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Breve storia del teatro per immagini

Il Teatro Greco

Il teatro Nasce in Grecia nel 5 secolo a.C. , periodo di grande fiducia e orgoglio dovuto all’avvento della democrazia Periclea e al successo

delle guerre persiane, periodo fiorente nella quale nacquero anche altri generi letterari quali la satira e la storiografia. Il teatro nasce da tre

momenti: nelle celebrazioni del dio Dioniso

- Religioso:

ottimo strumento di propaganda

- Politico: Si tenevano delle gare tra tragediografi e commediografi giudicate da alcuni esaminatori

- Agonistico:

Le messe in scene venivano finanziate dagli arconti, l’arconte eponimo aveva il compito di selezionare i lavori da presentare, presentate in

tetralogie (3 tragedie + 1 dramma satiresco), all’agone (3 giorni tragico 1 giorno il comico), e avevano luogo nel situato

teatro di Dioniso*

nell’acropoli durante due feste principali della polis ateniese ( 3-4 giorni Gennaio-Febbraio) e ( 1 settimana

le grandi Lenee le grandi Dionisie

Marzo-Aprile - primo 535-532 a.C. vinto da ) Il vincitore veniva selezionato da una graduatoria stilata da 10 giudici e veniva

Tespi**

incoronato con una corona di edera.

Teatri greci V secolo scomparsi nel tempo, uniche informazioni dal V libro del di di ci rimangono alcuni

* Vitruvio

De Architectura

Teatro di Epidauro(vedi

esempi del IV secolo come il figura), simile a Dioniso, semicircolare,,100m x 90 m Cavea spazio destinato a

spettatori divisa in 14 gradinate e 2 corridoi scavati sfruttando il pendio della montagna, diviso nell’orchestra (diametro di oltre 20 m -

luogo del coro) dalla scena (panorama o edificio di sfondo che fungeva da magazzino, spogliatoio e uscite per gli attori) e piattaforma

più bassa (destinata agli attori e che scomparve con l’eliminazione del coro). Le persone erano sedute su panche di legno costruite su

gradini in terra battuta.

secondo Aristotele nasce nel giorno che i seguaci del Ditirambo, corteo funebre, i seguaci si sarebbero contrapposti al

LA TRAGEDIA

coro come degli attori, e come data convenzionale sappiamo che nel 534 a.C fu il primo a contrapporre un attore in

Tespi** maschera

a simulare il volto femminile e mettere in luce stato d’animo), con parti recitate, ad un coro. In realtà tragedia nasce quando per la

(serviva

prima volta l’uomo esce dai panni della sua vita per rivivere vita di un personaggio storico o di mitico con la conclusione che la vita umana

equivale a un dolore inespiabile, infatti nel periodo di fiducia nella grecità la tragedia fungeva come strumento catartico per il pubblico che

attraverso gli la paura e la pietà si distaccava dalla realtà e si interrogava su questioni che nemmeno i dei pagani riuscivano più a

rispondere.

Tre grandi tragediografi del V secolo:

Ultima espressione del sistema di valori arcaici attraverso i suoi personaggi incapaci di sottrarsi alla divina), sue

ESCHILO: dike (giustizia

tragedie caratterizzate da un rigido rapporto tra coro e attore. Introduce secondo attore e decorazioni nella scena (Vitruvio, per Aristotele

Sofocle) Intellettuale Pericleo interprete dei dubbi nei confronti delle divinità, che non vengono messi in discussione poiché troppo

SOFOCLE:

radicati nella tradizione. Aristotele vede nella tragedia sofoclea l’esempio più perfetto, (Edipo re tesano che scopre che in passato ha ucciso

re,

il padre e avuto un figlio con la madre) una precisa compenetrazione tra conoscenza di terribile verità) e

agnizione (presa peripezia

di condizione da buona a cattiva sorte) e riesce a ritrarre la solitudine tragica dell’eroe ovvero come affronta questa

(capovolgimento

terribile verità (spesso con un autonegazione di se stesso, edipo si acceca, non vuole più vedere). Ha esaminato con tragedie come l’Antigone

il dissidio umano tra coscienza individuale e leggi (Antigone figlia di Edipo chiede degna sepoltura a Creonte, zio attuale re di Tebe, per il

fratello Polinice che non ha avuto perché esiliato da Eteocle, anche esso morto. Antigone imprigionata muore in una grotta, Creonte sarà

tormentato dalla solitudine).

Poco apprezzato in vita per il suo atteggiamento dissacrante ed estremista nei confronti delle divinità, per la sua condanna alla

EURIPIDE:

sofistica (insegnare virtù attraverso la retorica), la tematica onnipresente della passione erotica, e soprattutto la critica al cittadino comune.

Dopo la guerra del Peloponneso Atene affronterà varie problematiche come quella della posizione della donna, della famiglia, degli

emarginati, degli stranieri e su queste tematiche si incentrerà la tragedia euripidea, non sui grandi interrogativi e la solitudine tragica

dell’eroe.

Nella Aristotele delinea le linee generali che seguiva la tragedia, le regole di:

Poetica

dramma ambientato in un unica giornata dall’alba al tramonto

- Tempo:

Luogo Unico

- Luogo: Un unica azione (scopo) doveva essere perseguita dal protagonista

- Azione:

Divisa in: Mologo o dialogo che introduce il dramma prima dell’entrata del coro

- Prologo:

BREVE STORIA DEL TEATRO PER IMMAGINI ! 1

Primo canto che un coro esegue entrando dai corridoi laterali chiamati

- Parodo: Parodòi

parti di dialogo tra attori e coro intervallati da parti corali

- Episodi: Stasimi:

Parte conclusiva della tragedia che culminava con l’uscita di scena del coro

- Esodo:

di sesso maschile, mai di numero superiore a tre (protagonista-parte principale, deuteragonista-parti medie, titragonista-parti di re-

Attori

voce poderosa). Il ruolo del era quello di esprimere, attraverso il canto e la danza, il pensiero dell’autore, del senso comune, della

coro

classe religiosa, commentando l’azione dell’attore. Prima 12, 15(sofocle) 24 (commedia), capeggiati dal corifeo, capocollo che spesso si

esibiva solo ribadendo quanto detto dal coro. Gli attori indossavano il tunica con mantello, colore indicava ruolo

Chitone (lunga

personaggio) e i (alti calzettoni per dare importanza all’attore). Protagonisti tragedie prelevati da patrimonio storico culturale greci

coturni

(eroi omerici, divini), nella afferma che i protagonisti rappresentano tutte delle maschere

Nietzche Nascita della tragedia dallo spirito della musica

del dio Dioniso. nasce secondo Aristotele nel giorno che qualcuno si è opposto al coro canto dei cortei dionisiaci delle falloforie

LA COMMEDIA Komos,

greche (fallo funzione apocropatica, di fertilità). Al contrario della tragedia nasce dal contesto della guerra del peloponneso che infiacchì gli

animi greci che avevano bisogno di allietare i loro animi con il riso. Mentre la produzione della tragedia si esaurirà nel V secolo a.C,

ripetendosi (perdita del contesto stociale della polis), la commedia attraverso anche l’età ellenistica fino ad arrivare Roma. La commedia si

divide in tre fasi:

di Artistofane, V secolo a.C. Tragedia della politica e dei motivi personali (trame sono bizzarre costruite intorno a una vivace

- Antica:

serie di spunti satirici che vanno a colpire i temi dell'attualità; gli attori non "personaggi", ma figure buffonesche; nel suo Le Rane

assistiamo a una gara dialettica tra i defunti Eschilo ed Euripide, perchè solo uno potrà tornare in terra: a vincere è Eschilo, certificando

la sua visione un po' conservatrice, legata a una funzione civile del teatro; in lo sciopero sessuale delle protagoniste a causa della

Lisistrata

guerra del peloponneso evidenzia una condizione femminile diversa, autonoma, indipendente.

fino al 330 a.C Fase intermedia tra le due (scarsissime fonti, ipotizzata per giustificare l’enorme scarto tra le due)

- Di mezzo:

Menandrea, fino al 260 a.C. Tragedia dei tipi e di taglio più borghese evidenzia il distacco dalla politica in favore

- Nuova:

dell'individualismo: l'attenzione si concentra sulla scena familiare, passiamo alla tipizzazione del personaggio e dei suoi rapporti

interpersonali; (spunto dalle tragedie euripidee)

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TEATRO LATINO

Le prime rappresentazioni risalgono al 364 a.C. ma il periodo più fiorente a Roma sarà quello dell’età imperiale. Si ispira quasi

completamente al modello greco. Anch'esso è connesso con le feste religiose, ma non ha alcun legame con la politica: viene a mancare l'idea

che il teatro possa rappresentare un incontro della comunità civile e politica; il mondo romano è interessato alla dimensione spettacolare

della rappresentazione (il mimo è l'unica forma di spettacolo che non conoscerà crisi, un attore che rappresentava mimicamente i passi delle

tragedie cantati un coro o cantore il virtuosismo era l'unico canone di giudizio). Uomini di tutte le classi sociali frequentavano il teatro ed il

biglietto non costava niente (in grecia il biglietto aveva un costo ma lo stato finanziava i meno abbietti)

Primo teatro 55 a.C., con Pompeo, (scalinata del tempio di Venere come cavea) struttura greca, lo spazio per l'orchestra è di parecchio

inferiore, visto che il coro non c'è più, tutta l'area interessata allo spettacolo poteva essere coperta con un velario (velum), per riparare dai

raggi del sole, la scena ora è definita da un'imponente scaenae frons, ricca di marmi, statue e le parodio sono integrate con l’edificio

Gli Edili si occupavano dell'organizzazione degli spettacoli e delgavano generalmente il capocomico (dominus gregis) per l'ingaggio degli

attori; la definizione di "gregge" degli attori testimonia il loro ruolo infimo e marginale (prigionieri o schiavi) che avevano.

[254-184 a.C.] conosciuto per la "questione plautina", in quanto le sue commedie si ispirano a quelle del mondo greco e che oggi

Plauto:

non possediamo più; in Plauto conta il gioco che si realizza sulla scena, mentre intreccio e approfondimento psicologico sono secondari

[195/185 – 159 a.C.] il suo teatro sembra rivolgersi al Circolo degli Scipioni, i quali cercavano di creare una nuova Roma,

Terenzio:

lontana dal pregiudizio che quella arcaica nutriva verso tutte le novità, e fu questo stesso pregiudizio a far fallire il suo piano di superare la

commedia nuova con una "nuova commedia" romana che a partire da un linguaggio piano, corretto limpido, che arava contro al

linguaggio platino che univa forme dotte a forme volgari.

[4 a.C. - 65 d.C.] le cui tragedie sono caratterizzate da una esasperazione tragica e da un uomo in preda alle passioni: i fantasmi

Seneca:

interiori diventano un modo per capire l'essere umano. La sua esaspera i lati negativi della maga, mostra la violenza dell’infanticidio

Medea

(nella medea di euripide no) fino a farne nel finale, lei di stirpe divina, nemica degli dei.

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La teatralità medievale

[Medioevo 476 d.C. caduta impero romano occidente - 1492 scoperta America] Difficile parlare di teatro medievale per poche

fonti, quasi totalità della classe ecclesiastica che lo ripudiava. Idea di teatro come abbiamo imparato a conoscerlo nel teatro

greco e romano in cui attori rappresentano vicende in edifici appositi diviene sempre più raro, non per via dei contenuti ma

per la forma, poiché l’ostentazione della corporeità dei mimi e degli attori nella società tecentrica dell’espiazione dei peccati

(descritta nel trattato di è considerata il male e renderebbe l’anima schiava delle passioni, la parola

Tertulliano)

De spectacularis

(quella scritta ancora di più) prende il sopravvento sul gesto, e quindi la chiesa fa in modo sia di cancellarne la pratica, sia di

cancellarne le nozioni che si ha del teatro. Tuttavia il medioevo negli ultimi anni ha elaborato forme di teatro del tutto

originali quindi possiamo dividere idealmente il medioevo in un periodo dove si cerca di obliterare il teatro contro uno dove si

cerca di recuperarlo.

All'inizio i mimi giocolieri e saltimbanchi sono i detentori di quel poco di teatralità che resta. Soggetti nomadi, non identificati

da un titolo e spinti ai margini della società dalla classe ecclesiastica, ma solo come categoria culturale, perchè poi ben gradite

alle feste della comunità più abbietta, anche quella ecclesiastica. fu il primo nel 1274 a rivolgersi ad Alfonso X di

Riquier

Castiglia per istituire delle gerarchie. Vennero distinti ( burattinai, imitatori di uccelli per pochi soldi in bassi ambienti)

buffoni

e e cantautori [di storie del ciclo arturiano, biblico, mitico] dalla situazione economica stabile da

menestrelli (musicisti

sottrarsi al nomadismo). I più fortunati di queste categorie erano i cosiddetti giullari che avevano la possibilità di esibirsi presso

le corti bandite e gli eventi speciali dell'aristocrazia, molti tra il XIII e XIV secolo infatti iniziano ad essere stipendiati e a

lavorare presso i signori. (uomo di cultura che si distacca dalla figura del giullare per quanto riguarda la

Trovatore

dimensione dello spettacolo entrando in quella della letteratura componendo per quest'ultimo - XIII).

IL TEATRO NELLA LITURGIA - Paradossalmente il clero stesso che tanto aveva ripudiato il teatro si ritrova a fare catechesi

allestendo piccole scene che si inserivano nella liturgia pasquale e natalizia utilizzando tecniche teatrali, esempio è l'episodio

del che riprendono la vicenda cristiana delle tre Marie che trovano il sepoclro vuoto e dialogano con l'angelo.

Quem queretis?

Questa pratica si diffuse in tutta Europa, ma non si può parlare di teatro perché non c'era né pubblico esterno alla chiesa e lo

scopo non aveva alcunché di teatrale, solo una declinazione della cerimonia. Man mano questi piccoli nuclei crescono, si

ripetono più spesso e si fanno più articolati con usi di costumi e apparati scenografici, noti sono gli ingegni elaborati da

brunelleschi per simulare l'annunziata e l'ascenzione. (vedi figura)

Questa declinazione religiosa comincia a sbiadire con il tempo e le messe in scena subirono vai cambiamenti: le messe in scene

liturgiche iniziano ad essere organizzate da confraternite laiche, poi latino sempre meno comprensibile ai più, queste messe in

scena cominciano a passare a un registro volgare. Si passò prima attraverso modello chiamato "farcitura" testo volgare (che

rivolge il messaggio ai più in maniera chiara) con lunghe didascalie latine (destinate ai colti) come il In questo

Jeu D'adam.

periodo nasce la drammaturgia in italiano con la laura drammatica, diffusa in tutta italia dall'Umbria grazie al movimento

intorno al 1260. Il passaggio al volgare rende la religiosità molto più impregnata di umano, ricordiamo

dei Flaggellanti La

ritrovata a Montecassino dove il cristo non è più raffigurato trionfante ma sofferente con un maggiore realismo.

Passione

Tra 1300 e 1400 in Europa prendono piede forme di spettacolo sempre più imponenti e organizzate: rielaborazione autonoma

dei testi delle scritture, attore sempre più vicino ad essere interprete e non una semplice icona parlante (prima si cercava di non

svilire l’eternità dei santi attraverso la finitezza dell’uomo). E’ il caso di spettacoli mobili su carri in Inghilterra e Spagna

(Pegeant Scene di Passioni divise in ordine sparso in vari punti della città in Francia e Germania,

e Autosacramental),

mentre in Italia lo spettacolo a tema religioso inizia a scomparire più rapidamente sotto la spinta umanistica.

La scena teatrale medievale non è rappresentativa illusionistica come quella rinascimentale ma strettamente simbolica, come

gran parte dell'iconografia medievale.

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Il Rinascimento

Il rinascimento capovolge la concezione di teatro medievale ponendo le basi per il cosiddetto "teatro all’italiana". Il teatro, la tragedia in

particolare, era considerato nell'Umanesimo e nel Rinascimento un genere molto nobile, una forma particolare di poesia che è

rappresentazione drammatica di azioni nobili: quindi storia. Il dramma come rappresentazione tragica, storica e poetica allo stesso tempo

richiamò molto l’attenzione dei teorici, ma non tanto in quanto funzionalità del dramma in sé ma più come costruzione dell’edificio teatrale

e costruzione dello spettacolo da parte corago (regista). Infatti il teatro in quel periodo per la civiltà umanistica più che luogo di spettacolo

era considerato luogo di celebrazione: teatro come oratorio (com'è definito dall'Alberti) o in funzione di una liturgia (Leonardo lo definisce

"teatri per uldire messa”).

QUESTIONE VITRUVIANA

Umanesimo e Rinascimento furono caratterizzati da un forte interesse per la cultura romana e greca. L'unica opera classica in cui vengono

descritte le strutture architettoniche e prospettiche dell'edificio teatrale dell'antica Roma è il trattato di tecnica architettonica dell'architetto

romano del I secolo a.C. libri - nel quinto si sofferma brevemente sul concetto di teatro ideale e parla delle tre scene fisse

Vitruvio (10

tragedia sontuosa ed elegante, commedia edifici modesti e popolari, dramma satiresco boschi e foreste). Lo studio e l'applicazione dei suoi

canoni, dopo il ritrovamento nel 1414 nel convento di Monte Cassino, indirizzò le menti umaniste verso la progettazione dell'edificio

teatrale di cui non si era sentita la necessità (prima gli spettacoli erano svolti in chiesa, per le strade, nei palazzi principeschi). E' con Leon

che le norme vitruviane divengono patrimonio fondamentale per gli architetti, perchè, analizzandole criticamente, egli

Battista Alberti

costruisce su di esse il suo (1485). Nel capitolo dedicato al teatro si sofferma sugli aspetti strutturali fondamentali del teatro:

De re aedificatoria

- l’individuazione dell'area mediana del teatro nell’orchestra, vista come nucleo generatore dell’edificio

- la ricerca della forma fondamentale -> circolare che ottimizza la diffusione delle onde sonore

il cambiamento della scena dal concetto classico di porta regia a quello umanistico di spazio urbano (case dei personaggi).

- Prisciano

scrive un trattato dedicato a teatro, anfiteatro e

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anielloferrone@gmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof De Marinis Marco.
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