Esame storia della Chiesa
Libro consigliato
"Introduzione alla Storia del Cristianesimo ed alla Storia della Chiesa". Rielaborazione personale.
Storia del Cristianesimo e storia della Chiesa
Si tratta di una materia specialistica → è diversa dall’ora di religione a scuola. Infatti l’ora di religione nella scuola dell’obbligo rientra nell’insegnamento di natura confessionale (basato sul Concordato del 1929 tra Stato italiano e Chiesa), cioè è la visione religiosa specifica della Chiesa Cattolica. Gli insegnamenti universitari hanno altra matrice e scopo e non sono in continuità coi precedenti appena citati.
Nella Chiesa c’è stato dal secondo dopoguerra e maggiormente dopo il Concilio Vaticano II (1962 – 1965) un nuovo interesse e una nuova attenzione da parte dei laici credenti verso: teologia e studi religiosi. Un esempio sono le scuole teologiche per laici → lettura e riflessione biblica; possono essere gruppi spontanei o nati in seno alla parrocchia. Col tempo, crescendo i bisogni e le competenze, tali realtà si sono affinate fino ad arrivare a scuole di preparazione e formazione teologica. Esse sono servite a formare il personale laico che insegnava nelle scuole dell’obbligo; nello stesso tempo sono servite a gradi più alti → sono nate le facoltà teologiche e alcune sono state aperte anche da laici (alcune importanti sono in Piemonte e a Milano).
Queste iniziative sono di vario livello. La differenza sta nella metodologia scientifica (si parte da iniziative semplici fino ad arrivare a realtà strutturate e sistematiche). Queste iniziative danno per scontata la dimensione che studiano = la trascendenza; che però non può essere dimostrata o spiegata; l’accolgono e solo dopo la indagano e la verificano. Per questo nell’ambito scolastico tali scuole si riconoscono dipendenti (e lo sono) dalla Chiesa (che ha autorità magisteriale) e senza dipendenze esterne.
Negli insegnamenti universitari non c’è dipendenza dal principio confessionale (dopo il Concordato, comunque, i preti che volevano insegnare in una università di Stato dovevano avere il benestare dall’autorità religiosa; dopo la revisione concordataria non c’è più questa prassi). I laici che insegnavano materie "religiose" nelle università statali non sono mai stati soggetti a queste verifiche.
In Italia iniziative di cultura teologica e studio sistematico della teologia sono state portate avanti dalla Chiesa valdese-metodista italiana (da alcuni valdesi e metodisti sono stretti da un patto federativo e iniziative comuni). I valdesi si riconoscono originariamente nella predicazione del mercante lionese Valdo (morto tra 1205 e 1218) e dei suoi aderenti, "Poveri di Lione": predicavano una Chiesa più povera e pura. Furono riconosciuti dalla Chiesa (concilio Lateranense III, 1179) ma poi condannati. Si rifugiarono nelle valli piemontesi sotto la guida di capi religiosi → "barbi" (barbetti = valdesi).
Si diffusero poi in Germania, Boemia, Polonia, Ungheria. Aderirono poi al calvinismo → 1532, sì nodo di Chanforan. Da allora sono una branca della chiesa riformata. I Valdesi subirono persecuzioni da parte di Casa Savoia → 1685; libertà di culto dal 1848 (Carlo Alberto). I metodisti sono un gruppo religioso staccatosi dalla Chiesa anglicana. Ebbero due predicatori nei fratelli John e Charles Wesley (lungo il '700); volevano rivitalizzare la chiesa di Inghilterra.
Fu vietato l'accesso le chiese anglicani cosicché predicarono in maniera itinerante. Le chiese riformate sono tutte quelle che sono uscite dalla riforma protestante (XVI sec. d.C.), ma si intende soprattutto la visione del calvinismo, in contrasto con le chiese luterane. I valdesi-metodisti hanno a Roma una facoltà teologica → serve per il pastorato (4 anni); ma aperta anche a chi voglia fare studi teologici riformati. Esiste anche una diploma teologico (3 anni) → non prepara al pastorato.
La preparazione della Chiesa valdese, attiva già negli anni 50 con gruppi di lettura e ricerche bibliche, ha una formazione che vuole essere teologica. Il concetto di teologia nelle chiese della riforma è diverso da quello in ambito cattolico. Non c'è una autorità magisteriale → tutto si basa sulla scrittura → la si prende come guida la si studia; credono nel far questo di venire illuminati dallo spirito = spirito critico. Così riconoscono un valore normante assoluto alla Bibbia → ispira.
Questi studi, quindi, fanno riferimento ad un assunto teologico → la dimensione trascendente. L'insegnamento universitario di storia del Cristianesimo o storia della Chiesa nelle Università di Stato è differente: l'insegnamento non è teologico o confessionale; non si parte dal presupposto teologico di verità assoluta del Cristianesimo e non ci sono finalità apologetiche-confessionali. Cristianesimo e Chiesa sono presi come realtà di fatto = corrente religiosa; si studia la sua storia, la sua genesi, il suo definirsi, fino allo sviluppo e all'affermarsi.
Come se fosse (come è) una religione tra le altre; ha comunque dei connotati specifici e un impatto sulla cultura. Questo accade perché vengono insegnate nelle facoltà di Stato o in sedi universitarie di Scienze umane. In queste sedi è un insegnamento laico, ovviamente aperto a tutti. In Italia dal 1873 non esistono più Facoltà teologiche di Stato; furono abolite; ci fu comunque dissenso; voci autorevoli in tal senso si levarono anche nel Parlamento italiano ed erano voci di Liberali come Bonghi, preoccupati che un complesso di discipline sui fenomeni religiosi scomparisse dall'orizzonte culturale.
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