Estratto del documento

Introduzione

La democrazia rappresentativa è ben diversa da quella diretta delle poleis e si basa sulla delega del potere del popolo (a cui resta il potere) a dei rappresentanti. Per analizzare la democrazia reale ci sono due strade in relazione al rapporto tra stato e società civile:

  • Approccio istituzionalista: dallo stato si arriva alla società (EU)
  • Approccio sociologico: da società a stato (USA)

Per capire è necessario seguire lo schema di Easton che rappresenta il flusso input-output che risalta la logica istituzionale e sostanziale:

  • Costituzione formale
  • Costituzione materiale
  • Direttive
  • Pareri
  • Magistratura
  • Governo
  • P.A
  • Forze armate
  • Ministeri
  • Voto di fiducia
  • Parlamento
  • Mass media
  • Enti parastatali
  • Commissioni speciali
  • Elezioni
  • Collaborazione
  • Protesta
  • Partiti politici
  • Gruppi di interesse
  • Popolazione

Il primo, formale, di visione europeista, si basa sul potere politico, il secondo, materiale, sui gruppi di interesse (USA) alla base del sistema politico che legittima le richieste dei gruppi. Tale spiegazione va implementata. Habermas, segue la visione marxista, per cui lo stato prima di tutto deve garantire l'ordine pubblico poi i rapporti sociali; ma non si deve limitare a questo ma deve fornire anche i beni collettivi.

Capitolo 1: ideologia e senso comune

Nelle società complesse la società civile è una componente fondamentale del corpo sociale, distinta dallo stato. Ne fanno parte gli individui, per lo più organizzati in gruppi formali e informali (chiese, famiglie, partiti, media, volontariato…). Servono a mediare i rapporti stato – individui e contribuiscono a creare lo spazio pubblico. Nella società civile possiamo distinguere due percorsi:

  • La società non è omogenea e è diretta da prassi assi metriche;
  • Tali prassi non sono statiche ma soggette a cambiamenti temporali e storici (le abitudine del 500 ora non sono più valide).

Il concetto che meglio esprime la dimensione strutturale della società civile è la cultura. Secondo Williams è “un processo sociale di base che dia forma a diversi modi di vivere, un sistema significante attraverso cui un sistema sociale viene trasmesso”.

La scienza politiche vuole restringere il campo rispetto a questa definizione e si distingue in due paradigmi:

  • Civic culture (accezione comportamentista)
  • Ideologia dominante (teorie marxiste)

Civic culture

Tale approccio considera la cultura politica come “insieme di orientamenti psicologici” dei membri di una società nei confronti della politica. Almond e Verba individuano 3 dimensioni del concetto:

  • Aspetto cognitivo, che attiene alle conoscenze e credenze rispetto alla politica;
  • Aspetto affettivo, sentimenti verso le strutture e i loro capi;
  • Aspetto valutativo, giudizi e opinioni sui fenomeni politici.

Sulla base di questi tre aspetti avanzano alcune classi capaci di suddividere i tratti tipici di ogni popolazione:

  • Politica Parochial, individui senza interesse per la politica localistica
  • Sudditi, pur conoscendo il sistema politico non partecipano attivamente alla vita politica corrisponde alla politica autoritaria
  • Partecipanti, ben informati e partecipano attivamente Struttura democratico-rappresentativo.

Tali risultati dipendono da un’indagine sondaggistica che porta la civic culture a non avere basi solide in quanto sottovaluta le componenti individuali e collettivi con cui le persone danno senso al mondo che muta nel tempo, e non rimane univoco.

Ideologia come egemonia

Marx ed Engels hanno sviluppato due teorie dell’ideologia:

  • Ogni classe grazie al rapporto che ha con i mezzi di produzione elabora una determinata cultura che rispecchia le condizioni materiali di partenza.
  • Ad ogni modo di produzione corrisponde una relazione tra classe dominante e classi subalterne, sia politica che economica.

Nell’“ideologia tedesca” Marx e Engels sostengono che le idee della classe dominante siano in ogni epoca le idee dominanti. Le classi subalterne subiscono la cultura della classe dominante impedendo così il loro sviluppo di conoscenza. Tuttavia non sempre le classi basse condividono la cultura dominante (es. cristianesimo ci ha messo molto a inserirsi nelle campagne).

Strada alternativa (Gramsci)

Partendo dalla dicotomia prassi/coscienza, Gramsci intendeva la coscienza come “un continuum delimitato da 2 estremi: quello coerente e articolato come la filosofia e quello al massimo dell’incoerenza, il Folklore. Il suo ragionamento propone una scala graduale di significato: l’ideologia è il secondo grado della scala, vicino alla filosofia, poi seguono la religione e il senso comune fino al folklore.

Sistemi di significati (coscienza):

  • Articolato: Filosofia, Ideologia, Tradizione
  • + Articolato: Senso comune, Prassi sociale

Il rapporto prassi/sistemi di significati pone 3 ordini di problemi:

  • Prassi sociali culturalmente rilevanti
  • Ruolo del linguaggio
  • Ruolo delle istituzioni

Gli individui si muovono in una società civile strutturata, per classi, territorio, sesso, religione, razza, occupazione e generazione. Il linguaggio si istituzionalizza e si reifica, influenza il pensiero. Le classi dominanti tentano di dare carattere eterno ai simboli. Chi controlla il linguaggio, può dominare chi ne è privo. A questo fine i mass media, vecchi e nuovi, sono forme di controllo e diffusione di un registro linguistico. Lo stato interviene direttamente nell’organizzazione delle diverse attività culturali. Può addirittura inventare tradizioni sebbene non riesca mai del tutto in quest’impresa. Per Gramsci il livello del consenso ideologico e culturale è il risultato dello scontro tra i gruppi sociali; il gruppo che controlla lo stato gode di un vantaggio decisivo.

Conclusi i rapporti verticali tra prassi e significati, passiamo a quelli orizzontali:

  • Definiamo l’ideologia come la risposta di un gruppo sociale ai propri interessi e problemi immediati, presenta una certa concretezza;
  • La filosofia invece rispecchia i problemi più profondi, meno materiali;
  • Il senso comune è il modo più diffuso di pensare in una società. L’ideologia aspira a diventarlo;
  • La mentalità è l’insieme degli elementi della cultura del passato che un popolo valorizza, formando la sua identità.

Tradizione politica: condivide tre dei livelli di significato: ideologia, senso comune e mentalità. È più coerente del senso comune ma meno dell’ideologia e come la mentalità prende forza dall’inerzia dei processi culturali. Per Gramsci il fulcro della leva politica è l’egemonia, ed è situata tra ideologia e senso comune. Un gruppo può essere egemone quando la sua ideologia diventa senso comune. Tale egemonia è a senso unico e non spiega i contributi delle subculture a quella dominante. Meglio l’idea di consenso che una volta ottenuto deve essere difeso e rinnovato.

Matrici culturali delle ideologie contemporanee

Per concludere l’analisi degli elementi costitutivi della cultura è necessario spiegare il processo di formazione delle diverse ideologie politiche europee. Il punto da cui partire è stata la rottura della res publica con il potere temporale della chiesa che dava potere solo al Papa e ai sovrani “unti dal signore”. Con il cogito ergo sum abbiamo la rottura, riformulando il concetto di vita, da teocentrico ad antropocentrico. La fonte dell’autorità politica passa dall’alto al basso, basata sul consenso popolare. Nasce il concetto di nazione riferita a un certo popolo su un certo territorio che serve a creare identità.

Capitolo 2: la formazione della società civile

La strutturazione della società civile è il risultato di numerose lotte condotte da generazioni di donne e uomini le cui concezioni sono affermate a livello ideologico.

2.1 Stati nazione e fratture socio-politiche

Rokkan analizza gli aspetti geopolitici e storici dei processi di formazione degli stati nazione. Partendo dalla sua concezione che tali processi partano dalla caduta del sacro romano impero (XI) fino alla I guerra mondiale, Rokkan individua alcune soglie critiche coincidenti con la RIFORMA e la CONTRORIFORMA, due rivendicazioni che acquistano potere territoriale con l’affermarsi del potere politico statale. Rappresenta in chiave geopolitica tale processo secondo due assi:

  • Asse nord-sud: culturale, riguarda le difficoltà dei governanti più vicini a Roma a unificare il popolo nello stato. Infatti con la Riforma e la scolarizzazione delle masse della chiesa protestante, i paesi a nord hanno avuto un più rapido processo di unificazione;
  • Asse est-ovest: in Oriente a causa della mancata presenza di centri città forti economicamente il potere politico non sapeva a cosa attaccarsi.

Rokkan oltre questi due assi individua altre due variabili da considerare:

  • Risoluzione questione agraria
  • Le guerre medioevali che hanno cambiato molto i popoli e le possibilità di unione (il latino fu alla base delle lingue volgari che poi divenne lingue di stato)

Critiche a Rokkan: Badie e Birnbaum lo criticano per aver usato troppo generalmente la nozione di stato e fanno una distinzione tra:

  • Stato: stato domina la società;
  • Centro politico: predominio della società sullo stato grazie a una rete diffusa di Elite.

A livello geopolitico si critica per la definizione di cultura troppo riduttiva, basandosi solo sulla lingua e sulla chiesa. ELIAS distingue 3 modelli di formazione delle norme culturali nazionali:

  • Britannico, di cultura aristocratico-borghese, basato su libertà, tolleranza e disuguaglianza
  • Francese, cultura è il prodotto del potere statale, intolleranza ideologica
  • Tedesco, di cultura borghese accademica, autoritarismo, burocrazia e disciplina.

Rokkan analizza la strutturazione interna di formazione degli stati-nazione, distinguendo due processi:

  • Democratizzazione dei regimi politici di massa;
  • Sorgere di linee di frattura (cleavage)

Il primo processo avviene in 4 fasi:

  • Penetrazione dell’élite sul controllo del territorio;
  • Unificazione mediante trasmissione identità con servizio militare e scuola;
  • Partecipazione ai diritti politici;
  • Ridistribuzione dei servizi sociali

Le linee di frattura sono le seguenti:

  • Frattura centro periferia: causata da Riforma e Contro riforma
  • Rivoluzioni nazionali 700 crea le fratture ideologiche tra Stato e Chiesa;
  • Rivoluzioni industriali creano la frattura nel mercato dei beni e in quello del lavoro
  • Rivoluzione proletaria crea la frattura tra riformatori e rivoluzionari
  • 68 crea la frattura ambiente-sviluppo industriale.

2.2 Esperienze politiche nazionali e tradizioni culturali

Gran Bretagna: Ha avuto un lungo periodo senza cambiamenti politici (300 anni). La visione politica degli inglesi è ancora di tipo “sudditi”; è un modello che possiamo definire come “stato dominato dalla società civile”. La stessa posizione geografica distante dalla chiesa e al centro dei flussi commerciali la ha distinta dalle altre nazioni. È stato il primo stato a avere sia rivoluzione industriale che politica, facendo nascere la concezione di “stato impersonale”, contratto come entità diversa e distinta dalla società civile in cui il ruolo delle associazioni volontarie, dell’autoregolazione sociale e il self help hanno un ruolo fondamentale. Il caso inglese si distingue anche per la reticenza delle classi dirigenti a guardare al popolo come cittadini piuttosto che come sudditi fino a dubitare della democrazia.

Francia: Quasi il contrario dell’Inghilterra; grande instabilità politica, 16 regimi diversi dal 1789, il ruolo dello stato è sempre stato dello stato. La rivoluzione francese cambio il modo di giustificare il potere statale grazie alla sovranità popolare. Il predominio statale ne uscì rafforzato e la chiesa francese non era forte come quella di Roma. La partecipazione politica è abbastanza scarsa e l’uso delle crisi di governo è elevato sebbene servano ad avere concessioni più che farlo cadere.

Germania: Da poco unità, 5 regimi dopo 1870, la frattura più importante l'ha avuta con la Riforma protestante e Nazismo.

Italia: Roma-Chiesa, unificazione in ritardo, c’è di natura una politica clientelare e trasformista. Debolezza statale.

Capitolo 3: il mutamento della società

Il mutamento politico si manifesta attr...

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Scienze Sociali Prof.
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