché non possiamo non dirci cristiani".

Inoltre, le principali materie che sostengono la ricerca storica (paleografica, archeologia...) sono sorte nell'ambito della cultura ecclesiastica e i rapporto con le altre discipline, come la letteratura e le arti, sono moltissime (Marc Bloch: idea di storia globale).

Capitolo II: Fonti e periodizzazione

Il punto di partenza della storia della chiesa non può essere quello teologico proposto dallo Jedin, ma sono le tracce lasciate dalle prime comunità cristiane, e in particolare gli Atti degli Apostoli. Il metodo storico-critico su cui si basa lo studio della storia della chiesa si fonda su fonti (non solo scritte, ma anche archeologiche, iconografiche e artistiche in generale).

Periodizzamento

  • Divisione in storia antica, medioevale e moderna.
  • Distinzione tra il primo e il secondo millennio, prendendo come elemento di demarcazione le riforme (gregoriana) del XI secolo.
  • Inizio dell'età medioevale o con l'irruzione degli arabi nel Mediterraneo o con il cessare delle forme epidemiche.
  • Periodizzamento in base agli avvenimenti, come ad esempio la cessazione delle persecuzioni nel IV secolo con l'inizio dell'età costantiniana, la riforma gregoriana dei XI-XII secoli, o il concilio di Trento.
  • Secondo il diverso modo di rapportarsi tra di loro dei poteri spirituale e temporale:
    • Periodo gelasiano: papa Gelasio I nella lettera all'imperatore di Bisanzio distingue i due poteri pur nell'ambito di una collaborazione destinata al bene comune.
    • Età carolingia: il potere e l'autorità regale prevale su quello sacerdotale: il potere del re infatti deriva da Cristo re, mentre quello del sacerdote da Cristo sacerdote.
    • Riforma gregoriana, in cui si rivendica la libertas ecclesiae: il potere spirituale è del tutto indipendente rispetto a quello temporale (secc XI-XIV).
    • Fine del Medioevo-illuminismo: le dottrine conciliariste (superiorità del concilio sul papa) indebolirono il potere papale; nel Concilio di Trento il papa dichiara la piena sovranità degli stati pur rivendicando la propria autorità sulla chiesa. Questa impostazione nell'età moderna portò a conflitti giurisdizionali tra i due poteri.
    • Nell'illuminismo i governi "illuminati" posero sotto le proprie direttive la chiesa; in seguito alla rivoluzione francese però nacquero numerosi movimenti di neoguelfismo. Prevalse poi il principio liberale della "libera chiesa in libero stato".

Periodizzamento proposto da Jedin

  • Dalla nascita di Cristo a Gregorio Magno: chiesa delle origini che si diffonde all'interno del mondo greco-romano, entrando anche in conflitto con le istituzioni dell'impero. La stessa divisione in diocesi deriva dall'omonima divisione delle province introdotta da Diocleziano. Con Gregorio Magno la chiesa esce dall'ambito mediterraneo rivolgendosi ai popoli nuovi, assumendo cioè un impegno missionario (cristianizzazione dei popoli germanici); nello stesso periodo di assiste alla diffusione della cultura e della religione islamica.
  • Secc. VII-XIII: la fede cattolica viene accolta dal mondo germanico, nasce l'Europa cristiana attorno alle figure del papa e dell'imperatore, due poteri entrambi derivati da Cristo e non sempre in armonia. Nascita delle università e degli ordini mendicanti che accolgono l'idea della povertà; crociate; conflitto tra il re di Francia Filippo il Bello e Bonifacio VIII.
  • Secc. XIV-XVIII: l'unità del mondo cristiano-occidentale viene prima minacciato dallo scisma d'occidentale, ma poi si ricompone con il concilio di Costanza. Riforma protestante + riforma cattolica del concilio di Trento. In Europa progressiva laicizzazione del pensiero in seguito al diffondersi della cultura illuministica.
  • Secc. XIX-XX: la chiesa diventa realmente universale, e si confronta con le altre religioni del mondo e l'ateismo. Lo stato diventa aconfessionale o laico, intensificazione della vita religiosa per merito del movimento liturgico e dell'apostolato laico; la chiesa perde definitivamente il potere temporale con il Concilio Vaticano I, rafforzando però la sua autorità religiosa e morale. Nasce e si sviluppa l'ecumenismo per ricostituire l'unità nella diversità di tutti i credenti in Cristo.

Capitolo III: Storiografia ecclesiastica

Per storiografia ecclesiastica si intende il modo in cui la chiesa è stata concepita nelle varie epoche.

Eusebio di Cesarea nasce intorno al 260 e diventa vescovo; suo maestro è Panfilo. Scrive I martiri della Palestina (memorie degli eroi cristiani dell'ultima persecuzione). Dopo l'editto di Costantino (313), diventa vescovo di Cesarea (capitale romana della Palestina) e ammiratore di Costantino, di cui scrive dopo la morte una biografia in forma di elogio funebre. Partecipa al concilio di Nicea del 325, dove accoglie le decisioni senza però infierire contro gli ariani (come Costantino).

Sfugge durante le persecuzioni, e promette di sacrificare agli dei pur di aver salva la vita. Forse eredita da Panfilo la dottrina tendente al subordinazianismo (subordinazione del figlio al padre che portò alla nascita dell'arianesimo). Scrive storia ecclesiastica: scritta in greco, prima storia della chiesa fino al 325; l'esposizione non è ordinata. Lo scopo di Eusebeio è raccogliere gli esiti delle sua indagini sui punti fondamentali.

  • Successione degli apostoli nelle chiese
  • Grandi avvenimenti della storia ecclesiastica
  • Personaggi più illustri
  • Eresiarchi
  • Castighi della nazione giudaica, rea di deicidio
  • Lotte sostenute dal cristianesimo contro il paganesimo, eroismo dei martiri, Costantino e il I concilio ecumenico a Nicea da lui convocato.

Nell'alto medioevo:

Prevale l'interesse per l'attuazione di un disegno provvidenziale che dimostri come la Roma dell'età classica abbia trovato continuità nella chiesa.

  • Isidoro di Siviglia, Chronica: storia universale in 6 libri, come i giorni della creazione e come le età del mondo: assira, babilonese, meda, persiana, macedone, romana (dalla fondazione di Roma alla fine del mondo: vede la nascita di Cristo e termina con il suo ritorno). Si passa facilmente dalla storia alla profezia.
  • Gregorio di Tours, Historia francorum: dalla creazione del mondo all'età romana; narra anche dei franchi (conversione con Clodoveo e organizzazione del regno).
  • Beda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum: storia degli Angli (le prime notizie del popolo sono collegate alla loro conversione ad opera dei monaci missionari di Roma inviati da Gregorio Magno nel VI sec).
  • Paolo Diacono, Historia longobardorum: longobardo divenuto monaco a Montecassino, che racconta la storia del regno longobardo fino alla conquista carolingia. Per primo introduce nella storia l'uso del computo cronologico proprio dell'età cristiana (numera gli anni dalla nascita di Cristo, e non dalla fondazione di Roma).
  • Nell'età carolingia: Annales (si annoverano anno per anno gli avvenimenti principali) e Gesta (celebrazione della memoria della propria chiesa locale attraverso le gesta dei propri vescovi, per arrivare fino al tempo presente e affidare la continuazione della scrittura ai successori). Essi non sono ancora storia della chiesa, ma sono fonti preziose per le sue istituzioni, la sua storia e cultura.

Nel basso Medioevo (crociate e comuni):

Si sviluppa un tipo di storiografia che fa perno attorno alle Cronache; agli avvenimenti registrati viene dato valore storico, anche se hanno ancora come punto di riferimento tutta la società con le sue vicende politiche, e non solo le vicende ecclesiali. Eusebeio è stato dimenticato, mentre ha preso il sopravvento la lezione di Isidoro di Siviglia. Testi che dimostrano come l'interesse di sposti dai vescovi all'intera vita della Chiesa cittadina. Predomina la visione universalistica, e il particolare si fa strada a fatica.

  • Leone Marsicano, Chronicon Casinensis monasterii: storia del monastero di Montecassino dalle origini al 1075; riporta tutti gli abati. Grande attenzione per le vicende del mondo longobardo, saraceno e carolingio. Leone compone i primi tre libri, poi altri lo hanno continuato, introducendo però molti elementi a sfondo miracolistico per esaltare l'importanza dell'abbazia.
  • Testi prodotti nell'ambito dei contrasti tra sacerdozio e regno tra i secoli XI e XII: es. Libelli de lite.
  • Arnolfo, Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium: dalle origini della chiesa ambrosiana fino al 925; attenzione per la successione dei vescovi.
  • Ottone di Frisinga, Chronica sive historia de duobus civitatibus: Ottone è vescovo, nipote di Federico I Barbarossa; storia universale dalla creazione del mondo al 1146, dove riaffiora lo schema teologico e l'interpretazione della storia della salvezza presente nel De civitate Dei di Agostino.

Nel secolo XVI:

  • Studi di Valla sulla donazione di Costantino
  • Erasmo da Rotterdam: umanista, pensava a una cristianità unita intorno alla parola di Dio e alle opere dei Padri della chiesa. In un primo momento mostrò simpatia per il movimento luterano, poi però lo attaccò scrivendo De libero arbitrio (a cui Lutero risponde con De servo arbitrio).
  • Beato Renano pubblica nel 1523 la versione latina della Storia ecclesiastica di Eusebeio e la Historia Tripartita.
  • Vengono rese accessibili fonti a cui prima si era attinto solo indirettamente: es. Graziano, un monaco vissuto nel XII secolo, autore della più completa e diffusa raccolta di canoni.
  • Ripresa dell'interesse per la storia della Chiesa, caratterizzata da intenti apologetici (scopo di denigrare o difendere la fede religiosa)
  • Centurie di Magdeburgo di Matteo Flacio Illirico (amico di Lutero): dall'inizio della chiesa a Bonifacio VIII. Afferma la tesi che la chiesa di Lutero è la vera erede della chiesa antica, mentre la chiesa di Roma è un continuo tradimento del Vangelo.
  • Cesare Baronio Annales ecclesiastici: fino a Innocenzo III con metodo annalistico. Continuata da altri autori, fino al XIX secolo venne considerata la storia ufficiale della Chiesa. L'opera nasce non per difendere la chiesa cattolica, ma piuttosto la chiesa di Roma, il pontificato.

Nei secoli XVII e XVIII:

Diminuì il confronto polemico fra le varie confessioni cristiane, e aumentò l'interesse filologico allo scopo di fornire adeguate edizioni al materiale prodotto in ambito ecclesiale nell'età patristica e medioevale. I governi illuministici (es. Maria Teresa dell'impero austro-ungarico) resero obbligatorio lo studio della storia della chiesa, adottando però manuali (non quello del Berti) in chiave anti-romana.

  • Gian Lorenzo Berti, Breviarum historiae ecclesiasticae usibus accademicis accomodatum: metà del XVIII secolo, primo manuale di storia della chiesa da diffondere nelle scuole.

Gruppi di testi:

  1. Concili: all'inizio del XVII sec una Editio Romana fornì i testi latini e greci dei concili della chiesa. L'opera venne rivista fino a quando Giovanni Domenico Mansi la raccolta definitiva (Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio).
  2. Opere dei padri della chiesa: i monaci benedettini pubblicarono l'Opera Omnia dei più grandi padri della chiesa.
  3. Testi agiografici: nella polemica cattolici-protestanti, si accusavano spesso i primi di aver introdotto troppe leggende nelle vite dei santi. Giovanni Bolland (gesuita fiammingo), Acta Sanctorum: tutte le vite dei santi secondo l'ordine del calendario liturgico.

Capitolo IV: Manuali e opere di consultazione

Manuali

Il manuale ideale per questa disciplina non è ancora stato scritto. In Italia si è dovuto attendere più a lungo per una storia della Chiesa in Italia, forse perché la presenza della Sede Apostolica ha creato qualche difficoltà a distinguere una Chiesa italiana dalla Chiesa universale, e forse anche a causa della lentezza a formarsi di una unità nazionale.

  • Il più diffuso fino al concilio Vaticano II è stato quello dei tedeschi Bihlmeyer e Tuechle (Storia della chiesa: fino alla II GM)
  • Storia ecumenica della chiesa, Kottje e Moeller: collaborazione di autori cattolici e protestanti.

Opere di consultazione

  • Storia della chiesa dalle origini ai nostri giorni, Fliche e Martin (Francia, prima della II GM)
  • Storia della chiesa, promossa da Jedin (lo storico del Concilio di Trento).

Capitolo V: Bibliografia

  1. Quella che accompagna i fascicoli della Revue d'histoire ecclesiastique (RHE): si pubblica dal 1906; è divisa per grandi epoche, ma anche in base a temi importanti.
  2. Rivista di storia della chiesa in Italia (RSCI): si pubblica a Roma dal 1947; la sua bibliografia è divisa per secoli e per regioni.
  3. Annuarium historiae pontificiae (AHP): si pubblica a Roma dal 1963; riguarda il settore della storia dei papi, da S Pietro a Giovanni Paolo II.
  4. Medioevo latino (MEL): si pubblica dal 1980 e riguarda il Medioevo occidentale.

Fonti

Si dividono in:

  • Fonti narrative: riportano un episodio accaduto, raccontano la vita di un personaggio, la storia della città o le vicende di un popolo. Si conservano presso le biblioteche.
  • Fonti documentarie: si identificano con un documento, cioè con una testimonianza scritta di un fatto giuridico. Queste fonti si distinguono in pubbliche (emesse dalla pubblica autorità) e private (l'autore è un privato cittadino). Si conservano presso l'Archivio Segreto Vaticano e l'Archivio di Stato: qui è confluito il materiale archivistico di conventi o monasteri in seguito alle soppressioni del XX secolo, a partire da quelle napoleoniche.

Collane patristiche

  • Lettere papali
  • Canoni conciliari: emanati dai concili della chiesa, alcuni ecumenici (universali), altri di carattere locale.
  • Fonti canonistiche: raccolte di canoni della chiesa
  • Fonti agiografiche
  • Fonti propriamente medioevali: non hanno per oggetto specifico la storia ecclesiastica
  • Fonti archeologiche e iconografiche

G. L. Potestà - G. Vian: Storia del cristianesimo

Storia del cristianesimo ≠ storia della chiesa: il primo comprende anche esperienze fuori dai perimetri ecclesiastici.

Capitolo 1: Gesù e le origini del cristianesimo

1. Gesù di Nazareth

Nasce sotto il regno giudaico di Erode e muore sotto Ponzio Pilato intorno al 30. Mentre in passato si sottolineava la diversità del messaggio di Gesù da quello della società ebraica, fondato sul rispetto della Torah (la legge rivelata da Dio a Mosè e trascritta nei primi 5 libri della Bibbia), negli ultimi anni si tende a ridurre l'originalità dell'insegnamento del maestro. Fonti: Vangeli e altri testi dei primi cristiani. Le fonti delle origini furono prodotte sul fondamento della fede nella resurrezione di Gesù, e si proponevano di suscitare fede in lui e nel suo messaggio. Le prime testimonianze furono tramandate oralmente; solo dal II sec si discusse su quali testi ritenere divinamente ispirati, e si formò in questo modo un canone biblico cristiano.

Quando inizia il cristianesimo?

  • Dopo la resurrezione (intorno al 30)
  • Nel II sec, quando si distingue un profilo differente e contrapposto alle altre manifestazioni di giudaismo comune. Alcune fonti dimostrano però come già nel I sec i discepoli del Nazareno erano ben consapevoli delle novità delle proprie credenze.

2. Predicazione del Regno e scelta dei 12 apostoli

Le convinzioni di Gesù sono sintetizzate nel Padre Nostro (nei Vangeli), preghiera che si richiama a modi della Bibbia ebraica. Sia la predicazione di Gesù che di Giovanni Battista era improntata su:

  • Richiesta di penitenza
  • Invocazione del Regno

Per Giovanni la purificazione da ciò che è impuro e maligno dipende da una serie di azioni: via ascetica, comportamenti retti, pratica del battesimo. Afferma che il sacrificio espiatorio nel Tempio (secondo la tradizione rabbinica) non ha valore. Gesù prima è vicino a...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/07 Storia del cristianesimo e delle chiese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesca.triv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Chiesa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Rainini Ivan.
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