Sunto “Storia dell’educazione e del sistema scolastico”, prof.
Cristofaro, libro consigliato ” Scuola società politica democrazia.
Dalla riforma gentile ai decreti delegati”, Susi Francesco
I DALL’UNITA’ AL FASCISMO
Lamberto Borghi dice che in un regime liberale la scuola con i suoi istituti classici valse a dar vita ad una
classe dirigente impegnata nella difesa del suo posto egemonico e con le sue professionali e tecniche a
creare un ceto di impiegati minori o operai.
La tendenza a salire dal basso e rompere questa stratificazione fu repressa dal fascismo. Natura classista e
inegualitaria del sistema scolastico italiano.
1859 LEGGE CASATI che fu sostanzialmente tenuta fino alla riforma Gentile del 1923 – carta della scuola del
Ministro della educazione Bottai. Gabrio Casati era Ministro P.I.del Regno Sardo; la sua legge fu estesa al
regno d’Italia in sostituzione delle regolamentazioni dei diversi stati preunitari.
Si imponeva la volontà del ceto sociale intellettuale che aveva fondato un regime su una rappresentanza
estremamente ristretta.
Scuola piramidale gerarchica con rigida distinzione tecnico professionale (classi medie inferiori) e
umanistica (classi dirigenti).
Gramsci: ogni gruppo sociale ha un proprio tipo di scuola, destinato a perpetuare in questi strati una
determinata funzione tradizionale, direttiva o strumentale.
La scuola elementare pubblica è stata “una delle grandiose novità dell’Ottocento”, principale strumento di
elevazione delle classi popolari, l’istruzione per tutti fu vantata come la panacea di tutti i mali”.
La scuola pubblica obbligatoria ad ogni modo incontrò tante resistenze ed ebbe forti oppositori, in primis la
Chiesa, che vedeva strapparsi il controllo e la gestione della istruzione, dagli asili alle università. Più
educazione che istruzione – era meglio per il popolo.
La convinzione che per lungo tempo diede continuità a tali critiche era già portata da Carlo Pisacane (meglio
il popolo libero che istruito!).
I due fortunati libri dell’epoca (Cuore di De Amicis e Pinocchio di Collodi) tendevano a parlare del sacrificio,
della famiglia, patria, Dio, i valori su cui si fondava l’Italia (fare gli italiani…dopo l’Italia, come disse
D’Azeglio).
Il Paese non versava in buone condizioni; esso era prevalentemente agricolo; la rete nazionale di trasporti
praticamente non esisteva; si ridusse la pastorizia e il Paese non aveva penetrazione capitalistica.
Franchetti, a ragine, lo definiva un paese selvaggio, in cui le migrazioni erano massicce e il 78% della
popolazione era analfabeta.
La scuola elementare non operava in maniera sufficiente, la folla era ignorata dagli uomini di governo
(pensavano che era importante educare, non istruire).
I testi vennero ristampati per 50 anni consecutivi, c’era immobilismo oltre che stratificazione sociale.
L’istruzione elementare era distinta in INFERIORE e SUPERIORE (solo quella inferiore obbligatoria) e
regolamentata dai 58 articoli del Titolo V della Legge Casati.
Il grado inferiore era però solo formalmente gratuito e obbligatorio, il grado superiore poteva essere
istituito in comuni con oltre 4000 abitanti.
STANZIAMENTI ANNUALI DELLO STATO ma solo per Municipi con angustie economiche. In realtà la spesa
statale per l’istruzione non era tra le più consistenti ma si concentrava sulle Università e istruzione
superiore (in particolare quella classica).
I maestri venivano eletti dai Municipi e assunti con un contratto da uno a tre anni rinnovabile.
Il candidato doveva avere una patente di idoneità all’insegnamento e un attestato di moralità rilasciato dal
Sindaco.
Le patenti si ottenevano per concorso; il Regio ispettore poteva dare questi incarichi quasi a piacere.
C’era una penuria cronica di docenti per questo molte deroghe alla legge. Pochi nella scuola molti nei
servizi della PA.
Miseria degli alunni e difficoltà economiche di professori e maestri – si doveva lottare per il pane!.
Tutti erano alla mercé delle amministrazioni comunali per quanto concerneva la retribuzione.
Legge Coppino 1877 – portò l’obbligo a 9 anni e stanziò finanziamenti statali destinato ad aumentare il
numero delle scuole.
Troppa miserie e ingiustizie, fin dalla costituzione dello stato unitario; la Chiesa era contro il nuovo stato e
soprattutto contro la nascente scuola nazionale. Stato morale, di miseria non si sollevava.
Diffondere istruzione e aprire le scuole – Nesso tra questione sociale ed istruzione.
L’età giolittiana e organizzazione maestri
Coincise con una inversione di tendenza economica . le nuove forze economiche vedevano nel
miglioramento delle condizioni di vita anche la possibilità di una larga adesione della classe lavoratrice .
Esodo rurale / industrializzazione
Il sindacalismo e la domanda di istruzione fecero apparire dinalmente desueta la legge Casati.
Insegnanti erano proletari della scuola; comune interesse di una azione rivolta al potenziamento della
scuola popolare.
Luigi Credaro nel 1901 creò l’UMN (UNIONE MAGISTRALE NAZIONALE) organizzzione democratica capace di
esercitare una pressione sufficiente per indurre i governi ad adottare concreti provvedimenti per migliorare
le scuole. Era vietato lo sciopero ma si lottava per la libertà degli insegnanti, il monte pensioni, l’aumento
degli stipendi.
La Legge NASI (1903) stato giuridico e monte pensioni e uguale stipendio per maestri e maestre e garantiva
dai soprusi.
Legge ORLANDO (1904) prolungò l’obbligo scolastico fino a 12 anni.
Solo nel primo dopoguerra si unificarono le categorie salariali.
Maggiore laicità nelle istituzioni e vita pubblica 1904 a Roma ci fu il Congresso Internazionale del Libero
Pensiero – EMANCIPAZIONE INTELLETTUALE E SOCIALE, inteso a strappare tutti i popoli all’oppressione
dogmi e chiese.
Laicità della scuola fu cruciale. Giolitti tentava un confronto politico con la scuola (lotta si acuì con
l’assassinio di Francisco Ferrer y Guardia). Ragione e superstizione molto forte ancora.
UMN e FNISM sostenevano antidogmatismo laicità e democrazia.
L.487/11 Credaro e la scolarizzazione e la lotta all’analfabetismo. Scuola elementare SERVIZIO PUBBLICO
STATALE – passaggio fondamentale – maestro dipendente statale!.
Scuola secondaria
Accentramento e volontà di selezionare una classe dirigente ristretta e ben preparata. La selezione era la
cultura umanistica (filtro sociale).
Università aveva 5 facoltà: Teologia, Giurisprudenza, Medicina, Scienze, Lettere e Filosofia.
La scuola secondaria era divisa in classica, e tecnica con canali separati.
Preside era il capo dei licei.
Titolari di cattedra erano di nomina regia.
Corsi abilitanti contro la carenza dei docenti – facoltà per scuole letterarie e scientifiche.
Scuola NORMALE forniva maestri
Scuola UMANISTICA con latino per accedere all’università
Scuola UTILITARIA senza sbocchi.
Pareva che ogni classe sociale avesse la sua scuola.
ISTRUZIONE CLASSICA
Ginnasio di 5 anni più liceo (in stabilimenti distinti). Licei in ogni provincia come i ginnasi, anche i licei si
distinguevano in tre categorie a seconda del numero abitanti.
Scuola molto selettiva per università.
ISTRUZIONE TECNICA
Erano di I e II grado entrambi di durata triennale , mantenuti distanti da ginnasi e licei.
Scuola gratuita anche se elitaria. Un esame integrativo di latino e filosofia consentiva l’accesso agli studi
UNIVERSITARI presso la facoltà di scienze.
Passò poi sotto l’egida del Ministero della Agricoltura, riducendo saperi pratici mentre i disinteressati no.
SCUOLA NORMALE
Nove scuole normali nelle quali si prendeva la patente per insegnare alle elementari (con attestato di
moralità del Sindaco) oppure il superamento di un esame conclusivo (tirocinio scuola elementare).
Scuola complementare triennale femminile per la normale.
Francesco De Sanctis istituisce due istituti superiori femminili (Magistero Roma). Credaro, 1905 e 1906 corsi
biennali di perfezionamento per formare direttori e ispettori elementari (scuole pedagogiche).
Organizzazione insegnanti seco
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