Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Social Network

Facebook, Twitter, Youtube e gli altri: relazioni sociali, estetica, emozioni

1 - Introduzione

1.1 - Incontro con i social network

•• Per alcuni i social network (SN) sono una abitudine quotidiana, un luogo per lavorare e per vivere. Il

numero delle persone che partecipano a questa grande messa in scena cresce continuamente in tutto il

mondo. Il world wide web si è trasformato velocemente e questi SN ereditano tutte le abitudini maturate nei

precedenti modi di vivere Internet: posta elettronica, Messenger, ricerca di contenuti, condivisione, blog…

qualche anno fa i SN non esistevano. MySpace, LinkedIn e Second Life sono del 2003, Facebook del 2004,

Youtube e Flickr del 2005, Twitter del 2006. Il momento in cui sono esplosi è tra il 2007 e il 2008. Il Web 1.0

comprende eBay (1995), Amazon (1996), Google (1998)… il Web 2.0 comprende Wikipedia (2001), iTunes

(2002), Skype (2002), i primi SN citati prima, Google Earth (2004)… il Web 2.5 comprende Twitter e gli

strumenti tecnologici del “sempre connessi”: smartphone, iPad, Kindle…

1.2 - Web 2.5

•• Nel Web 2.0 l’utente è attivo, protagonista e partecipe nello sviluppo della Rete anche attraverso la

creazione e la gestione di propri contenuti e di interi canali di distribuzione. Questa “seconda Internet” si è

avuta dopo l’11 settembre 2001, che segna una profonda sfiducia nella tecnologia, un sospetto nei confronti

di Internet (usata molto dai terroristi) e l’emergere di nuove esigenze di sicurezza. L’unico modo per uscire

dal “grande freddo” era proporre una rete molto meno statica permettendo una maggiore partecipazione

dell’utente. Nel Web 2.5 l’utente diventa abitante, partecipante, membro attivo di una comunità, dotato

quindi di una interattività molto maggiore e più paritaria. Nel Web 2.5 non siamo più “ospiti a casa di Google”

o “clienti nel negozio di Amazon”, ma con la nostra pagina di SN siamo padroni a casa nostra. Con i SN tutti

possiamo avere una casa: l’esperienza di “avere un sito” e poi dal 1998 di “avere un blog” diventa ancora

più semplice e alla portata di tutti.

1.3 - Internet “fai da te”

•• All’inizio i siti Web erano statici e permettevano solo di navigare tra le pagine oppure usare la posta

elettronica. Le cose poi si sono evolute nella direzione del “fai da te” (grazie alla facilità con cui si compiono

azioni complesse: una condivisione su facebook richiede un paio di clic, ma dietro si nascondono

lunghissime stringhe di programmazione… i SN sono potenti software che incorporano e nascono alla vista

la grande quantità di programmazione necessaria per farli funzionare. La gestione dei contenuti prescinde

sia da conoscenze informatiche specialistiche sia da abilità relazionali spiccate (anche un ragazzino su

facebook può far crescere rapidamente la sua cerchia di amici e la sua partecipazione virtuale. I SN

possono quindi rappresentare un potenziamento notevole delle capacità relazionali di un adolescente, e

possono aiutarlo a capire che non basta fare le cose, ma ci sono anche modi per farlo sapere, per capire e

accettare gli altri. L’architettura di rete non è cambiata nel tempo ed è sempre la stessa da quando esiste il

protocollo HTTP, ma il rapporto tra competenze specifiche, il coinvolgimento emotivo (il sito web di solito è

gestito e realizzato da terzi, il blog è personale, ma la pagina facebook lo è ancora di più), la modalità

comunicativa e l’investimento personale, intellettuale e di tempo cambia a mano a mano che il web si

evolve.

1.4 - I social network sono un nuovo pericolo?

•• Con la nascita dei media popolari già nel Novecento le classi colte hanno disprezzato la cultura “bassa” e

in generale si è sempre visto nei media alcuni pericoli (alcuni veri altri presunti). Con Internet si è puntato il

dito sulla pornografia, sulla violenza, sulle truffe e su i commerci illegali e la categoria più esposta sono gli

adolescenti. Si teme che gli adolescenti diffondano troppi dati personali su di sé, o che stabiliscano tramite

SN contatti con persone poco raccomandabili magari mascherate dietro un profilo falso, o che le relazioni

virtuali si sostituiscano a quelle reali, portando i ragazzi all’isolamento. Molti ragazzi usano esclusivamente il

computer per comunicare con il mondo (in Giappone questi sono i “hikikomori”, coloro che stanno in

disparte). In realtà, questi ragazzi comunicano con tutto il modo, ma tendono a non uscire di casa, a non

curare il loro aspetto fisico, a non parlare con i familiari… in realtà questi problemi sono sempre esistiti,

anche prima di Internet.

1.5 - Non tutti i social network sono uguali

•• I SN sono figli di un pentagono che unisce il computer e il telefono ormai sempre connessi a Internet, i

media audiovisivi, le periferiche di gioco e la localizzazione GPS. I SN uniscono dispositivi, servizi e

comportamenti già presenti in rete: blog, chat, forum di discussione, scambio di file tra pari, posta

elettronica, bacheche… i sn privatizzano la sfera pubblica (un politico che scrive un post pubblico

rendendolo in un certo senso “intimo” e privato) e pubblicizzano la sfera privata. Non tutti i sn agiscono negli

stessi modi e negli stessi tempi: facebook invita a mostrare la propria faccia e la propria storia, mentre il

filesharing tende a nascondere l’identità. Su tutti i sn possiamo “crearci” un personaggio, mentendo:

rimanendo nel virtuale non si rischia e ci si illude, anche se su facebook è brutto fare amicizia e poi dover

ammettere che non siamo come ci descriviamo.

•• Ci sono tre tipologie di sn: la tipologia “profili” (ogni utente deve avere una sua pagina, in cui può scrivere

su di sé o condividere oggetti multimediali. Con la sua identità l’utente si incontra e discute con altri con

possibilità comunicative asincrone - commenti ai post… - oppure sincrone - chat, telefonia VoIP… -,

pubbliche oppure private), la tipologia “filesharing” (si esprime il proprio Io in base ai prodotti che ciascuno

offre agli altri e che definiscono la sua personalità, in cui l’identità è sempre indiretta e spesso parziale), la

tipologia “mondi virtuali” (i partecipanti sono immersi in ambienti tridimensionali usando un avatar; le

esperienze possono essere di tipo ludico, competitivo, relazionale).

1.6 - Gruppi e fandom

•• Nei sn non esistono solo i singoli, ma anche i gruppi e i microgruppi, comunità che si formano e si

scompongono intorno a ideali, interessi, hobby, tendenze culturali, estrazione geografica… la

comunicazione di massa si è frammentata, almeno sui sn, e ciò è avvenuto grazie al fenomeno del

“fandom”, comunità di appassionati intorno a un prodotto, a un ideale, a una persona, a un luogo. Questi

fenomeno avvengono all’interno della società di massa (anche prima dei media del Novecento, per esempio

nello spettacolo popolare dal vivo). La nascita del fandom in senso moderno (prima era solo in riferimento

agli appassionati di fantascienza) si ha negli anni Cinquanta con l’avvento della musica rock. Il marketing

non ha sottovalutato il fandom, che l’ha considerato una possibilità di fidelizzare il pubblico che è così

portato spontaneamente a fare pubblicità del prodotto. Nel Web 2.5 i sn sono il posto ideale per la creazione

e l’incontro di fandom, perché consente collegamenti, discussioni, scambio e pubblicazione di materiale… e

così aumentano i vantaggi per il prodotto mediale. Anche al marketing politico è possibile alimentare e

addirittura sostituire il fandom del partito o del politico… a volte si possono creare anche utenti falsi per

animare il dibattito oppure per orientarlo in una certa direzione o per disturbare i gruppi di discussione degli

avversari. Spesso il gruppo in un sn ha le caratteristiche del fandom: è monotematico e fortemente

orientato. Altri gruppi sono aperti alla discussione che si solleva intorno a un problema che non si risolve

mai. L’uomo è un animale sociale e la sua tendenza a confrontarsi e ad aggregarsi con i suoi simili è

vecchia come il mondo e i sn sono la forma più moderna di questa tendenza.

Uno sguardo sui social network

2 - MySpace

2.1 - A place for friends

•• Fondato nel 2003 da Anderson e da De Wolfe, dipendenti di una società di web marketing, MySpace

nasce come “doppio” di un altro sn creato un anno prima e cresciuto rapidamente, Friendster (usato

soprattutto per la ricerca di nuovi amici, possibili partner o vecchie conoscenze. MySpace infatti ne riprende

le finalità, essendo “A place for friends”. Nel corso del tempo si è evoluto, ma è stato declassato da

Facebook. MySpace permette di creare una pagina persona in cui caricare foto e video da condividere con

altri utenti sul sn, che possono essere contattati e aggiunti. Questi amici possono anche essere ordinati nel

riquadro sul profilo dell’utente in ordine di importanza (Top Friends List), così da definire la propria identità,

fatta di gusti musicali, letterari, cinematografici, politici e allo stesso tempo raccontare le relazioni personali

più significative. MySpace permette di personalizzare maggiormente il proprio profilo rispetto a Facebook. Il

riquadro dedicato agli interessi personali (musica, film, tv, libri, politica) permette di raccontarsi per aree

tematiche. Le altre informazioni (orientamento sessuale, politico, religioso, situazione sentimentale,

lavoro…) sono facoltative. A mano a mano che si crea, si modifica e si fanno delle attività con quel profilo,

MySpace regala dei badge (delle medaglie da appuntare sulla propria divisa virtuale). Oggi modificare il

profilo richiede pochi clic, ma la prima versione di MySpace era ancora legata all’uso di codice HTML e

quindi richiedeva più competenze.

2.2 - MySpace 1.0

•• La prima versione di MySpace permetteva la scelta di temi predefiniti scritti in codice HTML da copiare e

incollare nell’area “chi sono”, forniti dallo stesso sito oppure generati appositamente (questo ha portato alla

nascita di molti siti creati per offrire codici corrispondenti a sfondi personalizzati). Il profilo diventa allora una

versione virtuale delle pareti di una stanza da letto. In più, in ogni sezione dove ci è permesso scrivere è

anche possibile incorporare (“embedding”, con codice HTML) singole foto - per esempio prese da Flickr -,

slideshow o video - per esempio presi da Youtube (ciò era già possibile con i siti web e con i blog).

2.3 - A place for bands

•• MySpace è una copia di Friendster, che però era creato soprattutto per conoscere persone nuove e non

vedeva di buon occhio i profili non personali (ispirati a personaggi famosi o dedicati a gruppi musicali);

MySpace invece non ha limitazione e accetta anche account di band famose: Anderson nel 2004 permette

ai gruppi di avere un apposito profilo, e MySpace diventa fulcro della comunità musicale online, più vicina ai

giovani. Tra gli ultimi anni del Novecento e i primi del nuovo millennio, comincia ad assestarsi la

distribuzione della musica digitale (con le battaglie legali tra industria musicali e software peer-to-peer). Nel

2003 arriva iTunes Music Store, che fissa una terza via fondata sul “prezzo equo” per i contenuti musicali.

Allora MySpace permette alle star affermate di mettersi in contatto con i fan, mentre permette a musicisti,

gruppi e cantanti indipendenti di farsi conoscere (con forme di autoproduzione). Nel 2004 i REM scelgono

MySpace per anticipare l’uscita del loro disco Around the Sun, mentre nel 2007 MySpace diventa produttore

di un disco tributo agli Smashing Pumpkins. Nel 2008 nasce MySpace Music Tour, iniziativa con la quale lo

stesso sito si fa carico della promozione live di alcuni gruppi indipendenti (ancora non conosciuti) mettendo

il proprio marchio su una serie di concerti organizzati negli USA.

2.4 - La crisi

•• Alla fine del 2011 vi è un accordo tra MySpace e Facebook per l’integrazione tra i contenuti e la

sincronizzazione delle attività: è la tregua di una lunga battaglia. Il sorpasso di Facebook risale al 2009,

anno in cui il sn di Zuckerberg supera MySpace come rete sociale con il maggior numero di iscritti.

MySpace è ritenuto meno immediato, mentre Facebook ha una interfaccia accessibile anche a chi non

sente la necessità di costruire “artigianalmente” le proprie pagine. L’abbandono dei profili (tra il 2009 e il

2010 gli iscritti calano da 256 s 95 milioni) e il calo di tempo speso sul sito hanno costretto la proprietà a

misure di emergenza. MySpace fa fronte alla crisi cercando di concentrarsi su video musicali, serie tv, web

series, ovviamente con sincronizzazione con Twitter, Facebook, Youtube… la musica resta un aspetto

centrale, infatti le pagine musicali vengono ulteriormente migliorate, si promuovono concorsi per gruppi

emergenti e si offrono contenuti speciali legati ai concerti. Di recente MySpace ha integrato i propri servizi

con quelli di ReverbNation, sn nato nel 2006 e dedicato alla sola autopromozione di gruppi musicali

3 - Facebook

3.1 - Vivere connessi

•• Facebook (killer application del social networking, ovvero un dispositivo che si impone sul mercato a

scapito dei concorrenti) è nato nel 2004 come Thefacebook ed è stato pensato come una grande piazza,

luogo di incontro virtuale per restare in contatto “con le persone della tua vita”. Ma non è solo questo: è un

potente strumento di e-marketing, un immenso archivio di contenuti multimediali, un mezzo per costruire la

propria identità in rete, una grande sala giochi virtuale, uno strumento di studio della società… la rete

sociale ha superato il miliardo di iscritti nel 2012. Facebook assorbe l’email, sostituisce la messaggeria

istantanea, una parte dei videogiochi, una parte dei siti di dating, si integra con Youtube, rende obsoleto

Flickr, funziona da ufficio stampa ma è anche più pratico dei blog. Dal 2006 la crescita di iscritti è

esponenziale e nel 2010 è il sito più frequentato in assoluto, anche più di Google. In tutti gli Stati, Facebook

divora i sn concorrenti, anche quelli ben radicati nei vari Stati per motivi nazionalistici (eccetto che in Brasile,

in cui prevale Orkut, sn di Google; la Cina ha QQ Tencent, il Giappone Mixi, l’Olanda Hyves, tra l’altro

diffuso solo in quel Paese).

3.2 - Quando Facebook non era Facebook

•• Nel tempo, Facebook ha cambiato interfaccia. La denominazione facebook forse riprende i Facebooks,

annuari con le foto di ogni studente americano, come per dare l’idea di associare un volto a una identità

(concetto che non nasce con le reti sociali: l’antropologo ottocentesco Lombroso crede che alcuni tratti

somatici del viso possano essere ricondotti a una identità criminale). L’ideatore è Zuckerberg, anche se con

accordi faticosi tra lui e tre suoi colleghi ad Harvard (raggiunti solo nell’aprile 2011). L’evoluzione del sn può

essere schematizzata in tre fasi: feb 2004 - feb 2006 (nascita e sviluppo del sn, più che altro tra gli studenti

universitari americani), feb 2006 - set 2006 (il pubblico viene esteso a scuole superiori e a grandi aziende),

set 2006 - oggi (chiunque, dai 13 anni in su, può iscriversi al sn). Al 2012, il valore di mercato di Facebook

risale a 104 mld di dollari.

3.3 - Entrare nel social network più diffuso

•• Iscriversi a Facebook è molto semplice: basta andare sulla home del sito, compilare la scheda online di

iscrizione, confermare l’indirizzo email e subito si può personalizzare il proprio profilo inserendo foto e

informazioni personali, cercare possibili amici e fare un giro nella comunità virtuale (in cui utenti si ritrovano

uniti da interessi e bisogni comuni, e interagiscono in tempo reale superando qualsiasi barriera geografica).

Ogni giorno su facebook si ritrovano milioni di utenti che conducono una vita informatica parallela a quella

reale. In Facebook si viene accettati immediatamente all’interno della comunità (in Beautiful people - sn - si

accede solo se accettati - perché ritenuti bellissimi - da persone già iscritte). Facebook è una forma di

capitale sociale perché è basato su relazioni tra utenti e permette la produzione di output sociali derivanti

dalle stesse relazioni.

3.4 - La partecipazione

•• Le reti sociali riprendono e amplificano alcune caratteristiche della vita reale. Secondo Tarquini, in

Facebook attraverso il meccanismo della distrazione si esprime una crescente necessità di rapporti umani:

l’istinto alla socializzazione porta a partecipare alla piazza digitale del sn. Nella vita reale, così come in

facebook, si condividono tra amici gusti, mode, contenuti (ne è esempio l’iscrizione a gruppi tematici). Forte

differenze tra interazioni fisiche e virtuali secondo Bagnara sono la flessibilità e la sincronicità comunicativa:

per le interazioni fisiche si presuppongono una serie di riti precisi, schemi rigidi con cui si manifesta la

partecipazione alla comunicazione, mentre la rete presuppone una maggiore elasticità (per esempio

comunicazione asincrona con i commenti nei post…).

3.5 - Perché Facebook ha successo

•• Elementi distintivi del successo di facebook sono il capitale sociale (facebook consente la creazione, la

gestione e la conservazione delle proprie relazioni sociali), l’economia del dono (fondata su dare, ricevere,

ricambiare), la costruzione del sé (intendendo facebook come un palcoscenico virtuale) e la diffusione delle

innovazioni (facebook si è esteso soprattutto grazie alla pubblicità gratuita fatta dagli utenti e dai media).

3.6 - Capitale sociale: manutenzione delle proprie relazioni sociali

•• Facebook permette di mantenere costantemente i contatti con le persone, anche ricostruendo il capitale

sociale preesistente (vecchie conoscenze, amicizie…). Dunque, facebook consente la conservazione e la

gestione delle proprie relazioni sociali. Secondo Caffo il successo di facebook risiede nell’umana indole del

voyeur (guardone). Secondo Pistilli non è solo voyeurismo… sta tutto nel gusto di decodificare i messaggi

lasciati dagli altri (che cosa posso capire della vita di questa persona guardando il suo diario?). Le persone

hanno bisogno di socializzare per vivere e facebook fornisce gratis la possibilità di creare, mantenere e

ricostruire amicizie e contatti.

3.7 - Economia del dono: rinsaldare i legami sociali

•• Mauss (antropologo francese) nel suo Saggio sul dono espone il concetto di “economia del dono”, in cui

chi creava risorse non le vendeva ma le scambiava con gli altri sulla base di regole non scritte, basate sul

concetto di reciprocità: chi riceveva qualcosa donava a sua volta, cercando di contraccambiare sempre con

poco più di quanto avesse ricevuto. Dunque, l’economia del dono si basa sul dare, sul ricevere e sul

ricambiare. Questa economia del dono, rapportata a facebook può essere vista in senso stretto, ovvero

facebook mette a disposizione della comunità di utenti spazio per idee e lavori (nonostante mostri inserzioni

pubblicitarie, che rappresentano una delle forme di finanziamento della rete sociale). Dal punto di vista degli

iscritti, il dono avviene tra loro stessi (messaggi, poke, regalini virtuali per il compleanno, per le ricorrenze

importanti…).

3.8 - Costruzione del sé: Facebook come palcoscenico

•• Facebook è un grande palcoscenico digitale in cui ognuno costruisce il proprio profilo in maniera

minuziosa. Secondo Goffman il sé è un effetto drammaturgia che emerge da una scena [teatrale] che viene

rappresentata. In questo mondo virtuale, ognuno interpreta uno specifico ruolo. Facebook dà all’utente la

facoltà di scegliere il (miglior) modo in cui presentare se stesso. Nella scelta di una foto del profilo, l’aspetto

narcisistico viene a patti con il voyeurismo dei visitatori.

3.9 - Diffusione delle innovazioni

•• Per “diffusione delle innovazioni” si intende una teoria su come, perché e a quale ritmo nuove idee e

tecnologie si diffondano attraverso le culture. La diffusione in particolare di facebook si è attuata attraverso

una “pubblicità spontanea” da parte degli utenti e dei media. Una volta che facebook ha superato un certo

numero di iscritti (“la soglia critica”), questo si è diffuso rapidamente nel mondo.

4 - Twitter

4.1 - Dall’uomo al pulcino

•• Twitter è un sito di microblogging diffuso in gran parte del mondo. Nasce nel 2006 dai ragazzi di Obvious

Corp, azienda di studi e ricerche informatiche di San Francisco. Il nome è ripreso dal verbo to tweet,

“cinguettare”, e sta a indicare propri la modalità attraverso cui gli utenti comunicano: il sito è un grande nido

in cui ognuno cinguetta il proprio pensiero. Come per facebook, all’inizio Twitter è usato solo in America,

anche perché all’inizio le versioni del sito erano una in inglese (oggi la più usata) e una in giapponese. In

più, nasce in un momento in cui Facebook, MySpace e Badoo prendono quota. La crescita di consensi per

Twitter si ha per la possibilità di comunicare in maniera semplice e veloce. Un forte contributo alla sua

diffusione arriva dalle elezioni presidenziali americane del 2008: per la sua campagna elettorale, Obama

usa molto i sn, tra cui Twitter. Lo stesso Williams, cofondatore di Twitter, esalta il ruolo politico offerto ai

politici: “un politico deve parlare ai propri elettori e con Twitter può farlo senza un grande impegno di tempo”.

Tra il 2008 e il 2009 gli utenti cominciano a iscriversi in massa, condividendo le loro idee, commentando

quelle degli altri, intervenendo in tempo reale in decine di discussioni. Twitter diventa un insieme di sintetici

diari personali, ma anche un canale informativo alternativo ai media tradizionali.

4.2 - Tra tweet e retweet

•• La piattaforma di Twitter è basata su open source, quindi gli aggiornamenti possono essere fatti tramite il

sito stesso, via sms, email, tramite varie applicazioni basate sulle API (Application Programming Interface)

di Twitter. Twitter aggrega molti strumenti comunicativi tipici del web (ha elementi simili all’email, alla

messaggistica istantanea, ai blog, ai feed). Twitter appartiene al genere del microblogging, a metà tra blog e

una rete sociale. Ogni utente può postare sulla sua bacheca un suo messaggio (tweet). La differenza è che

questo tweet è limitato a 140 caratteri al massimo. Ecco perché micro e veloce. Ogni tweet postato diventa

visibile sulla bacheca dei nostri follower, quelli che scelgono di seguire quello che scriviamo. Se decidiamo

di seguire qualcuno, questo sarà per noi un “following”. A ogni tweet può corrispondere un retweet, ovvero

un messaggio di replica all’originale (l’insieme di questo botta e risposta digitale è la principale forma di

comunicazione su Twitter, ma non l’unica); possiamo scambiare contenuti multimediali, come foto e video.

Con gli hashtag si possono “taggare” gli argomenti di cui i tweet parlano, così da essere facilmente

rintracciati e aggruppati insieme ai tweet che hanno lo stesso hashtag e quindi simile contenuto.

4.3 - Live tweeting. Crossmedialità dei contenuti

•• I Grammy Awards del 2011 hanno riscosso un successo di ascolto senza precedenti (26 mln di spettatori),

forse per la sinergia tra tv, streaming, e ascolti non lineari tramite sn come Twitter e facebook. Il gioco di

tweet e di retweet connessi a un determinato evento diventa parte integrante dell’evento stesso. Il sn

diventa quindi un potente strumento di marketing. La società della New Economy ha bisogno di nuove reti,

di nuovi network attraverso i quali espandere le proprie necessità. Il popolo della rete coincide di poco con

quello televisivo: divulgando un evento in maniera crossmediale si dà ai contenuti più visibilità.

4.4 - Un’analisi degli utenti

•• L’informazione usa sempre più spesso i sn per poter diffondere le notizie (alcuni reporter aggiornano

costantemente il loro profilo twitter documentando l’evolversi dei conflitti della “primavera araba”, ondata di

proteste e rivolte, con morti e feriti a seguito di dure repressioni, nata nel gennaio 2011 in Tunisia e Algeria,

poi estesa dal Marocco all’Egitto, dalla Libia allo Yemen alla Siria): Twitter si trasforma allora in “Twitter

Times”, ovvero in un giornale dei tweet. Anche i blogger usano ampiamente i sn e in particolare Twitter sia

per trovare un’altra sede in cui dire la propria, sia per promuovere il proprio blog: pubblicità digitale gratuita.

Altri utenti interessati all’uso di twitter sono i media tradizionali, come giornali e tv. Con Twitter bastano

poche ore per rendere un argomento “di discussione”, mentre con i media tradizionali occorrono molti giorni

“sulla cresta dell’onda”.

4.5 - Specializzazione del medium?

•• Twitter è nato con lo scopo di mettere in relazione persone comuni, aggiornandole sul proprio stato.

Appare chiaro che nel tempo si sta trasformando, spostando il suo pubblico sempre più verso un mix di

professionisti e utenti comuni. Twitter riesce a far coincidere esigenze diverse e il suo ruolo è impegnato

soprattutto nell’informazione. Facebook stesso appare come medium meno efficace da questo punto di

vista. Si potrebbe quindi parlare di una specializzazione della comunità di Twitter che rappresenta per i

media informativi quello che per la musica ha rappresentato MySpace. Oggi esistono molti canali informativi

e lo spettatore non vuole più basarsi un un unico strumento comunicativo come in passato. Cambia quindi

anche il vecchio ruolo passivo del destinatario davanti all’industria dei contenuti: anche nel mondo

dell’informazione nasce la figura del “prosumer”, consumatore che ha anche le caratteristiche del

produttore. Twitter dà l’impressione di accedere direttamente alla notizia, senza mediarla: attraverso twitter

l’utente diventa parte attiva di ciò che accade nel mondo e partecipa agli eventi.

4.6 - Una nuova forma di giornalismo partecipativo

•• Twitter sembra una grane agenzia di stampa: i tweet sembrano i lanci d’agenzia nei quali vengono forniti i

primi dettagli di una notizia mentre sta avvenendo. È un giornalismo partecipativo in cui comunicare ciò che

accade non è più una esclusiva del giornalista professionista. Chiunque può improvvisarsi reporter. Il lettore

è aggiornato in tempo reale, attraverso testimonianze dirette e a costo zero. Questo ridimensiona la

funzione del giornalista professionista. Nel passato il giornalista con le sue fonti privilegiate (agenzie di

stampa) rappresentava l’univa fonte attraverso la quale entrare in contatto con ciò che accadeva nel mondo.

Oggi i sn diventano fonti alternative, mentre anche le testate cartacee si dotano di edizioni online e a

pagamento. È ovvio che il giornalismo partecipativo tendi a diventare anche meno affidabile, poiché le fonti

possono essere difficili da verificare. Molto spesso accade però che nei social network arrivi prima una

notizia che sui media convenzionali e ciò costringe i giornalisti a cambiare il modo di fare informazione.

Alcune volte, i sn sono l’univa fonte di informazione, soprattutto se c’è di mezzo la censura. È lo stesso

Williams a inquadrare Twitter nell’ottica del “citizen journalism”, ovvero di un “giornalismo dal basso”,

orizzontale, in cui anche gli utenti possono creare e pubblicare contenuti multimediali (distruggendo la

vecchia egemonia broadcast che usano i media). Questo giornalismo partecipativo rientra nell’economia del

dono, caratteristica del Web 2.0 e successivi. Gli utenti di twitter contribuiscono attivamente alla diffusione

gratuita della conoscenza.

5 - Flickr

5.1 - Un grande album di immagini riprodotte

•• Flickr è il più interessante social network per la pubblicazione e la condivisione di fotografie. Il numero di

foto che è possibile caricare gratuitamente è salito fino a 300mb al mese. Dal 2010 si possono anche

caricare gratuitamente due brevi video (max 90 sec). Se si vuole accedere a una capacità illimitata di foto e

video (sempre di max 90 sec) si pagano 25 dollari l’anno. Scopi dichiarati del sito sono due: consentire alle

persone di pubblicare le proprie foto e di offrirle in visione agli altri e proporre nuovi modi per organizzare e

archiviare foto e video. Flickr non è solo un archivio digitale né un sito per lo scambio di immagini: gli utenti

possono esprimere la propria personalità attraverso le foto pubblicate. Il sito permette di creare un profilo

con le proprie informazioni e di caricare foto da ordinare in set tematici o cronologici, dando loro titolo,

descrizione, tag e informazioni sulla localizzazione (geotagging), così da facilitare la ricerca. Le foto

possono essere private o pubbliche. Colui che carica una foto deve indicare se è sicura, moderata o

“riservata” (ovvero se ci sono genitali in mostra). Ogni utente nella ricerca può fissare dei filtri per bloccare

per esempio le foto riservate. In più, se una persona crede che una sua foto sia interessante, può accedere

a “Esplora” passando al vaglio di Flickr, ovvero a una raccolta delle foto migliori; la fotografia può anche

essere messa in vendita come “in stock”, attraverso un accordo tra Flickr e la banca dati fotografica Getty

Images (fondata nel 1995 da Getty).

5.2 - Operare sulle foto inserite dagli altri

•• Se il proprietario delle foto ce ne dà il permesso possiamo copiare le foto anche in grande formato e

usarle dappertutto. Possiamo scrivere un commento pubblico alla foto, indicarla come una delle nostre

preferite, inserirla in una nostra galleria, possiamo proporre al proprietario di diventare un nostro contatto

così da avere accesso a eventuali contenuti privati, oppure mandare un messaggio privato al proprietario.

Si possono anche creare gruppi che raccolgono foto su un terminato tema così da formare una comunità.

5.3 - Storia di Flickr

•• Flickr è stato inventato in Canada nel 2004, poi acquistato nel 2005 da Yahoo! per proporre nuovi servizi.

Sul sito vengono postate circa 3000 foto al minuto. Le foto sul sito possono essere vari miliardi: Flickr è il

principale indicatore delle conseguenze del passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale. Con i

nuovi strumenti sia hardware sia software possiamo scattare fotografia con estrema facilità con il nostro

smartphone e poi ritoccarle con altrettanta facilità.

5.4 - Le foto dei grandi eventi e la sfera pubblica

•• È riduttivo pensare a Flickr come a un sito per fotografi dilettanti, collezionisti di vecchie foto… tutte

queste categorie sono presenti nel sito, ma l’importanza di questo sn è connessa alla vastità della sua

comunità internazionale e al profondo intreccio con la sfera pubblica: Flickr ha permesso a persone che si

trovavano per caso sul luogo di grandi eventi di far circolare le loro testimonianze (in particolare il 7 luglio

2005 quando a Londra quattro bombe esplodono durante l’ora di punta per le persone che si recano al

lavoro, con 50 morti e 700 feriti). In otto ore dagli attentati di matrice fondamentalista islamica 300 foto erano

su Flickr, che quindi funziona da agenzia fotografica per la copertura dell’evento. Il citizen journalism

comincia forse nel 1991 quando un passante già un videotape a Los Angeles incastrando dei poliziotti che

picchiavano un nero, King. Ma con l’evento di Londra la fotografia amatoriale rappresenta una forte

concorrenza nei confronti dei professionisti (un giornale preferisce usare la foto spontanea di un testimone

anche se la qualità è modesta…). Flickr è tra i migliori sn a cavallo tra sfera pubblica e sfera privata e riesce

a enfatizzare i vantaggi dei dispositivi digitali. Flickr contribuisce alla fissazione del ricordo, alla

stabilizzazione dei nostri archivi memoriali.

6 - YouTube

•• Nel Novecento, cinema e televisione hanno segnato il nostro modo di fruire la cultura visuale. Con

l’avvento di contenuti audiovisivi digitali sul Web e soprattutto con Youtube le cose cambiano ancora. Di

recente, sono state eliminate gran parte delle limitazioni sul caricamento dei video: possono essere caricati

video molto lunghi, di grandi dimensioni, girati in tre dimensioni… oggi Youtube è salotto per vedere film e

palcoscenico per esibirsi al mondo. Lo spettatore in Youtube diventa sempre più produttore e distributore.

Youtube è nato nel 2005 grazie a tre impiegati di PayPal (prima di allora, le sole forme di condivisione di

contenuti video erano solo sistemi peer-to-peer costantemente attaccati dall’industria discografica per

violazione al copyright). Youtube ha una interfaccia semplice, permette di fare network con altri utenti e può

far inserire video su blog e siti attraverso il codice HTML. Un anno dopo è stato acquistato da Google per

1,65 mld di dollari. Nella cultura convergente (definita da Jenkins)i contenuti generati dagli utenti (UGC)

hanno un ruolo centrale.

6.1 - Convergenza e Users Generated Contents

•• Per convergenza Jenkins intende il flusso dei contenuti su più piattaforme, la cooperazione tra più settori

dell’industria dei media e il migrare del pubblico alla ricerca di nuove esperienze di intrattenimento. Sin

dall’inizio del nuovo millennio sono cominciati a nascere i primi software di editing fotografico e video anche

incorporati nei sistemi operativi (Windows Movie Maker nel 2000, iMovie nel 1999). Videocamere e

fotocamere sono diventate sempre più portatili, pratiche ed economiche. Sono sempre esistiti “registi

amatoriali”, che al più producevano fulmini domestici da proiettare in privato perché imperfetti. Con i

software per montare e migliorare i propri video, con Youtube come luogo per condividerli anche al grande

pubblico e con la banda larga che favorisce anche i servizi Internet in modalità always on (sempre connessi)

le cose cambiano. Fondamentali diventano gli Users Generated Contents (UGC): molti producono sottotitoli

per le serie tv, molti pubblicano i loro film preferiti… si rompe allora ogni strategia di distribuzione stabilita

dall’alto.

6.2 - Broadcast Yourself

•• Il primo video caricato è Me at the Zoo, che ritrae Karim, uno dei fondatori del sito. All’inizio non c’era

ancora il motto del sito “Broadcast Yourself” (Trasmetti te stesso”) e anzi Youtube era incentrato soprattutto

sul poter mostrare in modo privato e sicuro i propri filmati a familiari e amici lontani. A produrre questo

cambio di rotta sono il ruolo chiave dei materiali dei media tradizionali come forza trainante della diffusione

del sito (sia con la pubblicazione di alcuni contenuti televisivi su Youtube sia con il nominare Youtube in

programmi o tg) e l’introduzione di funzioni e strumenti che lo hanno reso più facile. In più, scelta vincente è

il fatto di vedere i video in flash senza bisogno di scaricare nulla: il video viene riprodotto direttamente nel

browser. Non vanno poi trascurate quelle funzioni tipiche dei sn: possibilità di creare un “canale” (profilo) al

quale gli utenti possono iscriversi, si possono segnare i video di altri utenti come preferiti, possiamo

commentare i video, rispondere a un contenuto proposto da altri con un proprio video… il sito è nato con

una identità riconducibile a quella di un archivio, ma sono stati gli utenti ad appropriarsi del mezzo,

facendolo evolvere oltre le prospettive previste dagli stessi fondatori.

6.3 - Vaudeville 2.0: le YouTube celebrities

•• Il Vaudeville è l’americano teatro popolare di varietà sviluppato tra Ottocento e Novecento. Jenkins spiega

come Youtube possa rappresentare un Vaudeville 2.0: il varietà era eclettico e variegato nei numeri (da

monologo drammatico a pezzo comico…). Tutti questi momenti erano presentati senza alcuna gerarchia di

importanza. Ogni momento puntava sulla brevità (massimo 20 min) e sull’impatto emotivo. Oggi più lo

spettacolo è estremo, scioccante e acrobatico più è alta la possibilità che questo venga condiviso tra gli

utenti. Il Vaudeville poi ha messo in scena differenze culturali che davano forma all’immigrazione di inizio

secolo, e così Youtube è un prodotto di questa fase della globalizzazione. Il fenomeno delle “Youtube

celebrities” ha uno stretto rapporto con queste caratteristiche. La chiave del successo (di solito rapido e che

conduce al dimenticatoio) è l’originalità dei video proposti, che sia l’eccesso di bruttezza, di simpatia… ci

porta alla condivisione su altri sn innescando una circolazione virale.

6.4 - Vlog e Mashup

•• Molti giovani usano Youtube per l’autorappresentazione e per sviluppare e potenziare le proprie capacità

creative. I vlog sono la versione audiovisiva dei blog, sono quindi video-diari usati soprattutto dagli

adolescenti, che regalano consigli di bellezza o recensioni di libri dalla propria camera. I vlogger sono ripresi

sempre dalla stessa angolazione imposta dalla posizione della webcam e si affrontano argomenti vari, dai

più seri ai più faceti. Le ragazze propongono in genere tutorial di make up… e allora le grandi aziende di

prodotti cosmetici usano queste ragazze come testimonial dei loro prodotto (Michellephan, Cliomakeup…). I

vlog discendono dall’esistenza delle webcam e dei blog. e si inseriscono in una “cultura della confessione”

che caratterizza anche i reality in tv. Altro importante genere di video è il mashup, dato dal riassemblaggio di

materiali audiovisivi esistenti, che siano questi cinematografici, televisivi o generati dagli utenti, dando vita a

un bricolage audiovisivo che include giustapposizioni di immagini e sonoro presi da fonti diverse (spesso

con intenti parodici oppure verso un montaggio creativo di film celebri spostandoli così di significato; è un

esempio la parodia alla scena finale di La caduta - gli ultimi giorni di Hitler, in cui il violento ultimo discorso di

Hitler viene sottotitolato con le storie più divertenti). Sono prodotti caratterizzati dalla brevità e dalla capacità

di circolare velocemente adattandosi ai sn, tipici della “snack culture”, che rimasticano e reinterpretano pezzi

di cultura popolare. Questo ci mostra le possibilità creative offerte dai nuovi media agli utenti, che maturano

una grande competenza del linguaggio dell’immagine, impensabile fino al decennio scorso.

6.5 - Il rapporto con l’industria dei media: l’identità di YouTube

•• Il rapporto tra Youtube e i contenuti dei media tradizionali (spezzettati, incollati e condivisi) è molto stretto,

anche se da sempre difficile (per via di conflitti legati alla violazione del copyright. In realtà Youtube ha

prodotto alcuni strumenti che permettono ai possessori dei diritti di monitorare ed eventualmente rimuovere i

propri contenuti (come ContentID o programmi di partnership commerciali per la condivisione degli utili).

Youtube però non è solo un contenitore di contenuti, ma anche un luogo di discussione intorno a questi.

Youtube pone allora il problema della definizione di ciò che sarà il broadcasting in futuro. Infatti, molte

aziende televisive offrono i propri contenuti online ad alta qualità con forme di monetizzazione basate su

inserzioni pubblicitarie nei video (per adesso solo in America). In futuro si creeranno anche canali tematici


ACQUISTATO

7 volte

PAGINE

16

PESO

189.93 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Docente: Giomi Elisa
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simone.scacchetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Giomi Elisa.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia della comunicazione e dei media

Riassunto per esame Sociologia della comunicazione, prof. Giomi, libro consigliato Sociologia della comunicazione
Appunto
Riassunto esame Sociologia, prof. Magaraggia, libro consigliato Sociologia della comunicazione interpersonale, Boni
Appunto
Riassunto esame Sociologia, prof. Magaraggia, libro consigliato La webpolitica, Mosca
Appunto
Riassunto esame Sociologia, prof. Giomi, libro consigliato Sociologia della comunicazione, Paccagnella
Appunto