La scuola di Chicago
Gli ultimi due decenni dell'Ottocento e il primo di questo secolo rappresentano nella storia dell'architettura degli Stati Uniti un periodo di crescente complessità. In particolare, si sviluppano e si scontrano le opere di Richardson e quindi la Scuola di Chicago e l'attività giovanile di Wright, quindi il classicismo della fiera mondiale del 1893, il movimento della City Beautiful, e l'inizio della city planning.
Negli ultimi anni, la cultura europea ha selezionato da questo quadro soltanto l'attività di Sullivan e del primo Wright sotto la Scuola di Chicago, cogliendone generi di affinità e inserendo la persona accanto a Wagner, relegando invece il resto dell'architettura americana di quegli anni a sfondo generico o a mera antitesi di modernità. Chicago era risorta dall'incendio del 1871 sulla spinta di una crescita economica violenta, dove si sommano lo sviluppo industriale locale e il confluire del mercato urbano della produzione dell'hinterland rurale del mito il guasto.
Quindi, negli anni '80 si formò un terreno favorevole per lo sviluppo dell'edificio amministrativo sviluppato in altezza, ricordiamo per esempio il tal Office building poi detto grattacielo. Alla fine dell'Ottocento, l'immagine edilizia dell'USA era ormai consolidata e quindi era diventata l'archetipo della città americana. Chicago era composta da una serie di edifici che con i loro 18-20 piani toccavano quasi il cielo; l'architetto che li aveva costruiti aveva rinunciato a colonnati, alle modanature e abbellimenti classici e aveva accettato le condizioni imposte dalla modernità.
Innovazione architettonica
La semplice forza della necessità è un principio di bellezza e questi edifici manifestano la necessità di sviluppare un'architettura razionale. Si sviluppa quindi un nuovo tipo d'arte dal punto di vista scientifico dove prevalgono figure geometriche, quindi abbiamo un linguaggio innovativo dal punto di vista della ricerca formale, attraverso le opere di Sullivan. Giunto a Chicago nel 1873, studiò per un breve periodo all'Ecole di Beaux Arts di Parigi, divenendo nel 1881 socio di Adler, ingegnere di abili capacità. Alla fortunata attività professionale, Sullivan affianca conferenze e articoli, teorizzando la costruzione di un involucro ideologico destinato a selezionare e dirigere gli sviluppi per conferire una base teorica alla nuova edilizia.
Le torri di Chicago
Le torri di Chicago venivano così ad assumere nell'interpretazione di Sullivan il ruolo di traduzione in ferro, vetro e pietra dello spirito della nuova nazione e quasi valore di promessa di un nuovo stadio della storia umana, in opposizione alla decadenza del classicismo e dell'Europa. Ma Chicago, come anche altri luoghi degli Stati Uniti, era l'immagine archetipica della città americana che meglio rendeva l'idea di due poli antitesi e complementari:
- Da un lato la città degli affari e dei grattacieli
- Dall'altro l'estensione di sobborghi residenziali formati da case unifamiliari e destinati allo stratificato borghese
Sullivan caricava di significati ideologici il disegno dell'edificio alto per uffici. Wright, che sarà suo assistente dal 1887 al 1893, compiva un'operazione complementare nel campo della casa unifamiliare dei sobborghi. All'attività di progettista, intesa fino al 1909 soprattutto nella zona residenziale di Oak Park, Wright affianca ben presto conferenze e saggi.
L'influenza di Wright
Le sue teorie sembrano molto simili a quelle di Sullivan, ma si evince un atteggiamento ambiguo verso la grande città e soprattutto il rifiuto degli agglomerati urbani. Sì, ha una contrapposizione tra la città, luogo di decadenza, e gli spazi aperti: la prateria, intesi come luogo della cultura e della democrazia americana. Nei suoi primi scritti, vi è ancora l'esaltazione della macchina come strumento essenziale per definire la struttura e il nuovo volto dell'architettura. Una vera e propria manifestazione pratica delle sue teorie può essere considerata la conferenza tenuta nel 1901 alla Full House di Chicago.
In particolare, nei suoi primi testi tende a parlare con un'immagine allora abbastanza ambigua di una città Chicago notturna tra il fascino e il rifiuto della metropoli. In ogni caso, la presenza di Wright nella Scuola di Chicago è una posizione minoritaria o di opposizione. La Fiera Mondiale Colombiana allestita a Chicago nel 1893 aveva aperto il Middle West all'influenza del classicismo della East Coast, respingendo i modi della Scuola di Chicago e troncando il sogno di Sullivan di farvi il punto di partenza per un'architettura autoctona e moderna.
Difficoltà e influenze
La sconfitta di Sullivan e di Wright, soprattutto nel dopoguerra, fu dovuta a una serie di difficoltà professionali, ma l'interesse per l'altezza dei grattacieli e la vastità delle praterie inizierà solo successivamente anche in Europa con un vasto ritardo. A scoprire l'opera di Wright a Chicago era stato per l'Europa il filosofo tedesco Bruno Zevi; in seguito alla sua segnalazione, l'editore Foerster di Berlino gli dedica una monografia edita nel 1910, che riportava una serie di disegni preparati per l'occasione dallo stesso Wright.
La castità di queste pubblicazioni determinerà in poco tempo una grande influenza sull'architettura europea, un'architettura in sé coerente ma libera da influenze moderne. Forti tracce del linguaggio di Wright sono decifrabili, per esempio:
- La fabbrica costruita da Behrens all'esposizione di Werkbund organizzata a Colonia nel 1914
- Una serie di elementi presenti nel sito della Scuola di Amsterdam
Molto più tenace era l'influenza esercitata sul dibattito europeo dalle idee di Wright. Si deve aggiungere la forte influenza esercitata sull'architettura olandese, in particolare grazie alle pubblicazioni nella rivista De Stijl, dove l'opera di Wright era indicata come l'esempio più maturo di un'architettura che arriva all'espressione per via della macchina. A ribaltare però questa affermazione nel 1921 sarà soprattutto Berlage, affermando il limite dell'architettura di Wright.
Allo stesso momento, l'opera di Sullivan, benché nota in Europa fin dall'inizio del secolo, non aveva esercitato un'influenza significativa. La cultura europea sul finire degli anni venti adotterà l'immagine ideologica e semplificata grazie alla generazione di innovatori che vanno da Wagner a Berlage. La polemica di Wright giungerà solo in anni recenti in Europa. Nel 1922, il concorso per il grattacielo della Chicago Tribune sanzionava la separazione tra l'architettura americana e quella europea; il progetto premiato sottolineava la verticalità del volume e sigillava la fine della Scuola di Chicago.
Sullivan: considerazioni artistiche
Gli architetti di questo paese si trovano a faccia a faccia con qualcosa di nuovo, cioè l'evoluzione delle condizioni sociali che sfociano nella domanda di edifici per gli uffici sviluppati in altezza; il problema dell'altezza deve essere affrontato e risolto. Inutile dire che gli uffici sono necessari per gli affari, e attraverso l'invenzione degli ascensori ad alta velocità ora è più facile spostarsi verticalmente.
In questo ha contribuito la produzione dell'acciaio per realizzare costruzioni sicure e di grandi altezze. Inoltre, a tutto questo si deve aggiungere anche l'aumento della popolazione nelle grandi città e quindi è necessario un incremento del numero dei piani attraverso una serie di soluzioni. Il problema più grande potrebbe essere quello di infondere in questo rozzo e brutale edificio la grazia delle forme più elevate di cultura. Questo è un problema che si deve risolvere attraverso l'analisi degli elementi che lo compongono.
Occorre di conseguenza:
- Un piano interrato che contenga caldaie, l'impianto per la forza motrice, illuminazione e riscaldamento
- Un piano terreno destinato a negozi, banche o altre funzioni che richiedono vasta superficie
- Un secondo piano accessibile anche con scale, esteso grazie alle vetrate
- Un altro piano oppure un numero indefinito di piani per uffici, uno uguale all'altro
- L'ultimo in cima e collocato di uno spazio in rapporto alla vita e alla funzionalità della struttura, cioè il sottotetto, lo spazio sarà pieno di serbatoi, tubazioni, valvole e altri congegni meccanici che completano l'impianto
Ovviamente, soltanto in rari casi la planimetria con la disposizione dei piani dell'edificio per uffici assume valore estetico. Bisogna infatti fare attenzione soprattutto alle condizioni per rendere l'edificio funzionale; ovviamente deve anche essere confortevole. Verranno calcolate le misure delle aperture per le finestre in modo naturale, per lo sviluppo artistico dell'esterno. La parte commerciale sarà più ampia quindi quelle del primo piano, mentre la spaziatura o apertura del sottotetto non saranno di grande importanza. Ovviamente, il modo di progettare questo edificio comincia dal pianterreno attraverso un ingresso principale e successivamente l'estensione del numero indefinito dei piani, destinati all'ufficio e alla finestratura. La facciata sarà suddivisa da pilastrini con davanzale.
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